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Illuminazione a led: come scegliere l’illuminazione a led perfetta per la casa

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Arredamento Perfetto

Con lo sviluppo della tecnologia LED nell’illuminazione, scegliere la lampada di intensità e colore adeguata ai nostri ambienti e ai nostri gusti estetici sembra essere diventato molto complicato.

Per evitare di incorrere in errore è diventata consuetudine affidarsi molto al parere del venditore il quale, il più delle volte, consiglia le lampade e il tipo di illuminazione più venduta e commercializzabile.

In verità l’illuminazione a led, oltre al risparmio energetico, ha molti altri vantaggi da non sottovalutare. Con l’illuminazione a led possiamo scegliere il colore della luce e l’intensità della luce: due caratteristiche da non sottovalutare soprattutto dal punto di vista del design d’interni poiché in funzione di questi due parametri ogni ambiente assume caratteristiche estetiche particolari.

Vediamo adesso nel dettaglio quali sono le caratteristiche di una lampada a led per scegliere l’illuminazione a led corretta per il vostro ambiente senza essere costretti ad affidarvi al venditore.

Comprendere la tecnologia led per un'ottimale gestione della luce nel design d'interni

Le caratteristiche di una lampada a LED

Quanti di voi durante l’acquisto di una lampadina hanno ricevuto la seguente domanda:”che tipo di luce desidera? Calda, fredda, naturale?”  E ancora:”quanti lumen?

E quanti di voi hanno avuto difficoltà a rispondere a tali quesiti?

Ebbene, con questo articolo capirete cosa sono i lumen, cosa sono i kelvin, la differenza tra watt e lumen, a quanti lumen corrispondono i watt, cos’è la temperatura colore e come scegliere l’illuminazione a led perfetta per ogni ambiente.

Facciamo subito un po’ di chiarezza.

Differenza fra watt e lumen

Il watt è un’unità di misura della potenza, cioè della frequenza con cui viene prodotta o consumata energia e non corrisponde al flusso luminoso prodotto da una lampadina (espresso in lumen).

In passato, con l’uso della lampade ad incandescenza, convenzionalmente si è utilizzato il watt per indicare il flusso luminoso prodotto e il consumo di energia per il funzionamento della lampada, imparando quanta luce emette una lampada da 100 w rispetto ad una da 60w e scegliendo di conseguenza.

Con l’arrivo del led le cose sono cambiate notevolmente perché, con questa nuova tecnologia, una lampada può produrre un flusso luminoso molto alto e consumare meno energia durante il funzionamento. Quindi con il led è necessario distinguere i watt (consumo di energia) dal lumen (emissione di flusso luminoso).

Se si vuole effettuare una conversione orientativa da watt a lumen è necessario tenere in considerazione le prime lampade ad incandescenza e moltiplicare il numero di watt per 10. Per gli altri tipi di lampade, per esempio le lampade alogene, questo calcolo non è più valido!

Tabella comparativa Lumen watt per un'ottimale gestione della luce

Come appena detto la conversione da watt a lumen è orientativa perché nell’illuminazione a led entra in gioco un’altra unità di misura, il kelvin, che va ad influenzare il flusso luminoso prodotto (lumen) a parità di consumo energetico (watt).

Cos’è la temperatura colore e l’Indice di Resa Cromatica

La temperatura colore indica il colore della luce emessa da una lampada e la sua tonalità.

Il kelvin è l’unità di misura della temperatura colore.

Nelle lampade a risparmio energetico non a led si poteva scegliere tra luce calda, luce fredda e luce gialla.

Nelle lampade a led oltre a scegliere il colore si sceglie anche la tonalità del colore. Questi due parametri sono misurati in gradi kelvin e variano da 1000 K a 10000 K.

Corrispondenza tra gradi Kelvin e temperatura di colore per una scelta perfetta della luce d'interni

Più basso è il valore più la luce è calda tendente all’arancio, più il valore è alto più la luce è fredda e tende al bianco fino a virare all’azzurro e al blu.

