Archive for settembre, 2014






 
 
 

IKEA HACKS WITH LIMMALAND

Pubblicato da blog ospite in Decor, Mommo Design


Per caso, e cioè perché aveva pubblicato sul suo blog un mio hack, ho scoperto Limmaland: un’azienda tedesca che produce fantastici stickers fatti su misura per “hackerare” i mobili di Ikea e trasformarli in case delle bambole, cucine, stazioni di benzina e persino aeroporti. Tutto con un semplice gesto: in questo modo sarà facilissimo personalizzare il vostro mobile Ikea anche se non siete maghi del fai da te!

Limmaland it’s a German company that produces amazing stickers with which you can “hack” Ikea furniture into dolls houses, kitchens, gas stations  and even airports. In this way it will be easy to customize your Ikea furniture even if you’re not a diyer!


EXPEDIT/KALLAX = DOLLHOUSE
RIBBA PICTURE LEDGE = CLOUD SHELF
2 MALM NIGHTSTANDS = PLAY KITCHEN
BESTA AND LACK = PLAY KITCHEN
LACK TV UNIT AND EKBY OSTEN = GROCERY SHOP
APA BOX AND EKBY OSTEN = GAS STATION
LATT TABLE AND KRITTER CHAIRS
LACK COFFEE TABLE 
EXPEDIT/KALLAX = AIRPORT
all images from Limmaland


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Small Scandinavian apartment – Piccolo appartmaneto scandinavo

Pubblicato da blog ospite in Creative & Ordinette, Interiors

Hello there! I have been so busy lately and haven’t had a minute for my lovely readers. with a family and a kid September is just about organizing and juggling different things, from work to child’s needs. I had to find a babysitter, carry on some other Diying activity in my apartment. It still needs a lot of work and I can’t say when I will be able to post some decent pictures of the living or the bedroom. I wish it looked like this one I am posting today. It is a small Scandinavian apartment, where spaces are perfectly divided and organized. It is all in one space. A kitchen in the corner and a bedroom encompassed in the living and caged into a beautiful glass box. Isn’t it wonderful? Have a great day!

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Blog Love: Merci Ginette

Pubblicato da blog ospite in Interiors, La Tazzina Blu

Vi capita mai di sentirvi sopraffatti dalla bellezza?

A me è successo oggi, scovando il meraviglioso blog Merci Ginette… 
Le fotografie di Elise sono qualcosa di inarrivabile, pura poesia figurativa, ed i suoi post sembrano delle pagine vissute di un diario in cui racconta angoli di casa propria e le cose semplici di cui si circonda.
Il blog tour è d’obbligo 🙂

Merci Ginette è anche il nome del suo shop, i cui prodotti sono finiti direttamente nella mia wishlist 🙂
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Milano illuminata a LED, lettera al sindaco Pisapia.

Pubblicato da blog ospite in Luxemozione, News

Link all’articolo originale: Milano illuminata a LED, lettera al sindaco Pisapia.
articolo scritto da: Giacomo

milano illuminata a led

Gentile sindaco, mi presento sono Giacomo Rossi, lighting designer, fondatore di Luxemozione e parte di APIL-Associazione italiana dei professionisti che operano nei settori della luce. Scrivo in riferimento alla comunicazione “Milano illuminata a LED” che è stata pubblicata sul  profilo Facebook del Comune di Milano e poi da lei riportata (qua il pdf con i contenuti).

Tengo a parlarne perchè il tema è molto sentito all’interno della comunità dei Lighting Designers, fortemente dibattutto sul gruppo di FB Italian Lighting Design Promotion Group che gestisco assieme ad altri colleghi e a cui rimando  per maggiori chiarimenti.

