Se vi piace il viola, ma non volete nulla di scontato, prendete spunto dall’interior design di questo loft per decorare la vostra casa, ispirandovi a diversi stili d’arredo, per un mix molto “fusion”. Il viola è un colore di tendenza ormai da diverse stagioni, e non solo nel mondo della moda, ma anche in quello [...]
Archive for marzo, 2011
Al Salone del Mobile 2011 di Milano, Modà a brand of Di Liddo & Perego presenterà una nuova collezione di comò e comodini ispirati alla pop art, capaci di rendere ironica e leggera anche una particolare concezione di lusso. Modà: già il nome evoca ambienti fashion, è un marchio che esprime un concetto ben preciso [...]
Una veranda, un giardino d’inverno, una stanza che per tutto l’anno si trasforma in una grande finestra sul mondo; un luogo da condividere, ma che evoca anche un relax solitario, privato, intimo. E che proprio per questo trova nelle poltrone l’espressione più adeguata per realizzare il sogno di un ambiente personalizzato e raccolto.
Il contatto intimo con la natura, con il sole, con il cielo, con la pioggia, con il tessuto urbano, è qualcosa che nella veranda si verifica e si amplifica, e merita tutta la sua privacy quando siamo e vogliamo essere soli; ma si tratta anche di un contatto da condividere con le persone che più amiamo, per fermarsi a godere insieme di qualcosa di cui si perde facilmente il ricordo.
Ecco perchè la poltrona può adeguarsi sia all’una che all’altra situazione: due, tre, quattro poltrone fanno la condivisione, ma una poltrona fa l’intimità, crea la giusta dimensione spaziale utile alla personalizzazione di un tempo prezioso, in cui sfogarsi, in cui farsi consolare, in cui gioire, in cui decidere.
Tutti dovremmo avere un posto così: perchè ogni singola scelta impone decisioni non semplici, da ponderare con calma, in un ambiente dove il pensiero possa correre libero; perchè tutti abbiamo bisogno di un luogo soltanto nostro, dove chiudere tutte le nostre preoccupazioni, ma anche tutte le nostre passioni; perchè tutti abbiamo diritto di essere coccolati, se non da altri, da noi stessi e dall’ambiente che ci circonda e che scegliamo di chiamare casa.
E niente coccola meglio di una morbida poltrona, di una seduta comoda, studiata apposta per il relax, posta davanti a una finestra aperta sul mondo, in penombra o in piena luce. Una poltrona che riesca a costituire una soluzione di continuità con l’ambiente esterno, imitandone in qualche modo lo stile.
La poltrona Barcelona Chair sarebbe ad esempio perfetta per richiamare un mood urbano circostante, dove strade e palazzi si susseguono formando un interessante, quanto caotico paesaggio metropolitano.
Comoda, morbida e fresca la poltroncina Antares, adatta a fondersi con un contesto naturale, dove fiori e colori primaverili sono i protagonisti.
La chaise longue Casanova invece sarebbe l’elegante e comodo complemento perfetto per osservare il cielo, per guardare le nuvole che si rincorrono o le gocce di pioggia che sbattono sul vetro della veranda. Una seduta che trasformerebbe un semplice luogo di relax in una postazione pronta per sognare o per abbandonarsi in un mondo altro, tagliando fuori tutto il resto.
Quando si ama la propria casa, la passione traspare da ogni piccola scelta, da ogni oggetto, da ogni particolare: come in questo appartamento milanese di 45 metri quadri, che esprime tutto l’amore della padrona di casa per lo stile. E’ appassionata di moda infatti la proprietaria di quest’abitazione, tanto da averne fatto la sua professione. [...]
Nardi negli ultimi mesi ha presentato diversi nuovi elettrodomestici dotati di tecnologie all’avanguardia e design pensati anche per i più esigenti, per popolare cucine dallo stile inconfondibile: così forni, frigoriferi e cucine portano in casa stile e praticità. Tecnologia e design sono ormai due parole indispensabili per poter chiamare un luogo “casa”. Gli elettrodomestici fanno [...]
