Archive for aprile, 2015






 
 
 

QUELLO CHE MI E’ VERAMENTE RIMASTO DEL SALONE DEL MOBILE [guida distratta di una blogger alle prime armi]

Pubblicato da blog ospite in Design, Una casa non è un iglù

Questo post ha tardato un po’ prima di uscire…sapevo di aver fatto migliaia di foto, ma ignoravo che non sarei mai più stata in grado di associare molte di esse ad un nome o meglio ad un marchio…Per farla breve ho tante di quelle foto sconclusionate che mi sarei voluta mettere a piangere…Mi sono detta allora: Olivia, cosa ti porti veramente dietro di questi due giorni del Design Week(end)? Il risultato è il moodboard qui sopra. Devo dire che ci sono riuscita nel mio intento di tirare fuori l’ essenza, il succo concentrato di quello che ha rappresentato per me quest’anno la Fiera del Mobile di Milano.
Che dite, potrebbe sembrare una cartolina souvenir?
Cominciamo allora a vedere in maniera ravvicinata queste 13 cose che sono entrate a far parte delle memorie  di Una casa non è un iglù

1. La poesia di installazioni inaspettate

Qui ad esempio stavo camminando nella zona di Ventura Lambrate quando mi sono imbattuta in un’emorme  rete di un pescatore che avvolgeva l’intera facciata di un palazzo…era piena di pesciolini plasticosi rimasti impigliati…inutile dire che ne ho staccati un paio e me li sono portati a casa! Ho poi scoperto che era parte dell’esposizione Animal Party che si sviluppava all’interno.


2. Designer e operatori perfettamenti abbinati agli stand



Designer? Operatori? Perfettamente in linea con il mood del prodotto esposto, vuoi per i colori vuoi per lo stile, non so chi fossero questi individui ma so solo che erano azzeccatissimi con la scenografia, e come loro ne ho visti tanti altri che per ovvi motivi non ho potuto fotografare…


3.Vedere il design in ogni dove…anche laddove non c’è


Sì, mi sono entusiasmata di fronte a questa finestra di alluminio abbinata alla bucolica pianta primaverile che le faceva da cornice. E giuro, ci ho messo un po’ per capire che non faceva parte dei nuovi trend del 2015. (E’ quello che ti può succedere dopo che vedi centinaia di stand e giri per ore ed ore con una reflex al collo)


5. Meet and matter

Tra le esposizioni del fuori salone della zona Tortona, Meet and Matter è sicuramente una di quelle che mi è piaciuta di più. La piattaforma tedesca Tutto bene  ha presentato la selezione di 20 designer i cui oggetti spaziavano dal gioiello alle evanescenti lampade a sospensione , dall’utensile per la cucina alla scrivania in marmo per l’ufficio. Una selezione variegata e davvero molto nordica.

Una bella occasione per vedere e comprare (a prezzi onesti) dell’ottimo design!


5. La stanza segreta di Ethnicraft

Immaginate uno spazio enorme, immaginate milioni di persone, di luci, di colori. Non c’è limite tra uno stand e l’altro, a volte i confini non si distinguono. Immaginate di salire uno scalino per studiare un dettaglio di un mobile (uno come tanti altri) e  di venire richiamati all’attenzione da un angolo che sembra celare qualcosa. Fate due passi, superate il caos della fiera e vi ritrovate in questa stanza. La pace! Lo stand Ethnicraft o meglio, la sua stanza segreta, come mi piace chiamarla, ha rappresentato per me un’oasi di serenità. Mi sono seduta per qualche minuto e mi sono gustata l’ambiente.Uno spazio davvero minimo, ma perfetto a mio avviso. La carta da parati a rettangolini verticali, il colore caldo del legno naturale e quelle mensole-librerie ad un’altezza macro…avevo l’impressione di stare in una dimensione parallela e fuori dalla realtà.









