ArredaClick
Ora la divisa dell’A.S.D. Lazzaretto campeggia al centro della sede di ArredaClick, ogni settimana c’è chi sbircia i risultati sul sito, qualche fan femminile spia le foto dei giocatori, qualcuno dello Staff ha la foto della squadra salvata sul desktop del suo computer. Tutti si augurano che il logo con la farfalla ArredaClick accompagni i ragazzi del Lazzaretto Seregno verso una brillante stagione.
Forza Ragazzi!
I ragazzi e ragazze dello Staff ArredaClick
Un altro punto di forza dello stampaggio rotazionale è la capacità di creare oggetti dalle grande dimensioni, come il vaso Misses Flower Power di Philipp Starck per Kartell. Obbiettivo dichiarato dell’architetto-designer parigino è quello di avvicinare il design al grande pubblico, superando il concetto d’arredamento d’élite. Nella realizzazione di questo prodotto fu utilizzata per la prima volta la tecnica dello stampaggio rotazionale con il policarbonato.
È fuori discussione che l’introduzione delle materie plastiche nel mondo dell’arredamento ha contribuito (e sta contribuendo) a realizzare il “sogno” di Starck: superare il concetto di arredamento di qualità per pochi.


Simile ad una torre, come sottolinea anche il nome, la libreria Babel disegnata da Mario Mazzer. La forma è a tronco di cono e le linee irregolari sulla superficie esterna ricordano la corteccia di un albero.
I colori vivaci, spesso primari, ben si sposano con l’utilizzo del polietilene e questa libreria, ma più in generale tutti gli oggetti presenti in questa pagina, ne sono la dimostrazione.
Eppure quell’inconsapevolezza nasconde qualcosa di incredibilmente piacevole, una situazione dalla quale non vorremmo mai uscire. Quando la sveglia suona la mattina malediciamo il sopraggiungere del sole che ci costringe ad interrompere questa nostra (in)attività e ad abbandonare il nostro letto.
E’ per questo motivo che la scelta del letto deve essere la scelta più importante al momento di arredare la nostra casa. Una scelta che rivela persino la nostra personalità: chi preferisce la tradizione e i materiali classici sceglierà sicuramente un letto in legno; chi ama farsi coccolare e vuole sentirsi abbracciare dal proprio letto opterà per un imbottito; chi ha una personalità più estrosa preferirà invece un letto in metallo, caratterizzato da testiere esuberanti e decorative.
Vera protagonista del letto, la testiera rappresenta l’elemento decisivo al momento dell’acquisto e non solo per un fatto estetico, ma anche per la piacevolezza che essa ci comunica. Ergonomia e comfort si legano al fattore emozionale attirandoci in una direzione piuttosto che in un’altra.
In fondo è proprio la testiera l’elemento del letto con cui abbiamo più a che fare: quello che attira maggiormente il nostro sguardo, che ci comunica sensazioni di comfort e comodità, o semplicemente che colpisce la nostra immaginazione.
Il letto Ghirigori, ad esempio, è l’ideale per chi ha un animo romantico. Qui la pediera fa eco all’imponente testiera dorata, nel tentativo di togliere a quest’ultima il suo primato. Il risultato è un letto che avvolge con le sue spire dorate trasportandoci in una dimensione fiabesca che parla di epoche passate.
Tutti vorremmo poter sperimentare queste sensazioni in casa nostra, ogni giorno, e proprio nelle poltrone relax abbiamo trovato la soluzione. Parole d’ordine: comfort, economia, praticità.
La ricerca tecnologica non si limita ai meccanismi integrati, ma è applicata anche al design e alla cura dei rivestimenti. La qualità dei tessuti è garantita e controllata da designer italiani ed appositamente studiata per assicurare eleganza e praticità. Il Teflon è per esempio un trattamento che conserva l’aspetto caldo e confortante del tessuto e lo rende altamente resistente ad usura e macchie; l’ecopelle invece offre ora la resa estetica delle migliori pelli garantendo lavabilità e praticità d’uso. Questi moderni rivestimenti sono stati ideati in svariati colori attuali e divertenti, da abbinare agli arredamenti più originali, o per ravvivare ambienti classici.
Non vogliamo dimenticare l’enorme utilità della funzione di reclinazione e dell’alzapersona per i meno giovani o per le persone con difficoltà motorie.
La famiglia Sime è un esempio di praticità e stile a servizio del comfort. La poltrona classica Sime 1 e la poltrona moderna Sime 3 offrono reclinazione ed alzapersona elettrici con in più la funzione “massaggio”: otto motori inseriti nel corpo della poltrona massaggiano dolcemente specifiche zone del corpo, regalando una vera e propria esperienza multisensoriale degna di un centro benessere.
