Archive for ottobre, 2011






 
 
 

cucinare … una passione

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

PALA 01 copia

La relazione tra le persone avviene attraverso il cibo come attraverso la sessualità. Il cibo è qualcosa di cui si deve avere cura perché è dalla tavola che riceviamo le lezioni e gli insegnamenti più alti. Nella vita contemporanea per molti il cibo è diventato come un carburante e la tavola un arredo su cui posare quello che si consuma. E’ sempre più difficile trovare persone che mangiano insieme, magari mangiano accanto, ma non insieme. Ma quando un tavolo –un ripiano di appoggio- diventa Tavola? L’ambiente della cucina è un’officina che ha il pregio di unire ciò che dalla natura giunge a noi separato, trasformandolo in modo che la natura sia strettamente relazionata alla cultura. In cucina abbiamo imparato ciò che è buono e ciò che è cattivo: ciò che va assunto per migliorare la nostra condizione fisica e ciò che va rifiutato perché fa male. Da qui  dipenderanno le nostre scelte di vita. Cucinare è un atto di Amore che la società contemporanea continuamente svilisce ed attacca. Si lavora troppe ore al giorno e il momento della spesa e del cucinare sembrano essere un limite per la nostra libertà, senza rendersi conto che il momento del cucinare è finalmente il premio per la giornata. Ritirarsi in silenzio in cucina per preparare un piccolo pasto per chi vive con noi è un momento molto intimo in cui si trova lo spazio per sé e per le riflessioni personali; un  momento in cui parlare con chi ti è accanto. Cucinare è un atto di Amore perché è Accoglienza. Un gruppo di amici si riunisce per cucinare insieme e parlare e discutere. Bellissima la scena del film “Il grande freddo” dove un gruppo di ex compagni di scuola, ormai adulti, cucina e prepara la tavola insieme, quasi fosse un rapporto fisico che va ben oltre il solo cucinare. Oppure il gruppo di amici rappresentato nel film “Saturno contro” che, nelle sere passate insieme a cucinare, si ritrova come una grande famiglia.

Nel progettare gli interni diamo molto valore alla superficie che interessa lo “spazio cucina”. La domanda che spesso sentiamo rivolgerci è :”Ma la cucina deve essere chiusa o aperta?” Noi non sappiamo cosa rispondere, perché è una domanda senza senso. Ridicole quelle soluzioni che separano la zona pranzo dalla zona soggiorno con un gradino o con un gioco di controsoffitto che “fanno tanto architetto”. Non esiste una risposta univoca; la cucina rappresenta la personalità di chi vive la casa. Nelle nostre case, con lo stile di vita che si conduce, è naturale considerare la cucina come spazio aperto al soggiorno, allontanandosi dalla triste logica dell’angolo cottura. Ormai le funzioni si integrano. Superiamo il concetto che lì si cucina, e là si mangia. Espressione del superamento di questo concetto è l’idea Jessi che introduce un elegante lavello con un rubinetto “Goccia” incorporato al tavolo del soggiorno annullando così la netta distinzione tra il luogo dove si mangia e quello dove si cucina. Questa è un’autentica Tavola dove tutti sono presenti al rito del cibo, ci si guarda negli occhi e ci si confronta. Mai suggeriamo di avere la televisione in cucina, dove si rischia di stare seduti a tavola in solitudine perché tutti catturati dal magico schermo o, peggio ancora, si parla con questo rumore di sottofondo che continuamente attira la nostra attenzione. La cucina è il focolare della casa, è il cuore dove ci si dice “Ti voglio bene”. Noi non la progettiamo mai come uno spazio chiuso, in cui si entra e si esce da una sola porta. E’ uno spazio aperto, anche se separato che si attraversa. E’ uno spazio dinamico, osiamo dire democratico. Non capiamo quelle persone che quando cucinano si chiudono dentro e non vogliono essere viste mentre sono intente  ai fornelli quando tutti gli altri sono “di là”…. che cosa hanno da nascondere?

A questo proposito ricordiamo il film “Le fate ignoranti” dove la doppia personalità del protagonista lo portava ad essere molto fuori dalla cucina quando era con sua moglie e un appassionato cuoco quando cucinava per l’amante e i suoi amici.


