Baliz Room






 
 
 

Legno, tessuti e luce: l’appartamento Minima di StudioPine

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

Definire uno stile essenziale può sembrare facile, ma dosare pochi elementi è un’arte che richiede molta cura e attenzione. In questo appartamento a Kiev, in Ucraina, la parola d’ordine è senza alcun dubbio l’equilibrio.

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Quello che colpisce al primo sguardo è  la semplicità dei materiali scelti dal team dello StudioPine. Il parquet in rovere chiaro tiene insieme la zona living e la cucina, che sono state progettate come due ambienti molto diversi fra loro, ma che si completano a vicenda.

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In cucina il bianco è una scelta essenziale, completata dalla pulizia del disegno delle pareti che, prive di maniglie, sono scandite da linee orizzontali e verticali. Al mobile e ai pensili in legno il compito di dare un tocco caldo ad uno spazio altrimenti troppo asettico.

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Nella sala, il protagonista è il divano componibile della linea MINIMA, progettato dallo stesso StudioPine. Optare per questa sfumatura grigio canna di fucile potrebbe sembrare azzardato, così come l’abbinamento con le tende scure. Eppure questo contrasto con la luminosità del bianco delle pareti è il vero valore aggiunto a questo spazio living.

Il confronto tra toni scuri e superfici naturali continua anche in camera da letto, con il parquet e la parete di fronte al letto in legno chiaro. Le forme morbide degli arredi, sempre della linea Minima, vengono messe ancora più in risalto dalla scelta di luci dal design pulito ed essenziale.

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Nel bagno, invece, il contrasto chiaro/scuro si attenua. Il parquet lascia il posto ad una resina opaca grigio scuro, ma la vera sorpresa sono le piccole piastrelle quadrate lungo tutte le pareti. Come se la lastra di marmo fosse stata fatta in mille pezzi e ricomposta, questo mosaico di vene grigie fa da sfondo ai dettagli in legno nella struttura del lavandino e nelle mensole.

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Un progetto, questo di StudioPine, che mira a costruire un ambiente equilibrato e accogliente, senza scelte estreme, sia nei materiali che nei colori. Lo scopo, infatti, è quello di definire armonia tra i diversi ambienti, armonia che farà da sfondo all’elemento per eccellenza che arricchirà la casa in maniera unica: la vita dei clienti che ci andranno ad abitare.

 


 
 

Baliz Room e il Blogger Recognition Award: 15 blog da conoscere

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

Buongiorno gente!

Finalmente oggi riesco a parlarvi dei Blogger Recognition Award, una bellissima iniziativa nata nella community dei blogger per riconoscere l’impegno e i meriti di chi si imbarca in questa impresa : )

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Perchè ve ne parlo? Perchè qualche giorno fa il blog Piccola Frida  della cara Susanna Albini ha nominato Baliz Room nella sua lista di 15 blog da scoprire, insieme a tante altre belle persone che si impegnano ogni giorno nel proprio progetto di blogging in temi molto diversi tra loro.

Sono rimasta sorpresa e molto contenta di essere in questa lista perché scoprire che quello che faccio arriva alle persone è una cosa bellissima e inaspettata…quindi un mega grazie a Susanna!

LE REGOLE

I Blogger Recognition Award hanno poche e semplici regole:

1. Ringraziare il/la blogger che ti ha nominato e inserire il suo link
2. Scrivere un post che evidenzi il proprio premio di riconoscimento
3. Raccontare un pò del proprio blog
4. Dare consigli utili ai nuovi blogger
5. Nominare 15 blogger
6. Come segno di riconoscenza, commentare sul blog di chi ti ha nominato e fornirgli il link al suo articolo anche su facebook

BALIZ ROOM

Baliz Room nasce un anno fa, avevo il bisogno di scoprire e scrivere di tutto quello che trovavo interessante e sorprendente in architettura, fotografia e design. Mi piace definirlo il mio piccolo angolo di web, un salotto in cui poter esprimere quello che penso, far conoscere quello che mi piace e incuriosire con notizie e ispirazioni.  Una continua ricerca della bellezza, sparsa in questi tre ambiti così diversi eppure così legati.

