Archive for febbraio, 2013






 
 
 

Homework, la scrivania intelligente

Pubblicato da admin in Design, Non Solo Arredo

Soltanto un tavolo, niente di più. Come dice il suo stesso nome, Homework, è un tavolo da lavoro, o se si preferisce una scrivania essenziale, senza particolari fronzoli, realizzata in legno di frassino lasciato volutamente di colore grezzo dal suo creatore Thomas Kral.
Eppure, questo tavolo ha una particolarità: è stato pensato appositamente per chi, quando lavora al computer oppure scrive o disegna, ha sempre la scrivania ingombra di carte, libri, cancelleria e cartoleria varia, e perché usa e consulta più fonti contemporaneamente. Spesso un simile marasma può generare confusione anche mentale ed influire sulla capacità di “produzione”, oltre ad avere tutti gli oggetti la cattiva abitudine di…scivolare giù dal piano d’appoggio e cadere.

Cos’ha di diverso Homework per risolvere questi problemi? Osservate bene il piano d’appoggio: noterete che il legno massello è circondato su 3 lati da una sorta di grondaia, composta da alluminio ripiegato, esattamente ciò che serve per raccogliere fogli, penne o matite, quaderni e tutti gli altri accessori per scrivania che avete bisogno si tenere a portata di mano senza che però invadano lo spazio di lavoro rendendolo caotico.
Tutto potrà così essere sott’occhio, senza trascurare l’aspetto che proprio la forma di questo raccoglitutto lo rende ideale anche come leggio su cui disporre volumi in consultazione su cui gettare lo sguardo per un’ispirazione. Il marchio che distribuisce Homework è Super-ette.

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Divani Bianchi per un Salotto Moderno

Pubblicato da admin in diotti.com - ArredaClick, Stili

Devo confessare che non sono un’amante dei divani bianchi ma ne riconosco l’estrema eleganza e la capacità di arredare in maniera impeccabile qualsiasi salotto. Il bianco contribuisce ad illuminare la stanza conferendo all’ambiente un’aura di raffinatezza formale, di grande stile e gusto. Inoltre i divani bianchi si abbinano con tutto.
La verità è che non potrei mai arredare il mio salotto con poltrone o divani bianchi perché più grande dell’amore per l’arredamento è la mia passione per il caffé: carico, poco zuccherato…e sul divano. Ogni occasione è buona per una tazzona di caffè sul mio caro vecchio sofà blu: se condividete questo mio vizio o semplicemente non sopportate il bianco, desistete dall’acquisto di divani di questo colore.

C’è davvero l’imbarazzo della scelta tra pelle, ecopelle e tessuto.
Per la manutenzione di divani bianchi in pelle leggete attentamente le indicazioni del produttore e se dovessero sporcarsi cercate di tamponare – non sfregare – immediatamente la macchia con della carta assorbente. Non lanciatevi in sperimentazioni di pulizia a base di aceto, detergenti vari, bicarbonato e via dicendo. La pelle è un rivestimento pregiato, delicato ed essendo di origine organica ha la capacità di assorbire quanto versato sulla sua superficie. Cercare di riparare il danno sfregando la macchia con sostanze non indicate finirebbe per danneggiare la pelle e lasciare antiestetici aloni di varie tonalità di bianco, o ancora peggio, di altri colori. Alcune aziende offrono dei kit di manutenzione dedicati alla pelle, se invece preferite il tessuto, potete scegliere dei rivestimenti antimacchia speciali.
I salotti della collezione Cloud offrono un kit di manutenzione pensato appositamente per divani bianchi: un liquido pulitore a base acquosa per la manutenzione ordinaria; un trattamento repellente che crea una pellicola protettiva impermeabile a liquidi, alcool e sostanze oleose; uno speciale stick per rimuovere dal divano macchie di rossetto e inchiostro. Charlie fa parte di questa esclusiva collezione: un divano bianco in pelle, dotato di comodi poggiatesta reclinabili.
Il divano Yang con Penisola sfoggia linee minimaliste accentuate da un accostamento tra cuscini dalle forme ben definite ed una struttura in rovere moro con bracciolo libreria. Per chi preferisce divani bianchi non troppo seri e soprattutto funzionali.
Funzionalità e comodità sono due imperativi per un salotto bello e vivibile. Un amico che mi ha invitato a cena e mi ha chiesto di non sedermi sul suo divano in pelle bianca è diventato mio nemico. Per questo motivo tutta la mia approvazione e simpatia vanno a divani bianchi in tessuto antimacchia, soprattutto se sono morbidi e comodi come il divano in piuma d’oca Berry.
Hiromi Indoor Angolare è un divano di design portavoce di un’eleganza moderna: gli ampi cuscini sono contenuti da un guscio in metacrilato, un materiale plastico che permette lavorazioni fantasiose effettuate con taglio laser. Tra tutti i divani bianchi, questo è sicuramente il degno rappresentante futuristico della categoria. Inoltre è formato da singoli moduli liberamente collocabili, per cambiare il look del vostro salotto in ogni momento.
La semplicità delle linee caratterizza il divano angolare Murray con poggiatesta reclinabili. Bianco, direi bianchissimo, perfetto nell’ambientazione in cui è inserito. Il suggerimento dato dall’immagine è ravvivare l’atmosfera complessiva con tocchi di colore inaspettati, come il quadro contemporaneo in giallo fluo.

