Subway tiles e centro malessere

Pubblicato da blog ospite in Design, Hugs and Violence, Idee

Mi piacciono i bagni vecchi. Mi piacciono quelli finestrati, con piante e quadri, una bella sedia e un bell’armadio vecchio in cui riporre gli asciugamani. Mi piacciono coordinati, gli asciugamani.
Sono una delle più vivaci cheerleader del pavimento in legno ma in bagno voglio ed esigo piastrelle. A scacchi bianchi e neri per il pavimento, oppure bianche rettangolari, lucide, pulibili con candeggina e spazzolino da denti usurato.
Voglio che il mio bagno assomigli a quello dei manicomi. Perfettamente igienizzabile.
Dovendo pensare a come ristrutturare il bagno molto grande di quella che sarà la nostra futura casa, è da un po’ di giorni che sto facendo ricerche su ricerche per scoprire le nuove tendenze e le avanguardie in merito e, come al solito, ecco che mi prende il panico perché quel che pare essere il non plus ultra per gli addetti ai lavori, a me fa venire il vomito.
Specchi retro illuminati, piastrelloni di vero finto marmo o vera finta pietra, grigiume, mobili sospesi nel nulla laccati, cromoterapia nella doccia, rubinetti a lama e lavandini a conchiglia, il mosaico con pagliuzze dorate, l’immancabile Phalaenopsis.
Ma sono l’unica che quando va in bagno non ha voglia di sentirsi in una spa? Sono l’unica che al concetto di “centro benessere” associa i funghi, l’unido e la muffa?
Forse sì.

Ma se ci fosse là fuori qualcuno che la pensa come me so che apprezzerà la mia scelta: le Metro tiles, ovvero le piastrelle che tradizionalmente rivestono le stazioni sotterranee della metropolitana.
Chiamate anche Subway tiles o italianamente Piastrelle diamantate sono un classico. Sono le Porselli se vi piacciono le ballerine, sono la Naska se vi piace la lampda a braccio, il Burberry se vi piace il trench.

 Pare che vadano molto anche in cucina!

Emily

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