Spesso infatti quando si dice relax è facile immaginarsi immersi nelle calde atmosfere di SPA e centri termali, immersi nei profumi di olii essenziali, alla luce rarefatta di candele. Grazie alla nuova generazione di poltrone relax, espressioni come massaggio shiatsu, riequilibrio energetico e defaticamento entrano a far parte della nostra quotidianità e in quella degli anziani che vivono con noi o cui teniamo particolarmente. La poltrona con massaggio shiatsu Wellness è un esempio d’avanguardia tecnologica. Offre il massimo del lusso, con programmi di massaggio specifici, MP3, music therapy e airbags per la pressoterapia.
Il benessere non è più vissuto come un prodotto d’élite o un premio da concedersi in occasioni speciali. E’ con questa filosofia che un nostro produttore partner (azienda italiana al 100%) progetta le proprie poltrone e ne seleziona i materiali qui in Italia, per poi farle confezionare nella propria fabbrica cinese: in questo modo gli standard qualitativi sono costantemente monitorati ed al tempo stesso viene offerto un prodotto veramente alla portata di tutti.
Penso ad esempio a comò e comodini senza maniglie, essenzialmente delle forme geometriche tridimensionali che non aggiungono alcun tipo di dettaglio, se non se stesse, come in una moderna Flatlandia; ma come si aprono comò e comodini se non hanno le maniglie? Bè sistemi ce ne sono tanti: a volte basta premere sui cassetti oppure esistono delle scanalature praticamente invisibili o comunque ben mimetizzate, che non interrompono il rigore formale ed estetico di questi arredi, pur risultando pratiche e funzionali.
Certo, la maniglia è un dettaglio che può regalare pregio e originalità, ma anche la sua mancanza ricopre lo stesso ruolo e ottiene lo stesso effetto: si potrebbe dire che la maniglia è quel particolare che quando non c’è brilla proprio per la sua assenza, rendendo ancora più accattivante l’arredo o il complemento, come in questo caso.
E poi ci sono le maniglie che pur esistendo risultano comunque minimali, non togliendo nulla all’essenzialità di un comò o di un comodino in questo stile. Parlo di maniglie rigorose, per le quali la progettazione estetica ha avuto un peso fondamentale e che possono rendere un complemento comunque essenziale e ancora più elegante e affascinante, per camere da letto votate al moderno o a un certo stile metropolitano.
Penso ad esempio ai comò e comodini Sunset, provvisti di un’accattivante maniglia verticale che sembra attraversare ogni cassetto senza soluzione di continuità (ma che lascia in realtà lo spazio necessario alle aperture) e che regala a questi complementi un rigore formale davvero degno di nota, pur rimanendo un dettaglio apprezzabile anche in un contesto più easy.
Rigorosamente senza maniglie invece il gruppo letto Acca laccato, quindi lucido, addirittura riflettente, quasi monolitico, eppure così leggero visivamente grazie all’assenza delle maniglie, appunto, e ai piedini in legno massello.
Ancora più rigoroso il gruppo letto City, che tuttavia grazie a un semplice dettaglio come il piano in vetro temprato e serigrafatro, si può adattare a una camera da letto giovane.
Nei comò e comodini Antalya invece l’assenza della maniglia diventa ancora più stilosa, grazie al dettaglio della gola, che attraversa verticalmente tutta l’altezza dei complementi, caratterizzandoli fortemente e rendendo quasi l’idea di una mancanza di soluzione di continuità.
L’elenco potrebbe continuare; e una cosa è certa: senza il tavolino da salotto tutti questi elementi non troverebbero la giusta collocazione, se non per terra, nella seduta a fianco oppure nell’aria fluttuante intorno al divano.
Ebbene no, il nostro bisogno di materialità e di solidità ci impone di avere qualcosa di concreto su cui poggiare i nostri oggetti; eppure il richiamo all’aria e alla sua insostenibile leggerezza si collega immediatamente a un particolare materiale, insostituibile proprio per la sua trasparenza: il vetro.
I tavolini da salotto in vetro riescono proprio a ricreare l’immagine appena delineata: posare gli oggetti sul loro piano ci restituisce subito una notevole sensazione di solidità, ma al contempo il colpo d’occhio ci suggerisce una leggerezza tale da far “fluttuare” nell’aria gli oggetti, come se fossero privi di qualsiasi sostegno.
E’ il vetro ad avere questa doppia valenza, un materiale che per le sue caratteristiche si presta a diversi utilizzi e che permette di alleggerire visivamente qualunque stile d’arredo: perfetto per il minimalismo votato all’essenzialità, il vetro trova felice collocazione anche in uno stile più denso di particolari, evitando di appesantire l’equilibrio dei volumi.