Buongiorno a tutti!
L’abitazione è stata edificata nel 1965, anno che ricade in un periodo “Metallo” che dà all’edificio la facoltà di favorire talento filosofico, grandi pensatori e fortuna negli affari. Qui vive una persona sola. Il suo Ming Gua corrisponde al numero 8, legato all’Elemento Terra. Pertanto osservate bene: l’Elemento di cui fa parte l’abitazione e quello legato al soggetto sono si compatibili, ma la Terra genera il Metallo, quindi sarà l’abitante a elargire energia alla casa, anziché il contrario, quindi poniamo i nostri rimedi o “cure“.
E’ necessaria la presenza riequilibratrice dell’Elemento Fuoco, che permetterà di caricare la Terra e controllare il Metallo. Le candele, i colori dell’arancio, oggetti dalle forme coniche e piramidali, quadri d’autore, lampade, oggetti in plastica, in pelle, pietre preziose cristalli e diamanti fanno parte di questo Elemento.
E’ un’appartamento dalla posizione ed architettura un po’ infelici, in quanto ha due lati, quello con direzione Sud-Est e Sud, senza affacci e finestre, quindi in origine tendenzialmente buia e cupa.
Tre finestroni si affacciamo sul lato Nord-Ovest, peccato che a poca distanza, è stato costruito un muro alto ben 3 mt nel 1965, quindi con poche, anzi vane possibilità di abbatterlo.
Ricordate che la casa più è attempata e più ha un basso potere energetico, se poi si riduce anche il numero di aperture, il Ch’i diminuisce ulteriormente.
Sono intervenuta, cercando di non travolgere completamente gli spazi, e soprattutto contenendo i lavori di muratura, facendo demolire piccole porzioni di pareti in modo da ampliare e rendere ariosi gli spazi e soprattutto luminosi, permettendo alla luce di filtrare anche nei punti più nascosti.
L’appartamento aveva soffitti molto alti, così come il corridoio, stretto e cupo. Ho fatto eseguire una controssoffittatura con faretti disposti in modo alternato per illuminare lo stretto e angusto corridoio, creando un bel gioco di luci. Per accorciare le distanze del corridoio, ho fatto disporre una dispensa, utile sia da un punto di vista pratico che estetico.
Quello che era un ampio ripostiglio, è diventata una cucina abitabile aperta, ariosa, che beneficia della luce del soggiorno.
I pavimenti, in origine, di mattonelle nere, sono stati sostituiti con il parquet dalla tinta chiara, per armonizzare con il colore giallino delle pareti, rendendo così l’ambiente ancora più luminoso.
Lo studio della nostra inquilina, è un’area problematica. E’ necessario l’inserimento di oggetti legati al Fuoco e al Legno, per potenziare quest’ultimo l’Elemento. Piante dalle foglie mobili, tipo Banjamin, il Fuoco, invece, rappresentato da lampade, candele, etc…
L’ingresso, altro punto difficile, legato all’Elemento Terra, è da neutralizzare con l’Elemento Metallo.
Utilizzo molto oro. Una campitura spugnata e un complemento dorato, dalla forma tonda, appeso al muro.
Inoltre il Legno è un Elemento di controllo della Terra, per cui anch’esso, aggiunto in questo contesto, rappresentato da una bella composizione di bambù e orchidee.
Nel cuore della casa, sono necessari i toni dell’ocra e giallino per incrementare l’Elemento Terra positivo. Un bel vaso in terracotta, posizionato sotto una lampada, per alimentare maggiormente l’Elemento di spicco. Vi ricordo che sabato 17 Aprile inizieranno i corsi base di Feng Shui. Il primo si terrà a Somma Lombardo in provincia di Varese, dalle 9.30 alle 18.30. Il prossimo a Prato, data da convenire. Chi fosse interessato, per qualsiasi informazione, può rivolgersi ai seguenti recapiti. Un caro saluto a tutti e un arrivederci alla prossima consulenza.
