Archive for novembre, 2015






 
 
 

Questo non è un armadio

Pubblicato da blog ospite in Design, VDR-HomeDesign

Siamo talmente circondati e sovrastati da oggetti di ogni tipo che ormai non ci chiediamo neanche più se tutto quello che abbiamo intorno ci serve davvero.

Anche per i mobili il discorso è lo stesso: ce ne sono di tutti i tipi, per tutte le tasche e gusti. Ormai anche cambiare l’arredamento di casa è diventato facile come cambiare i vestiti.

Vi siete mai chiesti però se una volta finito il loro percorso, anche i mobili potrebbero avere una seconda vita diversa dall’originale?

E’ un po’ quello che cerca di fare Hannes Van Severen, artista che ha la sua base a Ghent in Belgio.

Partendo da un oggetto di tutti i giorni (di solito un pezzo d’arredo), lo trasforma, svuotandolo della sua funzione originale.

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http://www.hannesvanseveren.be/

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http://www.hannesvanseveren.be/

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http://www.hannesvanseveren.be/

Gli arredi vengono smembrati e ricomposti, perdendo la loro funzione originale ma rimanendo comunque visivamente l’oggetto che siamo abituati a conoscere.

L’osservatore è costretto ad uscire dai sentieri tracciati di quello che ha appreso per scoprire una nuova realtà e dare spazio alla fantasia.

 

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http://www.hannesvanseveren.be/

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http://www.hannesvanseveren.be/

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http://www.hannesvanseveren.be/

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http://www.hannesvanseveren.be/

La realtà non è una sola, non esiste un unico punto di vista oggettivo per tutti.

Siamo chiamati a mettere in discussione l’ovvio che conosciamo e ad esplorare l’assurdo intorno a noi.

Chi avrebbe mai detto che la credenza della nonna potesse diventare un’opera cubista??

http://www.hannesvanseveren.be/

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Albero di Natale o little pine tree?

Pubblicato da blog ospite in Decor, Non Ditelo all'Architetto

carta da p Silver Pine Tree Nursery Wall Decal, di KidODesignStudio su Etsy

Carta da parati Silver Pine Tree di KidODesignStudio su Etsy

.amazon albero design di di Unbekannt .amazon

Bellissimo albero  di Natale contemporaneo in legno di  Unbekannt lo trovate QUI

fine cuscini con alberelli di Fine Little Day

La famosa fantasia ad alberelli di Fine Little Day

 

Se vi piacciono gli alberelli ma non quelli classici di Natale.

Se vi piacciono gli alberelli, ma senza luci e palline.

Se vi piacciono gli alberelli, quelli piccoli e fitti in stile nordico.

Se vi piacciono gli alberelli, originali e creativi da sfoggiare tutto l’anno…

… allora questo è il post che fa per voi.

I più belli da me, aimè, scoperti solo da poco, sono quelli di fine little day, piccoli, neri, fitti, super nordici, super riconoscibili, stampati su tessuti, carte da parati e complementi. Una volta che li scopri non puoi più farne a meno.

Poi ci sono le foglie albero di Miss Print, anche loro bellissime ed entrate a far parte di diritto della top list; le guardo e mi domando come ho fatto a vivere fino ad oggi senza conoscerne l’esistenza!

 

  fine carta da parati con alberelli di Fine Little DayFine Little Day

Il fantastico mondo di  Fine Little Day

miss tessuto miss printmiss print

Miss Print e le sue bellissime foglie albero

 

In mezzo a questi due colossi però c’è un mondo di piccoli, graziosi, adorabili, alberelli!

Carte da parati, cuscini, tazze, lampade e piccole creazioni che troveranno sicuramente posto nelle nostre case non solo a Natale ma durante tutto l’anno.

