29 Settembre 2011 / / Blog Arredamento

Una catena di grande distribuzione presente in tante città del mondo, ma non ancora in Italia: è HomeWorks, un nuovo negozio ricco di offerte per la casa.Ebbene sì, anche oltre oceano non ci siamo fatti scappare l’opportunità di fare una visitina a questo immenso negozio che tanto assomiglia all’ormai strapopolare Leroy Merlin. E anche qui le offerte in fatto d’arredamento sono davvero tante. Mobili da giardino, cucine, letti e soprattutto accessori per la casa, dai televisori di nuova generazione agli utensili per il bagno.Ma l’Oriente si sa è un mondo a parte e nonostante le fortissime analogie, il gusto tipico dell’Est con i suoi Buddha e i suoi fiori di ciliegio non poteva (per fortuna!) non farsi notare. Per arredare gli esterni ad esempio la scelta è vasta: numerose lanterne di legno a forma di pagoda, sculture policrome o dorate raffiguranti saggi sorridenti ed elefanti e alti vasi di ceramica bianca a motivi floreali.

29 Settembre 2011 / / Blog Arredamento

Una catena di grande distribuzione presente in tante città del mondo, ma non ancora in Italia: è HomeWorks, un nuovo negozio ricco di offerte per la casa.Ebbene sì, anche oltre oceano non ci siamo fatti scappare l’opportunità di fare una visitina a questo immenso negozio che tanto assomiglia all’ormai strapopolare Leroy Merlin. E anche qui le offerte in fatto d’arredamento sono davvero tante. Mobili da giardino, cucine, letti e soprattutto accessori per la casa, dai televisori di nuova generazione agli utensili per il bagno.Ma l’Oriente si sa è un mondo a parte e nonostante le fortissime analogie, il gusto tipico dell’Est con i suoi Buddha e i suoi fiori di ciliegio non poteva (per fortuna!) non farsi notare. Per arredare gli esterni ad esempio la scelta è vasta: numerose lanterne di legno a forma di pagoda, sculture policrome o dorate raffiguranti saggi sorridenti ed elefanti e alti vasi di ceramica bianca a motivi floreali.

28 Settembre 2011 / / Blog Arredamento

Halloween si avvicina: sì d’accordo manca ancora più di un mese, ma se volete organizzare una festa in casa con i fiocchi e creare un’atmosfera horror da film, allora dovete cominciare fin da ora a pensare alle decorazioni da sfoggiare.In questo articolo trovate 50 immagini per 50 idee fai-da-te, ma attenzione: il fai-da-te è inteso non come creazione di oggetti a partire da altri, se non in qualche caso, ma come capacità di comporre in vario modo alcuni “ingredienti” immancabili e facilmente reperibili. Zucche, candele, ragnatele e ragni (finti spero!), pipistrelli (altrettanto finti!), teschi (se li avete veri non vogliamo sapere come ve li siete procurati…), catene, piccoli fantasmi (anche questi dubito li abbiate in “carne e ossa”…). L’alternativa all’acquisto è la realizzazione di suddetti “personaggi” con la carta.

27 Settembre 2011 / / Arredamento Casa Blog

  La porta del garage si è ben evoluta nel corso degli ultimi anni, e oggi esistono numerosi modelli. Con o senza motore, materiali e sistemi di sicurezza sono alcuni criteri da prendere in considerazione. Che porta scegliere? Oggi esistono più e più tipi di porte, dalla più semplice alla più ingegnosa. Si possono trovare […]

27 Settembre 2011 / / Blog Arredamento

Il Chatuchak Market (o più semplicemente Weekend Market) è il gigantesco mercato di Bangkok aperto solo il sabato e la domenica dove comprare tutto quello che manca per la tua casa.E’ impossibile non perdersi all’interno di questo favoloso mercato ricco di colori, suoni e profumi, e non restare al contempo affascinati ed increduli di fronte all’infinita offerta di queste numerosissime bancarelle (il numero si aggira attorno alle 8.000), che si snodano al coperto ammassate l’una accanto all’altra, e divise in sezioni, creando lunghi e stretti corridoi. Non solo capi d’abbigliamento, accessori, borse, gioielli, ma tante, tantissimi oggetti per la vostra casa, dagli utensili più semplici, come quelli destinati alla cucina, tra cui piatti e bicchieri, agli oggetti più lussuosi per il vostro salotto o la vostra camera da letto, come vasi di ceramica lustrata e candelabri di design. Stand che non hanno nulla da invidiare ai negozi d’arredamento più alla moda presenti nelle nostre metropoli.

