Archive for ottobre, 2015






 
 
 

ISPIRAZIONE PER LA NOTTE DELLE ZUCCHE

Pubblicato da blog ospite in Idee, Rosso Papavero

Nella notte di streghe e folletti qualche ispirazione da un mondo passato.

Forme sinuose, colori cupi e particolari eleganti.ISPIRAZIONI1

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HangTheBox – componi il quadro come vuoi

Pubblicato da blog ospite in Case e Interni, Decor

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Se anche a voi piace trovare nuovi modi per decorare le pareti, sarete interessati ad HangTheBox, una allegra novità tra i complementi di arredo. Si tratta di un quadro componibile costituito da pezzi di cartone, leggero e riciclabile.

Basta scegliere la composizione che si preferisce, ordinarla online ed ecco che vi arriverà a casa. La vera novità sta nel fatto che sarete voi a montarlo e personalizzarlo: un vero e proprio gioco divertente perchè tutto l’occorrente lo troverete nella confezione e poi dovrete scegliere come disporre i singoli elementi…

Ecco i semplici passaggi:

1- Scegliete un KIT HangTheBox

2- Montate e abbinate gli elementi e poi componeteli come preferite

3- Appendetelo direttamente così, oppure unite più KIT e riempite le pareti di allegria. E se il risultato non vi soddisfa, potete sempre cambiare la composizione!

Le grafiche per HangTheBox sono molte: per ognuna di esse sono stati creati 3 diversi Kit, formati da 4 a 5 moduli ciascuno. I kit possono essere uniti ad altri, formando composizioni di misure differenti, anche molto grandi. Insomma ci vuole solo la vostra fantasia e il gusto per abbinare i colori al proprio arredo.

Come si assembla? Qui un video con delle semplici istruzioni di montaggio…

Si avvicina Natale e potrebbe essere anche un’idea regalo originale.

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Walk on te dark side

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home, Idee
Ricordate il film “The Others” con Nicole Kidman e la casa immersa nell’oscurità in cui si svolge? Molti di voi certamente non lo avranno dimenticato, e per chi non lo ha ancora  visto è un ottimo film per una notte da brivido. 
A queste atmosfere cupe e nebbiose, ma piene di fascino, mi sono ispirata per mettere insieme le immagini di questo post.
E se poi vorreste vedere un vero manifesto  delle atmosfere dark, mettete una colonna sonora adatta (io consiglio i New Order),  e cliccate qui

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una scena di “The Others”
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EATART

Pubblicato da blog ospite in Una casa non a caso

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Io non ho amato l’Expo. Questo evento, al di là di quanto di positivo abbia portato, lo trovo anacronistico. Eppure sembra che, grazie alla sua spinta, il dibattito culturale italiano abbia scoperto il tema del cibo e del nutrimento. Ovunque vada, a qualunque cena partecipi, nei discorsi 5 inevitabilmente si va a scivolare sull’evento dell’anno. In tanti ne sottolineano il valore dell’architettura, dell’arte e della tecnologia dimenticando che  il ruolo di protagonista spetta alla tematica dell’evento il cui slogan era “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. E’ stata l’occasione “per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo: se da una parte c’è ancora chi soffre la fame, dall’altra c’è chi muore per disturbi di salute legati a una alimentazione scorretta e al troppo cibo. Ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate. 4Per questo motivo occorrono scelte politiche consapevoli, stili di vita sostenibili che attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia consentano di trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse”. Questa era stata proposta come Vision del progetto. Ma l’obiettivo prefissato, è stato raggiunto? Oppure è stata solo l’occasione per dare la possibilità alle multinazionali dell’agrobusiness di spadroneggiare ed ancora una volta tenere il punto su chi è che ha il potere della nostra alimentazione? Mi risulta che l’acqua che si è bevuta all’Expo non era distribuita dalle fontanelle del Comune di Milano, ma sponsorizzata da un noto marchio italiano che è nel gruppo di una delle più grandi multinazionali del mondo. Mi ricorda tanto una cosa che ho notato questa estate nel luogo dove sono andato in vacanza: l’acqua veniva distribuita agli abitanti della cittadina che mi ospitava, e a quelli del territorio, da una unica fonte chiamata “Fontana della Pace”. Il controllo dell’acqua di un vasto territorio era nelle mani di pochi. …eppure sembrava giusto così! Per risolvere il problema dell’alimentazione mondiale ci si appella ancora “all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia che consentirà di trovare l’equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse”. E chi non dispone della tecnologia? E’ tutto questo che mi sconcerta: un evento di questa portata ha effettivamente sensibilizzato il mondo dei ricchi al problema dell’alimentazione?

spoerri copiaSono molti coloro che hanno trovato innovativa ed originale la trattazione di questa tematica, legata alla questione dell’alimentazione, che invece  da più di mezzo secolo è stata oggetto di  denunce da parte delle  massime autorità morali del mondo e indagata da artisti che, provocatoriamente, si sono spinti  ad affrontare contenuti forti come quelli del cibo e del nutrimento.