CONSIGLI PER NUOVI BLOGGER

Quello che posso dire a chi si avventura nel mondo del blogging, di qualsiasi argomento si tratti, è quello di vivere questo percorso con tanta curiosità e passione, curare tutto con attenzione non per fare le cose tanto per farle. Per questo ci vuole anche una buona dose di organizzazione, quindi, anche se agli inizi, un calendario editoriale è la bussola ideale per dare vita ad un progetto coerente e soprattutto che rifletta il vostro impegno!

LE NOMINATION DI BALIZ

La fase della scelta dei 15 blog da nominare è stata davvero difficilissima! Seguo molti blogger tra WordPress e Facebook e apprezzo il lavoro di tutti, chi per un motivo e chi per un altro ha catturato la mia attenzione…la soluzione è stata una lista di nomination molto varia, con blog di tanti ambiti diversi così da far conoscere quante più cose differenti.

Cominciamo? In ordine alfabetico così non si fa torto a nessuno : )

1. Alice Traforti – NarrAzioni per l’arte contemporanea

2. Architempore

3. Easy Relooking

4. Fit with Fun

5. Healthy Little Cravings

6. La Gianna

7. Mamaglia Creazioni Artigianali

8. Momenti di Design

9. Pasta Pizza & Scones

10. Radio Architettura

11. Stefania Bressani

12. Stefania Gambella Photography

13. The Lazy Trotter

14. Travel On Art

15. Wanna be Wondergirl

Vi lascio a questa lista molto variegata: travel, food, fitness, arte e architettura si mescolano in queste nomination, per interessi di tutti i tipi! Fatemi sapere che ne pensate, e se trovate qualcosa che vi piace… ne sarò felicissima!

Baci,

Baliz


 
 

Un italian winebar a Pechino

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room
Oggi vi porto a Pechino per scoprire questa piccola chicca, l’italian winebar Buonabocca dello studio italiano, con base a Pechino, Ramoprimo.
Bancone bar dell'italian wine bar boccabuona
Il punto di partenza è stata la richiesta dei clienti, una coppia italo-cinese, di giocare con la parola italiana “bocca” e di avere un pavimento in resina giallo. Lo studio ha così deciso di sviluppare il progetto sulla base di diversi contrasti: resina contro mattone, naturale contro pop, il tutto incorniciato da arredi su misura che mitigassero il colore brillante del pavimento.
Il protagonista di questo progetto è, senza dubbio,  il mattone, che diventa l’elemento decorativo centrale in questa atmosfera dai colori pop, con bocche stampate sui parati di carta di riso, disegnati apposta per il Buonabocca.
Dettaglio della parete in mattoni a spina di pesce dell'italian wine bar Boccabuona di Pechino
esterno dell'italian winebar Boccabuona di Pechino
Disposti a spina di pesce, infatti, disegnano un pattern che cattura l’attenzione nei diversi spazi del locale. Bellissimo l’uso di questa soluzione nei porta bottiglie dietro il bancone bar, così come molto originale è lo stencil del pattern su un grande pannello per farne un’opera d’arte d’impatto e multicolore.
Opera d'arte con stencil del pattern di mattoni a spina di pesce sulla parete dell'italian wine bar Boccabuona di Pechino
Per risaltare la tridimensionalità dello spazio, gli architetti hanno scelto due enormi lampadari dalle forti forme geometriche che evocano le luminarie delle feste di paese del sud Italia. Se di sera i punti luce ricordano un cielo stellato, di giorno funzionano come sculture dal fascino contemporaneo.
Vista dell'italian winebar buonabocca con lampadari geometrici
Il risultato è un ambiente composito, che rimane legato alla tradizione attraverso l’uso di materiali come il mattone e la carta di riso, ma che prende tutto il carattere contemporaneo di una metropoli come Pechino con l’aggiunta di elementi pop e un tocco di gusto industrial.
( photo images via Archdaily )


 
 

Luigi Bonavenutura: le facciate metafisiche del lido di Jesolo

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

Se la Jesolo estiva è vivace e piena di turisti, l’unica testimonianza che ne rimane durante l’anno sono i suoi numerosi alberghi. Il fotografo Luigi Bonaventura, osservando queste facciate inanimate, decide di scattare qualche foto, fino a comporre un vero e proprio reportage fotografico.