Vere e proprie opere d’arte come i piccoli alberelli di vetro realizzati a mano di VetroGioielli o oggetti di design come i cucchiaini disegnati dallo studio giapponese Nendo dal nome inconfondibile “Tree”; le lampade di varie dimensioni che propongono Slide e altre aziende o l’incantevole foresta sottovetro Dwell Studio.

Potete scegliere il materiale che preferite: vetro, ceramica, plastica, legno, cartone, certamente troverete l’alberello che fa per voi da sfoggiare in modo originale durante l’inverno anche per il resto dell’anno.

.amazon lumenio

Dalle forme sinuose una lampada da terra a forma di albero by Lumeniola trovate QUI

.amazon albero mug by Glasslock Mug Tree

Simpatici alberelli porta tazze. Adorabile con gli uccellini e la casetta in cima by Glasslock, comprensivo delle 4 tazzine di vetro lo trovate QUI a 39.50.

cuscino by Ilovemypillowcuscino little tree pillow in cotone realizzato completamente a mano su www.thethreetrees.cz

Adatti al periodo invernale ma anche al resto dell’anno i cuscini a tema alberello! A sinistra di I love my pillow, al centro più natalizi i cusicni  di AwayUpNorthin vendita su etsy. A sinistra il little tree pillow in cotone realizzato completamente a mano lo potete trovare su www.thethreetrees.cz

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I bellissimi alberelli di vetro di VetroGioielli

Trees_ Mugs by Melissa Held _ Redbubble.com2mug pine trees redbubble.com2mug Winter Trees. redbubble 11.76

Sul sito redbubble trovate tantissime MUG divertenti e dalle stampe originali tra cui molte che calzano a pennello con il nostro tema come la trees mugs by Melissa Held; la mug pine trees  e la mug winter trees.

carta da p Pines n Tribes Scandinavian wall stencil di StenCilit su Etsy

Carte da parati alberellose: a sinistra pines tribes  wall stencil di StenCilit dal gusto scandinavo in vendita su Etsy. A destra Simple Forrest Pine

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Bellissimi i tessuti by Kez Walsh

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Gli alberelli ispirano il design dei cucchiaini da tè by Nendo

creaz I portacandele in ceramica a forma di alberelli, sempre della Kähler Design

Portacandele in ceramica a forma di alberellidi Kähler Design

creaz L’incantevole foresta sottovetro DwellStudio

Una magica foresta sotto vetro pensata dallo proposta da DwellStudio

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Deliziosi Eco tree in cartone  by weew design.

Perché la forma triangolare dell’alberello, così come quella della casetta, è una forma rassicurante, semplice e solida, che in qualche modo ci fa tornare bambini e ci rasserena…e allora perché farne a meno?

Se poi siete incoerenti e vi dite contrari all’albero di Natale, ma poi magari uno piccolo piccolo e particolarmente creativo non vi dispiacerebbe affatto, ecco di seguito alcuni suggerimenti che fanno certamente al caso vostro.

 

 

.amazon albero natale legno

Un piccolo alberello da tavolo in legno, moderno e minimale. Lo potete trovare QUI a 13.70€

 

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Con le pigne…piccoli alberelli.

natale alberelli-con-i-tappi-di-sugheronatale47

Tappi di sughero per abeti creativi.

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Minuscoli alberelli creativi.

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Coni di cartone e fantasia…

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Creazioni di Linda Bristow in ceramica

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Alberello origami: seguite le istruzioni e vedete se ci riuscite anche voi!

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Il legno di questo alberello fai da te viene direttamente dalle foreste della Finlandia by Lovy Oi

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Il progetto di Sara: una cabina armadio in lavanderia

Pubblicato da blog ospite in ArredaClick, BlogArredamento Aziende, Design

Cabina armadio e lavanderia, un’accoppiata insolita ma efficace. Parola di Sara e del suo ultimo progetto, preso come spunto per darvi alcune idee su come arredare la zona lavanderia di casa inserendo, al fianco di lavatrice, asciugatrice, stendibiancheria, asse e ferro da stiro, una cabina armadio componibile realizzata su misura.

