Archive for febbraio, 2012






 
 
 

Wall Dots

Pubblicato da admin in Blog Arredo

Wall Dots
Decorare le pareti della vostra casa non sarà più un problema con questi particolari vasi.
Si chiamano Wall Dots appartengono all’azienda Chive e, come suggerisce il nome, sono fatti appositamente per essere appesi al muro, sono disponibili in tanti colori, dai più vivaci come rosso, giallo, arancione, celeste… ai più neutri come bianco, grigio, marrone e uno molto particolare cromato.

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Welcome

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

tappetini 6 copia

Io ho l’abitudine di salutare. Da sempre, quando incontro qualcuno. Fin da bambino, frutto dell’educazione ricevuta. Saluto tutti coloro che incontro nei miei percorsi quotidiani, particolarmente vicino casa, negli uffici e sul luogo di lavoro. Uscendo di casa se incontro qualcuno mi è difficile fingere di non vederlo. Salutare è importante perché stabilisce una relazione, un legame. La persona con cui ho scambiato il mio saluto dopo non è più “altro” ma diventa “prossimo”. Il saluto è un atto di accoglienza, non è vincolante, e crea una relazione che è comunque presente nella società, esiste e non puoi allontanarla o ignorarla. Vivo in una città affollata e spesso lo spazio, in continua espansione, assume sempre più una condizione di non città dove affluiscono sempre più persone sconosciute. Diventa difficile il saluto e ci si sente soli tra gli altri. Forse è proprio per questo che è bene continuare a salutare. L’accoglienza è un valore che deve partire da noi, dal nostro modo di vivere, dalle nostre case. Già, le case!  Quelle della Roma antica davanti al loro ingresso segnavano l’accoglienza con un musivo SALVE, usanza che si è tenuta nel tempo fino a rientrare nell’elenco delle “buone cose di pessimo gusto” di Guido Gozzano quando era di uso tra  la classe borghese di mettere davanti alla porta di casa uno zerbino con la scritta SALVE. Oggi  il mercato offre una varietà infinita di proposte formali per i tappetini di ingresso e l’idea della scritta di “benvenuto”, sarà un po’ borghese,  fa comunque piacere. Predispone positivamente lo stato d’animo degli ospiti ed è una cosa semplice ma bella. Purtroppo la nostra società sembra non  rispondere più a questo genere di sentimenti; la distanza tra vicini di casa è enorme ed il contatto diventa molto difficile. Tu saluti, ma l’altro non risponde, ed è di un imbarazzo unico ritrovarsi su un pianerottolo o in un androne ed avere la sensazione di essere trasparente. L’altra sera camminavo per il mio quartiere e riflettevo su queste cose  dal momento in cui l’occhio mi è caduto su uno zerbino in vendita  con la scritta “oh no! Di nuovo tu”. Non riesco a cogliere appieno l’ironia, ma ultimamente spesso anche in altre forme di comunicazione, come quelle degli spot pubblicitari, c’e un’ironia offensiva, che invece molti trovano spiritosa. In realtà è lo specchio dei tempi che riflette le cose come realmente sono. Dietro un “Benvenuto”  molte volte si nasconde un’ ipocrisia o forse non si ricorda più per chi è l’accoglienza. Mi sono ricordato dello zerbino di “Welcome” , il film che racconta il respingente “benvenuto” che la Francia dà agli immigrati in fuga da una vita non più sostenibile nei loro paesi di origine. Un uomo di fronte all’avventura di un ragazzo riscopre dentro di sé una umanità e una moralità che fino ad allora aveva cancellato. La diffidenza è l’humus in cui cresce e prospera l’intolleranza. Un benvenuto autentico non mette uno STOP fuori dalla porta di casa anche se mistificato con un Welcome.

