Archive for novembre, 2011






 
 
 

Refugee sc’Art

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

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E’ tempo di Natale. Le giornate diventano sempre più brevi e il freddo inizia a farsi sentire. Le strade della nostra città sono ingolfate dal traffico e illuminate da decorazioni a volte molto discutibili. Insomma, il “rito” consumistico di fine anno è ormai iniziato. Il nostro blog vuole occuparsi del Natale nelle nostre case e nelle nostre vite cercando di offrire un valore aggiunto.    Sabato scorso abbiamo vissuto l’esperienza di collaborare con la Fondazione del Banco Alimentare per la raccolta nei supermercati di alimenti destinati a numerosi enti tra i quali la Caritas; avvicinandoci alle persone per presentare l’iniziativa abbiamo testato tanta partecipazione e altrettanta diffidenza per la mancata fiducia che in molti hanno verso questo tipo di iniziative. Comunque è stato un successo, nonostante il difficile momento che stiamo vivendo. Abbiamo considerato che sono tante le iniziative promosse in questo periodo, ma quante effettivamente vengono accolte con spirito di condivisione e solidarietà? Così noi di unacasanonacaso ci siamo proposte uno scopo: in tempo di smania di regali e in tempo di difficoltà per molti, cosa si può promuovere che abbia un alto valore aggiunto? La risposta è arrivata dalla telefonata di Donatella del Centro Astalli, che ci ha parlato del progetto “REFUGEE SCART ” . Ecco quello che stavamo cercando!   Siamo subito andate a “spiare” il laboratorio e poi l’allestimento del mercatino natalizio organizzato da Spiral Foundation  http://www.spiralfoundation.org/  . Questa è un’organizzazione onlus che promuove la valorizzazione delle risorse umane attraverso la formazione professionale e il lavoro qualificato. “Ho ideato il Progetto Refugee Scart nell’agosto del 2011, che si rivolge ad un gruppo di rifugiati politici provenienti dall’Africa” ci riferisce  Marichia Simcik Arese, presidentessa della Fondazione. Ci è sembrata un’idea  semplice e creativa.   Questa iniziativa gode del Patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ed è supportato dal Centro Astalli (JRS), http://www.centroastalli.it , dal Progetto Binario 95 http://www.binario95.it/ e dal Laboratorio 53 onlus http://www.laboratorio53.it/  L’idea è questa: i ragazzi raccolgono  buste, bottiglie e contenitori di plastica, abbandonati sulle  nostre strade e, attraverso un processo di riutilizzo del materiale, realizzano oggetti molto colorati. Innovativo è il materiale che creano con le buste di plastica tagliate a striscioline,  poi sistemate su fogli di plastica trasparente riciclata  e fissati tra di loro con il calore.    Da questo processo si ottengono dei grandi fogli semi-rigidi dagli allegri colori, che vengono utilizzati per la realizzazione di oggetti nuovi: collane, borse, segnalibri, orecchini, e articoli per la casa come tovagliette per la colazione,  cestini per il pane e per la carta…tutti gli oggetti sono originali e non a caso” scelti da noi.      Proponiamo questa tra le tante iniziative meritevoli che si presentano in questo periodo.     Ecco un’idea! Perchè non regaliamo ai nostri amici delle tovagliette per la casa, dei segnlibro o una bella collana? Ci vediamo  sabato 3 e domenica 4 dicembre a Roma, per un acquisto intelligente  in Via  Paolo Mercuri, 8.  Se non vivete a Roma  potete contattare : msimcik@sprynet.com 

Erri De Luca scrive di questo Porgetto: “Un laboratorio di pochi utensili dá scopo, dignità e valore alle loro mani buone a tutto. In un solo mese Spiral Foundation ha aperto un’altra breccia nel muro dell’isolamento facendo circolare l’aria fresca della fraternità.”   Refugee Scart  è un dono che torna: aiuta chi l’ha creato e aiuta anche te a vivere in un ambiente più pulito.  

 GRAZIE.