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Nasce così la serie Behind the Edge Jesolo Beach, un ritratto di forte ispirazione metafisica. Ritagliando le facciate degli hotel, infatti, quello che ne viene fuori sono dei pattern ripetitivi, geometrici, quasi grafici.

In questa successione di balconi, tende da sole e ringhiere, il colore è una componente fondamentale per percepire la varietà che ha colpito così tanto il fotografo. Tinte calde e toni freddi costellano gli scatti che compongono il progetto, ma se stiamo ben attenti, tutti hanno una caratteristica comune.

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Avendo visitato Jesolo a Marzo, un periodo di bassa stagione, Luigi Bonaventura si trova davanti a dei giganti dormienti. Le persiane sono abbassate, i balconi sono deserti, nessun telo da mare appeso ad asciugare. La metafisica sta tutta qui, in queste facciate che sembrano quasi disegnate, ma che, in realtà, sono solo in attesa della stagione estiva per animarsi.

 


 
 

Pillole di Design: la poltrona EGG CHAIR

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

Buongiorno gente!

Dopo la pillola sulla lampada ARCO e quella sulla caffettiera LA CONICA, si prosegue con un altro indimenticabile oggetto di design: la EGG CHAIR di Arne Jacobsen!

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Dal design italiano, passiamo a quello scandinavo per raccontare la storia di una poltrona con un ruolo davvero importante nel campo del product design.  La Egg Chair, infatti, ha rappresentato un punto fondamentale nella ricerca sui materiali e sulle forme portata avanti da Arne Jacobsen…ma scopriamo nel dettaglio come 😉

Nel 1958 al caro Jacobsen viene affidata la progettazione del Radisson SAS Hotel di Copenaghen, incarico che ha previsto anche il disegno dell’arredo della lobby e della reception dell’albergo. É stata proprio questa l’occasione per mettere in pratica i suoi studi e le sue teorie.

La Egg Chair, infatti, ha una struttura in fibra di vetro fuso e un’imbottitura in schiuma poliuretanica, entrambi materiali molto innovativi per l’epoca e che non avevano ancora trovato molte applicazioni nel campo del design.

Accanto ad una tecnica nuova, Arne Jacobsen sperimenta anche sulla forma di questa nuova poltrona. Il nome stesso, infatti, richiama alla forma di un uovo, una forma organica e basata su linee curve. Il risultato è una seduta versatile, che avvolge la persona e assicura la privacy anche in un luogo affollato come la hall di un albergo.

Dal Radisson Hotel al successo mondiale il passo è stato breve. Come ogni capolavoro di design,  la Egg Chair è ancora oggi un must have che si adatta ad ogni stile di arredamento. Continua, infatti, ad essere uno dei pezzi più importanti della produzione della compagnia danese Fritz Hansen, nonché un tassello fondamentale nella storia del design danese.

Godetevi la gallery che ho preparato per voi! In quale colore la preferireste? Rivestimento in pelle o in tessuto? Scelte difficili lo so 🙂

 

 

Vi aspetto alla prossima pillola!

Baci,

Baliz


 
 

Il nuovo hotel in stile vintage di Amsterdam

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

vista della stanza dell'hotel in stile vintage di amsterdam

Ad Amsterdam, nel distretto dei teatri,  il nuovo Hotel V Nesplein accoglie i suoi ospiti con uno stile vintage dai richiami contemporanei.

