Archive for maggio, 2018






 
 
 

Video Contest Riprenditi la Città, Riprendi la Luce: ecco i vincitori 2018

Pubblicato da blog ospite in Luxemozione

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La scorsa settimana sono stato a Roma per partecipare al Congresso Nazionale AIDI (Associazione di Illuminazione), che si è svolto il 17 e 18 Maggio presso il MAXXI, il museo delle arti del XXI secolo.

La sera del 17 si è svolta la premiazione degli otto vincitori della quinta edizione del concorso video internazionale Riprenditi la città, Riprendi la luce, rassegna di cortometraggi organizzata e promossa da AIDI. 

Riprenditi la città r Premiazione foto di gruppo 1
Riprenditi la città r Premiazione foto di gruppo 1
Riprenditi la città r Premiazione Reverberi e Acea

Una bella serata, durante i quali sono stati dunque mostrati i video dei finalisti e premiati i vincitori.

Bravi davvero tutti, è stato bello vedere così tanto coinvolgimento, emozione, passione per questo elemento: la luce, raccontata in video in soli 60 secondi. Complimenti anche ai presentatori, i bravi Mariella Di Rao e Moko.

Vediamo più nel dettaglio cosa è successo e chi sono i vincitori. 

In header il video il primo classificato nella categoria LUCE E ARTE: “Corpo di luce” di Paola Ortolani, che personalmente ho trovato molto bello.

Il Video Concorso

Il concorso, giunto alla sua V edizione, ha chiesto ai giovani di rappresentare la luce nella sua quotidianità di spazio/tempo attraverso il loro sguardo attento e la loro sensibilità, con l’intento di divulgare la “cultura della luce” partendo proprio dai giovani, per stimolare in loro la consapevolezza dell’importanza che questo elemento riveste nella vita quotidiana e per conoscere e capire come, attraverso la luce, interagiscono con la città dove vivono, studiano o lavorano. 

In questa edizione 2018 hanno partecipato due categorie di giovani, gli under 18 e gli under 30, che hanno raccontato la luce nell’ambito di tre diverse sezioni tematiche:

LUCE E ARTE, LUCE E LUOGHI, LUCE E PAROLE.

Inoltre, tra i premi speciali è stato inserito quello LUCE E FOTOGRAFIA, al fine di far emergere l’importanza della luce nella fotografia e nelle immagini. 

Tra i presenti alla cerimonia, oltre alla Presidente di AIDI Margherita Suss, esponenti del mondo della luce e rappresentanti delle Istituzioni come Antonella Ranaldi, Soprintendente dei Beni Artistici e Monumentali di Milano. Presenti anche rappresentanti del mondo della formazione, della cultura e dello spettacolo come Marco Filibeck, direttore delle luci del Teatro alla Scala, Alessandro Calosci, produttore cinematografico, lo scenografo Sebastiano Romano e il direttore della rivista LUCE Silvano Oldani. 

I vincitori della V edizione di Riprenditi la Città, riprendi la Luce.

Otto sono i giovani,  che sono stati premiati tra i 28 video finalisti, selezionati tra gli oltre 120 video inviati in occasione di questa quinta edizione: è stato assegnato un vincitore per ogni sezione tematica di ciascuna delle due categorie e un vincitore per ciascuno dei due premi speciali.

Per la prima categoria, under 18, i tre vincitori hanno ricevuto un buono da 500 euro da spendere in libreria e un iPad. Per la seconda categoria, under 30, i tre primi classificati sono stati premiati con 2.000 euro e l’accesso gratuito per un anno alla piattaforma di visual storytelling offerta da Playtrip. Inoltre, ai due vincitori dei premi speciali “Premio speciale della giuria” e “Luce e Fotografia” sono stati consegnati premi di 1.000 euro ciascuno. 

