Living Place Hamburg: come l’uomo interagisce con lo spazio circostante

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Negli ultimi anni maggiore attenzione è stata posta al benessere dell’individuo nella sfera di azione nel vivere quotidiano, interesse che può essere facilmente rilevato in una crescente sensibilità progettuale sia nell’architettura, che nel design, dove una scelta più consapevole dei materiali, delle forme e degli spazi consente una migliore interazione tra uomo e spazio vitale.

logamente, nella progettazione illuminotecnica, si è giunti alla consapevolezza che un’illuminazione corretta e ben calibrata può garantire un sensibile miglioramento delle condizioni di vita quotidiane, soprattutto in casi  estremi. Si pensi ad esempio agli spazi di ufficio, aule scolastiche o camere di degenza di un ospedale, luoghi dove l’individuo è costretto a permanere per diverso tempo e in cui, di fatto, spesso l’illuminazione artificiale è l’unica fonte di luce.

Proprio in questo settore lavora l’Università di Scienze Applicate di Amburgo (HAW), che dal 2009 ha iniziato un progetto volto ad analizzare il modo in cui la tecnologia può facilitare il vivere quotidiano dell’uomo, e di conseguenza, fine ultimo del progetto, apprendere con che modelli l’individuo si interfaccia con un sistema automatizzato di controllo  che consente di modificare l’ambiente in cui vive.

Il progetto, che terminerà non prima del 2015, è denominato Living Place Ham­burg ed  è finanziato dal Ministero del commercio di Amburgo e dal Ministero della Scienza e Ricerca;  si tratta di un laboratorio interno all’università , aperto alla cooperazione con  realtà esterne interessate alla ricerca svolta, non ultimo lo studio di Lighting Designer Svedese Ljusarkitektur, che nel 2011 ha curato direttamente lo sviluppo della parte sull’illuminazione, elemento fondamentale da cui non si può prescindere in uno studio che ha come obiettivo l’identificazione dei fattori che possono influenzare, sia positivamente, che negativamente, il comportamento degli individui all’interno di uno spazio abitativo e quindi, per ciò che riguarda l’illuminazione, in che modo questa si interfaccia con lo stato di benessere della persona.

ecco qua alcune foto  realizzate Enno Ladwig ed altre immagini e schizzi

Living Place Ham­burg è un vero progetto interdisciplinare,  in cui cooperano  professionisti provenienti da diversi settori: architettura ,lighting design, interactive design ed esperti informatici;  luogo dell’esperimento è  una casa-laboratorio di 140 m2 appena ristrutturata, interna al campus universitario. Un appartamento in stile “loft”, composto da una camera grande, suddivisa in area pranzo, soggiorno, cucina, notte e lavoro, oltre un bagno separato. In questo spazio gli abitanti possono interagire direttamente con ogni parte tecnologica, inclusa l’illuminazione, che può essere cambiata e regolata direttamente dall’utente. Gli esperimenti sono controllati tramite un sistema integrato, composto da una serie di telecamere, microfoni e altre attrezzature di monitoraggio, necessari a comprendere nel modo più semplice e preciso possibile il modo in cui gli abitanti interagiscono con lo spazio circostante.

ecco un video esplicativo

Per ciò che riguarda la parte di illuminazione, curata dai lighting designer svedesi Deike Ladwig e Paul Ehlert, project manager di Ljusarkitektur, ogni elemento è stato curato nel minimo dettaglio: dalla fase di selezione delle aziende fornitrici e sponsor per il progetto, al concept illuminotecnico, alla supervisione in cantiere durante la realizzazione. Obiettivo primario è stato la realizzazione di un impianto d’illuminazione che fosse flessibile, dinamico e controllabile, ma che al contempo fosse integrato all’architettura e rispettoso delle esigenze estetiche comuni in ambito domestico, ovvero un’illuminazione confortevole, in grado di fare sentire gli abitanti come a casa propria.

Una duplice scelta, necessaria da un lato a raggiungere l’obiettivo della ricerca, cioè la raccolta dati sull’interazione dell’uomo con lo spazio, dall’altro a semplificare l’accesso ai sistemi di comando.

L’illuminazione per lo spazio del Living Place Hamburg è stata accuratamente pensata a tavolino, andando oltre le normali “esigenze illuminotecniche” indicate nei manuali, o nelle normative: per prima cosa è stata realizzata un’ambientazione luminosa a misura d’uomo, ideata pensando al modo in cui l’individuo usa lo spazio di casa e come percepisce l’ambiente illuminato.

Nei diversi ambienti sono state adottate differenti tecniche: illuminazione verticale, illuminazione a soffitto, illuminazione integrata in alcuni mobili, tutti i sistemi di luce dinamica, cambia-colore RGB e “tunable white” a LED , necessari  per la ricreare atmosfere volte a soddisfare le esigenze individuali degli utenti dell’appartamento, a seconda del giorno, dell’ora o del periodo dell’anno. Tutto l’impianto è gestito tramite un programma ed interfaccia grafica che supporta sistema di gestione e controllo DMX e DALI.

Più nel dettaglio delle soluzioni adottate: in soggiorno, cucine e sala da pranzo, sono stati installati corpi illuminanti LED RGB a plafone su ciascun lato della casa, per lavare il soffitto e le travi, i sistemi sono montati a binario per rendere l’impianto flessibile ed adattarlo in modo differente, in caso di diverse applicazioni future.

In aggiunta è stato ideato un sistema integrato nelle tende che consente di illuminare i piani verticali dello spazio, elemento che funge da filo conduttore tra i diversi ambienti.

Sono infine stati posizionati dei corpi illuminanti più tipici di uno spazio abitativo, necessari a rendere riconoscibili e mettere in evidenza alcune aree: dalle luci per la cucina e per il soggiorno alle luci di lettura dei comodini nella camera da letto.

qua l’elenco degli sponsor:

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Dunque un progetto luci la cui installazione è terminata nel 2011, ma  che in realtà continuerà fino al 2016, un periodo di 5  anni durante il quale verranno raccolti ed analizzati i dati.

“Noi di Ljusarkitektur” spiega Deike Ladwig “durante la stesura del concept, abbiamo pensato molto al significato dell’illuminazione all’interno dello spazio di vita quotidiano, tuttavia questo lavoro non è basato su ricerche sperimentali, la ricerca deve essere ancora realizzata in questo progetto ed in altre sedi universitarie”

Obiettivo del progetto-esperimento è infatti quello di offrire uno scenario appropriato di analisi di interazione e comportamento, un progetto in divenire, al termine del quale tutto il materiale raccolto sarà valutato assieme psicologi, designer ed esperti ed utilizzato come punto di partenza per altri studi o workshop di progettazione.

Interessante no? Voi cosa ne dite?

 

 

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