Scrivo, in primo luogo come cittadino di Milano e poi come Lighting Designer, professionista indipendente che si occupa di progettazione illuminotecnica. Le cose da dire sono parecchie, nel documento che ho allegato e che rimanda all comunicato stampa su facebook vengono citati case studies di tutto rispetto: Stoccolma Copenhagen e Los Angeles, illuminate a LED da pochissimo. Dove però sapere che in queste città, a differenza di Milano, è stata condotta un’attenta progettazione d’illuminazione della Città, tengo a sottolineare il termine PROGETTAZIONE, da non confondersi con il servizio commerciale offerto da aziende, distributori o altre realtà implicate, che solitamente hanno come fine ultimo il proprio interesse economico e commerciale. Nel caso di Milano illuminata a LED, a quanto mi risulta, ci si è limitati ad assegnare un appalto di fornitura ad un paio di aziende selezionate (invitate con gara ad invito) e poi, a corpo, è stato effettuato una sostituzione 1 a 1, a prescindere dalla tipologia di installazione o dall’obsolescenza dell’impianto preesistente e dai fruitori delle aree illuminate.  Al massimo si è proceduto con l’analisi campione di qualche tipologia di strada. Ma, mi scusi se insisto, questa non è PROGETTAZIONE!

Si è parlato di progettazione in città del nord Europa, per maggiori chiarimenti sulle modalità con cui si svolge la progettazione urbana all’estero la rimando ad articoli scritti tempo fa su Luxemozione, in cui sono spiegate molto chiaramente le modalità e gli obiettivi di detta progettazione.

Ecco gli articoli di cui parlavo:

La dimensione sociale della luce nella città: pratiche, esempi, progetti pilota

RE:VISIONE del progetto della luce della città: la dimensione sociale

In tutti si parla di progettazione partecipata, dove il cittadino (in quanto utilizzatore della città) è un punto fermo del processo progettuale, e non accantonato in un angolo a subire decisioni imposte. Per Milano Illuminata a LED è successo esattamente il contrario: procedure poco chiare e coinvolgimento di cittadini e professionisti inesistente.

Ritornando all’illuminazione a LED di Milano, ho un caso eclatante sotto gli occhi qua, in via Pacini in zona città studi, ma potrei citarne a dozzine in giro per Milano: Impianto realizzato pochi anni fa con prodotti con tecnologia tutt’altro che obsoleta, sia dal punto di vista sorgente luminosa che del corpo illuminante installato. Sostituiti anche questi, a mio avviso, senza alcuna motivazione.

Spesso il risultato è a dir poco dubbio, non solo in termini di quantità della luce sul manto stradale, ma di qualità, di abbagliamento: basta fare un giro in via F.lli bronzetti o in altre strade per accorgersene.
Non scendo nel dettaglio di questioni tecniche, già lungamente dibattute in altre sedi, sul vantaggio o meno dell’utilizzo di sorgenti LED per applicazioni stradali. In particolare segnalo un paio di approfondimenti su questo o altri blog:

Illuminazione stradale a LED – 1^ parte redux

Illuminazione stradale a LED – 2^ parte redux

Illuminazione stradale a LED – 3^ parte

Illuminazione pubblica a LED, vero vantaggio?

Alcuni articoli sopra riferiscono a tecnologie di LED di qualche anno fa, ad oggi, non c’è dubbio, il LED è decisamente all’altezza dell’applicazione, questo nessuno lo nega, ma attenzione, come ogni cosa è da applicare oculatamente. Non basta riempirsi la bocca con il temine risparmio energetico, perchè ciarlatani di ogni specie ci hanno riempito le orecchie con panzane di ogni genere negli ultimi anni.

A partire dal caso di Torraca, per passare ad altri esempi eclatanti di cui ho parlato sempre qua su luxemozione in anni passati; qua il caso di Scandiano,  ai tempi oggetto di un intervento a Report che, nonostante il titolo, si è rivelato una bufala enorme.

I vantaggi della tecnologia LED sono altri, non solo energetici; se, come Comune, aveste adotatto la prassi ormai dimenticata di rivolgervi ad un professionista per progettare l’illuminazione della città, ne sareste a conoscenza: in tempi non sospetti (erano i primi anni del 2000) proprio a Milano vennero realizzati progetti per molti dei monumenti storici, parte di un più ampio ed ambizioso “piano delle luce”.

Ma in questo caso la preferenza è stata quella di rivolgersi ad aziende miglior offerente, tra queste AEC che, qualche mese fa in un comunicato stampa, si vantava di aver chiuso un accordo con il Comune di Milano per 84mila punti luce…per non ricordo più quante decine di milioni di euro.