Credo che se la nostra attenzione fosse stata maggiore al  tempo in cui queste denunce raggiungevano la loro massima espressione, forse oggi il nostro atteggiamento nei confronti del cibo e delle questioni legate all’alimentazione mondiale sarebbero meno esasperate.

Nella mia vita ritengo che solo attraverso il “fare” si impara, si comprendono le cose. E’ ormai consolidata una idea di impegno, di lavoro, solo puramente intellettuale, teorico. Tutti dicono come si deve fare una cosa: come si deve impostare un progetto, come dare inizio ad una attività, ma pochi si impegnano a “fare”. Il “fare” è di chi crede in ciò che dice e sa ciò che dice. Questo è quanto fanno i creativi, quelli veri! La creatività porta, inevitabilmente, a realizzare qualcosa di concreto e di tangibile e questo è quanto ha sperimentato con la sua ricerca, e con la sua provocazione, Daniel Spoerri.

L’artista, dopo aver aperto un suo ristorante, nel quale cucinava egli stesso i pasti facendo esperienza direttaimage copia del culto e del valore del cibo, realizzava opere incollando su tavole i piatti e le altre stoviglie così come i clienti li avevano lasciati e, insieme a stravaganti riti gastronomici, diventavano delle vere e proprie performance. Nasce così la EatArt che ancora oggi prosegue il suo cammino evolutivo. Spoerri è stato sempre molto attento ad una riflessione critica sui principi fondamentali della nutrizione in rapporto alla dimensione spirituale dell’uomo e da questo nasce la sua poetica.

Mi domando: nella logica di un grande evento che ha richiesto forze economiche importanti e del quale ancora si deve valutare l’impronta ecologica, quanti sono coloro  che, andando all’Expo di Milano, hanno approfittato per fare una tappa al museo m.a.x  Museum di Chiasso  per vedere una retrospettiva dell’artista? Daniel Spoerri apparecchiava sulle sue “Tavole verticali” stoviglie, bicchieri, avanzi di cibo che vengono sottratti all’avanzare del tempo cristallizzando i momenti del pranzo sotto teche di vetro caricando di una connotazione simbolica quello che è diventata una banale prassi quotidiana.

spoerri_new copiaPer vivere bisogna mangiare. Per vivere tutti non si deve sprecare. Questo attimo della giornata passa quasi inosservato banalizzandolo in una semplice necessità fisiologica svilendolo del suo valore etico e spirituale. Nelle sue opere resta quindi narrata, oltre al cibo, tutta una costellazione di oggetti conviviali che sono testimoni di un ordinamento culturale e sociale. Con questo post voglio lanciare una provocazione artistica: a quanti hanno avuto l’occasione di visitare l’Expo 2015, chiedo di lasciare un commento per contribuire al dibattito culturale sul cibo… al di là della mia polemica provocazione.

 

 

 

 

 

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Una soluzione di design per isolare acusticamente le pareti

Pubblicato da blog ospite in Design, Rooms Interior Design Lab

In principio furono le Hexagon, cementine fatte di fibra di legno mischiate a cemento e acqua. 


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Poi arrivarono altre forme, dimensioni e colori, che oggi costituiscono una collezione di pannelli isolanti con cui potete creare il pattern che preferite. Poi rivestite il muro è voilà, parete figa e zero rumori molesti.
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– Così facile?
– Sì.

Il progetto è di Form Us With Love in collaborazione con la fu azienda Träullit, oggi Baux, unica in Svezia a produrre questo genere di materiale. Il procedimento per realizzare queste cementine è molto semplice: si sfilacciano i ceppi di legno, le fibre ottenute vengono mescolate ad acqua e cemento all’interno dello stampo e si lasciano asciugare. Il risultato finale è un materiale idrorepellente, ecologico, capace di assorbire suoni e umidità, termicamente isolante e molto resistente.

