Archive for ottobre, 2017






 
 
 

Un po’ di hygge per tutti, con le nuove collezioni di Sukhi

Pubblicato da blog ospite in VDR Home Design

Qualche mese fa vi ho parlato dell’azienda Sukhi e dei suoi tappeti artigianali. Oggi vi parlo delle nuove collezioni, dal sapore hygge.

……….

Qualche mese fa vi ho raccontato di questa impresa sociale che avevo scoperto, con mia grande gioia. Produttrice di tappeti rigorosamente fatti a mano e dallo spirito equo e solidale, Sukhi vende capolavori personalizzabili.

“Sukhi” è un termine nepalese che significa “felice” ed è proprio uno degli obiettivi dell’azienda. Rendere le persone felici: dagli artigiani che producono i tappeti ai clienti che li comprano.

Tutti gli artigiani con cui Sukhi collabora ricevono formazione professionale, un salario equo e la possibilità di lavorare da casa, tramandando le conoscenze millenarie dell’intreccio dei tappeti.

Ogni tappeto quindi è unico perché fatto a mano direttamente dall’artigiano ed è un’opera d’arte.

Alle già numerose collezioni, se ne sono aggiunte 3, una più bella dell’altra. Le vediamo insieme?

IL CALORE DELL’HYGGE E L’UNICITA’ DEL DESIGN

C’è una parola danese bellissima, ma intraducibile: Hygge. Se dovessimo provare a spiegarla, sarebbe il creare un’atmosfera accogliente, piacevole, intima mentre si assaporano i piaceri della vita circondati dall’affetto delle persone care. Il calore di una candela, il piacere di mangiare e bere in compagnia, la famiglia, sono tutti hygge.

Ma anche il calore di un tappeto di lana è hygge. Ed è proprio da questo trend che sono state ispirate le tre nuovi collezioni di tappeti indiani in feltro intrecciato, lana intrecciata e dai tessuti piatti.

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Artigiane al lavoro | Image credits: Sukhi

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Tappeto di lana intrecciata | Image credits: Sukhi

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Tappeto di lana intrecciata | Image credits: Sukhi

Non vi ricordano un caldo maglione di lana, di quelli che venivano fatti ai ferri dalle nonne? Sono sicura che un pensiero del genere crea in chiunque un’immediata sensazione di benessere.

Se però preferite qualcosa di più originale e audace, allora date un occhio a questi tappeti indiani esclusivi, dai colori e dai disegni unici. Li potete far realizzare in qualsiasi dimensione, con i colori disponibili sul sito. Qualsiasi colore o design scegliate, il vostro tappeto sarà sempre fatto a mano, con amore.

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Image credits: Sukhi

E se volete avere qualche informazione in più riguardo a come sono fatti i tappeti di lana e feltro, guardate questo video:

 

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Come rendere la vostra casa più eco-friendly

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI

Buongiorno amici di ArchitettaMi, oggi voglio parlarvi di un tema, che mi sta particolarmente a cuore: l’ecosostenibilità. Io nel mio piccolo, mi informo e cerco di attuare piccoli accorgimenti nella vita di tutti i giorni, in modo da trasmettere anche alle mie bimbe il rispetto per l’ambiente.
Inoltre in questo periodo di “cerco casa disperatamente” sto vagliando la possibilità di costruire una casa in legno, per vivere meglio, per risparmiare sui consumi, per creare una casa integrata con la natura.
Con gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione e con il grado di consapevolezza a cui siamo arrivati, essere green è molto più semplice e sta diventando una scelta naturale.

via Pinterest

L’ecosostenibilità e l’attenzione all’ambiente sono diventate tematiche sempre più sensibili. Siamo più attenti a quello che mangiamo, a come ci spostiamo, a quali prodotti utilizziamo per la pulizia e per il make-up. Soprattutto i più giovani, i Millennials, nati tra i primi anni Ottanta e i Duemila, sono consumatori critici, informati e attenti alla sostenibilità, al risparmio energetico, all’attenzione all’ambiente e all’etica delle imprese.
Ognuno di noi può contribuire, attraverso le proprie scelte, alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo.

