La Giornata di un Artigiano. Riflessioni a caldo sulla Convention dei Giovani Confartigianato (Firenze, 23/24 marzo 2012).

Pubblicato da admin in Blogger Ospiti

Sono tornato da poche ore dalla convention di Confartigianato Giovani a Firenze,  il meeting annuale degli imprenditori artigiani under 40.

Eravamo in circa 400 delegati da tutta Italia compreso il  gruppo provinciale Monza/Milano, che presiedo.

Riporto qui a fianco qualche cifra veloce per inqudrare l’importanza della cosa.

Sono 4.583.000 le piccole e medie imprese in Italia e rappresentano il 94% del totale, contribuendo alla creazione del 14% del PIL nazionale.  Mentre sono circa 400.000 i giovani imprenditori artigiani italiani. 

Nonostante siano ormai nove le edizioni a cui ho partecipato, ogni volta aspetto questo evento con grande emozione.

Quest’anno il palco è stato attrezzato con i numeri e le cifre delle incombenze che le nostre imprese devono sostenere quotidianamenete per adepiere alle richeiste della burocrazia.

A lato abbiamo posizionato un grande contenitore dove abbiamo inserito simbolicamente le chiavi delle nostre aziende che vorremmo consegnare agli interlocutori della politica che abbiamo invitato a discutere con noi sulle tematiche a noi più care.

Quest’anno,  è chiaro a tutti,  è stato il più delicato per il nostro movimento.

La crisi picchia duro e siamo in prima linea sul fronte caldo della resistenza sui mercati.

Il presidente Marco Colombo ha aperto infatti  lavori con un discorso molto forte sul sitema Paese, dedicando ai nostri legislatori la parte più dura, con un richiamo alla loro responsabilità e sensibilità affinche vengano create le condizioni per poter continuare a fare impresa.

Non si può più, infatti, resistere a queste condizioni.

Possiamo farcela, certo, perchè nel nostro DNA abbiamo lo spirito e le idee per continuare a costruire e a immaginare il futuro,  ma se le condizioni interne, oltre che ovviamente il mercato,  non cambieranno  in meglio, anziché continuare a peggiorare, non ce la faremo.

E sarebbe un vero peccato.

Il ministro Passera, che ha concluso la príma giornata di lavori, ci ha peró dato qualche segnale positivo in merito al riconoscimento sul nostro contributo per il rilancio del paese e ci siamo resi disponibili da subito al confronto.

Per cui lo slogan di quest’anno è stato perfetto: “Riprendiamoci la nostra impresa”.

In questo blog ho condiviso spesso, fin dal 2004, le mie idee ed emozioni,  non solo verso il mondo dell’arredamento, del design, ma anche della vita all’interno delle mia impresa e delle dinamiche “familiari” connesse alla sua gestione nel distretto legno arredo brianzolo.

Ho portato alla luce le storie che la fanno vivere, i sogni e le ambizioni, i sacrifici nostri e dei nostri collaboratori,  (alcuni dei quali insieme a noi da molti anni ) e la passione che ogni giorno ci fa alzare, aprire e ricominciare a lavorare.

Siamo felici di questa condivisione. Crediamo che il valore importante che proponiamo sia, oltre che nel prodotto o nel servizio, nelle persone e nelle storie che li realizzano e che coloro che ci celgono rafforzano ogni volta.

La nostra è una storia semplice, come ce ne sono tante altre in Italia.

Siamo stati molto fortunati, probabilmente, ad emergere come “caso studio “  per l’innovazione attraverso internet e le nuove tecnologie nella comunicazione,  grazie alla nostra pionieristica sperimentazione , e ce ne siamo resi conto dopo, forse perchè  impegnati a lavorare, ma siamo convinti  che in Italia ci siano moltissime storie incredibili e appassionanti da conoscere.

Quando dal palco hanno annunciato l’ingresso dei principali esponenti del mondo politico per la tavola rotonda, ed è stato lanciato il video ”la giornata di un artigiano”,  ho avuto la certezza di non essere solo di fronte alle sfide del momento.

In questo video,  il nostro collega Sandro Venzo è stato semplicemente filmato in una sua giornata tipo.

Sveglia presto, e subito in ditta tra progettazione e strategia, lavoro “sul pezzo”, coordinamento dei collaboratori, burocrazia, trasferte verso clienti lontani, pranzi al volo e infine il ritorno a casa, la sera tardi, con la famiglia ad accoglierlo con un caldo abbraccio.

Mi sono commosso, non ho vergonga a dirlo e ancora adesso sento l’emozione pensandoci e scrivendolo.

Sarà perchè sono padre da pochi mesi  e vedere la figlia di Sandro corrergli contro ad abbracciarlo mi ha toccato perosnalmente , ma la storia di Sandro è la storia di tutti noi.

E’ la nostra storia, quella dei nostri padri e quella dei nostri collaboratori, oggi come non mai uniti nell’impresa.

E ho visto, se ancora non l’avessi capito, che non siamo soli, che siamo in tanti e che ci sono centinaia di pazzi come me che hanno voglia e  psasione per il proprio mestiere, vedono in esso la libertà di esprimersi in autonomia e la possibilità di dare un futuro ai propri collaboratori e alla propria famiglia.

E ho capito che se deve esistere  un futuro in Italia, questo può e deve passare per le nostre imprese artigiane.

Noi non ci arrenderemo.

Anzi, continueremo a rilanciare con forza e passione, investendo in qualità e innovazione, impegnandoci sempre di più a comunicare al mondo che vale la pena di sceglierci .


 
 

 
 

 
 
 

 
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