La richiesta giunta al nostro Servizio Clienti non lasciava dubbi: la Cliente francese (si, avete letto bene! Vendiamo mobili online in tutto il mondo e spediamo anche in Francia) desiderava un progetto per una cabina armadio a vista con pannelli attrezzati unicamente con ripiani e barre appendiabiti. Allegata alla richiesta questa piantina della casa:

Piantina della casa con evidenziata la zona lavanderia.

Legenda: le frecce rosse indicano la zona lavanderia, la freccia azzurra la posizione di lavatrice e asciugatrice, la stellina verde la zona nella quale abbiamo previsto di inserire la cabina armadio.

Considerate le richieste, la disposizione dell’ambiente e la parete di 1,70 m, Sara ha individuato il prodotto ideale per la Cliente: Easy, una cabina armadio con pannelli sospesi. Easy è una cabina armadio componibile estremamente versatile. I pannelli sono disponibili di dimensione cm 86 e 66 con altezza cm 96 e sono abbinabili a piacere fino a realizzare la composizione desiderata. Sara ha sottoposto alla Cliente 3 possibili soluzioni ma tutti possono facilmente progettare una cabina armadio a pannelli utilizzando due facili ed intuitivi sistemi: un foglio da stampare e ritagliare con raffigurati i singoli pezzi e un file completo di grigia per disegnare a mano la propria composizione e aiutarsi nella corretta disposizione dei singoli moduli.

Progetto 1
Un pannello di cm 86 h.96 con tubo appendiabiti nella parte inferiore + due pannelli sovrapposti di cm 66 h.96 ciascuno con cassettiera nella parte inferiore.
Con questa soluzione si riesce ad ottenere uno spazio utile di circa 130 cm da dedicare all’appenderia.

Progetto 2
Una colonna da 86 cm composta da due pannelli h.96 sovrapposti con tubo appendiabiti nella parte inferiore + una colonna da 66 cm composta da due pannelli h.96 sovrapposti con cassettiera nella parte inferiore.
Con questa soluzione si riesce ad ottenere un cospicuo spazio contenitore nella parte superiore, ricavando allo stesso tempo una parte da destinare all’appenderia nella parte inferiore.

Progetto 3
Una colonna da 86 cm composta da due pannelli h.96 sovrapposti con tubo appendiabiti nella parte superiore + una colonna da 66 cm composta da due pannelli h.96 sovrapposti con cassettiera nella parte inferiore.
Con questa soluzione si riesce a destinare un comodo spazio all’appenderia e a ricavare numerosi spazi contenitivi, compresi di cassettiera.

In tutte le proposte è stata inserita una cassettiera a due cassetti di altezza cm 38,3 e una panca a terra di spessore cm 4, attrezzatura che completa alla perfezione questa cabina.
Tutte e tre le soluzioni, durante la fase di montaggio, richiedono uno spazio minimo di 4 cm in altezza nel caso in cui ci sia spazio lateralmente oppure almeno cm 6 nel caso di inserimento in nicchia.

Il progetto preferito dalla Cliente è il numero 1, con la richiesta di modifica di alcune dimensioni per poter occupare la parete nella sua interezza.
Le considerazioni di Sara sono state le seguenti: i pannelli sono disponibili unicamente in due dimensioni, cm 86 e 66, con altezza fissa cm 96; la parete misura m 1,70; è necessario uno spazio minimo utile durante le fasi di montaggio dei pannelli.
L’opzione di affiancare due pannelli di 86 cm è da scartare perché la composizione finale misurerebbe in totale cm 172. Per occupare l’intera parete è quindi necessario prevedere dei tagli su misura. Sara consiglia una riduzione in larghezza dei pannelli di sinistra poiché gli elementi da modificare sono di numero minore rispetto a quelli di destra e quindi il costo si presenta più contenuto.

