Archive for giugno, 2012






 
 
 

Sedie tricolori per seguire la Nazionale

Pubblicato da admin in ArredaClick

Sarà capitato a tutti, in questo Giugno di Campionati Europei di calcio di ospitare amici o di essere ospitati a casa di amici per vedere insieme le partite dell’Italia. Case addobbate per l’occasione da sciarpe e bandiere a sostegno della Nazionale.
Qui ad ArredaClick abbiamo deciso che il metodo migliore per addobbare i nostri ambienti e fare quel potevamo per aggraziarci la sorte era quello di personalizzare delle sedie e dar loro i colori della bandiera.
Sedie TricoloriSedie TricoloriPer fare ciò abbiamo scelto le sedie impilabili senza braccioli in Abs Mark, dal costo
contenuto e al tempo dalla grande resistenza e possibilità di personalizzazione, disponibili anche nella sezione Outlet.
Non resta che sperare che possano portare fortuna alla nostra Nazionale in questi ultimi scampoli di campionato Europeo e, perchè no, anche alle prossime Olimpiadi di Londra.
Sedie Tricolore


 
 

Arredo bagno moderno tra mobili contemporanei, romantici, neo-barocchi

Pubblicato da admin in ArredaClick

Arredare il bagno è probabilmente il compito più semplice quando si prende casa.
A meno che non abbiate una di quelle stanze da bagno super attrezzate con jacuzzi, due vasche da bagno, o sauna, tutto quello che serve è un mobile bagno con lavabo e specchio.
Ce n’è per tutti i gusti: dal bagno in stile barocco in marmo Well Glam che sembra rubato al set di Marie Antoinette, al mobile bagno moderno sospeso Flower CN11 minimalista, leggero ed essenziale, sia nelle forme che nei colori.
Della stessa collezione, gli originali Flower CN1 e Flower CN5 ricordano una credenza. Un mobile bagno moderno in appoggio, dalle forme geometriche pulite, composto da un elemento rettangolare alleggerito dalla possibilità di mescolare colori diversi per le ante ed i cassetti.

Per chi condivide il bagno con il partner un’ottima soluzione è l’intramontabile mobile bagno con doppio lavabo. Il modello Reef sospeso è dotato di tutto il necessario, con due lavabo, cassetti e cestone con cassetto interno.
Pensato per gli amanti della casa shabby chic, il mobile bagno romantico Romantic GH5 ha piedini a sciabola decorati in stile neo-barocco e maniglie dalla forma moderna.


 
 

Arredare casa con il Servizio di Progettazione 3D

Pubblicato da admin in ArredaClick

Arredare casa significa, in primo luogo, personalizzarla per riconoscerla come propria, creare degli ambienti armoniosi, in cui ci si possa sentire a proprio agio, al fine di incrementarne la vivibilità e, di conseguenza, migliorare la qualità della vita delle persone che la abitano.
Per questo è importante rivolgersi ad un gruppo di professionisti dell’arredamento e al Servizio di Progettazione da loro offerto.
Abbiamo chiesto ad Alessandro, architetto ed arredatore professionista, perché sia così determinante e quali sono i vantaggi che il Servizio di Progettazione porta con sé.

Perché è utile avvalersi del vostro Servizio di Progettazione?
In primo luogo per personalizzare la casa in cui si vivrà, infatti i clienti ci comunicano i loro gusti, le loro preferenze e ciò a cui non intendono rinunciare attraverso la compilazione del Modulo di Progettazione.
Inoltre oggi le case sono sempre più piccole e lo spazio a disposizione di chi le abita tende a diminuire. Arredare razionalmente si dimostra fondamentale anche per ottimizzare gli spazi e permettere, anche a chi abita in una casa piccola, di goderne, senza rinunciare a nulla.