Tel: 0332•850 443
Mob: 338•846 5857
A noi, il nostro blog piace, piace molto; è uno spazio tutto nostro dove possiamo parlare di noi con voi, dei nostri prodotti, delle tendenze e di tanto altro ancora. Da tempo pensavamo di arricchirlo condividendo con voi altri argomenti.
La rete ci ha dato tanti spunti e ci ha anche permesso di conoscere tante nuove persone interessanti; tra queste Emiliano Brinci, designer specializzato nell’industrial ed exhibition design, che da questo mese inizia ad arricchire il blog con i suoi pensieri.
Abbiamo conosciuto Emiliano, prima in rete, qualche mese fa, discutendo di design, arredamento, tendenze in vari Social Network; poi a Roma, durante le nostre trasferte allo Show Room Berto Salotti di via Appia Nuova 1291.
Lui si descrive così :
“Artigiano/designer 2.0 e blogger dalla mente curiosa. Così amo definirmi,romano immatricolato ’77 e omologato per viaggiare in Italia e in tutto il mondo, anche nelle cappelliere degli aerei. Specializzato nell’industrial ed exhibition design, sono consulente per campagne di social marketing e gestione blog aziendali alla continua ricerca di novità e idee che appunto rigorosamente sul mio fido moleskine. Questo, ovviamente, prima di riversarle nei miei due blog: Designtrasparente e Designdigitale.
E tra un post e l’altro, il fascino che subisco per tutto ciò che è arredamento e design continua a crescere, un po’ come la mia collezione di tazze. Passione, questa, che presto mi costerà un garage. Che poi, tutto sommato, visto il mio sogno di diventare famoso come Starck e collezionare come lui moto d’epoca, un garage potrebbe tornarmi utile…
Grazie ad Emiliano Brinci, abbiamo conosciuto Michele Fanfulli, anche lui designer.
Laureato in Architettura alla Sapienza Università di Roma, svolge attività professionale nei campi dell’interior, dell’exhibit, dell’industrial design e segue la direzione artistica di eventi e manifestazioni, tra i quali alcuni workshop sul food design.
Collabora con agenzie internazionali per la ricerca di trends e concepts innovativi per il brand design e come giornalista free-lance per alcune note riviste e blog di design.
Michele insegna product e furniture design, visual merchandising ed è skilled tutor per workshop e corsi di brand experience design presso il corso di laurea in Disegno Industriale della Sapienza Università di Roma; insegna anche Design Innovation per i Luxury Brand alla Luiss Guido Carli di Roma e scenografia virtuale per l’animazione e i videogames.
Anche Michele arricchirà questo blog coi suoi pensieri, la sua esperienza e la sua passione per tutto ciò che gravita intorno al design.”
Non è soltanto l’Italia a festeggiare un importante compleanno: anche alcune delle sue aziende, che hanno contribuito a portare nel mondo l’apprezzatissimo Made in Italy, tagliano in questo 2011 un traguardo rilevante: Jannelli&Volpi ad esempio festeggia 50 anni di attività, con un evento spettacolare al FuoriSalone e con la presentazione di nuovi pattern firmati da [...]
Sarà infatti il nostro desiderio più forte allo spuntare dei primi raggi più caldi del sole, quello di pranzare o sorseggiare un aperitivo in giardino o in terrazza; ed essendo già dotati di sedie, non può mancare anche un tavolo, adeguato alle esigenze.
E se penso a pranzi o cocktail organizzati in outdoor, non posso che pensare di conseguenza a tanti invitati, a barbecue e grigliate, insomma a un luogo che possa accogliere molti commensali. Per questo l’attenzione corre subito a tavoli di grandi dimensioni, adatti a occasioni del genere.
Purtroppo però non tutti possiedono spazi esterni così ampi da permettersi un tavolo tanto grande, senza magari togliere metri preziosi ad altre attività da svolgere comunque all’esterno. La soluzione più ovvia allora, è quella di scegliere tavoli allungabili, disponibili anche con i materiali e le estetiche adatti all’outdoor.