Il progetto finale vede la cabina armadio così composta: parte sinistra formata da due pannelli di cm 78, il primo con ripiani, il secondo con tubo appendiabiti; la parte di destra formata da due pannelli di cm 89 h.96; una cassettiera nella parte inferiore destra; una panca a terra.

Non abbiamo tuttavia ancora affrontato un particolare aspetto: perché progettare una cabina armadio nella zona lavanderia
Perché lavare, piegare, stirare e mettere in ordine subito, nello stesso momento e nella stessa stanza è più comodo di dove frammentare e rimandare le azioni.
Perché avere l’intero guardaroba sempre a portata di mano e tutto sott’occhio aiuta ad organizzarsi e a prepararsi ogni volta che si deve uscire di casa.
Perchè avere una cabina armadio è il sogno di molti e se la lavanderia è l’unico ambiente della casa in cui è possibile inserirla non c’è nessun problema!

Per spunti arredativi su come realizzare la vostra cabina armadio a pannelli date un’occhiata a questa piccola gallery.

Cabina armadio Easy, realizzabile praticamente su misura, abbinando più moduli.
I moduli della cabina armadio Easy possono essere disposti e attrezzati come si preferisce.
I moduli della cabina armadio Easy possono essere modifiati con tagli su misura.

 

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home tour ad alphabet city

Pubblicato da blog ospite in Interiors, Rooms Interior Design Lab

L’appartamento che vi mostrerò oggi si trova ad Alphabet City, un quartiere fuori dalle rotte turistiche di Manhattan, ed è uno dei migliori restyling che mi sia mai capitato di vedere in rete. Lo stylist Anthony D’Argenzio, fondatore del collettivo Zio & Sons, sa decisamente fare il suo lavoro: è riuscito a trasformare un’abitazione degna di zia Assunta di La Tata in un gioiellino dal gusto rustico ma contemporaneo. Date un occhio al “prima e dopo” qui, sembra un’altra casa.

Inoltre potrebbe essere uno spunto per chiunque si appresti a fare una ristrutturazione. Tenete sempre presente che è necessario immaginare lo spazio al di là di come si presenta ai vostri occhi, solo così potrete trovare le soluzioni più adatte al vostro modo di vivere la quotidianità.

Home tour trovato su SF girl by bay
originariamente pubblicato su Lonny.

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Happy Monday

Pubblicato da blog ospite in Idee, REDaddress

credits: www.pinterest.com


 
 

Arredamento d’interni: il prezzo non è tutto

Pubblicato da blog ospite in Blogger Ospiti, Interiors

Il costo degli arredi non è l’unica cosa da valutare quando si acquistano i mobili per la propria casa.

