Archive for luglio, 2018






 
 
 

Catania e i 5 sensi: Boudoir 36, i profumi e l’esperienza dell’olfatto

Pubblicato da blog ospite in Home Lacò, Interiors

Si parte! Finalmente inauguro la rubrica su Catania e la Sicilia di Home Lacò.

Un racconto che parte dai sensi, dalle atmosfere e dalle persone che con il loro lavoro e la loro arte hanno fatto conoscere la dirompente creatività dei siciliani nel mondo, un viaggio che spero incanti, come è successo a me. Inauguro questa rubrica con un piccolo regalo che troverete alla fine del post e che sono sicura vi piacerà…

Cominciamo allora…  da Catania, esattamente da via Santa Filomena, una via che da diversi anni si popola la notte di boutique, localini e persone.

In questa via, solo al tramonto e per poche ore al giorno, apre Boudoir 36 , un negozio piccolo piccolo, una profumeria artistica dall’atmosfera volutamente  riservata, nel quale riemergono ricordi perduti nella memoria, attraverso il senso dell’olfatto.

Appena si entra si è sopraffatti dal colore rosso della tapezzeria damascata, dal soffitto colore oro, dal velluto rosso dei tendaggi, dai candelabri e dai cristalli, dai tappeti e dallo scintillio di boccette che contengono all’interno il profumo dei ricordi, dei viaggi di donne che con il solo abito da sposa partivano in cerca dell’amore, dell’odore dei cassetti delle nobil donne di un’epoca, l’odore dei fiori nelle chiese durante i giorni di festa, che si mescolava all’incenso e allo zucchero filato, l’odore del bacio della mamma e degli agrumi del cortile … dentro troverete tutto questo e molto di più.

Un’esperienza unica, da pelle d’oca che andrebbe inserita nelle migliori guide turistiche di Catania, perché che cos’è un viaggio se non un’esperienza speciale?

Questa esperienza è possibile grazie al lavoro e alla narrazione di Antonio Alessandria, che da diversi anni lavora nel campo del profumo portando avanti l’originale professione del “naso”.

Il “naso” è una professione poco conosciuta ma molto affascinante, dalle radici antiche, collegata al mondo dell’arte e della chimica; attraverso la migliore memoria olfattiva e una scelta accurata delle materie prime, il naso, crea profumi di ispirazione, attraverso questa professione nascono i migliori profumi nel mondo.

All’interno di Boudoir 36 troverete alcuni tra i profumi migliori al mondo e alcune edizioni limitate, espressamente create da Antonio. Qui grazie alle sue parole riemergeranno ricordi di una vita che forse avete vissuto e che avete dimenticato, unico sentore sarà l’uso dell’olfatto.

Come promesso una piccola anticipazione della magia della boutique Bodouir 36 . La narrazione di Éperdument (fr. perdutamente), una delle fraganze realizzate  da Antonio Alessandria , raccontata espressamente da lui.

Eperdument – boudoir 36 – Antonio Alessandria

Boudoir 36 a Catania profumeria artistica- 01 home lacò
Gli interni di Boudoir 36 a Catania, ricordano un antico passato siciliano e sono volutamente riservati. Per entrare all’interno del negozio,  dalla vetrina bisogna superare una tenda in velluto rosso. Oltre quella tenda troverete la disponibilità e la sapienza del proprietario, un profumiere d’altri tempi

boudoir 36 a catania profumeria artistica via santa filomena - home lacò Boudoir 36 a Catania profumeria artistica- 02 home lacòBoudoir 36 a Catania profumeria artistica- 03 home lacò dettagli arredo

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Guardaroba angolare: armadio o cabina componibili, quali scegliere?

Pubblicato da blog ospite in BlogArredamento Aziende, Napol Arredamenti

Siamo abituati a pensare ad un guardaroba angolare come una soluzione contenitiva grande e capiente per camere da letto di dimensioni medio-grandi, in realtà un armadio angolare è perfetto anche (e soprattutto!) in camere piccole e camerette per ricavare spazio dove sembra non esserci. Se la camera è piccola, se non c’è una parete lineare libera sulla quale disporre l’armadio o se la configurazione della stanza è complessa e tutte le pareti sono occupate da porte o finestre, è indispensabile ricorrere a soluzioni alternative. Per aggirare gli ostacoli strutturali della stanza e avere un armadio guardaroba capiente è indispensabile sfruttare due pareti contigue e in particolare l’angolo, uno spazio altrimenti morto e inutilizzato.
Quando si ha bisogno di spazio contenitivo è un peccato utilizzare un angolo della stanza solo per appoggiare il fianco di un armadio, meglio sfruttarlo in modo intelligente e valorizzarlo con un modulo angolare o uno spogliatoio.

