Archive for febbraio, 2011





Portariviste: un complemento destinato a cimeli d’epoca?

Pubblicato in ArredaClick
Navigando nel mare magnum internettiano mi sono imbattuta in una considerazione, sostenuta da un web magazine che tratta di design; l’articolo parlava di un coffe table con portariviste incorporato e l’autore del post si soffermava sul fatto che è curioso come i designer, anche se giovani e al passo con i tempi, si occupino ancora di ideare oggetti come i portariviste, che pare siano particolarmente gettonati dai creativi negli ultimi tempi. Il fatto appariva paradossale all’autore del post perchè appare ormai certo che le riviste e i magazine cartacei nel prossimo futuro diventeranno reperti del pleistocene: tablet e dispositivi tecnologici vari li stanno soppiantando, con grande cordoglio da parte degli amanti della carta, ma con gioia da parte degli ecologisti.

Pareri e obiezioni a parte, che si stia andando sempre più verso un mondo totalmente popolato dall’editoria digitale, è un dato di fatto; anche per i libri sarà presto così, tanto più che i costi di stampa e di distribuzione saranno abbattuti a favore di prezzi finali al pubblico più economici.

Eppure il fascino della carta perdura, intramontabile e inesauribile: irresistibile è la voglia di sentirla scivolare tra le dita, di sfogliarla, di respirarne l’odore; ineguagliabile l’esperienza di tenere fra le mani una rivista sull’argomento che più ci appassiona, fatta di colori, di parole, di qualità tattile. Tanto che la sottoscritta, per quanto ormai totalmente immersa nel mondo dell’editoria online, non riesce a resistere alla tentazione di comprarsi quintali di riviste, che parlano soprattutto di casa, oltre a desiderare fortemente (più di ogni altro obiettivo lavorativo al mondo!) di vedere una sua parola stampata e firmata su carta, da poter incorniciare, da poter toccare con mano. Soltanto una volta, vedere un solo mio articolo su una rivista stampata autorevole, mi basterebbe per coronare un sogno lungo una vita.

Ma, bando alle ciance, la questione è un’altra: come mai i designer continuano a pensare ai portariviste nonostante le riviste stiano lentamente morendo? Possibile che sia soltanto questo irresistibile fascino per la carta stampata a spingerli verso oggetti che apparentemente non hanno futuro?!? Non so darmi una risposta. Posso immaginare soltanto che probabilmente, quando lo scenario quasi apocalittico sarà delineato, quando l’inchiostro sarà totalmente sostituito da circuiti e superfici multitouch, allora le riviste saranno degli autentici cimeli da museo, da conservare e magari esibire con cura, come in una personalissima mostra domestica, come si fa ora con i quadri o con le sculture.

Questa potrà essere un’altra possibile destinazione d’uso dei portariviste: espositori d’eccezione per oggetti che diventeranno d’eccezione, magari anche nelle sale d’aspetto, dove probabilmente le riviste rimaste saranno davvero dei fossili mummificati, mentre per intrattenersi saranno presenti nell’etere delle sale d’accoglienza connessioni libere e contenuti digitali o applicazioni liberamente scaricabili nell’attesa, sul proprio supporto elettronico di turno.

Io amo la tecnologia, profondamente. Eppure non riesco a immaginare il mondo senza riviste, senza libri; e non riesco a pensare che i portariviste, anche in casa, diventino semplici soprammobili, monolitici insieme alle loro riviste-cimeli “d’epoca”, immutabili, immobili, pronti a caricarsi di acari; tanto che chi oserà provare a sfogliarle, invece del tipico e rassicurante fruscio, potrà provocare soltanto l’acre rumore dello strappo.

No, non posso dipingere questo paesaggio domestico nei miei sogni futuristici. Così continuo a pensare ai portariviste come a covi brulicanti di vita e di informazioni, coloratei dinamici, a tratti emozionanti, luoghi dove tuttavia la funzione di “display” per oggetti degni di nota, da esporre esattamente come ad una mostra, non perde di significato nemmeno nel contesto attuale.

Il portariviste Magazine in metacrilato trasparente ad esempio, sarebbe un supporto perfetto per riviste importanti, da mostrare con orgoglio nell’ingresso o nel salotto di casa.

Il portariviste di Kartell in polimetilmetacrilato antiurto colorato rappresenta invece già di per sè un oggetto da esposizione, potenziale accompagnatore di riviste altrettanto variopinte.

Più “classico” ed essenziale nella forma invece il portariviste in acciaio Press, che risulta tuttavia moderno grazie al materiale scelto.

Elegantissimo il portariviste Tom&Jerry in cuoio, per arricchire qualunque angolo della casa di carta stampata da leggere e da ammirare, ma anche di un complemento d’arredo degno di nota.


