Baliz Room






 
 
 

Pillole di Design: il set di posate Aulenti Flatware

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

Buongiorno a tutti!

La Pillola di Design di oggi è dedicata all’architetta e designer italiana Gae Aulenti. Molti di voi la conosceranno per le sue opere di architettura, ma la brillante Gae ha lasciato a noi posteri anche oggetti di design, che ben esprimono la sua personalità, pratica ma allo stesso tempo complessa.

Letizia-Battaglia-Gae-Aulenti-design-balizroom-interiorblog

Tra tanti, ho scelto per voi il set di posate Aulenti Flatware progettato per Memorabilia, degno di essere ancora oggi protagonista della tavola contemporanea. Il set è composto da cinque pezzi in acciaio inossidabile: una forchetta da insalata, una forchetta, un coltello, un cucchiaio e un cucchiaino da dessert.

Ci credereste se vi dicessi che questo set è stato progettato nel 1970? Eppure l’estetica essenziale potrebbe tranquillamente collocarlo nel panorama creativo dei giorni nostri, così come le linee pulite di ogni pezzo strizzano l’occhio al design contemporaneo, tutto acciaio e vetro.

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Se ad una prima occhiata le cinque posate potrebbero sembrare tutte uguali, basta soffermarsi un attimo per apprezzarne i dettagli e la cura nel differenziarle. Il taglio rettangolare, infatti, nelle forchette è posizionato in basso, mentre nei cucchiai in alto. Il coltello, invece, mantiene la sua integrità, quasi a rappresentare lo spartiacque tra le due forchette e i due cucchiai. Ho pensato subito ad una sorta di racconto estetico, muto, senza bisogno di molte spiegazioni.

Ancora oggi questa chicca del design, dopo essere stata parte della mostra al MoMa del 1972 “Italy: The New Domestic Landscape”, è in vendita presso il MoMa Design Store, a dimostrazione che il buon design non conosce lo scorrere del tempo!

Spero che la Pillola di oggi via sia piaciuta! Conoscevate già questo set o lo avete scoperto qui su Baliz Room? Quali altri oggetti di design di Gae Aulenti vi piacciono?

Ci aggiorniamo alla prossima pillola ; )

Baci,

Baliz


 
 

Vivere a Doha, tra architettura e deserto

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, News

Venire a vivere a Doha è stato come un vortice. Di quelli da cui non sai liberarti, di quelli di cui alla fine non riesci a fare a meno. La vita mi è cambiata tra le mani, i miei occhi non sono più gli stessi, e le emozioni sono state più travolgenti che mai.

Durante le prime settimane mi guardavo intorno,  disorientata dalle molteplici facce che la città mi mostrava, una a pochi passi dall’altra.

Tra le prime che ho conosciuto c’è quella custodita tra le strade di Souq Waqif. Situato al centro della città, è stato ricostruito per ricordare l’antica architettura tipica, con i suoi portici e le strette vie del mercato, drappeggiate di abiti tradizionali e profumate dalle spezie più diverse. In inverno le temperature permettono di mangiare all’aperto e di fumare una shisha sulle terrazze di vari ristoranti sparsi per il Souq. Ogni sera suonano musica tradizionale accompagnata da danze e canti, una bellissima finestra di vita a cui non si può rinunciare quando si muovono i primi passi in città.

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Souq Waqif

A testimonianza dell’incombente modernità che fino a un trentennio fa era inimmaginabile, di fronte a Souq Waqif sta prendendo corpo uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana previsti nella città: Msheireb Downtown. Il progetto prevede la demolizione di una vasta area di downtown senza un significativo valore storico/architettonico, per lasciare spazio ad un’architettura che risponda ai nuovi bisogni della città, con abitazioni, uffici e servizi, tenuti insieme da uno scenografico sistema di promenade e spazi pubblici.

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Msheireb Downtown Project
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Msheireb Downtown Project

Il ruolo di questo progetto è anche quello di rappresentare un’architettura contemporanea qatarina, che fino a questo momento non ha mai avuto una vera e propria identità. Da architetto, trovo emozionante il fatto di essere qui in questo periodo e di poter assistere a queste trasformazioni!

Dopo qualche mese, ho iniziato ad orientarmi, a riconoscere qualche punto di riferimento nei miei viaggi in taxi per Doha, entrando in contatto sempre di più con le sue innumerevoli sfumature.