Qui dice che i prezzi vanno dai 10 ai 13 euro per un pacco di 10 piastrelle, se dovete rivestirci una parete intera verrà a costare un po’. In commercio comunque pannelli isolanti di questo tipo si trovano a prezzi inferiori, non in versione cementina ma potete valutare di dare una mano di colore per renderli accattivanti. Se dovessi trovare tutorial nel web non mancherò di postarveli, nel mentre questo è un assaggio di quello che potete creare!

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Dutch Design Week 2015

Pubblicato da blog ospite in Design, Nook Twelve
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Last week, together with Creo Studio , we visited for the first time the inspiring design expo’s of  Dutch Design Week in Eindhoven, NL. During the nine days there were presentations and designers in more than 80 different locations. Unfortunately we managed to see only the Strijp Area. And it happened to be really interesting and more interior design oriented.

We were coming from Amsterdam so when we arrived at the station we hopped immediately on one of the Volvo taxis that took us to the Strijp Area where we get our Press badges along with more detailed information about the possible design routes suitable for us.

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WHAT IF…

Dutch Design Week is different from other design events, because it concentrates on the designs of the future. Although during the event every imaginable discipline and aspect of design was on offer, the emphasis was on experiment, innovation and cross-overs. Exceptional attention each year goes to work and development of young talent. This year DDW celebrated the power of imagination with the question that moves every designer and sparks all innovation. The question for everyone who believes everything can be done better, more beautifully and more efficiently, and who sees a challenge in every problem. Good examples of this were the ‘Chilling in a Box’ from the BioArt Laboratories, ‘Playing Life exhibition’ by Transnatural Art & Design and the exhibition ‘It’s Your World’, in which designers used everyday and less everyday issues (refuse, health, industry) to speculate on what design could mean for us all and for tomorrow’s world.

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It’s your world

Our daily waste, the manufacture of mobile telephones, the bacteria on our skin or asylum seekers who have been denied residency.  These are not topics we immediately associate with design. But these are in fact the areas where smart design or the power of imagination in design can make a difference. The special presentation of ideas and solutions is a preview of tomorrow’s world, and a showcase of what design can mean for us all.

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Bottle-Up – Six designers exploring solutions for the glass refuse problem on the island of Zanzibar. Discover how the empty bottles story ends at bottle-up.org

grab a seat
De kas

Agri Meets Design + Nature Meets Design

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There were so many participants, but I selected a little collection of cool designs and ideas from Strijp Area. For the other areas check out the official web site of DDW.

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True colors reveals what no one can see with the naked eye – using plain markers and water. For more info follow rENs

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Novecento – the romantic collection of Ontwerpduo inspired by early twentieth sentury design.

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WdKA takes the Floor is a selection of works produced by Willem de Kooning Academy’s product design students. They created two semi-finished products based on natural ingredients such as flaxed seed oil, sawdust, cork and natural resin – Furniture linoleum and Bulletin Board.

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Zuiderzee Lamp is created to perserve your most important objects and put them on a display. For the showroom the Zuiderzee Museum asked five dutch designers to present their favorite items with a story attached to it.

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Bulbo Lamp is something I want in my house – made in Italy, with Bulbo you can grow your own fruit and vegetables at home all year around. Bulbo is following the plant’s life cycle by using selected light frequencies – something like having sunlight in a lamp.

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Piet Hein Eeek’s retail store, workshop, showroom and much more were the firts thing we visited . The creative minds

of the young designers along with years of manufacturing and experience is an amazing combination.

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October is the new January

Pubblicato da blog ospite in Nook Twelve
Aiala Hernando Photography

When January comes around everyone is making new plans. But for me October is the new January.

The best thing about making changes is that you can never really predict what is going to happen – but when you get off from sitting on the fence, although you can never predict if you will sink or swim you’re making stuff happen, you’re changing things up.

For my new beginning (and it’s not the first one) I choose new destination, booked and planned many exciting things including design fairs to boost up my motivation.  You’ll see soon.

I always need changes in my life and recently I see many of my favorite blogs changing too for bad and for worse. And I see certain bloggers who make me proud – they are full of fire and life, they say what they want, their words aren’t diluted or disingenuous just to please sponsors and clients, they are unfeigned and they don’t give a damn. Like Audrey – for me she is motivation and even if we don’t know each other, she somehow reads my mind. Check out Be Frassy and you’ll see what I mean.

