OPEN HOUSE

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

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Sono reduce da un’iniziativa che si è tenuta a Roma  un paio di settimane fa chiamata “Open House”. Questa manifestazione nasce a Londra nel 1992 per offrire l’opportunità di sperimentare i valori della buona architettura vivendone gli spazi in prima persona. In questi anni in 16 città del mondo, e adesso anche a Roma, si diffondono a tutti, gratuitamente, i valori del patrimonio architettonico di un territorio. Legata all’apertura di spazi architettonici che fanno parte del patrimonio culturale della nostra città è stata data la possibilità di accedere ad alcuni appartamenti privati realizzati da giovani architetti. Questi interni, di valido rilievo architettonico, essendo accessibili a pochi fruitori sono sempre relegati nella sfera dell’architettura anonima. Io ho fatto la scelta di dedicarmi all’architettura di interni proprio perché vedo la grande valenza e il grande peso nella società che ha lo spazio della propria casa. La città è la somma di tanti spazi privati e l’architettura è quella tra tutte le arti che ha il coinvolgimento politico per definizione perché non la si fa solo per sé ma anche per gli altri. Realizzare la propria casa con un valido progetto architettonico diventa un gesto pubblico. Questa iniziativa aiuta a diffondere l’idea che la pianificazione, la conservazione, la progettazione e la rigenerazione della città contemporanea se messe in atto con passione e professionalità garantiscono un concreto miglioramento della qualità della vita dei propri cittadini.

In una giornata è stato possibile fare toccare con mano al grande pubblico cosa vuol dire un interno ben progettato; farne  comprendere il valore culturale. Diventa lo spunto per iniziare a pensare e valutare come si può migliorare la qualità della propria vita. Comprendere l’architettura è molto difficile proprio per questo motivo:  dobbiamo muoverci all’interno dello spazio progettato, non basta vederlo rappresentato nelle fotografie delle riviste. Una esperienza pittorica può essere mostrata in un evento, così come quella musicale. Non ha senso  pensare ad una mostra di architettura perché le immagini che verranno utilizzate non  permettono di comprendere lo spazio creato. Nemmeno la realtà virtuale ci può venire incontro.

Vedendo questi interni non ho potuto fare a meno di confrontarli con quelli che ho realizzato e sto realizzando io. Ho qui trovato conferma del forte ruolo che abbiamo noi progettisti: educare.

In questi tempi ci stiamo formando ad una nuova visione teorica del rapporto con il manufatto costruito ; in questa nuova visione crediamo di nuovo nell’architettura intesa nella vasta concezione del design, ricominciamo a credere ancora  in quel mobile che si compra e che si lascerà in eredità ai nipoti. Il nuovo progresso va visto in questa direzione ponendoci delle domande molto serie, forse sulla decrescita. 

L’usa e getta, il mobiluccio di rapido consumo non è più il progresso ma segna una decadenza del sistema. Stiamo scoprendo che sia dal punto di vista della stabilità dell’investimento psico-economico sia dal punto di vista del rispetto per l’ambiente, un oggetto che arriva in una scatola di cartone, con la plastica intorno, che devo smaltire e che dopo pochi anni butto via – e  quindi lo devo smaltire un’altra volta- alla fine costa molto di più, socialmente, di un oggetto molto costoso che però garantisce di portarsi al proprio esaurimento magari dopo molti anni.

I nostri clienti – clienti che sono tali per nostra scelta – comprendono bene questa nostra politica architettonica : ”fare le cose perchè restino”.

Propongo delle soluzioni abitative, o una libreria, che i tuoi nipoti useranno ancora.

L’uso di materiali storici e stabili: il legno, i marmi, le ceramiche di lunga durata, il ferro, l’alluminio… sono molto più interessanti di quelli degradabili che con il tempo perdono il loro fascino e passano di moda. Gli elementi di arredo disegnati per uno specifico interno, fanno parte organica dello spazio e ne resteranno a far parte per molto molto tempo così come il recupero  e la salvaguardia di un bel pavimento in marmo gettato alla veneziana.


 
 

 
 

 
 
 

 
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