Archive for gennaio, 2019






 
 
 

L’accessibilità secondo i principi del Design for All

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento

È nato negli anni Sessanta del secolo scorso, ma si è saputo rinnovare con nuove tecnologie e una forte spinta alla sostenibilità. Parliamo del Design For All, ovvero la “filosofia” della progettazione accessibile mirata ad eliminare ogni tipo di barriera architettonica e di ostacolo alla vita indipendente. In Italia, a partire dagli anni Novanta, si passa dal concetto di “progetti speciali” pensati per persone fragili, ad un concetto più globale, quasi “olistico”, che porta alla nascita dell’Inclusive Design o Universal Design o, infine, Design for All. Un’architettura di qualità che non deve avere solo elevate caratteristiche estetiche, ma anche di fruibilità, sicurezza, autonomia e, non ultime, modalità alternative di utilizzo, in base a esigenze e condizioni che possono cambiare nel corso della vita. Questi parametri dovrebbero essere prioritari soprattutto nella progettazione di ambienti urbani, ma possono essere applicati con ampi margini di efficacia anche negli ambienti domestici privati.

Un esempio su tutti: un mini ascensore che, con un ingombro minimo e un investimento contenuto, rappresenta un’ottima soluzione per superare le barriere architettoniche di un’abitazione, ma anche di piccoli condomini, uffici o negozi. Ostacoli che non riguardano solo anziani e disabili, ma anche mamme con passeggini o persone che hanno subito un infortunio e che, seppure temporaneamente, hanno una mobilità ridotta.

Funzionalità, tecnologia e design sono i “plus” dei mini ascensori domestici oggi in commercio. Come gli ultimi e innovativi Armonico e Dinamico di KONE Motus, che si caratterizzano per funzionalità e design e possono essere personalizzati in base alle esigenze e agli elementi strutturali dell’edificio, ma anche all’estetica degli spazi interni. Un mix di legno, laminati e acciaio rende confortevole ed elegante la cabina, mentre la parte in vetro dona ampiezza e luminosità.

Dinamico è una piattaforma elevatrice che funziona anche in spazi minimi. È adatto sia come montacarichi per disabili, sia più in generale per rendere case e spazi pubblici più comodi e pregiati. È dotato di una tecnologia “soft-start”, per garantire il massimo comfort, e del meccanismo di discesa automatica di emergenza.

La combinazione di diversi materiali, come legno, acciaio e vetro, rende i mini ascensori dei veri elementi di arredo. Non è raro, infatti, che nei moderni progetti di arredamento di interni, in fase di costruzione di nuove abitazioni, questi impianti domestici vengano ormai previsti per migliorare l’accessibilità, la comodità e l’eleganza degli spazi abitativi. E proprio su questi principi nasce la linea di KONE Motus per il trasporto verticale.

Il mini-ascensore ha alcune caratteristiche che lo distinguono dall’ascensore, anche se la funzione e i vantaggi sono simili.

Per un mini-ascensore le dimensioni minime richieste sono 120 cm per larghezza e 95 cm per profondità, in modo da consentire l’accesso anche ad una sedia a ruote. La portata minima è 250 kg (circa 3 persone), anche se esistono impianti di capienza maggiore, con
portata fino a 600 kg.

Il mini-ascensore arriva fino a 0,15 metri al secondo, mentre l’ascensore è più veloce. Ancora, l’ascensore da appartamento non comporta lavori per creare la “fossa” e la “testata” e può utilizzare la corrente domestica mono fase, con un consumo in linea con quelli dei comuni elettrodomestici.

Inoltre, i mini-ascensori domestici, come Armonico e Dinamico di KONE Motus, possono essere equipaggiati con seggiolino, comandi touch, telefono in cabina e con un sistema di alimentazione indipendente, utile in caso di black out.

Oltre al vantaggio di avere una casa completamente accessibile, soprattutto se è costruita su più livelli, installare un mini-ascensore è un vero investimento che aumenta nel tempo il valore dell’immobile.

Così come progettare o ristrutturare un’abitazione secondo i principi del Design For All è un investimento lungimirante. La metodologia della buona architettura sostenibile viene sostenuta da anni da Design for All Italia, nato nel 1994 come Istituto Italiano per il Design e la Disabilità (IIDD) e costituitosi poi nel 2008 come associazione indipendente.

DfA Italia è stata la prima National Member Organisation dell’EIDD, ovvero Design for All Europe, fondato a Dublino nel 1993, con il sostegno dell’Unione Europea.

“Il Design for All è partito dall'analisi della disabilità, per poi gestire le esigenze di tutti e cerca gli strumenti per promuovere gli interventi per l'adeguamento dell'ambiente a tutti – si legge nella prefazione al volume ‘Design for All. Il progetto per l’individuo reale’, curato da Avril Accolla, Vice Presidente dell'EIDD Design for All Europe e dell'IIDD Design for All Italia, con i contributi di Luigi Bandini Buti, Daniela Gilardelli e Finn Petrén – L’attualità risiede soprattutto nel fatto che non solo coinvolge nel progetto le discipline del progetto, ma anche tutte le discipline della filiera della decisione. Cerca di indirizzare all'obiettivo la decisione politica, la gestione economico-finanziara, l'opportunità sociale, il progettista, la realizzazione del progetto e la sua gestione, secondo il principio che, se viene a mancare un elemento della filiera, soprattutto la volontà politica, non sarà certo solo il progettista, pur bravo, a poter realizzare progetti inclusivi”.