Nella conversione da watt a lumen, più la luce è calda, maggiore deve essere il valore dei lumen rispetto al calcolo precedentemente indicato per emettere la corrispondente luce emessa da una lampadina ad incandescenza.

Facciamo un esempio concreto:
se desideriamo una temperatura colore pari a quella della lampada ad incandescenza (2700 K) ed un flusso luminoso pari a quello prodotto da una lampada ad incandescenza da 100 Watt, dobbiamo acquistare una lampada da 1600 lumen.
Se invece preferiamo una luce più naturale, ma sempre calda, quindi una temperatura colore di 3500 K, e un flusso sempre pari a quello prodotto da una lampada ad incandescenza da 100 Watt, dobbiamo acquistare una lampada tra i 1000 e i 1200 lumen.

Come si può dedurre la conversione da watt a lumen può essere solo indicativa e non effettiva.

Compresa cos’è la temperatura colore e come si misura, capiamo bene cos’è l‘Indice di Resa Cromatica (IRC)
La resa cromatica di una lampada a led indica come una sorgente luminosa riproduce i colori rispetto alla luce del giorno. Quindi è un indice di fedeltà del colore.

Poiché l’indice di resa cromatica della luce del giorno è pari a 100, le migliori lampade a led devono avere un IRC compreso tra 80 e 90. Lampade a led con un indice di resa cromatica pari a 90 hanno un altissimo rendimento luminoso e quindi un’ottima riproduzione dei colori.

Come scegliere una lampada a led

Adesso che abbiamo compreso cosa sono i Watt, i Lumen, i Kelvin e l’Indice di Resa Cromatica, sappiamo che per scegliere una buona lampada a led dobbiamo prima di tutto guardare:
– il valore dell’IRC (indice di resa cromatica)
– la temperatura colore che desideriamo (Kelvin)
– il valore del flusso luminoso necessario per illuminare l’ambiente (Lumen)

Se hai ancora qualche dubbio e vuoi un consiglio su quale lampada led scegliere, chiedi delucidazioni nell’area commenti!

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Arredamento e ristrutturazione, Milano fa della professionalità un valore aggiunto

Pubblicato da blog ospite in Arredamento Perfetto, News

A Milano, crocevia della moda e del design, la scelta di arredare una casa può dimostrarsi impegnativa, ma rappresenta sicuramente una bella sfida.

Per chi acquista una casa e decide di ristrutturare gli interni le scelte non possono prescindere dalle tendenze in tema di arredamento.

Il settore dell’interior design cambia volto costantemente, i trend si rinnovano di anno in anno focalizzando l’attenzione su colori e stili diversi, interpretando il nuovo modo di vivere la casa.

Milano fa della professionalità un valore aggiunto affidandosi a fabbri e idraulici competenti

I top trend dell’arredo casa

Il 2019 si è aperto all’insegna d’un gradito ritorno quale quello dei colori pastello come certificano le grandi fiere dedicate ad arredo e design, vetrine indiscusse delle nuove tendenze.

L’anno in corso regala ampio spazio alle scelte eco-sostenibili, ma non solo. A rincorrersi sono anche le opportunità in tema di stile, capaci di offrire pregevoli soluzioni soprattutto se amate le declinazioni rustiche o l’industrial.

Il 2019 incorona tinta regina il Living Corral, e l’ispirazione è servita, con sfumature estremamente calde ed intense dell’arancio.

Colore e scelte monocromatiche: una lotta equilibrata

I progetti di arredamento, che considerano il colore fonte primaria di orientamento, non vengono riposti in soffitta, ma si alternano a scelte monocromatiche, che prediligono i toni neutri.

Al di là dei colori oggi gli interior designer sembrano privilegiare scelte che considerano primari i dettagli. Nel progettare l’arredamento gli ambienti come la cucina e il bahno, sui quali si investono maggiori risorse, vantano tinte delicate, perfette per durare nel tempo.