Tavoli che all’occorrenza possono farsi piccoli per consentire altre attività oppure per essere riposti, ma che riescono anche ad ospitare tanti commensali quando l’occasione lo richiede.
Tavoli allungabili da esterno possono essere scelti in tanti materiali e anche con diverse forme, prediligendo quelle più consone alle proprie esigenze: ovali, rettangolari, quadrate, rotonde, sono tutte figure che si prestano ad essere allungate con sistemi diversi, mentre metallo, rattan, cristallo e legni si adattano perfettamente alle aggiunte possibili.
Il tavolo allungabile da giardino Continuum ad esempio è formato da un piano in cristallo e da una struttura in rattan sintetico, e può ospitare fino a 10 persone con i suoi 290 cm di lunghezza, mantenendo sempre le gambe perimetrali ed evitando dunque di occupare spazio utile ai commensali.
Il tavolo da giardino Cetra invece, allungabile nella sua versione rettangolare, arriva fino a 4 metri di lunghezza, per accogliere anche 14 commensali; la struttura in teak e il piano in lamiera d’acciaio, oltre a risultare adatti ad affrontare le intemperie, formano anche un piacevole contrasto estetico.
Il tavolo allungabile da giardino Sole è invece l’esempio di una forma tondeggiante, più morbida rispetto a quella rettangolare, che permette in ogni caso di ospitare fino a otto persone con i suoi 240 cm di lunghezza, supportati da un mix molto piacevole esteticamente, costituito da teak e acciaio verniciato.
Se da una parte infatti il bagno contemporaneo di design è l’espressione di fantasia e di creatività, lasciate libere di correre, il bagno moderno concepito come luogo di benessere si rifà al concetto di lentezza, fondamentale per definire il riposo, quella pausa tra una frenesia e l’altra necessaria a ripartire; un concetto che vorrebbe diventare una filosofia di vita, ma che si deve spesso accontentare di rimanere soltanto una parentesi.
Ma proprio perchè i momenti di relax da dedicare a se stessi sono rimasti pochi e sporadici, devono assumere un’intensità che necessariamente si riflette sull’ambiente circostante, capace di ricordarci la calma e la tranquillità anche quando andiamo di fretta.
Il bagno è il luogo ideale per incarnare questa filosofia: è l’ambiente della casa che ospita l’acqua, elemento fondamentale in tale concetto, ed è anche il luogo più intimo e privato della casa, dove trovare pace e dove ritagliarsi spazi e tempi tutti propri.
Non a casa il concetto di “spa” si ispira molto alle cosiddette sale da bagno mediorientali e orientali, dove i riti con l’acqua assumono un’importanza fondamentale nella vita quotidiana e nella vita in toto, grazie alla filosofia di purificazione che portano con sè.
Ebbene, un bagno che incarni tutti questi concetti, si ispira a uno stile ibrido, che evoca la purezza formale del minimalismo, la tranquillità degli elementi naturali tanto cari all’Oriente, l’ispirazione metropolitana alla funzionalità degli spazi, dovuta al poco tempo da dedicare al relax, e a un’estetica curata e attenta ai dettagli.
Il bagno diventa centro benessere non tanto con elementi come la sauna, il bagno turco o la vasca idromassaggio, ma con rivestimenti, sanitari e arredi che richiamino questo stile ibrido: lavabi da appoggio, forme lineari, legni chiari o scuri, pochi elementi ma fondamentali, colori neutri magari accesi da una sola tonalità più forte. E poi tocchi e dettagli di carattere, con petali di rosa, fiori e piante, candele profumate, fragranze esotiche: non solo la vista quindi, ma anche il tatto e l’olfatto rendono un bagno un piccolo, privatissimo ma pur sempre godibile centro benessere, da assaporare ogni giorno, anche solo per qualche impagabile momento.
Il bagno Metropolis in rovere moro incarna perfettamente lo stile ibrido di cui parlavo, con un’attenzione particolare all’aspetto metropolitano, proprio come dice il nome. Le forme lineari, interrotte solo dalla piacevole iregolarità del lavabo da appoggio, possono infatti felicemente essere abbinate a colori più forti e quindi a ispirazioni più contemporanee.
