SAN PATRIGNANO. BARRIQUE.

Pubblicato da admin in Rosso Papavero

” Il riscatto delle persone attraverso il riciclo del legno delle botti e il recupero del lavoro artigianale che da sempre contraddistingue il nostro Paese.E’ quanto avvenuto a San Patrignano,grazie all’aiuto di Maurizio e Davide Riva e al sostegno di Federvini, FederlegnoArredo e Cosmit, attraverso il progetto”Barrique, la terza vita del legno”,che ha coinvolto 30 grandi grandi architetti e designer che hanno progettato,a tema libero,un oggetto di design, usando il legno di recupero delle botti della comunità.”

E’ così che si apre la pagina di una delle esperienze più apprezzabili che si possano avere a livello visivo e tattile.
Per gli amanti del legno è qualcosa di stupendo, per i solidali e coloro che pensano che una seconda possibilità non si neghi a nessuno, anche.
Perchè qui è proprio di seconde e terze possibilità che si parla, di seconda vita, delle persone e del legno. 
Il progetto, ambizioso e ben riuscito, nasce dalla comunità di San Patrignano che come obbiettivo ha il recupero delle persone emarginate e dei tossicodipendenti con un programma di re-inserimento e formazione degli stessi per un migliorarne l’approccio alla vita e alla società stessa. Tutto questo come Organizzazione non governativa, come volontari e soprattutto offrendo protezione e sostegno gratuiti.
Il Progetto BARRIQUE La terza vita del legno aiuta queste persone nel reintegro e dona nuova vita al legno delle botti. Riciclo e recupero di botti e persone.
Le botti vivono dapprima come alberi, poi conservano e mantengono l’importante contenuto qual’è vino, ne assorbono fragranze, sapori, odori e colori. 
Che fine fanno una volta che adempiono al loro compito?? I più importanti architetti e designer del mondo hanno disegnato degli oggetti proprio pensando al recupero di queste botti.
Barrique sono botti da 230 lt. di rovere francese robusto, lavorabili solo dieci giorni dopo l’apertura delle stesse, proprio per la particolare morbidità che il legno acquisisce con il vino, vengono lavorate dai ragazzi della Comunità di San Patrignano che imparano e amano un mestiere sconosciuto ai più ma molto nobile. 
E’ un progetto commovente nel suo genere nonchè utile in un era in cui l’ECOSOSTENIBILITA’ è fondamentale.
Toccare questi oggetti di design e d’arredo lascia trasparire quella che è la porosità più cruda del legno e la rugosità delle persone che le hanno realizzate, traspirano vita e sentimento, c’è un qualcosa di poetico nella loro storia.
Per l’occasione Castiglioni e Scarzella (1.) hanno disegnato un tavolo dal basamento ricavato dalle doghe delle botti mantenendone la curvatura e il colore naturale; Cappelletti (2.) ha creato un tavolo utilizzando le doghe come base ma girandole di profilo in modo da creare uno sfizioso gioco di luci e trasparenze; Citterio, (3.) in pieno stile Flexform, disegna una poltrona tenuta insieme da tasselli anch’essi di legno; Colombo (4.) ispiratosi alle “Signor dei mari” incastra le doghe a lisca di pesce su cui poggia il piano tavolo;  Figini (5.) disegna una chaise-longue; Elio Fiorucci (6.) una lampada a forma di occhio per recuperare la curvatura delle doghe; Missoni (7.) dalle doghe ha ricavato un dondolo, come quelli dei film, appesi ai rami degl’ alberi, tenendo insieme le doghe da corde multicolore e nodi. 
E molti altri hanno interpretato a loro modo l’essenza del legno, del vino e della vita.


SAN PATRIGNANO









 
 

 
 

 
 
 

 
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