Archive for luglio, 2011





Lavori in corso n. 7

Pubblicato in Una casa non a caso

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…pensavate che fosse tutto finito?… e invece NO! E’ questo l’ ultimo Post che racconta una ristrutturazione… ma si potrebbe continuare. Tenetelo bene a mente: i lavori in casa una volta iniziati, non finiscono più. E’ come un effetto domino che si tira dietro una marea di conseguenze. Vi è mai capitato di dire, in un pomeriggio di libertà: <<Oggi voglio riordinare il ripostiglio>>. Mai dire queste cose! Dal riordinare il ripostiglio, a catena, si devono rimettere a posto una quantità di cose che alla fine si arriva a riordinare anche la cantina. Per carità! Direbbe una mia collega. Ma il “non finito” di una casa è dato dal fatto che, dal momento che la fine lavori è stata dichiarata, a quel punto comincia una nuova vita. C’è il tavolo con le sedie di  Eero Saarinen http://www.ibfor.com/ da comprare per la cucina, le tende definitive da ricercare, le poltroncine con un vivace colore da aggiungere al divano. Insomma a questo punto si comincia a vestire il proprio ambiente in maniera più autonoma e liberi dalla presenza ossessiva dell’architetto. Per fare le cose belle occorrono due intelligenze: quella del committente e quella del progettista. Solo così le cose funzionano bene. Ormai chiusi nella nuova casa si ripercorrono tutti i passi che si sono fatti dal momento che, con una telefonata, si chiamava l’architetto, non senza timore, per capire che cosa si poteva fare in una situazione che si pensava irrimediabilmente non risolvibile. E invece, voilà, come per incanto ti trovi a vivere in uno spazio che da sempre senti tuo. E’ come se fosse stato tutto sempre così e non possiamo più immaginare come si poteva abitare nella vecchia casa. Seduti comodamente sul divano si notano tante cose: l’equilibrio tra le superfici, il gioco di luci, lo scorcio che dà allo spazio la profondità desiderata. Incredibile come tutti gli arredi entrino perfettamente nei loro spazi quasi fossero fatti su misura. OK! La lampada del bagno deve essere ancora rifinita, le terrazze saranno da sistemare, i vicini si lamentano dei rumori… ma chi se ne importa! I primi inviti degli amici che si congratulano; tutti che si complimentano e chi trova qualcosa che non va… niente paura:E’ SOLO INVIDIA! Insomma, a volte l’architetto è pedante, categorico e un po’…  ma cavolo, la mia casa è veramente fica!


 
 

BertoLike! Un like su Facebook per noi e un buono per te

Pubblicato in Berto Salotti Blog

Stiamo pensando a molte attività sulla nostra pagina di Facebook a partire dal prossimo settembre e oggi abbiamo lanciato a tutti gli iscritti alla newsletter un invito particolare.

Volevamo innanzitutto ringraziare tutti per essere, da tempo, in contatto con la nostra azienda.

Non sono solo parole, volevamo dimostrare la nostra gratitudine con 150 euro: sì, 150 euro di buono sconto, da spendere in uno qualsiasi dei nostri negozi, la prossima volta che la tua casa avrà voglia di una poltrona, un rivestimento, un armadio, un divano, un divano-letto… insomma di un qualunque prodotto Berto.

Per questo abbiamo chiesto il tuo contatto su Facebook :-)

Come forse sapete, sono un patito della rete, dei social network e delle opportunità offerte da Internet, e naturalmente seguo gli sviluppi di Facebook insieme a tutti gli altri italiani iscritti, che sono tanti.

Da qui, mi è venuta l’idea di creare un piccolo Facebook di Berto Salotti (scherzosamente lo chiamo Bertobook), dove rimanere sempre in contatto – aperto e condiviso, come giustamente si fa ora – con le persone come te.

E’ già online… ecco come funziona:

1.
diventa fan della nostra pagina (se già non lo sei), all’indirizzo http://www.facebook.com/bertosalotti

2.
Pubblica sulla tua pagina una frase che ci riguarda, inserendo il “tag” Bertosalotti
(se non sai come si fa, è molto semplice: quando scrivi “Sto guardando i divani di Berto Salotti”, prima di digitare “Berto Salotti” digita il simbolo “@”, ti comparirà automaticamente un piccolo menu, su cui selezionerai Berto Salotti. Questo farà sì che la tua frase compaia anche nella nostra bacheca, oltre che nella tua).