Ma com’è fatto un guardaroba angolare? Scopriamo insieme quali sono le 3 composizioni più utilizzate e i modelli più in voga.

 

1. Armadio guardaroba angolare

I modelli più comuni di armadio angolare prevedono un modulo ad angolo con una o due ante di chiusura da inserire tra moduli lineari. Altri modelli sfruttano invece l’angolo affiancando una classica colonna armadio e un modulo più profondo con un’anta.
La prima soluzione ha il vantaggio di avere uno spazio interno grande e capiente, con modulo unico facilmente accessibile. La seconda soluzione è pensata per chi preferisce avere spazi contenitore ben distinti per organizzare vestiti e oggetti. Anche in questo caso lo spazio interno è totalmente accessibile, è solamente più difficile raggiungere la parte più in fondo.

Nello schema i moduli angolari Napol con due ante: la misura minima dell’elemento ad angolo con due ante dritte è di cm 101,6 x 101,6 (schema a sinistra), quello con ante curve è di cm 115 x 115 (schema a destra).

Dimensioni modulo angolare armadi Napol

Nelle immagini qui sotto il modulo ad angolo è utilizzato come elemento di connessione tra colonne armadio.

La particolarità di entrambi gli armadi sono le ante curve, un dettaglio di stile molto apprezzato soprattutto in armadiature molto grandi e in ambienti di passaggio. Gli spigoli curvi e stondati alleggeriscono le linee del grande armadio e non ostacolano il passaggio.

Armadio con angolo curvo al centro della composizioneArmadio con angolo curvo e ante curve

2. Armadio ad angolo con spogliatoio

La seconda soluzione è un guardaroba angolare con modulo spogliatoio. L’elemento spogliatoio può essere scelto nella versione ad angolo come elemento di connessione in una composizione, al quale affiancare in sostanza altre colonne armadio, oppure nella versione terminale da usare come modulo di chiusura di una composizione angolare.

Nello schema i moduli spogliatoio Napol: a sinistra l’elemento angolare che misura cm 141,6 x 154,4, a destra l’elemento terminale cm 121,6 x 152 con lato esterno di soli 23 centimetri.

Dimensioni modulo spogliatoio armadi Napol

Nelle immagini qui sotto il guardaroba angolare Reflex formato da due colonne con ante battenti e da un modulo spogliatoio con un’anta battente e due ante a libro con maniglie innestate sul telaio. In questo spogliatoio sono stati inseriti ripiani, tubi e ganci appendiabiti, specchio, portacravatte e sacche portaoggetti ma ognuno può scegliere l’attrezzatura che preferisce. Lo spazio è personalizzabile e multifunzione e si rivela una piccola cabina armadio angolare, l’area interna è accessibile e calpestabile. Perfetto da abbinare ad un armadio lineare battente della collezione Napol, il bello di questo spogliatoio è che può essere anche utilizzato singolarmente: per comodità o per estetica si può inserire lo spogliatoio in un angolo della stanza, lontano dall’armadio.

Lo spogliatoio angolare Napol ha ante battenti in vetro con telaio in alluminio. Il vetro riflettente trasparente bronzato proposto nelle immagini dona un effetto vedo-non-vedo all’armadio e da chiuso può essere utilizzato anche come specchio.

 Guardaroba con angolo spogliatoio chiuso con anteGuardaroba con angolo spogliatoio terminale attrezzato

3. Cabine armadio angolari

Se la stanza è abbastanza ampia o se si vuole un guardaroba super organizzato – stile guardaroba di Carrie Bradshaw in Sex and the City – si può optare per una cabina armadio angolare. Le varianti sono: cabina armadio a “L” con un solo elemento angolare oppure cabina armadio a ferro di cavallo, a forma di “C”, con due moduli ad angolo.
All’interno della cabina si possono organizzare vestiti, borse e accessori; via libera alla fantasia e alla personalizzazione con tutte le attrezzature disponibili: ripiani, cassettiere, appendiabiti, servetti, portapantaloni, vaschette portatutto, portascarpe, portacravatte, sacche per abiti, specchiere estraibili orientabili.

Chi sceglie una cabina armadio angolare dev’essere disposto ad avere un guardaroba a vista, a meno che lo spazio a disposizione e la configurazione della stanza permettono di chiudere il guardaroba con un sistema di ante fatto su misura.

Cabina armadio angolare con ante scorrevoli in vetro

Cabina armadio angolare attrezzata, a C o a LCabina armadio angolare attrezzata, con interni in Noce Tanganika

 

1 richiesta, 3 modelli, infinite soluzioni.