Una “locanda urbana” a due passi dalla città vecchia

La struttura si trova in una piccola strada a qualche minuto da Palazzo Reale. Ciò offre agli ospiti una vicinanza al centro della città ma allo stesso tempo un soggiorno silenzioso, lontano dal caos urbano. Il centro vitale di questa “locanda urbana” è senza dubbio la lobby. Qui, infatti, con la presenza di un affascinante camino a legna, il ristorante e una biblioteca molto fornita è stato ricreato un vero e proprio ambiente di condivisione. Questo perchè, in questo spazio, non passano il tempo solo gli ospiti dell’hotel ma anche gli abitanti del quartiere. D’estate, invece, è il momento della terrazza su Piazza Nesplein di ospitare concerti ed eventi per tutti.

Materiali a confronto

Questa ambientazione così accogliente e raffinata allo stesso tempo è opera di Mirjam Espinosa, interior designer e co-proprietaria della struttura. Il risultato è un hotel caratterizzato da una mescolanza di stili e materiali, che esprimesse la realtà multiculturale di Amsterdam in ogni scelta estetica. Si può, dunque,  dire che il  contrasto sia il fil rouge di ogni ambiente dell’hotel. Un materiale “freddo” come il cemento a vista dei pilastri della hall non è un caso. Infatti fa coppia con la calda eleganza retrò dei divani in stile vintage. Il pavimento, un parquet a tasselli sottili e incrociati, in alcune parti risale le pareti e diventa rivestimento, in contrasto con le linee pure degli arredi in tubolare metallico.

Stile vintage

Il richiamo allo stile vintage persiste nei tantissimi specchi circolari con cinghie di cuoio che costellano le camere e i bagni, reminiscenze degli anni ’50. Mentre l’anima multiculturale è espressa dal mix di sedute presenti nell’hotel: accanto a sofà in stile chippendale non mancano poltrone in velluto e sedie in pelle e metallo.

Soggiornare all’Hotel V Nesplein è senza dubbio un viaggio tra varie epoche e stili, offerto in un ambiente accogliente, raffinato, e mai banale






 

( pubblicato su Arredonews )

 


 
 

Crazy about…Giui, fotografa e designer

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

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Buongiorno!

Inauguriamo questa settimana con una bella dose di ispirazione? Per il ritorno dalle vacanze ce ne serve davvero un bel po’ quindi ho deciso di farvi conoscere una persona che di ispirazione ne ha da vendere: Giui!

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Giulia Russo all’anagrafe, ma per tutti semplicemente Giui, “sulla carta” fa la fotografa, ma basta guardare le sue fotografie per capire che il suo lavoro non è come lo immaginano in molti, fatto solo inquadrature e post-produzione. Quello che fa Giui con la sua macchina fotografica, per me, è pura magia: lei riesce a racchiudere ricordi e a immortalare ogni emozione, con una sensibilità e una professionalità fuori dal comune.

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Lei stessa si definisce un “aedo contemporaneo” che ha il compito di raccontare storie, non attraverso la lira, come gli aedi del passato, ma con la sua fidata macchina fotografica.  Non a caso la sezione dedicata alle fotografie di matrimonio si chiama “Poemi d’amore” , mentre in “Racconti di famiglia” ritroviamo tutte le delicate sfumature del ritratto familiare. La sensibilità di Giui si percepisce anche nella sezione dedicata alla branding photography, dove la comunicazione si unisce ad una preziosa visione artistica.

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Ma il suo talento non si ferma qui. La sua esperienza e la sua innata creatività si sono unite nell’ e-book “Style, Styling e Storytelling” in cui Giui ci insegna, passo dopo passo, come trovare, costruire e mantenere la propria identità attraverso la comunicazione visiva. Una guida da non perdere, che include anche tanti esercizi pratici per arrivare a delineare la vostra identità e il vostro modo di comunicare con le immagini…cosa si può desiderare di più? Io, ovviamente, l’ho acquistato al volo 🙂

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Oltre a tutto questo, Giui è anche una mia cara amica (ma questo non potevo dirvelo a inizio post 😀 ) dalla quale traggo sempre ispirazione, e che mi porta, anche a sua insaputa, a conoscere cose magiche, uniche e che, in un modo o nell’altro, mi fanno sempre cambiare un po’ il mio punto di vista sul mondo.