 
 

X-MAS O CHRISTMAS

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

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Io non so a voi, ma a me il tempo passa veloce. Dicono che questa sia cosa buona perché significa che tutto va bene, non ci sono grandi problemi e penso che questo in parte sia vero. Ebbene sì! Un altro anno si sta concludendo e ci si comincia a preparare per questo importante Tempo. Un amico che non vedo più da tanti anni, con il quale ho trascorso la mia infanzia, una volta mi scrisse -quasi un “Amarcord”- come questo periodo dell’anno fosse sempre magico. Poi non l’ho più sentito. Sarà stata la nostalgia. Personalmente vivo sempre con grande intensità emotiva il Tempo di Avvento e non mi sono mai lasciato intrappolare nel vortice vuoto e consumistico. Domenica per me è iniziato questo periodo magico, di riflessione, di preparazione. Da un po’ di anni vedo nelle case le corone d’Avvento; anche questa si sta imponendo come una delle ultime mode. Io ho sempre fatto la corona dell’Avvento proprio perché mi aiuta a scandire il tempo e mi guida nel prepararmi al grande momento: il Natale. Sì! Sono tra quelli che pensano che X-mas venga scritto con la “X” per eliminare la presenza di Cristo dal Natale e concentrarci, senza remore, sulla vanità dei consumi. Inutile filosofeggiarci intorno per trovare altra giustificazione. E’ naturale che le nostre case si abbelliscano con decorazioni per renderle più accoglienti per la Festa. E’ una grande festa! Ma va preparata bene. Predisponiamoci per evitare che sia solo “decorativismo” e diamo un senso a tutto ciò che facciamo. Noi, a casa,  prepariamo la corona dell’Avvento in modo semplice; la realizziamo da soli con simboli che sono segni di riflessione. L’anno scorso, dopo avere seguito un seminario sul significato allegorico della Melograna, ne ho inserita una nella composizione della corona proprio perché la sua forma sferica ricorda il ciclo infinito della vita e, al suo interno, i tantissimi semi sono stretti in una unità tra loro con un succo rosso che rimanda alla Passione. Si parla del Natale come un tempo di Attesa, ma di chi? Cristo è nato già, e lo sappiamo; quindi chi attendiamo? Diciamo che ci stiamo preparando ad una venuta e ad una attesa: ci prepariamo a ricordare la prima venuta di Gesù mentre attendiamo quella definitiva, l’ultima, quando tutto sarà ricapitolato in Cristo. Questo è un tempo che non va in avanti, ma indietro: non si procede dal passato al futuro, ma dal futuro –l’attesa del Regno –  verso il passato  –la memoria della nascita di Gesù-. L’attesa del futuro e la memoria del passato coincidono in questa Festa che ci porta a guardare in un modo diverso il presente. Ogni giorno siamo vigili sapendo che il Signore deve ritornare. Quindi prepariamo questo tempo di attesa. In rete possiamo trovare numerose spiegazioni di come si realizza una corona dell’Avvento con precise regole da rispettare. A casa mia  facciamo a modo nostro. Ogni cosa è elegante e rispettosa se non si esagera. Ci vuole misura. Con quello che c’è a disposizione allestiamo questo angolino con le immancabili quattro candele che di settimana in settimana verranno accese. Nel loro consumarsi si vede visibilmente il passare del tempo mentre la luce aumenta. Ogni settimana può essere significativamente segnata da una frase, una parola sulla quale meditare. La casa si colorerà con le luci dell’albero, del presepe e di qualche decorazione che ci predispone nell’animo al momento significativo della Festa. L’albero di Natale è la spina nel fianco. Non vorrei sconvolgere nessuno, ma noi, a casa nostra, l’albero lo facciamo vero. L’albero può essere la potatura degli abeti dei nostri boschi oppure quelli coltivati appositamente che, una volta passata la festa si restituiscono per essere riciclati in pellet, come combustibile, oppure per farne pannelli truciolati. Comprendo la difficoltà di accettare l’idea di piante coltivate appositamente per questo scopo, ma credo che sia sempre meglio che comprare piante sintetiche che, anche se hanno una vita lunga, prima o poi finiranno in discarica con tutte le conseguenze ambientali che conosciamo per il loro smaltimento. Per non pensare ai costi di inquinamento per la loro produzione. Prepariamoci alla Festa più bella dell’anno con autentica sincerità. Mentre scrivo ascolto“Cerco asilo”, l’ironica trasmissione di Radio 24 ore. I bambini cantano una canzoncina di Natale: “Questo Natale di austerità, senza regali che senso ha?”. Mah!…


 
 

