Oggi inizia il FuoriSalone. Vogliamo che inizi anche un nuovo futuro.

Pubblicato da admin in Blogger Ospiti

Mentre tagliamo il nastro inaugurale del progetto AnalogicoDigitale al FuoriSalone 2012, vorrei augurare tutto il successo possibile agli artigiani, ai designer, ai curatori, alla nostra associazione di categoria e… a noi stessi: che oggi sia il primo giorno di un futuro migliore.

Un “futuro artigiano” come direbbe Stefano Micelli!

Il testo che segue rispecchia il mio pensiero sul settore artigiano e uno dei suoi aspetti più problematici: la comunicazione. Queste riflessioni sono alla base della partecipazione di BertoSalotti al progetto AnalogicoDigitale, e per questo compaiono sulla presentazione ufficiale dell’evento.

Affermazione 1:

“Nelle nostre imprese artigiane siamo abituati a produrre. Tanto.”

Affermazione 2:

“Siamo anche abituati a innovare. Tanto.”

Affermazione 3:

“Non siamo molto abituati a comunicare.”

In genere, quando dico “Siamo abituati a produrre” tutti annuiscono.

Quando dico “Siamo abituati a innovare” le facce si fanno interrogative.

Sapete perché?

Per l’affermazione 3:

“Non siamo molto abituati a comunicare.”

Non siamo abituati a raccontare l’innovazione che pervade il nostro tessuto produttivo, in modi e realtà inimmaginabili (di nuovo: inimmaginabili perché? perché spesso non le facciamo vedere, non le raccontiamo, non le visualizziamo).

Il nostro gap non è tecnologico, né infrastrutturale (per quanto ci siano enormi spazi di miglioramento, naturalmente).

E’ di identità.

Le nostre aziende possono essere delle autentiche perle economiche (e lo sono), possiamo essere i più bravi del mondo in molte cose (e lo siamo), possiamo creare manufatti e prodotti irrealizzabili altrove (e li creiamo), ma siamo poco abituati a trasmettere tutto questo all’esterno.

Non si tratta di marketing, si tratta di identità.

Quando Starbucks ha inventato il bar globale, il caffè italiano dov’era?

Era nelle nostre tazzine, e basta.

Non esisteva nella realtà delle identità condivise, riconosciute a livello globale. Ora esiste, e si chiama Starbucks. Made in USA.

Quando Ikea, da uno sperduto emporio nella campagna svedese, conquistava i continenti a suon di mobili di buon design proposti con intelligenza, dov’erano per quel segmento tutto il valore e la cultura artigiana brianzola, veneta, friulana, marchigiana, italiana?

Analogico/Digitale vuole mettere gli artigiani di Meda e della Brianza al centro dell’Italia del talento manufatturiero contemporaneo, evidenziando la loro qualità e il valore creato sul territorio, e rappresentandone la sfida e la voglia di riscatto.

Siamo al FuoriSalone, sotto gli occhi del mondo più attento e innovativo, per confermare il livello delle aspettative che il mondo ha nei confronti dell’Italia produttiva.

Altissimo.

Questa iniziativa è una sfida che assieme a Stefano Maffei e Stefano Micelli abbiamo lanciato al mondo del lavoro artigiano e del design.

Una sfida che Confartigianato Milano Monza e Brianza ha fatto subito propria, perché la affronta ogni giorno nei mille presidi produttivi, la discute nei processi di relazione e informazione, la studia nelle attività di ricerca e analisi.

La sfida del coniugare l’analogico al digitale rappresenta un modello di evoluzione della specie artigiana. 

Questa è la sfida del nostro futuro e ciò che ci aiuterà a capire che lavoro faremo, che destino avranno le nostre aziende.

Grazie ad Artisan Avant-garde(AA+),  sette imprese artigiane del distretto brianzolo particolarmente attente (Berto Salotti, FAS FDF ArrediFusaroMario srlGalbiati Natale e figliRimal CuoioVallmar), grazie al supporto produttivo di una maker facility innovativa come Tecnificio e a sette designer di grande sensibilità e coraggio (Massimiliano AdamiAntonio CosFrancesco FaccinAndrea GianniAlessandro MarelliSimone SimonelliPaolo Ulian), crediamo che la questione sia stata, se non risolta, certamente impostata.

Benvenuti quindi ad Analogico/Digitale, dove gli artigiani italiani iniziano il loro vittorioso percorso di riscossa.

Dall’analogico delle loro mani, dal digitale dei loro processi.

 Filippo Berto


 
 

 
 

 
 
 

 
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