6. Petite Friture

So cosa state pensando, la carta da parati…All’inizio ha infastidito anche me, troppo vistosa, troppo scura, troppe foglie, (perchè poi blu?!)… poi mi ha letteralmente conquistata! Mi è piaciuto tutto di questo stand, ogni cosa  esposta l’ho trovata assolutamente bella. Nonostante lo stile decisamente nordico, Petite friture è un collettivo di designer  francesi (la maggior parte lo sono) con  una piattaforma web veramente ben strutturata, e un fornitissimo negozio on line…sarà sicuramente il mio prossimo folle investimento!
7. L’insostenibile bellezza di via Ventura 3-5-15

A Ventura Lambrate ho dato il meglio di me, me ne sono strafregata del design e mi sono concentrata sull’architettura che mi ha letteralmente ipnotizzata. Come fai a non rimanere incantato davanti a degli spazi del genere? L’intervento di riqualificazione di Via Ventura 3-5-15 da parte di Studio MAP è stato uno dei temi che mi avevano appassionato di più durante il mio percorso universitario…Grazie a questo intervento l’area dell’ex fabbrica Faema è divenuta un distretto del tutto originale: laboratori creativi, spazi coworking, gallerie d’arte e scuole. Ricordo che per il mio secondo laboratorio di progettazione mi ero parecchio ispirata all’edificio in U glass della foto qui sopra…

 



8. La tenerezza dei giovani designer 



Del Salone Satellite quello che mi è rimasto dentro è la tenerezza e la poesia, il filo conduttore della maggior parte del design esposto. Ho trovato deliziosi:
a) la macro sedia che ribalta i ruoli: “Non voglio essere una seduta, da oggi sarò scrivania!”;
b) il comodino casetta
c) il portaombrelli anomalo (scusate non ho capito come funziona)
d) la lampada versione appesa o classica piantana.

9. L’acqua di Paola Navone 
(vi garantisco che non è una nuova eau de toilette )


Una trovata geniale, soprattutto perchè questo gadget mi ha davvero salvato la vita…stavo morendo dalla sete quando vedo un simpatico uomo porgermi  questa bottiglietta d’acqua all’uscita dello stand dedicato alla nuova linea di carte da parati di Paola Navone. Le carte da parati le ho trovate interessanti, ma l’acqua vitale!!

  

10.I mille volti di un tronco




Se lo scorso anno il tronco aveva fatto la sua comparsa nel salone, quest’anno ha preso il sopravvento! Tronchi in ogni punto e in ogni dove, davanti ai divani, accanto alle poltrone, nei bagni e in veste natural o radical chic! Guardate un po’ come li hanno conciati…
1, 2, 34


10. La faticosa meta dello stand Vitra



Non so perchè ma quest’anno il mio cammino del Salone del mobile è stato motivato dalla voglia di vedere lo stand Vitra. In ogni padiglione che ho visitato, ho cercato la mappa generale per vedere quali fossero gli espositori, ma non sono mai riuscita a trovare Vitra, proseguendo la mostra con non poca frustrazione…ero curiosissima di conoscere le nuove tendenze di questa storica azienda svizzera. E poi a dirla tutta, volevo ad ogni costo, la borsa di tela che tutti, ma proprio tutti i visitatori vantavano sotto braccio.  Per un caso fortuito, quando avevo ormai perso le speranze, me lo trovo davanti! Felicissima di avercela fatta con le mie proprie forze, sono andata subito a richiedere l’ambitissima borsa. Indovinate? Erano finite! Ero arrivata tardi! A quel punto l’unica cosa che rimaneva da fare era guardarmi intorno…e toccare con mano le sedie, icone cult del design!

12. L’avveniristico sensore del verde menta come colore dell’anno

Animal Party

Il verde menta è sicuramente il trend dell’anno e lo testimonia il fatto che praticamente ogni espositore ha presentato almeno un oggetto di questo colore. Non sto qui a ribadire il mio particolare amore per questo colore ( ho gia dedicato un post dove mi dilungo abbastanza su questa tematica), ma ho trovato davvero simpatico il fatto che forse, allora, il mio fiuto da designer non si sbagliava !

1234, 5(?)



13. L’impossibilità di scattare la foto perfetta

Non credo ci sia molto da aggiungere, la foto parla da sola…diciamo che questo è l’inconveniente di scattare foto durante una fiera così popolosa, con la pretesa assurda di voler tornare a casa con un ricco e fruttuoso servizio fotografico…la maggior parte delle foto (almeno le mie) sono mosse, ci sono presenze ovunque, i colori non sono come nella realtà…e allora ti chiedi? Ma la prossima volta riuscirò a fare foto decenti? Sarò in grado di dare un nome all’oggetto fotografato? Riuscirò a seguire un percorso senza giare per km senza una meta precisa?
Non so dare una risposta a queste domande, ma quello che sicuramente posso dire è che, comunque vada, la settimana milanese del design vale la pena di essere vissuta! E non importa se non sarai riuscito a vedere tutto quello che c’era da vedere, se non ce l’hai fatta ad ottenere la tanto desiderata borsetta di tela, se ti sei completamente perso degli interi padiglioni…l’importante è aver fatto parte (in un modo o nell’altro) di tanta bellezza.

