Questo è stato…

Pubblicato da blog ospite in News, Shabby Passion

Provate a pensare di dover dire a vostro figlio che da domani non potrà più andare a scuola; dovete fargli capire, spiegando l’assurdo, che anche i suoi amici li potrà vedere di meno, che in autobus non potrà più salire, che dovrà stare attento a non camminare sui marciapiedi, che al negozio del pane non ci si deve più andare, che non potranno esserci pomeriggi ai giardini pubblici, a teatro o al cinema, che il papà, finora impiegato, insegnante, avvocato, operaio, negoziante non ha più un lavoro e deve reinventarsi una nuova vita. Che assurdità vero? Eppure questo è stato, già questo bastava a rendere la quotidianità indecorosa, ma era ancora niente,  perché l’obiettivo del regime era uno solo:  annullare in ogni modo e sotto ogni aspetto la vita delle comunità ebraiche (e non solo)qui in Italia e in tutta l’Europa nazista fra il ’38 e il ’45.

credits  Fotografia di Hulton-Deutsch Collection/CORBIS Ci sono stati anni in cui non ho letto altro, le mie letture erano le testimonianze di sopravvissuti e saggi storici per capire il contesto in cui tutto questo era maturato. Sono morta mille volte, sono impazzita come quelle mamme a cui vennero strappati i figli, senza poter capire, senza poter intervenire, senza più sapere che sorte gli sarebbe toccata. O come le tante mamme che  hanno accompagnato i loro bambini alle camere a gas, coi loro balocchi in mano sollevandoli il più in alto possibile a carpire l’ultimo respiro, per poi ricadere con loro nell’enorme mucchio, cadaveri.

credits foto per gentile concessione dell’archivio del museo Yad Vashem di Gerusalemme Sono morta davanti all’inganno spietato di gente che rincorreva la lucida follia della razza pura“faccia un passo avanti che vuol rivedere la mamma” (cit. “Meglio non sapere”- Marrone – Editori Laterza) una frase infame, l’inganno peggiore ai danni di bambini soli, che non potevano pensare fosse una bugia, e il pensiero di rivedere la mamma era così forte…mi dicevo, no, non è possibile, eppure, questo è stato. Oggi, a quasi 70 di distanza, non cessa di lasciare smarriti questa immensa dimensione dell’atrocità nazista, ricoperta da una coltre di folle normalità, ed è racchiuso qui il grande monito di Auschwitz che mai avrebbe potuto essere senza l’aiuto, i mezzi e i materiali offerti dall’industria tedesca. E il monito non può che tradursi nel ricordare. “oggi più che mai, è necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano: è l’unico modo per sperare che quell’indicibile orrore non si ripeta, (cit. Il silenzio dei vivi – Elisa Springer – Einaudi) Ho tratto lezioni importatissime leggendo le storie terribili di tante persone, ma ho letto anche tanto amore per la vita quell’amore profondo che li ha mantenuti vivi nonostante l’indicibile. Il mio pensiero oggi, va quei bambini e alle loro mamme.                                                                        


 
 

 
 

 
 
 

 
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