Ribadisco ancora una volta che progettare l’illuminazione urbana non significa (come spesso qualcuno sostiene) rispettare solamente rapporto interdistanza per altezza di un palo e tirare quattro cavi di alimentazione.

Un argomento che, come dicevo, mi tocca sia come professionista che come cittadino, visto che sono stati spesi soldi della comunità per un fine che pare più di immagine che di valore diretto per l’illuminazione urbana. Attendo assieme ad altri colleghi e cittadini di Milano una sua risposta.

Cordiali saluti Giacomo Rossi.

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale:Milano illuminata a LED, lettera al sindaco Pisapia.
Copyright © Giacomo Rossi.

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Stripe di Rimadesio, per una casa su misura e senza pareti

Pubblicato da blog ospite in Design, Non Solo Arredo

Le tendenze degli ultimi anni in fatto di spazi abitativi sono decisamente orientate verso quadrature ridotte, nelle quali solo l’ingegno degli interior designer riesce a far stare tutto ciò che si rende necessario per una vita comunque comoda.
Vengono meno i disimpegni, ci sono sempre meno corridoi, si punta su un unico ambiente che quasi sempre è una grande cucina abitabile. tuttavia a volte si può sentire il bisogno di riservatezza, di ritagliarsi uno spazio “privato” ed in questo caso viene in soccorso Rimadesio con un progetto opera di Giuseppe Bavuso.

L’azienda ha saputo far convergere tutta la sua competenza in fatto di porte e cabine armadio nel progetto Stripe, ovvero un sistema di pannelli scorrevoli efficiente e funzionale, previsti per essere molto resistenti grazie all’alluminio con cui sono composti i traversi, e progettati proprio per essere versatili e quindi adattabili a qualsiasi ambiente.

Una interessante applicazione dei pannelli scorrevoli Stripe viene proprio dalla capacità di rispondere ad assetti quanto più vari si possa immaginare, rivelandosi quindi strumenti adatti anche per un ufficio, o per delle aree pubbliche, anche perché tutti i pannelli sono bifacciali e disponibili in versioni lucide o opache, satinate o neutre, senza poi dimenticare la qualità di Rimadesio, che garantisce uno scorrimento perfetto grazie ai suoi binari brevettati e conferma il suo impegno in una ricerca estetica costante.

Dimenticate le classiche pareti fisse, con Rimadesio la casa diventa modulare e mai uguale a sé stessa, e cambia insieme a te!

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Shutterstock, i colori trend del 2014

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, News


Grazie all’infografica qui sopra, realizzata da Shutterstock utilizzando i dati estrapolati dalla loro raccolta di 40 milioni di immagini e dai 400 milioni di download di tutti i tempi, potrete scoprire quali colori sono in voga nel 2014 in tutto il mondo! Enjoy it!

 Via Shutterstock


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CAFElab | studio di architettura


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Mensole per la cameretta dei bambini

Pubblicato da blog ospite in ArredaClick, Decor

La cameretta dei bambini è la stanza della casa in cui trionfano i colori, le forme strane e, povere mamme, anche il disordine.

In una cameretta che si rispetti non possono mancare letto, armadio, scrivania per i compiti e contenitori per i giocattoli.

(Speriamo che nessun bambino legga quest’articolo altrimenti storcerà il naso quando vedrà che i giochi non sono la prima voce di quest’elenco.)

Un utile espediente per mantenere l’ordine e per arredare con semplicità sono le mensole. Ce ne sono per tutti i gusti: lineari, ondulate, contenitore, con o senza schienale, tinta unita o colorate. È davvero impossibile non trovare la mensola per la cameretta che soddisfi colori, necessità e gusti dei bambini.