Il legno, passione senza tempo

La passione per il legno arriva da lontano e non sembra avere tempo. Lo dimostrano anche i milanesi che desiderano goderne all’interno delle loro case, optando per un utilizzo plurimo a partire dalle tante forme e dagli stili, che privilegiano soluzioni rustiche o nordiche, ma non disdegnando un gradito ritorno quale quello delle linee industrial.

Il legno ha un’anima green, scalda l’ambiente e lo rende confortevole.

Via alla ristrutturazione della casa: fabbro e idraulico due figure determinanti

State progettando la ristrutturazione della vostra casa, oppure avete scelto di dare in affitto l’appartamento di Milano? Niente paura, professionisti che operano in città saparanno esservi utili aiutandoci nelle scelte più adeguate, seguendovi passo dopo passo a partire dai primissimi interventi, o anche soltanto nelle fasi dedicate ai controlli di prassi.

Fra le figure più importanti per valutare un qualsiasi immobile vantano un ruolo di prim’ordine l’idraulico e il fabbro, la cui disponibilità non è sempre così scontata.

Per trovare un fabbro a Milano non resta che affidarsi a realtà competenti, capaci di garantire rapidità d’intervento in caso di emergenze e in qualsiasi momento della giornata.


 
 

Arredamento bagno: la sala relax che si fa notare

Pubblicato da blog ospite in Arredamento Perfetto, Idee

Il bagno in camera è ormai un must di questi tempi, permette di risparmiare spazio oltre che sfruttare tutti i punti  luce.

Il bagno in camera oggi giorno non è più un lusso da suite d’albergo, ma è possibile ricrearlo all’interno della propria abitazione. La sala relax, al contrario di vecchie credenze, non è più un ambiente da nascondere, bensì un posto da mettere in bella vista con un arredamento bagno minimale e di design.

Vasca da bagno free standing ben visibile al centro, parete divisoria su cui inserire le tubature per i sanitari bagno e un grosso specchio per controllare che tutto sia in ordine nel proprio outfit.

Il bagno in camera un must

Il bagno in camera, la maggior parte delle volte, viene creato per dare quel tocco di design in più che le altre case non possiedono. In altri casi, però può essere considerato un arredamento bagno salva spazio. L’esempio che può essere preso in considerazione sono i bagni ciechi oppure quelli lunghi e stretti. Per ovviare a queste soluzioni poco estetiche e funzionali, si può risparmiare spazio e aumentare i punti luce, creando un unico ambiente con camera, cabina armadio e sala relax.

Laa parete divisoria per separare la camera dalla zona bagno, può essere di vetro e quindi tutta trasparente, oppure di legno. Per la seconda opzione scegliere un legno chiaro, ma soprattutto giocare con pieni e vuoti per alleggerne la composizione e creare quel “vedo e non vedo” molto accattivante.

Questo tipo di soluzione però, oltre che avere dei pro, ha anche dei contro: i materiali devono essere selezionati con cura per essere sempre esibiti e in bella presenza. L’arredamento bagno deve sempre essere ordinato e disposto con cura per dare quel tocco in più alla sala relax!

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Prese multistandard: il connubio perfetto tra tecnologia e design

Pubblicato da blog ospite in Arredamento Perfetto, Design

Le prese elettriche sono un oggetto che è rimasto immutato, senza subire modifiche o innovazioni, per lungo tempo. Solo di recente, questi componenti sono stati rivalutati come veri e propri elementi d’arredo, in grado di semplificare i piccoli gesti quotidiani e creare ordine in un ambiente.

Ne sono un esempio le moderne prese multistandard che offrono la comodità di disporre di una sola presa elettrica per tutte le spine. Un’idea semplice, ma rivoluzionaria, in grado di cambiare forse per sempre il modo di concepire questi dispositivi.

I vantaggi delle prese multistandard

Le prese multistandard permettono, infatti, di interfacciarsi con oggetti d’uso quotidiano in maniera più semplice e immediata. E’ possibile dire addio una volta per tutte agli antiestetici e ingombranti adattatori che, insieme a ciabatte e prolunghe, creano spesso un senso di disordine in casa.

