Plastica e design: arredi in trasparenza

Pubblicato da admin in ArredaClick

A partire dagli anni ’60, l’arredamento ed il design si sono rivolti, sempre più spesso ed in maniera sempre più decisa, al mondo delle materie plastiche per potersi esprimere. Il progetto della prima sedia in plastica risale addirittura al 1950, e si trattava di una seduta realizzata in policarbonato.
Il policarbonato è un polimero scoperto sul finire degli anni Venti che iniziò, però, ad essere sfruttato solo negli anni ’60. A partire da questo periodo ha visto crescere in maniera impressionante il suo utilizzo per le proprietà di trasparenza e resistenza, sia termica sia meccanica, praticamente in ogni ambito.
Contemporaneamente l’arredamento stava vivendo il suo periodo pop e quindi l’esplosione dell’utilizzo della plastica non poteva trovare terreno più fertile.
Per la trasparenza era però necessario aspettare ancora del tempo, finchè nel 1998 Philippe Starck disegnò Le Marie, la prima sedia al mondo completamente trasparente, realizzata in policarbonato trasparente.
Dal quel momento in avanti la trasparenza smise di essere associata al solo vetro, materiale splendido ma inadatto a certi contesti per costi elevati e fragilità, e vennero utilizzati sempre più spesso i materiali plastici come ad esempio il metacrilato, la più trasparente tra tutte le materie plastiche, che eccelle per rigidità, resistenza all’invecchiamento, eccellente facilità di lavorazione e possibilità di ottenere una vastissima gamma di colorazioni: tutte caratteristiche eccezionali per la realizzazioni di sedie, tavolini, ma anche tavoli e strutture per lampade e divani.Particolare che evidenzia la trasparenza

Il particolare che ho qui voluto evidenziare del tavolo Oste sottolinea ed evidenzia il grado di trasparenza che il metacrilato è in grado di offrire.
La trasparenza totale del tavolo permette di creare notevoli giochi di luci ed effetti cromatici accostandovi, per esempio, un lampadario a sospensione oppure una sedia trasparente, come la sedia da cucina Kai.

La seduta in metacrilato dona un tocco di modernità anche agli arredi più classici e si sposa perfettamente in un ambiente fresco e luminoso.
Ho scelto la sedia Kai per ribadire un’altra caratteristica di questo polimero: la possibilità di ottenere una vastissima gamma di colorazioni e di lavorazioni differenti. In un’altra versione della sedia da cucina Kai la seduta e lo schienale, avendo subito due lavorazioni differenti, sono l’una in metacrilato coprente e l’altro in metacrilato lucido. Un’altra seduta trasparente che sottolinea le infinite possibilità delle materie plastiche trasparenti è la Milano 2015. Scelta come simbolo dell’Expo che si terrà nel 2015, la sedia è un omaggio alle classiche sedute delle trattorie milanesi rivisitata in chiave moderna.
Il contrasto è voluto ed evidente: la sedia delle osterie, rigorosamente in legno, spesso dalle tinte scure ora è trasparente, lascia che la luce filtri attraverso di essa, colorandosi e colorando l’ambiente in cui si trova.

Questo può la plastica, che per definizione è morbida e malleabile, ma non solo: è trasparente, colorata e ben si presta a giochi di trasparenza ed opacità, giochi di luce ed abbinamenti cromatici  moderni ed attuali.


 
 

 
 

 
 
 

 
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