Chiudiamo la nostra carrellata di divani bianchi moderni con Biko: un divano dotato di una spaziosa penisola e di schienali alzabili per un comfort unico. Rivestimento completamente sfoderabile per dimenticarsi una volta per tutte del pericolo macchia sempre in agguato!

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SCEGLIERE LE PORTE INTERNE.

Pubblicato da admin in Idee, Rosso Papavero
Porta Garofoli
Le porte interne di casa sono sempre un incognita! O ci si pensa troppo o troppo poco.
Tendenzialmente sono anche l’ultima cosa a cui si pensa quando si arreda o si ristruttura casa. Eppure, le porte da interni hanno un ruolo molto importante in un abitazione, dividono ambienti rendendoli comunicanti, ci invitano ad essere oltrepassate per scoprire cosa nascondono oltre.
Inoltre, dovendo rassegnarci sempre più ad abitazioni più ristrette, la stessa porta diventa quasi un elemento che obbligatoriamente deve delineare spazi ed è anche si ben visibile nel complesso dell casa.
Allora cosa scegliere? Che linea seguire?
Partiamo dal presupposto che la porta E’ un elemento d’arredo a tutti gli effetti e che come tale deve integrarsi con il resto dell’arredo. Ciò non vuol dire che deve necessariamente confondersi con esso, anzi, può diventare elemento di contrasto o elemento di unione tra due linee di arredo scelte.
Al di là del gusto personale sulla finitura è importante definire dove inserire porte piene e dove porte con vetro.
Le prime, proprio perchè piene, impediscono alla luce di filtrare e sono indicate per i locali notte, camera da letto, camerette o anche studi domestici; Chi sarà impegnato a godersi la comodità del materasso su cui dorme non sarà infastidito dalla luce che arriva dal locale vicino.
Le seconde, più indicate per i locali giorno, lasciano passare la luce e intravedere ciò che avviene oltre, tornano estremamente utili se dividono locali privi di finestre o comunque che godono di poca luce naturale.
Sempre più spesso le porte in vetro diventano divisori tra cucina e living in ambienti open space. Nelle nuove costruzioni infatti, dove la zona giorno è un locale unico, consentono di creare una sottile separazione tra cucina e soggiorno, utile a schermare odori.
La scelta spazia tra le diverse tipologie d’apertura, da scegliersi in funzione della frequenza d’uso.
  • porta battente: la più tradizionale e ad oggi richiesta; il senso d’apertura è definito in funzione dello spazio, quello che sarà il senso di rotazione definirà l’ingombro utile da lasciare libero per la sua apertura. Le finiture sono le più svariate. E’ una porta ben visibile sia da aperta che chiusa.
  • porte scorrevoli “scrigno” o esterne: le prime sono le più gettonate perchè possono sparire all’interno del muro, non creano limiti d’ingombro per l’arredo e i passaggi, le seconde scorrono esterne a filo parete, necessitano quindi del loro stesso ingombro anche sulla parete sulla quale scorrono, ma possono scorrere anche dietro ad un mobile studiato ad ok. Il binario è spesso a vista o pùò essere incassato nel cartongesso.
  • bilico: il senso è un pò quello del battente con la differenza che il perno di rotazione non è tutto esterno, l’effetto all’apertura è molto bello, sono però piuttosto scomode per lo spazio che richiedono una volta aperte.
  • libro: stesso concetto del battente, ma doppio, ripiegato su se stesso. Portano via la metà dello spazio di una battente tradizionale. Esteticamente meno piacevoli per il taglio verticale obbligato, ma molto indicate in sostituzione di una battente nel caso in cui non si potesse intervenire con una scorrevole interno muro.
  • filo muro: nuovissime di concezione più moderna, stipiti piatti o del tutto inesistenti (è importante che il muratore che rifinisce i muri sia “uno bravo”) a creare un effetto parete continuo, quanto meno da un lato del locale. Ideali se non si vuole vedere la porta e riconoscerla come tale perchè può essere rifinita come la parete.
Lo stile che sceglierete e la finitura dipende dall’effetto ottico che vorrete ottenere, io sono dell’idea che le porte ci sono ed in quanto tali si devono vedere ed essere belle. E’ un investimento che si fà una volta,  e va fatto consapevolmente.