Il tavolino da salotto in vetro fa sentire la sua presenza e si fa sicuramente notare per la sua eleganza, ma al contempo riesce quindi a rendersi discreto, creando le giuste proporzioni visive. Inoltre le forme che può assumere il vetro sono in grado di dare carattere e importanza a un complemento che così non verrà correrà mai il rischio di essere sottovalutato.
Il tavolino da salotto in vetro Miki è un autorevole esempio di come le linee di un complemento simile possano assumere diverse forme, tornando utile anche per altre funzioni; in questo caso il tavolino Miki è utilizzabile anche come elegante ed essenziale portariviste.
Anche il tavolino da salotto Duna in vetro curvato si impone per la sua forma particolare, con base trapezoidale, sia in contesti più sontuosi che in contesti più essenziali.
Il tavolino da salotto in vetro Bridge invece regala trasparenze geometriche regolari, in grado di adattarsi a qualunque stile d’arredo e, francamente, anche a qualunque gusto estetico.
Le lampade da tavolo sono complementi d’arredo che usiamo in diversi luoghi della casa e con intenti differenti: le lampade da scrivania ad esempio servono ad illuminare in modo puntuale e forte un piano di lavoro, mentre le lampade da comodino creano un’atmosfera più sobria e soffice, adatta al preludio notturno.
Ma in entrambi i casi, sul “tavolo” che funge da appoggio alla lampada succede sempre qualcos’altro: sulla scrivania i dispositivi elettronici ci circondano, così come i cari vecchi strumenti di lavoro, come penne, matite, gomme, evidenziatori; sul comodino da notte spesso “camminano” invece tanti oggetti estranei alla camera da letto, che però trovano il loro posto accanto a noi proprio di notte e che spesso vanno a zonzo praticamente da soli proprio sul piano del comodino, creando tanto disordine: oltre agli immancabili cellulari (succedesse qualcosa mentre dormiamo!!), ai vari telecomandi (tv, stereo, climatizzatori), non possono mancare il lettore mp3, gli occhiali, la rivista o il libro o il più avanzato ebook reader, con tanto di custodia, per non parlare poi dei vari caricabatterie, con annessi fili fastidiosi e ingombranti. Sul vostro comodino passeggiano anche altri oggetti?
Se la risposta è sì, allora sarete contenti di sapere che le lampade da tavolo possono offrirvi anche altre funzionalità, oltre a quella fondamentale inerente l’illuminazione: riunire in un unico “contenitore” tutti i vari oggetti che altrimenti camminerebbero sui tavoli e offrire anche una base di ricarica per i dispositivi tecnologici portatili che non ci abbandonano proprio mai.
E così si aggiunge un’ulteriore funzione: la possibilità di mettere in ordine piccoli oggetti che spesso invece ci danno un’impressione totalmente opposta, creando confusione e ostacoli. E toglierli di mezzo con un unico gesto nelle case frenetiche di oggi non è poco.
La lampada da tavolo Evo di Calligaris fa tutto questo con grande stile: le sue forme particolari, ricavate da un unico elemento in lamiera di metallo, non precludono la multifunzionalità per cui è stata concepita, grazie al suo stiloso portaoggetti posto alla base.
La lampada da tavolo Joyo aggiunge inolstre alla funzione contenitiva uno switch USB per la ricarica di dispositivi come cellulari, lettori mp3 o ebook reader, immancabili sia sulla scrivania, che sul comodino. L’ampia gamma di colori disponibili la rende una lampada divertente e adattabile a tanti contesti diversi.
Il colore è un mezzo per esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde.
E se il colore influenza l’occhio di chi guarda un dipinto, tanto più colpirà l’anima di chi arreda una casa con passione: e per creare un’atmosfera easy, ironica e frizzante non c’è niente di meglio che scegliere i colori giusti, da far indossare ad arredi ad hoc.
In particolar modo se anche voi come me amate l’area giorno della vostra casa, quel piccolo salotto o quel grande living dove trascorrete la maggior parte del tempo, magari lo stesso dove avete ricavato l’angolo studio dal quale mi state leggendo, allora non c’è bisogno di pensarci troppo: è un divano colorato la soluzione per ridare vita a quella porzione di paradiso che ci ritagliamo in casa.
Un divano con forme avvolgenti, ironiche, invitanti e soprattutto con colori accesi, vivi, palpitanti; magari con due colorazioni differenti o con due sfumature della stessa tonalità messe insieme per creare un contrasto emozionante di per sè, che poi andrà ad incontrare anche lo stile dell’ambiente circostante.