Chi è alla ricerca di un guardaroba angolare per la sua casa può navigare sul nostro portale e trovare informazioni sugli armadi e le cabine ad angolo mostrati in questo articolo. Le schede prodotto contengono specifiche dimensionali e tecniche, foto d’esempio, collegamento ai campionari digitalizzati dove vedere i campioni di materiali e colori. È possibile rivolgersi ad un nostro rivenditore per progetti su misura e prezzi. Prenota subito un appuntamento con un arredatore.

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5 passi per organizzare un trasloco al meglio

Pubblicato da blog ospite in Idee, Rooms Interior Design Lab

Di questi tempi l’anno scorso ero totalmente presa da pacchi e scatole. Stavo cominciando a raccogliere tutto in vista del trasloco che avrei dovuto affrontare nel giro di qualche mese, giusto il tempo di una ristrutturazione lampo. Non è stato il primo trasloco della mia vita, sono stata una studentessa fuori sede durante gli anni dell’università, ma sicuramente è stato il più impegnativo perché non si trattava di una stanza sola ma di una intera casa, la casa che è stata di famiglia per più di vent’anni.
Ve lo dico onestamente: è stato uno dei periodi più stressanti della mia vita. Ma anche uno dei più istruttivi: mi ha fatto capire che abbiamo davvero più di quanto abbiamo bisogno, e che le cose che ci sembrano necessarie nella maggior parte dei casi non lo sono.
Quindi, visto che ormai mi sono fatta un po’ di esperienza sull’argomento (casa mia conteneva letteralmente almeno altre due case!), cercherò di stilare un vademecum per chiunque si appresta a cambiare casa.

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1. Occorrente

Se non vi affidate ad una ditta di traslochi che prenderà in carico il vostro fornendovi anche il materiale da imballaggio, sappiate che avrete bisogno di una quantità di scatole maggiore di quelle che avete preventivato. Anche se siete minimalisti indefessi, la vostra casa vi restituirà una quantità di oggetti che mai avreste pensato di avere. Non vi consiglio di comprarli perché qualsiasi supermercato sarà ben lieto di disfarsi del cartone in eccesso, e a voi costerà zero. Oltre a questo vi serviranno pennarelli, post-it, scotch di carta e da pacco, pluriball e carta di giornale come se non ci fosse un domani.

2.  Planning
Potete decidere di organizzarvi per stanze o per tipo di oggetto. Ad esempio, potete cominciare dai ripostigli e via via impaccare gli oggetti contenuti in ogni stanza, oppure partire dalle cose che non usate quotidianamente, come i soprammobili, per poi proseguire fino alle cose indispensabili, tipo i piatti che usate tutti i giorni. L’importante è utilizzare delle categorie: assegnate un colore (post-it o pennarello) ad ogni stanza o ad ogni tipologia di oggetto e usatelo per scrivere sul pacco di cosa si tratta. Vi sarà utile nel momento in cui dovrete riposizionare il tutto in casa nuova, perché saprete già dove andranno le cose.
Avere un piano di organizzazione è fondamentale per i traslochi internazionali. Cambiare casa non è mai un’operazione facile, e si complica ulteriormente se si deve cambiare anche Paese di destinazione, quindi meglio pianificare prima il tutto.

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3. Decluttering

Un trasloco è una incredibile opportunità per liberarsi di cose vecchie e fare spazio al nuovo.  Abbiamo una incredibile quantità di cose che non usiamo e che stanno lì a occupare spazio vitale; questo è il momento buono per capire cosa effettivamente usiamo e se abbiamo qualcosa che magari può essere utile a qualcun’altro. Possiamo infatti vendere gli oggetti superflui o – perché no – fare una buona azione e donare a chi ha più bisogno di noi. Ve ne parlo anche qui.


4. Impacchettamento

Fate pacchi medio-piccoli. Sono più leggeri e quindi più facili da trasportare (vale soprattutto per libri e oggetti pesanti). Per quanto riguarda i tessili (quindi abiti e biancheria da casa), io ho usate le molte valigie che avevo. In alternativa anche i sacchetti per il sottovuoto vanno benissimo.
Tutto ciò che si può rompere andrebbe avvolto nel pluriball: l’ho usato per le cose di un certo valore, ma poi ho optato per la carta di giornale perché ne avevo parecchia in casa. L’accortezza è usarne molta e riempire i vuoti che si creano tra un oggetto e l’altro. In particolare, per piatti e bicchieri io mi ero procurata quelle scatole tipo cassetta della frutta di cartone molto rigido. Queste scatole possono essere impilate una sull’altra e permettono di mantenere le stoviglie in ordine.
Se l’arredo di casa vostra traslocherà con voi, e quindi andrà smontato e rimontato nella nuova abitazione, ricordatevi di attaccare le varie viti alle rispettive parti di mobile con dello scotch di carta. Inoltre non è necessario svuotare i cassetti: possono essere tolti, ricoperti con del cellophane e rimessi una volta che i mobili saranno rimontati.