La funzionalità della presa multistandard

La possibilità di collegare più prese in un unico frutto permette di ottimizzare gli spazi, conferendo agli ambienti un aspetto curato e ordinato. La grande versatilità di queste prese ne rende adatta l’installazione in qualunque contesto d’arredo: dai più classici e raffinati ai più moderni e creativi.

Oltre a una ragione puramente estetica, vi sono altri importanti vantagi nell’impiego delle prese universali.

Uno di questi ha a che fare con la sicurezza e la personalizzazione dei propri spazi abitativi. La legge (CEI 64-8 Soluzioni ABB per Impianti Residernziali) impone che in ogni stanza vi sia un numero massimo di prese consentite per garantire le condizioni di sicurezza. Oggi, gli elettrodomestici e i dispositivi elettronici si sono moltiplicati e le prese e le prese a disposizione sembrano non essere mai abbastanza.

L’impiego delle prese multistandard in tutti gli ambienti della casa permette, dunque,di sfruttare al massimo ogni punto corrente senza doverne creare di nuovi, con rischio di sovraccaricare l’impianto elettrico.

Il nuovo concept appare versatile e funzionale. La combinazione con moduli e funzioni diverse permette di personalizzare i punti corrente in funzione delle esigenze di studio, lavoro, relax o divertimento.

Presa multistandard Simon Urmet

Dobbiamo dire addio alle vecchie prese elettriche?

Forse sì, forse no. Sono le aziende che negli ultimi anni hanno deciso di progettare soluzioni sempre più a misura d’uomo.

Quello che possiamo dire è che la tendenza attuale va verso una sempre maggiore funzionalità e personalizzazione degli elementi dell’impianto elettrico, che da semplici oggetti d’uso quotidiano si trasformano in complementi d’arredo, capaci di donare nuovo ordine, armonia e bellezza alla propria casa.

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Piccoli oggetti per una cucina di design

Pubblicato da blog ospite in Arredamento Perfetto, Idee

Living e cucina sono sempre più integrati nell’intento di creare un ambiente unico, armonico, funzionale ed accogliente.
Il living perde la sua connotazione di stanza di rappresenrtanza e la cucina quella di zona di servizio.
Nell’armonica fusione tra i due ambienti, alcuni elementi devono essere modificati ed altri eliminati affinché l’uno non sminuisca l’altro.

Consigli d'arredo per piccoli oggetti per una cucina di design

Analiziamo il prima ed il dopo dei due ambienti e vediamo quali sono gli accorgimenti da adottare per avere una zona giorno funzionale, armonica, paratica e di design.

Quando l’ambiente cucina era inteso come zona di servizio, nonostante tutti gli accorgimenti per tenerla in ordine e avere un ambiente accogliente, si trascuravano alcuni dettagli che l’armonizzassero con il resto dell’abitazione.

Per esempio la barra portamestoli si sceglieva in acciaio semplice con mestoli altrettanto semplici; si preferiva nascondere la pattumiera nel mobile sottolavello; per i barattoli portavivande non si guardava al design, ma che avessero una chiusura ermetica; per il caffè bastava una buona macchinetta e uno scatolo che contenesse le capsule o le cialde.

Integrando cucina e living, i piccoli oggetti di uso quotidiano funzionali alla cucina assumono i connotati di veri e propri complementi d’arredo da esporre con scrupolosa attenzione al dettaglio affinché colore e design si sposino alla perfezione con le scelte stilistiche dell’intero ambiente.

Come scegliere i piccoli oggetti per una cucina di design

Il portamestoli deve essere scelto secondo il design della cucina: se la cucina dispone di un ampio piano lavoro, la classica barra appendimestoli si può sostituire con un portamestoli da banco in acciao inox dal design moderno ed esenziale

Come scegliere i piccoli oggetti per una cucina di design

La pattumiera, non sarà più un oggetto da nascondere nel sottolavello, ma diventa un oggetto di design da esporre e da scegliere in funzione dello stile della cucina.

bo pedal bin Brabantia

Secondo le esigenze può essere ad un secchio, a due secchi o anche a tre. Può essere a pedale oppure touch, ossia che si apre con un leggero tocco.