Come è possibile ottimizzare lo spazio in una casa dalle dimensioni ristrette?
Il nostro servizio punta a ricavare degli spazi che sappiano essere ambivalenti, polifunzionali. A seconda delle necessità un ambiente deve poter fungere da soggiorno o da zona notte. La parola d’ordine, in case dalla metratura che si aggira tra i 35 ed i 45 m², è “multifunzionalità”.
Scegliere un tavolino trasformabile permette di poterlo utilizzare fronte divano, quindi in un contesto salotto, o come tavolo da pranzo. A seconda delle necessità, quindi, il tavolino Wood, alzabile ed allungabile, è in grado di adattarsi al contesto.
Tavolino Traformabile WoodUn altro fattore determinante nell’arredare casa è la separazione delle zone a seconda delle destinazioni d’uso; in un monolocale, ad esempio, è importante dividere gli ambienti a seconda dell’uso che se ne intende fare. A questo fine è possibile utilizzare una libreria bifacciale o un pannello divisorio.
Il pannello divisorio Season è ideale per separare in modo elegante e raffinato due ambienti e garantire delle zone di privacy.Pannello Divisorio SeasonScegliendo una libreria bifacciale, invece, è possibile separare cucina e salotto senza creare uno stacco deciso e senza chiudere gli ambienti. La libreria è infatti formata da vani componibili che possono creare originali composizioni lasciando che la luce naturale filtri attraverso di essa.Libreria Bifacciale Pecker

Qual è, invece, l’obbiettivo che perseguite nel momento in cui arredate una casa dalle dimensioni più ampie?
Se nell’arredare una casa piccola, come ad esempio un monolocale l’obbiettivo dichiarato è quello di ottimizzare lo spazio a disposizione, nel progettare l’arredamento di una casa con una metratura decisamente più estesa il fine è quello di valorizzare ciascun ambiente: nel momento in cui non vi sono più problemi di spazio è possibile dedicarsi completamente alla ricerca della qualità e degli arredi e dell’armonia degli spazi.
Qualità può, delle volte, significare lusso, fasto; quando il cliente ci comunica l’intenzione di arredare casa perseguendo tali obbiettivi la scelta degli arredi ricadrà su prodotti che siano il top di gamma e che sappiano comunicare l’eleganza e la classe della persona che li vivrà, come, ad esempio, il tavolo Kimono con sculture in pietra di Vicenza lavorata a mano rappresenta una soluzione lussuosa ed elegante.
Tavolo in pietra e vetro KimonoCosa riceve chi si rivolge al vostro Servizio di Progettazione?
Quanti si rivolgono a noi ricevono il modello 3D, immagini render fotorealistiche e, là dove previsto, lo schema tecnico impianti.
Ecco un esempio di progetto già realizzato che mostra il passaggio da un modello 3D ad un render fotorealistico che mostra al cliente come sarà la propria casa una volta arredata.


 
 

Mobili scarpiera salvaspazio: il piacere dell’ordine

Pubblicato da admin in ArredaClick

Voglio spezzare una lancia in favore dei maschietti, perché in materia di scarpe e scarpiere, si sa, gli uomini solitamente soccombono alle spropositate necessità di spazio di noi donne. Da un rapido sondaggio effettuato in ArredaClick, su dodici ragazze abbiamo una media di 30 paia di scarpe ciascuna.
Non ha importanza il numero, perché ci sono mobili porta scarpe di ogni dimensione e per tutti i gusti, c’è perfino l’armadio-scarpiera Double, una capiente scarpiera decorata in fantasia pied-de-poule per chi non rinuncia mai allo stile e vuole arredare un ingresso giovane ed informale.
L’ideale è puntare su una scarpiera componibile, un continuo work in progress destinato a crescere senza sosta. Siate furbi e optate per un mobile porta scarpe che vi permetta di sfruttarne la profondità per riporre una doppia fila di scarpe ogni ripiano, come la scarpiera Bubble disponibile sia in versione slim che doppia.Un classico intramontabile che svolge la doppia funzione di permetterci di dare un ultimo sguardo al look prima di uscire di casa, e dare l’illusione di un ingresso più spazioso, è la scarpiera specchio Space.
Per chi vuole unire funzionalità e qualità senza spendere un capitale, la scarpiera economica ultra personalizzabile Happy offre tutto quello che serve: si possono scegliere il numero di ante, si può avere gialla, rossa, a specchio o in legno, e permette di stipare due file di scarpe in ogni vano.
Impossibile non trovare spazio ANCHE per le scarpe di fidanzati e mariti!