Un cubo d’acqua

Pubblicato da admin in Blog Arredo

Fluval Edge
Quello che ci appare come un cubo d’acqua in realtà è Fluval Edge di Askoll, un acquario dal design rivoluzionario che riesce ad arredare giocando con arte grazie alla sua linea pulita, alla geometria ricercata e alla struttura interamente in vetro.
La colonna centrale che sorregge l’intero acquario oltre a contenere i fili e gli accessori, cela allo sguardo un sistema di illuminazione alogena a basso voltaggio e il filtro a tripla azione che mantiene l’acqua cristallina.
Fluval Edge ha una capienza di 23 litri e le sue dimensioni sono 43 x 26 x 22,40 cm.
Per chi sia interessato il suo prezzo si aggira attorno ai 100 euro.

=> Continua!


 
 

Calcio e ArredaClick: che vittoria!

Pubblicato da admin in ArredaClick
Torniamo per un’ultima notizia dal mondo del calcio. Lo Staff di ArredaClick festeggia la grandiosa vittoria dell’A.S.D. Lazzaretto di Seregno. Nell’ottava giornata del campionato il Lazzaretto ha battuto il Polis Senago Vevey Sport con un sorprendente 5 – 2!
Un “hip hip urrà” extra per il giocatore che più si è distinto in campo: complimenti ad Umberto Nardo dallo Staff ArredaClick. Un difensore centrale statuario che conferma ancora una volta l’importanza della pars destruens e del lavoro di squadra.
Continueremo a seguire i progressi dei ragazzi del Lazzaretto durante tutta la stagione.

 
 

Il progetto

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

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E’ da un po’ di tempo che desidero tornare a parlare del mio lavoro. Sto vivendo un momento bello della mia attività: quello della fase progettuale. Allora mi sono detta  che forse può essere interessante raccontare cosa c’è a monte dei lavori di ristrutturazione di una casa. Sono sicura di quello che dico quando affermo che la fase progettuale è il momento più alto nell’intero processo di realizzazione di un intervento architettonico. Qualunque impresa umana, un viaggio, un incontro, il disegno di una legge, necessita di un progetto. Affinché un progetto possa essere concretizzato, le circostanze in cui trova la sua realizzazione devono restare inalterate. In tutto il tempo che si impiega per la progettazione e realizzazione, le domande alle quali questo deve rispondere non devono cambiare; come così il consenso agli obiettivi che si vogliono raggiungere, deve rimanere invariato. Quest’ultima condizione costituisce la causa maggiore di una fedele realizzazione del progetto. Personalmente curo molto la fase preliminare di ascolto dei desideri e delle idee di coloro che dovranno vivere nella nuova casa, proprio perché solo rispondendo alle esigenze espresse -e non espresse- io possa progettare in maniera buona, per poi procedere nei lavori di costruzione nel rispetto dei tempi previsti. Qualche sera fa ero ad una cena di lavoro con dei colleghi che si lamentavano del raddoppiarsi dei tempi di realizzazione dei lavori e delle infinite varianti in corso d’opera che i clienti impongono. Non condivido molto questo modo di lavorare: un progetto bene impostato non lascia spazio a dubbi ed incertezze che inevitabilmente sforano nei tempi e nei costi. Il disegno è alla base dei lavori, è il luogo di formazione, di memorizzazione e di comunicazione delle scelte formali. Ha bisogno di una sua costruzione matematica. Questo è l’aspetto che non tutti riescono a comprendere bene ed è qui che si deve lavorare per guidare la persona nella partecipazione alla fase progettuale. Il disegno, per l’architetto, assume un valore autonomo di opera -per alcuni di opera d’arte-  che può anche non vedere la sua realizzazione. Per me architetto, che creo un nuovo spazio che risponde e riunisce tutte le richieste del committente, non è fondamentale vedere la sua concreta realizzazione. L’atto creativo è già avvenuto nel disegno e  costruendo deve rispondere a quanto visto con gli occhi della mente, altrimenti è meglio fermarsi. Se questo fosse attuato da tutti i professionisti, forse le nostre città avrebbero un altro aspetto e tutti si vivrebbe meglio. Esiste quindi un significato del progetto in quanto tale che non viene messo in crisi se al progetto non segue la  sua realizzazione, indipendentemente dal guadagno economico. Può anche accadere che a un buon progetto si affianchi, nella sua realizzazione, il subentrare di una nuova esigenza o un altro fattore che in una certa misura lo modifica. Poiché il progetto è buono permette anche delle variazioni che però devono essere ben gestite dall’architetto che lo ha pensato. Quindi ci si può domandare: <<Ma si può costruire senza un progetto?>> La risposta è: << Si!>>  Si può costruire seguendo una tradizione tecnica –cioè “ispirandosi” a quanto già fatto e sperimentato da altri- come avviene per le architetture spontanee, quelle che Bernard Rudofsky chiamava “architetture senza architetti”. Con questa modalità, in un interno, si segue spesso il gusto per il bricolage, l’accostamento casuale di un insieme di materiali eterogenei. Non si ricerca la perfezione; le connessioni tra le parti sono precarie e l’effetto finale è un insieme di componenti, più che una struttura gerarchica, che elimina drasticamente le relazioni tra gli elementi. Queste costruzioni assumono un aspetto fiabesco molto interessante che, però, non tutti sanno fare;  al contrario si  rischia di avere l’effetto di un meccanismo banale, quello che io definisco “effetto magazzino”. La necessità di un progetto non può essere né superata né negata. Un’architettura senza architetti vede nel progetto uno strumento autoritario e vincolante; ma questa è una visione estremista  con una propensione per un’anarchia espressiva e per una romantica inclinazione al difforme e all’irregolare. Viviamo nella consapevolezza che qualunque realizzazione, in un certo modo, relativizza sempre il progetto da cui nasce e in qualche modo è sicuramente riduttivo rispetto all’idea originale. Così il progetto non si conclude nell’opera finita, ma prosegue crescendo con la vita  di chi vive gli spazi progettati. Ho apprezzato molto Simonetta che, pur avendo una personalità ricca e creativa, mi ha affidato la ristrutturazione della sua casa dicendomi che sentiva la necessità di una figura professionale che sapesse cogliere gli aspetti e gli elementi del suo interno degli anni ’50,  per rielaborarli  e lanciarli negli anni futuri.  Credo di esserci riuscita…


