Work it harder…

Pubblicato da blog ospite in Design, Ecce Home, Interiors

Work it harder better faster make it over.
Questo verso di una canzone dei Daft Punk riassume bene la filosofia di Guilherme Torres, tanto che se lo è fatto tatuare sul braccio.
Architetto e designer brasiliano, si definisce un perfezionista.
Nei suoi progetti, infatti, nulla è lasciato al caso; crea volumi nitidi, quasi minimalisti per poi contraddirli introducendo colori e dettagli che li rendono unici.
In questo appartamento di San Paolo, di 85 mq, le pareti ed il soffitto sono di un grigio che richiama il cemento, ma  Guilherme li incide con solchi luminosi realizzati con i led: quello nel living parte dalle pareti alle spalle del divano (grigio anch’esso) e raggiunge l’angolo cottura.
Introduce poi pennellate di azzurro, declinato nelle varie tonalità dal celeste al turchese (l’intera scala della tavolozza è rapprentata nei mobili della cucina), ed elementi ludici ed ironici come la poltrona trottola Spun Magis di Tomas Heatherwick, o il comodino cubo di Rubik.
Toni più rilassanti nel bagno con le pareti in una tonalità più calda, lo specchio tondo  disegnato da Jacques Adnet (1950), ed il mobile sottolavabo retro illuminato.

Work it harder make it better faster over.
This verse of a song by Daft Punk nicely sums up the philosophy of Guilherme Torres,  if he has a tattoo  like that on his arm.
Brazilian architect and designer, calls himself a perfectionist.
In his projects, in fact, nothing is left to chance; he creates clean volumes, almost minimalists and then he contradicts them introducing colors and details that make them unique.
In this apartment in São Paulo, of 85 square meters, the walls and ceiling are reminiscent of a gray concrete, but Guilherme affect them with furrows made ​​with bright LEDs: the one in the livingroom  starts  from the walls behind the sofa (also gray ) and reaches the kitchen.
Then he introduces touches of blue, declined in various shades from light blue to turquoise (all the scale of the palette in the kitchen cabinets) and ironic and playful elements like the spinning-top chair  of Tomas Heatherwick Spun by Magis, or the nightstand Rubik’s cube.
The bathroom is most relaxing  with the walls in a warmer color, the round mirror designed by Jacques Adnet (1950), and the back-lit cabinet.

 

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