Come dire, un approccio sistemico, olistico e necessariamente multidisciplinare, che sta ormai coinvolgendo quasi tutte le nuove leve dell’architettura moderna.

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Le migliori serrature intelligenti del 2019

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break

Una serratura intelligente è la parte più importante di una casa domotica, ti consentirà di entrare e uscire a tuo piacimento, controllerà chi entra e quando esce di casa mentre sei via. Quasi tutte le serrature intelligenti dispongono di una app che consente di bloccare e sbloccare le porte, alcuni consentono di assegnare privilegi speciali ad amici, familiari o personale di manutenzione, si possono perfino impostare gli accessi a giorni e orari specifici.
Alcuni modelli possono essere attivate usando comandi vocali, biometrici o un touchpad.

Vediamo quali sono i migliori dispositivi disponibili sul market di Amazon:

August Smart Lock

Considerato il migliore prodotto sul mercato, è compatibile con Amazon Alexa, Apple HomeKit, IFTTT e Nest ha una app molto elegante e funzionale sia per iOS che Android e connettività Bluetooth e Wi-Fi

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Yale ENTR

Dovendo acquistare una serratura, Yale è una sicurezza.
Entr punta molto sulla sostenibilità, non usa plastica, le batterie sono ricaricabili, il packaging è 100% riciclabile.
E’ disponibile l’app con connettività Bluetooth per iOS e Android, telecomando per creare chiavi virtuali e lettore di impronte digitali Le funzionalità di Yale Entr sono particolarmente indicate per un’attività commerciale, come un B&B o un hotel.

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Danalock, Smartlock V3

Una serratura elettronica che ha il pregio di essere discreta
E’ disponibile l’app con connettività Bluetooth per iOS e Android, compatibile con Apple Homekit
Una serratura digitale ad un ottimo prezzo!

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CAFElab | studio di architettura

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Sfruttare gli arredi nei piccoli spazi per massimizzare i metri

Pubblicato da blog ospite in Idee, VDR Home Design

Se pensate che visto che la casa che avete è micro non ci potete far nulla, state sbagliando. Potete sfruttare gli arredi nei piccoli spazi.


Se vivete in un monolocale o in un bilocale, se avete a disposizione 50 metri quadri scarsi, è giunto il momento di capire bene come massimizzare lo spazio che avete.

Non è che siccome la casa è piccola, non ci può stare dentro nulla. Ovviamente bisognerà fare un progetto più scrupoloso, fare attenzione alle misure delle stanze e capire i tipi di arredi che ci possono stare. Ma non è impossibile.

Se avete definito uno stile e dei colori, allora avete già un buon punto di partenza.

Sfruttare gli arredi nei piccoli spazi: le idee più pratiche

Cominciamo con l’ingresso: di solito nelle case piccole neanche ci sono, ma è sempre comodo attrezzare un piccolo angolo per riporre capotti, borse e scarpe. Invece dei soliti appendi abiti da terra (che occupano spazio), scegliete quelli a parete. Ce ne sono molti anche decorativi e colorati.

Un bello specchio a fianco (magari appoggiato a terra), illuminato da un faretto e lo spazio si moltiplicherà. Meglio evitare grandi mobili che occupano lo spazio, ma se proprio non potete farne a meno sceglietene uno piccolo e stretto. Con qualche cassetto giusto per riporre chiavi e varie.

Sfruttare gli arredi nei piccoli spazi
Zara Home

In soggiorno invece, specialmente se divide lo spazio con cucina e sala da pranzo, il divano di solito è il grande protagonista. La prima regola (ovviamente) è calcolare bene le dimensioni del divano. Molto probabilmente sarà un due posti e difficilmente ci sarà spazio per un secondo divano o una poltrona. In questo caso un pouf (anche grande) sarà il complemento perfetto.

Potete anche optare per i divani modulari, dalle linee pulite e senza braccioli: si confermeranno come preferite e permetteranno il diagolo da qualsiasi angolo della stanza.

Sfruttare gli arredi nei piccoli spazi
Zara Home

E per il tavolo da pranzo? Bè, se siete proprio risicati dovreste sceglierne uno a consolle. Chiusi sono larghi 50 cm ma si allungano fino a 3 metri. Se avete un po di spazio in più potete sceglierne uno di quelli tondi a gamba centrale. Sono più leggeri alla vista e lasciano spazio alle sedie.

Oltretutto occupano meno spazio e delimitano bene la zona (insieme ad un bel tappeto). L’ultima spiaggia, se non volete tavoli e sedie in bella vista? I tavoli pieghevoli da nascondere quando non in uso. Come sedie potete optare per degli sgabelli che potrete poi sfruttare in giro per casa.

E in camera che si fa?