 
 

Tre borse di studio per il DigitalMed: Workshop Internazionale di Architettura

Pubblicato da admin in Blogger Ospiti

Tre borse di studio per la partecipazione alla III edizione del Workshop digitalMed. Salerno, luglio 2012.

Arkidesignlog.it, in collaborazione con l’Associazione Salerno Architecture Network, offre ai propri lettori la possibilità di accedere a tre borse di studio per la partecipazione alla terza edizione dek Workshop DigitalMed (di cui abbiamo parlato qui). Ecco i dettagli 

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Workshop Internazionale di Architettura
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in mapping, parametric design e digital fabrication, che si terrà a Salerno durante tre weekend di luglio: 13-14-15 (mapping); 19-20-21-22 (parametric design); 26-27-28-29 (digital fabrication).

Le borse di studio sono offerte agli studenti e ai professionisti connessi al gruppo arkidesignblog e consistono nella riduzione della tassa d’iscrizione da 700,00 euro + iva a 440,00 euro + iva.

È possibile scegliere di seguire anche singoli moduli. In tal caso, per i partecipanti di arkidesignblog è previsto uno special price pari a 150,00 euro + iva.

INFORMAZIONI SUL WORKSHOP

Struttura
Il workshop si svolgerà nella città di Salerno, presso il Complesso di Santa Sofia e avrà durata di 11 giorni complessivi, divisi in 3 fasi (3,4,4 giorni), che si articoleranno durante i weekend di tre settimane diverse:

1) mapping. Raccolta, manipolazione, visualizzazione,gestione dati (3 giorni)
2) design parametrico. Rhino e Grasshopper (4 giorni)
3) laboratorio progettuale e fabbricazione digitale. L’uso della cnc. knk cutter (4 giorni)
Nella parte finale della seconda fase, si darà avvio al laboratorio progettuale, che continuerà per tutta la terza fase, sfruttando le tecniche di fabbricazione digitale per la produzione di prototipi.

 

Obiettivi e finalità
Il digitalMed workshop continua nel suo intento di creare cultura, senso e dibattito, intorno all’utilizzo, in architettura, di strumenti e concetti innovativi, come quelli del mapping, del design parametrico e della digital fabrication.
Finalità del workshop digitalMed, sarà quella di fornire ai partecipanti le conoscenze teoriche e tecniche, per un approccio alla progettazione parametrica e generativa, ed alla fabbricazione digitale. Dalla raccolta e gestione dei dati, al modo in cui questi informano le geometrie, alla fabbricazione di prototipi, i partecipanti avranno la possibilità di mettere in pratica le nuove conoscenze acquisite, attraverso un laboratorio progettuale condotto su un’area della città di Salerno, ed in particolare nel fronte del mare compreso tra Piazza della Concordia e Marina d’Arechi.

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Modalità di richiesta della borsa di studio
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Tutti i lettori di ArkidesignBlog.it posso richiedere la borsa di studio (totale o parziale). Tra tutte le richieste pervenute Arkidesignblog.it farà una prima selezione dei candidati ritenuti validi sulla base del curriculum (anche se si tratta di studenti) e segnalerà i candidati ritenuti validi all’organizzazione DigitalMed che selezionerà i 3 vincitori delle borse di studio.