 

 


 
 

Welcome

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

tappetini 6 copia

Io ho l’abitudine di salutare. Da sempre, quando incontro qualcuno. Fin da bambino, frutto dell’educazione ricevuta. Saluto tutti coloro che incontro nei miei percorsi quotidiani, particolarmente vicino casa, negli uffici e sul luogo di lavoro. Uscendo di casa se incontro qualcuno mi è difficile fingere di non vederlo. Salutare è importante perché stabilisce una relazione, un legame. La persona con cui ho scambiato il mio saluto dopo non è più “altro” ma diventa “prossimo”. Il saluto è un atto di accoglienza, non è vincolante, e crea una relazione che è comunque presente nella società, esiste e non puoi allontanarla o ignorarla. Vivo in una città affollata e spesso lo spazio, in continua espansione, assume sempre più una condizione di non città dove affluiscono sempre più persone sconosciute. Diventa difficile il saluto e ci si sente soli tra gli altri. Forse è proprio per questo che è bene continuare a salutare. L’accoglienza è un valore che deve partire da noi, dal nostro modo di vivere, dalle nostre case. Già, le case!  Quelle della Roma antica davanti al loro ingresso segnavano l’accoglienza con un musivo SALVE, usanza che si è tenuta nel tempo fino a rientrare nell’elenco delle “buone cose di pessimo gusto” di Guido Gozzano quando era di uso tra  la classe borghese di mettere davanti alla porta di casa uno zerbino con la scritta SALVE. Oggi  il mercato offre una varietà infinita di proposte formali per i tappetini di ingresso e l’idea della scritta di “benvenuto”, sarà un po’ borghese,  fa comunque piacere. Predispone positivamente lo stato d’animo degli ospiti ed è una cosa semplice ma bella. Purtroppo la nostra società sembra non  rispondere più a questo genere di sentimenti; la distanza tra vicini di casa è enorme ed il contatto diventa molto difficile. Tu saluti, ma l’altro non risponde, ed è di un imbarazzo unico ritrovarsi su un pianerottolo o in un androne ed avere la sensazione di essere trasparente. L’altra sera camminavo per il mio quartiere e riflettevo su queste cose  dal momento in cui l’occhio mi è caduto su uno zerbino in vendita  con la scritta “oh no! Di nuovo tu”. Non riesco a cogliere appieno l’ironia, ma ultimamente spesso anche in altre forme di comunicazione, come quelle degli spot pubblicitari, c’e un’ironia offensiva, che invece molti trovano spiritosa. In realtà è lo specchio dei tempi che riflette le cose come realmente sono. Dietro un “Benvenuto”  molte volte si nasconde un’ ipocrisia o forse non si ricorda più per chi è l’accoglienza. Mi sono ricordato dello zerbino di “Welcome” , il film che racconta il respingente “benvenuto” che la Francia dà agli immigrati in fuga da una vita non più sostenibile nei loro paesi di origine. Un uomo di fronte all’avventura di un ragazzo riscopre dentro di sé una umanità e una moralità che fino ad allora aveva cancellato. La diffidenza è l’humus in cui cresce e prospera l’intolleranza. Un benvenuto autentico non mette uno STOP fuori dalla porta di casa anche se mistificato con un Welcome.

 

 


 
 

Raccontare Berto Salotti. Ogni volta, una fantastica occasione di apprendimento.

Pubblicato da admin in Blogger Ospiti

Mi sta capitando di frequente, ultimamente, di venire chiamato a raccontare l’esperienza di Berto Salotti nel web.

Come alcuni sanno, noi crediamo nel racconto (il racconto del blog, iniziato nel 2004, lo testimonia), e queste occasioni “pubbliche” sono per me un ulteriore momento di narrazione… è prezioso potersi confrontare, quando racconto il nostro approccio sento nuovi stimoli, ascolto e imparo.

Così è stato venerdì all’evento organizzato da Reed “Utilizzare i social media per il marketing in ambito B2B, con la partecipazione dell’internet guru Leonardo Bellini, così è stato all’incontro di networking organizzato da Milan In lo scorso lunedì, così – infine – è stato anche durante l’intervista di cui mi ha onorato Golf People Club Magazine.

Sono profondamente grato a chi mi invita e a chi ha la bontà di ascoltarmi.

L’energia positiva che questi incontri mi trasmettono confermano la bontà della nostra visione, pur tra le difficoltà del momento.

L’incoraggiamento che l’azienda trae da questi contatti non ha prezzo.