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5. Trasloco

Se la casa in cui dovete trasferirvi è già disponibile, ovviamente vi conviene portare i pacchi mano a mano. Se invece per qualsiasi motivo dovete aspettare qualche tempo prima di poter travasare le cose, cercate di ritagliarvi un angolo della vostra attuale casa in cui appoggiare i pacchi in modo che siano ordinati e distinguibili. Quando comincerete a portare le vostre cose nella casa nuova, andrete a colpo sicuro sapendo quale gruppo di pacchi è destinato ad una specifica stanza. È inevitabile che qualcosa vada temporaneamente smarrito tra i vari scatoloni, ma così limiterete i “danni”.
Preparate una valigia, una per ogni componente della famiglia, con gli indispensabili – abiti, biancheria, spazzolino e dentifricio ecc – come se doveste partire per una vacanza, in modo da avere il necessario per la sopravvivenza nel momento clou. 
Organizzatevi per tempo con le questioni burocratiche come utenze, cambio di residenza, assicurazione dell’auto.

Infine, sappiate che un trasloco senza stress è pura utopia.  Non solo per la fatica fisica che comporta, ma soprattutto per le energie mentali che andranno investite. Si cambia casa per i motivi più disparati: l’indipendenza appena conquistata, una convivenza o un matrimonio, l’arrivo di un figlio, e a volte, purtroppo, perché le vite delle persone prendono strade diverse. Per tutto questo una casa nuova è il simbolo di qualcosa che inizia, di una nuova avventura, della possibilità di fare le cose, finalmente, a modo nostro.
Buon trasloco!

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Estate sicura con Sense e Sense Guard, i guardiani di casa GROHE

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor, Idee
dispositivo per le perdite d'acqua Sense di GROHE

L’unica acqua a cui penserai quest’estate sarà quella del mare, alla tua casa ci pensano GROHE Sense e GROHE Sense Guard, le soluzioni Smart Home contro il pericolo di perdite d’acqua e allagamenti. Proteggere la casa da remoto non è mai stato così semplice e sicuro  

Le vacanze sono alle porte, la valigia è quasi pronta e torna il pensiero di come poter chiudere casa senza preoccupazioni per godersi al meglio i giorni di ferie? Dalla cucina al bagno, i rischi legati a eventuali improvvise perdite o piccoli fuoriuscite di acqua rappresentano il pericolo più diffuso, e la soluzione arriva da GROHE.


Ancora una volta GROHE si prende cura dell’ambiente domestico e della sua sicurezza. Grazie ai sensori Sense e Sense Guard, gestiti da remoto con la App Ondus di GROHE, il pericolo delle perdite d’acqua è scongiurato, prima che una goccia si trasformi in lago.
Da oggi, inoltre, la connessione a Nest permette a Sense Guard di garantire un livello di sicurezza ancora più elevato grazie alla modalità “a casa” e “fuori casa” che consente di chiudere l’acqua istantaneamente oppure successivamente, nel caso in cui un elettrodomestico sia ancora in funzione. Al rientro a casa, l’acqua viene aperta automaticamente.


GROHE Sense
GROHE Sense
GROHE Sense, una volta posizionato sul pavimento, monitora l’umidità, rileva perdite d’acqua avvisando tramite smartphone, mentre GROHE Sense Guard, installato fra le tubazioni idriche principali, è in grado di rilevare le micro-perdite e interrompere automaticamente l’erogazione dell’acqua in caso di guasti alle tubature. 
GROHE Sense Guard
Per maggiori informazioni vai su www.grohe.it

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Quali serramenti scegliere per la propria abitazione?

Pubblicato da blog ospite in Idee, La Gatta Sul Tetto

Che tipo di serramenti scegliere per la propria abitazione3

I serramenti costituiscono una parte fondamentale delle spese da sostenere al momento della costruzione o del rinnovo di un’abitazione:

scegliere quelli giusti è molto importante, visto che possono incidere in maniera significativa sulla qualità della vita degli abitanti della casa. I materiali utilizzati comunemente per la realizzazione degli infissi sono il legno, l’alluminio e il pvc, ognuno dei quali ha una serie di vantaggi estetici e strutturali e un certo numero di svantaggi.

Quali funzioni svolgono i serramenti?