Le aziende, anche per quanto riguarda il design, si sono adeguate a questo cambio di sensibilità, concentrandosi su prodotti che siano accattivanti, ma anche bio. Questo non significa solamente utilizzare materie prime naturali, ma riguarda tutto il ciclo produttivo.
A questo si riferiscono le direttive del life cycle assessment, un metodo che valuta l’insieme di interazioni che un prodotto instaura con l’ambiente durante i processi di pre-produzione, produzione, distribuzione, uso e riciclaggio. I principi vengono definiti a livello internazionale nelle norme ISO 14040 e 14044, che definiscono gli obiettivi e le direttive in relazione al life cycle assessment.

Come far entrare l’ecosostenibilità in casa nostra?

In primo luogo è necessario partire dalla progettazione della casa, cercando di sfruttare al massimo le risorse naturali e in particolare il sole. In questo modo avremo la possibilità di produrre energia pulita a costo 0. Questo obiettivo può essere raggiunto in diversi modi, partendo dalla progettazione degli spazi, organizzati in modo da sfruttare al massimo l’illuminazione e la ventilazione naturale. Saper scegliere l’orientamento degli interni in maniera ragionata permette di sfruttare al massimo la luce, il calore e prevede la disposizione delle finestre e dei balconi nelle zone maggiormente esposte al sole.
In linea di massima le zone giorno, che sono le più vissute, andrebbero collocate a sud, in particolare la cucina a sud-est e il soggiorno a sud-ovest, mentre le zone notte nella parte est, in modo che il sole arrivi al momento dell’alba.

via Pinterest

Inoltre, installando apparecchiature che ci permettono il controllo energetico e di utilizzare le energie rinnovabili. Un esempio potrebbe essere quello di inserire un impianto fotovoltaico, che soddisfa in parte o completamente il fabbisogno energetico dell’abitazione.
Per ottenere il massimo da questo intervento, affidatevi ad esperti del settore, progettisti e professionisti nella gestione dei pannelli solari.
Anche i materiali che scegliete per la vostra casa dovranno essere scelti con attenzione, come il legno che dovrebbe provenire da foreste certificate.
Uno dei progetti più interessanti di casa, a livello internazionale è Y Container China House, un modello presentato dagli studenti dell’Università Tongji di Shanghai in occasione del Solar Decathlon del 2011, che utilizza vecchi container con un tetto piatto in cui sono stati installati pannelli solari utilizzati soprattutto per il riscaldamento a pavimento. Ogni corridoio della casa è un tunnel naturale di ventilazione, che crea una circolazione continua di aria in maniera naturale.
Da evitare, invece, l’utilizzo di vernici tossiche o materiali difficili da smaltire, come la plastica.

via Inhabitat

Per quanto riguarda l’arredamento, durante il Salone del Mobile di Milano di quest’anno, i giovani designer hanno intercettato maggiormente questo cambiamento verso la sostenibilità.
Un valido esempio possono essere i mobili della Mabeo Furniture, azienda africana, che utilizza legno massello proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile, in prevalenza quercia e panga panga, tipico del Sudest dell’Africa. Centrale nella produzione dei loro mobili, anche lo sviluppo della cultura e della comunità locale di provenienza, che è coinvolta attivamente. Alcuni pezzi sono stati decorati con ricami che riprendono un’antica tradizione di tessitura ancora viva in alcune comunità locali.
I mobili presentati a Milano vedono anche la presenza di metalli di scarto rivestiti con uno strato di zinco.
Interessante anche la Natural Collection progettata dalla Chimento Design, che utilizza le briccole, i pali che nella Laguna di Venezia impediscono alle barche di arenarsi. Una collezione che vuole dimostrare che il riciclo non è sinonimo di arte povera, ma crea pezzi unici Made in Italy: piccoli capolavori di stile.