Quando si decide di lasciare la casa nella quale si è cresciuti con i propri genitori per andare a vivere da soli, con un amico o con il proprio partner, la scelta dell’arredamento non è affato semplice, perché bisogna tenere conto di tante variabili diverse, tutte molto importanti, dal gusto personale allo stile che s’intende seguire, dalla dimensione degli ambienti alle possibilità di spesa.
In Italia questa scelta è ancora più sentita, visto che, a differenza degli altri Paesi d’Europa e del Mondo, dove solitamente si compra o affitta una casa o un appartamento già ammobiliati, noi vogliamo decidere tutto, ogni minimo dettaglio, per quanto riguarda finiture ed arredamento d’interni. Ecco spiegato perché, da noi, i mobilifici ed i negozi di arredamento sono sempre pieni, in particolare nei weekend.
Però attenzione, si fa preso a trasformare questa nostra propensione all’acquisto in una semplice tradizione, un costume, un modo di fare, perché in realtà alla base c’è molto di più; la nostra tendenza a selezionare con cura i mobili per le nostre case è, in realtà, figlia della nostra storia, visto che quando si parla di architettura, design e artigianato di qualità non temiamo la concorrenza di nessuno al mondo. Non a caso si dice Made In Italy.Arredamento-2
Ognuno ha i propri gusti e differenti possibilità economiche, ma non dobbiamo pensare che solo chi ha un elevato potere d’acquisto sia in grado di arredare casa con gusto e prodotti di qualità, anzi, spesso la ricchezza economica non si traduce in buon gusto, ma in eccesso. Si può essere eleganti anche in assenza di budget enormi, basta solo saper scegliere il giusto prodotto al giusto prezzo.
Bisogna ammetterlo, quando si entra in una casa arredata con gusto, con prodotti di pregio e dal design ricercato, ci sentiamo meglio, più sereni, più a nostro agio.
Noi italiani siamo fortunati in questo senso, perché viviamo in un Paese leader nella produzione di mobili e complementi d’arredo di lusso e di design, grazie ad una antica tradizione artigianale che ha saputo innovare e imporsi in tutto il mondo.Arredamento-1
Quello che noi definiamo lusso associandolo, erroneamente, al costo, in realtà si riferisce alla qualità dei materiali utilizzati, al design, all’unicità, alla cura dei dettagli, al tocco di classe del designer, senza dimenticare la capacità dei gestori dei negozi e degli store che si preoccupano di esporli in un certo modo, e di consegnarli ed assemblarli affidandosi a falegnami esperti e competenti.
Quindi, un mobile può essere inserito nella categoria arredamento di lusso nel momento in cui tutte queste componenti convergono, perché prendere un prodotto industriale qualunque ed aggiungere qualche zero sul cartellino del prezzo non lo rende prezioso.
Arredamento d’interni vuol dire creare un ambiente capace di unire cuore e cervello, emozione ed efficienza, e non importa quanto si è in grado di spendere per comprare quel prodotto lì, ma come si riesce a inserirlo in casa in modo armonioso.

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DIY: coroncina segnaposto con mirtilli rossi

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor, Idee
detagli home decor
Un facile tutorial per creare deliziosi segnaposti con mirtilli rossi e rametti di pino che renderanno la vostra tavola delle feste ancora più natalizia.

Occorrente: bacche di mirtilli rossi, filo di ferro, rametti di pino, carta kraft (bianca o avana come preferite), forbici e pennarello.

Tagliate circa 20 cm di filo di ferro per realizzate le coroncine con le bacche di mirtilli. Completate la decorazione avvolgendo alle due estremità, per la chiusura, due rametti di pino. Fatto ciò applicate il cartoncino, precedentemente tagliato, con indicato il nome del commensale. Ed il gioco è fatto!

dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
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Les nuits blanches

Pubblicato da blog ospite in Idee, The Peppermint Land
“Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere 
soltanto quando siamo giovani, amabile lettore”
(Fëdor Dostoevskij)
“It was a wonderful night, such a night as is only possible when we are young, dear reader”
(Fëdor Dostoevskij)

Photos source: (1), (2), (3)

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Illuminazione nei luoghi di lavoro

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

Link all’articolo originale: Illuminazione nei luoghi di lavoro
articolo scritto da: Giacomo

Illuminazione nei luoghi di lavoro

A distanza di 5 anni dalla prima pubblicazione di quest’articolo molte cose sono cambiante in materia di Illuminazione nei luoghi di lavoro.  Tra le la altre cose l’aggiornamento normativo del 2011 della UNI-EN-12464-1 che ha importato alcuni cambiamenti e chiarimenti sui parametri da considerare nella verifica degli spazi oggetto della norma.
Visto il numero elevato di lettori che  approdano a questa pagina (circa 900 in un mese), ho ritenuto indispensabile un aggiornamento del presente post, piuttosto che la riscrittura in toto dell’articolo.

Prima di iniziare con la descrizione normativa è opportuno fare alcune precisazioni in materia di illuminazione nei luoghi di lavoro, tra questi uffici e aule scolastiche, sopra tutti.