Tra queste, il suo status di città in perenne costruzione è quella più evidente ed affascinante. Spesso non basta Google Maps per sopravvivere al reticolo di strade in cui Doha è ogni giorno sempre più aggrovigliata. Un dedalo di deviazioni, demolizioni, e nuove  costruzioni di una scala tale da sfuggire anche alla memoria degli abitanti più esperti. E la preparazione ai Mondiali del 2022 non ha fatto altro che accelerare un’attività costruttiva che già da anni registra numeri impressionanti. Non c’è angolo in cui non ci sia una ruspa in movimento, degli operai intenti a lavorare, o uno scavo in corso. È solo di notte che questa frenesia conosce una tregua, quando le gru che si stagliano all’orizzonte, ormai immobili, sembrano giganti dormienti in attesa dell’alba per ricominciare a costruire la città.

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Questa dimensione di indefinito, di under process, non risparmia neanche la patinata West Bay, la parte più contemporanea della città. Qui l’affascinante caleidoscopio di grattacieli scintillanti si alterna a scheletri in costruzione, tenendo tutti col naso all’insù, ad immaginare cosa ci sarà lì tra un po’ di tempo. Ma se come me preferite un punto di osservazione dall’alto, sono molti i ristoranti e i locali che occupano gli ultimi piani dei migliori alberghi della città, dai quali è possibile ammirare la bellezza di questa città in fervente cambiamento…con conseguente automatica bocca aperta. È proprio quello che è successo a me il primo giorno, quando dall’ultimo piano del Kempinski Hotel ho potuto pranzare con una vista spettacolare. 

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Da allora, è passato quasi un anno….e ne sono successe di cose. Ci sono stati momenti in cui pensavo di non voler più lasciare Doha, momenti in cui avrei preso un aereo per scappare il giorno stesso in Italia. Familiarizzare con una realtà tanto diversa infatti significa anche familiarizzare con parti di noi che forse non hanno mai avuto modo di farsi avanti. Ma dopotutto, partire da sola, a centinaia di migliaia di chilometri dalla mia comfort zone, come poteva non portarmi a un cambiamento, soprattutto interiore?

Con questo piccolo assaggio della mia esperienza a Doha ho voluto finalmente rompere il ghiaccio. Questo, infatti, è solo il primo di una serie di racconti su questa città!

Nel frattempo, se avete domande, curiosità, proposte, non siate timidi! Vi aspetto nei commenti : ) E se siete impazienti di attendere il prossimo post, potete seguirmi sul mio profilo Instagram balizroom_interiorblog, dove attraverso le stories vi lascio una finestra aperta su questo mondo.

A presto,

Baci, Baliz

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Tappeti Sukhi: design etnico e artigianato sostenibile

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, Decor

Buongiorno a tutti!

Con il post di oggi vi porto in giro per il mondo attraverso Sukhi, uno shop online di tappeti davvero speciali. La sua co-fondatrice Nasia Burnet, infatti, ha portato l’antico sapere artigianale sul web alla portata di tutti, affidando la produzione dei tappeti Sukhi a centinaia di donne artigiane in tutto il mondo.

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Quello che mi è subito piaciuto di questa mission è lo stampo solidale: scegliere Sukhi significa sostenere la vita di queste donne e delle loro famiglie. La visione di eliminare tutta la filiera industriale, mettendo il cliente in contatto diretto con queste realtà altrimenti remote, ha fatto in modo di abbattere i costi, proponendo dei prodotti unici e di altissima qualità.

Nel sito sono disponibili molte collezioni, ognuna delle quali è legata a tecniche e materiali dalla lunga e consolidata tradizione, tutte personalizzabili in misure e colori.

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Potrete viaggiare con un click fino al Marocco per scegliere il vostro tappeto berbero, intrecciato direttamente dalle donne della tribù Beni Ourain, da cui prendono il nome. Questi tappeti sono composti al 100% da lana di pecora e sono privi di ogni tinta, il loro legame con la vita rurale marocchina si legge in disegni di vita quotidiana, o nei tipici motivi geometrici che li hanno resi famosi nello stile d’arredo contemporaneo.

