Archive for aprile, 2012






 
 
 

“Non è un Paese per Mediocri”. Beppe Severgnini parla di Meda? :-)

Pubblicato da admin in Blogger Ospiti

Ieri, domenica 29 aprile, sul Corriere della Sera Beppe Severgnini ha intitolato il suo pezzo sul premio per imprenditori “Nuovi Italians Crescono” così: “Non è un Paese per Mediocri“.

L’articolo è bellissimo, e non lo diciamo perché anche il nostro Filippo sarà fra i 10 imprenditori italiani selezionati come nuovi italians, venerdì prossimo a Pieve di Soligo.

Nel pezzo di domenica abbiamo, tra l’altro, ritrovato una frase molto importante di Thomas Friedman, presente anche nel libro di cui abbiamo parlato tempo fa: “Average is over”. Condividiamo in pieno.

Tornando a “Non è un Paese per Mediocri”, ci piace giocare con l’intepretazione di questo titolo.

Pensandoci, visto che tutti i divani Berto hanno il telaio in legno massello, visto che preferiamo le molle biconiche in acciaio alle cinghie elastiche che usano tutti, visto che i nostri nuovi materassi hanno 3.000 molle contro una media di mercato di 800, forse… il paese di cui parla Severgnini è Meda, in Brianza, dove ha sede la nostra azienda! :-)

Scherzi a parte, ci vediamo venerdì 4 maggio a Pieve di Soligo, al Festival Città Impresa: Filippo dividerà il palco con il mitico giornalista, per 10 minuti di fuoco… vedremo se avrà ancora voglia di scherzare!


 
 

Il piano cottura si mimetizza con il top della cucina!

Pubblicato da admin in Blog Arredo

Pramar Stone
Con Pramar Stone i fornelli poggiano direttamente su marmo, granito, pietre naturali o gres divenendo un unico oggetto di arredo con il top, conferendo alla cucina ricercatezza, grande solidità, raffinatezza ed eleganza.
Pramar Stone ha introdotto nel proprio piano cottura ad incasso alcune applicazioni innovative, al fine di rendere il prodotto idoneo a tollerare la massima escursione termica e la funzionalità del piano. Questi piani cottura possono essere inseriti su top dello stesso materiale per un integrazione totale oppure su uno già esistente, di diverso materiale.
Nel seguito alcune foto degli altri formati e degli altri materiali.

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Tavoli allungabili? Chiedetelo a Google!

Pubblicato da admin in ArredaClick

Per chi come noi di ArredaClick lavora con Internet è indispensabile fare i conti con i motori di ricerca.
Fin dagli albori del Web è apparsa chiara la necessità di fornire agli utenti uno strumento che li aiutasse ad orientarsi tra le miliardi di pagine esistenti.
I Motori di Ricerca risolsero brillantemente questo problema: si impegnarono a setacciare il Web e restituire agli utenti delle pagine che contenessero esattamente ciò che stavano cercando.
Google (che si è oggi affermato come motore di ricerca più utilizzato su scala mondiale) e gli altri search engines hanno come obbiettivo quello di fornire delle risposte che soddisfino l’utente che, se soddisfatto, tornerà ad utilizzare lo stesso motore per le sue ricerche future.
GoogleNon è dato conoscere con quale criterio Google & Co. scelgano i siti, sappiamo che lo fanno attraverso un complicato algoritmo di cui nessuno, se non i motori stessi, conosce le costanti. Ciò di cui siamo certi è la volontà di servire l’utente che a loro si rivolge, restituendo una serie di siti che siano inerenti, sicuri, affidabili e navigabili.
È proprio questo ad aver reso Google il sito più visitato al mondo: l’aver servito in modo eccellente quanti si rivolgevano a lui. Ed è per questo che ArredaClick può fermarsi un secondo davanti alla risposta che Google dà nel momento in cui gli si chiedono informazioni riguardo i “tavoli allungabili”, risponde senza esitazione (impiega appena 0,23 secondi) :”ArredaClick!”
Siamo infatti il primo risultato proposto agli utenti di lingua italiana che stiano cercando dei tavoli allungabili rivolgendosi al più grande motore di ricerca mondiale.
Tavoli Allungabili su ArredaClick - Pagina DedicataDi cosa abbiamo fatto per far sì che Google ci concedesse questa prestigiosa posizione, siamo sicuri: la qualità delle pagine web dedicate ai tavoli, ma ancor prima la passione delle persone che a tali pagine lavorano! Ogni pagina è infatti curata da una squadra giovane ed appassionata di arredamento ed è frutto di un accorato lavoro di squadra che coniuga l’esperienza nell’arredamento alle più recenti tecnologie disponibili.