Per partecipare inviare il proprio curriculum con i dati di contatto a info@arkidesignblog.it


 
 

Lampada design Spiro by Remedios Simòn: tutta la circolarità che vuoi!

Pubblicato da admin in Blogger Ospiti

Lampada design Spiro

lampada design

Il designer spagnolo Remedios Simòn ha progettato il lampadario di design “Spiro” per l’azienda spagnola LZF. Ecco come nasce il progetto

 

lampada design

Ecco la descrizione tradotta dal sito LZF:

Disegnata da Remedios Simòn per LZF, è stata così chiamata per la forma del suo design; delicati e concentrici moduli di legno, attraverso il quale passano i flussi di luce. Le decorazioni a forma di spirale ipnotica, con le loro linee curve, riescono a dare un tocco di creatività ai vostri ambienti interni. Questo nuovo modo di plasmare il rivestimento in materiale Polywood apre nuove possibilità per organizzare queste mini strutture circolari ub varie conformazioni, particolarmente interessanti per il mercato contract.

Il primo oggetto di design nato dall’utilizzo di questo materiale è il lampadario circolare Spiro, ideale per portare luce e calore ad ogni stanza della vostra casa. Le variazioni di colore tra l’interno e l’esterno della lampada e i due diametri combinabili, offrono la possibilità di creare infinite forme in grado di completare gli ambienti disegnati dagli architetti e i designer. La lampada di design Spiro è ideale per la casa e nei luoghi particolarmente affollati, sia pubblici che privati.

lampada design


 
 

A volte, c’è più affinità tra un caffè e un divano, che tra due divani.

Pubblicato da admin in Blogger Ospiti

Il titolo è un po’ criptico, devo spiegare meglio.

Osservo a volte come ci siano produttori di divani che usano la parola “artigianale” a proposito di prodotti che di artiginale – lo si capisce lontano un miglio – hanno ben poco.

Al contrario, mi capita di incontrare imprenditori con i quali mi sento di condividere così profondamente l’attaccamento all’azienda, la passione per il prodotto e la visione di fondo del lavoro che… quasi quasi, ciò che produciamo passa in secondo piano.

Perché viviamo l’azienda 24/7, perché ne conosciamo il motore e l’anima, perché – in una parola – ci mettiamo la faccia.

E’ il caso di Caffè Carbonelli, azienda familiare portata avanti dall’instancabile Luca Carbonelli, che ho potuto conoscere grazie alla rete e in particolare al prof Stefano Epifani durante una testimonianza al suo corso in Sapienza, e dal quale sono nati i presupposti per un piacevole rapporto di amicizia.

Da questa stima – che sarei onorato di poter definire “reciproca” – è nato un nuovo progetto, ancora una volta frutto dell’intraprendenza di Luca, che anche noi di Berto Salotti condividiamo al 100%.

Lo condividiamo al punto da fornire virtualmente una nostra poltrona, per renderlo… più comodo :-)

Mi riferisco al Salotto del Caffè, recente piattaforma di conversazione di Caffè Carbonelli.

Un luogo dove – grazie alla piacevolezza dei post – è facile immaginarsi a conversare, comodamente sprofondati nella pelle della nostra poltrona Nausicaa, avvolti nell’aroma di caffè di Casa Carbonelli…

Vorrei sintetizzare in una frase perché l’approccio al lavoro di Luca – dall’attaccamento alla famiglia e ai valori di impresa che gli ha trasmesso, alla conoscenza profondissima del suo prodotto – mi piace così tanto, ma non ho trovato nulla di meglio della frase che lui stesso ha scritto per aprire la pagina “Il nostro caffè”:

Noi, il nostro lavoro ce lo siamo inventato. Ce lo siamo creato.

Avercene, di Luca Carbonelli!