Sull’illuminazione nei luoghi di lavoro

La progettazione degli scenari d’Illuminazione nei luoghi di lavoro è forse uno degli ambiti più difficili da trattare, perché ad esso è legato non solamente il mantenimento della capacità produttiva, ma anche la  garanzia che le condizioni psicofisiche vengano conservate al meglio, così da rendere l’ambiente lavorativo un luogo più confortevole.
Fino a non molti anni fa l’approccio progettuale era demandato alla sola applicazione “oggettiva” della normativa per l’illuminazione degli spazi di lavoro (UNI10380 successivamente UNI12464-1).

Sebbene oggi, sopravvivano esempi di questo metodo esclusivamente normativo, in generale, all’interno della comunità di lighting design, si sta operando una forte campagna di sensibilizzazione verso un approccio “Human Centred”, ovvero centrato alle reali esigenze dell’individuo all’interno dei luoghi di lavoro, così garantire il massimo benessere degli utilizzatori.

La normativa UNI12464-1 rimane comunque un importante punto di riferimento, ma come ogni normativa va interpretata ed i dati in essa contenuti vanno utilizzati con criterio e non in modo semplicistico e meccanico: ogni numero assume un valore se contestualizzato.

Vista la complessità del tema è consigliabile sempre il supporto di un lighting designer, professionista indipendente che si occupa di progettazione della luce.

Il testo che segue è una sintesi degli argomenti contenuti nella UNI-EN12464 volume 1 e il contenuto delle guide ufficiali DIN e CIBSE adottate su territorio tedesco e anglosassone, a supporto della normativa internazionale, a cui rimando per una trattazione completa.

Altra premessa importante va fatta in merito alla sempre più diffusa adozione dei sistemi LED nell’illuminazione nei luoghi di lavoro, che sta portando all’insorgere di problematiche note, ma non ancora definite nella normativa UNI-EN 12464. Si rimanda in merito all’articolo di approfondimento:

La qualità delle installazioni a led: la nuova CIE TR 205/2013

La Normativa di riferimento

In Italia, dal punto di vista normativo, in ordine gerarchico, innanzitutto il Testo Unico sulla Sicurezza  nei luoghi di lavoro DM 81/2008 tratta a anche  il tema dell’illuminazione, demandando però un approfondimento specifico alla normativa  in vigore, adattamento nazionale della normativa europea  EN 12464-1  “illuminazione dei posti di lavoro”  che ha sostituito la storica UNI 10380 del 1994.

In molti casi, l’approccio semplicistico di cui dicevo sopra, è affiancato da una lettura superficiale della normativa: spesso viene demandato al solo valore di illuminamento il requisito  d’illuminazione per uno specifica area.

uni 12464

Perchè un approccio alla normativa basato esclusivamente sugli illuminemti è errato.

Naturalmente non è così,  la UNI-EN12464 è molto più articolata e con l’aggiornamento del 2011, in particolare, sono stati aggiunti numerose specifiche sui parametri di controllo, alcuni già presenti nelle vecchie edizioni, tra questi:

  • Illuminamenti,
  • distribuzione delle luminanze,
  • uniformità,
  • abbagliamento (UGR),
  • direzione della luce,
  • indice di resa cromatica,
  • temperatura di colore,
  • flickering;
  • controllo della luce naturale.

Nell’aggiornamento del 2011 sono stati  introdotti e aggiornati alcuni requisiti importanti:

Illuminazione nei luoghi di lavoro

Illuminazione nei luoghi di lavoro aggiornamenti UNI12464-2011

Le aree di Calcolo e i valori di illuminamento richiesti

Una delle principali novità introdotte nella UNI-EN12464-2011 è la chiara definizione delle aree di calcolo, e dei relativi valori di illuminamento richiesti:

  1. Task area, ovvero compito visivo
  2. Immediate surrounding area, ovvero una fascia esterna di 50 cm
  3. Background area, ovvero un’area adiacente alla surrounding area
illuminazione dei luoghi di lavoro aree

Nella tabella qua sopra sono indicati i rapporti tra illuminamenti sul compito visivo e aree circostanti e background

12464 aree di calcolo

In caso di assenza di specifiche sull’arredamento andrebbe comunque ipotizzata una posizione tipo, così da effettuare valutazioni meno generiche possibili.

