Un saluto a Piero Busnelli, pioniere e grande imprenditore

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piero Busnelli“Abbiamo cercato di fare una macchina che mescolava gli ingredienti. Il segreto consiste nel modo con cui mettere insieme due materiali nello stesso momento, facendoli lievitare, come un soufflè. Così è nata la poltrona.”

Oggi un fiume di persone nella chiesa Santa Maria Nascente di Meda per l’ultimo saluto a Pierino Busnelli, fondatore della B&B Italia.

In un’intervista rilasciata a educational.rai.it, raccontava la sua storia, fatta di ricerca, innovazione, design e made in Italy.

Concreto, consapevole e lungimirante: leggere le sue parole fa pensare a quanto valore è stato creato nel nostro territorio da uomini come lui, quanta bellezza da preservare e quanto ancora possiamo fare.

Il nostro piccolo contributo per ricordare un grande imprenditore e un grande pioniere del design italiano.

Qui di seguito vi riportiamo l’intervista in versione integrale rilasciata a educational.rai.it

D: NON CI PUÒ ANTICIPARE NULLA SU UN NUOVO MATERIALE SUL QUALE STATE LAVORANDO NEL VOSTRO CENTRO STUDI?
R: NOI INVESTIAMO MOLTO SUL CENTRO RICERCHE DA SEMPRE. ABBIAMO 24 PERSONE NEL CENTRO RICERCHE. ABBIAMO DI TUTTI, DAL FABBRO, AL FALEGNAME, AL LACCATORE, AL VERNICIATORE, A QUELLO CHE LAVORA IL POLIURETANO, LE RICERCHE SULLA PLASTICA. UN PO’ DI TEMPO FA ABBIAMO FATTO UN PANNELLO CHE STA OTTENENDO GRANDE SUCCESSO MONDIALE PER LE NAVI DA CROCIERA. È LÌ CHE STIAMO LAVORANDO PER LE NAVI, RICERCANDO PER LE NAVI, PERCHÉ LE NAVI HANNO BISOGNO DI PESARE POCO, RESISTERE ALLA SALSEDINE, ALL’UMIDITÀ, E QUINDI VENGONO PORTATE AVANTI CON DELLE NUOVE RICERCHE. PER ABBATTERE I PESI, ADESSO STIAMO SULL’ALLUMINIO RICOPERTO DI LAMINA, DI IMPIALLACCIATURA DI LEGNO, CHE QUINDI NESSUNO CAPISCE CHE È ALLUMINIO E TUTTI PENSANO CHE SIA LEGNO.
MA CI SONO TANTE ALTRE RICERCHE CHE STIAMO PORTANDO AVANTI. UNA CHE STA DANDO UN PO’ DI FRUTTI SONO I TESSUTI, INSIEME AD ALTRE TESSITURE, RIFILATURE. È UN TESSUTO CHE NON SI MACCHIA, CHE NON SI PIEGA, NON SI STRAPPA: SIAMO SU UNA STRADA BUONA, MA SI VA AVANTI ANCORA.

D: LEI PARLAVA DEL CENTRO RICERCHE, UN CENTRO RICERCHE CHE HA SEMPRE COLLABORATO IN MANIERA MOLTO STRETTA SIA CON L’AZIENDA, MA CON I DESIGNER, CE NE SONO STATI VERAMENTE TANTISSIMI, C’È UNA RICERCA IN PARTICOLARE CHE RICORDA?
R: IL PROBLEMA DEI DESIGNER, È MOLTO DELICATO. È CHIARO CHE DA NOI VENGONO IN TANTI, PERCHÉ SIAMO ANCHE UN’AZIENDA, NEL CAMPO DEL DESIGN, DICIAMO, FRA LE PRIME. I DESIGNER SI PAGANO A ROYALTIES E QUINDI SE IL PRODOTTO VIENE MESSO IN PRODUZIONE DALLA B&B. LE ROYALTIES AUMENTANO, E QUINDI ARRIVANO IN TANTI, PERÒ NON POSSIAMO TENERLI TUTTI. È UN PROBLEMA. CI SONO I GIOVANI, I GIOVANI NOI CERCHIAMO DI AIUTARLI, ABBIAMO UNA DECINA DI GIOVANI CHE CERCHIAMO DI AIUTARE, FAR CAPIRE LORO CERTE COSE. PERÒ È UN PO’ UN PROBLEMA. IL PIÙ GIOVANE È IL CITTERIO, PASSATI I 45, QUINDI TROVARE UN GIOVANE DI 30 ANNI, NON SO UNO SCARPA CHE A 22 ANNI HA FATTO IL BASTIANO… DOVE ANDIAMO A TROVARLO? PERCHÉ NON SUCCEDONO QUESTE COSE? QUESTO È UN MISTERO, NON SI RIESCE A CAPIRE IL PERCHÉ.

