Omaggio a Gae Aulenti. Architetto. Designer. Donna.

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento, Design, News

Per chi non l’avesse ancora visto, il Doodle di oggi è illuminato dalla lampada Pipistrello, opera dell’architetto e designer italiana Gae Aulenti (Palazzolo dello Stella, 4 dicembre 1927 – Milano, 31 ottobre 2012).La Signora dell’Architettura è la responsabile della riqualificazione della Gare d’Orsay e dell’omonimo museo parigino, nonché della ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia. Ha ridisegnato Piazza Cadorna a Milano (no, non l’ago e il filo che furono al centro di molte polemiche) ed ha inventato oggetti cult come la lampada Pipistrello e il dondolo Sgarsul.Innovativa e spiazzante, con un occhio sempre rivolto al passato, ma quello più prossimo: una figlia del Novecento proprio come il suo tavolino Tour in cristallo con ruote di bicicletta esposto al Moma, chiaramente ereditato del surrealismo Dada.Dal 1955 al 1965 è art director e redattrice di “Casabella-Continuità” diretto da Ernesto Nathan Rogers. La lampada Pipistrello di Martinelli Luce nasce nel 1963 sotto influenze moderne, ma anche grazie ad un’ispirazione chiaramente Art Nouveau. Negli anni progetterà gli showroom di Olivetti e FIAT, scenografie per la Scala di Milano, il Musée National d’Art Moderne al Centre Pompidou. Inarrestabile e brillante, diventa presto una stella in grado di spazzare la misoginia imperante in Italia nel campo dell’architettura. Lo racconta lei stessa in un’intervista del 28 Dicembre 2011 a living24:
“Architetto intellettuale e professionista, ma donna, in un ambiente misogino come quello di Casabella. Emilio Battisti nel catalogo della sua mostra al Pac nel 1979 scrive: “il primo architetto che abbia dimostrato, in tutta evidenza, che Architettura è un sostantivo di genere femminile”
“Tutti lo sapevano, ma nessuno voleva ammetterlo. Anche nell’ambiente di Casabella, dove c’erano rapporti veri, ogni tanto emergeva la misoginia. Era piacevolissimo lavorarci, ma loro erano i ‘maschi’…c’eravamo solo io che impaginavo e Giulia Banfi che si occupava della segreteria. Ogni volta che dicevo, “posso fare io la recensione di quel libro?” dicevano, no, tu impagina! Insomma amici, ma bestiali”.
A Parigi aspettavano “monsieur Aulenti”…lei è stata una delle prime donne “vincenti” in un mondo molto maschile, poi Zaha Hadid ha vinto il Pritzker…
“Ma io ho vinto il Praemium Imperiale! Della mia generazione eravamo solo in due: io e Cini Boeri. Oggi fortunatamente sono aumentate le donne-architetto e sono molto brave e determinate come mia nipote Nina Artioli dello Studio TSpoon che continua a fare concorsi”.

Per fortuna c’è Doodle a ricordarci che la gloria del nostro Paese non è finita con il Rinascimento, ma che ancora ai giorni nostri esistono Italiani/e Eccellenti in grado di farci ancora brillare per creatività e “saper fare”.

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