Questi i nomi dei vincitori della V edizione del concorso video

Categoria “Under 18”

  • Primo classificato LUCE E ARTE: “Dancing light” di Fabio Facchini
  • Primo classificato LUCE E LUOGHI: “La lomoj de la urbo” di Giorgia Nguyen
  • Primo classificato LUCE E PAROLE: “Pure Light” di Vlada Maria Gaina

Categoria “Under 30”

  • Primo classificato LUCE E ARTE: “Corpo di luce” di Paola Ortolani
  • Primo classificato LUCE E LUOGHI: “Deus ex fabrica” di Giulia Grotto
  • Primo classificato LUCE E PAROLE: “Le parole sono luce” di Gabriele Scarcelli

Premi speciali

  • Premio “Luce e Fotografia”: “Sorrisi a Led” di Giorgio Ghiotto
  • Premio speciale della giuria: “Disegno di luce – φωτογραφία” di Diego Valanzise e Massimo De Laurentiis

I filmati sono stati valutati da una giuria formata da esponenti del mondo del lighting e della cultura, un panel di eccezione che rappresenta le diverse tematiche del concorso: Margherita Suss, Presidente di AIDI; Antonella Ranaldi, Soprintendente dei Beni Architettonici e Monumentali di Milano; Aldo Solbiati, direttore della fotografia; Alessandro Calosci, produttore cinematografico; Marco Filibeck, lighting designer del Teatro alla Scala; Marinella Patetta, lighting designer; Nicoletta Gozo, responsabile per ENEA del Progetto Lumière & PELL; Francesca Migliorato, architetto e consigliere AIDI; Silvano Oldani, direttore della rivista LUCE; Sebastiano Romano, scenografo e regista teatrale.

Tutti i video sono pubblicati sul sito www.riprenditilacitta.it e sono visibili sul canale YouTube dedicato all’iniziativa.

Sponsor e contributi

L’iniziativa è stata organizzata grazie al contributo economico di Enel X e Gewiss come “Sponsor Gold”; A2A Illuminazione Pubblica, Acea, Arianna, Neri, Osram, Philips Lighting, Reverberi Enetec come “Meeting Supporter”; Cariboni Group, iGuzzini Illuminazione, Iren, Performance in Lighting, UL come “Sponsor Silver”; Posytron come “Sponsor tecnico”.

Riprenditi la Città, riprendi la Luce è stato realizzato con il patrocinio di CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori), ENEA, ASSIL (Associazione Nazionale dei Produttori Illuminazione), APIL (Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione), Comune di Milano, Comune di Roma, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Accademia delle Belle Arti di Brera, le Università Sapienza, Roma 3 e Federico II di Napoli, l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia, l’Ordine degli Ingeneri della Provincia di Roma. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con ForumLED Europe, Lanterne Magiche della Fondazione Sistema Toscana, l’Unione Nazionale Consumatori e Playtrip, una piattaforma di visual storytelling che permette di dare vita ai contenuti multimediali creati dai giovani che partecipano. Media partner dell’iniziativa sono le riviste LUCE, Elle Decor, Casabella, IoArch, Radio Subasio, i portali Luxemozione, Agenda Tecnica e il gruppo Energiamedia.

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Decorare la tavola estiva con i fiori

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor
decorazione per la tavola con i gerani

Il geranio è un pianta caratterizzata da una miriade di forme, colori e dimensioni. Questa bellissima pianta sudafricana è la preferita in assoluto per decorare terrazze e balconi ed è davvero graziosa anche come fiore reciso. Un’ottima idea è abbinarla ad altre piante, in particolare all’eucalipto!


Decorare la tavola estiva con i fiori è facile e divertente, ecco 3 idee veloci per creare delle fantastiche decorazioni per la tua tavola con i gerani, e senza spendere una fortuna!


Decorazioni tavola con gerani e foglie di eucalipto


Questa decorazione per la tavola ricorda una ninfea ed è facilissima da realizzare. Tutto ciò di cui hai bisogno è una ciotola di vetro tonda e piatta, alcune foglie di eucalipto e dei fiori di Geranio recisi di diversi colori. Ecco come realizzarlo! Prima di tutto, spargere all’interno della ciotolina di vetro le foglie di eucalipto. Quindi, aggiungere un po’ d’acqua e disporre al centro i fiori di Geranio… e il gioco è fatto!