Anche la camera da letto merita qualche pensiero. Qual è l’elemento che porta via più spazio? L’armadio. Per cui bisogna sceglierlo bene.

Innanzitutto se lo spazio è poco dovete optare per gli armadi con le porte scorrevoli. Meglio se in colori o essenze chiare, così da riflettere al massimo la luce. Considerate anche l’armadio a ponte: sfruttere doppiamente la parete su cui poggia il letto, lasciando libere le altre.

Sfruttare gli arredi nei piccoli spazi

Il letto può essere attrezzato con cassetti nella parte bassa, utili per riporre biancheria e vestiti. Se invece vi piace quello fatto con i pallet, bè allora potrete usare i ripiani per appoggiare scarpe e libri.

Ci sono ancora i letti contenitore e quelli alti, a cui si accede con la scala. Di solito sono attrezzati con mobili contenitore e piccoli armadi, perfetti in piccoli spazi.

Valutate bene la testiera: da sola occupa dieci centimentri. Potete anche non averla, magari dipingerla sulla parete. Oppure, se non potete farne a meno, sceglitene una attrezzata: che funga da scaffale o porta libri.

L’articolo Sfruttare gli arredi nei piccoli spazi per massimizzare i metri sembra essere il primo su VHD.

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Come rendere più confortevole il tuo angolo lavoro

Pubblicato da blog ospite in Idee, Maison Rock Coucou
Immagine dal profilo Instagram di Lauren Saylor
Siamo in pieno mood lavoro.
Gennaio, Febbraio e Marzo sono i tre mesi non stop:
sono freddi, hanno pochi giorni di vacanze e spesso si cerca di recuperare gli arretrati dei mesi successivi.
E tutto questo ci porta a trascorrere diverse ore nelle nostre postazioni lavoro.
In una simile situazione, è doveroso per amor proprio cercare di rendere questi momenti il più piacevoli possibile e ci sono riuscita seguendo dei piccoli accorgimenti che rendessero confortevoli sia la postazione lavoro che il lavoro.
In altre parole, se nel tunnel devo entrare cerco di attrezzarmi al meglio e di attraversarlo nel migliore dei modi.
I miei strumenti di salvataggio sono:
1. UN BUON PLANNING E UN BUON PLANNER
È al primo posto perché come prima cosa devo cercare di rendere il mio lavoro ben organizzato e attraente.
Quindi organizzo per bene la giornata, definisco i tempi e le pause, faccio liste degli impegni quotidiani facendo in modo che le varie voci si possano facilmente depennare, quindi non creo un planning carichissimo, perché poi so già che non lo concluderò.
E mi compro a tal fine una splendida agenda.
Di quelle pratiche ed esteticamente belle.

Le meravigliose agende di Kikki.K

2. UNA LAMPADA A BRACCIO LUNGO
Questa dev’essere moderna e pratica. Deve avere il braccio ben lungo in modo che illumini bene quello che sto leggendo. Linee pulite perché non devo avere distrazioni. No lampade in tessuto e con i fiocchetti.
Non devono accumulare polvere. Questo spazio dev’essere pratico.

Le lampade da tavolo orientabili.
In senso orario, partendo dall’alto a sinistra:
Momento di Normann Copenhagen, la versione applique di Frandsen, la statuaria Tolomeo di Artemide, la Wood Lamp di Muuto



3. CREMA PER LE MANI E IDRATANTE PER LE LABBRA
Tutto questo tempo dev’essere utile anche per prenderci cura del nostro corpo e le mani sono una parte importante e sempre esposta all’aggressione degli agenti atmosferici ma anche allo sguardo delle persone.
Per le labbra ti consiglio questo prodotto della Dior che oltre a idratarle le colora leggermente ma restando sempre molto naturali.

La crema mani di Erbolario all’Olio di Argan, Il Lip Glow di Christian Dior

4. LO SCALDASONNO E UNA COPERTA CALDA
Questo è il punto forte di questo post, l’avrei scritto solo per inserire questo punto.
Se non lo conosci lo puoi vedere qua, ma ti spiego come lo utilizzo in questo contesto.
È una coperta elettrica che puoi posizionare sopra la tua sedia, la nascondi poi con un telo, ad esempio con uno in eco pelliccia che tanto si usano in questo periodo e ti assicuro che non avrai più voglia di alzarti da lì.
Se lavori in ufficio o in un ambiente dove non puoi fare tutto questo, usa le borse elettriche calde, quelle si nascondono facilmente!

La coperta in cachemire, lo Scaldasonno Imetec

5. UNA PIANTA CHE DEPURI L’ARIA O UNA PIANTA FIORITA
Ti metto sotto un’immagine con una lista di piante che hanno la funzione di rendere più pulita l’aria che respiri durante tutte queste ore di lavoro.
Se invece preferisci optare per le piante fiorite, loro ti regalano colore e fanno compagnia.