 
 

Decorare le pareti con i pixel: cambiare umore ogni giorno con “Change It!”

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Ogni giorno un disegno diverso, ogni ora un colore differente: è la possibilità che potrebbe offrire “Change It!”, un concept di wall decor in grado di rispondere a tutti i nostri cambiamenti d’umore! A idearlo è stato il designer Amirkhan Abdurakhmanov, detto Amirko, probabilmente per rispondere in modo efficace alla continua necessità di cambiamenti, in [...]


 
 

Decorare le pareti con i pixel: cambiare umore ogni giorno con “Change It!”

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Nuove lavatrici Miele W 5000 WPS Supertronic e W 5985 WPS SteamCare

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Miele presenta due nuove lavabiancheria fornite di tecnologie di ultimissima generazione, votate al risparmio ecologico e anche alla praticità: si tratta della lavatrice Miele W 5000 WPS Supertronic e della lavatrice W 5985 WPS SteamCare. Gli elettrodomestici sono diventati così necessari nella vita domestica odierna, da apparire quasi scontati: sicuramente non riusciremmo più a vivere [...]


 
 

Nuove lavatrici Miele W 5000 WPS Supertronic e W 5985 WPS SteamCare

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Arredo da giardino: cominciamo dalle sedie

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Siamo ancora in inverno, è vero, ma l’attenzione al giardino o al terrazzo e al suo arredo, deve cominciare a rapirci fin da ora, se intendiamo rinnovarlo o ripartire da zero. Il primo elemento dunque a cui pensare per il nostro nuovo outdoor, da poter acquistare anche adesso in previsione della primavera comunque dietro l’angolo, sono le sedie da esterno.

Solitamente essenziali, poco ingombranti e dotate di sistemi salvaspazio, quindi impilabili o pieghevoli, le sedie da esterno possono infatti essere conservate anche in casa fin da ora, senza contare che possono sempre servire anche nell’indoor per ricevere qualche ospite in più (e nelle orecchie sento nitide le note di “Aggiungi un posto a tavola”….ma questa è un’altra storia!).

Iniziamo a pensare fin da ora all’estetica della nostra zona pranzo e relax esterna: così a caldo, mi vengono in mente colori accesi, forti, dal carattere deciso, che possano trasmettere allegria ed energia durante le nostre feste, o una calda sensazione di benessere durante i nostri momenti di riposo.

Oltre all’estetica, è un altro l’elemento davvero importante per valutare l’acquisto di sedie e arredi da esterno: la funzionalità, che in questo caso significa resistenza alle intemperie e facilità di pulizia, due caratteristiche imprescindibili per elementi che saranno esposti all’esterno per la maggior parte del tempo.

Funzionalità in ultimo significa anche comodità, nella seduta, nella posizione, nell’eventuale metodo di archiviazione. Quindi gli schienali devono essere rigidi al punto giusto, le sedute morbide quanto basta, i sistemi impilabili e pieghevoli semplici e la presenza di elementi come i braccioli potrebbero garantire relax più simili a quelli offerti da una vera e propria poltrona.

Sono tanti dunque gli elementi da valutare prima dell’acquisto: l’estetica, i colori, i materiali, la loro funzionalità, i metodi di archiviazione e la comodità. Spesso il materiale è il comune denominatore di tutti questi elementi e da solo definisce quanto sarà comoda la seduta, quale sarà il suo aspetto visivo e soprattutto quanto facile sarà la sua manutenzione.

In ultimo, anche la destinazione d’uso potrebbe influire sulla scelta; nello spazio outdoor infatti sono tante le attività che si possono svolgere: feste, pranzi, chiacchiere, relax, occasioni informali e brevi, occasioni formali, etc, etc.

Se dovessi pensare fin da ora al mio nuovo terrazzo, per un angolo conversazione appartato e intimo, per chiacchierare con le amiche oppure con la mia metà, sceglierei le sedie da giardino Pigalle in acciaio laccato colorato: con disegni romantici, queste sedie creerebbero una perfetta zona privata, in grado di evocare le atmosfere di commedie come “The importance of being Earnest”. Senza contare che la praticità sarebbe assicurata dalla facilità di pulizia e dalla possibilità di scegliere la versione pieghevole oppure quella con braccioli per il massimo della comodità.

Per allestire invece lo scenario perfetto per una festa in terrazza, sceglierei le sedie pieghevoli Air Folding Chair in polipropilene colorato, allegre, informali, pronte all’uso e facili da riporre; ideali per aggiungere posti per gli ultimi arrivati.

Per un pranzo con amici e parenti, sceglierei invece le sedie impilabili Break in metallo zincato verniciato, ideali con la loro linea elegante, ma nello stesso tempo easy, a fare da contorno a un tavolo da esterno ampio e comodo.