 
 

5 luoghi abbandonati (e spaventosi) in Italia

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break

1. Ex Manicomio Pediatrico di Aguscello 

L’ ex Manicomio Pediatrico di Aguscello, in provincia di Ferrara, che secondo leggende e tradizioni descrivono sarebbe dei luoghi più infestati d’Italia, probabilmente dalle anime dei piccolo innocenti qui rinchiusi e “curati” con torture fisiche e mentali.
Tra i resti dell’ex manicomio gli arredi dell’epoca, sedie, lettini, strane apparecchiature mediche come la macchina per l’elettroshock ed un contorno inquietante di scritte blasfeme e sataniche.
Chiuso nel 1970, il manicomio venne quindi abbandonato e ancora oggi è incerto il destino dei bambini qui rinchiusi; si racconta che vi scoppiò un incendio e molti bimbi, rinchiusi all’ultimo piano dalle suore, trovarono la morte, lasciando sui pavimenti impronte indelebili dei loro piedini…

2. Castello della Rotta di Moncalieri

Si racconta che tanti sono i fantasmi che infestano questo castello nei pressi di Torino, con apparizioni e manifestazioni sovrannaturali; si va dalla romantica storia di una giovane, sposa del signore del castello, che lo tradì con un cavaliere templare e fu uccisa dal marito tradito, ad un frate accusato di omicidio e peccati carnali e sepolto vivo in un muro, al fantasma di un infante che appare con quello della sua nutrice, morto poichè travolto da una carrozza. Insomma, il luogo ideale per gli amanti dell’occulto!

3. Villa de Vecchi detta la Casa Rossa a Cortenova, Lecco

La villa, costruita nell’800 dal conte De Vecchi, deve il suo nome all’arenaria rossa con cui è costruita. Ma la leggenda narra che, in realtà, viene chiamata Casa Rossa poichè nel primo dopoguerra era stata abitata da Aleister Crowley, uno fra i maggiori satanisti ed occultisti dell’epoca; Crwley amava organizzare riti orgiastici all’interno delle stanze della casa nel segno del rosso, tr muri di quetso colore e donne dai capelli rossi. Si narra inoltre che i seguaci di Crowley, alla sua morte, continuarono ad invocare il diavolo ed una sera, durante questi riti, uno di loro, forse posseduto, fece strage a mani nude di numerosi suoi accoliti… la polizia trovò lo scempio il mattino seguente ed il responsabile non fu mai identificato…

4. Il Castello di Landriano, Pavia

Il Castello di Landriano è un castello di origine medioevale situato su un isolotto vicino Pavia; la tradizione orale locale racconta che sia infestato dal fantasma di Lady Janet, bruciata sul rogo nella piazza antistante il castello, che appare ai malcapitati, parla loro dicendo il suo nome e facendogli rivivere le sofferenze che ha patito durante la sua uccisione. In realtà, la leggenda ha alcune varianti, poichè par strano che una nobildonna inglese si trovasse a  Pavia: c’è chi sostiene che Lady Janet sia in realtà Giannetta Landriani, nobildonna locale, uccisa con l’accusa di stregoneria nel XVI secolo, oppure una semplice herbaria, Giannetta, in dialetto Giànét, cioè una sorta di erborista, accusata naturalmente di stregoneria.

5. Ex Manicomio di Mombello, Limbiate, Milano

L’ex Manicomio Mombello, ex Casa di Cura Antonini, si trova all’interno di Villa Pusterla-Crivelli, un’enorme complesso di oltre un milione di metri quadri di padiglioni e giardini, la cui origine risale addirittura al XVI secolo. Nel 1863 il Comune di Milano decise di utilizzare la Villa di Mombello come manicomio, per trasferirvi i pazienti della Senavra, il manicomio cittadino. La Villa ben presto acquisì una fama sinistra, con la sofferenza e tristezza che trasudava dai suoi muri, a causa dei terribili trattamenti psichiatrici che vi si effettuavano. Oggi il luogo è abbandonato ed è meta di writers, tossici e cacciatori dell’occulto; da visitare! 

Via

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CAFElab | studio di architettura


 
 

Arredare piccoli spazi: 18 mq con classe

Pubblicato da blog ospite in La Gatta Sul Tetto

Buondì cari amici! Oggi per la rubrica Arredare piccoli spazi torniamo in Svezia, in un piccolo appartamento arredato con classe.