L’azalea, La tabella con le piante da scrivania

6. IL DEUMIDIFICATORE E  DIFFUSORE DI OLI ESSENZIALI
Il deumidificatore ti aiuta a rendere l’aria meno secca dovuta al riscaldamento mentre gli oli essenziali regalano profumi delicati. Scegli quelli puri e usa poche goccine altrimenti diventa troppo forte e sgradevole.
7. LE CANDELE NATURALI PROFUMATE
In sostituzione, o in accompagnamento, al diffusore di oli essenziali, le candele creano un angolo molto caldo e creano quinte profumate molto accoglienti. Non ti dimenticare di sceglierle naturali perché altrimenti, in ambienti chiusi, i fumi della combustione sono nocivi.

Lampada diffusore di essenze, Candela di cera naturale di soia

8. UNA BELLA TAZZA E LO SCALDATAZZA
Lo scaldatazza si attacca direttamente al PC e permette di tenere calda la tazza.
Avere delle buone tisane a disposizione permette di sfruttare questo tempo a disposizione per depurarsi e idratarsi. Oltre che a riscaldare spirito e corpo.

La mug di Iittala, Lo scaldatazza USB su Amazon

Hai degli altri accorgimenti da aggiungere alla mia lista comfort?
Se vuoi approfondire il tema sulle postazioni di lavoro, ho scritto dei post che ti potrebbero essere utili. Li trovi cliccando qua e qua.

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Una casa francese dal fascino gustaviano

Pubblicato da admin in Charme and More, Stili

Charme and More oggi vi porta alla scoperta di una casa francese situata a Saint-Germain-en-Laye, un comune nel dipartimento degli Yvelines nell’Île-de-France, nel centro-nord della Francia.

Si trova nella periferia occidentale di Parigi ed è qui che l’antiquario Sophie Lambert,  proprietaria del negozio negozio di charme Au Temps des Cerises e il marito l’istruttore di equitazione Philippe Alric  hanno restaurato questa fattoria.

Una casa in stile gustaviano, perfettamente definita da un arredamento shabby chic, da accessori ricercati e dall’utilizzo di materiali grezzi, quali lino, cotone e legno vecchio.

Soffitti con travi a vista in  legno, pavimenti in pietra, una miscela di toni neutri in un sobrio e raffinato equilibrio di eleganza e rusticità.

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Photography  Louis Galliard
Styling  Marie-Paule Faure

Ph via Victoria Magazine 

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FirmaFellinSMALL

 

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Cucina ecologica con stile. Soluzioni di design sostenibile

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor

Protagonista più che mai, in casa la cucina è anche l’epicentro di uno stile di vita più salutare e sostenibile.

Arredare la cucina in maniera ecologica è possibile, oggi più che mai, e per farlo è importante valutare alcuni aspetti fondamentali.

La cucina ecologica, per essere definita tale, deve infatti rispettare alcuni criteri: consumo minimo di materie prime e di energia impiegate per la produzione, riciclabilità dei materiali, impiego di legni provenienti da foreste certificate, utilizzo di vernici naturali e prive di elementi tossici, minima emissione di formaldeide, elettrodomestici a basso consumo energetico quindi in classe A o superiori.

Se il tuo desiderio è una cucina ecologica, ecco alcune soluzioni che coniugano design, estetica e sostenibilità

Cucine moderne rispettose dell’ambiente

Sin dalla fase di sviluppo, i produttori prestano attenzione al risparmio di materiale, alla riduzione della spesa energetica nei processi di fabbricazione e allo smaltimento ecologico dei prodotti. L’utilizzo di elementi di minor spessore conferisce ai nuovi modelli di cucine eleganza e leggerezza, riducendo al contempo la quantità di materiale.

Bulthaup, nota a livello internazionale per le sue cucine all’avanguardia e fortemente innovative, è cosapevole della responsabilità verso la società e l’ambiente. Nell’ideare, progettare e costruire ciascun elemento delle proprie cucine, l’azienda presta la massima attenzione agli standard aziendali ed ai requisiti di qualità. Le cucine Bulthaup sono  realizzate in legno massello e laminati originari dell’Europa e Nord America, non ritenuti dannosi a livello ecologico, mentre per le finiture impiega esclusivamente vernici ecologiche a base d’acqua.

cucina Bulthaup b1

Ikea, ad esempio, ha inserito nel proprio assortimento KUNGSBACKA, l’anta progettata pensando all’ambiente. Il pannello in legno riciclato è rivestito con una lamina in plastica riciclata da bottiglie in PET. Molto resistente e facile da pulire, questa finitura ha una garanzia di 25 anni. I designer John Löfgren e Jonas Pettersson l’hanno progettata con un bordo smussato a 45° che permette di creare combinazioni pulite e lineari, da completare con luci e accessori interni.

cucina IKEA METOD con ante KUNGSBACKA

Anche Scavolini da sempre ritiene prioritaria la salvaguardia dell’ambiente. Per le strutture delle proprie cucine  utilizza il Pannello Ecologico F****, realizzato con materia prima post consumo e con le più basse emissioni di formaldeide  certificate attraverso il Cosmob Qualitas Praemium: Indoor Hi-Quality, certificazione che attesta le basse emissioni di VOC (tra cui la formaldeide) attraverso controlli periodici e continuativi sia sul prodotto che sul processo produttivo.