 
 

Lo studio di riflessologia e il Feng Shui

Pubblicato da admin in Arredamenti Diotti A&F
Un caro saluto e un ben ritrovati a tutti gli amanti del Feng Shui.

Come sempre vi sottoporrò l’analisi di un progetto e in finale, un simpatico test.

Scopri quanto la tua casa ha bisogno del Feng Shui per ottimizzare la tua serenità“.
Puoi cominciare ad analizzare la tua casa e magari capire dove “intervenire”, secondo la Scuola della Forma.

Entriamo in una stanza dalla luce soffusa. Calde tonalità, morbidi tendaggi, lasciano presagire di essere in un luogo dall’atmosfera un po’ orientale! Prima era soffitta. Ora è studio di riflessologia plantare e massaggi antistress. La “dimensione” perfetta per una remise en forme a ritmo di trattamenti dal sapore, appunto orientale.

Sopra le vostre teste….Le travi a vista! Di bell’effetto, ma se rispolverate i “vecchi” articoli, ricorderete che hanno grande forza, per cui meglio non sostare troppo tempo e lavorarci sotto. Un bel drappeggio con tessuti in voile o lino leggero appesi, doneranno un tono di freschezza…e profumo d’oriente, togliendo quella “pesante” atmosfera creata dalla loro presenza.

L’ambiente è molto piccolo, ma da pochi metri quadri dobbiamo ricavare anche l’angolo della sala d’attesa! Nulla di più semplice che utilizzare un bel separé in giunco per rispettare, sia il tipo di ambientazione, che l’Elemento richiesto. Infatti, attraverso il Lo Pan, la bussola geomantica, ho rilevato che, questo punto energeticamente negativo, richiede l’utilizzo dell’Elemento Legno.

Belle le lampade “DiottiArredamenti”, che trovo ben adattabili in questa ambientazione.

Il separé in legno e una bella composizione floreale, aiuteranno a neutralizzare questa particolare problematica.

Attivo e ammorbidisco la zona lavoro, con riquadri di colore delicato. Una velatura giallina, per illuminare un ambiente tanto piccolo e con aperture limitate. La proprietaria dello studio, appartiene all’Elemento Terra, quindi la tinta scelta le appartiene, così come l’ocra, il giallino, il beige.
Attenzione! La casa è Elemento Metallo, quindi, in questo caso, è l’abitante a dare energia alla casa, e non viceversa, (La Terra carica il Metallo), in tal caso è opportuno ovviare al problema, alimentando la casa con gli Elementi Fuoco e anche Terra.

La stanza è di forma rettangolare, quindi appartenente all’Elemento Legno, rapporto favorevole per una pavimentazione a parquet. Adatta anche per questo tipo di ambientazione.
Ho voluto esaminare una serie di progetti per mostrarvi che, anche solo intervenendo con colori, luci e piccole altre “new entry”, si possono ottenere ambienti “nuovi”, trasformarli, rendendoli anche energeticamente sani. Ricordate di rinnovare la vostra casa, dando spazio al nuovo…ne beneficerete in salute e benessere.

Sono aperte le iscrizioni al prossimo corso base, che si terrà a Varese il 20 novembre! Inoltre volevo ringraziare tutti i partecipanti del 23 ottobre scorso. Bel gruppo, bella energia! Buona continuazione a tutti!
Cristina

TEST
1. Quando varchi la soglia di casa, che sensazione avverti?
– di disagio o stanchezza 0
– non completamente a tuo agio o indifferente 5
– di assoluta armonia 10

2. La tua casa è tendenzialmente:
– disordinata 0
– parzialmente ordinata 5
– ordinata 10

3. Dov’è ubicata la tua abitazione?
– su una via principale o vicino all’autostrada 0
– in una zona parzialmente trafficata 5
– in una zona tranquilla 10

4. La via che porta alla tua abitazione è:
– una strada a T o a un incrocio 0
– a doppio senso 5
– a senso unico o via secondaria 10

5. Nei pressi della tua abitazione c’è:
– la linea ferroviaria o del tram/ ripetitori TV 0
– acquedotti/scarichi 5
– assenza di “fonti” sopraelencate 10