Siamo a Stoccolma, al primo piano di un immobile risalente al 1885. L’appartamento è stato ricavato dal frazionamento di una proprietà più grande: in realtà si tratta di un’unica spaziosa stanza, dai soffitti molto alti e illuminata da un’unica enorme finestra. Le finiture sono di pregio: dagli infissi in legno dipinti di bianco e dotati di scuri, alle porte massicce fino al chiarissimo parquet in rovere posato a lisca di pesce. Questi dettagli decorativi si accordano perfettamente con il minimalismo dell’arredo, rendendolo più caldo.

I progettisti hanno puntato tutto sulla luminosità e sui materiali pregiati per esaltare al massimo le qualità del piccolo appartamento: io lo trovo spettacolare, anche se ho un grosso dubbio sulla sicurezza della scaletta che conduce al mezzanino. Vedo spesso questo tipo di soluzione, senz’altro geniale, visto che permette di sfruttare al massimo lo spazio del sottoscala, ma personalmente aggiungerei almeno un corrimano: non conosco le leggi svedesi in materia, ma per quelle italiane questa scala non è a norma, sia per la mancanza di protezione che per la larghezza e l’altezza dei gradini e per l’inclinazione.

Tornando al progetto, come dicevo i progettisti hanno scelto materiali pregiati, come il marmo per il top della cucina e per il vano doccia, e una palette essenziale tono su tono bianco e grigio pallido, ravvivata da tocchi caldi color miele e rame di alcuni elementi come le sedie, il divano, la rubinetteria e le maniglie del mobile della cucina. L’entrata, la cucina passante e i due piccoli vani che ospitano il wc e la doccia si trovano tutti sotto il mezzanino, sul quale è disposto il letto. Il soggiorno gode invece dello spazio a tutta altezza. ed è arredato da un ampio e comodo divano rivestito in tessuto beige, e da un mobile basso bianco per la tv. Una piccola chicca: il vano doccia è dotato di una “finestra” che dà sul soggiorno, una soluzione che contribuisce a far filtrare un po’ di luce nella doccia, che è stata interamente rivestita di marmo mero. Il fondo della cucina è costituito da uno specchio, che in casi come questi è perfetto per aumentare lo spazio percepito.

Visita gli altri piccoli spazi

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Allucinogene e psichedeliche: le illustrazioni da paura di Andrew Archer!

Pubblicato da blog ospite in Things I Like Today

Andrew Archer Everything Everything Album Cover

Le illustrazioni di Andrew Archer, sebbene macabre e spaventose, ci attirano in un vortice di colori surreale e lisergico

Andrew Archer è un illustratore originario della Nuova Zelanda che ora vive e lavora a Mebourne in Australia. Ha iniziato a lavorare come freelance nel 2007 e oggi la lista dei suoi clienti è impressionante: Nike, BBC, Samsung, TBWA, Saatchi & Saatchi, Audi, Bloomberg, Tanqueray, Sony Music, Adobe.

Fra le sue tante fonti di ispirazione ci sono le graphic novel, la cultura pop, la moda e il surrealismo. Ha vissuto in oriente per tre anni, a Hong Kong, in Tailandia e in Cambogia ed è fortemente influenzato dalla cultura asiatica. In particolare i suoi riferimenti sono il regista d’animazione Hayao Miyazaki e il pittore giapponese del XVIII secolo Toshusai Sharaku, maestro nella tecnica dello Ukiyo-e.

Mix e contaminazioni senza regole

Oltre al grande amore verso l’arte giapponese, Andrew Archer è anche un grande appassionato di basket (che gioca lui stesso fin da ragazzino) e ha cercato di fondere questi due temi nei suoi artwork. Nel 2013 ha iniziato a creare la serie Edo Ball le cui illustrazioni uniscono in modo incredibilmente fluido due mondi apparentemente inconciliabili. D’altra parte Andrew crede fermamente nella possibilità di mescolare tradizioni, culture ed epoche diverse.

Sentivo che questi due temi stilisticamente si fondevano benissimo e inoltre sono molto affini alla gioventù e alla cultura moderna. Credo che sia importante mescolare tradizioni vecchie e nuove, e anche fondere le culture sia nell’arte sia nella nostra vita di tutti i giorni.