Per creare spazi fantasiosi e originali, votati al relax e al riposo, sceglierei invece le sedie impilabili Easy Chair in polipropilene colorato, dotate di braccioli, pratiche anche grazie al materiale facile da pulire e da mantenere, e caratterizzate da un design particolare, accattivante e insolito, adatto a creare le stesse sensazioni di un bosco incantato.


 
 

Arredamento e casa: la rassegna stampa del web

Pubblicato in Blog Arredamento

Arredamento e casa: ecco le notizie più interessanti dai migliori siti web in fatto di interior design. Leonardo Case&Stili ci porta in tour all’interno dei nuovi uffici di Google a Londra, per rimanere ammaliati davanti al loro nuovo interior design CasaSugar propone una gallery molto interessante sui colori Pantone per l’inverno 2011: le tonalità pensate [...]


 
 

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Anteprime Salone del Mobile 2011: Ernestomeda presenterà la nuova cucina Emetrica al Fuorisalone 2011

Pubblicato in Blog Arredamento

Nell’ambito del Salone del Mobile di Milano 2011, durante la design week più famosa del mondo, Ernestomeda presenterà la sua ultima creazione in fatto di cucine di design di alta gamma, Emetrica. La design week più attesa a livello internazionale, quella che si svolgerà a Milano dal 12 al 17 aprile 2011, comprenderà come sempre [...]


 
 

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Villa San Valentino

Pubblicato in Blog Arredo

Villa San Valentino
Nel giorno del santo patrono degli innamorati, vi segnalo l’omonima villa creata da Stephen Unger. Situata a Merano (BZ) questa bifamiliare è nata con l’idea di condividere spazi comuni da riunire sotto uno stesso tetto. L’enorme facciata in legno e le due grandi vetrate (una rivolta verso la Val Venosta e l’altra verso la Val d’Adige) contribuiscono a bilanciare l’ingresso dei raggi solari mantenendo alto l’equilibrio termico dell’abitazione.
All’interno troviamo materiali caratteristici del posto: marmi di Lasa, porfidi, graniti e legni di quercia e larici.

=> Continua!


 
 

Riviste d’arredo: Home Hachette febbraio 2011

Pubblicato in Blog Arredamento

Home Hachette febbraio 2011: ecco cosa potete trovare questi giorni in edicola. Ecco il sommario di Home Hachette di febbraio 2011: case da film la storia della folie bergère trend dell’inverno fashion estesi all’arredamento gelsomini e gardenie per seduzioni in bianco intervista al designer Sebastian Bergne oggetti e fai-da-te rossi per San Valentino intervista ad [...]


 
 

Riviste d’arredo: Home Hachette febbraio 2011

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Cucine moderne: per salvare lo spazio basta una mensola

Pubblicato in Arredamenti Diotti A&F
Nelle cucine moderne la vastissima versatilità delle soluzioni proposte e delle composizioni possibili, rende fattibile rispondere a qualunque esigenze funzionale e di spazio, oltre che naturalmente di gusto.
E’ proprio a questo che mi sono ispirata per sognare la mia cucina nuova, un ambiente che vorrà essere funzionale e accogliente, anche se in una metratura ridotta, quasi da angolo cottura. In realtà si tratterà di una via di mezzo tra quest’ultimo e una cucina appena abitabile, ma è mio desiderio renderla confortevole e completa davvero di tutto, ancora prima di poterne vedere le vere dimensioni (che saranno realtà soltanto dopo la ristrutturazione prevista per il 2057 circa…)

Certo, la missione non è facile, ma fantasticare è sempre lecito e anzi, quando si tratta di casa, è uno dei doveri di coloro che amano sognare. Dunque una cucina dove in pochi metri disposti a L dovrà rientrare tutto: elettrodomestici, lavello, piano cottura, frigorifero, forno; ma naturalmente anche un piano di lavoro ampio e i piccoli elettrodomestici, che oltre ad amare profondamente, ritengo indispensabili alla mia vita culinaria.

Come coniugare tutto questo? Quale soluzione trovare per un piano di lavoro che, a causa della presenza di frigorifero, piano di cottura e lavello, sarà ridotto a poco più di un metro, nel quale dovranno convivere lo spremiagrumi elettrico, la macchina per il caffè americano, la centrifuga, il forno a microonde, il cuocipasta, il tostapane e la bistecchiera? Ah, quasi dimenticavo che in tutto questo il piano di lavoro, se è chiamato così, avrà sicuramente una destinazione d’uso affine…o almeno dovrebbe ed è quello che vorrei.