Scavolini Diesel Open Workshop

Rubinetti innovativi che permettono di risparmiare

Pensa per un attimo a quante volte al giorno hai bisogno dell’acqua bollente, e quanto tempo sprechi ad aspettare che l’acqua vada in ebollizione. Per risparmiare tempo ed energia, Grohe propone modelli innovativi in grado di erogare acqua calda istantaneaGrohe Red, o acqua filtrata e, a scelta, gassataGrohe Blue. Le ripercussioni ecologiche di questi rubinetti sono evidenti: nel primo caso si risparmia l’energia consumata per riscaldare l’acqua sul fornello o con il microonde; nel secondo si compensalo le emissioni di CO2 derivate dalla produzione di acqua minerale.

rubinetto Grohe Red – Grohe Blue

Piani di lavoro naturali

Le superfici dei piani di lavoro devono essere resistenti agli urti e ai graffi, impermeabili e dalle ottime proprietà igieniche.  Cosentino propone Silestone, un materiale composto per il 94% da quarzo naturale che include nella sua composizione un sistema di protezione batteriostatica grazie al rilascio controllato di ioni d’argento che impedisce la diffusione di batteri. Questa caratteristica garantisce al consumatore un alto grado di sicurezza nella preparazione degli alimenti sulla superficie del materiale.

piano lavoro Silestone di Cosentino

Cucinare senza odori risparmiando energia

L’aspiratore per piano cottura BORA originale è più efficace delle tradizionali cappe aspiranti. Perché? Con BORA i vapori di cottura e gli odori non salgono in alto, ma vengono aspirati nel punto in cui si formano. Dietro si nasconde la fisica applicata secondo i principi base della fluidodinamica: la corrente trasversale è maggiore della velocità di ascensione del vapore di cottura che si forma nelle pentole e nelle padelle. Vapore e odori salgono al massimo a 1 m/s verso l’alto. L’aspiratore per piano cottura BORA aspira tuttavia direttamente verso il basso con una potenza di circa 4 m/s. In questo modo il vapore viene totalmente aspirato, le particelle di grasso e gli odori non possono disperdersi nell’ambiente, né depositarsi sulle superfici dei mobili o penetrare nei tessuti. Le particelle di grasso rilasciate mentre si cucina non si disperdono nel locale, ma vengono imprigionate nel filtro per i grassi in acciaio inossidabile.

aspiratore per piano cottura originali BORA

Gli aspiratori per piano cottura originali BORA, diversamente dalle tradizionali cappe aspiranti, vantano notevoli vantaggi: consumano decisamente meno energia e aspirano meno aria ambiente, riscaldata con grande dispendio di costi, infatti si lavora con la velocità del flusso e non con il volume di aria. Funzionano in modo più efficace, in quanto il vapore che si trova direttamente sopra il piano cottura non può diffondersi nell’aria liberamente come avviene in una cappa. Il motore efficiente e potente risparmia corrente e funziona in modo decisamente più silenzioso.

Forno autopulente dai consumi ridotti

I forni pirolitici hanno rappresentato un grande progresso nell’ambito della cucina. L’unico inconveniente è che utilizzano alte temperature, fino a 500°C,  per scomporre la materia organica e trasformarla in cenere, consumando molta energia. Per ovviare a ciò, Gaggenau ha progettato un sistema completamente automatico con connessione diretta al carico e scarico d’acqua, che pulisce l’interno del forno con acqua e una cartuccia di detergente con una temperatura decisamente inferiore.

forno pirolitico Gaggenau

 

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Quando tecnologia e tradizione si incontrano…

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Voglia Casa

Abbiamo già presentato delle realizzazioni di contesti storici dove il moderno entra nel progetto creando un connubio perfetto, bello e funzionale.

Anche questa volta ALBA DOORS non delude le aspettative in questo edificio nel cuore dell’Abruzzo. Consorzio Angioino a L’Aquila.

Un palazzo con caratteristiche architettoniche particolari, specialmente per quanto concerne le cornici a rilievo delle aperture che trova serramenti e sistemi oscuranti d’avanguardia nella versione EASY, dove le prestazioni di una finestra sono legate al materiale dell’infisso e alla complessità dei suoi accessori, ovvero vetro e guarnizioni.

Questi elementi, se di qualità e
correttamente montati, rendono le prestazioni di isolamento acustico e termico
di livello eccelso.

ll legno utilizzato è esclusivamente Made in Italy e di provenienza eco-sostenibile certificata, garantendo un valore estetico naturale, isolamento termico ed acustico, malleabilità e versatilità.

La componente trasparente è un
elemento fondamentale per ottenere infissi performanti e il brand abruzzese
utilizza solamente vetro del colosso francese Saint Gobain, con la funzione
comfort inverno-estate per mantenere un’atmosfera piacevole tutto l’anno.

Affidarsi ai grandi professionisti del settore con esperienza pluridecennale può soltanto garantire progettazioni innovative, originali ed esteticamente eccellenti!