 
 

Arreda la casa e l’ufficio con le le tue foto preferite

Pubblicato da blog ospite in Blog Arredamento

Ogni anno, a Natale, non facciamo altro che pensare a cosa regalare ad amici e parenti, a cosa acquistare che possa essere gradito da chi lo riceve, che possa essere adatto alla singola persona e che possa essere utile: quante volte è successo di non saper che fare di un regalo? Iniziamo allora a guardarci intorno, a partire da ciò che ci circonda, e iniziamo a chiederci cosa può essere utile e allo stesso tempo un’idea regalo natalizia simpatica e originale da donare quest’anno alla mamma che è così attenta alla casa o alla coppia di amici che si è appena sposata e vive nella nuova casa, oppure alla nostra sorellina che ama abbellire la sua cameretta o, ancora, al papà che passa le sue giornate in ufficio.

A Natale, quest’anno, pensiamo alla decorazione della casa con stampe d’arredo con cui possiamo arredare e rendere più famigliari gli ambienti che viviamo quotidianamente. Le idee sono tante e tutte nuove: possiamo pensare ad una bella foto romantica (magari quella del matrimonio) e stamparla su una tela in pannelli da affiggere sulla testata del letto, oppure a una bella immagine del cartone animato preferito dai bambini e stamparla su una tela sagomata e abbellire le pareti della cameretta dei piccoli.

Un’altra idea utile e originale, per nulla deludente, per l’ufficio del papà può essere la stampa di un calendario da scrivania con le foto della vacanza in famiglia della scorsa estate o un orologio da parete che ricordi al papà quando è ora di tornare a casa.


