CUCINA: PIANO SNACK O TAVOLO.

Pubblicato da admin in Rosso Papavero

Premesso, come sempre, che tutto dipende dalla metratura del locale che abbiamo a disposizione, le alternative per gestire la zona pranzo in cucina sono diverse.
Da quella più tradizionale con tavolo e sedie a quella più moderna con snack e sgabelli.
La sostanziale differenza tra le due sta nelle altezze e nelle profondità. Il tavolo ha un altezza media di 75 cm che ci consente di stare comodamente seduti sulle sedie, ed una profondità tale da consentirci di pranzare\cenare avendo di fronte l’altro commensale. Di norma i tavoli partono da una dimensione di 70 x 110 (i più piccoli da cucina) ad aumentare, variabili a seconda dello spazio che abbiamo e dell’importanza che vogliamo dare al tavolo.
I piani snack invece, basano la loro altezza su quella del piano di lavoro, essendo generalmente un prolungamento di quest’ultimo oscillano tra 87 cm. e 91 cm. circa, o poco di più se diamo a questo piano un altezza diversa per differenziarlo da quello di lavoro.
Le sue larghezze invece sono sufficienti per far stare in linea piatti e bicchieri, non si mangia (quanto meno nella situazione sopra menzionata) uno di fronte all’altro bensì uno in fianco all’altro, spesso comunicando con la zona lavoro. Gli sgabelli, per via delle altezze, la fanno da padrona.
Se c’è una cosa che ho potuto constatare è come varia la scelta a seconda dell’età del cliente: i giovani sono più per una scelta estetica, dovuta spesso a metrature più ridotte e alla necessità di unire la cucina al soggiorno, per cui optano per lo snack, moderno e d’impatto, con sgabelli fluo e lampade a sospensione in corrispondenza, diciamo che la scena è un pò più teatrale.
Chi invece non è di primo impianto, quindi con molta probabilità ha già affrontato cene e pranzi su sgabelli, predilige l’altezza tavolo e la comodità di una cena su sedie comode, con schienali avvolgenti, senza per questo dover rinunciare all’aspetto estetico o dover necessariamente ripiegare sulla soluzione tradizionale del tavolo contro il muro con le quattro sedie (per fortuna!).
Infatti, in questi casi propongo un compromesso estetico che nulla toglie alla comodità, abbassare l’altezza snack a quella di un tavolo, modificandone le profondità canoniche anche fino a 50 cm. nel caso in cui non si possa optare per una situazione diversa di comunicazione.
Così otteniamo un impatto estetico non indifferente, senza però essere costretti a mangiare sui trespoli. Io, sarò anche un pò anziana, ma essendo dell’idea che la praticità e la durata nel tempo fanno di un ambiente un buon ambiente opto per la seconda ipotesi che mi sembra un buon compromesso. A patto che, in un locale unico cucina-soggiorno non si debba inserire una tavolo da pranzo più importante, finchè i due ambienti sono separati, allora ragioniamo su un tavolo in cucina e uno in soggiorno, se invece è un unico ambiente, niente da fare, due tavoli sono davvero troppi, soprattutto se devono stare ravvicinati. Per cui prestare molta attenzione anche a questo dettaglio non indifferente.



 
 

 
 

 
 
 

 
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