L’ARREDATORE.

Pubblicato da admin in Rosso Papavero

Questo è un post personale. Nel senso che non vi parlerò di prodotti, di idee, non proporrò complementi nè colori, nè altro. Qui voglio “solo” spiegarvi qual’è il lavoro dell’arredatore, quello indipendente, slegato da un negozio o marche particolari, il lavoro di chi, a prescindere dal marchio che il cliente sceglie, è in grado di cercare la soluzione migliore che va al di là di vincoli costruttivi aziendali, di finiture prestabilite e misure decise da altri a cui ci si deve adattare.
Un lavoro che va oltre gli accordi commerciali presi con le aziende, gli sconti applicati e la convenienza di proporre ad un cliente un azienda piuttosto che un’altra senza poter spesso spaziare verso altre soluzioni aziendali.
L’arredamento è un ambito che al suo interno ne racchiude molti altri. Ne fanno parte il mobile, i tessuti, le vernici, le carte da parati, il cartongesso, i sanitari, le piastrelle, l’illuminazione, l’oggettistica, e via dicendo… tanti aspetti che messi insieme creano la giusta foto di casa che ogni cliente, a suo modo, gusto e piacere ha in mente e che lo rappresenta.
Il compito dell’arredatore, quindi, NON è quello di proporre un azienda, perchè con la sua vendita ne trae vantaggio (a meno che non sia il cliente a voler disperatamente un prodotto denominato in particolare e per determinate ragioni) ma è quello di proporre soluzioni e situazioni ad hoc per la persona di riferimento, slegato da ogni vincolo, libero di poter inserire coerentemente all’interno di un progetto più aziende o lavorazioni artigianali senza dover dare conto a rappresentanti, quotazioni di vendita, bilanci o premi.
Il problema che spesso bisogna affrontare rivolgendosi ad un negozio è la visione d’insieme. Quando si arreda una casa o anche solo un locale di essa, quello che conta è l’insieme, il colpo d’occhio globale. Io stessa faccio molta fatica a ragionare solo in un senso. Non si può arredare una cucina e basta. Usciti dalla cucina ci sarà dell’altro con cui bisognerà fare i conti, magari qualcosa che già esiste o a cui bisognerà pensare in un secondo tempo. Ecco, la differenza tra il mobiliere e l’arredatore sta nella progettazione. Il primo progetta finalizzando il tutto alla vendita (con annesso ciò che ha da vendere), e siccome l’obbiettivo è vendere sarà difficile che la sua attenzione primaria e rilevante si riversi alla progettazione globale e nell’approfondire la sua conoscenza verso ciò che già esiste o esisterà. Se gli chiedete la cucina, a meno che non veda buone possibilità di vendere anche il resto, si limiterà a progettare la cucina.
L’arredatore o il progettista, invece -forse per vocazione o capacità- non riesce a tenere separate le cose, la visione d’insieme vince sempre e il risultato và oltre ogni limitazione.
Badate bene, con questo non voglio dire che se andate dal vostro mobiliere di fiducia, esso non avrà cura di quello che vi propone o non lavorerà bene, semplicemente il suo obbiettivo finale è vendere un prodotto e venditori non particolarmente attenti (o spietati), assecondando scelte del cliente non fanno sempre l’interesse di quest’ultimo, ma il loro. E sono, purtroppo errori che si pagano nel tempo, con una casa frutto del gusto di un momento, o di valutazioni troppo superficiali o peggio ancora di scelte non curate da chi avrebbe dovuto e/o potuto farlo.
Insomma, siccome ognuno fà il suo mestiere, è bene che ci si faccia consigliare da chi può saperne più di noi, per esperienza e conoscenza,, farsi aiutare e, perchè no, magari ne esce qualcosa di interessante.
Ma questa è una regola che vale per tutti in tutti i campi, no?! ;)


Studio compositivo di un monolocale per single. La scelta di un divano letto anzichè un letto vero proprio, che chiuso però rimane molto accogliente e pronto a ricevere ospiti, è fatta per lasciare maggior ampiezza al centro del locale. Una libreria tutta altezza e passante crea una leggera divisione tra cucina e living/notte lasciando passare la luce dalle finestre.
La parte armadio invece, unita al mobile soggiorno molto contenitivo ricavato da elementi boiserie in stile contemporaneo, diventa quasi un tutt uno con la parete. Mentre in bagno è stata fatta la scelta di una grande doccia a pavimento.Nell’ingresso è stato inserito un armadio uso ripostiglio-guardaroba alto fino al soffitto, con le ante in cementite verniciate come la parete. Perfetto modo per farlo sparire alla vista. 
Nonostante la scelta di colori forti per l’ingresso, il bagno,e la carta da parati a righe, è il bianco ad avere predominanza su tutto. 
PROGETTAZIONE E DISEGNI A  MIA CURA, LE IMMAGINI SONO DI PROPRIETA’ DI ROSSO PAPAVERO E STEFANIA TRIPODI © 2012. NON AUTORIZZO PER ALCUNA RAGIONE LA PUBBLICAZIONE DI QUESTE FOTO IN SPAZI DELLA RETE CHE SIANO FORUM O ALTRO CHE NON CONSENTANO IL LINK AL CONTENUTO ORIGINALE.



 
 

 
 

 
 
 

 
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