Decorazioni tavola con gerani e foglie di eucalipto
decorazioni tavola con gerani e foglie di eucalipto

Centrotavola con gerani, fili d’erba e campanelline


Questo centrotavola attirerà senz’altro gli sguardi dei tuoi ospiti! Puoi realizzarla facilmente, con un po’ di pazienza e precisione. Ecco ciò che ti serve: un vaso di vetro allungato, elastici, foglie e fiori di Geranio, piccoli cetriolini ornamentali, campanelline ed erbe decorative. Prima di tutto, allarga gli elastici e arrotolali intorno al vaso così da creare una maglia sull’apertura superiore. Aggiungi un po ‘d’acqua e inserisci le campanelline e i Gerani. Aggiungi poi dei fili d’erba ornamentali di lunghezze diverse tra gli elastici per ottenere una disposizione simile a un bouquet. Come tocco finale, posizionare con attenzione i cetriolini ornamentali sulla rete, tra i gambi. Ecco fatto!


Centrotavola con gerani, fili d’erba e campanelline
Centrotavola con gerani, fili d'erba e campanelline

Centrotavola semplice: gerani e rametti di eucalipto


Questa affascinante decorazione per la tavola ricorda un prato fiorito in miniatura ed è super rapida da realizzare. Basta riempire con dell’acqua alcuni bicchieri di vetro, disporli su un vassoio di legno rettangolare e decorarlo posizionandovi Gerani recisi di colori diversi. Per dare un tocco decorativo in più, aggiungere alcuni rametti di eucalipto.


Centrotavola semplice: gerani e rametti di eucalipto
Centrotavola semplice: gerani e rametti di eucalipto


 
 

Dove hai nascosto la pattumiera?

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente

Ci sono oggetti della quotidianità che, più di altri, possono trasformarsi in vittime della moda e delle abitudini.
La pattumiera è tra questi: brutta Cenerentola della cucina e del bagno {per lo più}, l’abbiamo nascosta in ogni modo. In angoli defilati al riparo da occhi curiosi oppure in armadi da aprire soltanto all’occorrenza. Oggi il design, che altro compito non ha che di rendere belli e funzionali gli oggetti della nostra vita, ha cambiato le pattumiere. 

Quello che abbiamo sempre relegato in un armadio, può apparire bellissimo. Finalmente anche la pattumiera ha acquistato una sua dignità.

Poi, a pensarci bene, il discorso è sempre lo stesso: sono i dettagli a fare la differenza e la pattumiera può rappresentare un ottimo dettaglio che crea un ambiente piacevole con un intento funzionale.

Un cestino per raccogliere i rifiuti non è comodo solo in cucina {dove funge da vera e propria pattumiera}, ma può essere utile in bagno, nello studiolo, nella cameretta del nostro piccolo. Se avesse un brutto aspetto rovinerebbe l’estetica della stanza.

Se, invece, scegliamo una pattumiera di design e del colore giusto non abbiamo più bisogno di nasconderla.

… che ne dici: ti sembra ancora che la pattumiera sia un oggetto tanto brutto da dover essere nascosto?

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Stile industriale per un loft in Svezia

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break
Questo loft è situato in un vecchio edificio recuperato, in Svezia; l’altezza considerevole dei suoi interni, quasi 5 mt, frazionati da un soppalco in metallo, le grandi aperture dalla forma particolare e i muri di mattoni a vista ne denunciano la vecchia vocazione industriale e contribuiscono a definirne l’atmosfera attuale.

Industrial style for a loft in Sweden

This loft is located in an old restored building, in Sweden; the considerable height of its interior, almost 5 meters, divided by a metal mezzanine, the large openings with a particular shape and the exposed brick walls denounce its old industrial vocation and contribute to defining its current atmosphere.

 

Via

_________________________
CAFElab | studio di architettura


 
 

Stile industriale per un loft in Svezia

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Questo loft è situato in un vecchio edificio recuperato, in Svezia; l’altezza considerevole dei suoi interni, quasi 5 mt, frazionati da un soppalco in metallo, le grandi aperture dalla forma particolare e i muri di mattoni a vista ne denunciano la vecchia vocazione industriale e contribuiscono a definirne l’atmosfera attuale.

Industrial style for a loft in Sweden

This loft is located in an old restored building, in Sweden; the considerable height of its interior, almost 5 meters, divided by a metal mezzanine, the large openings with a particular shape and the exposed brick walls denounce its old industrial vocation and contribute to defining its current atmosphere.

 

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Stile industriale per un loft in Svezia

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Questo loft è situato in un vecchio edificio recuperato, in Svezia; l’altezza considerevole dei suoi interni, quasi 5 mt, frazionati da un soppalco in metallo, le grandi aperture dalla forma particolare e i muri di mattoni a vista ne denunciano la vecchia vocazione industriale e contribuiscono a definirne l’atmosfera attuale.