Mi diverte tornare col pensiero alla mia prima apparizione davanti a un pubblico, non tanto per fare confronti imbarazzanti (allora ero timidissimo, ora… un po’ più consapevole, anche se non certo uno speaker!), era il 2006, al convegno di Più Blog, lo spazio dedicato ai blog ospitato da ”Più libri, più liberi“.

Direi una bugia se negassi la soddisfazione di vedere come siamo cresciuti, ma – in fondo – non mi sento tanto diverso da allora, e nemmeno l’azienda – pur evolvendosi – ha cambiato approccio.

Hungry, foolish, diceva il grande Steve.

Noi lo eravamo nel 1999, nel 2006, e lo siamo ancora :-)

 


 
 

Salone del Mobile 2012: Bloom, la nuova sedia di Calligaris

Pubblicato da admin in Guida Arredamento e Casa

Aprile si avvicina e come ogni anno il mondo dell’arredamento e del design inizia a guardare verso quello che è considerato l’evento internazionale dell’anno nel settore: il Salone del Mobile di Milano, quest’anno alla sua cinquatunesima edizione. E a un evento tanto atteso non possono mancare i nomi più importanti del mondo dell’arredo, quelli che ne hanno scritto la storia e che portano alta nel mondo la bandiera del made in Italy.Aziende come Calligaris, che dal 1923 è sinonimo di “Italian home design” e che continua ad affascinarci con pezzi d’arredo apprezzabili e quasi iconici. Iconici di un tempo contemporaneo fatto di incontri fra materiali nuovi e materiali vecchi, rappresentativi di un’epoca che predilige la leggerezza delle forme e la praticità degli elementi. Sedie, tavoli e complementi d’arredo firmati da grandi nomi del design popolano da sempre il catalogo di Calligaris, che presenterà al Salone del Mobile 2012 Bloom, la sua nuova seduta disponibile in diverse versioni.


 
 

Interruttori e prese elettriche Elo

Pubblicato da admin in Blog Arredo

Elo
Quelli che vedete nelle foto che precedono e seguono questo articolo sono gli interruttori e le prese elettriche Elo dell’azienda Francese Realitem che, nella loro semplicità, riescono ad associare materiali tradizionali a design contemporaneo.
Hanno tutti la stessa forma rotondeggiante ma si diversificano per i materiali utilizzati: possono essere realizzati in legno di frassino, ceramica, vetro, alluminio e cemento. L’idea è quella di rendere questi oggetti più umani, di farli adattare e partecipare alla nostra quotidianità e non lasciarli essere semplici spettatori.

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[Video] Perchè i nostri letti hanno materassi con molle indipendenti e materiali a memoria di forma… #percheberto n.4

Pubblicato da admin in Blogger Ospiti

Materassi ortopedici, in lattice, a molle, ad acqua, a memoria di forma.

Ce n’è per ogni gusto. E per ognuno milioni di diverse combinazioni.

Ma come scegliere il materasso adatto alle nostre esigenze di comfort e buon riposo?

Sono due gli elementi alla base del comfort dei materassi:

  • le molle indipendenti
  • i materiali a memoria di forma

Le molle indipendenti (vedi post su #percheberto n.3) fanno sì che siano sollecitate solo le molle sottoposte a sforzo permettendo al materasso di adeguarsi ad ogni minimo movimento.

I materiali termosensibili Memory ad alta densità consentono poi alla struttura di modellarsi in modo capillare alle forme del corpo offrendo il massimo comfort nel riposo.

Il Memory, dotato di bassa resilienza (se ci appoggiate la mano rimane per qualche istante l’impronta, a differenza del lattice che  torna immediatamente alla posizione originale) è la soluzione ottimale per farvi trovare una posizione che sia subito confortevole e farvi muovere il meno possibile.

In questo modo le molle indipendenti lavorano quando sollecitate dal peso del corpo, e i materiali a memoria di forma si automodellano in funzione del peso e della forma del corpo, offrendo un riposo senza pari.

Berto Salotti propone quindi il materasso a 3000 molle in memory foam, in versione fissa e sfoderabile.

Il tessuto di rivestimento termoregolatore “smart cell” e l’imbottitura in fibra anallergica permettono un’ottima traspirabilità (visto che il memory foam lavora assorbendo il calore corporeo) e un’ottima accoglienza per plasmarsi perfettamente col vostro corpo.