I guess I’m writing this post to say that all of us can fall into the boring rut but whether we remain in it is up to only us. And If I have decided to stop writing for a while, it’s because I didn’t have much to say.

So, cheers to the new beginnings!

P.S.  The blog will no longer be bilingual, but soon you’ll be able to translate every post! Photo by Aiala Hernando

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Anthropologie | Punto e basta!

Pubblicato da blog ospite in Hugs and Violence, Idee

Anthropologie è sempre stato uno dei miei siti preferiti in quanto a originalità. Ha quel non so che di kitsch che si trova anche nelle collezioni di Zara Home ma con alcuni pezzi più minimal e nel complesso una qualità migliore. Stravaganza sì ma non il regno dell’assurdo, per intenderci.
In realtà non ho mai acquistato nulla, forse per la mia non giustificata ritrosia nel comperare online prodotti non prezzati in euro. Boh. Però in questi giorni mi sono ripromessa di pensare a qualche piccolo acquisto, quando sarò pronta per arredare la casa nuova.
Qui ho raccolto alcuni pezzi che non mi dispiacerebbero per niente e anche alcuni solo per sognare, ma se vi ho incuriositi e volete visitare lo shop di Anthropologie, preparatevi a della biancheria da letto fenomenale. Biancheria che ho omesso nella mia selezione se no facevamo notte.

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Halloween Last Minute!

Pubblicato da blog ospite in Decor, Non Ditelo all'Architetto

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Le zucche padrone di Halloween

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Mostri porta dolcetti!

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La zucca e le pailette…accoppiata creativa!

Se come noi siete in ritardo con gli addobbi di Halloween ecco una carrellata di idee last minute semplicissime da realixare con:

PIATTI E BICCHIERI E BOTTIGLIE DI PLASTICA

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Piatti e bicchieri diventano simpatici personaggi di Halloween

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Fantasmini o taniche di plastica?

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I barattoli dello yogurt da bere sono perfetti per realizzare piccoli scheletri!

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Il fondo delle bottiglie di plastica diventa una graziosa zucchetta per contenere dolcetti

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Bottiglie dei detersivi per fantasmi e pipistrelli!

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Con il cartoncino possiamo realizzare delle graziose tovagliette per la cena di halloween

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Il cartoncino del rotolo di carta igienica e il pipistrello è fatto!

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Festoni di cartoncino

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Pipistrelli!

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Zucca di cartoncino

BARATTOLI

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Un barattolo bendato diventa una divertente mummia

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Dolcetto o scherzetto?

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Porta candele

E MOLTO ALTRO..

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scheletrini di Nightmare before christmas realizzati con la tecnica dello spago e del palloncino

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Un sottile tessuto diventa un pauroso fantasma

Con un pò di creatrività potremo realizzare anche noi la nostra zucca di Halloween in poche mosse :)

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Un rotolo di carta igienica diventa una bella zucchetta

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Zucche realizzate in cartoncino o tappi dei barattoli

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lampadari di carta decorati con occhi bocca e naso di cartoncino

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Being relaxed is back in fashion: Erin’s house

Pubblicato da blog ospite in +deco, Interiors
Amo questo periodo. Finalmente essere rilassati va di moda. Puoi vestirti come vuoi, reciclare cose e non devi più avere una casa lustrata. Tutto questo mi si confà parecchio (si potrebbe dire che sono una tipa vintage).  Finalmente guardi le case di quelli famosi e pensi, potrebbe essere casa mia (ok sì, a parte per la location). 

Il look tutto in tono-tutto abbinato non è più trendy, per essere considerato alla moda un posto deve avere pezzi con un storia e un aspetto vissuto. 
L’appartamento di Erin Wasson in New York è uno esempio di quello che sto dicendo.
Prima di tutto, la modella texana non ha ristrutturato casa.
L’impianto elettrico è vecchio e il pavimento in legno è stra-graffiato. 

Secondo, la casa è decorata in modo disinvolto. Una delle modelle più famose (e meglio pagate) di adesso, ha un foulard sopra la lampada da terra vicino al letto. 
Che liberazione!
Quasi tutto è permesso perchè il punto è cercare di mostrare la propria personalità e non adattarsi ad un’idea standard di eleganza. Finalmente puoi liberare il decoratore che c’è in te!
P.S : Erin è stupenda, è fuori da questo mondo. 


Photos by the very talented Todd Selby

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