 
 

Il condominio secondo me

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

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Vivo un grande disagio quando vengo meno ai miei doveri di condomino solo perché vittima del comportamento scorretto degli altri. Viviamo “i giorni cattivi”, specchio della realtà sociale di questi tempi, che ritroviamo negli atteggiamenti di chi vive insieme a noi. Viviamo in condomini, quindi abbiamo la proprietà del nostro bene immobile in comune con altri. Forse questo concetto è andato perso visto che si considera la propria casa dalla porta di ingresso e tutto quel che è fuori non ci appartiene. Le scale sono abbandonate e da ridipingere; il cortile non è ben curato e il segno di degrado è evidente; le facciate andrebbero riverniciate e le piante curate meglio. Ma non sentiamo che tutto questo appartiene a noi e il degrado avanza. Sembra proprio riflettere quanto accade nell’intera società.  Si vive insieme e ci vuole rispetto e tolleranza, parole che non appartengono più al nostro linguaggio, se non per essere fraintese. Non possiamo considerarci singoli individui, chiusi nelle nostre famigliole che pensano ai propri interessi. “A casa mia faccio quello che mi pare”. Questo genera avarizia: una società egoista. Il condividere, la solidarietà, il rispetto dell’altro, genera un atteggiamento del vivere civile. E’ Politica. Comportamenti poco corretti, pessime abitudini, rumori molesti sembrano essere ormai la regola nelle nostre case. Non ci si cura del vicino-amico. Non si pensa se ha bisogno di noi, anche del nostro silenzio e della nostra attenzione perché, forse, vive un momento difficile e non può sopportare atteggiamenti scorretti. Televisori ad alto volume e spettatori che parlano forte per sovrastare il rumore di fondo. Scendere le scale rumorosamente e sbattere le porte; sbattere i tappeti dai balconi o fare cadere l’acqua quando si annaffiano le piante; sono solo alcuni dei comportamenti che fanno sfociare in vere e proprie disumane liti. Spesso nei lavori di ristrutturazione che i nostri clienti ci affidano si chiede di isolare acusticamente le pareti proprio per non sentire i rumori dei vicini. Non ci si impegna a promuovere una società corretta e bene educata. Ci si isola e si risolve il problema. Questo è bruttissimo. Ricordo qualche anno fa quando mio padre era da solo a casa e, cadendo, si fratturò il femore. Nel panico chiese aiuto e fu il vicino che, conoscendo il suo garbo e la sua discrezione, si preoccupò ed intervenne per aiutarlo. Anche io posso avere bisogno, e allora perché isolarmi?

La Rinascita di una Società Civile in Italia parte da qui, dalle nostre case. Se non si è civili in una casa –che non sia a caso- non si può essere tali nella società. Nei condomini esiste un Regolamento, ormai da molti disatteso, proprio perché limita la libertà di “fare quello che mi pare” e che disciplina la vita condominiale. Questo può essere considerato la legge interna dei condomini, una legge speciale rispetto alla normativa generale dettata dal Codice Civile. Ormai è tutto da ricostruire nella nostra Italia. Partiamo allora dal nostro condominio. Nei tempi dei “giorni cattivi” in cui le pessime abitudini sembrano essere delle belle regole personali, possiamo reagire. Trovo molto interessante la guida per sopravvivere al condominio proposta da Altroconsumo  che ci aiuta a difenderci dai nostri vicini molesti e, soprattutto, da amministratori distratti che ci dovrebbero curare come dei “buoni padri di famiglia”. Ordiniamola, è gratis, e proponiamola nella nostra bacheca condominiale.  http://www.altroconsumo.it/landing/condominio/ebzvid5


 
 

una casa non a caso … sul set!