Vi ricordate del primo Crazy about che ho scritto sulla business coach Gioia Gottini? Se l’ho conosciuta è proprio grazie a Giui! Per questo, e per molto altro, non posso che ringraziarla ❤

Volete saperne di più su Giui e sulle storie che racconta? Volete sfogliare le sue fotografie? Lo so che avete annuito con la testa quindi…eccovi accontentati 🙂

Sito:  https://www.giuisnotanartist.com/

Facebook:  https://www.facebook.com/giuisnotanartist

Instagram: https://www.instagram.com/giui/

Sperando che questa bellissima storia vi sia piaciuta, vi aspetto al prossimo post!

Baci,

Baliz

 ( Tutte le immagini sono state cortesemente messe a disposizione da Giui )


 
 

Stile TROPICAL: trasformare una stanza in quattro mosse

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

Ciao a tutti!

Anche se Agosto è finito, non disperiamo. Per riprenderci insieme dalla fine del mese più estivo che ci sia, ho pensato di deliziarvi con un post di consigli per trasformare una stanza della vostra casa in stile tropical e prolungare così l’atmosfera dell’estate tutto l’anno.

Siete pronti? VIA!

1. LE PIANTE GIUSTE PER UNO STILE TROPICAL

Il primo passo per una stanza in stile tropical è la scelta delle piante giuste.  Le opzioni sono davvero un bel po’, e per salvarvi da interminabili ricerche su internet, ho fatto io una selezione apposta per voi. Mi volete bene eh?

FICUS LYRATA (o Fiddle Leaf Fig Tree )

stanza in stile tropical con pianta di ficus lyrata

Il ficus lyrata richiede tanta cura, ha bisogno di molta luce e va girata ogni tanto affinché ogni parte della pianta abbia la stessa esposizione alla luce. Siate generosi con l’acqua, ma senza esagerare sennò rischia di rovinarsi. Le sue foglie vanno spolverate delicatamente, per evitare che le “vene” della pianta si danneggino. Decisamente per persone con skillsss di giardinaggio belle alte.

MONSTERA DELICIOSA

stanza stile tropical con pianta monstera deliciosa

Se il ficus è il re, la regina dello stile tropical è senza dubbio la monstera deliciosa. Le sue grandi foglie, da questa forma riconoscibilissima,  hanno invaso il mondo dell’arte e del design e sono ormai note anche ai meno esperti. Come una regina che si rispetti, per tenerla a bada c’è bisogno di qualche accorgimento. La monstera deliciosa non va esposta alla luce diretta del sole, che può bruciarne le foglie, e va tenuta in un vaso con i fori per il drenaggio dell’acqua. Può raggiungere grandi dimensioni e vivere per molti anni anche in casa, come potete ben vedere dalla foto. Se non siete giardinieri provetti, al massimo vi invaderà il salotto!

ZAMIOCULCAS 

pianta tropicale di zamioculcas

Non avete il pollice verde ma, come me, siete stati dotati di uno spietato pollice stermina-piante? La zamioculcas è la pianta perfetta per noi. Può sopravvivere in ambienti con poca luce, ma se la esponete a luce indiretta crescerà meglio. Se vi dimenticate di darle l’acqua per giorni non è un problema, e se avrete cura di potarla durante i suoi primi anni la aiuterete nella crescita.  Poche e giuste attenzioni, e anche la persona più negata col giardinaggio potrà avere una pianta viva e vegeta in casa, e finalmente dare via la sua collezione di piante di plastica.