Il bagno Macao in palissandro evoca invece terre lontane e si rifà a un minimalismo più monolitico, con le sue forme squadrate e il lavabo importante in marmo Cardoso.
Il bagno Shangai in rovere scuro si ispira invece a un minimalismo più snello, ma non trascura affatto l’aspetto contenitivo.
Il bagno Modula in rovere chiaro si rifà invece a una tradizione più orientale, ispirata alla leggerezza pura, al minimalismo più estremo e più vicina ai colori chiari e riposanti del legno.
Fra meno di un mese, al Salone del Mobile 2011 Pianca presenterà due novità in grande stile: si tratta del sistema per cabine armadio Libera & Snake, e del sistema giorno SPAZIO. Un nuovo modo per ridisegnare spazi nascosti e spazi invece fatti per essere mostrati: le novità di Pianca al Salone del Mobile 2011 [...]

Con un caro amico e fornitore, sono stato a visitare alcune imprese del settore conciario tra Arzignano e Chiampo, in provincia di Vicenza.
L’esperienza maturata nella lavorazione del pellame da parte dei Fratelli Berto ha radici molto solide: la Berto Salotti nasceva infatti come azienda produttrice di divani in pelle conto terzi negli anni 70.
In quegli anni i Fratelli Berto selezionavano e tagliavano direttamente in prima persona tutte pelli ed è dai loro racconti che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare questo materiale unico e naturale.
Conoscendo la pelle sempre più approfonditamente abbiamo poi deciso di sviluppare un vero e proprio corso di formazione per i nostri venditori in modo tale che siano in grado di trasmettere le stesse emozioni e conoscenze originarie.
La visita presso le concerie è stata per me la coronazione di questo percorso di formazione. Dopo aver letto e visto tanto infatti, l’esperienza in conceria mi ha fatto capire che in realtà sapevo ben poco di questo mondo.
La cosa che fa più impressione è la quantità di lavoro necessaria per arrivare al prodotto finito: mi piacerebbe contare quante mani toccano le pelli, dalle fasi di concia alla rifinizione, fino al passaggio al tappezziere che, a sua volta, segna, taglia e lavora lo stesso manto.
E’ un lavoro difficile non solo per il contatto ristretto con numerosi prodotti chimici come le aniline e le vernici, ma soprattutto per il livello di conoscenza che gli operatori devono avere per poter gestire pelli diverse l’una dall’altra.
Ogni manto è composto da segni distintivi che ne identificano la naturalezza e l’unicità e solo l’uomo è in grado di selezionarlo e di scegliere la corretta lavorazione per ottenere il prodotto migliore.
E’ compito di tutta la filiera lavorare sinergicamente per produrre il miglior risultato prima che questo venga passato ai nostri tappezzieri, sarte e tagliatori. Una volta lavorato permette di arredare con pezzi unici il proprio ambiente, dotandolo di quel valore aggiunto e unico di stile, colore, e sensorialità.
Berto Salotti conosce il valore profondo di queste produzioni, ed è consapevole del lavoro e dei sacrifici che tantissimi uomini e donne quotidianamente conferiscono nelle proprie imprese.
E vogliamo trasferire ai nostri clienti queste sensazioni, per fare in modo che l’acquisto di un divano o di un letto in pelle Berto Salotti sia un’esperienza unica, da ricordare e da raccontare.
Una poltrona per abbandonarsi al relax profondo, studiata per accogliere il corpo e sostenerlo con una sofisticata ergonomia.
La poltrona Twitty entra in modo informale negli ambienti contemporanei e di design, per equilibrarsi con i nostri divani moderni e componibili.
Proposta per un primo lancio con una pelle pieno fiore, molto morbida e vellutata, sarà comunque disponibile con tutti i pellami della nostra collezione.
Twetty, come Morris e Madison, prima di entrare in studio per la realizzazione del catalogo fotografico online è disponibile per ricevere i vostri test e i vostri feedback presso lo showroom Berto Salotti di Meda.
