Frida Kahlo ♥

Pubblicato da blog ospite in Architettarte, News

Finalmente dopo una lunga attesa, torna in Italia una mostra dedicata ad una delle figure femminili più interessanti e discusse del XX secolo, Frida Kahlo, pittrice e donna straordinaria. Ho conosciuto Frida durante gli anni dell’università, l’ho letta attraverso le sue poesie, l’ho osservata attraverso le sue opere, ne ho scritto un saggio, la conosco e la amo…eppure tutto questo non mi basta! 


 The Life and Times of Frida Kahlo, è un documentario del 2005  scritto e diretto da Amy Stechler, che ci mostra con fotografie inedite, filmati casalinghi e interviste in bianco e nero, uno spaccato della vita di questa donna forte e coraggiosa, pittrice e amante passionale.




life…
La storia di Frida si apre e si chiude nello stesso luogo, Casa Azul, un edifico di stucco a un solo piano, dalle pareti blu e dalle alte vetrate con le imposte verdi, fatta costruire nel 1904 a Coyoacàn, un sobborgo di Città del Messico. Su una parete della sua camera sono dipinte queste parole:”qui nacque Frida Kahlo il giorno 7 luglio 1910″. l’iscrizione promuove una visione ideale. Frida sceglierà come data di nascita il 1910, l’anno in cui era scoppiata la rivoluzione messicana perché si identificava in maniera molto forte con questo avvenimento e con la nascita del nuovo Messico. 
In realtà Magdalena Carmen Frida Kahlo Calderon, nasce il 6 luglio 1907 come terza figlia di Guillermo e Matilde Kahlo.
La sua esistenza, fin da piccola è stata segnata da problemi di salute. A soli 6 anni si ammala di poliomielite e il padre, uomo affabile e affettuoso, si prende cura di lei in modo particolare, durante la convalescenza. La sua gamba destra e i piede, nonostante gli esercizi di ginnastica medica rimangono deformi. Il padre è stato una figura fondamentale nella sua formazione. Guillermo cercava di stimolare la curiosità di Frida prestandole libri, incoraggiandola a condividere la sua passione per tutti i fenomeni della vita naturale, insegnandole ad utilizzare la macchina fotografica e da pittore dilettante, anche a farle nutrire un certo interesse per le arti figurative.
Il 7 settembre 1925 l’autobus su cui Frida era salita per fare ritorno a casa dopo la scuola si scontra con un tram. Questo evento segnerà per sempre la sua vita. In ospedale “dovettero metterla insieme pezzo per pezzo“. Aveva la colonna vertebrale spezzata in tre punti della regione lombare. Anche l’osso del collo e  e la terza e quarta costola erano spezzate. La gamba sinistra aveva riportato diverse fratture e il piede destro, dislocato e schiacciato. La spalla sinistra era uscita dalla sua sede e le pelvi rotte in tre punti. Una ringhiera in metallo le aveva perforato il copro all’altezza dell’addome e l’impatto devastante “la lasciò nuda e sanguinante, ricoperta di polvere d’oro, fuoriuscita dal sacchetto del decoratore che le sedeva accanto“. “Quasi esanime la ragazza sembrava una statua insanguinata coperta d’oro“.
Durante la lunga convalescenza, annoiata e costretta a letto dentro ad un busto di gesso Frida decide di dedicarsi alla pittura.  I suoi primi soggetti sono quelli degli amici o suoi autoritratti; “dipingo me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio” scriverà Frida nel suo diario. Per lei dipingere fu parte della battaglia per la vita. 
Gli autoritratti aiutarono Frida a farsi un’immagine della propria persona e a ricrearla sia nell’arte, sia nella vita, per trovare una nuova identità. L’incidente ha segnato per lei una specie di rinascita.
Già verso la fine del 1927 si era ripresa abbastanza, tanto da poter condurre una vita “normale”.
Sono anni ricchi di esperienze per la giovane ragazza. Porta avanti la sua opera fatta di un fantastico mondo figurativo legato all’arte popolare messicana e alla cultura precolombiana e vuole capire fino a che punto è dotata artisticamente. Chiede un’opinione sincera ad un pittore messicano che stimava e che aveva avuto il piacere di conoscere in quegli anni: il muralista Diego Rivera. 
Diego rimane incantato dalle tele di Frida per la straordinaria forza espressiva e la particolare capacità di osservazione al tempo sensibile e spietata che trasmettevano. 
Il 21 agosto 1929 Frida Kahlo e Diego Rivera di 21 anni più vecchio di lei, si sposano. Sarà l’inizio di una lunga e tormentata storia d’amore fatta di ammirazione reciproca ma anche di passioni, tradimenti, separazioni, ritorni e di gravidanze non portate a termine. Un amore coinvolgente e travolgente fatto di contrasti e affinità elettive. Insieme hanno vissuto una vita tempestosa ma ricca emotivamente e artisticamente non riuscendo a stare lontano per molto l’uno dall’altra.

Nel suo diario, iniziato intorno al 1942 e curato in maniera irregolare per circa 10 anni, Frida condensa gli ultimi anni di una vita molto tormentata ma ricca di passioni. In questa ultima fase, le sue condizioni fisiche peggiorano progressivamente fino al punto da dover trascorrere le sue giornate a letto in compagnia dei suoi colori e del suo cavalletto. Nel 1953 decidono di amputarle la gamba visto che i dolori erano diventati per lei insopportabili. Scriverà:”...mi sembra un secolo di torture e qualche volta sono stata sul punto di perdere la ragione. Ho sempre il desiderio di uccidermi.” 
Muore il 13 luglio del 1954.




“Spero che l’uscita sia felice e di non tornare mai più”


 
 

 
 

 
 
 

 
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