Ristrutturare, con giudizio

Pubblicato da blog ospite in Idee, Una casa non a caso

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Facendo un po’ di ordine, nel sistemare il ripostiglio della vecchia casa di Massimo, stracolmo di riviste di architettura e giornali, mi sono imbattuta in un articolo scritto su Il  Messaggero del 1991 a firma di Silvana Pedrini  che avevamo  accuratamente conservato. Un articolo ben scritto che tracciava delle autentiche  linee guida per una corretta ristrutturazione.

Ho pensato a voi e ve lo riporto integralmente perché a distanza di più di 30 anni l’atteggiamento di molti, nei confronti dei lavori di ristrutturazione della propria casa, non è affatto cambiato.

Rileggiamolo insieme :” Voglio abbattere il muro dell’ingresso, eliminare quello stanzino inutile, creare un’entrata vasta ed importante, degna di ospitare l’ultima follia: un trumeau ‘800 acquistato a Londra. Discorsi come questo sono all’ordine del giorno, sono argomenti da salotto che denotano nella maggior parte della gente una specie di mania del “fai da te” o, peggio, del “progetta da te”. In tale ottica, quindi, si chiama l’operaio di fiducia o l’artigiano tanto bravo amico di amici di amici, o il vicino di casa che si è costruito da solo la villetta al mare e si butta giù il fatidico muro, con risultati a volte pessimi: crepe al muro corrispondenti al piano di sopra e successivo ineluttabile crollo.

Forse stiamo esagerando ma, in effetti, i lavori di ristrutturazione vanno affidati si a buone imprese edili o bravi artigiani ma solo nella mera esecuzione. La fase di progettazione è compito solo e soltanto di tecnici esperti: architetti, ingegneri, geometri, professionisti, insomma, che abbiano maturato significative esperienze in questa non facile attività.

Ogni intervento edilizio necessita di adempimenti di legge […] Un tale cammino irto di tanti piccoli iter burocratici richiede nel modo più assoluto la consulenza un addetto ai lavori. Con esso si esaminerà una pianta della unità immobiliare, si realizzerà un sopralluogo dei vani da ristrutturare e si farà un progetto di massima a seconda dei desideri del committente che non dovranno mai prescindere dalle concrete e tecniche possibilità di realizzazione.

Dopo di ciò il professionista elaborerà grafici particolareggiati  relativi all’impiantistica, alle murature, […] entrando nel dettaglio descriverà il modo in cui verranno rivestiti pareti e pavimenti.

Dopo aver redatto un corposo elenco dei lavori da effettuare, dalla demolizione all’ultima più insignificante opera da realizzare, e dopo aver indicato tutti i materiali da utilizzare, l’addetto ai lavori progettuali passerà la mano agli esecutori materiali del lavoro che verranno scelti dal committente.

In tale fase sarà opportuno richiedere alla ditta che verrà incaricata che nulla venga mutato nel progetto per nessun motivo, fatto che, quanto meno, garantirà sia il committente sia l’esecutore.

Una volta che si sarà scelta l’impresa edile, a seconda delle condizioni di qualità e prezzo, i materiali dovranno essere scelti sempre dietro consiglio dell’architetto o ingegnere che ha eseguito il progetto, materiali che verranno consegnati all’impresa primadell’inizio dei lavori, in modo tale da non dare a questa un pretesto per gli “inevitabili ritardi”. Occorrera, a tal proposito, firmare con l’impresa un capitolato-contratto che regoli il rapporto tra le parti in cui venga specificato: data di inizio lavori; data di consegna dei lavori;  modalità del pagamento, dal quale si dovrà riservare un 10% che verrà saldato dopo 30  giorni dalla fine dei lavori a garanzia degli sessi.

E infine […] il gioco è fatto…in bocca al lupo”.


 
 

 
 

 
 
 

 
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