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STUDIO ROLLER il piacere di scrivere sulla carta

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor, Idee
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Studio Roller è un erogatore di carta da fissare a parete, un elemento divertente e funzionale sul quale scrivere messaggi, appuntare la lista della spesa e tutto ciò che non volete dimenticare!
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Progettato da George e Willy, Studio Roller è un elemento décor pratico e versatile, ideale per essere utilizzato a casa, in cucina o nella cameretta dei bambini per disegnare, oppure per l’ufficio, un bar o per un ristorante.
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Studio Roller è acquistabile online e viene spedito in qualsiasi parte del mondo!

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Di case belle e vetrine virtuali

Pubblicato da blog ospite in Decor, La Tazzina Blu

Dopo il tam-tam del Salone sono felice di tornare un po’ alla normalità con il blog!
Ad aiutarmi nell’intento un bellissimo home-tour, scovato grazie alla sezione Unboxed di Made.com, lo showroom virtuale in cui la community condivide gli scatti dei propri interni arredati con pezzi del marchio inglese, con l’intento di mostrare in contesti “reali” come si presentano gli arredi.

Credo sia necessario – soprattutto quando si tratta di un e-shop di mobili in cui non c’è la possibilità di “toccare con mano” quello che si sta per acquistare – avere a disposizione una piattaforma in cui i clienti stessi mostrino quanto siano felici e soddisfatti dei loro acquisti.
Una sorta di recensione fotografica rassicurante, a dimostrazione che l’acquisto di mobili online  è la nuova frontiera dell’home-shopping.

Geniale vero? :)
Benvenuti a casa di Danni W.

 

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classic & elegant kitchen / via Real Estate Au

Pubblicato da blog ospite in My Ideal Home

classic & elegant kitchen / via Real Estate Au

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5 domande per l’ architetto

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Design
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Spesso, nella scelta degli interventi sulla propria casa, ci si scontra con alcune semplici domande, che presuppongono la conoscenza della normativa urbanistica.

Ecco una selezione di quelle più comuni che vengono rivolte più spesso a noi architetti:

1. Devo abbattere una parete in casa…serve un’autorizzazione?
Possiamo subito distinguere 2 casi:
- se la parete non è portante, si rientra nel caso di manutenzione ordinaria per cui basta richiedere una CIL al Comune (con consegna elaborati + relazione tecnica asseverata da un tecnico) e successiva variazione catastale;
- se è portante, potrebbe bastare, oltre a quanto detto in precedenza, la dichiarazione del tecnico che asseveri che tale demolizione nn infici la statica dell’edificio.

2. La mia casa è diversa dalla piantina catastale…che faccio?
Ci si trova in questa situazione se ci sono interventi pregressi sull’abitazione non dichiarati in Comune; niente paura, per spostamenti di porte o abbattimenti di muri si richiede una Cil in sanatoria (con consegna elaborati + relazione tecnica asseverata da un tecnico) e successiva variazione catastale.
NB: La soluzione “semplice” che a volte viene proposta, ovvero modificare direttamente al catasto la piantina, non è in regola con la legge (anche se con opportune scappatoie è realizzabile…) quindi pensateci prima di attuarla “a cuor leggero”!

3. Devo aprire una finestra…qual’è la procedura da seguire?
Prima di aprire una finestra, è necessario verificare se sussiste il distacco necessario dall’edificio prospiciente. Quindi, andrà presentata in Comune una SCIA (o una DIA, se ancora esistente) poichè si ricade nella manutenzione straordinaria ma si interviene sulla struttura dell’edificio.
NB: Se l’immobile ricade in zona vincolata, si deve richiedere ANCHE il parere dell’Organo che gestisce il vincolo (Sovrintendenza, Ente Parco, Regione, etc)

4. Ho chiuso il mio balcone e l’ho trasformato in una “nuova stanza”…posso sanarlo?
In linea di massima no, a meno di un nuovo Condono edilizio. In realtà però, è possibile verificare se l’intervento risulti conforme alla normativa urbanistica vigente ed in caso affermativo, richiedere un titolo in sanatoria.

5. Vorrei chiudere la mia terrazza col vetro…come posso fare?
Per non realizzare un abuso, è importante non utilizzare strutture “fisse” ma scegliere pannelli in vetro mobili; in questo modo non si andrebbe ad incidere sul volume dell’edificio e non si commetterebbe abuso.
NB: In caso di condominio, è possibile che altri condomini vi facciano causa poichè è stato “leso il decoro dell’edificio…

Per consulenze personalizzate –> info@cafelab.it


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CAFElab | studio di architettura


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Stile Shabby Chic: cura dei dettagli e passione per il recupero.