D: E QUINDI QUALE FUTURO VEDE PER IL DESIGN ITALIANO?
R: BEH, NOI ABBIAMO UNA SICUREZZA, UNA SICUREZZA MONDIALE, NOI ANDIAMO AL MERCATO AMERICANO, AL MERCATO TEDESCO, ORMAI NON SIAMO LA MODA ITALIANA, MA QUASI. UNO CHE VUOLE AVERE UNA BELLA CASA DEVE AVERE IL MOBILE ITALIANO, SE NO NON È “IN”. ADESSO ABBIAMO UN GRANDE SUCCESSO IN AMERICA, E PROPRIO PER QUESTO, NOI ABBIAMO UNA NICCHIA IN AMERICA DI ARCHITETTI, CHE FANNO LE CASE O GLI APPARTAMENTI E METTONO I NOSTRI PRODOTTI. NON SOLO I NOSTRI, PERCHÉ C’È UNA BELLA GAMMA DI PRODOTTI ITALIANI PER FARE UNA BELLA CASA IN AMERICA. E STA PENDENDO QUOTA QUESTA TENDENZA.

D: SE LEI SI METTESSE AD UNA FINESTRA E VEDESSE LA STORIA DELLA B&B, COME VEDREBBE IL PASSAGGIO ANCHE DEL SEGNO, DELL’IMMAGINE…, CIOÈ COME LEGGEREBBE LA B&B DEGLI ANNI ’60, DEGLI ANNI 70 E QUELLA ODIERNA? MOLTO PIÙ LEGGERA MI SEMBRA…
R: GUARDO FUORI DELLA FINESTRA E VEDO TUTTI GLI ERRORI, VEDO TUTTI GLI SBAGLI, E QUELLO CHE HO FATTO BENE NON MI DÀ NESSUNA SODDISFAZIONE. È NORMALE, LAVORIAMO PER FARE BENE, E NON SEMPRE CI RIUSCIAMO. PERÒ SE SI POTESSE TORNARE INDIETRO, CREDO CHE EVITEREI TANTI ERRORI, QUINDI POTREI VEDERE UNA B&B PIÙ GRANDE, PIÙ SPAZIOSA. IL PROBLEMA ADESSO È DI DISTRIBUIRE. STIAMO FACENDO DELLE PROVE, A FARE NOI I NEGOZI IN FRANCHISING, MA QUELLO CHE È PIÙ IMPORTANTE ADESSO È COME PRESENTARE I PRODOTTI, PERCHÉ SONO PRESENTATI MOLTO MALE.

D:COM’È LAVORARE CON LEI?
R: MA, NON DOVREI RISPONDERE IO, DICONO CHE SONO UN DURO, CHE SONO UN ROMPIBALLE, ESIGENTE, PERÒ INSOMMA HO UN BUON RAPPORTO CON I MIEI COLLABORATORI, NE ABBIAMO TANTI, DOVETE CHIEDERLO ALLA MIA SEGRETARIA.
VOLEVO DIRE UNA COSA, E QUESTO MI DISPIACE. PURTROPPO DA NOI CI SONO TANTI ARRIVI E TANTE PARTENZE. ARRIVANO, IMPARANO E POI VANNO DA TUTTE LE PARTI, DAI MIEI CONCORRENTI. FORSE QUALCUNO L’HA ANCHE INTERVISTATO. IL MESSINA, ERA UNO DEI MIEI ALLIEVI, ERA UN COMMESSO. LUI NON L’HA MAI DETTO, ERA UN COMMESSO ALLA RINASCENTE A CATANIA, QUINDI L’HO PRESO PERCHÉ HO VISTO COME FACEVA A VENDERE. ADESSO È UN TITOLARE IMPRENDITORE. QUINDI, ABBIAMO MOLTE NOSTRE CREATURE CHE FANNO ANDARE AVANTI ALTRE AZIENDE, PERCIÒ È UNA PUNTA DI ORGOGLIO.