 
 

USA e GETTA

Pubblicato da admin in Una casa non a caso

usa e getta 1

Rileggo spesso con attenzione i post da noi pubblicati e credo sia arrivato il momento per trattare della filosofia dell’usa e getta che spesso noi abbiamo data per scontata con il pericolo di sembrare troppo rigorosi o, in alcuni casi, integralisti. Renato De Fusco ci suggerisce una sintesi tratta da un saggio di Guido Viale che sembra dare risposta a quanto spesso noi ci chiediamo. “è ormai entrato a far parte dell’ “ordine naturale delle cose” che tutto ciò che si produce non venga prodotto per durare. Si produce per sostituire, ma il presupposto tacito di questo modo di agire è che tutto ciò che viene sostituito possa o debba essere gettato via. La civiltà dell’usa e getta -che è il punto di approdo del consumismo- cioè di una organizzazione sociale che si perpetua attraverso la moltiplicazione delle merci- ha i suoi presupposti tanto in un prelievo illimitato di risorse naturali quanto in un accumulo illimitato di rifiuti”.

Un prodotto lo definiamo usa e getta perché risulta più economico e funzionale buttarlo via dopo averlo usato anziché conservarlo con cura.

La nostra è una società usa e getta. Partendo dall’oggetto semplice fino ad arrivare ai necessari usa e getta high tech. Penso alle protesi cardiache e ortopediche usate in chirurgia. Tutti concordiamo sul loro valore positivo. Mi voglio concentrare principalmente su quei prodotti usa e getta che voglio definire semplici e che sono presenti nella nostra vita di tutti i giorni: piatti, posate e contenitori in plastica o imballaggi.

Il dibattito che ruota intorno a questi è che vengono realizzati principalmente in assenza di qualità, sprecando risorse naturali e, incrementando le discariche urbane. Lasciamo all’ambito politico-amministrativo la gestione dei rifiuti e concentriamoci sul perché i prodotti usa e getta hanno un così grande successo.

  L’idea moderna, affermata nel XX secolo, è quella che un oggetto deve rispondere ad una funzione: questa ha portato allo sfrenato consumo che vede un oggetto come  rifiuto appena ha adempiuto alla sua funzione. Ad esempio un sacchetto o una bottiglia di plastica esistono solo nel momento che svolgono la loro funzione, dopo di che sono rifiuti.

Gli elementi originari del design sono: la quantità di oggetti uguali da poter realizzare ed il basso costo;  la filosofia dell’usa e getta risponde pienamente a questi due elementi base.

Da qui nasce uno spreco non controllato. Ma se a questi elementi aggiungiamo la qualità, l’oggetto potrà avere una vita di più lunga durata. Ma come?

Legata alla funzione c’è la forma che ci suggerisce l’immediata riconoscibilità dell’uso che si deve fare di quell’oggetto; svolto il suo compito ha finito la sua vita.

Per superare il rapido consumo di un prodotto è necessario che questo risponda ad altri compiti aumentando la sua affordance – termine prestato dalla psicologia al design negli anni ’70 da J.Gibson- cioè  la capacità che un oggetto ha di mostrare nella sua forma a cosa possa essere adibito. Penso agli anni ’70  quando il fustino di un detersivo per la lavatrice, finita la sua funzione di contenitore, diventava secchio per lavare e il suo coperchio una comoda bacinella; oppure ai vari contenitori della Nutella:  non più solo semplici barattoli. Una maniglia mi invita ad aprire una porta, ma se questa è priva di maniglia allora perde la sua affordance perché il suo funzionamento non è percepito. Più è alta l’affordance più sarà intuito l’utilizzo di un oggetto. L’attenzione deve essere, quindi,  focalizzata sulla durata di un oggetto, perché questo avvenga è necessaria la qualità del design: si deve fare in modo che aumenti il suo lato piacevole. Più un oggetto piace a lungo e più lungo sarà il suo utilizzo. Il futuro dell’usa e getta va ricercato proprio in questa chiave. Quindi bisogna puntare non più sulla durata di un prodotto legata solo alla qualità tecnica, quanto sul piacere che esso ci dà.  Il compito di progettare il piacere, e quello di consumare, porteranno a rivedere l’intera gamma di prodotti industriali e ad utilizzarli nell’ottica tradizionale: più progetto, più produzione, più vendita e più consumo; quindi più design.