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Potrete anche fare un salto in Turchia per innamorarvi di un tradizionale tappeto patchwork che darà un tocco rustico alla vostra casa, scegliendo tra tanti diversi materiali naturali, come la canapa e il kilim. Le tinte utilizzate per i loro colori sono sempre legate all’artigianato locale, per un prodotto sostenibile non solo per la natura ma anche per chi lo acquista.

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E che ne dite di un giro in Nepal? Qui la creazione di tappeti di palline di feltro è una vera e propria arte, e Sukhi ha dato la possibilità a tante artiste artigiane di esprimere la loro creatività e assicurarsi così un salario per sostenere la famiglia. Utilizzando una lana 100% pura, importata appositamente dalla Nuova Zelanda, il prodotto finale è un morbidissimo tappeto curato nei minimi dettagli, lontana dalle logiche del risparmio di molti produttori che, invece, usano spesso materiali scadenti o di scarto.

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Dalla lontana India, invece, arrivano gli originali tappeti in lana e feltro, in tante variabili, dai tappeti tessuti piatti, anziché annodati su telaio, agli estrosi tappeti di feltro tagliato che con la loro esplosione di colori danno un tocco pop ad ogni ambiente. Sempre dall’India arrivano i tappeti di feltro intrecciati e i tappeti intrecciati di lana, indispensabili per creare un’atmosfera accogliente e assicurarsi una morbidezza assoluta, soprattutto a piedi scalzi!

In una panorama di shop online scadenti e di corse al prezzo stracciato, Sukhi ha avuto senza dubbio il coraggio di dare spazio a valori importanti per il cliente, come la qualità delle materie prime e della tecnica di produzione, ma soprattutto di sostenere realtà locali che altrimenti rischierebbero di scomparire. La scelta stessa della parola Sukhi come nome del progetto non è un caso: tradotta dal nepalese infatti significa “felice”, esprimendo in maniera perfetta l’essenza di questo commercio equo e solidale.

Il nostro viaggio finisce qui, ma se volete scoprirne di più andatevi a fare un giro sul sito, rimarrete a bocca aperta!

Noi ci aggiorniamo al prossimo post

Baci,
Baliz

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Le (mie) 5 blogger da seguire durante la Milano Design Week 2018

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, Design

Il Salone del Mobile 2018 è già iniziato da qualche giorno, e con esso tutti gli eventi e le esposizioni collaterali sparse in tutta Milano con la Design Week. La città si veste di design e tenere il passo con tutto quello che ha da offrire non è facile, non credete?

Che abbiate deciso di andarci all’ultimo momento o che non possiate proprio andarci, come la sottoscritta, o se siete già lì, condivido con voi una lista di “colleghe” blogger (magari fossi brava come loro!) che si sono preparate al meglio per questa edizione della Milano Design Week 2018.

Enjoy!

ITALIANBARK

italianbark-elisabetta-rizzato-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2018I preparativi per il Salone del Mobile di Elisabetta di Italianbark  sono stati grandiosi: non solo ha una pagina del suo blog in continuo aggiornamento con tutte le novità (la trovate qui), ha anche costruito una mappa del Fuorisalone con gli eventi imperdibili e…rullo di tamburi…alla fine della Design Week è prevista l’uscita di un ebook.

Elisabetta riassumerà, infatti, tutto quello che è successo in questi magici sei giorni dedicati al design e la cosa bellissima è che sarà un ebook indipendente e non sponsorizzato! Si baserà,infatti, sul contributo di designer, architetti, creativi che parteciperanno alla Design Week, di appassionati di design che condivideranno le proprie foto tramite Instagram con #milanobark, e di brand emergenti che vogliono farsi conoscere. In una parola…imperdibile!

DESIGN OUTFIT 

designoutfit-nora-santonastaso-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2018Per gli amanti dello stile nordico, il lavoro di Nora di Design Outfit è una vera e propria salvezza! In uno dei suoi ultimi post, infatti, ci fa da guida attraverso tutti i padiglioni del Salone del Mobile per scovare i brand più interessanti tra Danimarca, Olanda, Svezia e Finlandia.

Se, dopo il giro al Salone, la vostra fame di design nordico non si fosse ancora placata, sul blog trovate anche una guida per il Fuorisalone che riporta, con tanto di mappa su google maps, tutto quello che non potete perdervi in ogni distretto della città per quanto riguarda lo scandi-style. Che dire, dovete solo scegliere da dove cominciare!