Bassetti, da sempre amata per l’attenzione all’estetica e alla qualità dei suoi tessuti, presenta una nuova collezione che promette di aggiungere un fascino unico alla casa: si chiama Shine e splende proprio come dice il suo nome. Si ispirano all’oro, all’argento e alle pietre preziose i nuovi tessuti della collezione Shine di Bassetti, imitandone i [...]
Lo scorso febbraio, abbiamo partecipato al Convegno, organizzato dall’Associazione CERIF, “Elementi di criticità delle Family Business anche con riguardo alle esigenze di sostenibilità dei loro assetti proprietari”; Filippo Berto ha presentato l’esperienza dell’impresa di famiglia Berto Salotti.
Il Convegno è stato voluto per evidenziare problematiche e opportunità che le family business devono imparare a conoscere per affrontare con maggiore serenità il futuro in scenari turbolenti come quelli che stiamo vivendo.
Vogliamo ricordare alcuni passaggi dell’intervento del Prof. Claudio Devecchi che hanno fornito ottimi spunti di riflessione.
Questa fase difficile del mercato amplifica problematiche già presenti da tempo nel tessuto imprenditoriale italiano, come la mancanza di personale specializzato, le infrastrutture carenti, la burocrazia tentacolare e altri fattori esterni alla gestione aziendale. Questi si vanno ad aggiungere alle criticità interne tipiche delle pmi famigliari, come la difficoltà di disegnare un corretto vestito giuridico-amministrativo o il rinnovamento della formula imprenditoriale.
Per una migliore gestione del rischio aumentato e per un’azione più coesa sui mercati internazionali, si sono suggerite azioni di networking tra imprese; per affrontare i fattori esterni e connessi al sistema paese, invece, la risposta, condivisibile, sta nell’organizzarsi in lobby di pressione più efficaci nei conforti degli interlocutori internazionali.
Nonostante tutto ciò sono moltissime le imprese che offrono esempi di successo dovuti in gran parte ad una reazione e ad un adattamento strategico a queste problematiche.
Tra queste, due esempi di grande efficacia, sono quelli rappresentati da due imprese eccellenti della nostra Regione, ovvero Poliform e Leggeri.
Giovanni Anzani, Ceo di POLIFORM, ha esposto il caso di successo della sua azienda, giunta alla terza generazione, e oggi leader globale nel design di alto livello.
Anzani afferma un concetto nel quale ci rispecchiamo: “va bene il saper fare, ma poi bisogna farsi conoscere”. Come non essere d’accordo ?
Oggi Poliform conta una rete di 800 punti vendita in tutto il mondo e partnership forti con molti fornitori e piccole e medie imprese brianzole, rappresentando l’esempio di come sia possibile crescere e affermasi in ogni caso nonostante tutti i fattori critici visti in precedenza.
Un altro grande esempio, è stato quello di Simona Leggeri, quarta generazione nell’impresa della famiglia Leggeri.
Qui l’esempio viene dalla forza e dalla passione che tutte le generazioni, hanno saputo infondere nella gestione aziendale, e non solo. La qualità dell’organizzazione, della gestione patrimoniale e la visione internazionale del gruppo è stata fondamentale.
Durante la tavola rotonda, moderata dall’ottimo Roberto Bonzio, giornalista Reuters e imprenditore del progetto Italiani di Frontiera, sono emerse le strategie di Berto Salotti che hanno permesso di far crescere un’impresa artigiana caratterizzata fino agli anni 90 dal saper fare, per dirla alla maniera di Giovanni Anzani, e che grazie ad internet, ha potuto scardinare quel processo di crescita bloccato che ha caratterizzato gli anni 90 per la stragrande maggioranza delle imprese del distretto brianzolo.
Oltre a questo un fattore, per tutti noi di Berto Salotti imprescindibile, è il desiderio di valorizzare il know-how e la tradizione nell’arte tappezziera: due elementi che non fanno parte solo del prodotto ma di una sfera di valori nei quali ci rispecchiamo e che desideriamo far conoscere.