Porte Rimadesio; Garofoli; GDesigner.

 


 
 

GGD Roma #9: il 3 marzo, assieme a Berto Salotti, parleremo di Corporate Social Responsibility. Intanto, ci raccontiamo.

Pubblicato da admin in News

In attesa della sessione di lavoro #divanoXmanagua del 3 marzo prossimo a Roma, vi presentiamo le nostre partner per la serata: Il gruppo Girl Geek Diners Roma.
Le cose che fanno sono talmente tante che è meglio lasciarle raccontare a loro!

Girl Geek Dinners Roma: chi siamo? 

Il format Girl Geek Dinners (GGD) nasce in Inghilterra nel 2005 su idea di una software engineer (Sarah Blow) e oggi è diffuso in tutto il mondo.
A Roma approda tre anni dopo, nel 2008, grazie all’iniziativa e alla tenacia di Chiara Silvestri (New Media Manager).

Noi GGD Roma siamo un gruppo di cinque ragazze geek (Francesca AntinoriSimona FortiClaudia PorrettoPaola Santoro e Chiara Silvestri) che organizza eventi social per scambiare e promuovere contenuti coniugati al femminile relativi a tecnologia, informatica e nuovi media.

Logo GGD RomaLa nostra missione consta nell’identificare possibili cammini percorribili per far sì che le nuove tecnologie siano fruibili da tutti, nell’incoraggiare coloro che sono interessati alle nuove tecnologie, nel lavorare con Istituti scolastici e Università per incentivare sempre più donne ad appassionarsi alle nuove tecnologie, nel promuovere le iniziative e le esperienze di donne che in qualche modo partecipano attivamente all’innovazione del nostro Paese con un occhio attento al mondo che cambia, nel supportare coloro che lavorano con le nuove tecnologie per evidenziare problemi e soluzioni inerenti il loro utilizzo. 

Insomma, siete donne che lavorano nell’ambito delle nuove tecnologie e nuovi media e volete ampliare la vostra rete di conoscenza?
I nostri eventi fanno perfettamente al caso vostro.

Siete convinti che le donne, in fondo, non capiscano nulla di tecnologia?
Venite a trovarci e cambierete idea.

Siete semplicemente appassionati o curiosi?
L’atmosfera informale e conviviale che si respira durante le nostre serate vi conquisterà. 

Come promuoviamo i nostri eventi?

La valorizzazione delle nostre attività corre sulla Rete: sono già molte le realtà organizzative che hanno scelto di investire nel ritorno di immagine che la nostra rete sociale offre, sponsorizzando e supportando le nostre “Dinners” (alcuni nomi: Star Q8, Telecom Impresa Semplice, Lancia, Ford). 

GGDroma8 - Serata Girl Geek Dinner RomaLe nostre attività.