3.
controlla la tua posta su facebook e scarica il buono sconto da 150 €uro

4.
non essere egoista, dillo anche ai tuoi amici!

Ah, dimenticavo: spero non ti dispiacerà se ti chiederò l’amicizia personale!

Un saluto e grazie ancora per il tuo supporto!

Filippo Berto


 
 

Come creare un arredo creativo con le foto?

Pubblicato in Blogger Ospiti

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Un tempo, per decorare le proprie abitazioni, si utilizzavano i quadri dipinti dagli artisti del luogo. Con l’inizio della fotografia, arredare con le foto significava appenderla utilizzando una cornice e un vetro trasparente. Era impossibile toccare la foto, né spostarla più di tanto. Gli urti erano l’ordine del giorno e la prima minaccia per fare una buona impressione (soprattutto per l’ospite, che camminava a tentoni come se la casa fosse un percorso agli ostacoli).

Oggi, invece, è possibile realizzare un arredo creativo, giovane ed originale, che stupisca l’ospite e lo faccia sentire a casa sua, eviti lo stress causato dall’arrivo dei bambini. Come? Utilizzando le nostre foto in pannelli stampati su tela: sembrerà che vi siate rivolti ad un artista. Per non parlare dell’impatto emozionale che l’ospite avrà quando gli mostrerete la foto scomposta in più pannelli (l’occhio rende unica l’immagine, che è in realtà divisa in quattro sezioni), oppure di forma sagomata che dà la percezione di profondità senza modificare la foto in nessun modo, o ancora riprodotta in un piccolo supporto in kapafix, che consente di avere la nostra foto sempre a portata di mano (il supporto può cadere centinaia di volte senza rovinarsi e senza perdere il colore nel tempo).

Un ambiente confortevole e di classe non è nel lusso ostentato, ma nelle piccole cose, ricercate, pratiche. Non rinunciare al piacere di rivivere i ricordi più belli della propria vita e a creare proficue relazioni nella tua nuova casa!

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Complementi d’arredo in vetro: modernità e funzionalità

Pubblicato in ArredaClick
I complementi d’arredo in vetro sono da sempre sinonimo di minimalismo e sobrietà, i partner perfetti per arredare spazi dal design ricercatamente moderno. 
Dubbi su praticità e resistenza hanno sempre frenato gli acquirenti nella scelta degli arredi in vetro: al tempo stesso, grazie all’evoluzione nelle tecniche di lavorazione del vetro, è possibile ottenere oggetti con linee pulite ed essenziali ed un ottimo livello di resistenza.
I mobili in vetro diventano oggi oggetti “per tutte le case”, così come per uffici o ambienti contract poiché la gamma si è ampliata grazie a tavolini, tavoli, consolle, librerie e ovviamente specchiere.
Vediamone qualcuno nel dettaglio:
I Tavolini
Ad esempio il tavolino Frog è costituito da un’unica lastra di vetro curvato, trasparente, laccato o placcato. Grazie alle moderne tecniche di lavorazione del vetro è possibile avere la laccatura sia mono che bicolore per creare possibili abbinamenti di colore con altri elementi dell’arredo.
Tipologia differente i tavolini in vetro lato divano.
Il tavolino Swan ad esempio mostra una forma a C e può quindi essere collocato sotto al divano per avere un piano d’appoggio direttamente a portata di mano per telecomando o posacenere.
I Tavoli
I tavoli in vetro sono realizzati con piani trasparenti, laccati, placcati o laminati con basi in vetro o in altri materiali: acciaio, alluminio e legno.
Uno splendido esempio è Valencia, tavolo interamente in vetro disponibile sia nella variante fissa che in quella allungabile. La base a terra può essere realizzata con la stessa finitura del piano creando un effetto di rara bellezza. 
Le Consolle
Le consolle in vetro possono essere fisse o allungabili. 
Parliamo di Cricket realizzata in vetro sagomato e curvato con spessore di 12 mm. E’ dotata di una cassettiera stilizzata e funzionale, costituita da un unico cassetto con apertura ad unghiatura.
Librerie e Specchiere concludono la gamma dei complementi d’arredo in vetro.

