Museum der Bayerischen Könige, progettazione illuminotecnica da primo premio

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Eccomi qua, rifocillato, rilassato e pronto a ripartire dopo le vacanze d’agosto. Uno stop di un mese davvero necessario, non trovate?

Per cominciare oggi ritorno su un tema a me caro, ovvero la progettazione illuminotecnica di qualità. Progetto come complesso di attività volte a trovare soluzione più adeguata allo spazio in cui si interviene  e non, come spesso accade in questo settore, con particolari accenti in Italia, relegato alla scelta di quattro prodotti a catalogo, relativa offerta  e qualche verifica in Dialux.

Tutto il rispetto per chi produce, distribuisce o installa, ma progettare la luce non è una cosa che si può improvvisare; rivolgersi ad un lighting designer può fare davvero la differenza e Il progetto del Museo dei Re Bavaresi di Licht Kunst Licht ne è chiara dimostrazione.

Il Museum der Bayerischen Könige, Museo dei Re Bavaresi,  di  Hohenschwangau, ristrutturato da Staab Architekten, ha aperto i battenti nell’autunno del 2011. Il nuovo spazio espositivo, che si estende su una superficie di circa 1.000 mq, si articola in un complesso dialogo tra  strutture antiche e moderne, dove l’ufficio di lighting designer tedesco  Licht Kunst Licht ha ideato un sistema di illuminazione  che soddisfa le diverse esigenze funzionali, mette in scena la mostra e dà forma ed l’identità all’architettura dell’edificio.

Il Museo dei Re bavaresi si trova sulla riva del lago di Alpsee, nelle vicinanze dei famosi castelli di Neuschwanstein e Hohenschwangau, all’interno dell’edificio che  un tempo ospitava l’albergo Alpenrose, la cui struttura esistente è stata completamente ristrutturata ed ampliata per meglio assolvere alle nuove esigenze espositive. L’edificio esistente, che risale alla fine del XIX secolo e  destinato ad albergo, è frutto di successivi interventi di ampliamento su quello che un tempo erano gli alloggi per gli ospiti del re durante il soggiorno estivo presso i vicini castelli.

Dal 1924 l’edificio appartiene alle proprietà del Ausgleichsfond Wittelsbacher (Fondo di perequazione Wittelsbach) che , in coordinamento con l’ente per  conservazione monumento,  ha predisposto la  trasformazione dell’ex albergo in Museo dei Re Bavaresi con annessi una caffetteria-museo e ristorante.

Un intervento di recupero nel contempo innovativo e rispettoso delle strutture e delle decorazioni esistenti: dal soffitto a cassettoni del foyer alle fastose decorazioni ArtNoveau del giardino delle palme, fino alle moderne strutture in acciaio della nuova galleria superiore.

Punto culminante dell’intervento è la realizzazione di un nuovo piano destinato ad esposizione permanente, collocato in corrispondenza del corpo centrale, sopra lo  spazio di accesso al museo. Un intervento che ha rappresentato per Staab Architekten una vera sfida architettonico-strutturale: realizzare una struttura di supporto che mantenesse il foyer sottostante completamente privo di pilastri o altri elementi costruttivi. Soluzione resa possibile grazie alla realizzazione di tre volte in acciaio appoggiate solo su quattro punti,  e uno spazio espositivo suddiviso in tre vani  che corrono paralleli alla facciata: una navata centrale e due navate laterali.

Qua sotto alcune foto (© Marcus Ebener) e dettagli costruttivi

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Anche per la parte di illuminazione nulla è lasciato al caso, frutto dell’attento progetto dello studio tedesco Licht Kunst Licht, le soluzioni illuminotecniche sono state ideate appositamente per il luogo in cui sono state inserite.

“Quello che ci è stato chiesto dal nostro cliente” Afferma Andreas Schulz di Licht Kunst Licht

“è stato di integrare un sistema di illuminazione all’architettura rappresentativa del Museo, una soluzione che fosse adeguata all’area d’intervento e in grado di offrire un’esperienza confortevole per il visitatore.

Dal punto di vista tecnico ci è stato chiesto di implementare una soluzione che fosse il massimo tecnologico fin ora raggiunto: questo è stato ottenuto utilizzando sia per  gli espositori, che per le luci d’accento, corpi illuminanti a LED”.

Quindi per ogni ambiente è stata ideata la soluzione più adeguata sia dal punto di vista architettonico che illuminotecnico.

La hall del corpo centrale, nuovo  accesso al museo, un tempo dedicata a sala da pranzo dell’ Hotel Alpenrose, è un ampio spazio vetrato, luminoso, caratterizzato da un soffitto a cassettoni, durante le ore serali  il visitatore è accolto, così come di giorno, da una atmosfera luminosa, brillante e diffusa, ottenuta grazie all’ausilio dei lampadari storici esistenti, ripristinati per l’occasione.