INTERIOR BREAK 

interiorbreak-alessia-forte-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2018

Alessia di Interior Break, invece,ci viene in aiuto con la sua personale selezione di brand da visitare in ogni zona del Fuori Salone. Che vi troviate a passeggiare per Zona Tortona o che stiate sorseggiando prosecco a Brera, tenete sotto mano il suo blog così da non mancare neanche uno dei brand  che vale la pena conoscere quest’anno.

Sul suo Interior Break, Alessia ci consiglia anche la mostra-evento “Smart City: Materials, technologies & People” che si terrà presso il Superstudio Più, durante la quale si discuterà, con workshop ed incontri, sul tema delle smart city e sul concetto di smart citizens.

ARCHITEMPORE

architempore-violetta-breda-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2018Partendo con una preview del Salone del Mobile, Violetta di Architempore ci ha accompagnato nelle ultime settimane attraverso i diversi quartieri di Milano che ospiteranno tutti gli eventi della Milano Design Week.  In ogni post, infatti,  ci fa conoscere la sua selezione di brand e showroom che non possiamo perderci, venendo in aiuto ai più indecisi ma anche a chi arriva a Milano durante questo evento per la prima volta.

Molto interessante la sua iniziativa di organizzare un tour gratuito per il Fuorisalone con 10 dei suoi lettori e per festeggiare i suoi 10 anni di Salone del Mobile…andato a ruba in tempo zero! Tanti auguri Violetta! : )

BAGNIDALMONDO

bagnidalmondo-simona-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2018

Simona di Bagnidalmondo è la guida perfetta per una visita tutta dedicata al magico mondo dei bagni. Visitare il Salone con lei vorrà dire scoprire tutte le novità in fatto di materiali, oggetti di design e innovazioni tecnologiche dei migliori brand legate a questo ambiente della casa.

Sul suo blog trovate una bella dose di post dedicata alle preview del Salone del Bagno 2018 e una mappa del Fuorisalone per tutti gli eventi che riguardano l’arredo bagno. Inoltre, giovedì 19 aprile Simona presenterà in occasione di questo Salone il suo primo e-book, un manuale completo per aiutarci a scegliere la doccia perfetta per il nostro bagno.

_________________

 

Ammetto che la scelta è stata veramente ardua, non me ne vogliano le altre bravissime blogger in circolazione, cercherò di farmi perdonare! Spero che questa breve lista vi aiuti a godervi al massimo il Salone del Mobile e il Fuorisalone di questo 2018,  io nel frattempo seguirò tutte le blogger per rimanere al passo.

Con tutto quello che Milano offrirà in questa splendida settimana dedicata al design, farò i miei giri anche sulle stories di instagram, un mezzo che mi piace sempre di più e che spero di usare prossimamente anche per Baliz Room .

Rosicherò un pochino, lo ammetto, però sono strafelice di avere una bella “finestra” aperta su Milano grazie a loro, e a tante altre blogger che hanno invaso la città. Anche se al momento sono dall’altra parte del mondo, l’amore e l’interesse per le proprie passioni non conosce distanze : )

Nel frattempo, mi consolo un po’ riguardando le foto dell’anno scorso…indovinate dove mi trovavo in questo scatto?

baliz-piuarch-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2017

Se queste blogger vi sono piaciute, se le conoscevate già o se volete farmi sapere le vostre nomination, lasciatemi un commento per fare due chiacchiere!

 

Al prossimo post

Baci,

Baliz

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Milano Design Week 2018: le (mie) 5 blogger da seguire

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

Il Salone del Mobile 2018 è già iniziato da qualche giorno, e con esso tutti gli eventi e le esposizioni collaterali sparse in tutta Milano con la Design Week. La città si veste di design e tenere il passo con tutto quello che ha da offrire non è facile, non credete?

Che abbiate deciso di andarci all’ultimo momento o che non possiate proprio andarci, come la sottoscritta, o se siete già lì, condivido con voi una lista di “colleghe” blogger (magari fossi brava come loro!) che si sono preparate al meglio per questa edizione della Milano Design Week 2018.

Enjoy!