 
 

Althaea: Alessandro Marelli + Berto Salotti + Tecnificio x Analogico/Digitale.

Pubblicato da admin in Blogger Ospiti

Ormai l’abbiamo già presentata: è la Poltrona Althaea – del designer Alessandro Marelli e di Berto Salotti, realizzata con l’ausilio dl Tecnificio – e  proposta  per Analogico Digitale.

Ogni dettaglio è frutto del lavoro congiunto di un artigano un po’ designer e di un designer un po’ artigiano.

Un lavoro di progettazione e realizzazione  in cui i ruoli si mescolano e si ibridano, attraverso la sperimentazione e il “metterci le mani”.

Sul tavolo delle idee c’era lo schizzo di un poltrona letto molto originale: un materasso avvolto intorno a un pouf.

Poi, attorno al tavolo ci abbiamo messo le competenze e l’esperienza.

L’esperienza di un designer creativo, di un’azienda con una storia di 40 anni alle spalle, e del Tecnificio con le sua tecnologia intrisa di sapere.

 

Attorno a quel tavolo si è parlato di ogni dettaglio.

Dove reperire i materiali necessari? Siamo in Brianza, nel più grande distretto del mobile e dell’imbottito e la filiera è in grado di rispondere a qualsiasi esigenza in tempi anche strettissimi.

Il poliuretano espanso, i tessuti, il legno,  i ricami.

Si è parlato di problemi tecnici e di stabilità, risolti attraverso la progettazione ma anche con molto learning by doing. Facendo e rifacendo, attingendo al bagaglio di esperienza reciproco e anche con l’aiuto dell’amico artigiano Valentino Frigerio  (FC Cuscini Cabiate) che ci ha supportato in tutto il processo, alla fine abbiamo trovato un ottimo compromesso. 

E si è parlato di estetica: che colore e quali tessuti utilizzare per la seduta? E quale ricamo per comunicarne il carattere? Si è scelto un tessuto italiano, elasticizzato, di colore rosso vivo  per lo schienale, e per il cuscino un grigio deciso, con un motivo a teschi, disegnato da Alessandro Marelli. Il ricamo è stato realizzato sempre a Meda da A.M. Ricami e Creazioni tessili, un’azienda artigiana ce ha digitalizzando il disegno,  cucendolo poi con macchine di ultima generazione.

E poi si è parlato di come integrare la tecnologia digitale nel progetto. Ed è stato creato dal progetto di Alessandro Marelli,  il gancio di giuntura della cinghia con la stampante 3D Galileo Kent’s Strapper di Tecnificio,  con il supporto, la pazienza e la competenza specifica di Patrizia Bolzan e Marcello Pirovano . Ma quanto grande? Con che tenuta? Quale materiale e colore sarebbe stato adatto?

E’ questo il modus operandi e l’obiettivo di Analogico/Digitale, un nuovo modo di pensare al design e all’artigianato, attraverso la tecnologia digitale e lo spirito maker, in cui l’autoproduzione attraverso l’ibridazione di ruoli e competenze diventa il nuovo modello produttivo.

Noi ci siamo con Althaea.

Non solo come partecipanti a questo fenomeno di Artisan Avant Garde, ma come promotori attivi di una rivoluzione già in atto.

Questo il video sul progetto: dalla fase di ideazione a quella di relizzazione, tra incollatura del materasso, scelta dei rivestimento e sfide da superare.

Intervista ad Alessandro Marelli e Filippo Berto, Berto Salotti per Analogico/Digitale.


 
 