Inoltre, unito a una sottofodera isolante in jersey di cotone, permette di espellere l’umidità velocemente, favorendo la traspirazione.

Ecco i motivi alla base del comfort!

Per tutti gli altri #percheberto vedi qui

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ArredaClick diventa Galleria d’Arte con “I Frutti del Fuoco”

Pubblicato da admin in ArredaClick

L’arte contemporanea sembra spesso aver dimenticato l’eccellenza delle tecniche tradizionali. Ma nel cuore della Brianza ci sono un’artista e la sua bottega dal nome suggestivo, “I Frutti del Fuoco“, che hanno riscoperto e recuperato le più antiche tradizioni pittoriche e decorative. Arredaclick è orgogliosa di trasformarsi in Galleria ed ospitare Laura Ferrario ed i suoi dipinti su tavola.

Dall’introduzione della pittura su tela gli artisti si sono interessati a strumenti sempre più lontani da pennello e cavalletto, gettandosi alla scoperta di nuove dimensioni e mezzi per esprimere la loro arte. Ma agli albori dell’arte europea il legno era l’indiscusso protagonista nell’atelier di ogni artista. La tavola richiedeva una lunga preparazione, se poi, come spesso accadeva, doveva essere dorata, oltre al gesso si usava uno strato di argilla rossastra che serviva a donare dei riflessi caldi alla foglia d’oro. Credetemi quando vi dico che è un processo lungo ma estremamente affascinante.

“I Frutti del Fuoco” ripropone questa antica lavorazione, in un rapporto magico tra la pittrice alchimista e lo sviluppo materico dell’oggetto artistico.
Nei dipinti di Laura Ferrario ritroviamo il trittico medievale che attraverso colori caldi, sanguigni e l’uso sapiente dell’oro, serviva ad incantare il fedele nelle chiese gotiche. “Sopra di Noi“, trittico in foglia d’oro, è una rivisitazione in chiave contemporanea della struttura tradizionale, fusa con una dinamicità che è tipica dell’arte contemporanea americana del XX secolo ed una scelta cromatica ispirata a suggestioni orientali. Ho scelto di proporvi un dettaglio della composizione per mostrare la particolarità della texture.

Non si può parlare di lavorazione in foglia d’oro o argento senza nominare l’opera di Gustav Klimt, ed infatti Laura Ferrario e le sue creazioni hanno la capacità unica di unire varie tradizioni pittoriche e stili su un’unica tavola. Troviamo il dripping di Jackson Pollock all’interno di “Rapsodia Metropolitana“, realizzato in perfetto stile action painting.
Rilassante l’atmosfera autunnale di “Sogno Morbido” in cui foglie a rilievo sembrano nascere dalla superficie del dipinto su tavola, intersecate a fili e gocce d’oro.
Evoca il vento caldo e le atmosfere di fine estate, il dipinto “Scirocco” dai toni rossi e dorati come un fuoco destinato a non spegnersi.


 
 

Martedì grasso

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

carnevale 2 copia

E’ già Martedì grasso! Il Carnevale arriva all’improvviso, quando ti accorgi per caso dei coriandoli a terra, e fugge via veloce. Solo chi ha i figli lo vive con un po’ di anticipo la preparazione, e la successiva realizzazione,  delle maschere .  La casa in queste occasioni si trasforma:  giornali,  cartamodelli sparsi dappertutto, fili, toppe,  stoffe colorate e fodere da pochi euro per far vivere  fantasmi, damine, fiorellini e super  eroi.  Il caos è garantito, almeno per qualche giorno. L’apertura del cartamodello deve essere contestuale all’apertura delle prolunghe del tavolo da pranzo,  il taglio della stoffa occupa il letto matrimoniale o il pavimento del salotto…  tanto più l’abito sarà principesco, tanto più bisognerà  avere a disposizione spazio in casa!  Però, quando la mia casa si trasforma per fare spazio alla creatività mi piace anche di più. Ho sempre invidiato un po’ quelle persone con le case di campagna o che abitano fuori città e hanno  la cosidetta sala hobby, o di lavoro pronte dove progettare e realizzare qualche iniziativa creativa.