ITALIANBARK

italianbark-elisabetta-rizzato-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2018

I preparativi per il Salone del Mobile di Elisabetta di Italianbark sono stati grandiosi: non solo ha una pagina del suo blog in continuo aggiornamento con tutte le novità (la trovate qui), ha anche costruito una mappa del Fuorisalone con gli eventi imperdibili e…rullo di tamburi…alla fine della Design Week è prevista l’uscita di un ebook.

Elisabetta riassumerà, infatti, tutto quello che è successo in questi magici sei giorni dedicati al design e la cosa bellissima è che sarà un ebook indipendente e non sponsorizzato! Si baserà,infatti, sul contributo di designer, architetti, creativi che parteciperanno alla Design Week, di appassionati di design che condivideranno le proprie foto tramite Instagram con #milanobark, e di brand emergenti che vogliono farsi conoscere. In una parola…imperdibile!

DESIGN OUTFIT

designoutfit-nora-santonastaso-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2018

Per gli amanti dello stile nordico, il lavoro di Nora di Design Outfit è una vera e propria salvezza! In uno dei suoi ultimi post, infatti, ci fa da guida attraverso tutti i padiglioni del Salone del Mobile per scovare i brand più interessanti tra Danimarca, Olanda, Svezia e Finlandia.

Se, dopo il giro al Salone, la vostra fame di design nordico non si fosse ancora placata, sul blog trovate anche una guida per il Fuorisalone che riporta, con tanto di mappa su google maps, tutto quello che non potete perdervi in ogni distretto della città per quanto riguarda lo scandi-style. Che dire, dovete solo scegliere da dove cominciare!

INTERIOR BREAK

interiorbreak-alessia-forte-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2018

Alessia di Interior Break, invece,ci viene in aiuto con la sua personale selezione di brand da visitare in ogni zona del Fuori Salone. Che vi troviate a passeggiare per Zona Tortona o che stiate sorseggiando prosecco a Brera, tenete sotto mano il suo blog così da non mancare neanche uno dei brand che vale la pena conoscere quest’anno.

Sul suo Interior Break, Alessia ci consiglia anche la mostra-evento “Smart City: Materials, technologies & People” che si terrà presso il Superstudio Più, durante la quale si discuterà, con workshop ed incontri, sul tema delle smart city e sul concetto di smart citizens.

ARCHITEMPORE

architempore-violetta-breda-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2018

Partendo con una preview del Salone del Mobile, Violetta di Architempore ci ha accompagnato nelle ultime settimane attraverso i diversi quartieri di Milano che ospiteranno tutti gli eventi della Milano Design Week. In ogni post, infatti, ci fa conoscere la sua selezione di brand e showroom che non possiamo perderci, venendo in aiuto ai più indecisi ma anche a chi arriva a Milano durante questo evento per la prima volta.

Molto interessante la sua iniziativa di organizzare un tour gratuito per il Fuorisalone con 10 dei suoi lettori e per festeggiare i suoi 10 anni di Salone del Mobile…andato a ruba in tempo zero! Tanti auguri Violetta! : )

BAGNIDALMONDO

bagnidalmondo-simona-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2018

Simona di Bagnidalmondo è la guida perfetta per una visita tutta dedicata al magico mondo dei bagni. Visitare il Salone con lei vorrà dire scoprire tutte le novità in fatto di materiali, oggetti di design e innovazioni tecnologiche dei migliori brand legate a questo ambiente della casa.

Sul suo blog trovate una bella dose di post dedicata alle preview del Salone del Bagno 2018 e una mappa del Fuorisalone per tutti gli eventi che riguardano l’arredo bagno. Inoltre, giovedì 19 aprile Simona presenterà in occasione di questo Salone il suo primo e-book, un manuale completo per aiutarci a scegliere la doccia perfetta per il nostro bagno.

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Ammetto che la scelta è stata veramente ardua, non me ne vogliano le altre bravissime blogger in circolazione, cercherò di farmi perdonare! Spero che questa breve lista vi aiuti a godervi al massimo il Salone del Mobile e il Fuorisalone di questo 2018, io nel frattempo seguirò tutte le blogger per rimanere al passo.

Con tutto quello che Milano offrirà in questa splendida settimana dedicata al design, farò i miei giri anche sulle stories di instagram, un mezzo che mi piace sempre di più e che spero di usare prossimamente anche per Baliz Room .