Per le sue illustrazioni editoriali Andrew Archer utilizza un mix di tecniche digitali e tradizionali come colori acrilici, acquerelli o carboncino e anche il suo stile sembra non avere regole. Tutto è consentito alla sua immaginazione scatenata: situazioni surreali, soggetti macabri e raccapriccianti, colori sgargianti dagli accostamenti psichedelici, contribuiscono tutti a creare uno stile distintivo e surreale che colpisce immediatamente l’attenzione. Le sue immagini sono molto dinamiche ed estremamente dettagliate, affollate di elementi fantastici e assurdi, come se ci si trovasse dentro un sogno… o in un trip allucinogeno!

• LEGGI ANCHE: Nel regno della fantasia: l’arte psichedelica di James Jean

Edo Ball è una serie di illustrazioni ispirate al Basket, all’NBA e alle stampe giapponesi dello Ukiyo-e.

Andrew Archer - Illustrazioni per il libro "A Scanner Darkly" di Philip Dick pubblicato da The Folio Society

Illustrazioni per il libro “A Scanner Darkly” di Philip Dick pubblicato da The Folio Society

Andrew Archer Zeds Dead animated music video

Zeds Dead animated music video

Andrew Archer Zeds Dead animated music video

Zeds Dead animated music video

Andrew Archer "Cosmos", short story illustration

“Cosmos”, short story illustration


 
 

Una Casa in un Silos!

Pubblicato da blog ospite in Voglia Casa

I silos di grano non devono necessariamente essere limitati alla tenuta di grano. In effetti, li abbiamo visti convertiti in qualsiasi cosa, dalle pareti di arrampicata agli spazi urbani interattivi. Possono anche essere convertiti in piccole case, come ha fatto questa coppia trasformando un vecchio silo dal 1955 nella loro prima casa.

Situato a Phoenix, in Arizona, questa splendida casa di 366 metri quadrati è stata progettata e costruita dall’architetto Christoph Kaiser e dalla designer Shauna Thibault.

Ci sono voluti oltre 18 mesi per completare il progetto, con gran parte dei mobili e degli arredi che sono stati realizzati su misura, per adattarsi alla forma rotonda del silo. Lo spazio è per lo più aperto, ad eccezione di un bagno posizionato dietro una porta del mobile, quindi un ulteriore soppalco è stato aggiunto per ospitare la camera da letto. Lo spazio si raddoppia come un cinema con altoparlanti nascosti sotto il letto per fornire quel bit extra di teatralità sonica.

C’è una porta scorrevole alta e personalizzata che consente l’accesso al cortile, che aiuta anche a collegare l’interno con l’esterno, dando il senso che la casa è più grande del suo guscio.

C’è una doccia all’aperto e canali d’aria sotterranei che compensano passivamente il rumore dal sistema di climatizzazione, oltre a un lucernario apribile nella parte alta del silo che aiuta a raffreddare l’interno.

Anche se ci sono molti vantaggi nell’abitare in un piccolo spazio, ci sono stati molti compromessi, come arredare con elementi essenziali, nonché imparare molto rapidamente a mantenere le cose armoniose e in ordine.

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Ristrutturare la nuova casa in previsione di un nuovo arrivo in famiglia

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor
Nuovo contest GoPillar - ristrutturazione appartamento 100mq

Con l’arrivo di un figlio, spesso si ha la necessità di dover affrontare lavori di ristrutturazione al fine di riorganizzare gli spazi per ricavare una o due stanze in più. E’ il caso di una giovane coppia romana che in previsione di un nuovo arrivo in famiglia, ha la necessità di ristrutturare il proprio appartamento a San Paolo. Per farlo, la coppia si è recentemente rivolta GoPillar, che da pochi mesi è il nuovo nome di CoContest, ottenendo 12 diversi progetti realizzati su misura dalla community online che conta circa 54 mila architetti e designer di tutto il mondo.