 
 

Tavoli con piani in pietra: un ritorno alle origini per l’arredo giardino

Pubblicato in ArredaClick
Con l’arrivo della bella stagione gli ambienti principe diventano giardini e terrazze e le nostre nuove collezioni di tavoli con piani in pietra vogliono darvi spunti concreti per creare un angolo accogliente per le vostre serate estive.
Si tratta di quattro collezioni di tavoli che si differenziano principalmente per il design e che cercano di soddisfare qualsiasi esigenza in termini di decori, forme e dimensioni.
Il materiale principale di questi piani è il marmo, noto per le sue ineguagliabili caratteristiche di resistenza e durata nel tempo, ma scelto anche per il particolare riflesso che l’esposizione alla luce gli conferisce, rendendolo splendente e luminoso. Il marmo si fonde con il travertino e la terracotta e viene impreziosito con vetri colorati, cristalli ed elementi naturali come foglie e frutta. 
I tavoli proposti hanno forme e dimensioni diverse per adattarsi a tutti gli ambienti in cui verranno collocati e hanno basi in ferro battuto che ben sostengono ed arricchiscono il tavolo.
Il tavolo rotondo Giunone, appartenente alla collezione Genesi, ha un piano composto da marmo Bianco Carrara, travertino classico e  terracotta fatta a mano e presenta una decorazione composta da piccoli rombi che dal centro del tavolo si diramano verso l’esterno. 
Della collezione Preziosismo vi presento il tavolo Marsa, disponibile quadrato o rettangolare composto da marmo Giallo Sahara, marmo Verde Guatemala e arricchito da cristalli e foglie secche che formano una cornice del tutto inusuale per un tavolo con piano in pietra.
Il tavolo in pietra Gallipoli appartiene alla collezione Evoluzione ed ha un particolare profilo con angoli sporgenti su cui sono decorati quattro piccoli fiori bianchi; il piano è composto da marmo Bianco Carrara, marmo Giallo Sahara e travertino classico.
La collezione Contract si caratterizza per la semplicità dei piani che le appartengono che non presentano decori, ma vogliono rendere protagoniste le venature proprie del marmo. Il tavolo per esterni Satellite permette la massima personalizzazione in termini di finitura, forma e dimensione.

Che si vogliano arredare giardini, terrazze o piscine, i tavoli con piani in pietra sono un complemento d’arredo esclusivo e di prestigio che sicuramente arricchirà il vostro ambiente.

 
 

Spa domestica a sfioro

Pubblicato in Blog Arredo

Arima
Per chi ama coccolarsi tra le mura domestiche Glass Idromassaggio ha quello che fa per voi. Arima è infatti una piccola spa dotata di ogni comfort: idromassaggio, riscaldatore, cascata e cromoterapia. Di design il bordo a sfioro che impreziosisce ulteriormente questa oasi di relax.

=> Continua!


 
 

C’è sempre l’occasione!

Pubblicato in Berto Salotti Blog

Non è così difficile trovare un’occasione negli showroom Berto Salotti.
Sia online sia nei punti vendita sono disponibili diversi prodotti scontati fino al 70%!

Sono divani, letti, divani letto, poltrone o complementi d’arredo a prezzi eccezionali causa rinnovo showroom.
Per esempio un Divano Componibile Johnny (come quello qui a sopra) con struttura in legno massello, cuscinatura di seduta e schienale 50% pelle d’oca e 50% fibra di poliestere, con 3 poggiareni in piuma d’oca, del valore di 4500,00€, è acquistabile con uno sconto del 52% a 2160€ presso lo showroom di Meda.

Pezzi di qualità e perfettamente intatti, acquistabili a prezzi molto vantaggiosi.
Conservano la raffinatezza dei tessuti e la maestria del lavoro degli artigiani che lo hanno prodotto, senza perderne in qualità.
Aggiungici uno sconto imperdibile e hai trovato l’occasione.

Guarda nella sezione Occasioni e Saldi del sito tutte le occasioni del momento. Puoi acquistare tutti i prodotti direttamente on line oppure presso lo showroom.

E tu, stai aspettando la tua occasione?