Rosicherò un pochino, lo ammetto, però sono strafelice di avere una bella “finestra” aperta su Milano grazie a loro, e a tante altre blogger che hanno invaso la città. Anche se al momento sono dall’altra parte del mondo, l’amore e l’interesse per le proprie passioni non conosce distanze : )

Nel frattempo, mi consolo un po’ riguardando le foto dell’anno scorso…indovinate dove mi trovavo in questo scatto?

baliz-piuarch-balizroom-interiorblog-salonedelmobile2017

Se queste blogger vi sono piaciute, se le conoscevate già o se volete farmi sapere le vostre nomination, lasciatemi un commento per fare due chiacchiere!

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Baci,

Baliz


 
 

Carlo e Camilla in Segheria: il ristorante tra sogno e realtà

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, Interiors
Il ristorante Carlo e Camilla in Segheria accoglie i suoi ospiti in un’atmosfera unica: la teatralità dello spazio industriale, un’antica segheria di famiglia, è stata rivestita di una patina di sogno. Il merito è dell’art director e proprietaria Tanja Solci, che con pochi elementi è riuscita a rendere questo ristorante una chicca imperdibile di Milano.
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L’allestimento, infatti, è affidato a due lunghi tavoli di legno bianco latte intersecati, sui quali pendono sette sontuosi lampadari di cristallo. Il risultato è un’atmosfera decadente, con un richiamo ad una convivialità d’altri tempi. Il ricordo appartiene a storie immaginarie, come quella dei fantomatici Carlo e Camilla che attendono i loro ospiti nella casa di campagna.
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Tutto sembra essersi fermato nel tempo, e trasportato in una realtà metropolitana, con la segheria che fa da palcoscenico. Sulla tavola piatti tutti diversi, selezionati dai fuori produzione di Richard Morrison, sempre sue anche le centinaia di candide porcellane, tra teiere, bricchi e salsiere che fanno la loro scena.
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 Le sedute sono rigorosamente di design, scelte dalle collezioni di Cappellini: da un lato si alternano le versioni bianco e cobalto della Fronzoni ’64, dall’altro la dining chair Tate, in blu e verde, ideata da Jasper Morrison. Insieme scandiscono i posti a tavola, generando un piacevole contrasto con tutta l’atsmofera lussuosamente decadente.
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Degno di nota è anche tutto il progetto grafico,  dai menu ai manifesti, ad opera di Roberto Pozzo con le illustrazioni di Gianluca Biscalchin,  una vera e propria ciliegina su questa torta fatta di storia, design e suggestioni oniriche.
Quello che si è voluto ricreare con Carlo e Camilla in Segheria è un’esperienza che va ben oltre l’alta gastronomia, un progetto strutturato su tutte le scale, in sintonia con un design impegnato, ma mai altezzoso, che a Milano trova da sempre la sua raison d’être.
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Cambiare la cucina: restyling o ristrutturazione?

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, Design

Volete finalmente cambiare la vostra cucina, ma non sapete decidere tra un restyling o una ristrutturazione?

Siete nel post(o) giusto! Oggi vi parlerò dei pro e dei contro di questi due interventi, così da guidarvi tra le differenze che ci sono tra loro e aiutarvi a riconoscere la soluzione più adatta a voi.

Restyling della cucina: i pro e i contro

Questa soluzione è quella più in voga di questi tempi, in linea con una cultura ecologica contro gli sprechi, che assicura buoni risultati con poca spesa.

Uno dei pro del restyling, infatti, è la possibilità di trasformare la vostra cucina con un budget ridotto. Se una ristrutturazione prevede una fase di cantiere, con il restyling, attraverso piccoli interventi sull’arredo o l’aggiunta di nuove finiture, possiamo dare una nuova veste a questo ambiente, tenendo in questo modo le spese molto basse rispetto ad interventi più invasivi.

Un secondo aspetto a suo favore è la possibilità del fai da te, aspetto che taglia nettamente i costi, in quanto spesso le lavorazioni non sono così complesse da richiedere l’intervento di manodopera specializzata.

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Fai da te: monta mensole e ripiani, impreziosendo lo spazio con piatti e bicchieri in bella mostra

Consideriamo, poi, che con un restyling i tempi di esecuzione sono molto più brevi, altro parametro da non sottovalutare, che lo rende un’ottima soluzione per chi  vuole un guizzo di novità senza addentrarsi nella fase lavori.

