GLOBALIZZAZIONE

Pubblicato da admin in News, Una casa non a caso

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L’interesse dei contatti culturali stimolati dalla mostra “Sulla Via della Seta” ci ha spinti a partecipare alla conferenza “Porcellana e cioccolata; la globalizzazione del gusto”.

L’ archeologa Marta Caroscio ci ha guidati in un percorso fisico-geografico della conquista del mercato e del cambiamento del gusto, esponendo gli scambi commerciali della porcellana e del cacao, protagonisti della conferenza.

Parlare di “Globalizzazione del Gusto”, dopo aver visto i ricchi contatti culturali avuti nel corso dei secoli, ci è sembrato riduttivo. Piuttosto lo vorremmo definire “Cultura del Gusto” perché dagli scambi, dalle relazioni e dalla elaborazione dei contenuti, nasce cultura.

Nel nostro mondo globalizzato, un prodotto lo troviamo riproposto in ogni luogo con le medesime caratteristiche omologando così il gusto. La libreria Billy è tale a Roma come a Berlino.

Gli scambi della porcellana, avvenuti tra i popoli, hanno dato vita ad una nuova cultura del gusto e della ricerca formale dei contenitori in porcellana al punto di influenzare poi il paese di origine, la Cina, che cercherà di imitare le nuove forme provenienti dall’occidente. I prodotti di pregio per eccellenza come le bianche porcellane dell’XI sec. della dinastia Song venivano imitati nel Medio Oriente dove in assenza del caolino-la pura argilla bianca presente solo in Cina ed utilizzata nella realizzazione delle porcellane- venivano realizzate le Fritware impastando un composto di silice e argilla i quali, cotti al limite del punto di fusione, si cristallizzavano come fosse vetro. Una imitazione che introduce nella tradizione mediorientale un nuovo prodotto artigianale.

Nel XIV sec. Con l’arrivo in Europa di una grande quantità di porcellane si diffonde in Andalusia l’accostamento cromatico del blu sul bianco e gli artigiani adattano i loro prodotti all’uso e al gusto del momento.

Materiali e forme vengono così reinterpretati.

Nel 1700 con la grande diffusione delle “Botteghe della cioccolata”, luoghi dove assaporare la gustosa bevanda, la cioccolata esce dalle case ed entra in uno spazio pubblico con un salto concettuale del consumo fino ad essere  così diffusa da poter essere bevuta anche nel periodo di digiuno quaresimale.

Vengono inventate le Jicara particolari tazze in porcellana con supporto per contenere la bevanda bollente che non poteva essere tenuta in mano.

L’acqua – haa-;  molto calda –chacau-,  permetteva di preparare la bevanda di cacao in acqua calda: chacauhaa – cioccolata.

Il cacao proveniente dall’ America Latina non fu molto apprezzato dagli europei perchè i loro palati  erano educati al gusto dello zucchero eJigara perchè proveniente da una cultura ritenuta inferiore, al contrario della porcellana immediatamente accolta in quanto figlia di una cultura molto raffinata. Saranno i monaci di Siviglia, che producevano torroni, ad impossessarsi del cacao rielaborandolo con lo zucchero, la vaniglia e il latte dando vita ad una bevanda che entrerà a pieno titolo nei gusti delle corti e della nascente borghesia.

Dalla Spagna il cioccolato arriva in Italia nei domini spagnoli e in Sicilia – Modica – e poi in Toscana dove alla corte dei Medici se ne apprezza perfino l’aspetto benefico-medicamentoso.

Francesco I   de’ Medici, alchimista, realizzerà un materiale molto simile alla porcellana di caolino che servirà a realizzare vasellami con forme di gusto rinascimentale.

Da questo momento il mercato europeo commissionerà, alla Cina,  porcellane alla moda del rinascimento.

Quindi andiamo oltre la semplice globalizzazione di un prodotto diffuso ovunque in franchaising;  siamo in una vera e propria evoluzione culturale che spinge in avanti le civiltà e non le cristallizza.

La ricerca del bello anche negli oggetti quotidiani, ci ha educati nei secoli. Oscar Wilde nelle sue conferenze sull’arredamento della casa tenute in America  racconta dell’ elegante  comportamento che aveva osservato in  un operaio cinese il quale, dopo aver  scavato la terra, beveva con compostezza  il suo tè  in una tazza di delicata porcellana e di bella fattura al contrario di quanto avveniva nei ricchi alberghi americani dove la cioccolata calda gli veniva servita in grossolane tazze di ceramica.

Se un bambino cresce tra semplici cose piacevoli da grande detesterà ciò che è brutto senza neanche saperne il motivo.

Viviamo in una società dove bevande pregiate come la cioccolata vengono bevute in bicchieri di plastica o di carta. E’ nella quotidianità,  nelle  nostre case, che dobbiamo coltivare l’attenzione al Gusto.

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