Il 2011.
Nozze reali, la disgrazia di Fukushima, il governo Monti, l’Ipad 2, la primavera araba, la crisi…
Come ce lo ricorderemo questo 2011?
Noi denso di novità. Un anno duro a volte, ma che ci ha regalato grandi soddisfazioni.
E’ entrata nel team Chiara, per l’area marketing, Max come consulente social e come dimenticare il piccolo Christian, il nuovo arrivato in casa Berto!
La squadra si struttura ogni anno di più e prende forma un progetto ad alto potenziale e sui cui tutti abbiamo voglia di investire.
Per l’anno prossimo abbiamo in cantiere tante nuove cose.. che non anticipiamo, se non promettendovi la qualità di sempre, nei contenuti della nostra comunicazione, nei prodotti dei nostri artigiani, nella trasparenza del nostro brand.
L’obiettivo più grande sarà proseguire sulla via che abbiamo scelto per voi: il progetto #percheberto, una serie di video pillole per fare cultura sul nostro lavoro di artigiani e che spiegano i motivi per cui dovreste sceglierci.
E poi il sito multilingua, i social, il nu
ovo blog… sarebbe bello vedere crescere la community Berto, fatta da noi, da voi e da chiunque condivida con noi valori e intenzioni.
Vorremmo che ognuno potesse contribuire con le proprie idee, commentando sul blog, scrivendoci sui social, proponendoci progetti. Abbiamo fame di condivisione e ci piace tutto quanto sia sociale, plurale, rete, network. Un’ecologia del valore condivisa!
Non sono solo buoni propositi.. è già tutto nel cassetto!
Grazie per essere stati con noi anche quest’anno.. ci vediamo nel 2012! (gia dal 2 Gennaio negli showroom di Meda e Roma )
E adesso festeggiamo
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| Sedia Serie 7 di Jacobsen |
| Sedia Area 51 |
Stamattina siamo partiti di buon’ora in direzione Brescia. Meta: Arredi Lanzini a Concesio.
Ecco un’immagine rappresentativa della giornata di oggi.
Sapete perché Giuseppe Lanzini è così stanco (ma felice)?
Perché in poche intensissime ore ha rimesso a nuovo lo showroom per voi!
Adesso il nuovo punto vendita Berto Salotti per Brescia è pronto!
Come potete vedere Giuseppe Lanzini vi aspetta già!
Annuncio speciale per tutti quelli che sono seduti sul divano e… non riescono più ad alzarsi: se fosse colpa del divano?
Magari è stanco anche lui, è non è più così comodo come un tempo…
Comunque, se parliamo di divani, è difficile battere il nostro Morris… senza indugiare troppo nelle sue caratteristiche (realizzazione completamente a mano, personalizzazione totale sia nei tessuti sia nelle misure, modularità dei complementi vastissima), vi invitiamo senz’altro a provarlo negli showroom, perché siamo aperti ed operativi!
Il Morris (con tanti altri modelli) vi aspetta a Meda dal 27 al 30 dicembre (10.00 – 12.00 e 15.00 – 19.00) e poi dal 2 gennaio con aperture straordinarie il 6 -7- 8 gennaio.
A Roma, invece, le aperture durante le festività sono al 27 al 30 dicembre (10:30 – 13:00 e 15.00 – 19.30); riapertura il 2 gennaio coi medesimi orari.
Vi aspettiamo anche negli altri punti vendita, naturalmente!
Se invece proprio… non ce la fate ad alzarvi, poco male: Berto Salotti mette tutta la sua cura artigianale anche nel servizio clienti online, dove potete vedere i prodotti, visionare i video, ed anche fare acquisti, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
E buone feste, pigroni!