La ristrutturazione richiesta in questo contest è totale, infatti a parte il parquet di legno ancora in buone condizioni, posato in tutti gli ambienti, i 100 mq dell’appartamento potranno essere completamente stravolti per adattarsi alle nuove esigenze della coppia. 
I clienti hanno fatto delle richieste ben precise: ricavare due bagni, un’ampia area living, una cucina abitabile, una camera da letto matrimoniale, una cameretta per la bambina e una terza camera per gli ospiti che in futuro diventerà una seconda cameretta.


Tutti gli architetti che hanno partecipato al contest sono riusciti nella sfida di riorganizzare gli spazi in modo   funzionale per una famiglia in crescita, rispettando lo stile richiesto: iper moderno con tocchi industriali.

L’interpretazione migliore è stata della prima classificata, l’architetto Gorica Vukovic


Nuovo contest GoPillar - ristrutturazione appartamento 100mq

In questo progetto la zona giorno e la zona notte sono state nettamente separate, il corridoio che univa i due ambienti chiuso e l’accesso alla zona notte posizionato alle spalle della zona living. Questo permette alla zona giorno di essere un continuum spaziale tra la cucina, ampia e spaziosa, la zona pranzo e la zona living. Tutte sono comprese in un unico colpo d’occhio spezzato solo parzialmente dalla parete in vetro e acciaio in perfetto stile industriale, che separa la zona pranzo dal resto.  Salta all’occhio la scelta di stile, caratterizzata, sì, da materiali ultra moderni come il mix di tessuto e metallo, ma, d’altra parte, dall’uso di molte tonalità pastello che, distanziandosi dal total white moderno e minimal, donano alla casa un’atmosfera accogliente, perfetta per una famiglia con bimbi piccoli.
Diversa ma ugualmente apprezzata è la proposta della terza classificata, l’architetto malesiano Vanny Gan

Nuovo contest GoPillar - ristrutturazione appartamento 100mq


L’ambientazione in questo caso è decisamente più monocromatica e seriosa, con l’aggiunta di tocchi molto eleganti, come ad esempio la scelta del mogano lucido delle superfici o il grande divano ad angolo senza spalliera.  Il tema centrale di questo progetto è sostanzialmente la linearità e semplicità delle forme. Linearità che è ripresa nella zona notte, con la creazione di una cameretta volutamente semplice, con pochi arredi colorati posizionati in un contesto più neutrale, adatto ad accompagnare la nuova arrivata per più fasi della sua crescita.

Marcatamente più industrial è, invece, lo stile prescelto dal designer Alessandro Cavalletti


Nuovo contest GoPillar - ristrutturazione appartamento 100mq

La proposta dell’architetto è stata quella di creare un grande open space dal grande impatto visivo. Il corridoio esistente è stato eliminato, riducendo al minimo lo spazio inutilizzato. Lo stile metropolitano, con elementi d’arredo proposti in differenti stili e materiali di ricilo, è ripreso anche nella zona notte, dove la protagonista è la cameretta della bambina, più grande di quella principale e divisa in due zone diverse. La zona notte è affiancata da un’ampia superficie dedicata al gioco che in futuro potrà essere riutilizzata come zona di studio e relax. 


Autore GoPillar 



 
 

Happy Monday

Pubblicato da blog ospite in REDaddress

www.disorganized72.tumblr.com


 
 

DA NORMANN COPENHAGEN

Pubblicato da blog ospite in Il Sottomarino a Pois
Buongiorno, ci ho messo un po’ per riorganizzare le idee dopo il viaggio a Copenhagen, soprattutto quando parti per pochi giorni in posti organizzati in modo diverso da dove abiti, almeno io, faccio veramente fatica a rientrare nella routine e riprendere in mano tutto quello che avevo lasciato…
C’è un motivo per cui sono andata proprio in Danimarca, e tra pochi mesi ve lo svelerò.. .non vedo l’ora… e una volta lì, impossibile non andare a visitare il quartier generale di questa azienda che produce pezzi di design di altissima qualità a prezzi contenuti.