6. La forma del lotto della tua casa è:
– tringolare 0
– irregolare (con parti mancanti o eccedenti) 5
– regolare (quadrata – rettangolare) 10

7. La forma della tua casa è:
– irregolare con parti mancanti 0
– irregolare con eccedenze e parti aggettanti 5
– regolare (quadrata – rettangolare) 10

8. Indica quale tipo di rapporto porta-finestra hai rispetto alle tue aperture:

– quante finestre e porte hai con queste aperture: 1 = 10 2 = 5 3 e oltre = 0

– quante finestre e porte hai con queste aperture: 1 = 0 2 = 5 3 e oltre = 10


9. Il tuo ripostiglio o cantina, ovvero i cosiddetti luoghi di ristagno, hanno un punto di areazione?
– No 0
– In parte 5
– Si 10

10. Indica come è posizionato il letto nella tua camera:

0 0 0 0 5 10

11. Indica come è posizionata la scrivania nella camera dei bambini o nel tuo studio:

0 0 0 0 5 10

12. In camera da letto hai lo specchio o oggetti riflettenti?
– Due o più 0
– Uno 5
– Nessuno 10

13. Hai uno specchio, entrando, di fronte al tuo ingresso?
– Uno 0
– Ho intenzione di posizionarlo 5
– Nessuno 10

14. Hai mensole in punti di forte passaggio o in camera?
– Si 0
– Ho intenzione di posizionarle 5
– No 10

15. In camera da letto hai:
– Il computer o la TV 0
– Attrezzi ginnici (cyclette, step, etc…) 5
– Nulla di tecnologico 10

16. In cucina il tavolo è disposto:
– Con un lato appoggiato alla parete 0
– Nel centro della stanza 5
– In un angolo, non appoggiato alla parete 10

17. Le scale di casa tua (sia interne che esterne) ruotano:
– Antiorario 0
– Dritte e molto lunghe 5
– In senso orario 10

18. Hai delle piante in casa? Che genere?
– Cactus 0
– Nessuna 5
– Piante senza spine (Benjiamin….) 10

19. Le cose che non utilizzate più (es: vestiti, mobili, oggetti vari, etc…)
– Le conservate 0
– Le buttate 5
– Le regalate 10

20. In camera da letto dormi sotto le travi?
– Si 0
– Ho il letto a baldacchino o la zanzariera 5
– No 10

21. Il divano del tuo salotto è:
– Non ha nulla alle spalle 0
– Ha una porta o una finestra alle spalle 5
– Appoggiato alla parete 10

22. Su quanti livelli è disposta la tua casa:
– Tre 0
– Uno 5
– Due 10

PUNTEGGIO:
0 – 75 La tua casa (secondo la Scuola della Forma) ha molti punti in cui un “supporto” e dei “correttivi” sono indispensabili. Parecchie mancanze, impediscono un buon fluire del Ch’i e quindi un’armonia e serenità inadeguate.
75 – 155 Il tuo habitat presenta dei punti adeguati, ma obiettivamente, ci sono “situazioni” comunque da “rivedere” per ottenere un habitat in sintonia con te stesso.
155 – 220 Sei stato bravo, il tuo forte istinto ti ha portato ad ottimizzare il tuo habitat, anche se un Feng Shui va oltre l’istinto, ma è basato su teorie e concetti ben precisi.



 
 

La testiera del letto: protagonista della nostra camera

Pubblicato da admin in ArredaClick

Del piacere di dormire si può godere soltanto da svegli.
Giovanni Soriano (Maldetti. Pensieri in soluzione acida, 2007)
In questa frase si nasconde una profonda verità: l’azione del dormire è qualcosa di inconsapevole, che viviamo tutti i giorni ma che non percepiamo mai completamente.
Eppure quell’inconsapevolezza nasconde qualcosa di incredibilmente piacevole, una situazione dalla quale non vorremmo mai uscire. Quando la sveglia suona la mattina malediciamo il sopraggiungere del sole che ci costringe ad interrompere questa nostra (in)attività e ad abbandonare il nostro letto.
E’ quindi il letto il vero protagonista del dormire: unico elemento veramente tangibile in una dimensione fatta di pura incoscienza. Qualcosa che possiamo non solo toccare ma anche vivere: un vero e proprio luogo. Il luogo in cui trascorriamo la maggior parte della nostra giornata!