Viviamo in questi giorni le occasioni per stare insieme con gli amici e la famiglia, e i pranzi delle feste diventano espressione di questi momenti di festa. Mi torna in mente il commento di un’amica che ci segue sul blog che citava “Il pranzo di Babette”. Film bellissimo, toccante ed educativo che ci commuove e ci rende felici. Quando preparo un’apparecchiatura bella e stiro la tovaglia fino ad eliminare l’ultima piega, e la poso delicatamente sulla tavola, penso sempre a Babette e all’essenza del suo pranzo: l’Amore. Babette vince una lotteria e spende tutto per preparare un pranzo in cui ogni dettaglio non è dato al caso. Dona la sua anima e dà tutto di sé per nutrire d’amore i commensali trasformando un pranzo in una nobile avventura amorosa in cui non si è capaci di fare distinzione fra appetito del corpo e quello dell’anima. Dopo l’esperienza della tavola, i rapporti tra i commensali saranno più autentici. Questo è il momento più alto del film, Babette spende fino all’ultimo grammo delle sue forze, energia e creatività. Quanto è lontano questo spirito autentico dai tempi moderni che vogliono che tutto sia facile e poco impegnativo. Molti in questi giorni apparecchiano le loro tavole con stoviglie e posate di carta o di plastica per cercare di ridurre i loro sforzi. Personalmente trovo più faticoso ed impegnativo catapultarmi nei negozi specializzati per cercare tra le tante offerte l’apparecchiatura ideale per la festa. Si cade perfino nel ridicolo: qualche sera fa mi trovavo in un negozio che aveva in vendita piatti di carta bellissimi decorati in modo tale da sembrare di porcellana; posate di plastica simil-acciao; calici in plastica, talmente belli, da sembrare di cristallo. Per curiosità ho fatto un rapido calcolo valutando che un posto tavola mi sarebbe costato circa 30 €. Quanto siamo lontani dalla sublime essenza di Babette. Io non amo apparecchiare con piatti di carta o di plastica, né durante le feste, né in qualunque altro momento. Viviamo in un mondo che sta correndo ai ripari proprio in forza all’enorme abuso di “usa e getta” al quale siamo ricorsi negli anni passati. Siamo fortemente condizionati da chi promuove un business a livello mondiale ed una speculazione che fa gola a molti. Io sono stata educata in una famiglia dove ci si riuniva numerosi e mia madre ha sempre apparecchiato con il servizio di porcellana. Era bandito l’uso di ogni tipo di surrogato: persino l’acqua non è mai comparsa a tavola se non nelle brocche di vetro. Ci si dedica tanto a lla preparazione di pietanze particolari, ricercate, originali… ma si perde di vista l’importanza dell’aspetto funzionale delle stoviglie: un piatto piano, uno fondo o una tazza hanno lo scopo di mantenere il cibo alla giusta temperatura, così come un bicchiere ha lo scopo di esaltare le caratteristiche del vino che in esso viene versato. Non è una questione di lusso… ma è una questione pratica. Non c’è da vergognarsi se non si possiede un servizio di piatti per tanti invitati; una tavola imbandita nel corso della serata con servizi “spaiati” può dare anche un senso di originalità, senza perderne in eleganza. “Un’artista non è mai povero, ho dato solo il meglio di me.” Babette insegna che l’importante è dare il meglio che si può, tutto dipende da noi al momento dei nostri acquisti. Io credo che non debba mai mancare nelle nostre case un servizio di porcellana bianco che può funzionare da “jolly” e incrementare, all’occorrenza, gli altri decorati; oppure, nel tempo, acquistare servizi che siano in armonia tra di loro. Puntualmente ad ogni cena, a casa mia, c’è qualcuno che deve dire –quasi fosse un copione-: “Ma perché non prendi i piatti di carta?” Difficile fargli capire che in casa non ce ne sono e che ho una lavastoviglie che lavora per me. Ma poi che male ci sarebbe, se finita la cena con la stessa convivialità si sta in cucina, si sparecchia e si lavano le cose insieme scambiandosi qualche battuta e qualche chiacchiera che a tavola non si poteva dire? Il pranzo di Babette è educativo per noi adulti che siamo osservati dai bambini. Leggevo in un articolo di una mamma che raccontava che a tavola non usa niente in plastica ed il bambino piccolo vuole mangiare nei piatti veri come i grandi. E’ capitato che qualche bicchiere si sia rotto, ma dov’è il problema? Dopo qualche bicchiere di Nutella andato in frantumi, il bimbo ha imparato a stare attento diventando “piuttosto bravo”. I piccoli ci osservano.

Come con l’albero di Natale dell’anno scorso, anche quest’anno vi auguro un Felice Natale con un post a tema. Lightree di Slide, infatti, è un semplicissimo abete luminoso utilizzabile anche come albero di Natale se siete alla ricerca di qualcosa di minimalista. Disegnato da Loetizia Censi, si adatta a qualsiasi ambiente grazie alle diverse dimensioni disponibili: da un’altezza minima di 45 centimetri fino al maxi albero da 2 metri.
Cari amici e lettori, quello che state leggendo è l’ultimo post di questo blog.
No, non è uno scherzo… è solo che dopo ben otto anni di conversazioni su questa storica piattaforma, abbiamo deciso di spostarci su una nuova e fiammante struttura, dove abbiamo sviluppato un forte reload della strategia di comunicazione.
Dovrei quindi tracciare un bilancio di questi otto anni di blog senza farmi prendere dalle emozioni…
Se mi ascolto dentro mentre scrivo, fatico a tenere moderato l’orgoglio di essere stati gli autori del primo esempio italiano di corporate blog nel nostro settore, e la soddisfazione nel vedere raccontata la nostra storia, giorno dopo giorno, in 458 post.
E’ la sensazione di chi, nel progetto di rendere accessibili ad un pubblico sempre più grande le produzioni artigiane su misura della sua piccola azienda, attraverso internet, ci ha messo la faccia insieme a tutta la sua squadra e che, forse, ci sta riuscendo.