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Giallo Luce-19, l’emozione cromatica dell’anno

Pubblicato da blog ospite in Colori, Dettagli Home Decor

Il nuovo anno è appena iniziato e Cromology Italia lo celebra con Luce-19: un’emozione cromatica che annuncia un anno di bellezza, ambizione, energia e speranza

Cromology Italia è parte del Gruppo Cromology, player mondiale nel settore delle vernici e pitture per edilizia e architettura. In ambito tecnico e creativo Cromology Italia riveste da sempre un ruolo strategico per il Gruppo e proprio nel nostro paese ha trovato la sua collocazione il “Global Centre of Excellence for Tinting Systems”, il centro di competenza Cromology preposto allo sviluppo di nuove collezioni colori e formulazioni di prodotti sempre più performanti, sia dal punto di vista estetico che tecnico.

Nell’ambito di questa continua ricerca cromatica e tecnica e in collaborazione con Francesco Zavattari, noto artista italiano contemporaneo, nasce Luce-19: una intensa tonalità di giallo ocra concettualizzata sulla base di una attenta analisi della società moderna e volta a colmare il bisogno della “riscoperta” delle emozioni e della possibilità di immaginarsi un futuro colmo di luce.

Un anno di bellezza, ambizione, energia e speranza: Luce-19 è molto di più di un colore, è un messaggio di positività per il nuovo anno, che trova il proprio compimento nell’interior design. Questo intenso e specifico punto di giallo ocra, che sarà disponibile a sistema tintometrico Cromology, ha l’intento di creare bellezza, piacere e benessere in tutti i luoghi in cui troverà spazio. Applicato ad una parete, impiegato per elementi architettonici o dettagli, nasce per illuminare le abitazioni e gli spazi pubblici, influenzando la percezione della bellezza relativa agli ambienti interni. L’impiego di Luce-19 sia in ambito domestico che in ambito lavorativo favorisce la concentrazione nello svolgimento delle attività quotidiane lavorative o di studio. I rapporti interpersonali e la comunicazione vengono facilitati dal “calore” emanato da questa tonalità di giallo che rende semplice l’interazione interpersonale.

Luce-19 è un vero portatore di energia positiva e il Color Design Center di Cromology Italia suggerisce di abbinarlo, per l’impiego in interior design, con una palette di colori neutri, disponibili nelle collezioni Cromology, che spaziano dal grigio cemento al tortora.

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Massaro House di F. L. Wright è in vendita

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break

Petre, isola privata sul lago di Mahopac a 50km da New York è in vendita con una meravigliosa villa progettata da F.L.Wright e costruita postuma dal magnate dell’acciaio Joe Massaro

Quando Massaro acquistò l’isola nel 1991, trovò una squisita casetta per ospiti di Frank Lloyd Wright di 110 mq progettata nel 1950 costruita come cottage era accessorio per una residenza padronale di 460 mq, mai realizzata, che avrebbe dovuto essere costruita attorno a un affioramento roccioso.

L’ingegnere A. K. Chahroudi aveva commissionato a Wright la progettazione di una spettacolare residenza a sbalzo a sbalzo di cui il cottage degli ospiti sarebbe stato semplicemente una struttura accessoria.
Presumibilmente a causa della mancanza di fondi, Chahroudi non costruì mai la grande casa e alla fine vendette l’isola di Petra, ma le copie dei disegni rimasero nella famiglia dell’ingegnere.

Si dice anche che la vedova di Chahroudi confidò che suo marito non aveva mai avuto intenzione di costruire la villa, la sua intenzione era di realizzare solo il cottage e che l’unico modo per ottenere che Wright se ne occupasse era porporgli la sfida di creare un capolavoro in tardo stile organico che superasse la fama di Fallingwater.

Massaro sapeva poco di Wright entrò in possesso di Petra Island, col tempo se ne innamorò, divenne un collezionista di libri e opere e rdecise di realizzare la villa, terminata nel 2008, a cui apportò alcune “modifiche” i lucernari sono curvi e non piatti, e le pietre che fuoriescono dal muro sono un decisamente naif… da cui derivò una forte critica dalla Frank Lloyd Wright Foundation

La villa che prese il nome di Massaro House è fedele ai disegni di Wright “Le camere da letto e i bagni, gli arredi su misura, sono tutti esattamente quelli progettati da Wright.”

“Essere dentro Massaro House è come trovarsi su una nave ancorata, vedi acqua su tutti i lati, è molto silenzioso e l’aria è limpida e rinfrescante”

Massaro House by F.L.Wright for sale

Petre, a private island on Lake Mahopac 50km from New York is for sale with a wonderful villa designed by F.L.Wright and built posthumously by steel magnate Joe Massaro

When Massaro bought the island in 1991, he found an exquisite guesthouse for Frank Lloyd Wright’s 110 sq. M. Designed in 1950 as a cottage it was an accessory for a 460 sq m manor house, never built, that should have been built around an outcrop. rocky.

Engineer A. K. Chahroudi had commissioned to Wright the design of a spectacular cantilevered embossed residence of which the guest cottage would simply be an accessory structure.
Presumably due to lack of funds, Chahroudi never built the big house and eventually sold the island of Petra, but copies of the drawings remained in the engineer’s family.