27 Settembre 2011 / / Arredamenti Diotti A&F

Il letto matrimoniale è l’indiscusso protagonista di una camera, grande o piccola che sia: in mezzo a qualunque altro oggetto e a qualunque altro mobile, il letto si impone sempre sugli altri elementi, tanto che la stanza che lo ospita è “intitolata” proprio a lui.
Per definizione il letto matrimoniale è un letto pensato per due persone, anche se può adattarsi perfettamente alle esigenze di un single; tuttavia, la scelta del letto spesso ricade sulla parte femminile di un’ipotetica coppia, per tanti motivi, non ultimo quello legato ad una fantomatica divisione di ruoli e di passioni che, nonostante parità di vario genere, ancora perdura.

Dunque, donne, dato che volenti o nolenti siamo infine sempre noi a decidere l’arredamento della camera da letto (e spesso della casa intera), perchè non scegliere secondo i nostri gusti, senza cercare necessariamente una conferma nei pensieri distratti dei nostri eventuali compagni? Basta che paghino il conto alla fine…

Scherzi a parte, la camera da letto è sicuramente un ambiente a cui i nostri pensieri autunnali si rivolgono più facilmente: durante la brutta stagione, sono poche le cose “belle” (altrimenti si chiamerebbe anch’essa “bella stagione”) e una di queste è il calore che ci dà la camera da letto. In particolare, è il letto che deve accoglierci, coccolarci e proteggerci, mentre fuori imperversa un temporale o una tempesta di neve o comunque il freddo gelido dell’inverno.

E se ci sono uno stile e un colore che ci possono rappresentare in quanto donne, sono entrambi espressi dalle nuances del rosa, declinato in tutte le sue forme, fino al viola e al rosso: colori forti, ma allo stesso tempo anche delicati e romantici. In una parola femminili. Ma anche chic, eleganti e alla moda.

Dunque scegliamolo un letto rosa!Non fermiamoci soltanto alle lenzuola, al copriletto, ai cuscini: il coraggio di certe scelte poi viene ripagato dalle sensazioni che ne riceveremo, dallo stupore che si dipingerà sul viso di chi ci verrà a trovare, dalle emozioni che proveremo ogni volta che entreremo in quell’ambiente.

Allora scegliete il letto Flay in tessuto ciclamino, bellissimo, di carattere ed estremamente romantico, grazie anche alla sua grande testata, importante e avvolgente.

Oppure dirigetevi verso il letto Pillow imbottito, che reinterpreta e rompe tutti gli schemi, portando le linee classiche dell’imbottito verso una sovversiva concezione contemporanea e quasi futuristica, che non dimentica l’energia e la forza propulsiva di due colori significativi come il rosso e il viola, oltretutto audacemente accostati.

Altrimenti scegliete il letto Bend in tessuto lilla, che oltre al suo innato romanticismo, si presenta come estremamente funzionale, grazie alla testata con due cuscini separati con movimento e tasche portacuscino.



Da donna a donne mi sento assolutamente sicura nel dirvi che non ve ne pentirete!!

27 Settembre 2011 / / Una casa non a caso

il volo1 copia

Mi chiedevo che cosa avrei potuto condividere di quanto ho vissuto nelle mie vacanze. Il breve soggiorno presso la Comunità monastica di Bose è stato un tempo di riflessione, introspezione ed autentica accoglienza. L’ambiente respira del Lavoro dell’uomo e l’arte, silenziosamente, è un gradevole sottofondo. In ogni angolo ci si imbatte in magnifiche icone, arazzi o ceramiche realizzate dai monaci. www.monasterodibose.it  Credo sia interessante presentare l’opera che più mi ha intrigata… pensando ai lettori del nostro blog. Nella grande sala di lettura Emmaus campeggia, sul fondo, un’opera d’arte contemporanea dal titolo “Il volo dei cento bicchieri”. Una numerosa serialità di piccoli bicchieri in gres realizzati a Bose, sembrano spiccare il volo. L’originale allestimento è opera degli artisti Alfredo Gioventù e Daniela Mangini e della collaborazione dei monaci, e segna il confine tra arte ed artigianato. Le regole seguite per questa singolare composizione, sono quelle delle arti visive che elaborano e reinterpretano il lavoro dell’artigianato dei monaci di Bose. E’ singolare la capacità di coniugare l’estetica dei bicchieri di gres con i linguaggi artistici contemporanei.