Considerando la profondità dell’ipotetico piano di lavoro (60 cm, standard), un margine di spazio per lavorare rimarrebbe davanti ai piccoli elettrodomestici disposti in fila contro lo splashback, ma l’area complessiva rimarrebbe sacrificata, troppo piccola di fatto per preparare torte per feste, insalate, verdure, peperonate e stuzzichini per aperitivi vari…

Folgorata sulla via di Damasco da un insolito colpo di genio, qualche giorno fa mi accingevo a trovare una soluzione al problema, sempre ipotetico, come ipotetica è l’intera mia nuova cucina; il fatto però è che questa soluzione da me soltanto pensata, esiste davvero e non perchè l’abbia inventata io, ma perchè ci hanno già pensato i designer di cucine, pieni di risorse (probabilmente la soluzione l’ho avuta davanti agli occhi per diverse volte e non l’ho mai registrata come tale, non si tratta quindi di un mio autentico colpo di genio in realtà…)

Ebbene la soluzione al problema in questione è semplicissima: una mensola, una mensola abbastanza ampia, ma non troppo per non intralciare i movimenti sul piano di lavoro,;una mensola resistente, posizionata sullo splashback a metà tra il piano di lavoro e i pensili. In questo modo lo spazio viene praticamente raddoppiato, senza rinunciare allo stile, anzi se possibile, incrementando la sensazione positiva dell’effetto estetico globale, che può giocare con un elemento a giorno preso in prestito da altri ambienti della casa (come il soggiorno o l’angolo studio) e di conseguenza con cromatismi e combinazioni di materiale che rispondono solo ai dettami della fantasia. E che possono anche alleggerire il “peso” della pienezza spaziale…

Così, con i piccoli elettrodomestici sulla mensola sempre pronti e a portata di mano, il piano di lavoro rimarrà totalmente in mio possesso per fare tutti i danni possibili in cucina, per avvelenare i miei ospiti (le intenzioni però sono sempre ottime!) e per interrompere più volte possibile la mia tediosissima dieta. Questo è il mio sogno, un sogno che può facilmente realizzarsi.

Ad esempio con la cucina Orange di Snaidero, un gioiello di design e funzionalità, che approfitta di questa mensola inserita tra piano di lavoro e pensili, per giocare con i colori, nel caso di Orange Color, oppure per creare un’uniformità visiva molto piacevole.

La cucina Spazio è un altro esempio di come una soluzione funzionale, rappresentata da una semplice mensola, possa risultare anche bella da vedere.

Anche la cucina Code offre la possibilità di organizzare lo spazio a giorno della cucina al meglio, grazie alla presenza di una mensola, su cui possono trovare posto anche i piccoli oggetti più utilizzati in questo ambiente, che non devono necessariamente essere costituiti dai piccoli elettrodomestici.


 
 

Salotto 2.0, il giorno dopo.

Pubblicato in Berto Salotti Blog

Ieri, durante la Social Media Week di Roma, ci siamo ritrovati all’Ateneo Impresa a discutere di “Salotto 2.0: i luoghi fisici dell’impresa, della vita e del desiderio nella società 2.0“.

Abbiamo parlato di piccole imprese che crescono e si riscattano, grazie anche al web, facendo crescere con loro i territori d’origine e i loro valori; abbiamo parlato di intrattenimento connesso, ovvero di come cambiano i consumi mediatici tra divano e vita nomade; Roberta Milano ci ha raccontato del couch surfing e del travel no-cost; Daniela Farnese ci ha raccontato come il suo divano sia diventato il suo spazio di lavoro sovrapponendo e amplificando la sua vita lavorativa e la sua vita sociale nell’era del 2.0.

I social media cambiano il mondo delle relazioni e delle esperienze nei luoghi fisici dell’impresa del viaggio, del lavoro e dell’intrattenimento e diventano un incentivo in più agli ostacoli che soprattutto oggi in Italia è ncessario afforntare.
Gli interventi di Monica, Roberta, Daniela e Davide, con la preziosa moderazione & provocazione di Massimo Micucci, hanno contribuito alla costruzione di tesi innovative sul salotto 2.0 che aprono per il futuro, nuovi spazi di produzione e sperimentazione nella comunicazione.

Un sentito grazie a tutti loro e ai tantissimi che hanno partecipato all’incontro, e a tutto lo staff RETI in particolare per il supporto nell’organizzazione.

Attorno al salotto 2.0 in questi giorni di #SMWRME abbiamo incontrato persone splendide che ci hanno arricchito la mente e il cuore. Per noi è stata una grande esperienza di relazioni ed è al contempo un nuovo bellissimo inizio tutto da vivere.

Qui potete rivedere i video della streaming. Anche se la qualità non è ottima è possibile ricavare buona parte degli interventi. Qui qualche scatto
Nei prossimi giorni pubblicheremo un video completo dell’evento.