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

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Eccomi qui a raccontarvi l’avventura di un set di ripresa del TG nella mia casa! Tutto è iniziato per la realizzazione di un servizio giornalistico per il portale di Suit of the City. Questa innovativa idea della mia vulcanica amica Ida, è un sito dove è possibile swappare (barattare) abiti, borse, accessori, collane, soprabiti… insomma tutto quello che nel nostro armadio ci mette in crisi circa l’opportunità di un’ulteriore stagione!  Il sito http://www.suitofthecity.it/ ha l’obiettivo di mette in contatto le persone che hanno oggetti da scambiare gratuitamente. Non perdete l’occasione di andarlo a visitare e di iscrivervi se avete gli armadi troppo pieni di cose che, oggettivamente, non metterete più! Il TG2 “Costume e Società” ha dedicato un servizio a questa utile idea, perciò è  stato chiesto ad Ida  di organizzare uno Swap Party al quale la giornalista e la sua troupe avrebbero potuto partecipare. Dalla determinazione della data e della location, è  iniziato il panico e mille dubbi… la mia casa sarebbe stata all’altezza di accogliere tutte quelle persone e tutto il materiale necessario?  sarebbe stata pulita abbastanza per fare delle riprese? dove avrei messo il nostro grande cane Zoe ? e le bambine ?  Insomma un delirio. Volevo però approfittare dell’occasione per sperimentare la possibilità di inserire la mia casa in un’agenzia di location per set di pubblicità. http://www.pachira.it/proponi_location.php;   http://www.locationset.com/info/proporre-la-tua-struttura.html    Ci siamo organizzate e abbiamo fatto squadra. Marina, che ha progettato la mia casa,  ha verificato accostamenti di colori, tende, cuscini e disposizione dei mobili e si è dedicata alle riprese fotografiche per documentare il back stage. Gli abiti che sembrano  ”casualmente poggiati” sui divani, sono stati accuratamente  selezionati e accostati scegliendo colori e fantasie. La sindrome della massaia ci ha contagiate: la polvere sui mobili e quadri, è stata monitorata fino all’ultimo momento, perchè i fari delle riprese evidenziano ogni piccolo dettaglio… compresi gli acari! E poi sono dovuti sparire tutti gli oggetti di uso comune che riempiono la nostra casa e dei quali perdiamo la consapevolezza nel quotidiano: vasetti di vetro, guanti da cucina, vecchi plaid consunti ma caldissimi e utili per guardare la tv, tovaglie di plastica per salvaguardare il tavolo antico in cucina… La troup formata solo da tre persone,  discreta e poco invadente, ha partecipato al Party con simpatica semplicità; ma necessariamente l’attrezzatura ha completato l’invasione già provocata dai vestiti e dagli accessori distribuiti in ogni dove. Ci siamo divertite. Le riprese e le interviste sono state spontanee e frizzanti. La mia casa ha ritrovato l’originaria atmosfera  elegante e funzionale. Quando anche l’ultima amica è uscita dalla porta di casa… mi sono guardata intorno… E’stata una bella esperienza e ho potuto di nuovo godere dell’ordine e dell’originale atmosfera della mia  casa.  Clicca sul link se sei curioso di vedere la rubrica del TG2  http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-ca75d386-ac8b-479f-bb73-7dfd4cd43d8d.html è il secondo servizio della giornata del 9 Novembre 2011.


 
 

Azienda virtuale muove i primi passi nel mondo reale: Calcio firmato ArredaClick

Pubblicato da admin in ArredaClick
Il mondo virtuale di ArredaClick ha deciso di sbarcare nel mondo reale, o meglio “ultra-reale”, e lo ha fatto vestendo i tredici ragazzi dell’A.S.D. Lazzaretto di Seregno
Abituati ad arredare case, a vestire ambienti e curare oggetti, è certamente stata una grande novità per tutti i membri dello Staff ArredaClick vedere il logo con la farfalla proprio sotto i visi sorridenti dei giocatori di una squadra di calcio. L’entusiasmo è stato poi incontenibile quando la divisa è stata incorniciata e appesa alle pareti della sede. 
Ad ArredaClick ci si dedica a curare nel minimo dettaglio il sito internet e prendersi cura dei clienti via mail o via telefono. Lo Staff è fatto di persone appassionate che amano quello che fanno, esattamente come i nostri nuovi amici dell’A.S.D. Lazzaretto che dall’inizio del campionato 2011-2012 vestono le magliette e i calzoncini firmati ArredaClick. 
Giocheranno le loro partite con la stessa passione che contraddistingue chi ama quello che fa giorno dopo giorno, una passione che sicuramente li accomuna ad ArredaClick, un’azienda fatta di persone. E così il nostro Staff accompagnerà col pensiero (quindi virtualmente!) i ragazzi di Seregno tra vittorie e sconfitte. Noi speriamo di sentir parlare più delle prime, ma sicuramente li sosterremo in ogni occasione. 

Con questa iniziativa ArredaClick, un’azienda che effettivamente è nata e cresciuta in Brianza come tutti i membri dello Staff, consolida il suo attaccamento al territorio in cui si trova. Quale mezzo migliore di mettere il proprio nome sui ragazzi del Lazzaretto Calcio? I ragazzi e le ragazze dello Staff sanno di aver sigillato un’amicizia e tiferanno per la squadra di Seregno durante tutto il campionato che, ci teniamo a ricordare, è gloriosamente iniziato con l’esordio vittorioso in Open A.