It is also said that the widow of Chahroudi confided that her husband had never intended to build the villa, his intention was to build only the cottage and that the only way to get that Wright took care of it was to challenge him to create a masterpiece in late organic style that surpassed the fame of Fallingwater.

Massaro knew little of Wright came into possession of Petra Island, over time he fell in love, became a collector of books and works and rdecise to build the villa, completed in 2008, to which he made some “changes” the skylights are curved and not flat , and the stones that come out of the wall are a decidedly naive … from which came a strong criticism from the Frank Lloyd Wright Foundation

The villa that took the name of Massaro House is true to Wright’s designs. “The bedrooms and bathrooms, the bespoke furnishings, are all exactly those designed by Wright.”

“Being inside Massaro House is like being on a ship anchored, see water on all sides, it is very quiet and the air is clear and refreshing”

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Sedie in legno moderne: i materiali, le tendenze

Pubblicato da blog ospite in BlogArredamento Aziende, diotti.com - ArredaClick

Anno nuovo, sedie nuove. Moderne e in legno, per la precisione. In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sui modelli esistenti e i materiali con cui sono realizzati, prestando particolare attenzione alle sedie di tendenza (non solo quella scandinava, che con il legno, comunque, ci va a nozze).
Per una cucina arredata con stile, un loft industriale o semplicemente un tavolo grezzo a cui dare nuova linfa: scopri la nostra selezione di sedie in legno, anche con sedute in pelle o tessuto, lasciati ispirare e, se ti piace l’idea, acquistale su ArredaClick!

Sedie tutte in legno

Iniziamo parlando di un modello molto amato: le sedie interamente realizzate in legno. O almeno, così è quello che si percepisce dall’esterno… Tuttavia, è bene tenere a mente che la qualità e la quantità della materia utilizzata (per noi, il vero legno) sono i fattori discriminanti che portano all’individuazione di tre grandi famiglie: le sedie in legno massello, le sedie in multistrato e le sedie in legno impiallacciato. Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Sedie in legno massello

Quando si parla di massello, non ci sono dubbi: si parla del legno nella sua purezza. Più precisamente, ci si riferisce al materiale estratto dalla parte centrale del tronco della pianta, il cosiddetto durame. Dopo un periodo di stagionatura volto a dissipare l’umidità, la materia prima è pronta per essere impiegata nella produzione di complementi d’arredo di vario genere. Essendo completamente naturale, ogni essenza di massello ha caratteristiche ben precise, definite dalle tipologia di pianta da cui è estratta. Legno di rovere, noce, faggio e ciliegio sono le essenze più amate e diffuse, ma la lista è numerosa e comprende anche legni d’origine esotica. Con una simile varietà, è davvero semplice imbattersi in sedie in legno massello chiaro o scuro, con venature più o meno pronunciate, anche molto diverse tra loro.
Il design contemporaneo non si è lasciato intimidire da queste differenze, anzi. Anche i migliori designer hanno dato il loro contributo: hanno plasmato questa materia pregiata, ne hanno esaltato la bellezza e ricavato sedie in legno massello moderne davvero impeccabili. Bisogno di idee? Date un’occhiata alla nostra selezione di modelli (in vendita online su ArredaClick!).


Sedie in legno massello Seame


Sedia in rovere massello Andromaca

Sedie in multistrato

Il multistrato è un legno semilavorato, composto dalla sovrapposizione di più strati (da cui il nome). Incollati tra loro, i fogli di legno formano un pannello solido e resistente, spesso impiegato nell’industria nautica e in quella del mobile. Il numero di fogli non è inferiore a 5, e le fibre del legno sono orientate in maniera ortogonale per garantire la maggiore stabilità possibile. Solitamentesi utilizza l’essenza di pioppo, ma non mancano esempi di multistrato in faggio, abete o betulla. Tra i vantaggi del multistrato si annoverano flessibilità e leggerezza, oltre ad un costo inferiore rispetto al massello. Dimostra, inoltre, una certa resistenza all’umidità, caratteristica che lo rende ideale per gli ambienti domestici. Facile da trattare, in fase di lavorazione può essere curvato senza subire rotture; per questo, il multistrato consente di ottenere sedie dalle forme arrotondate, che abbinano all’alta resistenza un design dinamico e attuale.


Sedie in multistrato e legno massello Emma


Sedie in multistrato moderne Sparta

Sedie in legno impiallacciato

Innanzitutto, cerchiamo di dare ad ogni termine il giusto significato. Cos’è il legno impiallacciato? Si tratta di un materiale sottoposto a impiallacciatura, un’operazione di falegnameria che consiste nel ricoprire un legname poco pregiato con sottili fogli di vero legno, i piallacci. Dette anche tranciati, le lamine sono ricavate da essenze nobili e pregiate come il noce, il rovere, l’ulivo o il ciliegio, a cui si affiancano legnami esotici di altissima qualità. Utilizzata fin dal Rinascimento, la tecnica dell’impiallacciatura si è evoluta nel corso dei secoli. La vera innovazione, però, è avvenuta nell’Ottocento, con l’introduzione delle macchine. Questa rivoluzione ha permesso di ottenere tranciati di legno sottilissimi e particolarmente elastici, applicabili anche sulle superfici curve (come le sedute delle sedie, appunto). La resa estetica dell’impiallacciato è molto gradevole, al punto che certi la paragonano a quella del legno massello. I costi, tuttavia, sono più contenuti.