 
 

Il bagno di casa

Pubblicato in Una casa non a caso

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Se dovessimo chiedere: <<Quale invenzione, secondo te, ha migliorato la qualità della nostra vita?>> forse in pochi risponderebbero l’invenzione del W.C. Eppure per secoli le azioni private dell’uomo non erano poi così riservate. Un luogo nella casa per potersi appartare in momenti privati è di recente concezione. Un tempo tutto si faceva tutti insieme oppure dove capitava o si poteva fare. Pensiamo alle colonne dei templi greci sulle quali si urinava senza scandalizzare nessuno. In tutti i paesini medievali possiamo vedere i piccoli bagni ricavati, persino nelle belle dimore, con superfetazioni esterne dall’aspetto fatiscente e precario. Nei tempi moderni, quando il bagno è entrato a pieno titolo negli ambienti delle nostre case, era comunque relegato in uno spazio lontano dalle camere in fondo ad un lungo corridoio tanto da fare mantenere l’uso di un vaso da notte da tenere nel comodino per evitare di attraversare tutta la casa nel momento del bisogno. L’igiene personale ha avuto un grande progresso nel momento in cui si è inventato il sifone che non faceva risalire gli odori dalla fogna e lo “scarico” che permette la caduta di litri d’acqua per lavare il water. Il cesso, la latrina… ed altri appellativi volgari lasciano lo spazio a parole come  bagno o  sala da bagno: termine che evita di esplicitare il primario scopo di questo luogo. Oggi ogni casa è provvista, per norme igieniche, dello spazio che, anche se piccolo, contiene tutte quelle funzioni che un tempo si avevano in luoghi differenti. I nostri bagni sono sempre più curati provvisti di tutti quegli elementi che permettono di svolgere una corretta igiene personale e, soprattutto, un miglioramento del nostro benessere, intimo stato che supera ciò che gli altri vedono. Noi poniamo particolare attenzione nella progettazione del bagno dove non deve mai mancare la possibilità di arredarlo sia con una doccia, sia con la vasca (Post: Il luogo del Benessere). Materiali giusti, caldi ed accoglienti devono costruire il luogo della nostra intimità insieme a quei valori che conferiscono un quid in più: l’attenzione al ciclo produttivo dei materiali e degli arredi rispondenti ad una scelta etica che ci educhi a vivere con una maggiore responsabilità avendo il coraggio di andare oltre il primo impatto legato ai costi. Evitiamo di chiudere la nostra doccia con una bella tenda in polivinile (PVC). Meglio una porta in cristallo, senz’altro più costosa ma di lunga vita. Per la produzione di una tenda da doccia occorre il petrolio ed il cloro, che contengono elementi cancerogeni, e rilascerà nell’aria degli ftlati –cancerogeni ma di gradevole odore-  che noi respiriamo continuamente. Infine questa tenda termina la sua vita nella discarica continuando il suo processo di inquinamento… senza parlare delle condizioni dell’operaio che, lavorando per la sua produzione, respira tutti questi elementi cancerogeni. Il ciclo di produzione di una porta in cristallo riduce al massimo il suo impatto nell’ambiente ed ha una vita molto lunga. E poi il materiale si può alla fine completamente riciclare.

 In particolare l’attenzione si propone nei confronti della scelta delle rubinetterie. La rubinetteria può essere bella ma al tempo stesso pratica e parsimoniosa. Risparmiare acqua e, quindi, energia elettrica, è possibile grazie alla nuova generazione di rubinetti pensati per ridurre gli sprechi senza rinunciare al piacere di un getto morbido e corposo. Si può partire dalla semplice applicazione di piccoli rompi getto fino ad arrivare al confrontare diversi modelli per potere scegliere quello più adatto alle nostre eco-esigenze. www.ecoage.it/risparmiare-acqua.htp.  Abbiamo avuto l’occasione di visitare lo stabilimento dell’azienda Gessi  a Serravalle Sesia (Vercelli) ben inserita nel paesaggio, dove il fabbisogno energetico è fornito da un grande apparato fotovoltaico; l’acqua delle cromature è completamente depurata e l’ambiente di lavoro degli operai è confortevole. www.gessi.it  Dietro un nostro acquisto c’è questa responsabilità: essere coscienti che legata alla produzione di quel bene c’è l’attenzione nei confronti della scelta di aziende che non sfruttino la manodopera, dove gli operai sottopagati affrontano estenuanti condizioni di lavoro vessati con abusi fisici e psicologici. E’ normale che un prodotto realizzato a queste condizioni abbia un costo molto più basso. Noi risparmiamo ma siamo complici di queste viltà.