D: ECCO, APPUNTO, NON C’È SODDISFAZIONE AD AVER COMUNQUE LAVORATO ANCHE CON DESIGNER QUALI GIO PONTI, JOE COLOMBO, GAETANO PESCE. ANDREA BRANZI, E TANTI ALTRI?
R: QUESTI CONTATTI AIUTANO, AIUTANO MOLTO. ANCH’IO HO IMPARATO NON AVENDO STUDIATO NIENTE, PERCHÉ HO INCOMINCIATO A LAVORARE A 11 ANNI, E CON QUESTI CONTATTI, CON QUESTI GRANDI ARCHITETTI HO IMPARATO TANTO. SONO LORO CHE MI INSEGNAVANO LE COSE. PERÒ, INSOMMA, SE MI DEVE CHIEDERE DA CHI HO AVUTO MOLTO, SICURAMENTE DAGLI SCARPA. ADESSO DA CITTERIO CHE POI È NATO AL MIO PAESE, È AMICO DEI MIEI FIGLI QUINDI, LEGHIAMO BENE.

D: A PROPOSITO DI CITTERIO, CON IL DIVANO SITY, ANZI, CON UN NUOVO GIOCO COMPONIBILE PER LA CASA MODERNA, COSÌ FU DEFINITO, CHE HA VINTO ANCHE UN COMPASSO D’ORO, IN REALTÀ SI È REINVENTATO IL DIVANO. IN QUALCHE MODO, ERAVATE CONSAPEVOLI? 

R: CON SITY CITTERIO HA PORTATO UN NUOVO MODO DI ABITARE NELLA CASA, PERCHÉ QUANDO VENGONO GLI ARCHITETTI NON DICIAMO LORO DI FARE UN PRODOTTO PER L’AMERICA, UN PRODOTTO PER LA GERMANIA. UN PRODOTTO CHE MIGLIORI IL MODO DI VIVERE IN CASA, PERCHÉ IL NOSTRO LAVORO, TUTTI I LAVORI, TUTTI EH, SONO STRESSANTI E QUANDO SI VA A CASA LA SERA, AVERE UNA BELLA CASA FUNZIONALE, CHE NON DIA FASTIDIO, CHE NON STANCHI, CHE SIA COMODA E RILASSANTE È IMPORTANTE. QUESTO È IL MESSAGGIO CHE DIAMO NOI AGLI ARCHITETTI, LAVORARE PER FARE CHE SI STIA MEGLIO. IL SITY HA SEGNATO UN’EPOCA. HA APERTO UN’EPOCA: QUELLA DI SDRAIARSI. IL SITY È PROPRIO FATTO PER SDRAIARSI. E ADESSO IN OGNI COLLEZIONE DI QUALSIASI DITTA C’È UN PRODOTTO SIMILE CHE PARTE DAL PRESUPPOSTO DEL SITY, QUESTA COMPONIBILITÀ PER POTERSI SDRAIARE, ECCO, QUESTO È MOLTO IMPORTANTE, PERCHÉ BISOGNA CONTINUAMENTE DIRGLIELO AGLI ARCHITETTI, BISOGNA ANDARE IN CASA A RIPOSARE, A RILASSARSI.

D: LEI COME ACCETTA UN PROGETTO NUOVO O INNOVATIVO?
R: BEH, QUANDO LO VEDO IN PARTENZA MI ENTUSIASMA SUBITO, POI DOPO DEVO FARLO DECANTARE UN MOMENTINO, VEDERLO QUALCHE GIORNO DOPO, QUALCHE MESE DOPO, PERCHÉ SE NO SI FANNO TANTI ERRORI, SE NON SI MEDITA SOPRA SI FANNO DELLE BELLE CAPPELLATE.

