Cucine moderne in contesti classici: passato e presente a confronto

Pubblicato da admin in Arredamenti Diotti A&F

Pare che in Europa, al di sopra delle Alpi, sia diventata ormai una consuetudine, un’abitudine che ha tutte le carte in regola per essere denominata “nuova tendenza”: è quella di scegliere cucine estremamente moderne, lineari e squadrate, da inserire in contesti invece classici, rustici, addirittura d’epoca. Elementi strutturali evocativi di un certo passato (come soffitti a cassettoni, pietra a vista sui muri, volute e decorazioni) possono dunque essere creati appositamente (oppure possono far parte dell’edificio originale) per fare da sfondo ad arredi contemporanei, a tratti futuristici, anche hi-tech, talvolta minimali.
L’obiettivo è quello di creare un netto contrasto visivo, percepibile immediatamente non solo con gli occhi ma anche con i sensi e proprio per questo istantaneamente apprezzabile. Non è dunque l’uniformità in questo caso a dare vita ad ambienti emozionali, ma l’esatto contrario, l’antagonismo, l’opposizione, una situazione ambigua, bifacciale, che infonda sensazioni contrastanti fra loro e che proprio per questo possa essere definita con l’aggettivo più amato dagli artisti del Romanticismo: sublime.

Nel corso del 1800 era considerato “sublime” tutto ciò che provocava nell’uomo sentimenti contrapposti, ma così forti da non poter essere contenuti, e nemmeno veramente definiti: un bellissimo tramonto, un superbo paesaggio, un’entità gigantesca, l’oceano, l’infinità del buio della notte, erano tutte cose considerate sublimi, perchè se da una parte affascinavano, dall’altra spaventavano, proprio per la loro meraviglia o per la loro grandezza.

E forse l’emozione provocata da un contrasto visivo come quello di una cucina moderna in un contesto classico, non può risultare così forte come quella trasmessa da un tramonto sul mare, ma concorre comunque a creare sensazioni decise, prorompenti, risolute..

Pensate ad esempio al contrasto che potrebbe creare un muro con pietre a vista, abbinato a una cucina in vetro, oppure un soffitto a cassettoni ad elementi in acciaio; si tratta di scenografie che istintivamente richiamerebbero l’associazione a forme ingentilite, a fronzoli di vario genere, a colori vicini alla natura, a materiali rustici, ad accessori a vista, a camini con fuoco vivo.

Invece si tratta di elementi affiancati a materiali nuovi, lucidi, riflettenti, con colori talvolta sgargianti o comunque totalmente scollegati a richiami naturali, e con forme estremamente lineari, regolari, geometriche, e soprattutto essenziali, senza oggetti superflui, senza elementi a vista.

Il contrasto dunque risulta chiaro: un incontro contraddittorio, un diverbio fra tempi e stili differenti, in cui passato e presente si amalgamano dando vita a risultati ogni volta diversi, ogni volta inediti, unici, mai scontati. Un contrasto dove il passato rivive in tutta la sua gloria, con tutte le bellezze regalateci in secoli e secoli di Storia, ma dove il presente gioca un ruolo fondamentale, perchè senza di esso, non potrebbe esistere nessun confronto e nessun risultato sublime.

La cucina Open in melaminico e vetro, con superfici a specchio, acidate o laccate, con le luci a LED capaci di dare un aspetto futuristico a qualsiasi elemento, si presterebbe perfettamente a questo gioco di contrapposizioni, grazie anche alla sua estrema pulizia formale.

Anche la cucina Klass con elementi in acciaio e alluminio, con colori lucidi decisamente contemporanei, sarebbe perfetta per un simile intento.

Incredibile poi l’effetto che potrebbe avere la cucina Mirror in vetro ad esempio su una parete in pietra, con la sua finitura necessariamente riflettente (come dice il nome stesso della cucina), con i suoi colori vivi, con gli elementi in acciaio, con la purezza delle sue forme.

Non trovate che in fondo tutto questo sia VERAMENTE sublime??


 
 

 
 

 
 
 

 
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