Pubblicato da blog ospite in Lorenzo Magi, Stili

Trapunte sbiadite, oggetti e mobili della nonna, una vecchia porta in legno, uno specchio vintage. Ecco alcuni ingredienti che possiamo trovare in una ricetta perfetta per una casa in stile Shabby Chic. Andiamo per gradi cercando di esplorare passo passo questa “ ricetta” sfiziosa ma abbastanza complessa. Un’ analisi dell’attualità ci mostra che lo stile Shabby Chic è sicuramente uno degli stili più apprezzati, tanto da aver visto la nascita sempre maggiore di aziende specializzate unicamente su questa tendenza e pubblicazioni continue sulle più famose riviste di settore.

Sviluppo e caratteristiche dello Shabby.

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Come si è sviluppato questo stile? E quali sono le caratteristiche che ne hanno permesso uno sviluppo su così larga scala?

Lo Shabby Chic nasce nei primi anni ottanta negli Stati Uniti, prende campo negli anni novanta e ancora oggi rappresenta una delle tendenze più diffuse e amate. La capacità di creare atmosfere romantiche e dal sapore retrò rappresenta senza dubbio uno dei punti di forza.

Shabby Chic significa letteralmente “trasandato/logoro chic”. In questo stile il nuovo si abbraccia e si fonde col vecchio, generando un mix che va a ricreare atmosfere piacevoli, rilassanti e anche romantiche. Tutto ciò si traduce in bellezza dell’imperfezione e nel fascino degli oggetti consumati dal tempo.

L’oggetto antico, vecchio o rotto non è più considerato spazzatura da gettare e da sostituire (talvolta anche con urgenza e nervosismo), ma si trasforma nel vero protagonista di un ambiente, trovando così una nuova vita e un nuovo significato, molto più profondo.

Quel passaggio che in molti tenterebbero di eliminare diventa invece il fulcro dello stile Shabby.

Vestiamo la casa con lo Shabby Chic.

Quali sono i segreti e le operazioni da effettuare per “ vestire” la tua casa con lo Shabby Chic?

Il primo passo importante lo possiamo dedurre da quanto scritto sopra. Andiamo quindi a introdurre la passione per il recupero. Abbiamo detto che il gettare via il vecchio non è ammesso! Perciò iniziamo a recuperare! Ma in che modo?

Il processo di recupero dei vecchi arredi e la mescolanza con i nuovi è un processo basilare ma non sempre semplice: il processo di invecchiamento deve essere affrontato sia sul nuovo che sul vecchio tramite precise tecniche come la decapatura, un trattamento che permette di donare al legno (ma anche ad altri materiali) un effetto usurato e antico.

6Questo stile attrae quindi tutte quelle persone che amano scovare arredi e oggetti di recupero, che possono essere sfruttati all’occorrenza anche per fini diversi da quella che era la natura originaria dell’oggetto. Una vecchia cassetta di legno può trasformarsi per esempio in una mensola da parete, un vecchio secchio di latta può diventare un portariviste, una bobina dei cavi elettrici può tramutarsi in un tavolo.

Materiali e colori.

best-decoration-shabby-chic-country-kitchen

Lo shabby può richiamare alla memoria diversi scenari e diversi stili: molte assonanze possono essere trovate per esempio con lo stile provenzale, dal quale però si discosta per la scelta dei colori: il provenzale è caratterizzato dall’utilizzo del bianco nelle sue varie tonalità, mentre nello stile Shabby Chic predomina l’uso dei colori pastello, del panna, dell’avorio e del sabbia.

I materiali che dominano sono il legno, il ferro battuto e in generale i materiali del passato. Lana, cotone e lino i tessuti presenti in tendaggi e coperte. I mobili non sono fatti su misura ma sono anch’essi frutto della tradizione: credenze, vetrine, cassettoni vanno quindi ad affollare la casa. 

Non dimentichiamoci poi il ruolo delle decorazioni: accessori, fiori e complementi d’arredo in gran quantità andranno ad occupare i vari mobili, donando intimità e calore all’ambiente. 