Nasciamo come gruppo di donne geek impegnato nell’organizzazione di eventi, questo è ciò che ci caratterizza e che costituisce il fondamento della nostra attività.

Le nostre serate hanno tutte un tema principale e possiamo considerarle suddivise in due parti: un primo momento di condivisione di testimonianze e presentazioni inerenti il tema principale eseguite da professioniste considerabili eccellenze nel campo; un secondo momento di social networking (solitamente è offerto agli ospiti un aperitivo durante il quale ciascuno è libero di intrattenersi con le proprie conoscenze o farne di nuove, avendo così la possibilità di ampliare la propria rete professionale).

L’elenco dei temi trattati finora durante le nostre serate è estremamente eterogeno e va dall’imprenditoria al femminile allo storytelling, dalla cultura enogastronomica 2.0 all’open source.

Assieme all’organizzazione di eventi ci impegniamo a promuovere i progetti e le esperienze di donne che in qualche modo partecipano attivamente all’innovazione del nostro Paese; in più cerchiamo di dare visibilità, attraverso media partnership, ad una serie di iniziative in linea con la nostra mission.

Inoltre, un impegno che ci rende particolarmente orgogliose ed ha richiesto la gran parte della nostra attenzione nel corso dell’ultimo anno è stato la nostra partecipazione come docenti presso la LUISS “GuidoCarli” durante una serie di workshop in cui abbiamo affrontiamo il legame tra start up, tecnologia e comunicazione sui nuovi media.

Proprio in virtù di questo confronto, con il nuovo anno, abbiamo deciso di rinnovare anche noi snellendo il nostro format, concentrandoci sugli aspetti essenziali e puntando su testimonianze di esperienza vissuta in primissima persona: insomma una vera occasione di condivisione e scambio, di incontro con realtà femminili di eccellenza e di networking. 

Quando sarà il prossimo evento?

Inaugureremo il nuovo format GGD il 3 marzo 2013 alle 17:30 presso la showroom Berto Salotti (Via Appia Nuova 1291, Roma) durante un evento ad altissimo tasso di esperenzialità grazie alle professionalità che parteciperanno e alla splendida iniziativa di Berto Salotti #divanoXmanagua.

Il tema principale, infatti, sarà proprio la Corporate Social Responsibiliy.

Come si può partecipare?

Innanzi tutto è bene monitorare il nostro sito Girl Geek Dinner Roma in costante aggiornamento circa le nostre attività e i dettagli ad esse inerenti.

In secondo luogo occorre registrarsi attraverso l’apposito form che verrà reso disponibile, sempre sul sito, qualche giorno prima dell’evento.

Ed è fatta! Il giorno dell’evento ci troverai al tavolo dello staff.

Allora, sarai dei nostri? Se sì ti aspettiamo!

In caso contrario potrai comunque essere virtualmente presente seguendo il live-tweeting della serata grazie agli hashtag #divanoXmanagua e #ggdroma9.

Serata GGD roma

 

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Arredamento barocco moderno

Pubblicato da admin in diotti.com - ArredaClick, Stili

L’arredamento classico può riservare delle piacevoli sorprese, soprattutto quando si tratta di rivisitazioni in chiave moderna di mobili provenienti da epoche passate. Spesso bistrattato, lo stile “classico” è spesso visto come antitesi del più prestigioso design moderno, come se le due cose appartenessero a due mondi differenti: in realtà molti designer sono riusciti ad attuare un restyling dei classici, lanciando mode come l’arredamento in stile barocco moderno.

Modà si distingue per la reinterpretazione dei classici attraverso mobili come Princerelax: un divanetto con struttura barocca in legno massello riccamente decorato.
All’ingresso di casa non può mancare una consolle classica con le caratteristiche gambe a sciabola. Mademoiselle ha anche un cassettino centrale ideale per riporvi le chiavi.