Pattumiera touch bin new 40 litri Brabantia

Può essere da appoggio o appendibile. Può avere una base oppure lunghe gambe che le danno un carattere vintage.

Pattumiera Bo Touch Bin Matt yellow

I barattoli per conservare gli ingrediaenti in maniera efficace diventano oggetti da esporre sul piano di lavoro. Quindi è bene sceglierli per forma e colore. Barattoli quadrati, alti, tondi con tappi di chiusura dai colori più neutri a quelli più vivaci.
Barattoli porta ingredienti di designAtri piccoli oggetti che non possono mancare per una cucina di design sono una splendida macchina per espresso ed un dispenser di grande impatto estetico per capsule di caffè.

Dispenser per capsule caffè

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Mobili su misura per te e la tua casa: con una falegnameria artigianale è possibile

Pubblicato da blog ospite in Arredamento Perfetto, Idee
Vuoi ristrutturare la tua casa oppure vuoi cambiare il look al tuo arredamento perché ti ha stancato?
Cerchi uno stile che rispecchi i tuoi gusti e le tue preferenze? Puoi sfogliare riviste del settore o
visitare showroom dei grandi marchi per trovare l’ispirazione e capire quale tipologia di arredamento scegliere, se classico, moderno, country o shabby chic per esempio, ma potresti non trovare quello che stai cercando. In realtà non è facile riuscire a trovare mobili già pronti, di produzione industriale, che soddisfino il nostro gusto e le nostre esigenze o che si adattino perfettamente alle dimensioni degli ambienti della nostra casa. Ecco perché la soluzione ideale per te potrebbe rivelarsi quella di rivolgerti ad una falegnameria artigianale. I mobili su misura, infatti, sono progettati e realizzati con uno studio accurato e al centimetro degli interni della tua casa: rivolgendoti ad una falegnameria artigianale, quindi, potrai personalizzare e gestire ogni ambiente nei minimi particolari e renderlo esattamente come lo hai sempre desiderato. I mobili su misura, inoltre, si adattano a qualsiasi stile di arredamento, che sia classico, moderno, minimal, country o shabby chic.

Bucefalo Arredamenti

A chi rivolgersi per realizzare mobili su misura

Se vuoi personalizzare lo stile del tuo arredamento e cerchi mobili che si adattino perfettamente alla struttura della tua casa e dei suoi ambieni interni, allora dovresti rivolgerti ad una falegnameria artigianale. In questo modo potrai progettare mobili su misura per te e per la tua casa ed otterrai un risultato finale che rispecchierà non solo le tue esigenze, ma anche i tuoi gusti e lo stile con cui vuoi caratterizzare il tuo arredamento. I mobili su misura, inoltre, si adattano a qualsiasi stile, classico, moderno oppure conemporaneo.

Falegnameria artigianale Bucefalo Arredamenti

Una falegnameria artigianale, grazie ad artigiani esperti del settore, può trasformare la tua immaginazione e i tuoi desideri in realtà, può dare vita a pezzi unici di arredamento, che saranno progettati e realizzati appositamente per gli ambienti della tua casa. I mobili su misura realizzati da una falegnameria artigianle sono sinonimo di maggiore qualità epuoi scegliere t stesso con quale tipologia di materiale realizzarli, se in legno massello, listellare impiallacciato o in laminato di ogni tipo, multistrato e mdf. Tu dovrai soltanto immaginare i tuoi mobili: il tuo falegname di fiducia grazie ad un’estrema cura del dettaglio e ad uno studio al centimetro degli ambienti della tua casa darà forma al tuo arredamento su misura. I volumi e le forme dei mobili su misura, realizzati da una falegnameria artigianale, valorizzano la bellezza degli spazi interni della tua casa e ne riflettono la tua personalità.

Se stai cercando una falegnameria artigianale a Roma, nella zona est della città potresti visitare il laboratorio artigiano di Bucefalo Arredamenti per assistere dal vivo alla realizzazione di mobili su misura.