Dunque se scegliete un divano colorato, bicolor o addirittura multicolor, il trucco è quello di lasciare il resto del salotto su tonalità più neutre e magari a contrasto con il divano stesso; il bianco è sempre un ottimo alleato dei colori forti, perchè crea percezioni visive piacevolmente forti. In questo modo il divano rimane protagonista incontrastato, magari richiamato da complementi o accessori scelti nella sua stessa tonalità spiccata.
E il colpo d’occhio dell’intero ambiente cambia drasticamente, lasciando il posto a sensazioni molto vive e intense, che vi restituiranno esattamente l’atmosfera che avevate in testa quando vi siete posti quelle famose domande.
A cui posso rispondere anche con il divano Surprise, che non disdegna di proporre abbinamenti anche azzardati, ma pienamente condivisibili e sicuramente vitali.
Un’altra risposta potrebbe essere il divano Flirstones, con le sue forme di design e gli abbinamenti bicolore oppure multicolor grazie anche all’aggiunta di cuscini decorativi.
Altrimenti c’è sempre un pezzo storico e significativo come il divano Marshmallow, disegnato da George Nelson, padre del modernismo, che già precorreva i tempi odierni immaginando un futuro pieno appunto di colori e forme frizzanti. Per case decisamente fuori dal comune.
Per gli sposi è gratuito, comodo perchè si attiva da casa, e libero perchè permette di modificare il contenuto della lista fino all’ultimo momento prima della messa in produzione.Il tavolino Swan ad esempio mostra una forma a C e può quindi essere collocato sotto al divano per avere un piano d’appoggio direttamente a portata di mano per telecomando o posacenere.
Le consolle in vetro possono essere fisse o allungabili.
Si tratta di quattro collezioni di tavoli che si differenziano principalmente per il design e che cercano di soddisfare qualsiasi esigenza in termini di decori, forme e dimensioni.
Questi nostri tempi a volte sono strani; oppure, al contrario, sono semplicemente rivelatori e non hanno paura di mostrare le cose per quello che sono. Capita ad esempio nel nostro fantastico mondo che si chiama “casa“, dove non è inconsueto trovare l’esplicazione di qualche concetto che può venir considerato quanto meno singolare.
A questo punto si aprono diverse ipotesi: è l’open space che si è allargato anche al bagno, non contemplando più alcuna divisione? E’ il soggiorno che è entrato in bagno o il bagno che è entrato nel living? Una cosa è certa: il risultato è ibrido, anche se la purezza formale delle linee non fa apparire stonata la libreria in un luogo di contemplazione, relax e benessere, come quello incarnato ormai dal bagno.
E poi in fondo non ci troviamo di fronte a chissà quale rivoluzione, anzi: se ben ci pensate, si tratta soltanto della proposta di rendere esplicita una tendenza, anzi un’esigenza che non è più un tabù. Leggere un libro o una rivista erano attività già “lecite” ai tempi del bagno come luogo di passaggio fugace; ancor più, utilizzare qualche angolo del bagno come “vetrina d’esposizione” per alcuni accessori, era già in voga.
E dunque tali abitudini non hanno potuto che espandersi ulteriormente, grazie al moderno concetto di bagno, nel quale sembrano potersi calare perfettamente. Appare naturale dunque inserire una libreria in bagno, che aumenti l’attività contemplativa, oppure che sottolinei il relax con qualche buona lettura durante i momenti di benessere.
L’unica perplessità arriva dalla praticità della questione: i libri e le riviste non si potrebbero rovinare in un ambiente così umido e ostile come il bagno?? Inoltre anche le librerie stesse dovrebbero essere concepite appositamente per sopravvivere a un luogo simile. Per quanto riguarda invece la questione spazio, il problema non si pone: il bagno moderno infatti, nella sua nuova concezione, piuttosto ruba spazio ad altri ambienti, ma si impone per le sue dimensioni ormai piuttosto generose.
Tuttavia in un bagno di metratura ridotta, potrei vedere bene la libreria in acciaio Expansion ideale per angoli e piccole porzioni di parete.
Esteticamente parlando, una libreria che vedrei bene in un bagno contemporaneo, dotato di elementi sospesi e visivamente leggeri, potrebbe essere la Nuvola in vetro, una sorta di vetrina che si fa notare per gli oggetti che supporta.
In un bagno elegante e rigoroso, la libreria Connexion adeguatamente illuminata sarebbe bellissima per riempire una parete, magari quella a fianco della vasca, già pronta per relax prolungati.
Sempre tenendo presente che si tratta per il momento di una contaminazione quasi fantasiosa, quale libreria preferireste invece voi nel vostro bagno??
