2. TESSUTI VIVACI E PATTERN TROPICAL 

La scelta dei tessuti e delle stampe tropical è un altro passo importante per ricostruire questo stile a casa vostra. I cuscini sono l’accessorio clou se volete ravvivare una stanza, e in questo caso potete optare per stampe più serie o più spiritose. Io, per accontentare tutti quanti, sceglierei un mix di stili che però abbiano più o meno le stesse tinte.

cuscini per stile tropical in quattro mosse
cuscini con fenicotteri per stile tropical in quattro mosse
cuscini con ananas per stile tropical in quattro mosse
cuscini con stampe tropical per stanza in stile tropical

Per le finestre, una tenda con stampe floreali o con foglie di palma sono molto particolari. Se non volete accostare più tipi di pattern, anche delle tende di lino o a tinta unita che richiamino i colori che avete scelto possono funzionare.

tenda con fiori tropicali per stile tropicale
tenda con stampa di foglie di palma per stanza stile tropical
tenda con foglie di palma stilizzate per stile tropical
tenda bianca con stampe di uccelli tropicali per stile tropicale

Vi propongo anche un’altra soluzione che mi piace molto: il restyling  di mobili sta diventando di gran moda. Dovete solo applicare una stampa o ridipingere il mobile con colori tropicali e l’effetto wow è assicurato. Se non siete esperti, chiamate quell’amica appassionata di decoupage e fatevi aiutare. Anche l’acquisto di mobili che hanno già queste fantasie è un’opzione, ma è sempre bello sporcarsi le mani per avere qualcosa di unico, non credete? 😉

mobile mid-century per stile tropical


3. RIVESTIMENTI: CARTE DA PARATI E TINTE TROPICALI

Un’altra mia dritta tutta per voi è sui tipi di rivestimenti che potete scegliere per la vostra stanza in stile tropical. Per i veri temerari, ho scelto un paio di parati a tema, coloratissimi e abbastanza particolari. Per quelli più tradizionali, anche una palette di tinte tropicali farà il suo dovere, magari abbinato ai dettagli di cui abbiamo parlato prima.












4. DECORAZIONI E ACCESSORI TROPICAL

Dulcis in fundo, ho lasciato per ultima la mossa sulle decorazioni. E’ quella che mi piace più di tutte, quella che, magari anche da sola causa budget limitato, può salvarvi da una stanza piatta e con scarsa personalità. E anche quella che può davvero rovinarvi se avete una passione smodata per ananas, fenicotteri e tutto il resto appresso.  Ho anche fatto una piccola selezione in ambito moda per curiosità 🙂

Per evitare tracolli finanziari e attacchi di shopping online compulsivo, mi limiterò a una “misurata” carrellata di quello che, con grande divertimento, ho scovato sul nostro adorato Pinterest. Enjoy it!






















Se vi sono piaciuti i miei consigli, lasciatemi un commento per farmi sapere quali sono i vostri dettagli preferiti! Alla prossima mossa 😀

p.s. ma avete visto che anche la nuova collezione di Tiger è tutta a tema tropical? A vostro rischio e pericolo, potete scaricare il volantino proprio QUI.

Baci,

Baliz


 
 

Tutti pazzi per SMEG

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

Ammettiamolo, da quando gli elettrodomestici anni ’50 di SMEG hanno fatto capolino nelle riviste e negli styling più di tendenza, anche i “non addetti ai lavori” sentono il sottile bisogno di stringere tra le mani qualcosa che abbia sopra quella scritta così ermetica e seducente. A proposito, non sapete per cosa sta SMEG? Portate pazienza e ve lo svelerò alla fine del post 😉

Tornando a noi…la semplicità di questa affascinante linea anni ’50, e la sua versatilità, l’hanno resa sempre più presente nel paesaggio domestico, tanto da rappresentare il made in Italy anche oltreoceano.

L’azienda SMEG è stata fondata a Guastalla da Vittorio Bertazzoni nel lontano 1948. Fin dai suoi inizi è stata un’azienda pioniera nel campo degli elettrodomestici: è di SMEG una delle prime cucine a gas con accensione automatica, e la prima lavastoviglie da 60 cm con una capienza di 14 coperti.

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Accanto al frigorifero, ormai un oggetto di culto, l’offerta di SMEG è molto varia. Spazia dai piccoli elettrodomestici ai minibar, fino alle lavastoviglie e alle lavatrici ( anche in rosa, giusto per informare le pink addicted!).