Questo tipo di intervento, però, ha anche alcuni lati negativi. Se optate per il fai da te, ad esempio, potrebbe non andare bene come sperate. Potreste rovinare in maniera irreparabile dei mobili o pitturare le pareti in modo non omogeneo se non avete molta esperienza. È per questo motivo che vi consiglio di fare tante ricerche prima di cimentarvi in qualsiasi tipo di lavorazione, anche se può sembrarvi facile!

Nel caso in cui la vostra cucina abbia anche dei problemi a livello funzionale, come un’organizzazione degli spazi poco efficiente, che la rende scomoda da usare, il restyling non basta, ma si dovrà ricorrere ad un intervento di ristrutturazione.

Ristrutturazione: i pro e i contro

Ecco, infatti, uno dei pro di una ristrutturazione: permette di risolvere i problemi funzionali della vostra vecchia cucina. Spesso, infatti, si è sprecato tanto spazio o la disposizione degli elettrodomestici non è delle migliori ed è proprio ristrutturando che sarà possibile eliminare questi difetti.

La ristrutturazione di una cucina vi permetterebbe anche di stravolgere completamente l’aspetto di questo ambiente. Le vostre esigenze e il vostro modo di vivere, infatti, possono cambiare nel tempo, così come le tendenze offerte dal mercato. Quindi, perché non ricreare la cucina dei vostri sogni avvistata su una rivista? E’ proprio questo il secondo punto a favore della ristrutturazione.

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Chi non vorrebbe un cucina con isola centrale?  (Alea by R&D  Poliform)

Il terzo aspetto positivo è che in fase di ristrutturazione dovete avvalervi del contributo dell’architetto, soprattutto se abitate in un edificio storico.  La presenza di una figura professionale, che può darvi consigli già dalla fase di progettazione, è fondamentale per la riuscita della ristrutturazione. L’architetto avrà il compito non solo di supervisionare i diversi step, ma anche di coordinare le tante figure coinvolte nel cantiere. Questo vi assicura un ottimo risultato finale, e la sicurezza che la qualità delle lavorazioni sia la migliore.

Allo stesso tempo, però, assumere un professionista comporta dei costi aggiuntivi, il che ci porta al primo aspetto negativo di una ristrutturazione: i costi più elevati rispetto ad un intervento di restyling. La scelta di un architetto, le demolizioni, le modifiche agli impianti e l’acquisto di nuovi materiali e arredi sono solo alcune delle voci che fanno salire le spese.

Accanto al fattore economico, non bisogna poi dimenticare il fattore tempo. In base alla complessità del progetto e alle condizioni dell’abitazione, portare avanti dei lavori può richiedere tra le due e le tre settimane. Al di là dei tempi tecnici, legati alle lavorazioni,  il periodo di attesa si allunga ulteriormente nel caso vogliate una cucina su misura, visto che richiederebbe una produzione specifica da parte di un’azienda o di un falegname.

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Se ancora non siete convinti, ecco 4 miei piccoli consigli-bussola:

  1. Il restyling fa per voi se vi piace cambiare spesso: un pezzo dopo l’altro, avrete una cucina unica e super originale. Potete sempre ridipingerla di un colore diverso ogni mese!
  2. Il restyling non fa per voi se vi piacciono gli stravolgimenti, i colpi di scena. Cambiare solo colore o qualche materiale non vi basta, ci vuole di più!
  3. La ristrutturazione fa per voi se volete realizzare la cucina dei vostri sogni. Non importa quanto tempo ci vorrà,  l’importante è che alla fine, tornando a casa, lei sia lì ad attendervi in tutto il suo splendore
  4. La ristrutturazione non fa per voi se siete persone poco pazienti, o indecisi cronici. Un cantiere richiede tempo e scelte importanti…non si possono certo sfogliare i cataloghi all’infinito!

Si conclude qui la mia piccola incursione nel mondo delle cucine, sperando di avervi chiarito un po’ le idee sulle differenze tra restyling e ristrutturazione.  E ricordate: non esiste la cucina perfetta, ma solo quella più adatta a voi e al vostro modo di vivere la casa. 