Quanto costano i mobili realizzati da una falegnameria artigianale?

Vuoi sapere quanto costa realizzare mobili su misura? Ti sarà certamente capitato di pensare che  rivolgerti ad una falegnameria artigianle richieda costi elevati per la progettazione e realizzazione di mobili su misura. In realtà una falegnameria artigianale, avendo costi fissi più bassi da sostenere rispetto ai mobilifici industriali, può garantiri prezzi davvero competitivi ed una qualità maggiore per la realizzazione di mobili su misura.

Bucefalo Arredamenti da forma alle ideee con mobili su misura

I vantaggi, quindi, sono davvero tanti: puoi sfruttare al meglio gli spazi della tua casa e personalizzare lo stile del tuo arredamento. Una falegnameria artigianale, inoltre, può realizzare pezzi unici di arredamento per qualsiasi ambiente: armadi su misura, librerie a muro, boiserie, cucine su misura, camere da letto, cabine armadio, mobili per il bagno e complementi d’arredo di ogni tipo.

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Accessori bagno: un ritorno agli anni ’70 utilizzando solo materiali ricercati

Pubblicato da blog ospite in Arredamento Perfetto, Design

Niente forme particolari per gli accessori bagno, ma una costante e puntuale ricerca nei materiali.

“La moda passa, ma lo stile resta” diceva Coco Chanel e anche nel mondo del bagno è sempre tutto in continua evoluzione. Stili diversi si susseguono nelle varie stagioni, bagni orientali, vintage, anni 60, dallo stile industrial e minimal che utilizzano solo materiali ricercati e di alta qualità. La parola ricercatezza però non rappresenta qualcosa di spiazzante, bensì, punta ad avere piccoli e unici dettagli che possono fare la differenza in un ambiente bagno.

Con l’arrivo della bella stagione e anche dai trend lanciati dal Salone del Mobile 2018 il colore è la prima cosa che viene sperimentata e ricercata. Tonalità molto forti, dall’arancione al mango fino ad arrivare al corallo da alternare con nuance più rilassanti come il verde nelle sue declinazioni salvia e menta.

Oggetti da toccare con mano, dove la componente tattile rappresenta metà del suo valore.
Materiali ricercati danno vita a piccoli accessori bagno con obiettivo puramente decorativo che si abbinano perfettamente a specchi dalle forme disparate e dai colori iridescenti.

Grande protagonista di questa primavera estate 2018 è rappresentato dal legno, che grazie alle sue tante applicazioni, viene usato come rivestimento a parete molto anni ’70. Tra i materiali utilizzati viene rivalutato anche il marmo che attraverso lastre sottilissime poggia su strutture metalliche minimal componendo pezzi di arredamento.

Gli accessori bagno completano la sala relax e ne determinano l’unicità; talvolta basta un semplice oggetto per rendere un ambiente accogliente e rilassante.

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Pareti divisorie ufficio: stile e avanguardia

Pubblicato da blog ospite in Arredamento Perfetto, Design

Arredare gli ambienti lavorativi con pareti divisorie ufficio: elementi all’avanguardia capaci di adattarsi a usi di diverso tipo, offrendo grande flessibilità e varietà estetica.

Le pareti divisorie sono elementi architettonici dal gradevole impatto visivo: meno invasive di murature e cartongesso, conferiscono allo spazio una sensazione di leggerezza. Riescono a coprire diverse funzionalità, oltre a quella divisoria: possono essere integrate con altri elementi d’arredo, come mensolature, armadi oppure possono fare da supporto a pannellature fonoassorbenti che isolano da rumori esterni ed attenuano i riverberi.
In ogni caso le pareti divisorie costituiscono un’ottima scelta progettuale, proprio per la loro semplicità d’installazione e la facilità per spostamenti o piccole variazioni future.