 
 

lavori in corso n. 6

Pubblicato in Una casa non a caso

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I lavori sono praticamente finiti. La casa è di nuovo abitabile ed i proprietari, un po’ provati,  ne riprendono possesso trasferendo le loro cose. Una giornata di trasloco ed i mobili e le suppellettili vengono riportate a casa nei tempi previsti. I libri sono ancora negli scatoloni, depositati in un angolo del soggiorno, in attesa di trovare la loro definitiva collocazione nella libreria fulcro della casa. Una cosa importante che è stata chiesta ai proprietari, e che non bisogna mai dimenticare di fare nel momento in cui si vuole realizzare una libreria, è di misurare tutti i libri per potere evitare di avere sprechi di spazio fra i ripiani e, soprattutto, di fare mensole troppo profonde e quindi inutili. Dall’ingresso si accede alla cucina attraverso una porta scorrevole che, una volta aperta, entra a fare parte del disegno della struttura della libreria e non si avverte più la sua presenza liberando i ripiani su tutti i lati. L’aspetto formale, unico nel suo genere, nasce dall’idea di ancorare i ripiani al pilastro in cemento armato della struttura dell’edificio per lanciarsi nello spazio. Per questo motivo il fondo della libreria è stato fatto in vetro per poter chiudere gli spazi ma lasciare passare la luce e mantenere la leggerezza formale. Per fare le cose belle occorrono più intelligenze. I proprietari hanno avuto la forza di affrontare un’idea azzardata e  importante  è stata la scelta degli artigiani “giusti” che, con intelligenza, umiltà e grande competenza, hanno saputo dare piena espressione di quanto l’architetto ha progettato. Fase di montaggio

Un perfetto Team di persone, dal committente, al progettista all’artigiano, hanno permesso di realizzare un oggetto unico –poiché questa particolare forma ha senso solo nello spazio di questa casa- così come unico è ciascuno di noi. E’  un bene fare lavorare gli artigiani che sono gli unici che possono dare un’anima alle nostre case. Non spaventiamoci davanti alla preoccupazione economica: anche comprando una libreria di design nel negozio di arredamento spenderemo cifre equivalenti senza avere un prodotto che risponda pienamente alle nostre esigenze. Riscopriamo il lavoro dell’Artigiano (Vedi Post: La nobiltà dell’Artigiano).  Americo Pompili, Sergio Ferretti e il fido e silenzioso Fiore –sposo novello con il quale si è scherzato per tutta la durata dei lavori-  sono i nostri falegnami di riferimento con i quali ci troviamo bene nel ricongiungere il nostro momento creativo con quello dell’esecuzione materiale, superando la netta distinzione che spesso esiste tra il progettista, chiuso nelle sue idee, e l’artigiano che con difficoltà riesce ad attuarle anche perché di difficile realizzazione. Una casa bella nasce proprio dalla partecipazione e dalla collaborazione. E’ nella capacità di sapersi relazionare, ascoltare, guidare, confrontare e partecipare che si contribuisce al miglioramento della società civile. Partendo dalla fase progettuale di calcoli, misure e disegni, con la realizzazione del piccolo modello in cartone, passando attraverso incontri, sopralluoghi e confronti in laboratorio, siamo arrivati al montaggio di questi elementi di complicata impostazione formale che, come un meccanismo, nel giro di poche ore ha preso forma e definito lo spazio. Nel nostro modo di lavorare siamo ancora molto legati al BAUHAUS e non riusciamo a trovare oggi qualcosa che abbia superato le idee che hanno avuto un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’arte del ‘900.


 
 

E se la libreria entrasse in bagno?

Pubblicato in ArredaClick

Questi nostri tempi a volte sono strani; oppure, al contrario, sono semplicemente rivelatori e non hanno paura di mostrare le cose per quello che sono. Capita ad esempio nel nostro fantastico mondo che si chiama “casa“, dove non è inconsueto trovare l’esplicazione di qualche concetto che può venir considerato quanto meno singolare.

E’ il caso di alcune immagini proposte da Duravit, dove la contaminazione fra luoghi di una stessa casa sembra aver raggiunto un livello estremo, senza precedenti: in un bagno infatti viene collocata niente meno che una libreria.

A questo punto si aprono diverse ipotesi: è l’open space che si è allargato anche al bagno, non contemplando più alcuna divisione? E’ il soggiorno che è entrato in bagno o il bagno che è entrato nel living? Una cosa è certa: il risultato è ibrido, anche se la purezza formale delle linee non fa apparire stonata la libreria in un luogo di contemplazione, relax e benessere, come quello incarnato ormai dal bagno.

E poi in fondo non ci troviamo di fronte a chissà quale rivoluzione, anzi: se ben ci pensate, si tratta soltanto della proposta di rendere esplicita una tendenza, anzi un’esigenza che non è più un tabù. Leggere un libro o una rivista erano attività già “lecite” ai tempi del bagno come luogo di passaggio fugace; ancor più, utilizzare qualche angolo del bagno come “vetrina d’esposizione” per alcuni accessori, era già in voga.