Industrial style for a loft in Sweden

This loft is located in an old restored building, in Sweden; the considerable height of its interior, almost 5 meters, divided by a metal mezzanine, the large openings with a particular shape and the exposed brick walls denounce its old industrial vocation and contribute to defining its current atmosphere.

 

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Stile industriale per un loft in Svezia

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break
Questo loft è situato in un vecchio edificio recuperato, in Svezia; l’altezza considerevole dei suoi interni, quasi 5 mt, frazionati da un soppalco in metallo, le grandi aperture dalla forma particolare e i muri di mattoni a vista ne denunciano la vecchia vocazione industriale e contribuiscono a definirne l’atmosfera attuale.

Industrial style for a loft in Sweden

This loft is located in an old restored building, in Sweden; the considerable height of its interior, almost 5 meters, divided by a metal mezzanine, the large openings with a particular shape and the exposed brick walls denounce its old industrial vocation and contribute to defining its current atmosphere.

 

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COMPACT: UNA SERIE VERSATILE ED EFFICIENTE PER L’UFFICIO!

Pubblicato da blog ospite in Voglia Casa
Compact sintetizza i punti chiave dell’ufficio moderno, libero e razionale, traducendoli in un progetto dinamico dalla personalità forte ed aperta. Ridisegna l’ufficio nel rispetto delle nuove esigenze organizzative, garantendo integrazione e dinamicità. Armonia nella nuove infinite combinazioni degli elementi, nella sapiente scelta dei colori, nella pregiata finitura dei particolari. La possibilità di comporre postazioni di lavoro singole, doppie, triple… multiple, sfruttando in maniera razionale lo spazio.
E’ una serie versatile e moderna caratterizzata da ergonomia ed efficienza.
COMPACT: UNA SERIE VERSATILE ED EFFICIENTE PER L'UFFICIO!
La struttura è in metallo ed è particolarmente rifinita: tutte le parti sono realizzate da stampo ottenendo così la massima rifinitura. I cavi  possono essere sostenuti da particolari linguette. Il carter su cui è riprodotto il marchio ARCADIA, è asportabile affinché si possa formare una gamba centrale dove si collegano entrambe le travi. Compact possiede ben QUATTRO versioni per le sue gambe.
COMPACT: UNA SERIE VERSATILE ED EFFICIENTE PER L'UFFICIO!La gamba Zeus con trave telescopica, tubo di supporto della struttura, gambe canalizzate per il passaggio dei cavi e piedini regolabili in altezza. La gamba Zeus è disponibile anche versione circolare adatta per tavoli riunioni e tavoli di servizio.
La gamba Cronos con trave telescopica canalizzata per il passaggio dei cavi e piedini regolabili in altezza.
La gamba Athena Plus e la gamba Athena in legno dalla linea pulita e regolare. La prima è composta da supporti in alluminio per il piano, posti alle due estremità della gamba, la seconda sorregge direttamente i piani senza particolari supporti.
I piani delle scrivanie, 30 mm di spessore, sono realizzati con materiale ecologico riciclabile e bordati in ABS 2 mm di spessore. I pannelli sono realizzati in particelle di legno rivestito di carta melaminica antigraffio e antiriflesso con gli spigoli arrotondati. Compact è realizzato con materiale ecologico riciclabile, Arcadia è infatti parte, del consorzio PANNELLO ECOLOGICO.COMPACT: UNA SERIE VERSATILE ED EFFICIENTE PER L'UFFICIO!I colori e finiture,uguali alle schiene, alle ante e alle porte delle pareti possono essere: rovere,bianco, faggio, ciliegio York, larice String, magnolia Camelia, grigio perla, rovere 81R, olmo WR3, olmo 30R.

Le cassettiere metalliche sono in metallo 8/10 mm, verniciate dello stesso colore delle gambe delle scrivanie; sono complete di serratura a cilindro a sfilare, chiusura centralizzata e anti-ribaltamento. La parte interna dei cassetti è realizzata con lo stesso metallo e verniciate di colore nero. Si possono montare le serrature singole o totali con cilindro a sfilare. Le finiture possono essere grigio alluminio oppure nero antracite.

COMPACT: UNA SERIE VERSATILE ED EFFICIENTE PER L'UFFICIO!

