ACCESSORI

Pubblicato da admin in Decor, Una casa non a caso

Logitech - San Valentino - Graffiti Collection_7 copia

Mi ritornano in mente gli anni in cui frequentavo il Liceo, anni in cui ci si sentiva di appartenere al gruppo e quindi al mondo se indossavi il cardigan a fasce colorate orizzontali o gli stivali, naturalmente  Camperos,  o i Clogs. La cosa importante era che il modello e i colori fossero rigorosamente uguali per tutti. Stesso modello uguale in ogni dettaglio. Coloro che già sentivano l’esigenza di intervenire e modificare con un tocco personale, ed io mi metto tra questi, erano considerati “originali”; un appellativo  per dire: curioso, stravagante, particolare… e non sempre era un complimento.

Malgrado siano tanti i cambiamenti a cui abbiamo assistito con il passare degli anni mi sento di poter affermare che il desiderio di appartenere ad un gruppo, di identificarsi in una categoria sociale, è rimasto immutato – oggi come ieri – per la maggior parte degli adolescenti.

Ogni “Clan” ha i suoi codici visivi e i suoi oggetti di riferimento che lo identificano. Tutto sembra uguale a se stesso se non fosse che si è attuato il completo ribaltamento dell’approccio allo status di appartenenza. Gli oggetti che ci rappresentano e ci identificano come gruppo sociale devono avere di base un comune denominatore – la marca e  il modello – però, oggi, è diventato assolutamente indispensabile che ognuno di noi possa intervenire scegliendo e modificandone ogni singolo dettaglio. Le case produttrici di capi d’abbigliamento si sono per prime accorte di questo trend culturale e si sono in parte adeguate offrendo gamme di colori e fantasie quasi illimitate. Non è sufficiente: la vasta gamma di offerte ha solo iniziato a dare una risposta alla sempre più diffusa esigenza di personalizzazione.

PERSONALIZZARE è la parola che identifica questo nostro periodo storico meglio di tante altre.

Inchiostro Gears-Jimmy Rinnik, IrlandaIo credo che lo stimolo iniziale sia partito dall’utilizzo del computer e delle nuove tecnologie.  Ci siamo abituati ad avere una grande quantità di opzioni a disposizione per ottenere la “personalizzazione” dello strumento di lavoro – e non solo – e tutto ciò che contiene. Siamo noi a decidere il colore, le dimensioni dei caratteri, l’aspetto che ci è più familiare. La consapevolezza di poter scegliere tra tante combinazioni possibili ormai guida ogni nostro acquisto. Diventa determinante rivolgersi a coloro che sul mercato offrono questa possibilità sia per l’acquisto di sneakers che di un telefono o di un’auto.

Come dicevo l’utilizzo del PC , in tutte le sue forme, è entrato a far parte delle nostre giornate: durante le ore di lavoro, per comunicare con gli amici, per organizzare i momenti di svago. Ci accompagna molto spesso, e spesso si sposta con noi.

Non mi sembra di esagerare se dico che possiamo considerare la postazione del PC con le sue periferiche come un complemento di arredo in ufficio e in casa; e come un accessorio al pari di una borsetta o di una cintura dal momento che non ci muoviamo più senza di loro.Accessorio "ton sur ton"

Come per tutto ciò che ci circonda la ricerca formale ed estetica delle nostre “protesi tecnologiche” è diventato un requisito imprescindibile. A questa però deve essere affiancata la capacità che gli interior designer dei maggiori brand hanno di soddisfare la voglia crescente di personalizzazione e di uscita dall’anonimato presente soprattutto, ma non solo, tra i più giovani. La Logitech, ideando la linea Graffiti Collection, si muove in questa direzione. I disegni sono originali: graffiti che ispirandosi  alle culture del mondo evocano pensieri e ricordi. http://www.logitech.com/en-us/promotions/global-graffiti-collection

Dal punto di vista pedagogico con “personalizzazione” si individua una metodologia che aiuti ognuno a sviluppare i propri talenti e perciò l’obiettivo è diverso per ciascuno.

Stiamo assistendo ad una vera Personalizzazione della società?

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