Pareti divisorie ufficio: materiali e proprietà principali

Le pareti divisorie hanno una struttura principale fatta di tubolari d’acciaio, su cui sono inserite lastre in vetro, in legno o in alluminio. All’interno delle strutture si fanno passare tutte le componenti elettriche degli impianti esistenti, in modo da tutelare la sicurezza e l’estetica degli ambienti di lavoro.
I pannelli sono modulari, adatti e versatili, perfetti quando si devono riconfigurare gli spazi, creare nuovi uffici o fronteggiare nuove necessità. Altra caratteristica fondamentale delle pareti divisorie ufficio è la loro capacità di resistere al fuoco.

Le misure antincendio degli ambienti di lavoro sono rigide e ben dettagliate: le pareti risultano pienamente in linea con le misure di legge.

Pareti nella versione fonoassorbente

Si tratta di particolari pannelli che riducono i rumori; materiali come il cemento, il marmo e il vetro ampliaficano parecchio i rumori, seppur di poca intensità: solitamente negli ambienti realizzati in cemento e calcestruzzo generano eco e riverbero, che distraggono e allentano i ritmi di lavoro.

Con pareti fonoassorbenti, invece, si migliora l’acustica degli spazi, si riduce l’inquinamento acustico e si crea maggiore privacy, indispensabile per lavorare bene.

Pareti divisorie in vetro

Le pannellature in vetro sono le più utilizzate per saloni espositivi e showroom; sono adattabili a qualsiasi tipo di arredo preesistente, e iniziano a popolare anche abitazioni private, spesso anche su ambienti di piccola metratura. Proprio per la loro leggerezza visiva, le pareti divisorie ufficio in vetro permettono di trovare soluzioni efficaci per dividere gli ambienti e per ottimizzare lo spazio a disposizione, la tenuta termica e altre necessità di divisione interna.

La parete in vetro è disponibile anche in versione autoportante: adatta in tutti quei casi in cui il soffitto è troppo elevato oppure si hanno architetture particolari. Anziché con l’ancoraggio al soffitto, si ottiene la stabilità strutturale grazie a elementi rigidi posizionati sulla parte superiore della parete oppure con staffe che spingono sul solaio.

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E’ arrivata la primavera ed è tempo di ristrutturare il bagno

Pubblicato da blog ospite in Arredamento Perfetto
Le giornate si allungano e sempre di più si ha voglia di cambiamenti e di aria nuova
Questo è il periodo più atteso dell’anno da milanesi e turisti provenienti da tutto il mondo.
Bagno e cucina diventano sempre di più le stanze a cui si dà maggior importanza in tutta la casa. Lo testimonia anche la 53esima edizione del Salone del Mobile con le biennali Eurocucina e Salone Internazionale del Bagno.
Tutte le novità e i consigli per ristrutturare il bagno al Salone Internazionale del Bagno
Per procedere con una ristrutturazione bagno questo è il momento dell’anno in assoluto migliore per iniziare a decidere cosa utilizzare tra materiali e accessori. Con il Salone del Mobile alle porte, tante sono le novità che verranno presentate: da ambienti contemporanei ad altri più classici capaci di adattarsi perfettamente ad ogni tipo di abitazione.
L’idea è quella di immaginare la sala da bagno come un luogo versatile capace di fondersi perfettamente con le altre stanze della casa. Forme snelle, texture geometriche, rigore estetico riescono a matchare differenti materiali come ferro grezzo, legno vivo e pietra.
Il bagno diventa una vera e propria sala del relax estremamente flessibile dove tutti gli elementi, anche se di materiali completamente diversi, riescono a convivere in un sistema perfetto e in continua evoluzione.
Design e qualità sono le parole d’ordine per questa stanza. Un insolito mix di materiali creano dinamismo e carattere. Total white o super colorato per una ristrutturazione bagno personalizzata e con novità assolute!


 
 

Rifacimento degli impianti elettrici: consigli per non commettere errori

Pubblicato da blog ospite in Arredamento Perfetto, Idee

Articolo realizzato con il contributo di Style Casa, arredamento bagni e servizi a Piacenza 

Siamo un po’ tutti maestri del fai da te per passione o per risparmio, ma quando si ha a che fare con cablaggi elettrici, realizzazione o rifacimento di impianti elettrici è meglio saperne di più!