D: SENTA, NOI ABBIAMO UNA PUNTATA DEDICATA ALLA MOSTRA DI NEW YORK DEL 1972, QUELLA AL MOMA, DOVE PARTECIPÒ ANCHE CON QUALCHE COSA, HA QUALCHE ANEDDOTO, QUALCHE RICORDO?
R: ABBIAMO PRESENTATO LA UP 5 DI GAETANO PESCE, E LÌ HA AVUTO UN GRANDE SUCCESSO. LA COSA PIÙ STRANA È CHE ERA UNA DONNA ERANO LE COSCE, GLI HANNO TIRATO FUORI LA PARTE PIÙ IMPORTANTE DEL CORPO E GLI HANNO FATTO DUE MAMMELLE ENORMI E QUI STRANAMENTE LE DONNE VOLEVANO SEDERSI DENTRO IN SE STESSE, È QUESTO LA COSA CHE MI HA COLPITO DI PIÙ. LÌ AL MOMA C’ERA LA GENTE COSÌ, UN CASINO, PERÒ IN QUELLA POLTRONA LÌ ABBIAMO DOVUTO METTERE I CORDONI PER IMPEDIRE CHE TUTTI SI SEDESSERO.

D: E C’È STATA ANCHE UNA SPERIMENTAZIONE CON UN’AUTO? CON UN’AUTOMOBILE PARTICOLARE?
R: BEH, NE ABBIAMO FATTE TANTE…

D: NO, IN QUELL’OCCASIONE, IN QUELLA MOSTRA.
R: AH, BELLINI. È STATO IL PROTOTIPO CHE DOPO È USCITO ALLA RENAULT CON QUEL TIPO DI AUTOMOBILE LÌ, ADESSO CE L’HANNO TUTTI, LA MONOVOLUME.
MARIO BELLINI NEL 72, HA ANTICIPATO UN’IDEA CHE ADESSO ORMAI… SOLAMENTE CHE LUI L’HA CHIAMATA CON IL NOME “CAR-A-SUTRA” PERCHÉ NON CI SONO I SEDILI CON GLI SCHIENALI COME TUTTE LE AUTOMOBILI, LORO HAN FATTO DEI GRANDI – CHIAMIAMOLI PUFF – CON DENTRO DEL MACINATO DI POLIURETANO, UNO SI SEDEVA E FACEVA POI LA PROPRIA NICCHIA CHE VOLEVA, SI SDRAIAVA. LÌ CI SONO DEI DISEGNI FATTI PER DIMOSTRARE CHE SI POTEVA FAR TUTTO, COME SE FOSSE A LETTO. DOPO TUTTI HANNO FATTO LE MONOVOLUME E COMPAGNIA BELLA. PERÒ MARIO È STATO BRAVO FIN D’ALLORA, HA ANTICIPATO LE COSE, È MOLTO BELLO.

D: SENTA, UN’ULTIMA DOMANDA, PERCHÉ IL DESIGN ITALIANO, UN PO’ ME L’HA GIÀ DETTO PRIMA INSOMMA, PERCHÉ IL DESIGN ITALIANO ALL’ESTERO CONSERVA SEMPRE, MALGRADO LA PERMANENTE CRISI CULTURALE, ECONOMICA DEL NOSTRO PAESE, UN’IMMAGINE, UN’ATTRATTIVA COMMERCIALE FORTISSIMA?
R: MAH, È UN VECCHIO DISCORSO, MOLTO DISCUSSO. SIAMO ALL’AVANGUARDIA, NOI SIAMO DEI CREATIVI NATI. IL PROBLEMA È CHE NESSUNA NAZIONE AL MONDO HA UN GRUPPO DI ARCHITETTI CHE LAVORANO PER LE INDUSTRIE. CITTERIO HA LAVORATO PER 20 ANNI SOLO PER LE INDUSTRIE DEL MOBILE. DOPO HA COMINCIATO A FARE ARCHITETTURA, MA PER 20 ANNI, APPENA LAUREATO, CONTINUAVA SEMPRE A FARE PRODOTTI, PRODOTTI. ADESSO NOI STIAMO AMPLIANDO, COME B&B, APRENDO LE PORTE A MOLTI STRANIERI. ABBIAMO COMINCIATO L’ANNO SCORSO, PERÒ È DURA, È PIÙ FATICOSO RISPETTO AI DESIGNER ITALIANI. CON GLI ITALIANI CI SI CAPISCE SUBITO. QUELLI STRANIERI SONO MOLTO DURI, NON RIESCONO AD AVERE QUELLA FLESSIBILITÀ CHE HANNO I DESIGNER ITALIANI.


 
 

 
 

 
 
 

 
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