A livello tecnico si definiscono serramenti gli elementi architettonici realizzati per la chiusura delle aperture ricavate nella muratura. Sono composti quindi di un controtelaio e di un telaio: il primo è costituito dalla cornice fissata al muro alla quale sono a loro volta fissate le parti mobili, ovvero i telai destinati a reggere i vetri. Le funzioni principali degli infissi sono l’isolamento termico e acustico, nonché in seconda battuta la sicurezza degli abitanti della casa. I materiali e le tecniche utilizzate per realizzare e fissare i serramenti influiscono enormemente sulla loro resa a livello di efficacia e di durata.

Che tipo di serramenti scegliere per la propria abitazione sezioni

La struttura di diversi tipi di profili vista in sezione

L’isolamento acustico

L’isolamento acustico offerto dai serramenti dev’essere in grado di consentire agli abitanto della casa un riposo adeguato, quindi deve essere proporzionale al grado di rumorosità della zona in cui si trova l’abitazione. Anche l’altezza dell’appartamento influisce non poco sulla rumorosità di una casa. Per poter godere di un sonno profondo e di un sonno ristoratore, il cervello umano ha bisogno di riposare a una soglia massima di 30dB. Oltre tale soglia il riposo non è efficiente e le condizioni di vita peggiorano sensibilmente.

L’isolamento termico

I serramenti devono essere in grado di assicurare una buona tenuta termica dell’abitazione, soprattutto nelle zone più fredde o soggette a forti escursioni termiche da una stagione all’altra. Questo perché attraverso le finestre e gli infissi avviene una parte consistente della dispersione energetica di un’abitazione: riscaldare una casa costa, e una parte consistente del denaro speso in energia potrebbe andare letteralmente al vento se i serramenti non sono in grado di tenere il calore generato dall’impianto di riscaldamento all’interno della casa.

Caratteristiche dei serramenti in legno

Il legno è il materiale tradizionale per la realizzazione di serramenti. E’ uno dei migliori isolanti naturali conosciuti, ha un’altissima sostenibilità ambientale e un’ottima resa estetica. A fronte di questi vantaggi è indubbio che gli infissi in legno sono piuttosto costosi e che necessitino di una manutenzione frequente, soprattutto se l’abitazione che li ospita è esposta ad agenti aggressivi e corrosivi come la salsedine o una continua esposizione al sole. I serramenti in legno offrono in generale un isolamento acustico migliore rispetto a quelli realizzati con tecniche più moderne ma con materiali metallici che permettono un più facile passaggio delle onde sonore. Questo tipo di finestre è particolarmente adatto a case antiche o che si trovino in un centro storico, non particolarmente esposte alle intemperie.

Che tipo di serramenti scegliere per la propria abitazione

Caratteristiche dei serramenti in alluminio

I serramenti in alluminio sono molto meno costosi di quelli in legno, necessitano di pochissima manutenzione e sono facilmente realizzabili in qualsiasi dimensione e con qualsiasi tipo di finitura, che però non assicurerà mai una resa estetica piacevole come quella offerta dal legno. L’alluminio è inoltre un materiale economico, leggero e riciclabile al 100%. Tra gli svantaggi di questo tipo di infissi c’è però lo scarso isolamento acustico e termico, dovuto al fatto che l’alluminio è un ottimo conduttore: talvolta il problema dello scarso isolamento acustico viene risolto con un’appropriata progettazione e realizzazione degli stessi, all’interno dei quali vengono inserite parti in legno per spezzare la continuità del materiale conduttore.

Che tipo di serramenti scegliere per la propria abitazione

Caratteristiche dei serramenti in PVC

Nel caso di infissi realizzati in PVC, le caratteristiche isolanti dipendono in massima parte dalla qualità degli infissi e dall’accuratezza della loro posa in opera, quindi soltanto marginalmente dalla conduttività del materiale. l’inserimento di vetri doppi all’interno dei telai consente di migliorare sensibilmente le prestazioni degli infissi in termini di isolamento. La resa estetica del PVC è indubbiamente migliore rispetto all’alluminio, mentre il prezzo è leggermente maggiore rispetto a quest’ultimo ma comunque minore rispetto al legno.

Che tipo di serramenti scegliere per la propria abitazione5


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Soluzione salva spazio: LETTO A SOPPALCO

Pubblicato da blog ospite in Idee, Voglia Casa

Design per i più piccoli…

Siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni per rendere speciali e frizzanti le camere dei nostri figli. Tuttavia, quando lo spazio è ristretto o si vogliono prediligere attività quali il gioco e il divertimento, l’impresa diventa ardua.

Ecco allora che può giungere in aiuto il tanto adorato “letto a soppalco“.

Soluzione salva spazio!