UNI12464 aree generiche

Garantire la giusta distribuzione dei livelli di illuminamento e delle luminanze nella zona del compito visivo e nella zona circostante è di importanza fondamentale  al corretto svolgimento della prestazione visiva.

UNI 12464 illuminance

 

UNI 12464 table offices

In appendice alla normativa sono inserite tabelle con i requisiti d’illuminazione suddivisi per area applicativa. Qua sopra il caso specifico degli uffici, da notare Uo indica i valori di uniformità minimi sul compito visivo.

Il controllo dell’abbagliamento

Altro punto di cui tener conto nella progettazione di un ambiente di lavoro è l’abbagliamento che, in genere,  si manifesta quando livelli eccessivi di luminanza sono presenti all’interno del campo visivo provocando di conseguenza  sensazione di disagio, riduzione della visibilità e della prestazione visiva.

Si possono distinguere due grandi famiglie di abbagliamento: diretto o riflesso, il primo generato direttamente dalle sorgenti presenti del campo visivo, il secondo, appunto, per riflessione di queste sul piano di lavoro o sul monitor.

illuminazione nei luoghi di lavoro - abbagliamento

Schema con posizione dell’osservatore e angoli limite e volume d’offesa per la verifica preliminare dell’abbagliamento

Gli effetti del fenomeno dell’ abbagliamento sulla prestazione visiva vengono distinti in:

– disability glare , o abbagliamento debilitante (o fisiologico): si intende un peggioramento istantaneo delle funzioni visive. Impedisce la sensibilità al contrasto dell’occhio e quindi la visione;

– discomfort glare, o abbagliamento molesto (o psicologico): è quello che più comunemente si riscontra negli interni e designa un tipo di abbagliamento che provoca una sensazione di disagio soggettivo.

Nella normativa viene precisato che: “Se i limiti dell’abbagliamento molesto sono soddisfatti, l’abbagliamento debilitante assume generalmente un’importanza trascurabile”.

Per tener sotto controllo il fenomeno di abbagliamento molesto si utilizza il parametro UGR, che sostituisce di fatto le curve di Sollner, utilizzate nella vecchia UNI 10380.L’UGR (Unified Glare Rating) permette di valutare la “dimensione” del fenomeno di abbagliamento tenendo conto di luminanza di fondo, luminanza dell’apparecchio, posizione dell’osservatore e le geometrie della stanza e si riassume nella seguente formula:

Per una trattazione approfondita dell’ UGR si rimanda all’articolo pubblicato su luxemozione:

Controllo dell’abbagliamento: UGR Unified Glare Rating

Illuminazione in presenza di videoterminali

La UNI 12464-2011 introduce in modo ancora più chiaro le specifiche necessarie a ridurre fenomeni di riflesso nei monitor: DSE:Dispay Screen Equipment
modificando i valori già definiti nelle precedenti edizioni della normativa:

Le luminanze sopra i 65° devono essere ridotte per valori che variano da 1000cd/m2 a 3000cd/m2 a seconda del monitor (distribuzione fotometrica Dark – Light)

UNI 12464 DSE

 

UNI 12464 DSE

Va sottolineato che una buona  ripartizione spaziale della luce secondo le diverse direzioni è un elemento importante e spesso decisivo per la visione dei rilievi. La presenza di ombre particolarmente marcate può provocare  fenomeni di adattamento dell’apparato visivo troppo bruschi:

Illuminazione nei luoghi di lavoro - direzione della luce

Illuminamento cilindrico e indice di modellato

I parametri relativi all’Illuminamento Cilindrico e indice di Modellato sono stati  introdotti in modo chiaro nella revisione del 2011 della normativa, necessari a valutare la bontà del sistema d’illuminazione ed evitare soluzioni “estreme” negli spazi di lavoro.