E’ per questo motivo che la scelta del letto deve essere la scelta più importante al momento di arredare la nostra casa. Una scelta che rivela persino la nostra personalità: chi preferisce la tradizione e i materiali classici sceglierà sicuramente un letto in legno; chi ama farsi coccolare e vuole sentirsi abbracciare dal proprio letto opterà per un imbottito; chi ha una personalità più estrosa preferirà invece un letto in metallo, caratterizzato da testiere esuberanti e decorative.

Ma cos’è che differenzia maggiormente un letto da un altro? Che cosa guardiamo quando scegliamo un letto?  Senz’ombra di dubbio la testiera!
Vera protagonista del letto, la testiera rappresenta l’elemento decisivo al momento dell’acquisto e non solo per un fatto estetico, ma anche per la piacevolezza che essa ci comunica. Ergonomia e comfort si legano al fattore emozionale attirandoci in una direzione piuttosto che in un’altra.
In fondo è proprio la testiera l’elemento del letto con cui abbiamo più a che fare: quello che attira maggiormente il nostro sguardo, che ci comunica sensazioni di comfort e comodità, o semplicemente che colpisce la nostra immaginazione.

Il letto Ghirigori, ad esempio, è l’ideale per chi ha un animo romantico. Qui la pediera fa eco all’imponente testiera dorata, nel tentativo di togliere a quest’ultima il suo primato. Il risultato è un letto che avvolge con le sue spire dorate trasportandoci in una dimensione fiabesca che parla di epoche passate.

Modernissima è invece la testiera di Bodrum dove l’incrocio tra due pannelli di legno con diverse curvature genera un incavo nel quale sono alloggiati dei led. Tecnologia a servizio tanto dell’estetica quanto del comfort. La testiera illuminata sostituisce infatti le classiche abatjour svolgendo il loro ruolo senza intaccare la linearità di una camera da letto che vuole essere attrezzata ma al tempo stesso minimale.
Ma la testiera parla ancora di più quando non c’è! E’ il caso di Merlin, un letto che è una vera e propria isola. Da collocare al centro della stanza oppure contro una parete decorata, dove la testiera lascia il posto alla capacità comunicativa che persino le pareti possono avere.
Un discorso a parte, poi, lo fanno i letti tondi. Totalmente a-direzionali, i letti tondi si aprono ad infinite possibilità, suggerendo modi del dormire non convenzionali: la testiera di Carbonio può quindi diventare una morbida “parete” contro cui appoggiarsi con la schiena per farsi abbracciare da un letto che è, a tutti gli effetti, molto più di un oggetto di arredo.

 
 

Stufe a pellet. Perchè sceglierle e cosa offrono gli ultimi modelli

Pubblicato da admin in Guida Arredamento e Casa

Sbarcate sul mercato solo qualche anno fa, le stufe a pellet stanno riscuotendo un gran successo in tema di riscaldamento della casa: ecologiche, economiche, funzionali, affascinanti e anche belle. I vantaggi delle stufe a pellet sono tanti e vale la pena di farci un pensiero per l’autunno imminente.Tra i modelli appena presentati sul mercato ce ne sono di molto interessanti, con innovazioni tecnologiche e quindi funzionali non indifferenti e con design molto accattivanti, pronti a soddisfare ogni gusto e ogni stile d’arredo. Perchè è così: la stufa a pellet entra a pieno titolo nell’arredo di un ambiente, andando a costituirsi addirittura come elemento decorativo. Dunque, se siete intenzionati ad acquistare una stufa a pellet, iniziate con l’aver chiaro quale estetica preferire e quale sistemazione affibbiarle; per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, cercate di capire tra quelle sottoelencate quali sono quelle che interessano maggiormente le vostre abitudini.


 
 

L’intreccio che divide

Pubblicato da admin in Blog Arredo

Green
Green di Dedon è un originale separè formato da una miriade di intrecci che nasconde al suo interno otto vasi per trasformare il divisorio in una sorta di giardino verticale. Le piante, infatti, finiscono con il fondersi con la struttura arrampicandosi nell’intricata ragnatela del separè.
Se comunque, non avete il pollice verde potete anche scegliere la versione senza vasi. Entrambi disponibili sia in verticale che in orizzontale.