L’accesso alla nuova sala superiore, sede della mostra permanente, è possibile attraverso una scala rivestita in Corian color marrone scuro, che crea un contrasto drammatico con la sala d’accesso, inondata di luce, effetto che viene enfatizzato da un illuminazione tenue e localizzata, realizzata inserendo dei profili lineari LED all’interno del corrimano incassato nella parete laterale.

Lo spazio espositivo centrale superiore , illuminato solo da luce artificiale  è la  “Sala dei Castelli Reali”, in cui sono esposte mostre fotografiche di grandi dimensioni la cui rappresentazione è dedicata ai castelli reali Neuschwanstein e Hohenschwangau e ai  loro creatori, il re Maximilian II e il re Ludwig II.

Dopo una serie di esperimenti, modelli e mock-up, i lighting designer di Licht Kunst Licht hanno trovato una soluzione illuminotecnica in grado di integrarsi alla perfezione con la nuova volta a botte cassettonata con nervature in acciaio, ispirata al foyer sottostante: un pannello di PMMA curvo dietro cui sono celati  elementi LED per retroilluminazione. Il modulo LED è montato in ogni diamante tra le nervature d’acciaio e distribuisce una corona sottile e diffusa di luce sulla copertura opalina di “vetro acrilico”; in aggiunta sono stati posizionati  sulla copertura proiettori supplementari, necessari in caso di illuminazione d’accento, così da rendere lo spazio espositivo il più flessibile possibile.

I proiettori adottati sono “dimmerabili” e quindi in grado di adattarsi alle modifiche del layout espositivo,i pannelli di PMMA  che formano  un unità con i moduli LED e i proiettori, possono essere facilmente  smontati e reinseriti in modo da facilitare la manutenzione, quando richiesta.

Il sistema soffitto luminoso a botte dell’area centrale continua anche sopra le “navate” più strette, qua però in dimensione ridotta,  la curvatura si interrompe all’apice della chiave di volta sotto cui si innalzano le facciate in vetro che offrono una magnifica vista sul paesaggio circostante.

Il vetro laminato del fronte posteriore serve invece  come elemento espositivo delle tavole dell’albero genealogico della famiglia Wittelsbach, stampate direttamente sul vetro ed illuminate da un elemento  LED a  luce radente incassato nel bordo inferiore tra i vetri, dove un materiale di protezione solare, applicato nello spazio tra le lastre, offre un’ulteriore superficie riflettente per la luce emessa dai moduli LED.

Più nel dettaglio delle soluzioni illuminotecniche adottate, per le stanze con volta a  botte sono stati realizzati appositamente dei sistemi LED  costituiti da  piastra conduttiva di alluminio, connessa ad un dissipatore di alluminio anodizzato  su cui sono applicati 7 led di Potenza da 1 W ognuno, di cui 6 dotati di lente side-emitting e 1 dotato di lente che garantisce un’apertura del fascio luminoso di 180°, temperatura di colore 2700K, efficienza luminosa per led 73lm/W

Per il backlight dei pannelli sono stati utilizzati invece  moduli LED della General Electric (GE Tetra Power Grid), che montano ognuno 6 LED, caratterizzati da una temperatura di colore 2700K,  distribuzione della luce: 120°, assorbimento per modulo: 3,6W, dimensione del modulo: 15 mm (altezza) x 236 mm (lunghezza) x 135 mm (larghezza).

La galleria anteriore, aperta verso  una magnifica vista sul lago e il castello di Hohenschwangau,  serve da area di contemplazione e passaggio verso il resto del museo, da qui il visitatore ha accesso agli spazi espositivi interni agli edifici storici del cosiddetto Jägerhaus (Lodge del Cacciatore ) e all’edificio del’ex albergo Alpenrose.

Nelle aree espositive interne alla parte storica dell’edificio la luce generale è mantenuta più bassa possibile, i vetri opportunamente schermati contro la penetrazione della luce solare, in modo che l’attenzione sia focalizzata esclusivamente sullo spazio di presentazione.

In questo contesto  le fonti di luce per l’illuminazione sono mantenute il  più nascoste possibile: gli apparecchi d’illuminazione, leggermente incassati nelle architravi dei passaggi tra gli spazi, sono realizzati da un doppio modulo LED-fluorescenza ognuno indipendente e regolabile a seconda delle esigenze della mostra.

In conclusione, l’intervento  presso il nuovo Museum der Bayerischen Könige può esser definito come magnifico frutto dell’interazione tra diverse figure di professionisti specializzati: architetto e lighting designer.  A rafforzare l’importanza di un progetto come questo,in cui nulla è lasciato al caso, sono i due premi ottenuti  in separata sede dallo studio di illuminazione  Licht Kunst Licht, premiato con il riconoscimento d’ Eccellenza GE Edison 2011, e dallo studio di architettura Staab Arkitekten, premiato ad Aachen con il  “Preis des Deutschen Stahlbaus 2012 ” per la perfetta sintesi architettonica adottata e il design delle nuove volte a botte in acciaio.

Bello davvero non trovate??

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