UNI 12464 illuminamentoCilindrico

UNI 12464 indice modellato

Indice di resa cromatica e temperatura di colore della luce

Infine temperatura colore e indice di resa cromatica sono parametri che la normativa definisce per ciascuna categoria, poiché da essa possono prescindere le attività svolte all’interno dell’ambiente di lavoro.

Illuminazione nei luoghi di lavoro temperatura di colore

Illuminazione nei luoghi di lavoro - indice di resa cromatica

Per la prestazione visiva e la sensazione di comfort e di benessere è importante che nell’ambiente i colori degli oggetti e della pelle umana siano resi in modo naturale, corretto e che facciano apparire le persone attraenti e in buona salute, così come la scelta dell’adeguata temperatura di colore può garantire il top del comfort psicologico e quindi l’adeguato svolgimento delle mansioni all’interno dello spazio lavorativo.

In realtà esistono altri due fattori di cui tener conto nella progettazione illuminotecnica nei luoghi di lavoro: la componente di luce naturale e il così detto fenomeno di flickering.

Il daylighting

La penetrazione della luce naturale nell’ambiente, che da un lato deve essere controllata con sistemi di oscuramenti adeguato, atti a limitare fenomeni di riflessione e abbagliamento,  dall’altro può dare benefici dal punto di vista sia energetico (vedi daylight harvesting) che di benessere psico-fisico per l’individuo.

daylight harvesting

Immagine che rappresenta in modo chiaro il concetto di DL Harvesting, ovvero integrazione tra sistemi di Luce naturale ed Artificiale, volto ad ottenere un sistema efficiente dal punto di vista energetico.

Il Flickering

Per ciò riguarda l’effetto  flickering, ad esempio le lampade a scarica alimentate a tensione alternata, si accendono e si spengono con una frequenza di 100 Hz, cioè ad ogni cambio della polarità della tensione. L’effetto di sfarfallio può essere completamente evitato con l’impiego di reattori elettronici ad alta frequenza,superiore a 20.000 Hz.

Qua di seguito un grafico esplicativo della frequenza di funzionamento delle sorgenti a scarica.

Illuminazione del luoghi di lavoro schema flickering

Il problema del Flickering può manifestarsi anche in caso di utilizzo di sistemi d’illuminazione LED, sia in modalità normale, che dimmerata, fenomeno che è causato, anche in questo caso, da un sistema di alimentazione non ottimale.

Il fenomeno, se non controllato, può avere effetti negativi sulla visione o provocare l’insorgere di patologie anche gravi in soggetti particolarmente sensibili.

Ovviamente per una trattazione più dettagliata vi rimando alla normativa che potete acquistare sul sito dell’UNI EN 12464-1 del 2011 e a testi e manuali specifici, in cui il tema è trattato in modo molto dettagliato.

Come anticipavo più sopra, tuttavia, il solo l’approccio manualistico o normativo non è un requisito sufficiente a realizzare un progetto d’illuminazione completo, soprattutto in ambiti complessi come quelli di lavoro.

Rivolgersi ad un Lighting Designer, anche solo per una consulenza potrebbe fare davvero la differenza!

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale:Illuminazione nei luoghi di lavoro
Copyright © Giacomo Rossi.

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Una casa recuperata a Montreal

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Interiors
Grand Turk è il nome di una residenza privata rinnovata da MARK+VIVI a Montreal, in Canada.
All’originale struttura in legno, è stata affiancata una nuova ossatura in travi e pilastri di acciaio, lasciata a vista e dipinta di bianco. Alcuni pezzi d’arredo vintage, rinvenuti durante la ristrutturazione, fanno ora parte dell’arredo e contribuiscono a caratterizzare l’abitazione.

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CAFElab | studio di architettura


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