=> Continua!


 
 

Non tutti siamo creativi

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

Foto fronte copia

“ I bambini di oggi sono gli adulti di domani. Aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi, aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi; aiutiamoli a diventare più sensibili. Un bambino creativo è un bambino felice.” (Bruno Munari)

L’atto creativo non è di tutti e non tutti possediamo la creatività. Questo termine è oggi usato e abusato. La Creatività è qualcosa che va coltivata ed educata. In una casa non a caso dobbiamo riscoprire il valore della creatività. La vita facile, la easy-life, ci porta a standardizzare tutto. Basta girare un po’, con occhio critico, tra gli scaffali del reparto materiali per la casa nei grandi magazzini per vedere tanta gente che, affannata, “cerca idee”. Le idee proposte sono tutte uguali, standardizzate e banali. Applicazioni da attaccare alle pareti a forma di sassi, conchiglie, fiori…foreste pluviali o gli animali della savana; oppure stencil banali o anche elaborati che rendono gli interni ridicoli e a volte anche un po’ squallidi. La creatività va educata. Non tutti siamo in grado di realizzare qualcosa di veramente originale con qualcosa  pensato da altri e non elaborato da noi.

Osserviamo le stanze dei bambini:  tutte uguali e tutti sono convinti che siano uniche. Occorre una rivoluzione che ci aiuti a riscoprire la vera creatività. Una rivoluzione vera, perché saper vedere in modo più profondo e immaginativo significa saper pensare con maggiore elasticità e libertà. Saper vedere anche con gli occhi degli altri educa alle tolleranze , allarga i confini fisici e quelli della mente. “La fantasia, l’invenzione, la creatività pensano. L’immaginazione vede”. La stanza di un ragazzo è il suo spazio nella casa e non quello dei genitori. L’attuale sistema educativo porta ad essere talmente invadenti da non pensare che si deve lasciare la libertà al ragazzo di gestire il proprio spazio:  la sua stanza, rifugio che resterà tale per molti anni. Dall’infanzia , all’adolescenza, alla maturità. Un tempo che dura più di vent’anni… Mettiamoci l’anima in pace! Questo spazio dovrà crescere con il suo ospite. Non raramente mi capita di lavorare in case dove il ragazzo, ormai all’Università, vive nella sua stanza con gli arredi di un ragazzino perché quelli furono pensati per lui tanti anni prima. Arredare la stanza dei ragazzi non ha costi eccessivi basta stimolare, risvegliare la fantasia che è in loro. Ma se non è libero l’adulto, il giovane non sarà libero. L’azione educativa è fondamentale. Nella nuova casa di che colore devono essere le pareti della camera del bambino?  Bianche! Che domanda. Sarà la sua vita ricca e fantasiosa a colorare quello spazio tutto suo che diventa espressione di se stesso. L’esperienza e la pedagogia di Bruno Munari viene in aiuto a tutti. Vivete queste esperienze e sarete felici. Un laboratorio famoso proposto da questo architetto è quello dell’albero.  Con della carta da pacchi ritagliate delle strisce senza dire nulla di quello che state facendo e cominciate e posarle sul pavimento secondo la sequenza dell’immagine: da ogni striscia ne partono altre due e così via. Poi lasciamo fare al bambino da solo, continuerà il suo lavoro fino a riempire il pavimento di rami tutti attaccati tra loro con lo scotch. La famiglia tutta insieme deve sollevare l’albero che, inevitabilmente, si romperà. Questo atto di distruzione è fortemente formativo. “Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo.” Il bambino ha capito la tecnica. Ora sarà libero di reinterpretarla, magari con i colori, sulle pareti fino al soffitto. Il genitore terrorizzato è quello che più preoccupa in questo momento: evidentemente non è libero. Non è un gioco – usciamo dalla  falsa logica del giocando imparo – questo è un atto creativo. E’ un lavoro.   http://www.brunomunari.it/

Da qui in poi si può andare avanti: possiamo  completare l’albero utilizzando gli stencil con le foglie  e gli animali che vivono sull’albero.