La mensola Amber, ad esempio, è molto semplice e minimale ma di grande utilità. Lo schienale è utile per appendere la mensola alla parete e, allo stesso tempo, permette di non sporcare il muro. Amber è disponibile in 6 dimensioni standard ma può essere tagliata su misura; sappiamo benissimo che arredare la cameretta è un gioco d’incastri. 41 finiture offrono l’imbarazzo della scelta; potete far divertire i vostri bambini facendogli scegliere gli abbinamenti di colore preferiti.

mensole-cameretta-amber

La mensola Honey invece si allontana dalla classica idea di mensola che abbiamo ed è un vero tocco di originalità. Uno schienale rotondo ospita un piano orizzontale e uno a forma di “V”. A seconda del verso in cui si fissa alla parete la mensola cambia aspetto lasciando viaggiare la fantasia e la creatività dei bambini.

mensole-cameretta-honey

Pepper unisce due funzioni in un unico oggetto: mensola contenitore e appendiabiti. Tre comodi vani a giorno sono fissati in modo sfalsato su di una sorta di schienale, dotato di 4 ganci appendiabiti. Libri, giocattoli e oggetti vari possono essere riposti in modo ordinato sui ripiani mentre giacche, sciarpe e grembiuli di scuola e asilo possono essere comodamente appesi.

mensole-cameretta-pepper

Ed infine, per i bambini un po’ cresciuti vi è la mensola Root a forma di “L”. Dall’accostamento di più mensole possono nascere vere e proprie composizioni personalizzate che giocano sulle forme e sull’abbinamento di colori.

Tra le mensole fa capolino un disegno, per non dimenticare che, nonostante le linee formali di questo modello, si tratta sempre di una cameretta per bambini.

mensole-cameretta-root

Queste mensole sono dotate di supporti a scomparsa o posizionati sul retro dello schienale che assicurano corretto fissaggio alla parete, sicurezza di tenuta e totale invisibilità di qualunque elemento tecnico.

Un arredo deve soddisfare praticità ed estetica ma deve rispondere anche a norme di sicurezza, soprattutto quando viene utilizzato per arredare gli spazi dei bambini.

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Mobili in Ecomalta: una casa eco-compatibile

Pubblicato da blog ospite in BlogArredamento Aziende, Design, Napol Arredamenti

Tra i nuovi elementi della collezione giorno “302 Evolution” spiccano i mobili soggiorno in Ecomalta.
Originale e innovativo, questo materiale di rivestimento sta prendendo piede nel campo dell’edilizia e dell’interior design. Solitamente impiegato per pavimenti continui, può essere utilizzato nella realizzazione di superfici d’arredamento come ante, piani di tavoli e molto altro.

L’influenza dello stile industriale si fa sentire: nato negli USA negli anni ’80, questo stile nasce dal desiderio di recuperare vecchi spazi, spesso ambienti industriali abbandonati trasformati in loft e open space dagli alti soffitti soppalcati. La moda si è presto trasformata in necessità, principalmente rivolta a limitare lo sfruttamento intensivo del territorio a scopo edilizio. Ancora poco diffuso in Italia, il recupero di vecchie fabbriche comincia a farsi vedere nelle grandi città come Roma, Milano e Torino dove è possibile trovare grandi edifici dai tipici mattoni rossi e dalle grandi vetrate, riconvertiti in lussuosi appartamenti davvero unici nel loro genere.

La parete attrezzata 591 presenta pensili orizzontali con ante in Ecomalta.

La parete attrezzata 591 presenta pensili orizzontali con ante in Ecomalta.

Ispirati da questo trend abbiamo pensato di accostare al tradizionale legno nuovi materiali, creati nel segno del recupero come l’industrial style richiede.

Dettaglio dei pensili in ecomalta.

Dettaglio dei pensili in ecomalta.

La caratteristica dell’Ecomalta che salta subito all’occhio è la continuità: data la sua natura e il metodo di applicazione, risulta priva di fughe e giunzioni, ricoprendo totalmente qualsiasi superficie lineare o curva.
I vantaggi sono molteplici: a livello estetico il mobile appare omogeneo in ogni sua parte, dal punto di vista pratico l’assenza di fessure e giunture garantisce igiene e impermeabilità.
Al tempo stesso, i mobili in Ecomalta sono traspiranti e non rilasciano alcuna sostanza nociva nell’aria. L’ecomalta viene infatti applicata sulle superfici senza bisogno di colle o resine e non contiene cemento o gesso.
La base acquosa di questo materiale impedisce lo sviluppo di microparticelle e polveri, garantendo un’alta resistenza allo sporco e all’ingiallimento dovuto all’uso, all’eventuale fumo negli ambienti o alla luce diretta.