Una struttura metallica tende i fili, quasi invisibili, ai quali sono sospesi i bicchieri. Sorretti da un sottilissimo supporto, sembrano librarsi nell’aria facendo svanire qualunque riferimento alle leggi fisiche della gravità, liberando i numerosi bicchieri dal peso che li costringe a terra. E’ il numero che porta a riflettere. Non importa se sono esattamente cento, ma è importante che siano tanti. Pochi bicchieri non avrebbero permesso questa sensazione. E’ nel numero che ci si aiuta a raggiungere vette alte. E’ un rapporto di solidarietà: ognuno nel suo piccolo e con le proprie caratteristiche di unicità contribuisce nell’elevare il proprio essere e quello dell’intera comunità. E’ interessante come questi oggetti, così composti, vadano oltre  se stessi  per diventare interpreti di un nuovo messaggio. L’opera è quasi uno strumento didattico in grado di stimolare chi la osserva nel ridefinire un proprio progetto di vita solidale e conviviale. Guardo con attenzione il mondo delle arti applicate e a questa fusione di artigianato artistico che spesso è stato dato per finito e incapace di dialogare con la contemporaneità. Dico che è uno strumento didattico perché sono convinta che la gente voglia capire e quindi non bisogna mai stancarsi di spiegare, sperando che altri più competenti, continuino questo inizio di conoscenze di fenomeni che interessano a tutti, per un maggiore sviluppo della creatività e, quindi, della personalità. Penso a quanti amino collezionare nelle loro case oggetti di ogni sorta che non vengono valorizzati e  sono riposti staticamente su ripiani o nelle vetrine. Un’attenta analisi per riscoprire i motivi di questa passione potrebbe essere utile per dare un nuovo senso a quanto collezionato partendo dagli spunti che l’oggetto ci offre cercando di portare nel rito dell’abitare nuove opere dalle forti capacità evocative.

26 Settembre 2011 / / Blog Arredamento

I letti Flou sono sinonimo di qualità e design ormai da diverso tempo e per chi ama la casa, con il gusto per le cose belle, vedere i pezzi classici della sua collezione accanto a quelli nuovi forgiati nel segno della contemporaneità, è emozionante.Allora emozionatevi: il nuovo catalogo “Designed by Flou, made by you” è online ed è scaricabile in pochi minuti; come detto, è presente tutta la collezione in produzione, comprensiva di tutti i pezzi nuovi presentati all’ultimo Salone del Mobile. Il nome del catalogo esprime tutta la filosofia Flou: Flou ci mette la faccia, ma il vero protagonista dei suoi arredi sei tu, siamo noi, le persone che quei mobili li ammirano, poi li acquistano e soprattutto li vivono. Specialmente in un ambiente fondamentale come la camera da letto.

26 Settembre 2011 / / Blog Arredo

Indipendent
La creatività non ha limiti! I designer di A-Tipiko sono riusciti a differenziarsi anche nell’oggetto d’arredo più immutato da sempre: la porta. Il modello Independent, infatti, ribalta il classico sistema delle porte scorrevoli, le ruote sono fissate al muro e il binario attaccato alla porta. L’esclusività del sistema consente di caratterizzare qualsiasi ambiente ed inoltre non limita la scelta del materiale.
Come visibile nel seguito, infatti, la porta è disponibile in legno o vetro con la possibilità di scegliere tra decine di essenze, colori e decori.

=> Continua!

25 Settembre 2011 / / Blogger Ospiti

Se Kazuyo Sejima è come appare, minuta, fragile, quasi sospesa nello spazio, allo stesso modo la sua architettura non ha nulla da nascondere e gioca con la trasparenza, l’immateriale, la relazione tra il dentro e il fuori. In un rapporto con l’ambiente circostante che è qualcosa di più di un dialogo, è una relazione capace di modificare lo spazio e lo spazio modifica i nostri comportamenti, e l’architettura non può non tenerne conto. Superfici riflettenti, facciate che rimandano immagini reali o ne creano di nuove, anche illusorie. Volumi sinuosi che si adattano al territorio e invitano ad entrare e ad uscire, a guardare dentro e a guardare fuori. Il risultato è un’architettura di grande impatto e di fascino unico, capace di stregare il mondo intero. Lo dimostra il successo della lectio magistralis che Kazuyo Sejima ha tenuto stamattina a Cersaie nell’ambito del programma Costruire, Abitare, Pensare di fronte ad un gremito Europauditorium del Palazzo dei Congressi.