Ho avuto modo di approfondire proprio alcuni di questi aspetti in un convegno al quale recentemente ho partecipato come relatore insieme ad altri “casi studio”, e vorrei utilizzarne qualcuno ora per proporvi la mia fotografia o meglio la cartolina che vorrei lasciarvi in questo ultimo post del vecchio corso.
Quando nel 2000 ho iniziato i primi esperimenti con internet, non sapevamo esattamente cosa stessimo facendo ma avevamo la consapevolezza che la vera forza di Berto erano le mani dei nostri artigiani e la passione con la quale per tanti anni i Fratelli Berto, Carlo e Fioravante avevano affrontato il lavoro facendone un vero e proprio stile di vita.
In quegli anni nonostante piccolo non fosse “bello”, abbiamo deciso di scommettere sulla nostra impresa artigiana, locale e famigliare. Comunicare in rete questa nostra consapevolezza ci ha fatto crescere e oggi, ad 8 anni di distanza, la nostra azienda si ritrova con una dimensione quintuplicata, una squadra di collaboratori triplicata e con 8 punti vendita in Italia oltre ad una piattaforma e-commerce che parla 5 lingue.
Ma soprattutto con il marchio Berto, oggi punto di riferimento credibile e autorevole per clienti esigenti in cerca di divani e letti di qualità eccellente e su misura.
Grazie alle nostre scelte che molti hanno definito pionieristiche, abbiamo ottenuto un “vantaggio evolutivo di specie”, un particolare vantaggio di cambiamento che ci ha fatto trasformare prima degli altri nel nostro settore, facendoci competere in un mercato pressoché vergine per molti anni.
Abbiamo quindi identificato nelle nostre mani artigiane e nel “su misura” il vero valore della nostra azienda e lo abbiamo comunicato mettendoci la faccia.
Il progetto #percheberto e il nuovo blog, provengono da questa esperienza e rappresentano il reload e la nuova scommessa di fiducia che rinasce dal territorio, da quella Brianza che ci ha insegnato a lavorare con passione ed eccellenza, e dalla nostra storia sulla quale proiettiamo un futuro ricco di ispirazione e desideri positivi.
Lascio in queste pagine tante piacevoli ore passate a cercare parole e a scrivere di promesse che in molti casi sono diventate progetti concreti. Lascio inoltre molte preziose conversazioni con amici, clienti, colleghi e collaboratori che rappresentano oggi l’altra grande nostra forza di Berto, la credibilità. Ringrazio tutte le persone che sono passate di qua nei commenti o che ci hanno linkato e che in pratica che hanno creduto in noi, siete tantissimi, vi vogliamo un sacco di bene.
Il nuovo blog è stato realizzato per ascoltare i nostri clienti ancora di più, ancora meglio.
Ci piace moltissimo, sarà un cantiere in continua evoluzione e tutti i vostri feedback per migliorarlo saranno apprezzatissimi.
La nuova veste grafica su wordpress, (senza nulla togliere al vecchio e caro blogspot
) ci fa venire una voglia incredibile di scrivere e comunicare come fosse il primo giorno.
Cos’altro aggiungere, se non un cordiale invito a venire a trovarci ?
Vi aspettiamo, siamo lì per questo!
Avete presente quei tavolini a nido di Ikea col piano wengè e le gambe in metallo? Molto carini, è vero, e pratici soprattutto. Ma dopo un po’ di anni quell’effetto monocromo e minimalista può stancare e ogni oggetto rivela – ahimè – la sua età. Dire addio tuttavia all’utilità e alla versatilità di questi semplici tavolinetti da salotto, tipica tra l’altro di tutti i mobili firmati Ikea, è difficile. E allora perché rinunciarvi? Con un po’ di fantasia e di buona volontà il cassonetto può attendere…Ecco qui di seguito un’idea utile e face facile per rinnovare da capo a piedi i vostri mobili. L’occorrente è: smalto bianco; smalto verde oliva; pennelli di varie misure; nastro adesivo di carta; stencil; spugnetta da cucina; fissativo.
Saltellando qua e là su internet ho trovato un modo semplice ed originale per realizzare delle palline da appendere all’albero di Natale. Il procedimento è facile e in questo caso solamente preliminare a ciò che sarà invece il nostro risultato finale. Servono: filo di spago grezzo; colla vinilica; palloncini; pennello.Per prima cosa occorre gonfiare il palloncino fino ad arrivare alla grandezza necessaria. Non essendo il nostro scopo quello di creare una semplice pallina natalizia, bisognerà gonfiarlo un po’ di più (più o meno quanto un melone!) e successivamente iniziare ad arrotolare lo spago tutt’intorno. Via via che si procede spennellare sulla superficie la colla, leggermente diluita con un po’ d’acqua, e terminare solo quando il palloncino è quasi completamente ricoperto: di solito è necessario un rotolino intero di spago. L ’unica accortezza da tener presente è quella di lasciare uno spazio vuoto sulla sommità, ovvero intorno al nodo.