Ma mi chiedo: ” Invece di quelli già pronti e tutti uguali perché non realizzarli da soli? perché non creare timbri con le patate tagliate a metà’?  perché non proiettare delle immagini sul muro e colorarle?” Dobbiamo guidare il ragazzo dentro la realtà per poi riemergere nell’astrazione. Osservando una foglia nei minimi dettagli si  può scoprire un mondo rielaborandolo in  forme e colori.

Solo così possiamo “aiutare la crescita culturale della collettività”. Prepariamo l’individuo – cominciando dal bambino – a difendersi dallo sfruttamento, a smascherare i furbi – invece di ammirarli o invidiarli – ed esprimersi con la massima libertà e creatività.

Si può continuare la tradizione ed elaborarla invece di ripeterla staticamente e serialmente.

Tutto questo per dire in 3 parole “ Educhiamoci a Crescere”. La semplificazione è segno di intelligenza. Un antico detto cinese dice: ” Quello che non si può dire in poche parole non si può dire neanche in molte.”


 
 

Poltrone relax: il tuo angolo di benessere

Pubblicato da admin in ArredaClick
Quando parliamo di relax pensiamo immediatamente al riposo, al calore domestico, al benessere fisico e mentale. Possiamo immaginarci uno spazio privilegiato di tranquillità ed armonia, in cui immergerci dopo una giornata stressante, o semplicemente per godere della lettura di un buon libro.
Tutti vorremmo poter sperimentare queste sensazioni in casa nostra, ogni giorno, e proprio nelle poltrone relax abbiamo trovato la soluzione. Parole d’ordine: comfort, economia, praticità.
Abbiamo raccolto un’ampia gamma di poltrone, una collezione pensata per soddisfare ogni tipo di necessità e incontrare perfino i gusti più ricercati: dalle poltrone a semplice reclinazione manuale alle più tecnologiche dotate di motori massaggianti, senza mai dimenticare lo stile.
La ricerca tecnologica non si limita ai meccanismi integrati, ma è applicata anche al design e alla cura dei rivestimenti. La qualità dei tessuti è garantita e controllata da designer italiani ed appositamente studiata per assicurare eleganza e praticità. Il Teflon è per esempio un trattamento che conserva l’aspetto caldo e confortante del tessuto e lo rende altamente resistente ad usura e macchie; l’ecopelle invece offre ora la resa estetica delle migliori pelli garantendo lavabilità e praticità d’uso. Questi moderni rivestimenti sono stati ideati in svariati colori attuali e divertenti, da abbinare agli arredamenti più originali, o per ravvivare ambienti classici. 
Il campionario di tessuti della poltrona relax Appeal può ad esempio diventare una vera e propria “tavolozza” d’artista. Non passano inosservate nemmeno le categorie di rivestimento, che già nel nome nascondono una promessa: super, extra, e addirittura lusso. Curiosando fra i colori disponibili siamo riusciti a contarne almeno quaranta, tra almeno dieci variazioni di rosso e altrettanti di blu, verdi e beige, per non parlare delle fantasie floreali, delle stampe pop e delle righe. Insomma, quasi ci si dimentica dei meccanismi relax integrati in una poltrona che sembra un vero e proprio pezzo d’arte alla portata di tutti.

Non vogliamo dimenticare l’enorme utilità della funzione di reclinazione e dell’alzapersona per i meno giovani o per le persone con difficoltà motorie.
La famiglia Sime è un esempio di praticità e stile a servizio del comfort. La poltrona classica Sime 1 e la poltrona moderna Sime 3 offrono reclinazione ed alzapersona elettrici con in più la funzione “massaggio”: otto motori inseriti nel corpo della poltrona massaggiano dolcemente specifiche zone del corpo, regalando una vera e propria esperienza multisensoriale degna di un centro benessere.

Spesso infatti quando si dice relax è facile immaginarsi immersi nelle calde atmosfere di SPA e centri termali, immersi nei profumi di olii essenziali, alla luce rarefatta di candele. Grazie alla nuova generazione di poltrone relax, espressioni come massaggio shiatsu, riequilibrio energetico e defaticamento entrano a far parte della nostra quotidianità e in quella degli anziani che vivono con noi o cui teniamo particolarmente. La poltrona con massaggio shiatsu Wellness è un esempio d’avanguardia tecnologica. Offre il massimo del lusso, con programmi di massaggio specifici, MP3, music therapy e airbags per la pressoterapia.