Vincitrice, lo scorso anno, del prestigioso Pritzker Architecture Price, Kazuyo Sejima ha seguito di recente altri importantissimi progetti sul suolo europeo, dal Rolex Learning Center presso l’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna, in Svizzera, inaugurato nel marzo 2010, alla nuova sede del Museo Louvre a Lens, in Francia, in fase di realizzazione.

Protagonista assoluta dell’architettura nipponica, tra innovazione e tradizione millenaria, Kazuyo Sejima ha illustrato i suoi progetti più importanti realizzati in Giappone, in Europa e negli Stati Uniti.

L’evento, aperto da Alfonso Panzani presidente della Commissione Ricerca e Innovazione Tecnologica di Confindustria Ceramica, che ha portato i saluti dell’Associazione, è stato introdotto da Fulvio Irace, architetto e professore di storia dell’architettura del Politecnico di Milano. “Kazuyo Sejima guarda alla scena urbana in modo diverso, nuovo”, ha spiegato Irace. “Partendo da un approccio emozionale e procedurale, sulla base di come le persone si avvicinano e utilizzano gli spazi. E così la costante del suo lavoro è interpretare i luoghi anche dal punto di vista di chi la vive. L’etichetta di minimalismo, che spesso le viene applicata, in realtà non è adatta al suo lavoro. Io la definirei massimalista: perché amplifica al massimo l’impatto sul corpo. Lo spazio diventa grande campo magnetico in cui agiscono le persone. Ma un’altra peculiarità dei suoi progetti – ha proseguito Irace – è quella di suscitare domande, inquietudini, riflessioni”.

“Fin dall’inizio della mia carriera mi sono interessata al collegamento tra interno ed esterno”, ha spiegato Kazuyo Sejima, illustrando il progetto per il 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa, premiato nel 2004 col Leone d’Oro alla 9ª Mostra Internazionale di architettura della Biennale di Venezia. Un edificio che non doveva avere solo la funzione di museo ma anche di spazio pubblico. L’idea centrale è che a seconda degli usi, cambia l’aspetto degli edifici. È importante progettare strutture che possono mutare a seconda di chi li usa e dell’aspetto circostante.

L’architetto ha poi spiegato la filosofia alla base del New Museum of Contemporary Art di New York. “Invece di creare un volume chiuso, come di solito sono le gallerie d’arte, abbiamo creato una struttura veramente aperta alla città, dove i visitatori, grazie a terrazza e affacci, possono ammirare la città e la città a sua volta può vedere cosa accade all’interno. Nel quartiere gli edifici sono piuttosto bassi. Il museo dunque spicca in altezza. Per smorzare lo abbiamo composto di vari volumi svasati tra loro, ciascuno dei quali è di dimensioni simili agli edifici esistenti intorno”.

Davvero sorprendente poi il Museo del vetro artigianale realizzato a Toledo, negli Stati Uniti, dove le persone, camminando, possono percepire il cambiamento delle immagini riflesse nelle

pareti di vetro. “A volte si vede vetro trasparente, a volte immagini riflesse che si sovrappongono alle altre. Alcune sono reali, altre mischiate altre sono illusioni. Complessivamente ne esce un’immagine liquida.

Di grande interesse poi il progetto per il Politecnico federale dell’Università di Losanna. “L’obiettivo, ha sottolineato Kazuyo Sejima “era creare un luogo d’incontro per gli studenti, accessibile da tutti i lati. Abbiamo creato un basso edificio di un solo piano, con pavimento e soffitto ondulati, dove, in un punto, non si ha l’impressione di essere in un grande spazio unico. All’interno, si cammina come su colline o vallate. Ogni volume ha una vista o funzione diversa, la vista sul lago o la tranquillità più intima”.

Infine, il Museo Louvre a Lens, in Francia, di cui sono state completate le prime due fasi, mentre resta da completare l’intervento di accerchiamento di ciò che è stato fatto, con un’unica facciata. Abbiamo realizzato un edificio che non disturba il sito dove sono presenti i resti dell’antica miniera. Un progetto che modifica la sua disposizione geografica adattandosi anche in questo caso all’ambiente.

Il famoso architetto, per la prima volta a Bologna, ha anche espresso la sua meraviglia per la città: “E’ incantevole – ha detto -. Ieri sera mentre passeggiavo mi sembrava di camminare all’interno di un teatro, quasi si potessero inscenare spettacoli e rappresentazioni in ogni angolo”.