Io bricoleur

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

libreria copia 2

Non credo che in Italia ci sia mai stata una grande tradizione di bricoleur!  Mi ricordo che quando ero bambina le famiglie si rivolgevano alla figura del portiere per farsi aiutare in tutti quei piccoli lavori manuali necessari per la manutenzione della casa: attaccare le tende,  sostituire una lampadina, riparare una presa, sistemare una serranda… Era raro vedere nei ripostigli una cassetta degli attrezzi ben fornita e nella quale ci fosse addirittura un trapano.  Io ho avuto la fortuna di viaggiare molto all’estero con la mia famiglia e ho potuto così confrontare i modi di vivere e le abitudini delle famiglie francesi, olandesi, tedesche, inglesi…   In questi lunghi soggiorni all’estero non mi è sfuggito il differente approccio che avevano le persone nei confronti della manutenzione della loro casa, rispetto a noi italiani. I negozi erano strutturati e forniti di ogni cosa che potesse permettere a chiunque di riparare, sostituire, riverniciare; in poche parole che ci si potesse prendere cura della casa, così,  come della propria persona. C’erano enormi ferramenta fornite di tutto il necessario. A me sembrava il paese della cuccagna poter trovare nello stesso posto le viti ma anche il legno, la pittura per il muro e le tende senza dover girare tutta la città per trovare il necessario per realizzare le proprie idee.  L’Italia ha conosciuto questi mega-store alla fine degli anni ’80 con la catena Ikea e Le Roy Merlin.  Credo che il grande successo, soprattutto dell’Ikea, sia dovuto al fatto che l’italiano è innamorato dell’idea di realizzare le cose con le proprie mani, ma non ami impegnarsi per farle. L’Ikea è stata una carta vincente in Italia proprio per questo: offre un prodotto finito, già progettato, realizzato e visibile, ma dà l’opportunità –obbligatoria- di assemblarlo da solo. Questo fa leva sulla voglia di bricolage, che è in ognuno di noi, dando la ricetta per superare la pigrizia. Chiunque può avere la sensazione di realizzare qualcosa con le proprie mani ma con la certezza della riuscita del lavoro, perché ha già visto come sarà il prodotto una volta  finito.  Il modello Ikea fa anche leva sulla creatività che ognuno pensa di possedere e dà modo  di esprimerla  abbinando forme, colori e variando i moduli proposti. Io con il discorso della creatività degli italiani ci andrei un po’ con i piedi di piombo, basta guardare cosa siamo capaci di realizzare quando ce ne danno il permesso. Osserviamo con occhio critico cosa si costruisce sui terrazzi. Io credo che gli elementi di arredo nati e progettati da designer scandinavi abbiano limitato i danni che si sarebbero prodotti, in termini di cattivo gusto, se questa spinta creativa fosse esplosa e lasciata libera completamente. Sono pochi gli autentici bricoleur che mi è capitato di conoscere.   Il mio amico Marco realizza arredi per la propria casa con gusto, e nobilita la figura di chi fa da se. Ma altri? Per carità!  Personalmente ho tentato anche io la strada più facile e rapida per trovare la libreria semplice e bianca che volevo per il mio ingresso. Ho pensato:  esco, vado all’Ikea, la compro, la monto e domani ci metto i libri che erano depositati ovunque in casa. Bene… prendo le mie misure: altezza , larghezza e profondità e le comincio a confrontare con tutte le combinazioni esistenti della libreria Billy. Un vero rompicapo perché purtroppo mi rimaneva sempre una certa quantità di spazio, in altezza e in larghezza, non utilizzato e che per me era importante sfruttare. Soprattutto, faceva mancare di progettazione l’intervento. I moduli offerti erano troppo profondi e sappiamo bene che, in questo modo, si finisce per disporre i libri su due file oppure si comincia a poggiare qualcosa, ninnoli o cornicette, davanti ai libri. Comunque malgrado le perplessità mi sono fatta il preventivo di spesa.   Tornata a casa, verificate le misure dei moduli e armata di pazienza e rassegnazione mi sono messa a progettare -il bricoleur che è in me non si arrende-: decido la larghezza e il numero dei ripiani in funzione dell’altezza dei miei libri,  la profondità dei montanti e dei ripiani, il sistema di aggancio e decido di farmi realizzare, in falegnameria, tutti i pezzi su misura in laminato bianco, che poi dovrò solo montare, come avrei fatto se fossi andata all’Ikea. Mi faccio fare il preventivo e con grande sorpresa mi viene a costare 1/3 di quello che avrei speso con il primo. Certo ho dovuto aspettare dieci giorni prima di avere i miei pezzi da assemblare.  A casa mia ho realizzato diverse cose con le mie mani e  mi occupo anche della manutenzione generale. La cosa importante quando si realizza qualcosa è che questa deve dare l’impressione che tutto sia stato sempre così come lo vedi una volta finito. Il complimento più grande degli amici quando vedevano la nuova libreria è stato quello che non si accorgevano affatto della nuova presenza e che per loro l’ingresso era  sempre  stato così.

Questo vuol dire che con il tuo progetto hai fatto centro.