Il benessere non è più vissuto come un prodotto d’élite o un premio da concedersi in occasioni speciali. E’ con questa filosofia che un nostro produttore partner (azienda italiana al 100%) progetta le proprie poltrone e ne seleziona i materiali qui in Italia, per poi farle confezionare nella propria fabbrica cinese: in questo modo gli standard qualitativi sono costantemente monitorati ed al tempo stesso viene offerto un prodotto veramente alla portata di tutti.

Tags:

 
 

Comò e comodini senza maniglie: minimalismo ed eleganza

Pubblicato da admin in ArredaClick
Comò e comodini sono i complementi d’arredo della camera da letto, quelli che se non fosse per il letto e il guardaroba, potrebbero fare i protagonisti. Un ruolo fondamentale lo rivestono comunque in camera, e non solo di tipo pratico e funzionale, ma anche di tipo estetico.
Pensate a una camera da letto senza comodini e senza comò: minimale, sì, ma anche spoglia, forse troppo. Completare invece l’arredamento è importante per una questione di equilibrio visivo, oltre che strettamente pratico, anche senza rinunciare al tanto agognato minimalismo. Comò e comodini infatti possono esserci senza appesantire troppo il risultato estetico finale, riducendosi ad un essenziale che tuttavia è denso di significato e che caratterizza indiscutibilmente uno stile moderno, quasi urban chic, sicuramente elegante.

Penso ad esempio a comò e comodini senza maniglie, essenzialmente delle forme geometriche tridimensionali che non aggiungono alcun tipo di dettaglio, se non se stesse, come in una moderna Flatlandia; ma come si aprono comò e comodini se non hanno le maniglie? Bè sistemi ce ne sono tanti: a volte basta premere sui cassetti oppure esistono delle scanalature praticamente invisibili o comunque ben mimetizzate, che non interrompono il rigore formale ed estetico di questi arredi, pur risultando pratiche e funzionali.

Certo, la maniglia è un dettaglio che può regalare pregio e originalità, ma anche la sua mancanza ricopre lo stesso ruolo e ottiene lo stesso effetto: si potrebbe dire che la maniglia è quel particolare che quando non c’è brilla proprio per la sua assenza, rendendo ancora più accattivante l’arredo o il complemento, come in questo caso.

E poi ci sono le maniglie che pur esistendo risultano comunque minimali, non togliendo nulla all’essenzialità di un comò o di un comodino in questo stile. Parlo di maniglie rigorose, per le quali la progettazione estetica ha avuto un peso fondamentale e che possono rendere un complemento comunque essenziale e ancora più elegante e affascinante, per camere da letto votate al moderno o a un certo stile metropolitano.

Penso ad esempio ai comò e comodini Sunset, provvisti di un’accattivante maniglia verticale che sembra attraversare ogni cassetto senza soluzione di continuità (ma che lascia in realtà lo spazio necessario alle aperture) e che regala a questi complementi un rigore formale davvero degno di nota, pur rimanendo un dettaglio apprezzabile anche in un contesto più easy.
Rigorosamente senza maniglie invece il gruppo letto Acca laccato, quindi lucido, addirittura riflettente, quasi monolitico, eppure così leggero visivamente grazie all’assenza delle maniglie, appunto, e ai piedini in legno massello.

Ancora più rigoroso il gruppo letto City, che tuttavia grazie a un semplice dettaglio come il piano in vetro temprato e serigrafatro, si può adattare a una camera da letto giovane.

Nei comò e comodini Antalya invece l’assenza della maniglia diventa ancora più stilosa, grazie al dettaglio della gola, che attraversa verticalmente tutta l’altezza dei complementi, caratterizzandoli fortemente e rendendo quasi l’idea di una mancanza di soluzione di continuità.