Utilizzato da moltissimi per risolvere situazioni di piccole metrature e abbinato ad armadi incorporati, trova oggi largo impiego con progettazioni contemporanee e originali.

Soluzione salva spazio

Soluzione salva spazio Solitamente, nella parte inferiore, viene inserito l’angolo studio, anche se la parte dedicata al gioco e allo svago è sempre presente. Il grande e classico armadione non viene quasi più preso in considerazione. E’ vero, i vestiti e la biancheria devono essere riposti ma le opzioni utilizzate sono altre. Piccole cassettiere da utilizzare come piani d’appoggio, armadi a muro chiusi da tendaggi o soluzioni di ante proprio sotto al letto.

Letto a castello Letto a castello

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Un loft in evoluzione continua ad Amsterdam

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Interiors
Su un’isola olandese nella zona occidentale di Amsterdam un gruppo di residenti costruì  negli anni scorsi Superloft, un futuristico edificio collettivo composto da loft alti fino a sei metri, progettati per crescere insieme a loro nel corso degli anni. Grazie all’architettura industriale, che offre la massima flessibilità, Superlofts si inserisce perfettamente nello sviluppo del tessuto sociale. Lo studio studiomfd ha realizzato qui l’hotel Hip; ci sono giardini pensili in comune, stazioni di ricarica e pannelli solari per un’architettura sostenibile e di qualità.

An evolving loft in Amsterdam

On a Dutch island in western Amsterdam, a group of residents has built Superloft, a futuristic collective building of up to six meters high, designed to grow with them over the years. Thanks to the industrial architecture, which offers maximum flexibility, Superlofts fits perfectly into the development of the social fabric. The studiomfd studio has created the Hip hotel here; there are shared roof gardens, charging stations and solar panels for sustainable, quality architecture.

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CAFElab | studio di architettura

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Carole Feuerman, un tuffo nella scultura iperrealista

Pubblicato da blog ospite in Design, Things I Like Today

Carole Feuerman scultura iperrealista - Chrysalis, 2017

Le nuotatrici di Carole Feuerman sono sculture iperrealiste che sembrano vive, rilassate e sorridenti come appena uscite dall’acqua

Carole Feuerman è un’artista statunitense, classe 1945, considerata una delle figure più influenti nell’ambito della scultura iperrealista.

Conosciuta principalmente per le sue sculture iperrealiste di nuotatrici e bagnanti, giovani donne appena emerse dall’acqua, Carole Feuerman è stata una dei pionieri del movimento iperrealista nato a cavallo fra gli anni ’60 e ’70. Un momento storico in cui gli artisti cercavano una rappresentazione della figura umana più vera con l’intento di dare un novo significato al realismo figurativo e catturare la vita interiore dei soggetti.

Carole si ispira ai grandi del passato e del presente: Michelangelo, Degas, Anish Kapoor cercando di trasmettere un concetto di bellezza naturale e una sensazione di gioia, forza e pace interiore.

Mi piace creare sculture di persone che si sentono a proprio agio nella loro pelle; persone belle, classiche, sane. Voglio che lo spettatore si interroghi sui pensieri nella mente di ogni scultura. Nessuno può mai sapere quale dolore interiore si portano gli altri, o cosa stanno pensando. Le mie sculture ritraggono i sentimenti e le storie che voglio raccontare – difficili, felici, giocose, gioiose, di salute, forza, vulnerabilità, ecc. Lavoro in resina, bronzo, acciaio e video e più recentemente su dipinti e stampe. La fisicità è una parte enorme del mio lavoro. Il realismo nella mia arte deriva dal mio desiderio di rappresentare emozioni reali e stati fisici dell’essere – dalla serenità pacifica all’energia, dall’equilibrio al vigore; le menti sane in corpi sani sono un tema della mia arte.
Blasting News

Una tecnica laboriosa e minuziosa

L’artista utilizza delle modelle in carne ed ossa per le sue sculture per ricavare un primo calco in silicone. Da questo ottiene un secondo calco in gesso, utilizzato come stampo per la scultura in resina. La scultura viene poi dipinta a mano e arricchita di dettagli e particolari realistici, come capelli, ciglia, piccole rughe, vene in rilievo o lentiggini… e soprattutto piccole gocce d’acqua che si aggrappano ai corpi nudi. Le sue sculture possono essere a grandezza naturale, in miniatura o in scala gigante quando si tratta di installazioni pubbliche. Realizzate in resina o bronzo,  sono dipinte con decine e decine di velature di pittura per rendere assolutamente naturale l’aspetto della pelle e dei materiali. Il risultato è sempre stupefacente ed estremamente realistico.