Insomma, la scelta è molto ampia, per accontentare tutti i bisogni e i gusti della casa contemporanea. Che preferiate lo stile moderno, vintage o country, SMEG è l’azienda giusta per dare quel tocco di personalità di cui ogni spazio ha bisogno.

Per rifarci un po’ gli occhi, ecco una gallery di cucine molto diverse tra loro, ma che hanno in comune SMEG. 

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smeg-cucina-giallo-balizroom

smeg-cucina-grigia-balizroom

smeg-cucina-legno-balizroom

 

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smeg-cucina-vintage-balizroom

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Ed eccoci arrivati alla fine…pensavate mi fossi dimenticata?? Sveliamo il mistero: SMEG è l’acronimo di Smalterie Metallurgiche Emiliane Guastalla, lasciato inalterato in ricordo dell’iniziale attività di smalteria e lavorazione di metalli.

Soddisfatta la vostra curiosità, spero vi sia anche piaciuta questa selezione di cucine dagli stili più disparati. Per me è sempre bello navigare su Pinterest e farmi sorprendere dalle diversità che offre il mondo dell’interior design, ma quello che mi piace di più è stupire poi voi che mi seguite 🙂

Qual è la vostra preferita? Quale si avvicina di più al vostro stile? Io non so decidermi perché tutte hanno il loro fascino!

P.s. dopo questo post, è inevitabile: vado a controllare i costi dei frullatori per vedere se sono compatibili con i miei risparmi 😀

Baci,

Baliz

 

 

 

 

 


 
 

Un faro trasformato in casa vacanze

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

Alla ricerca di una casa vacanze fuori dall’ordinario, l’architetto inglese Sally Mackeret acquista un faro abbandonato nella contea di Norfolk, circondato dalle acque del Mare del Nord. Un amore a prima vista, il suo, per la particolarissima struttura e per il paesaggio selvaggio che la circonda, tipico di questa costa del Regno Unito.

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Il progetto

Il progetto di trasformazione è stato gestito nel massimo rispetto della storia passata di questo antico faro, di cui si trova già traccia in documenti del 1500. << Stavo cercando una costruzione che avesse avuto una vita precedente, come una scuola o una piccola chiesa, con la vista verso il mare>> afferma l’architetto, che ha creato qui il rifugio perfetto per sé e per la sua famiglia, lontano dalla vita cittadina di Londra.

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All’interno, ciò che colpisce da subito, è la sinuosità della scala originale, insieme alla vista mozzafiato sul mare. Accanto alla ristrutturazione dell’esistente, l’architetto ha progettato un nuovo volume per la zona giorno, in stretta relazione con il giardino esterno, per una superficie abitabile totale di 230mq.

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La nuova lanterna

La parte alta della nuova casa, invece, richiama la struttura della tipica lanterna, mancante perché andata venduta, con parte della torre, nel 1922. Ecco perciò il progetto di una cupola che funziona allo stesso tempo come lounge vista mare, con comode sedute e un frigo per i drink, e da mezzanino per la camera da letto padronale. E’ proprio questa la camera più invidiabile della casa, con la sua vista a 360° sul paesaggio circostante.

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L’arredamento

L’arredamento scelto è composto da molti pezzi vintage acquistati in vari mercatini, ricordi di viaggi o di vecchie storie, come uno degli specchi sulla parete della zona lounge, che viene da un vecchio autobus, dove serviva a tenere d’occhio i passeggeri al piano superiore.

Ogni cosa è stata pensata per rispecchiare non solo la vita della famiglia, ma anche l’essenzialità tipica del rifugio. La stessa Sally Mackeret rivela che questa casa non doveva esprimere il suo stile da architetto, ma doveva diventare un luogo di calma, un “luogo personale dove mettere le cose che uno ama” e dove vivere l’intimità della vita familiare fuori dal caos urbano.

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(Photosource: Living Corriere)


 
 




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