Qualche raccomandazione finale…

Lo Shabby Chic attrae a primo impatto molte persone, ma bisogna mettere in chiaro alcune piccole cose prima di calarsi completamente in questo stile. La grande quantità di accessori e complementi potrebbe risultare di intralcio nella pulizia, quindi se avete poco tempo o siete maniaci dell’ordine pensateci bene prima di impostare la vostra abitazione con questa impronta. Altra cosa importante: quando si arreda una casa con questo stile si va verso una decisione per certi versi radicale, quindi tornare indietro a giochi fatti risulterà molto difficile; fatevi quindi qualche domanda e cercate bene di capire se si tratta di una passione incondizionata o solamente di una voglia passeggera.

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Immagine di copertina: www.interiordecordir.com

Fonti: [1] [2] [3] [4] [5]

L’articolo Stile Shabby Chic: cura dei dettagli e passione per il recupero. sembra essere il primo su Lorenzo Magi.

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I’d like to jump on this day bed (foto: Kristian Septimius Krogh…

Pubblicato da blog ospite in My Ideal Home

I’d like to jump on this day bed (foto: Kristian Septimius Krogh – via Boligliv)

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Messy is beautiful!

Pubblicato da blog ospite in Idee, The Peppermint Land
Ve lo dico senza tanti problemi, questa settimana non avevo ispirazioni. Non avevo voglia di scervellarmi, nè di costruire post ben fatti, nè di seguire il mio calendario editoriale. Ci sono momenti che ogni tanto vanno così, e bisogna solo lasciarli scorrere… Ma a un certo punto mi sono detta che potevo trovare qualcosa di bello da condividere anche in questo mio caos mentale, e così ho deciso di proporvi un post insolito e un po’ riflessivo di lifestyle. 
 
Non so voi, ma io tendo ad essere un’insopportabile precisina: tutte le mie cose hanno un posto stabilito, i vestiti nell’armadio sono piegati come in un negozio, non c’è una scartoffia che non sia ben catalogata nella sua cartellina… insomma, sono una persona ordinata. Ho sempre pensato che questo fosse un pregio, e in effetti lo è, ma sapete cosa comporta tradotto nella vita? Che devo avere sempre tutto sotto controllo, e non solo negli aspetti pratici. Ultimamente mi sono accorta di quanto questo possa rivelarsi spiacevole se diventa un’abitudine allargata, quindi mi sono riproposta di imparare ad essere disordinata. Fa quasi ridere, visto che di solito succede il contrario! Ma il disordine ogni tanto fa bene: ti aiuta a lasciarti andare. Fa bene lasciare il letto sfatto, fa bene sporcarsi le mani di farina, fa bene uscire con i capelli in disordine. Fa bene, ogni tanto, fregarsene e riderci sopra. E poi, a ben vedere, c’è stile anche in questo ;)
 
Immagini : (1), (2)
Immagini: (3), (4)
Immagini: (5), (6)

 
 

I love this kitchen with window sink (via Pinterest)

Pubblicato da blog ospite in My Ideal Home

I love this kitchen with window sink (via Pinterest)

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BARTER HEARTS, SCAMBIO DI CUORE.

Pubblicato da blog ospite in Casa al 21, Idee

Ciao, posso svelarvi finalmente cosa è successo con il secondo Barter Hearts. Per chi si fosse perso il primo scambio di cuore, basta cliccare quì.  Barter Hearts è un’idea di due bloggers, Blog a Cavolo e The Orange Deer di dare una seconda vita ad oggetti che abbiamo acquistato in qualche mercatino dell’usato e che era finito dimenticato nel cassetto. Bene, è ora di tirarlo fuori, metterlo in un bel pacchetto ed inviarlo ad un’altra blogger, che farà lo stesso con te!

La sorte ha scelto per questo scambio di cuore Giulliana con il suo blog En casa – Home stylist. Eh, sì ha origini sud americane, ma vive in Italia da molto tempo e nel suo blog condivide la sua passione per l’arredamento, il diy ed il design. Giulliana mi ha inviato un originale porta rivista dall’aria retrò. Bello vero? E poi questo rosso vivace sta benissimo sulle piastrelle bianche diamantate originali del mio bagno!

porta rivista

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Ecco, invece cosa le ha inviato Casa al 21. Sono dei sotto bicchieri in metallo con ritratti di donne, assolutamente versatili, infatti quì li ho usati per metterci qualche piantina!!

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E tu, hai voglia di partecipare al prossimo Barter Hearts? Vai nel link e aspetta di vedere con chi sarai abbianto, la possibilità che possa nascere una nuova amicizia è molto alta!!

Archiviato in:mercatini, scambio di cuore, vintage Tagged: baratto, barter hearts

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