Le librerie hanno la schiena sp.14 mm e vengono fissate con delle apposite squadrette metalliche che permettono di avere una struttura molto solida.
Nelle librerie si possono montare classificatori interni o esterni con frontalini, usando sempre lo stesso telaio e possono essere completati da serratura multipla (cilindro a sfilare) anti ribaltamento e soft system.

COMPACT: UNA SERIE VERSATILE ED EFFICIENTE PER L'UFFICIO!

Vedi il catalogo di compact by Arcadia Ufficio.


 
 

Copritermosifoni country chic su misura

Pubblicato da blog ospite in Decor, Nell'Essenziale
Copritermosifoni country chic

Eppure a me i copritermosifoni non sono mai piaciuti.. li ho sempre trovati scomodi e inutili … fino a quando non mi sono resa conto della loro reale utilità. Ed ora ti parlo di copritermosifoni country chic dopo oltre  6 anni di copritermosifoni disegnati, tagliati, cuciti e decorati!

Copritermosifoni country chic su misura personalizzati

Oggi mi ritrovo a raccontarti di quanto siano utili soprattutto se abbinati e coordinati agli altri tessili della casa. Si perché questi elementi vanno meticolosamente abbinati a ciò che già c’è in casa. Io non amo la casa patchwork, quindi quando qualcuna mi chiede consiglio la prima cosa che io chiedo sono le foto dei divani, delle tende… dei vari complementi. Questo perché quando realizzo qualcosa, desidero che questo qualcosa duri e lo immagino durare nel tempo ai lavaggi ed ai cambi di stagione.  Cerco quindi di realizzare un prodotto che seppur unico sia quasi indistruttibile e versatile.

Copritermosifoni country chic

Questo modello di copritermosifoni country chic su misura è stato da me realizzato molto molto tempo fa, e per mancanza di tempo mi ritrovo a parlarne solo oggi.

Sono in puro cotone italiano. Il tessuto quadrettato è Cotone Adige tinto in filo. Il tessuto avorio è in puro cotone con lavorazione panama. Questi due tessuti se di qualità durano per decenni. Se lavati e conservati in condizioni ottimali non cambiano le loro caratteristiche e rimangono come nuovi per molti molti anni.

 

copritermosifone country chic rosso

Copritermosifoni country chic a quadretti

A me  i copri termosifoni non erano mai piaciuti, ed ora sto progettando con ansia e felicità un modello di copritermosifoni country chic per la mia nuova casa che si adatti al mio stile. Lo stile Essenzial Chic, un misto tra country e shabby!

Puoi acquistare il copritermosifone  dallo shop e scegliere il  modello che ti piace di più da qui!

Per oggi è tutto!

A presto

Rosa

 

 

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Sol LeWitt, Between the Lines