Nella sua lunghissima carriera, Carole Feuerman ha ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti. Le sue opere sono esposte nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo, dal Metropolitan di New York all’Hermitage di San Pietroburgo ma anche nelle collezioni private di Bill e Hillary Clinton, di Henry Kissinger e Michail Gorbaciov.
Attualmente l’artista è esposta alla Kunsthalle di Tübingen (Germania) nella collettiva “Almost Alive” dedicata alla scultura iperrealista. Una panoramica del movimento iperrealista degli ultimi 50 anni, nella quale è possibile ammirare le opere di 26 artisti fra cui anche Ron Mueck, Marc Sijan, Sam Jinks e Maurizio Cattelan.

Le nuotatrici di Carole Feuerman, sculture iperrealiste che sembrano vive!

Carole Feuerman scultura iperrealista - Midpoint, 2017

Midpoint, 2017 – Installazione alla Biennale di Venezia – Resina dipinta a mano

Carole Feuerman scultura iperrealista - Christina, 2014 New York

Carole Feuerman scultura iperrealista – Christina, 2014 New York

Carole Feuerman scultura iperrealista - Contemplation, 2018

Contemplation, 2018

Carole Feuerman scultura iperrealista - Infinity, 2014 New York

Infinity, 2014 New York

Carole Feuerman Grande Catalina 2005

Grande Catalina, 2005 – non vi ricorda tremendamente una famosa foto di Herns Haas?

Carole Feuerman - Goddess, scultura iperrealista in resina dipinta

Carole Feuerman – Goddess, scultura iperrealista in resina dipinta

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Da fortezza a palazzo green: la domotica applicata alla Rocca di Sant’Apollinare

Pubblicato da blog ospite in Architettura, La Gatta Sul Tetto

Rocca di Sant Apollinare

L’Italia ha un nuovo primato green grazie alla domotica:

le vecchie scuderie del Monastero benedettino della Rocca di Sant’Apollinare si sono infatti aggiudicate la certificazione di Gbc Historic Building per il restauro e la riqualificazione sostenibile degli edifici storici, assegnato per la prima volta a un edificio di questo tipo.

Nuova vita per la Rocca

Situate nei pressi di Spina, in provincia di Perugia, le ex scuderie hanno una storia tanto lunga quanto interessante: l’area fu scelta nel X secolo per ospitare una fortezza a difesa di una nobile famiglia locale, sfruttando la natura e la posizione sul colle. Tra i vari edifici c’erano appunto le strutture adibite a scuderie, anch’esse poi “convertite” con la trasformazione ad abbazia benedettina.

domotica applicata Rocca di Sant Apollinare

Tradizione e innovazione insieme 

Facendo un salto nel tempo arriviamo ad oggi, quando la Fondazione per l’Istruzione Agraria ha avviato un complesso intervento di restauro, adeguamento sismico e di riqualificazione energetica, che ha portato nelle scorse settimane alla conquista del prestigioso riconoscimento. Per la precisione, le scuderie della Rocca di Sant’Apollinare hanno ottenuto il livello di certificazione “oro”, con 72 punti su 100.

domotica applicata Rocca di Sant Apollinare il cantiere

Il cantiere

Soluzioni all’avanguardia

Per raggiungere questo risultato è stato decisivo anche il supporto delle soluzioni di automazione integrate per la domotica di BTicino, che si sono confermate ideali per garantire sicurezza, risparmi energetici ed efficienza; per la precisione, sono stati installate varie tipologie di prodotti della gamma per la domotica, come impianto di videocontrollo e postazioni videocitofoniche, sia di tipo classico che interconnesso, che consente di comunicare anche da remoto e via smartphone con gli ospiti al cancello.

Utilizzo di prodotti tecnologici 

Si tratta di soluzioni relativamente comuni e replicabili in qualunque abitazione, utilizzando i canali di distribuzione tipici, a cominciare dallo shop digitale di PuntoLuce: la novità dell’edificio perugino è stata quella di adattare i prodotti del catalogo di Bticino a un contesto di valore architettonico, utilizzando una modalità operativa completamente nuova. Il protocollo GBC, come spiegato dai protagonisti di questa iniziativa, impone di rispettare una serie di regole specifiche, a partire dal reperimento dei materiali da utilizzare in cantiere e dalle esigenze di recupero della parte più pregevole e storica del parco edilizio nazionale, all’insegna di una filosofia mirata all’efficientamento energetico e riduzione dell’impatto ambientale dell’esistente.