 
 

l’invasione dei pallogufo

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

pallo-gufo1

Dopo tanti anni finalmente abbiamo ristrutturato le nostre terrazze. Non ce la facevamo più a vedere quelle vecchie mattonelle ormai segnate dagli anni e, questa estate, per forza o per amore, abbiamo deciso di fare il grande passo. Un mese di lavori e le ampie terrazze presentano un nuovo volto. Le mattonelle da noi preferite sono state posate in modo da dividere l’ampia superficie in aree geometriche che entrano in dialogo con l’ombra dei palazzi nel corso della giornata. Bellissimi quei segni che scandiscono lo spazio. Tutte le piante sono tornate al loro posto e sembrano avere assunto una nuova dignità. Felici una mattina usciamo per fare colazione sotto gli ombrelloni e … ORRORE!…

In più punti il pavimento era bombardato da “ricordini” di una colonia di piccioni che si erano stanziati sulle grondaie dell’edificio. Non è possibile! Il “fattore piccione” non era stato contemplato nel progetto.  In tanti nel condominio hanno lamentato per anni la presenza inopportuna di questi uccelli, ma a noi non avevano mai dato fastidio. Nessuno era stato in grado di farli decidere a traslocare. Basta! Chiedo a Franco, il portiere del nostro condominio che notte e giorno veglia su di noi con fare temerario. “Franco, come posso fare per liberarmi di questi piccioni?” Chiedo. Risponde: “ A- sparateje”. La risposta è secca e determinata da fare gelare il sangue e non concede repliche. Come faccio a sparare a quei poveri uccelli che nel frattempo hanno fatto pure il nido? Come fosse un segno, a Massimo cade l’occhio su un articolo che commenta la paura che il piccione ha degli uccelli rapaci. Sarà per questo motivo che il nostro vicino (quello del telefono, per intenderci) ha messo lungo la ringhiera del suo terrazzo due orrendi aquilotti? Non credo. L’avrà messi perché laziale. Allora la mente del mio PazzoGallina si è messa in moto: “Bisogna riempire il cielo di Gufi!” Ho disegnato una serie di grandi occhi di rapace che guardano con fissità. Incollati in coppie di due sui palloni gonfiati con l’Elio, a tarda sera sono stati fatti levitare fino alla sommità del tetto dell’edificio. In pochi minuti nel buio della notte numerosi occhi inquietanti scrutavano dall’alto le nostre terrazze, il tetto e i balconi. Un improvviso battito d’ali si è sentito nel silenzio. Un fuggi fuggi generale di piccioni, schivava i PalloGufo rischiando l’impatto. Per alcuni giorni, e dopo diversi cambi di PalloGufo, i piccioni volavano secondo traiettorie rettilinee e lontane dal nemico. Si guardavano bene dal sostare sulle nostre grondaie. Sono stati giorni di festa. La gente affacciata dai balconi salutava i “Gufi” con divertimento. Una nonna ha tenuto per ore il nipotino al davanzale della finestra nell’attesa di vedere comparire i PalloGufo spinti dal vento. I bambini al mattino salutavano i palloncini e, al ritorno da scuola nel pomeriggio cercavano i PalloGufo certi che erano lì ad aspettarli. Alcune persone ci salutavano con divertita gratitudine per l’allegria. Non credo abbiano capito la finalità della nostra iniziativa, ma di sicuro ci hanno preso per persone… diciamo… originali.

I piccioni se ne sono andati. Il pavimento è pulito ed un solo PalloGufo vigila ancora sulle nostre teste. Intanto un PalloGufo si è spostato al Tufello. Un’amica l’ha piazzato sul suo terrazzo e la nipotina, vedendolo dal cortile, pensa che la nonna dia delle feste. Bambini, seguite le indicazioni per realizzare gli occhi del PalloGufo. E se siete importunati dai piccioni… chiamate i PalloGufo.     per realizzare gli occhi del Pallo-gufo seguite le istruzioni 


 

 

 

 

 

 


 
 

Lavabo minimal

Pubblicato da admin in Blog Arredo

Crystall Wall
Una lastra di vetro curvato fissata in un monolite di ceramica. E’ Crystall Wall di ArtCeram, un lavabo minimal ma al tempo stesso esclusivo e di design. Anche il miscelatore viene fissato nel supporto ceramico che nasconde gli attacchi a muro rendendo le sue linee essenziali e moderne.
Lungo 70 centimetri e profondo 52, è disponibile anche nella versione denominata Twin da 110 x 52 cm, visibile nel seguito.

=> Continua!


 
 




Torna su