Il soggiorno con mobili in stile barocco moderno è un ambiente in cui si alternano forme classiche e materiali moderni. Spicca il tavolo con gambe a sciabola Raffaello con piano in vetro serigrafato e molato a filo lucido. Una vera opera d’arte che non avrebbe sfigurato all’interno del Salone degli Specchi di Versailles.
La camera da letto impone la presenza di imponenti testiere con profili in legno intarsiato e imbottitura rivestita in tessuti preziosi. Amburgo è un letto barocco con testiera capitonné con profilo in legno rifinito in foglia oro.
Ai piedi del letto o all’interno della cabina armadio, una panchetta imbottita classica come Loulou è il giusto completamento della vostra camera da letto in stile barocco moderno. Piedini sagomati e tessuti di rivestimento eleganti creano l’atmosfera che state ricercando.

Se siete dei veri cultori dello stile, l’arredo bagno non può essere esulato dalla piacevole contaminazione di forme ricciolute. Anche in questo caso Modà fa scuola con Well Concept mobile bagno in legno massello “travestito” da comò.

tratti essenziali dei mobili in stile barocco moderno sono le forme bombate, l’eleganza sfarzosa e l’abbondanza di decorazioni, incisioni, dettagli preziosi, dorature e argentature. Insomma: uno stile che potremmo definire assolutamente anti-minimalista!

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Il video della seconda sessione di #divanoXmanagua. Laboratorio Berto Salotti, Meda, 13 febbraio 2013.

Pubblicato da admin in News

E’ stato particolarmente emozionante affrontare per la prima volta il laboratorio, tutti insieme  (la prima sessione di #divanoXmanagua, sui temi del design e della progettazione, si era svolta nello showroom): il sig. Flavio, tappezziere da 39 anni, studenti, curiosi, una giornalista, un tappezziere che non conoscevamo, Filippo, il team di artigiani Berto con il sig. Carlo, co-fondatore della nostra azienda…

Ma tutto è andato bene, come vi abbiamo già raccontato.

Ora godiamoci il video, nell’attesa di riprendere il lavoro domenica 3 marzo, a Roma!

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Invito all’Ascona Film Festival, sponsored by Berto Salotti.

Pubblicato da admin in News

Il motto dell’Ascona Film Festival è “Made in internet – Indie or nothing”… potevamo esimerci dallo sponsorizzare una manifestazione come questa? :-)

Inizia oggi la quattro giorni di proiezioni di cortometraggi indipendenti nella cittadina svizzera di Ascona.

E’ un piacere, per Berto Salotti, essere di supporto in questa iniziativa che ha come obiettivo principale l’aiutare i giovani filmmaker e videoartist a far conoscere le proprie opere ed iniziare un percorso professionale importante.

Berto Salotti sponsor di Ascona Film Festival

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Cucina sospesa o più spazio di storage?

Pubblicato da admin in Arredamenti Diotti A&F, Idee

Cucine sospese che fino a qualche anno fa erano ancora considerate roba per pochi: magari costose, magari troppo ricercate e particolari, magari troppo di design. Magari poco funzionali.

Oggi le cucine sospese sono quasi una “normalità”: il concetto della leggerezza visiva e spaziale ci perseguita, forse perchè le metrature continuano a ridursi e la necessità di poter respirare mentre si osserva e si vive un ambiente diventa fondamentale.

Il problema però sorge spontaneo: se le metrature sono sempre più piccole, almeno in città, anche lo spazio di storage si riduce. Insomma, non sappiamo più dove mettere gli oggetti e dunque il pensiero frequente è: se scelgo una cucina sospesa, mi privo di uno spazio prezioso per “archiviare”.

Perchè se in molti altri ambienti della casa la tecnologia ci viene ormai in aiuto, eliminando supporti fisici (vedi cd, dvd, libri, sostituiti da mp3, file di vari formati, ebook), in cucina il frullatore o i piatti proprio non possono diventare virtuali. E dunque necessitano di spazio per essere riposti.

E ritorniamo al dilemma: maggiore leggerezza o più spazio di storage? Io credo che sia tutta una questione di geometria. Perchè lo spazio “tolto” in verticale alle cucine sospese, viene in parte recuperato dalla profondità. Ma poi entra in scena anche la questione di gusto, e allora lì il discorso cambia.