 
 

Io bricoleur

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

libreria copia 2

Non credo che in Italia ci sia mai stata una grande tradizione di bricoleur!  Mi ricordo che quando ero bambina le famiglie si rivolgevano alla figura del portiere per farsi aiutare in tutti quei piccoli lavori manuali necessari per la manutenzione della casa: attaccare le tende,  sostituire una lampadina, riparare una presa, sistemare una serranda… Era raro vedere nei ripostigli una cassetta degli attrezzi ben fornita e nella quale ci fosse addirittura un trapano.  Io ho avuto la fortuna di viaggiare molto all’estero con la mia famiglia e ho potuto così confrontare i modi di vivere e le abitudini delle famiglie francesi, olandesi, tedesche, inglesi…   In questi lunghi soggiorni all’estero non mi è sfuggito il differente approccio che avevano le persone nei confronti della manutenzione della loro casa, rispetto a noi italiani. I negozi erano strutturati e forniti di ogni cosa che potesse permettere a chiunque di riparare, sostituire, riverniciare; in poche parole che ci si potesse prendere cura della casa, così,  come della propria persona. C’erano enormi ferramenta fornite di tutto il necessario. A me sembrava il paese della cuccagna poter trovare nello stesso posto le viti ma anche il legno, la pittura per il muro e le tende senza dover girare tutta la città per trovare il necessario per realizzare le proprie idee.  L’Italia ha conosciuto questi mega-store alla fine degli anni ’80 con la catena Ikea e Le Roy Merlin.  Credo che il grande successo, soprattutto dell’Ikea, sia dovuto al fatto che l’italiano è innamorato dell’idea di realizzare le cose con le proprie mani, ma non ami impegnarsi per farle. L’Ikea è stata una carta vincente in Italia proprio per questo: offre un prodotto finito, già progettato, realizzato e visibile, ma dà l’opportunità –obbligatoria- di assemblarlo da solo. Questo fa leva sulla voglia di bricolage, che è in ognuno di noi, dando la ricetta per superare la pigrizia. Chiunque può avere la sensazione di realizzare qualcosa con le proprie mani ma con la certezza della riuscita del lavoro, perché ha già visto come sarà il prodotto una volta  finito.  Il modello Ikea fa anche leva sulla creatività che ognuno pensa di possedere e dà modo  di esprimerla  abbinando forme, colori e variando i moduli proposti. Io con il discorso della creatività degli italiani ci andrei un po’ con i piedi di piombo, basta guardare cosa siamo capaci di realizzare quando ce ne danno il permesso. Osserviamo con occhio critico cosa si costruisce sui terrazzi. Io credo che gli elementi di arredo nati e progettati da designer scandinavi abbiano limitato i danni che si sarebbero prodotti, in termini di cattivo gusto, se questa spinta creativa fosse esplosa e lasciata libera completamente. Sono pochi gli autentici bricoleur che mi è capitato di conoscere.   Il mio amico Marco realizza arredi per la propria casa con gusto, e nobilita la figura di chi fa da se. Ma altri? Per carità!  Personalmente ho tentato anche io la strada più facile e rapida per trovare la libreria semplice e bianca che volevo per il mio ingresso. Ho pensato:  esco, vado all’Ikea, la compro, la monto e domani ci metto i libri che erano depositati ovunque in casa. Bene… prendo le mie misure: altezza , larghezza e profondità e le comincio a confrontare con tutte le combinazioni esistenti della libreria Billy. Un vero rompicapo perché purtroppo mi rimaneva sempre una certa quantità di spazio, in altezza e in larghezza, non utilizzato e che per me era importante sfruttare. Soprattutto, faceva mancare di progettazione l’intervento. I moduli offerti erano troppo profondi e sappiamo bene che, in questo modo, si finisce per disporre i libri su due file oppure si comincia a poggiare qualcosa, ninnoli o cornicette, davanti ai libri. Comunque malgrado le perplessità mi sono fatta il preventivo di spesa.   Tornata a casa, verificate le misure dei moduli e armata di pazienza e rassegnazione mi sono messa a progettare -il bricoleur che è in me non si arrende-: decido la larghezza e il numero dei ripiani in funzione dell’altezza dei miei libri,  la profondità dei montanti e dei ripiani, il sistema di aggancio e decido di farmi realizzare, in falegnameria, tutti i pezzi su misura in laminato bianco, che poi dovrò solo montare, come avrei fatto se fossi andata all’Ikea. Mi faccio fare il preventivo e con grande sorpresa mi viene a costare 1/3 di quello che avrei speso con il primo. Certo ho dovuto aspettare dieci giorni prima di avere i miei pezzi da assemblare.  A casa mia ho realizzato diverse cose con le mie mani e  mi occupo anche della manutenzione generale. La cosa importante quando si realizza qualcosa è che questa deve dare l’impressione che tutto sia stato sempre così come lo vedi una volta finito. Il complimento più grande degli amici quando vedevano la nuova libreria è stato quello che non si accorgevano affatto della nuova presenza e che per loro l’ingresso era  sempre  stato così.