Dal punto di vista etico il prodotto usa e getta ci affranca dall’ossessione del possesso, ma di contro favorisce il piacere di padroneggiare quanto ci occorre subito e di favorire il gusto per l’effimero e rifiutare ciò che suscita ricordi facendoci vivere tra memoria e oblio. L’atto di gettare via qualcosa che abbiamo utilizzato presuppone un atteggiamento di cinica indifferenza: il gesto del gettare si sostiene tra i due stati d’animo di memoria e oblio. Queste due esperienze sono trasferite nella nostra capacità di ricordare ma nello stesso tempo di dimenticare. Dopo avere gettato tutto ciò che si è usato, il rischio maggiore che corriamo è che ci troveremo di fronte ad una civiltà che non ha lasciato dietro di sé alcun segno della sua cultura materiale, nessuna testimonianza di buona parte della nostra storia. Come ci ricorda Argan:”L’uomo adatta l’ambiente a sé; perciò la sua esistenza sulla terra non lascia impronte casuali, ma segni con i quali possiamo cominciare a ricostruire la sua storia […] Non v’è documento che non sia il prodotto di un progetto o di un’operazione tecnica; e il documento è sempre un oggetto anche se si tratti di un racconto, di una poesia, di un canto”. Paradossalmente l’assenza di segni è tanto più grande quanto più è vasta la massa dei prodotti che dovrebbero essere portatori di tali segni. Solo il design e il collezionismo potranno conservare alcune testimonianze della nostra cultura materiale. Il design sicuramente migliorando qualitativamente l’aspetto delle cose che per quanto pratiche e funzionali, si gettano senza scrupolo perché brutte o almeno insignificanti. Coloro che sono attenti al carattere estetico di un oggetto raramente si servono di quelli usa e getta e se lo fanno si augurano che vengano migliorati.

Il collezionista raccoglie l’oggetto che è bello, e con esso conserva i segni del tempo in cui è nato. “Questo diventa storico in quanto è bello e al tempo stesso diventa apprezzabile in quanto storico”. Ne deriva quindi che il prodotto usa e getta rientri nella cultura del design, richiami l’attenzione dei designer e diventi un prodotto d’autore.

Collezionare non solo opere d’arte ma oggetti di vario genere, può sembrare un debole rimedio per la salvaguardia della cultura materiale, ma è attraverso le raccolte, le collezioni, i musei che si deve la conservazione di tante culture del passato. Per secoli si sono conservati oggetti di uso quotidiano come le anfore, per l’olio e per il vino, tutte uguali fra loro.

Non si tratta di voler fermare un processo che va dalla nascita di un prodotto alla sua fine tra i rifiuti bensì di qualificarlo per il  breve tempo della sua esistenza in modo che, così qualificato, venga in parte collezionato, conservato come traccia di un tempo e di un costume.

Dobbiamo acquisire la consapevolezza che il consumismo lo si può correggere ma non eliminare perché questo deve coesistere con la produttività. Che ci piaccia o no questa è la condizione della società attuale.


 
 

Buon compleanno ArredaClick – 4°

Pubblicato da admin in ArredaClick

In realtà sarebbe domani, 16 giugno.

ArredaClick compie 4 anni ed è l’occasione giusta per un bilancio sul presente, per guardarsi indietro e per guardare avanti: siamo ormai un punto di riferimento per la vendita di arredamento online in Italia e in Europa ed abbiamo ancora tanta “fame di crescere”.