E’ una riflessione seria, la mia: una cucina, se non è potenzialmente per sempre, è almeno per diversi anni. E per diversi anni deve rimanere funzionale, pratica e sì, anche bella da vedere. Perchè l’estetica la demonizziamo di continuo, quando in realtà serve a far esprimere la nostra personalità e a farci respirare con gli occhi.

Dunque il giusto compromesso è da trovare: e lo dico perchè ormai penso seriamente alla mia nuova cucina…il momento della scelta si avvicina inesorabilmente. E da che ne ero tremendamente entusiasta, sono passata a una sorta di terrore implicito, latente, che mi assale ogni volta che mi avvicino a qualcosa di “definitivo”.

Imperitura: la mia cucina sarà imperitura. E proprio per questo “perfetta”. Come posso trovare l’equilibrio perfetto tra esigenze e gusto? E’ l’eterno dilemma dell’arredatore. Ed è per questo che comincio cercando di capire quali forme, quali pieni e quali vuoti dovrà avere la mia cucina. Perchè penso che da qui si debba partire: da ciò che si riempirà e da ciò che rimarrà a coronare i miei respiri, occhialuti o no.

Non riesco a decidermi, non ancora. E mentre aspetto di ricevere una folgorazione sulla via di Damasco, osservo e assimilo.

Osservo cucine come Sfera, che potrebbe rappresentare l’esatto compromesso: una cucina capiente come quelle “tradizionali”, appoggiata a terra, ma dotata della stessa insostenibile leggerezza di una cucina sospesa, grazie allo zoccolo a specchio e alle superfici lucide che dilatano lo spazio.

Oppure mi beo al pensiero di quante cose potrei sistemare nella cucina Horizon, monolitica, ma allo stesso tempo snella e dalle linee pulitissime.

Oppure ancora guardo la cucina Living e rimpiango sempre più di non avere un loft/open space dove poter sfruttare lo spazio al centro, componendo pieni e vuoti in un dinamismo effettivamente insolito ed emozionante.

Scegliere è dura: vi prego qualcuno mi salvi dal comprare otto cucine tutte insieme!

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Il punto di vista sempre diverso di Marc Newson

Pubblicato da admin in Design, Non Solo Arredo

Oggi vogliamo parlarvi di Marc Newson, probabilmente il più famoso designer vivente, l’unico entrato con i suoi lavori alla prestigiosa galleria d’arte Gagosian di New York.
Lo spunto ci è dato da un volume edito da Taschen, specializzata come sappiamo in volumi fotografici prestigiosi e dedicati al mondo dell’arte e dello spettacolo, che in 600 pagine raccoglie in una monumentale monografia tutti i progetti dell’australiano, anche quelli rimasti solo…su carta.

Newson non nasconde di ispirarsi per le sue creazioni ad un senso estetico molto spiccato, assimilabile al concetto di Bello oggettivo degli Antichi Greci. Il tutto realizzando opere che siano realmente rivolte a tutti e comprensibili anche per chi è a digiuno di arte o design: la sua missione è quella di suggerire nuovi punti di vista, nuovi modi di considerare gli oggetti, perchè il pubblico ha bisogno di essere spronato e stimolato in tal senso.
Sua unica preoccupazione vuole quindi essere solo la creazione di buoni oggetti che non siano ispirati al passato o conformi a quanto già esistente: per Marc Newson “nuovi oggetti” significa proprio crearli precorrendo il futuro, ed il tutto in piena libertà ed autonomia, seguendo la propria vocazione senza sottostare a regole aziendali di marketing.
Il suo suggerimento alle aziende è proprio questo, proporre al mercato la propria visione estetica, senza essere “irregimentati” da quanto già esistente e disponibile, per creare nuove idee di bello.

Alcuni degli esempi del genio di Mark Newson tra i quali la seduta Orgone, la chaise longue Lockheed o la scaffalatura Voronoi potrete ammirarli sulla pagina Facebook di NonSoloArredo!


 
 

IED Master in Lighting: progettare la luce

Pubblicato da admin in Luxemozione

IED Master in Lighting: progettare la luce
Luxemozione.

