La casa dell’anima

Pubblicato da blog ospite in News, Una casa non a caso

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LA CASA DELL’ANIMA
Respiro il tuo legno ancora da assemblare.
Saranno i suoi sottili strati a proteggere il mio corpo.
Sono qui che attendo, hai già un’anima, sei il mio respiro e il suo prendere forma.
Hai i colori del tempo e gli odori del mio olfatto.
Sei l’eterno spazio dei miei sensi, sarai l’infinito del mio divenire.
Sei il sapore unico del mio profondo appartenere ai sussulti e ai tremori della terra.
Proteggimi, scaldami.
Abbraccia le mie figlie, allontanale da questo spazio di cemento senza essenze!
Dolce casa dell’anima, avrò fatiche e sogni davanti a me e tu non sei la mia unica estensione, ma sei l’unico momento per appartenere alla natura creata, per protrarre lo spazio pensato, per contenere il sogno più ambito.
Elettra – Aprile 2007.

foto 1 copiaCosì Elettra, poetessa, assistente sociale e assessore ai Servizi sociali e all’ambiente di Scurcola Marsicana, (AQ) descrive la sua casa di legno.
Alcuni anni fa, insieme al marito Francesco, ha deciso di avere una casa “speciale”.
E’ una casa di legno, immersa nella natura ai confini con il Parco Sirente Velino.

La scelta, di una casa di legno, nasce prima di tutto, da un’esigenza abitativa: infatti Elettra, ha l’esigenza di cambiare casa velocemente, rispondendo ai bisogni di una famiglia che cresce e che per scelta, decide di vivere, in campagna, in un piccolo paese dell’Abruzzo.
Elettra e Francesco sono appassionati di natura, Elettra è cresciuta in campagna e preferisce immaginare il suo futuro in una casa costruita con materiale vivo che, anche se con grande fatica, deve essere nutrito e curato costantemente. Entrambi desiderano una costruzione che non impatti sul contesto rurale e che possa essere, nel tempo, autosufficiente a livello energetico.
Dopo vari preventivi e varie visite ad aziende produttrici decidono di affidarsi alla progettazione e realizzazione della Pagano System di Roma.
Elettra e Francesco, insieme a Vincenzo Pagano, progettano gli ambienti, in base alle esigenze della famiglia ed al budget economico: la casa è in legno lamellare di pino rivestita di legno di Iroko. In una superficie di 137 metri, ricavano 3 stanze da letto, doppi servizi, un salone grande ed una cucina vivibile.
Un grande portico di 30 mt.  unisce gli ambienti interni al Monte Velino che è il “dirimpettaio” silenzioso di questa famiglia. Tutta la casa  dialoga con l’esterno, attraverso grandi  pareti finestrate; quando sono  aperte scompare il sipario tra la casa e lo spettacolo della natura circostante.
La casa è dotata di un  impianto fotovoltaico, acquistato usufruendo del  finanziamento dell’ultimo conto foto 5 copiacopia energia dello Stato, che produce l’energia necessaria al loro fabbisogno rendendo l’abitazione autosufficiente, e  la quantità di energia che viene prodotta in più viene rivenduta  all’Enel.
Il legno di costruzione è  trattato per essere ignifugo e questo sistema costruttivo risponde  alle caratteristiche antisismiche  che sono obbligatorie per salvaguardare   la casa  in un territorio come l’Abbruzzo che è stato più volte scenario di  drammatiche scosse di terremoto come quelle che hanno ferito  la bella città dell’Aquila.  La casa dei sacrifici di una vita arriva su un autotreno sotto gli occhi incuriositi e sorpresi di Elettra e delle bambine, ma anche degli abitanti del piccolo paese, che accorrono per vedere il montaggio della casa di legno. Il blocco centrale della casa arriva già montato con tanto di porte e finestre. Nel modulo centrale sono compresi: parte del corridoio,  parte del solone ed il bagno completo di sanitari. Come una costruzione in Lego, poco alla volta, al blocco centrale, vengono assemblati tutti gli altri moduli e le pareti e … per ultimo, nello stupore generale, arriva il tetto che chiude la casa all’intimità della famiglia.

La casa ancora oggi ha un profumo buono di legno e, per molto tempo dopo, la resina ha continuato ad uscire. Il legno è vivo e subisce continui assestamenti per la sua flessibilità e per la sensibilità alle escursioni termiche. La scelta di non costruire con il tradizionale sistema in  cemento armato  è stata audace ma ben ripagata così come le fatiche per la costante  manutenzione ricompensate, ogni giorno, dal piacere di vivere in un ambiente sano e naturale che cresce e cambia insieme ai suoi abitanti.


 
 

 
 

 
 
 

 
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