Ora la divisa dell’A.S.D. Lazzaretto campeggia al centro della sede di ArredaClick, ogni settimana c’è chi sbircia i risultati sul sito, qualche fan femminile spia le foto dei giocatori, qualcuno dello Staff ha la foto della squadra salvata sul desktop del suo computer. Tutti si augurano che il logo con la farfalla ArredaClick accompagni i ragazzi del Lazzaretto Seregno verso una brillante stagione.

Forza Ragazzi!
I ragazzi e ragazze dello Staff ArredaClick


 
 

La casa come risorsa

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

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In un momento di crisi è necessario valorizzare le cose che già sono in nostro possesso.  Siamo portati a pensare la crisi come un concetto negativo mentre è  dalla crisi che prendiamo  la forza per proiettarci in qualcosa di nuovo  è importante non perdere la fiducia, avere uno sguardo positivo, ed essere proattivi e creativi.  La crisi, non solo  quella economica,  può rappresentare infatti, un’opportunità di cambiamento e di miglioramento di se stessi, del lavoro e  delle relazioni affettive.   Se si ha la fortuna di avere “un tetto sulla testa”  si aprono diverse possibilità per rendere la nostra casa una risorsa attraverso la quale realizzare se stessi migliorando anche le proprie condizioni economiche. Le opportunità sono diverse, ciascuno dovrà individuare quella che più si addice alla propria casa ed alle proprie esigenze.     Per iniziare, vi racconto la storia di Laura, incontrata ad un corso di formazione finanziato nel 2008 dal Fondo Sociale Europeo nel quale lavoravo come docente.      Il corso, indirizzato a persone over 40, aveva l’obiettivo di insegnare alle allieve come organizzare e gestire nella propria casa  un Bed and Breakfast. Laura ha lavorato sodo in aula e dopo. Insieme a noi ha progettato, ha  studiato piani di promozione e marketing, ha pianificato budget e risorse ed infine ha creduto in se stessa e nelle sue potenzialità.     La casa aveva bisogno di un cambio d’abito, necessario per segnare l’inizio di una nuova stagione della sua vita e del suo lavoro.  Dopo i necessari passaggi burocratici per le autorizzazioni  http://www.anbba.it/corpo.php?link=file/come_aprire.html , Laura ha iniziato la sua avventura inaugurando il suo B&B  Air Ciampino  http://www.airciampinobb.com/ che oggi  le consente di vivere serenamente,   accogliendo in casa sua, ogni giorno, con entusiasmo e professionalità,  nuove persone che nel tempo si stanno trasformando in vecchi amici.    Un’altra opportunità di utilizzo della propria casa è arrivata da un’esperienza molto diffusa nel nord Europa che si sta affermando anche nelle nostre metropoli: le tagesmutter (mamme di giorno) http://www.nidofamiglia.it/   Questi progetti sono una geniale idea per aiutare le mamme lavoratrici con i piccoli da  0  a 3 anni. Un modo flessibile ed innovativo di sostegno al femminile. Una mamma concilia il bisogno di crescere i propri figli con la necessità di guadagnare, ospitando in casa altri bambini, proprio come se andassero all’asilo . http://blog.mammenellarete.it/redazione/nidi-famiglia/. Vi  .   Voglio raccontare   di come è possibile risparmiare, utilizzando come risorsa la nostra casa, ospitando persone che hanno bisogno di un alloggio in cambio di un servizio necessario alla famiglia: baby sitting, scambi linguistici per imparare lingue straniere, oppure compagnia per la notte per le persone anziane che vivono da sole. Così Maria è stata ospite della grande casa di mia mamma ed hanno condiviso un pezzetto della loro strada: una  giovane in cerca di lavoro e realizzazione e una nonna a tempo pieno.     Un’altra idea che mi viene in mente è quella di inserire la propria casa nei circuiti delle agenzie di location per l’allestimento di set pubblicitari o per riprese cinematografiche. Molte sono le proposte che vengono dalla rete e che fanno intuire entrate economiche interessanti.    http://www.mblocation.it/   http://ww35.locationmovie.it/. Di questa divertente esperienza vi racconteremo nei prossimi post.   A parte la creatività e l’impegno, il denominatore comune di tutte queste esperienze è comunque quello di saper condividere con gli altri ciò che si possiede senza esserne gelosi.

 

 

 

 

 

 

 


 
 




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