DA NORMANN COPENHAGEN

Nel quartiere di Osterbro si trova la sede di Normann Copenhagen, dentro un vecchio cinema, trasformato in un vero e proprio showroom che di scandinavo ha ben poco. Chi entra trova subito un lungo corridoio, dove l’esposizione degli oggetti è pensata come l’ esposizione di opere d’arte in un museo, con installazioni dove si trovano vassoi e tavoli  nella gomma piuma, sedie fasciate tra loro, pareti rivestite in metallo e tanto oro. Il corridoio porta in una grande sala con una parete tutta dedicata alle sedie “Form”, in più tanti cuscini, abiti, pouf, divani e oggetti vari. Una scala conduce al piano interrato dedicato all’illuminazione, con sale riunioni vetrate e anche qui tanto oro, sia sulle pareti che sul pavimento.

” yellow is the new pink”


“stiamo vedendo che sta nascendo una nuova tendenza negli spazi interni che si muove verso i colori più scuri e le tonalità più calde”. Sabine Larsen


Foto: Roberta Salerni (il Sottomarino a Pois)
… e adesso buon ascolto a tutti  ( la scelta della musica è dovuta alla mia sfiga..atterrata a Copenaghen il giorno dopo del concerto di Nik Cave and the Bad Seeds) e anche il video sembra girato dentro questo showroom 😄- Were the Wild Roses Grow

A presto


 
 

A casa come in una SPA

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor
come trasformare il bagno in una mini SPA domestica

Il bagno dev’essere l’ambiente della casa dedicato al nostro relax e benessere quotidiano, dove rigenerarsi dopo una lunga giornata di lavoro. Creare un’oasi di benessere all’interno della propria casa si può, anche se la stanza da bagno non gode di una dimensione particolarmente grande. Le aziende specializzate in questo settore propongono infatti soluzioni caratterizzate da un design raffinato, materiali di qualità, prestazioni professionali e nuove tecnologie che permettono di rispondere alle diverse esigenze di spazio e non solo.


Tra le aziende leader del settore, ci siamo soffermate sulle proposte del marchio Grandform di SFA ITALIA SpA, azienda presente sul mercato da oltre 30 anni, che propone un ampio assortimento, design, innovazione e personalizzazione, insomma tutto ciò che occorre per realizzare una SPA domestica su misura. La storia di Grandform nasce proprio con la realizzazione dell’idro-massaggio ad aria, rafforzato negli anni con altre interessanti risorse come la cromoterapia, l’aromaterapia e il biomagnetismoal fine di poter ampliare l’offerta idroterapica.

Ma vediamo nel dettaglio quali soluzioni scegliere per trasformare la stanza da bagno in una vera e propria SPA domestica.


Cabine doccia multifunzione, per chi di spazio in bagno ne ha poco

Le nuove cabine doccia multifunzione, grazie ai sistemi tecnologici e sostenibili che li caratterizzano, si trasformano in strumenti di benessere. Il design predilige linee essenziali e tende a ridurre lo spessore dei profili, le dimensioni possono essere ampie o estremamente compatte, permettono diverse configurazioni, anche su misura, con porte a battente o scorrevole e massima attenzione ai dettagli. Naturtalmente non viene trascurato l’aspetto emozionale, infatti dispongono di getti differenziati, cromoterapia, musica, il tutto per offrire un’esperienza unica che va oltre la semplice doccia. Caratteristiche che ritroviamo nella cabina White Space Vapor di Grandform


cabina doccia multifunzione White Space Vapor di Grandform
White Space Vapor  grazie ai suoi getti per il massaggio dorsale e l’erogatore di vapore per sauna e bagno turco, è la scelta ottimale per godersi momenti di assoluto relax. Il bianco della White Space Vapor si fonde con le forme minimali delle strutture, per lasciare pieno spazio alla diffusione delle luci colorate, attivate dai led, in rilassanti sedute di cromoterapia con 2 stripled posizionati sui due lati della colonna. Una comoda e pratica tastiera di comando TOUCH permette di selezionare la funzione desiderata.


cabina doccia multifunzione White Space Vapor di Grandform

Disponibile con piatto doccia da cm 5 per l’installazione a filo pavimento oppure da cm 10 con piedini regolabili, la cabina White Space Vapor può essere installata anche ad angolo. Dispone inoltre di tetto in cristallo temperato da 6 mm e soffione zenitale a 2 funzioni: Big Rain e Heavy shower con testine anticalcare.