L’Ecomalta è di fatto prodotta attraverso il riciclo di inerti. L’impiego da parte nostra di questo materiale, fino ad ora utilizzato principalmente in bagno e in cucina, è dettato da una precisa scelta che ci spinge verso una produzione sempre più eco-sostenibile ed eco-compatibile. Il nostro scopo è duplice: migliorare la qualità della vita domestica, ma anche limitare l’impatto della produzione industriale sull’ambiente che ci circonda.
La tecnologia non può più essere al solo servizio dell’uomo, ma deve invece porsi al servizio della natura.

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la casa sul mare

Pubblicato da blog ospite in Una casa non a caso

casa sul mare

Questa casa sul mare è in Abruzzo, a Silvi Marina, è pensata e desiderata da quando Bruno, il proprietario, era un bambino. E’ l’attico dell’appartamento al mare dei genitori, dove Bruno, i suoi fratelli ed altri ragazzini, sono cresciuti nuotando, pescando e condividendo tante vacanze all’aria aperta.

Questo appartamento era di proprietà dei “ragazzini”  dell’ultimo piano. Ora, dopo tanti anni, volendo lasciare la casa di famiglia, hanno preferito venderla ad un amico di infanzia.

Bruno l’ha ristrutturata, e arredata con gusto e molta attenzione ai colori ed ai materiali utilizzati,  ma la protagonista assoluta dell’appartamento è la vetrata che affaccia sul mare. I colori scelti per l’arredamento, sono sobri e chiari per lasciare spazio all’azzurro del mare, che entrando in casa,  la domina.

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Gli oggetti, le piante, gli accessori decorativi, sono tutti coerenti con l’ambiente esterno.   Le pareti sono impreziosite da sculture di un autore abruzzese che Bruno per l’occasione, mi presenta.

Si chiama Luigi D’Alimonte,  è diplomato come elettrotecnico, e per molti anni ha fatto questo mestiere. Poi l’azienda per la quale lavora, nel 2004, lo mette in cassa integrazione e lui decide di andare “a scuola” da un mastro scalpellino . Questo anziano artigiano, non si fida di tenerlo a bottega per problemi assicurativi,  ma gli regala un pezzo di pietra grezza: la pietra bianca della Maiella.

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Luigi, pensa di iniziare realizzando oggetti di uso comune, che potendo essere venduti facilmente,  gli concedano un’alternativa alla cassa integrazione. Invece, la sua sensibilità e la sua creatività si fondono con la materia e invece di un lavandino, o di un camino, la sua opera prima è la riproduzione della sua mano sinistra. Il vecchio  scalpellino gli riconosce  la maestria e lo motiva a proseguire il lavoro. Luigi si fa ispirare dai tagli di pietra e lavora il suo materiale cercando una plasticità ed una morbidezza che fanno apparire la pietra come un tessuto morbido e sottile.  Per la casa di Bruno, Luigi ha scolpito un’onda del mare.  Questo elemento decorativo oltre ad essere bello per la vista e per il tatto, è perfettamente coerente con la casa di Bruno. Il materiale utilizzato è della vicina Cava della Maiella, e richiama la tradizione e la cultura dei mastri scalpellini abruzzesi, in questa casa bella, che sembra uscita da un set giornalistico, tutto richiama al territorio, e alla terra a cui appartiene.

Luigi, negli anni è cresciuto personalmente e professionalmente e oggi le sue opere arricchiscono anche luoghi urbani: come l’opera “tra cielo e terra” dedicata ai caduti di pace e commissionata dal Comune di Città Sant’Angelo. Le sue opere sono visibili anche sul sito www.luigidalimonte.it

Abitare un luogo, una casa, vuol dire farlo vivere, regalargli una storia, un’identità.  Il progetto di questa casa sul mare, in Abruzzo, mi piace, perchè non imita uno stereotipo, non è la riproduzione di una casa da copertina patinata, ma possiede un passato, un racconto, è integrata con il mare e con la storia di questa gente abruzzese:  forte e gentile.

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 

Una casa sull’acqua

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Design

Questa è una casa molto particolare a Berlino, situata all’interno di una sorta di barca galleggiante, per vivere a diretto contatto con il fiume e con la natura.

Via Suite030


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CAFElab | studio di architettura


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