E dunque tali abitudini non hanno potuto che espandersi ulteriormente, grazie al moderno concetto di bagno, nel quale sembrano potersi calare perfettamente. Appare naturale dunque inserire una libreria in bagno, che aumenti l’attività contemplativa, oppure che sottolinei il relax con qualche buona lettura durante i momenti di benessere.

L’unica perplessità arriva dalla praticità della questione: i libri e le riviste non si potrebbero rovinare in un ambiente così umido e ostile come il bagno?? Inoltre anche le librerie stesse dovrebbero essere concepite appositamente per sopravvivere a un luogo simile. Per quanto riguarda invece la questione spazio, il problema non si pone: il bagno moderno infatti, nella sua nuova concezione, piuttosto ruba spazio ad altri ambienti, ma si impone per le sue dimensioni ormai piuttosto generose.

Tuttavia in un bagno di metratura ridotta, potrei vedere bene la libreria in acciaio Expansion ideale per angoli e piccole porzioni di parete.

Esteticamente parlando, una libreria che vedrei bene in un bagno contemporaneo, dotato di elementi sospesi e visivamente leggeri, potrebbe essere la Nuvola in vetro, una sorta di vetrina che si fa notare per gli oggetti che supporta.

In un bagno elegante e rigoroso, la libreria Connexion adeguatamente illuminata sarebbe bellissima per riempire una parete, magari quella a fianco della vasca, già pronta per relax prolungati.

Sempre tenendo presente che si tratta per il momento di una contaminazione quasi fantasiosa, quale libreria preferireste invece voi nel vostro bagno??


 
 

Quadri al posto della vernice o della vecchia carta da parati: un “horror vacui” moderno sulle pareti della tua casa

Pubblicato in Blog Arredamento

Una serata come tante a casa di amici diventa l’occasione per scoprire un modo originale di decorare attraverso veri e propri dipinti le pareti di casa


 
 

Workshop Digital Med: prorogato il termine ultimo per le iscrizioni

Pubblicato in Arki Design Blog

Prorogato a venerdì 22 luglio il termine ultimo per le iscrizioni al workshop internazionale Digital Med, che si svolgerà a Vietri sul Mare, dal 24 al 31 luglio 2011.

Sette giorni in più, dunque, per dare la possibilità a quanti vogliano avvicinarsi alla conoscenza e all’utilizzo delle più innovative metodologie di progettazione esistenti, di partecipare all’unico laboratorio di progettazione in Italia basato sui processi di fabbricazione digitale e i software di disegno parametrico.

Alla sua seconda edizione, il workshop DigitalMed, organizzato dagli architetti Amleto Picerno Ceraso e Vangelis Moschonas e promosso congiuntamente dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Salerno e da In/arch Campania, propone un tema interessante: il ripristino di un tratto della Costiera Amalfitana che attualmente versa in condizioni di degrado.

A seguire i gruppi di lavoro, due tutor d’eccezione: Andrea Graziano e Alessio Erioli, membri del Co-de-it e massimi esponenti della digital fabrication e dell’architettura parametrica.

Si tratta di una straordinaria opportunità per i partecipanti al Workshop Digital Med: l’esplorazione progettuale guidata attraverso logiche parametrico–generative sarà infatti affiancata a una produzione digitale e, attraverso l’uso di software di interfaccia cad/cam, si procederà alla diretta prototipazione delle idee di progetto.

Il miglior progetto realizzato durante il workshop sarà premiato con una targa di merito.

Gli interessati possono scaricare il bando di concorso all’indirizzo www.digitalmedworkshop.com e compilare il modulo di preiscrizione presente sullo stesso non oltre il 22 Luglio 2011.

 


 
 

Design. Che cos’è e come si riconosce?

Pubblicato in Berto Salotti Blog

La cosa che non ho mai capito e che ancora non riesco a capire è il motivo che rende la parola design tanto usata, spesso in modo “abusivo”.
Ancora devo capire perché se mio padre esce di casa per andare a comprare un oggetto di design, si porta dietro il libretto degli assegni e gli sparisce il sorriso dalla bocca.
Devo ancora capire perché è più importante la firma del designer o dell’azienda produttrice, piuttosto che l’effettiva qualità del prodotto.

