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Internet e PMI: crescere investendo nel web.

Pubblicato da Eleonora Caseri in Area D.

Le aziende che si affacciano sul web guadagnano di più e crescono di più. Ad affermarlo un rapporto pubblicato da Google e Boston Consulting, multinazionale considerata leader mondiale nella consulenza strategica di business, secondo cui il 2011 ha visto consolidare il ruolo di Internet come fattore trainante dell’economia.
In Italia l’economia legata alla rete è stata quantificata in 31,6 miliardi di euro, un valore pari al 2% del nostro PIL (per avere un confronto significativo basti pensare che l’intero settore dell’agricoltura vale il 2,3%).

Commentando questo rapporto Carlo D’Asaro Biondo, vice presidente di Google Emea (Europa Meridionale e Orientale, Medio Oriente e Africa), porta un esempio concreto, la vicenda di una realtà artigianale del mondo dell’arredamento che, grazie ad Internet, è riuscita a battere la crisi: “Alcuni giovani produttori di arredamento hanno scelto Internet per sfidare la concorrenza, hanno trovato nuova clientela all’estero, hanno scoperto che c’è gente disposta a pagare qualcosa di più per la qualità” e hanno ottenuto risultati concreti in linea con quelli forniti dal rapporto, sia nel mercato italiano sia in quello estero.

Arredamento Online

I dati che più di altri dovrebbero spingere ad una riflessione sono quelli che riguardano il futuro: si stima, infatti, che nel 2015 la Internet Economy italiana rappresenterà tra il 3,3% e il 4,3% del PIL, per una cifra che si aggira tra i 59 ed i 77 miliardi di euro.

Previsioni Boston Consulting - Google

Secondo le stime di Carlo D’Asaro Biondo, questo dato è destinato ad aumentare: “si tratta di un business di servizi che, di qui fino al 2016, raddoppierà la dimensione in percentuale del PIL”.
I dati relativi agli ultimi tre anni non lasciano spazio a fraintendimenti: in Italia le PMI che non hanno un sito web hanno visto calare il loro giro d’affari del 4,5% mentre quelle attive sul piano del marketing online e dell’e-commerce sono al contrario riuscite a crescere del 1,2%.

Citazione Carlo D'Asaro Biondo

Anche in questo campo, però, l’Italia registra un ritardo rispetto alle altre nazioni europee: la percentuale del giro d’affari legata ad Internet, che da noi fa registrare un 2%, in Danimarca supera la quota del 7% attestandosi al 7,3 e nel Regno Unito segna un 7,2%. Ma non è un dato da interpretare esclusivamente come una ritardo: comunica una possibilità, per le aziende che ancora non si sono “internettizzate”, di aprirsi ad iniziative di marketing online o di vendita in rete, quantifica in termini concreti le potenzialità dell’e-commerce e riconosce il ruolo del Web come fattore trainante dell’economia.

Come ci ricorda  Carlo D’Asaro Biondo, in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, le potenzialità delle aziende italiane sono incredibili, “abbiamo un marchio italiano forte. Non sostenerlo significa perdere possibilità.”
“Occorre far sì che le aziende dispongano di siti capaci di essere la loro vetrina nel mondo – continua il manager di Google – L’87% dei consumatori va sul web prima di effettuare un acquisto. Il beneficio di esserci mi pare chiaro.”
È bene che le aziende conoscano i vantaggi inediti che Internet porta con sé: la dimensione dell’azienda “non è più così determinante. Sino a pochi anni fa occorreva essere grandi per andare all’estero. Ora un sito efficiente equivale ad avere uffici in ogni angolo del pianeta.” E questo porta vantaggi tangibili, concreti: le PMI concretamente attive sul web registrano un incremento dei valori di export che si aggira intorno al 15%.
Quando a D’Asaro Biondo viene chiesta una ricetta per incrementare gli investimenti finalizzati ad aumentare la propria presenza online da parte delle aziende, per esempio con degli sgravi fiscali egli risponde: “Gli sgravi non sono fondamentali, ciò che serve è l’educazione agli affari”. In altre parole trova necessario che piccoli e medi imprenditori comprendano che nulla è così dinamico come Internet.

Per info:

Area D. Servizi – Tecnologia Informativa per l’Arredamento

Per approfondimenti:

- Intervista de La Stampa a Carlo D’Asaro Biondo

- Articolo de La Stampa sul rapporto di Google e Boston Consulting

- Intervista del Corriere Comunicazione a Carlo D’Asaro Biondo


 
 




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