Sedie in legno impiallacciato di rovere o noce Platone


Sedie in legno massello e impiallacciato Penkala

Sedie in legno colorate

Piccola parentesi, ma doverosa. Finora ci siamo concentrati su quelle sedie che il legno, oltre ad averlo nell’anima, ce l’hanno anche nell’aspetto. È bene ricordare, però, che l’universo delle sedie moderne in legno accoglie anche delle “pecore nere” (e nere è proprio l’aggettivo che fa al caso nostro!). Ci riferiamo alle sedie colorate, e in particolare vogliamo rendere giustizia a tutte quelle sedute che, pur avendo un cuore legnoso, hanno deciso di stravolgere il loro aspetto naturale con colori accessi e laccature stravaganti (sì, anche fluo). Noi vi diamo qualche idea, ma su ArredaClick potrete sbizzarrirvi scegliendo tra decine di sfumature!


Sedia in legno rossa Brera


Sedie in legno colorate Taira


Sedie a dondolo in legno Pisolo

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Non solo legno: le sedie imbottite

Quando si parla di comfort, non tutti pensano alle sedie in legno. Sedili spogli e braccioli minimal possono risultare, per alcuni, addirittura scomodi. Per fugare ogni dubbio (e non rinunciare alla bellezza del legname), la soluzione può essere davvero semplice: basta scegliere una sedia in legno imbottita. A seconda dei modelli, l’imbottitura può ricoprire solo la seduta o coinvolgere anche lo schienale per garantire un confort ottimale. E poiché l’occhio vuole la sua parte… la scelta del rivestimento che ricopre l’imbottitura assume un ruolo tutt’altro che marginale. Pelle, cuoio, tessuto, ecopelle, microfibra… Ad ogni stile, ad ogni necessità, la sua sedia. Iniziamo da quelle in pelle e legno. Ispirazioni in arrivo!

Sedie in pelle e legno

Legno e pelle: ecco due materiali che non passeranno mai di moda. Perfette in una sala da pranzo ricercata, ma adatte anche ad ambienti informali, le moderne sedie in legno con seduta in pelle sono la massima espressione di questo matrimonio felice. Per non parlare del cuoio, ideale per enfatizzare la genuina bellezza del legno naturale.


Sedie di design in legno e pelle Odyssèe


Sedia in pelle e legno Eiko


Sedia in legno con seduta in pelle Thelma


Sedia in legno e cuoio Pelleossa

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Sedie in ecopelle e legno

Ottima alternativa alla pelle, anche l’ecopelle trova nel legno un alleato vincente. Si declina in tantissimi colori e garantisce, ad un prezzo più contenuto, una resa altrettanto gradevole.


Sedia in legno ed ecopelle Greta


Sedia in ecopelle e legno Stone


Sedia in legno imbottita e rivestita in ecopelle Ali

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Sedie in legno e tessuto

Grande classico, il binomio legno e tessuto resiste al passaggio del tempo. Questa materia tessile ha il vantaggio di essere pratico, lavabile o addirittura resistente all’acqua (cosa non da poco per delle sedie da sala da pranzo!). Ecco un assaggio di quello che troverete su ArredaClick.


Sedia in legno imbottita Cookie


Sedie in legno e tessuto Isabella


Sedia in legno e tessuto Claretta

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Sedie in legno moderne: le altre tendenze

Il legno è un materiale nobile, certo, ma anche molto versatile. Se sposa pelle e tessuto, di certo non sdegna il metallo e la plastica. Contaminazioni di stili e materiali hanno dato vita ad un nutrito gruppo di sedie in legno con gambe in acciaio, scocca in polipropilene e chi più ne ha più ne metta. Vedere per credere.

Sedie in legno e metallo

Chi dice metallo e legno, dice stile industriale. Anzi, new industrial, una variazione sul tema che caldeggia l’accostamento di materie nobili e colori caldi. E cosa, meglio di una sedia in ferro e legno, può incarnare questa tendenza? Date un’occhiata alle nostre proposte.


Sedia in legno e acciaio Steelwood


Sedia in metallo e legno Tondina


Sedia in legno e ferro Dandy

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Sedie in legno e plastica

A cosa si pensa quando si parla di sedie in plastica e legno? Innanzitutto, ad una certa idea di design scandinavo. Lo stile nordico è celebre per l’utilizzo delle essenze, soprattutto quelle chiare, associate a materie plastiche dai colori tenui. Ma non solo: si pensa anche alla leggerezza delle sedute in policarbonato, o alla trasparenza di quelle in polipropilene. E voi a cosa pensate?


Sedia bianca e legno Twist


Sedie in legno e plastica Next


Sedia in plastica con gambe in legno Loto

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