Un intervento sostenibile

Inoltre, questo protocollo valuta il livello di sostenibilità degli interventi di conservazione, riqualificazione, recupero e integrazione di edifici storici con diverse destinazioni d’uso, unendo i criteri di sostenibilità dello standard LEED (ispirato ai principi costruttivi americani) con le conoscenze del mondo del restauro dove invece è l’Italia a rappresentare un’eccellenza.

domotica applicata Rocca di Sant Apollinare GBC Historic Building

Gli sviluppi futuri del progetto 

Il professor Franco Cotana, ordinario di Fisica tecnica industriale presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Ateneo di Perugia e tra i promotori dell’iniziativa, ha dichiarato che il progetto “ha dimostrato che possediamo un patrimonio di competenze e tecnologie che possono aiutarci a valorizzare il nostro capitale storico e architettonico, oltre alle nostre eccellenze in campo tecnologico”. Inoltre, “essere il primo edificio al mondo certificato GBC Historic Bulding, tra l’altro a livello Oro, rappresenta un motivo di orgoglio, ma anche uno stimolo a investire ulteriormente in questa direzione”, aggiungendo che l’esperienza consentirà di “utilizzare la rocca di Sant’Apollinare come palestra per sperimentare sul campo nuove soluzioni tecnologiche utili anche per le Smart Home e gli Smart Building del futuro”.

crediti foto: Fondazione per l’istruzione agraria

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Come arredare con giochi tessili colorati

Pubblicato da blog ospite in Non Solo Arredo

Ci avviamo oggi a giocare con dei complementi ed elementi di arredo che spesso vengono troppo sottovalutati, a torto. Gli elementi tessili che possono essere disseminati in un’area living, infatti, contribuiscono moltissimo all’atmosfera generale che può essere “ammorbidita” da cuscini che trasmettano sensazioni di comfort e rilassatezza se in forme più malleabili; lo spazio può però anche essere reso più rigoroso da cuscini squadrati, che nascondano un’imbottitura meno soffice ma non per questo meno comoda ed accogliente.
Si può anche giocare tra questi due estremi con un incrocio di contaminazioni… ciò che conta è non strafare!

Cuscino Bandas di Patricia Urquiola

bandas di patricia urquiola
Non ci crederete, ma anche i designer più affermati si dedicano alla creazione di forme, texture e fantasie tessili per i cuscini: lo ha fatto ad esempio una star come Patricia Urquiola con il cuscino Bandas inserito nell’omonima collezione dell’azienda di complementi d’arredo Gan. Si tratta di un cuscino di forma rettangolare e ricamato a mano in lana, in misure 60×40 ma disegnato in una ampia varietà di fantasie per adattarsi al meglio all’esaltazione del concetto di modularità intercambiabile della collezione da cui proviene.
Noi vi presentiamo solo il cuscino, per le sue caratteristiche versatili capaci di accontentare qualsiasi mood o personalità grazie ai suoi gradevoli effetti ottici.

Cuscini Mingle di Muuto

Hanno poi un carattere molto deciso ma allo stesso tempo poliedrico i cuscini della collezione Mingle, ideati da Thomas Bentzen per Muuto, marchio di prestigio per l’arredo ed i complementi di stampo scandinavo e di elevata qualità. Questa serie di cuscini nasce per esaltare le combinazioni tra tessuti e colori, giocando con un processo creativo che è stato come un viaggio tra queste due componenti, quella materica e quella cromatica, al fine di trovare coppie che fossero tra loro complementari perché nessuna trama è uguale all’altra.
L’imbottitura è composta da un mix tra fibre e piume, ed il risultato finale è indubbiamente gioioso come sempre accade con tanta esplosione di colori ben manifestata ed il giusto tocco di fantasia!

Tappeto Chipo di CC Tapis

Sperimentare soluzioni tessili per l’arredo della zona living può voler anche dire rivestire porzioni di pavimento con dei tappeti, che se ben ispirati sanno rappresentare un decoro che aggiunge sensibilità e brio a qualsiasi ambiente, oltre a permearlo in un certo senso di calorosa accoglienza.
Lo studio Zaven si è ispirato alle tradizionali maschere africane per la collezione di tappeti composta dai modelli Zo e Chipo, rileggendo queste tradizioni in modo originale e connotandole del loro inconfondibile stile grafico.

Si tratta di un progetto molto interessante perché oltre a portare con sé alcune caratteristiche simboliche di forte valenza, in storie di maestri e simboli, i tappeti Zo e Chipo sono interamente realizzati a mano in seta e lana dell’Hymalaya e vengono proposti dall’azienda CC Tapis.
Colori e disegni caratteristici entrano così in casa portandosi dietro delle affascinanti e misteriose storie stilizzate per diventare complementi d’arredo di gusto tribale ma ispiratissimi: un vero progetto d’autore!

 

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