Vasche idromassaggio, sinonimo di relax e piacere, sono l‘elemento più desiderato per trasformare la stanza da bagno in una SPA domestica!


Grandform per prima ha saputo realizzare in vasca l’idea originale di un idro-massaggio ad aria delicato e frizzante, mirato a zone o microdiffuso, grazie a miriadi di correnti create nell’acqua da aria arricchita di ozono. Idroterapia significa poter diversificare i massaggi, alternando a piacere sistemi più decisi e vigorosi, basati su acqua direttamente pulsata dai jets, per effetti più intensi, in ritmi diversificati e regolabili.

Se siete tra i fortunati che non hanno problemi di spazio, allora potete concedervi il lusso di scegliere una bella vasca idromassaggio da incasso creando così un’ambientazione d’effetto e confortevole, proprio come il modello BOSSANOVA 185 di Grandform.


vasca idromassaggio BOSSANOVA 185 di Grandform

Disponibile con e senza sistema Air Easy, è possibile aggiungere il KIT Soundlight, ovvero il faretto per cromoterapia dotato di casse acustiche con collegamento Bluetooth da gestire attraverso una APP GunilampPro, facilmente scaricabile dall’APP Store o da Play Store. La vasca idromassaggio Bossanova 185 misura 185×120 cm
In alternativa, potete optare per una soluzione più classica, come la vasca idromassaggio MAMBO.


vasca idromassaggio MAMBO di Grandform

La vasca idromassaggio MAMBO rettangolare è dotata di sistema Digital plus con fITfORM, il kit appositamente studiato per ridurre gli inestetismi della cellulite costituito da 3 testine massaggianti. A completare l’allestimento il comando digitale retroilluminato, 8 jet cromati, 10 iniettori aria fondo vasca, massaggio pulsato acqua, Ozono, disinfezione con ozono, cromoterapia, sensore di livello.


vasca idromassaggio MAMBO di Grandform

La vasca MAMBO è disponibile in tre dimensioni, 170x70x62.5, 170x80x62.5 oppure 180x80x62.5,  con possibilità di installare la rubinetteria sia a destra che a sinistra.

Il vostro sogno è quello di poter installare una sauna finlandese? Ecco una soluzione per uso domestico che può addirittura sostituire la vasca: SAUNA HOME.

Sauna Home, caratterizzata da un design semplice e minimalista, ma, al tempo stesso, studiata con la massima attenzione per i dettagli, è la soluzione ideale per rilassarsi a casa propria. Una sauna esteticamente bella e accogliente, perfetta per godere dei benefici di una tradizionale sauna finlandese.
Realizzata in abete massiccio, la sauna Home non ha viti o chiodi a vista. Il legno utilizzato, perfettamente levigato, mette in evidenza le linee pulite della sauna; la parete frontale e la porta sono in vetro temperato da 8mm, per garantire un’ampia visuale. Le panche sono retrolluminate con luce a LED “Warm white”.

Sauna HOME di Grandform

Grazie alla loro tecnica costruttiva, le saune Home sono semplici e veloci da installare.

Grandform propone le saune Home in ben 7 misure differenti, tra queste la misura 170×80 cm appositamente progettata per coloro che, in fase di ristrutturazione del proprio bagno, desiderano sostituire la vecchia vasca con una sauna.


Naturalmente, la linea da bagno dedicata al wellness domestico a marchio Grandform non si limita a vasche idromasaggio, cabine multifunzione o saune. L’azienda infatti propone Hammam, mini piscine o semplici colonne doccia con determinate funzionalità, dai ripiani portaoggetti di Slim, alla struttura extra piatta con jets dorsali di Filo, alla cromoterapia e alla radio incorporata di Digital, ai getti per massaggio dorsale di Easy, sino all’asta saliscendi regolabile di Simply Thermo.


Cosa ne dite? Siete pronti a trasformare il vostro bagno in un’oasi di relax? Noi si!
  


 
 




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