Piscine Castiglione e Philippe Starck | L’acqua ritorna trasparente

Pubblicato da blog ospite in Hugs and Violence, Idee

Un paio di settimane fa ho avuto il piacere di partecipare ad un blog tour da Piscine Castiglione, una realtà estremamente innovativa e dinamica proprio a pochi chilometri da casa.
Ma partiamo innanzitutto da cosa era per me la piscina prima di quel giorno: da piccola mia nonna aveva paura di portarmi a fare il bagno al Lago quindi ho passato le mie estati giovanili su e giù dallo scivolo a curve con il costume in mezzo alle chiappe per scivolare più veloce. Io, che a 10 anni mi sono scheggiata un dente tuffandomi nell’acqua troppo bassa. Io, che anche se lavorassi una vita non potrei permettermi una piscina e soprattutto una casa in grado di contenerla. Io, che so benissimo che non si fa ma qualche volta la pipì scappa sempre mentre sei a mollo.
Patetica.
Eppure da Piscine Castiglione ho capito che la piscina non è solo un vezzo da ricchi o uno sport da persone a cui non importa che i propri colpi di sole diventino verdi, perché le nuove tecnologie e la ricerca continua e curiosa danno risultati soprendenti.
Archiviate le vasche in cemento Castiglione ha brevettato e messo a punto la tecnologia Myrtha, un “sistema modulare brevettato, basato sull’utilizzo di pannelli in acciaio inox sui quali viene laminato ad alta temperatura uno strato di PVC di elevato spessore e durezza”. E per un comfort ulteriore dell’utente il Pool Moss, un muschio proveniente dalla Nuova Zelanda, permette un utilizzo minimo di agenti chimici domando in maniera naturale un aspetto limpido e cristallino all’acqua della piscina.
Tra i numerosi progetti che mi sono stati presentati come potevo non rimanere colpita da una collaborazione con Philippe Starck per una piscina pubblica che ricorda molto da vicino quella progettata (e mai realizzata) da Adolf Loos per la ballerina Josephine Baker?

Inserita nella riqualificazione dell’edificio Art Nouveau Alhóndiga di Bilbao, la piscina è attrazione diretta e indiretta grazie ai pannelli trasparenti sul fondo che permettono la visione dei nuotatori dal piano sottostante.
Due grandi vasche a sfioro riscaldate sovrastate da una vetrata per ritrovare la leggerezza e la trasparenza proprie dell’acqua che sembra sospesa, perché nuotare è un po’ come volare.

Odio il termine “eccellenza italiana” ma in questo caso non saprei come altro descrivere questa azienda dato che un amico, parlandomi di Piscine Castiglione, le ha definite “le Ferrari delle piscine”.
Probabilmente la definizione più Hugs and Violence sarebbe: i fighi delle piscine.

Emily


 
 

 
 

 
 
 

 
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