Avere a che fare con la realizzazione di un impianto elettrico non è mai semplice, tali e tante sono le questioni da affrontare; è per questo che al momento della progettazione dello schema elettrico di una nuova abitazione è necessario studiare bene tutte le situazioni, soprattutto quelle relative alle varie normative.

Se ti affidi ad un professionista per realizzare l’impianto elettrico, sicuramente si da per scontato che sia informato su tutte le regole da seguire, è però vero che esserne a conoscenza non fa mai male, soprattutto per poter essere solerti nelle domande e non ritrovarsi un domani a problematiche non messe in conto.

Normativa CEI 64-8 per avere un impanto elettrico a norma realizzato da professionisti

L’impianto elettrico è regolato dalla normativa CEI 64-8, modificata successivamente con una variante del 2011.
All’interno di questa legge vengono stabiliti i requisisti minimi che un impianto elettrico deve avere per poter essere considerato in regola, in particolare si afferma che:

  • Un’abitazione con una superficie di 75 mq o meno, deve avere una potenza elettrica di 3 kw
  • Un’abitazione con una superficie oltre i 75 mq, deve avere una potenza elettrica di 6 kw

Sussiste anche tutto un discorso riguardo la classificazione degli impianti elettrici. Sempre nella legge di cui sopra, sono stati introdotti tre livelli per un impianto elettrico di nuova realizzazione e potrà essere direttamente il padrone di casa a chiedere all’installatore di realizzare il proprio lavoro per ottenere un determinato livello.

Per semplificare possiamo dire che il livello 1 riguarda le dotazioni minime, il livello 2 rappresenta la via di mezzo con aumento dei servizi collegati all’impianto elettrico ed il livello 3
 va ad introdurre anche la domotica, anche a beneficio del risparmio energetico.

Queste informazioni possono essere utili per chi deve ancora dare mandato all’impresa di realizzare uno schema di impianto elettrico per una nuova abitazione. 

Che cosa è necessario fare quando ci si trova nelle condizini di ricorrere ad un suo rifacimento?

Attuare un’operazione di rifacimento dell’impianto elettrico è tutt’altro che semplice. Per prima cosa bisogna capire se è sufficiente un semplice intervento di manutenzione, con il quale si può andare a riparare u guasto nei cablaggi elettrici osu una parte dell’impianto elettrico, o se al contrario è necessario sostituire in toto il vecchio impianto e quindi dotarsi di nuovi cablaggi elettrici, tubi e terminali.

Queste due operazioni si differenziano per prima cosa in quanto a prezzo: attuare una riparazione, per quanto complessa possa essere, non potrà mai arrivare ai costi di un impianto elettrico completamente nuovo, per il quale la spesa potrebbe essere molto sostanziosa.
Dalla parte di chi vuole o è costretto a fare un intervento così impegnativo, c’è però la detrazione fiscale IRPEF, che arriva fino al 50% della spesa totale, per un tetto massimo di 96.000 euro.
Di queste agevolazioni invece non si può godere se il lavoro è di manutenzione.

Un’altra grande differenza sta nella possibilità di mettere a norma l’impianto elettrico.
E’ chiaro infatti che se si ha a che fare con una casa di costruzione non recente, che non ha seguito gioco forza le ultime normative, con un sempice intevento di manutenzione si va a tamponare il tuo problema di uso quotidiano, ma non riesci ad entrare nel quadro del rispetto normativo.

Come capire se il tuo impianto elettrico ha bisogno di un rifacimento?
Ci sono alcuni segnali che non dovresti trascurare:

  • Problematiche al contatore, che salta spesso
  • Prese della corrente che fanno scintille nel momento in cui si inserisce la spina
  • Sbalzi di corrente frequenti
  • Odore di plastica bruciata

Il consiglio fondamentale in questi casi è solo uno: lascia stare la mania del fai da te e rivolgiti a dei professionisti!

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