Devo capire perché basta inserire davanti a qualsiasi parola il prefisso “di design” e tutto diventa più fico e fescion!
Devo capire perché quando si parla di Design si pensa solo e soltanto all’aspetto estetico di un oggetto.
Devo ancora capire perchè questa parola genera così tanta confusione.
Basterebbe sfogliare uno dei tanti libri dove si parla dei grandi maestri del passato, per capire il vero significato di questa parola “misteriosa”.

Iniziamo prima di tutto a capire cosa significa la parola design in italiano. Design=Progettazione.
Si, per chi non lo sapesse Design significa progettazione. La progettazione sono tutte le attività, promosse da un progettista, che sono alla base delle realizzazione di un qualsiasi oggetto complesso.

Questo significa che, effettivamente, il design è un po’ ovunque intorno a noi. Qualsiasi oggetto che abbia dietro un benché minimo studio di fattibilità è un oggetto di Design.
Precisato questo, per me gli oggetti “di design” sono quei prodotti che risolvono un problema, migliorano un gesto quotidiano e rendono la nostra vita più semplice e confortevole.
Un oggetto di design viene progettato ottimizzando i tempi di lavorazione e i materiali con i quali è costruito. Questo per avere un prodotto ben fatto e con un costo “giusto”.

Aggiungete cura per il dettaglio, per la forma estetica, sperimentazione su nuovi materiali, ed emozioni che zampillano dal vostro cuore quando lo toccate, guardate ed annusate.
Ecco, il nostro oggetto di design è pronto per essere acquistato dalla vostra carta di credito.
Scherzi a parte queste poche righe non hanno la presunzione di essere esaustive nella spiegazione di una disciplina dalle mille sfaccettature come il design.
Queste poche righe vogliono essere un semplice vademecum, che vorrei teneste ben in mente quando vi troverete davanti all’acquisto di un oggetto.
Divano, mobile, letto, lampada o poltrona che sia, ricordatevi che l’attenzione nella progettazione e la cura nella realizzazione, rendono un pezzo d’arredo o un complemento, un valido ed interessante oggetto di design.

Quando tutto questo accadrà e vi emozionerete davanti ad un oggetto, il progettista e l’azienda che lo ha realizzato, avranno prodotto un vero oggetto di DESIGN.
Buon design a tutti!

Articolo di: Emiliano Brinci.


 
 

Camerette per ragazzi: il living arriva anche qui

Pubblicato in Arredamenti Diotti A&F
Se è vero che le abitudini del vivere moderno sono in continua evoluzione, allora è altrettanto vero che una trasformazione inevitabile doveva avvenire anche per le camerette dei ragazzi, un ambiente che sempre più deve rispecchiare le esigenze di adolescenti e giovani.

Esigenze che si diversificano continuamente e che diventano ancora più complesse: la cameretta non è più relegata al mero ruolo di stanza, ma diventa un luogo “open”, dove si incontrano tante funzionalità e tanti modi di vivere, una zona privata, ma omnicomprensiva, dove il giovane adulto che è in ogni ragazzo, possa crescere con la sua individualità.

Per questo è ufficiale in quest’era contemporanea l’ingresso del living nella cameretta per ragazzi: il living che come dice la parola stessa, implica un vivere diffuso, quotidiano, che quindi invade ogni ambiente della casa, dalla cucina fino ad arrivare addirittura al bagno. Quindi nessuno stupore e nessuna sorpresa in fondo, nel ritrovare il living anche in una cameretta.

Luogo ibrido e zona di confine: qui i ragazzi devono poter trovare la loro dimensione privata, ma nello stesso tempo devono poter condividere e soprattutto vivere tutte le complesse situazioni che caratterizzano la loro età. E per vivere, c’è appunto bisogno di un living, che essendo diffuso nel resto della casa, si uniforma ad essa anche esteticamente.

Non è raro infatti trovare ormai nelle camere da letto arredi che ricordano salotti e soggiorni moderni: pareti attrezzate, librerie con angoli studio discreti ma accessoriati, sedute che esulano dal mero ruolo che ricoprirebbero in camera da letto. Così, in un certo senso, la cameretta si fa monolocale e si fa casa, e la casa si fa cameretta; e oltre ai ragazzi, anche i giovani single possono trovare il loro giusto posto nel mondo, grazie ad ambienti simili.