Faccio un personale brain-storming di emozioni e pensieri per cercare di descrivere questi 4 anni di lavoro: sogni, determinazione, amore per i particolari, crescita, timori, soddisfazione, entusiasmo, riscontro, ostilità, lavoro di squadra, amicizia, creatività, metodo, progetti, tecnologia, formazione, scoperta, visione del futuro, spensieratezza, preoccupazioni, scelte, razionalità, incoscienza, apprezzamento, invidia, frustrazione, trasparenza, correttezza professionale, disillusione, maturità, forza, generosità, passione, condivisione, idee, idee, idee…amore per il proprio lavoro.

Grazie di cuore a chi lavora con noi, ai produttori che ci sostengono, ai nostri clienti, anche a quei mobilieri tradizionali che anzichè criticarci si rimboccano le maniche ed evolvono insieme a noi…in ArredaClick mettiamo in discussione quello che facciamo ogni singolo giorno, anche più volte al giorno.

Non sappiamo come sarà il futuro del settore arredamento e non sappiamo come andrà la nostra Italia un po’ sofferente, ma siamo certi che “il modo migliore di prevedere il futuro è inventarlo” (Alan Kay), e noi quotidianamente ci impegniamo per plasmare il contesto in cui vogliamo operare.

Noi ci crediamo.


 
 

Charles Eames

Pubblicato da admin in ArredaClick

Mancano pochi giorni al 105° anniversario di Charles Eames, uno dei più grandi designer d’interni ed architetti del XX secolo, nato il 17 di Giugno del 1907.
Formatosi alla Washington University di St.Louis (Missouri) all’età di 22 anni Charles affrontò il suo primo viaggio in Europa, dove venne a contatto con le opere degli architetti del Modern Movement come Gropius, van der Rohe e Le Corbusier.
Tornato negli States aprì uno studio di architettura a St.Louis, ma la mancanza di commissioni dovuta agli effetti della Grande Depressione lo costrinse a lasciare la sua città natale e a trasferirsi, per qualche tempo, in Messico.
Charles EamesDurante la seconda metà degli anni ’30 Charles Eames conobbe l’architetto finlandese Eliel Saarinen ed il figlio Eero. In poco tempo divenne dapprima “Istruttore del Design” per la Cranbrook University e poi capo del Dipartimento del Disegno Industriale per la medesima istituzione universitaria.
Nell’autunno del ’40, tra le mura della Cranbrook, Charles conobbe Ray Kaiser, che soltanto un anno più tardi sarebbe diventata sua moglie.
Charles Eames e sua moglie RayLa collaborazione con la moglie Ray divenne una costante nel lavoro di Charles Eames: nel ’46 il Museum of Modern Art di New York organizzò una mostra dedicata alla coppia in cui vennero esposti i prototipi della LCW, la celebre sedia progettata dagli Eames e realizzata in compensato curvato.
Sedia LCW - Eames
Questa sedia rappresentò il concretizzarsi di quelle che era la missione della coppia riassunta nel motto “offrire il massimo e il meglio al maggior numero di persone al prezzo più basso”.
Con il loro approccio Charles e Ray Eames dimostrarono che il design può e deve occuparsi di migliorare la qualità della vita.
Oltre a progettare mobili Charles Eames sui dedicò all’architettura e, in maniera minore, anche al cinema: in collaborazione con Eero Saarinenen  progettò delle abitazioni che furono poi costruite a Pacific Palisades, in California, la Case Studies Houses #8 e #9.
Sempre in collaborazione con Ray produsse numerosi cortometraggi, alcuni dei quali fecero da complemento alle loro esposizioni.
Ad oggi Charles Eames è ricordato con affetto e stima praticamente unanime, la Case Studies Houses #8 è meta di una sorta di “pelligrinaggio” e gli omaggi agli Eames provengono da ogni settore: dal mondo del cinema a quello della musica.


Fonti
Charlotte & Peter Fiell, Design del XX secolo, Taschen, 2005, pag.225-233.


 
 




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