Pubblicato da blog ospite in Room by Room
presenta
Sol LeWitt. Between the Lines
a cura di Francesco Stocchi e Rem Koolhaas
Dal 17 novembre 2017 al 24 giugno 2018 la Fondazione Carriero è lieta di presentare Sol LeWitt. Between the Lines, una mostra a cura di Francesco Stocchi e Rem Koolhaas organizzata in stretta collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt. Nel decennale della scomparsa di Sol LeWitt (Hartford, 1928 – New York, 2007), Between the Lines intende offrire un punto di vista nuovo sulla pratica dell’artista statunitense, esplorandone i confini – nel rispetto di quelle norme e di quei principi alla base del suo pensiero – e isolando i momenti fondanti del suo metodo di indagine e dei processi che ne derivano.
Attraverso un nutrito corpus di opere che ripercorrono l’intero arco della sua carriera – da 7 celeberrimi Wall Drawings a 15 sculture come Complex Form e Inverted Spiraling Tower, fino alla serie fotografica Autobiography – e partendo dalla peculiarità degli spazi della Fondazione, il progetto espositivo esplora la relazione del lavoro di LeWitt con l’architettura. Between the Lines si basa su una chiave di lettura forte e innovativa, tesa innanzitutto a riformulare l’idea che sia l’opera a doversi adattare all’architettura, fino ad arrivare a sovvertire il concetto stesso di sitespecific.
Con la collaborazione dell’architetto Rem Koolhaas – per la prima volta nella veste di curatore – in dialogo con il curatore Francesco Stocchi, Between the Lines affronta ampi aspetti dell’opera di LeWitt, con l’obiettivo ambizioso di superare quella frattura che tradizionalmente separa l’architettura dalla storia dell’arte e che caratterizza l’intera pratica dell’artista, rivolta più al processo che al prodotto finale, e scevra di qualsiasi giudizio estetico o idealista.
Nel 1967 LeWitt pubblica sulla rivista Artforum il testo “Paragraphs on Conceptual Art” – considerato tutt’oggi basilare per la comprensione dell’arte concettuale – che sancisce il primato dell’idea sull’esecuzione, attribuendo così maggior rilievo al concetto e al processo rispetto all’oggetto, segnando l’inizio della progressiva riduzione al grado primordiale dell’opera d’arte. Nel testo LeWitt conia il termine “concettuale”, aprendo la strada a un’idea di arte e a un modo di lavorare che sarà – e continua a essere – rilevante per le successive generazioni di artisti. Il compito dell’artista è dunque quello di formulare il progetto, la sua esecuzione invece può essere affidata a chiunque, purché si rispettino le istruzioni stabilite.
Il suo credere nell’artista come generatore di idee ha aggiunto una nuova dimensione al suo ruolo, avvicinandola alla figura di un architetto che crea un progetto per un edificio e poi delega la produzione effettiva ad altri. Tuttavia, il teorema che LeWitt professava è più ampio di quanto s’immagini: è quel certo, misurato, grado di casualità determinato dall’individualità dell’esecutore ad aprire l’opera al pathos della creazione artistica, al senso determinato dalla coerenza interna del sistema linguistico, e dunque dal metodo e non dall’esito di per sé. Muoversi liberi all’interno di regole. Quando ad esempio, in memoria dell’amica Eva Hesse, l’artista introduce nei suoi Wall Drawings “le linee non dritte”, si abbandona alla comprensione (e all’interpretazione) dell’esecutore, rafforzando ulteriormente il disinteresse per ogni forma di estetica a favore dell’attenzione per la regola, rendendo così le sue opere immortali perché capaci di rinnovarsi ogni volta.
È a questo punto che si inserisce il ruolo dell’architettura (e dell’architetto) nella valutazione dell’opera di LeWitt, non solo per l’affinità nella progettualità delle idee, ma per la capacità che entrambi hanno di rimodellare lo spazio.
Le opere di Sol LeWitt non possono essere considerate sculture, né opere pittoriche e neanche strutture architettoniche, si tratta piuttosto di Structures forme inserite nello spazio, a metà tra la bidimensionalità e la tridimensionalità. La loro regolarità geometrica le rende “basi” perfette per i suoi disegni a parete, moltiplicabili, trasformabili in pattern e replicabili in un numero infinito di forme bianche, nere, o colorate, solide o aperte. Sono forme che rivelano il loro attaccamento all’immagine piatta ma al tempo stesso sfidano la gravità, innescando una riflessione che unisce dipinti a parete e sculture, creando una porta d’accesso tra “dimensionalità” e “costruzione”.
Molte di queste forme sono incuranti dell’ambiente e delle sue caratteristiche, attraversano porte e pareti in continuità con l’architettura senza essere condizionate dalla specificità del luogo in cui si sviluppano, ripercorrendo in questo modo l’intera storia della pittura murale.
L’opera si permea di quel luogo ma non è necessariamente pensata per esso, e in questo modo rivela un nuovo spazio metafisico fatto non di linee, cubi o altre forme geometriche, bensì dell’idea di quelle stesse linee, cubi o forme.
La mostra alla Fondazione Carriero nasce dunque dal desiderio di esplorare i confini dell’opera di LeWitt, considerando i suoi postulati all’interno di un nuovo e più libero sistema di verifica, e di proporre una nuova armonia tra figura tridimensionale e superficie bidimensionale.
La mostra è resa possibile grazie alla stretta collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt e a prestiti provenienti da prestigiose istituzioni pubbliche, come il Whitney Museum of American Art (New York), e importanti collezioni private, come la Collezione Panza. I Wall Drawings esposti negli spazi della Fondazione Carriero sono eseguiti con la collaborazione di giovani artisti e studenti milanesi, sotto la fondamentale supervisione della Estate Sol LeWitt.

 
 




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