Questo vuol dire che con il tuo progetto hai fatto centro.


 
 

I due artigiani e il grosso brand. Una storia vera.

Pubblicato da admin in Blogger Ospiti

Milano, capitale del design.

Salone del mobile, evento clou a livello mondiale.

Stand del superbrand XY.

Una di quelle situazioni in cui mesi e mesi di lavoro, migliaia di contatti internazionali, milioni di euro di pubblicità vengono al dunque con la fortissima violenza degli appuntamenti obbligati. I riflettori si accendono, pochi giorni, pochi posti.

Make or break, come dicono gli anglo-sassoni.

E proprio in quel momento, sotto gli occhi di tutti… il tavolo protagonista, la star della situazione… break.

Si rompe.

Le pr portano i clienti in altro punto dello stand, qualcuno strilla nei cellulari, i commerciali impallidiscono.  I giovani PM tremano. E’ successa una cosa grave, gravissima.

Poi spuntano due signori, li noto perché sono gli unici che non perdono la calma.

Mi piacerebbe poter dire che sono brianzoli, ma non lo so.  Secondo me lo sono.

Si chinano, guardano. Si allontanano e tornano con qualche attrezzo.

Sono in uno degli stand più importanti dell’evento più importante al mondo nel settore del mobile, ma i loro gesti ricordano la calma concentrata di un laboratorio.

Qualche colpetto sapiente con le mani, e appena un tocco con lo strumento giusto.

Il tavolo torna a posto.

Il mondo torna a girare.

Grazie a due artigiani.


 
 

Unire la tecnologia digitale e il saper fare artigiano. Quasi un manifesto.

Pubblicato da admin in Blogger Ospiti

“L’industria cambierà.”

“Un solo progetto, per una sola persona, per una sola produzione.”

“Modelli economici da trovare.”

“Non più un mondo economico diviso in ‘industria’ e ‘artigianato’, ma ricco di forme ibride.

“Poca teoria, e provare a fare.”

Queste e altre cose racconta con appassionata partecipazione Stefano Maffei, curatore insieme a Stefano Micelli del progetto AnalogicoDigitale, che ci vede in questi giorni al FuoriSalone VenturaLambrate come coordinatori di un team importante di imprese artigiane e designer con la collaborazione di Confartigianato Monza Brianza.

Buona visione… o dovremmo forse dire “buona rivoluzione”?

OniricaLab meets Stefano Maffei: Analogico/Digitale @Subalterno1 || Fuorisalone2012 from Fuoriscala on Vimeo.


 
 

Divano Stereo Zenzero: your music sofa

Pubblicato da admin in ArredaClick

Contagiati dall’elettrizzante atmosfera del Salone del Mobile, dal Fuori Salone e presi dal fervore di mostrarvi una new entry nel reparto salotto di ArredaClick, ci siamo cimentati in un nuovo video. Guest star: il divano con impianto audio integrato Zenzero.

Abbiamo coinvolto alcuni volenterosi colleghi del Team ArredaClick, chi dal Servizio Clienti, chi dal Team Tecnico, chi dalla Progettazione 3D…il risultato giudicatelo voi.
Da parte nostra c’è stata, come sempre, tanta voglia di fare, di sperimentare e la volontà di migliorare giorno dopo giorno senza mai fermarci davanti a nessun ostacolo.
Siamo 23 persone con età media di 30 anni, e quando affermiamo di far parte di un’azienda giovane e dinamica…facciamo sul serio!
http://www.facebook.com/arredaclick.areadsrl


 
 

La vita non è una linea retta. E neanche il parquet!

Pubblicato da admin in Blog Arredo

Bolefloor
Se pensate che i soliti listoni squadrati non rispettino la naturale unicità del legno, il parquet Bolefloor è la soluzione giusta per voi. L’azienda olandese ha infatti realizzato il primo pavimento con assi naturalmente curve che seguono la crescita dell’albero. Se fino ad ora tale opportunità era soltanto nelle mani di artigiani specializzati, ora potrete sfoggiarla nella vostra casa certi di avere un pavimento unico: ogni asse, infatti, è unica quanto l’albero da cui proviene.

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