Giusto in questi giorni ,parlando con un’amica, stavo riflettendo un po’ su queste prime settimane del 2013. Un inizio d’anno davvero caotico, ricco di sorprese e soprattutto, tanto per cambiare, all’insegna della crisi economica. “Crisi”,  ma quante volte l’abbiamo sentita dire negli ultimi 5 anni?. Non so voi, ma io sono un po’ stufo di sentirla continuamente nominare; come se qualcuno non avesse ben chiaro nella testa il problema e   che alla fine del mese si arriva con più fatica di prima.

Io sono del partito (ehm…non c’entra nulla con le imminenti elezioni, prometto!) che bisogna iniziare a capire come condividere il proprio spazio con questa difficile contingenza, ma soprattutto, quando possibile, investire nelle proprie risorse in modo da uscire (speriamo il prima possibile) da questa crisi più ricchi di prima.  Insomma, parlando nello specifico di “illuminazione” , quale momento migliore se non ora per imparare qualcosa di nuovo?

Prendo spunto da questa breve introduzione per presentarvi  oggi un nuovo corso volto proprio  alla formazione di specialisti del settore illuminotecnico, il Master in Lighting: progettare la luce,  organizzato a Firenze da IED Istituto Europeo di Design in collaborazione con un’istituzione storica per la diffusione della “cultura della luce”, la Fondazione Targetti, nata a Firenze alla fine degli anni novanta per volontà di Paolo Targetti, e volta alla preservazione, dell’architettura, dell’arte e, naturalmente, della luce, con la Lighting Accademy  ., quest’ultima importante centro di diffusione della light cultura per oltre 10 anni (gli ultimi un po’ più difficili a causa della crisi  del gruppo Targetti)

Il nuovo Master in Lighting, che  inizierà ad aprile 2013 fino al marzo 2014 , sarà articolato in 5 moduli principali:

-Modulo Base introduttivo

-La luce per gli Spazi Commerciali

La luce per i Beni Culturali

-Illuminazione architettonica di Esterni e Spazi Pubblici

-La luce per i luoghi di Lavoro e per l’Accoglienza

Ambiti diversi di applicazione ciascuno caratterizzato da diverse criticità e di conseguenza da affrontare in modo differente durante la progettazione.

Il Corso, proposto da IED e dalla rinata Lighting Academy della Fondazione Targetti, ha l’obiettivo di fornire le competenze teoriche e le esperienze pratiche necessarie per intraprendere la professione di lighting designer o per integrare le proprie capacità progettuali con elementi di progettazione della luce intesa come valore aggiunto del progetto architettonico o della comunicazione visiva.

E’ rivolto a laureati o diplomati in architettura, interior design, ingegneria, product design o in campi affini, professionisti del settore dell’architettura e degli interni, specialisti in visual brand communication, conservatori museali con conoscenze informatiche dei principali programmi di progettazione e design ed a chi ha esperienze nel settore d’interesse.

il numero massimo di studenti ammessi al corso è di 20 partecipanti, a causa del gran numero di richieste si consiglia di inviare la domanda d’iscrizione almeno un mese prima del corso.

Costo: 3800 € totali 800 € al momento dell’iscrizione e 3000 €  prima dell’inizio del corso.

Per sostenere i candidati più meritevoli, IED Master offre Borse di studio a copertura parziale della retta di frequenza. Inoltre, speciali agevolazioni sono previste per i diplomati IED.

Qua il link per scaricare il bando delle borse di studio mentre a qua di seguito altre informazioni utili:

Sede: IED Firenze e Lighting Academy – FondazioneTargetti (da Aprile 2013 a Marzo 2014)

Data d’Inizio: 19 Aprile 2013

Durata: 220 ore totali, suddivisibili in moduli

Lingua: Italiano

Frequenza: Formula Week End a frequenza obbligatoria, ogni incontro sarà costituito da un venerdì e sabato consecutivi. Gli incontri saranno due al mese per due week end alternati. Le lezioni verranno sospese nei mesi di Luglio e Agosto.

Per qualsiasi approfondimento non esitate a contattare:

designfirenze@ied.it IED – Firenze Via M. Bufalini 6 rosso  50122 Firenze tel 055.29821  www.ied.it

Buon Master dunque

Alla prossima!

IED Master in Lighting: progettare la luce
Luxemozione.


 
 




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