Penso che una delle cose più importanti,  quando si ristruttura  una casa,  è immaginare tutte le funzioni alle quali questa casa dovrà assolvere, solo così, anche in poco spazio,  sarà possibile  non trovarsi impreparati a gestire gli spazi.  La casa deve essere in grado di trasformarsi e adattarsi per poi ritornare alla normale organizzazione.

Nella mia cucina, per esempio,  sotto alla struttura in cui è incassato il forno elettrico, abbiamo un tavola per l’impasto a scomparsa che all’occorrenza può essere estratta per fare la pasta o il pane in casa.  L’ha progettata Marina, sapendo  che a Stefano piace cucinare il pane e la pasta in casa. Non è stata una modifica costosa. Questa semplice , quanto geniale idea, “allarga”  la cucina temporaneamente e in modo funzionale quando serve.

Nella mia casa, non esiste  uno spazio “istituzionale”  tutto per  me, non ho una scrivania “ufficiale” (lavoro sul tavolo della cucina) non ho uno spazio per i miei hobby; però piccoli accorgimenti mi consentono di sentirmi libera  di lavorare senza intralciare gli spazi degli  altri abitanti della casa.  Un banco di scuola degli anni  ’40 accoglie la macchina da cucire, alcuni grandi cassetti quadrati in una delle  librerie mi consentono di essere pronta a cedere al momento creativo e all’invenzione delle maschere di Carnevale!

 

 


 
 

Martedì grasso

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

carnevale 2 copia

E’ già Martedì grasso! Il Carnevale arriva all’improvviso, quando ti accorgi per caso dei coriandoli a terra, e fugge via veloce. Solo chi ha i figli lo vive con un po’ di anticipo la preparazione, e la successiva realizzazione,  delle maschere .  La casa in queste occasioni si trasforma:  giornali,  cartamodelli sparsi dappertutto, fili, toppe,  stoffe colorate e fodere da pochi euro per far vivere  fantasmi, damine, fiorellini e super  eroi.  Il caos è garantito, almeno per qualche giorno. L’apertura del cartamodello deve essere contestuale all’apertura delle prolunghe del tavolo da pranzo,  il taglio della stoffa occupa il letto matrimoniale o il pavimento del salotto…  tanto più l’abito sarà principesco, tanto più bisognerà  avere a disposizione spazio in casa!  Però, quando la mia casa si trasforma per fare spazio alla creatività mi piace anche di più. Ho sempre invidiato un po’ quelle persone con le case di campagna o che abitano fuori città e hanno  la cosidetta sala hobby, o di lavoro pronte dove progettare e realizzare qualche iniziativa creativa.

Penso che una delle cose più importanti,  quando si ristruttura  una casa,  è immaginare tutte le funzioni alle quali questa casa dovrà assolvere, solo così, anche in poco spazio,  sarà possibile  non trovarsi impreparati a gestire gli spazi.  La casa deve essere in grado di trasformarsi e adattarsi per poi ritornare alla normale organizzazione.

Nella mia cucina, per esempio,  sotto alla struttura in cui è incassato il forno elettrico, abbiamo un tavola per l’impasto a scomparsa che all’occorrenza può essere estratta per fare la pasta o il pane in casa.  L’ha progettata Marina, sapendo  che a Stefano piace cucinare il pane e la pasta in casa. Non è stata una modifica costosa. Questa semplice , quanto geniale idea, “allarga”  la cucina temporaneamente e in modo funzionale quando serve.

Nella mia casa, non esiste  uno spazio “istituzionale”  tutto per  me, non ho una scrivania “ufficiale” (lavoro sul tavolo della cucina) non ho uno spazio per i miei hobby; però piccoli accorgimenti mi consentono di sentirmi libera  di lavorare senza intralciare gli spazi degli  altri abitanti della casa.  Un banco di scuola degli anni  ’40 accoglie la macchina da cucire, alcuni grandi cassetti quadrati in una delle  librerie mi consentono di essere pronta a cedere al momento creativo e all’invenzione delle maschere di Carnevale!

 

 


 
 




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