Già perchè oggi vanno anche fatti i conti con la realtà: non è solo il proverbiale essere “bamboccioni” a tenere i giovani adulti ancorati alla casa dei genitori, ma sono anche evidenti problemi lavorativi e conseguentemente economici (derivanti da questa crisi che ancora stiamo attraversando), a obbligare i giovani a rimanere nella dimora paterna anche oltre certe soglie d’età. E una cameretta per loro a quel punto diventa indispensabile.

Le esigenze di un giovane adulto infatti sono complesse, ma tuttavia ben rispecchiate da camerette che a questo punto potrebbero essere definite non più “per ragazzi”, ma per giovani, in senso lato, perchè adattabili a diverse età, senza alcuno sforzo.

In tale direzione vanno le camerette Start: alcuni modelli di questa linea infatti inglobano angoli studiati appositamente per fungere da living, angoli che nulla hanno da invidiare a quelli “ufficiali” che ritroviamo nelle cucine o nei soggiorni, ma dove anzi è proprio l’elemento letto ad apparire quasi estraneo rispetto a tutto il resto.




Anche alcuni modelli delle camerette SeiperSei e delle camerette Young riprendono il medesimo concetto, che proietta tali ambienti in un’altra dimensione rispetto alla definizione originale, senza dimenticare tuttavia quel senso di magia indispensabile in stanze come queste, un mix ammaliante di spirito ludico tipicamente infantile e di affascinante libertà tipica invece dell’età adulta.



 
 

lusso dimesso

Pubblicato in Una casa non a caso

il Gattopardo

Ancora una volta l’amico Luca ci offre un contributo pieno di emozioni in sintonia con il pensiero del nostro blog. Siamo felici di  postarlo per voi anche per augurare il benvenuto a Vittorio, appena nato,  secondogenito di Luca e Caterina.

“Vedi, cara, noi teniamo alle nostre case ed al nostro mobilio più che a qualsiasi altra cosa…” Così Tancredi catechizza Angelica prima del ballo a palazzo Ponteleone ne Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. È forse lo stesso sentimento di possesso per la robba di stampo verghiano, trasfigurato dal gusto per il bello e il lusso cui sono state abituate per secoli nobili famiglie siciliane. E di quel capolavoro della letteratura io ricordo alcune scene domestiche dove il lusso è (o è stato) così scontato da diventare ormai parte del quotidiano, anche un po’ dimesso. “Fasto sbrecciato” lo descrive Tomasi al momento della cena a Villa Salina: rattoppata tovaglia finissima, argenteria massiccia e splendidi bicchieri di Boemia, piatti superstiti di vari servizi, i più grandi di Capodimonte con larga bordura verde-mandorla con ancorette dorate riservati al Principe. Tutto sotto un potente lume ad olio (la carsella) appeso al lampadario di Murano.

Il lusso dimenticato viene riscoperto poi negli appartamenti del palazzo di Donnafugata, dove Tancredi e Angelica, durante le loro scorribande amorose vagando di stanza in stanza, trovano arazzi polverosi, quadri sbiaditi, divani a brandelli, carillons ormai muti, baldacchini con penne di struzzo. E un’altra scena merita di essere ricordata: il bagno del Principe a Donnafugata. “Lo stanzino imbiancato a calce, il pavimento di ruvidi mattoni, la vasca in lamierino verniciato, giallo fuori e grigio dentro, issato su quattro robusti piedi di legno”. Poi il sapone rosa, lo spazzolone, un fazzoletto annodato contenete crusca e un’enorme spugna. Non finirò mai di ammirare la capacità di Tomasi di rendere vivido e reale con quattro pennellate un ambiente e un momento così intimo della giornata di un uomo.

Il lusso, questa volta ancora ben presente, si manifesta in tutto il suo splendore a palazzo Ponteleone: “la sala da ballo era tutta oro: liscio sui cornicioni, cincischiato nelle inquadrature delle porte, damaschinato chiaro, […] conferendo così all’ambiente un significato orgoglioso di scrigno escludente qualsiasi riferimento all’esterno non degno”. E un’idea visiva ce la dà il Maestro Luchino Visconti nel suo adattamento cinematografico.

Così abitavano le nobili famiglie siciliane all’alba dell’Unità d’Italia. Così abitano ancora molti, perché i palazzi aviti di Napoli e Palermo nascondono ancora oggi mobili e oggetti di gusto antico che ricordano i fasti di un tempo. Ma il Gattopardo aveva ragione: bisogna che tutto cambi, se vogliamo che tutto rimanga come è.