(Articolo in collaborazione con Habitissimo)

 

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Scritture Leggere: quando la parola si fa arredo

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, Decor

Al giorno d’oggi andare alla ricerca della leggerezza può essere una vera e propria missione. Lo sanno bene Silvia Cruciani e Federica D’Angelo, che della leggerezza hanno fatto la propria bussola per dare vita a  Scritture Leggere.

Silvia e Federica, infatti, con il loro lavoro, trasformano le parole in arte. Come? Le rivestono di colori, dandogli forme diverse e giocando con le proporzioni, arrivando ad una composizione grafica unica nel suo genere. Il risultato sono tele speciali, costruite con le parole più significative delle vite di ogni cliente, un inimitabile “racconto visivo”, come loro stesse amano definirlo.

Siete curiosi di saperne di più? Seguitemi tra le collezioni di Scritture Leggere  : )

Collezione “Parole di famiglia”

La collezione “Parole di famiglia” fa per voi se cercate un tributo speciale alla storia della vostra famiglia. Nella tela saranno raccolte tutte quelle parole che vi rappresentano in maniera unica, come le date più importanti, i viaggi, i nomignoli, le cose che vi piace fare insieme, i vostri colori preferiti e qualsiasi altro dettaglio che vi rappresenta. Secondo me è un’idea molto romantica per le coppie, ma anche per una famiglia che ha tanto da raccontare, e da ricordare.

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Collezione “Città”

Questa collezione è l’ideale per gli amanti dei viaggi, che una volta tornati a casa non smettono di sognare ad occhi aperti. Dal design minimal, bianco su nero, con un tocco di rosso, ma anche personalizzabile secondo le vostre preferenze, trovo sia un bellissimo modo di ricordare sempre i momenti di scoperta di nuovi luoghi, e tornare indietro con la mente a quelle strade, a quei profumi e a quella bellezza che si è incontrata durante il viaggio.

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Collezione “Umorismo in cucina”

Scritture Leggere si arricchisce anche di preziose collaborazioni, come quella con Stefano Giometti, che ha dato vita a “Umorismo in cucina”. Nelle quattro tele di questa collezione, le battute derivate dai giochi di parole sono essenziali, ma esilaranti. Le alterazioni grafiche e calligrafiche enfatizzano questi simpatici paradossi, mentre la scelta del colore giallo trasporta in un mood di assoluto divertimento.  Le sceglierei senza dubbio per una casa in cui le risate non mancano mai! La mia preferita è “Uovo andiamo al  sodo” : D

Vi sono piaciute queste collezioni? Ora vi racconterò anche da dove e come è nata l’idea di Scritture Leggere….

Scritture Leggere nasce nel 2007 da un progetto di Silvia, laureata in Lettere, che unisce il suo profondo amore per la parola scritta alla sua professione di grafica.  Le parole, oltre a essere veicolo di significato, si rivestono, con il lavoro di Silvia,  di una componente artistica, diventando esse stesse forme di espressione.

Il progetto viene presentato nel 2011 all’allora Macef , il Salone Internazionale della Casa (l’attuale Homi),  occasione durante la quale riceve ottimi riscontri e calamita l’interesse del pubblico del Salone.

Con questo salto nel panorama dell’arredo contemporaneo, Scritture Leggere si arricchisce di una serie di collezioni, dedicate a coppie, bambini, ragazzi, aprendosi a nuovi ambiti. Ciò che non cambia è l’importanza della personalizzazione, nella ferma convinzione che se le parole sono univoche, di certo le sensazioni e le emozioni che possono suscitare sono sempre estremamente personali.

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Nel 2017, dieci anni dopo la prima scrittura leggera, Silvia, insieme a Federica, architetto professionista e amica storica, dà un nuovo slancio all’attività, inserendosi in un network commerciale più definito. L’offerta di Scritture Leggere, inoltre, si arricchisce del contributo di Federica che, con la sua esperienza, offre soluzioni di arredo in cui i pezzi delle collezioni siano integrati alla perfezione.

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Spero che questa nuova scoperta vi sia piaciuta, con Scritture Leggere da oggi avete tante idee in più per impreziosire la vostra casa e dare corpo ai vostri ricordi.

Io ringrazio ancora Silvia e Federica per avermi dato la possibilità di raccontarvi del loro lavoro e della loro storia. Se volete scoprire tutte le loro collezioni, visitate il loro sito, o seguitele su Facebook e Instagram per tutte le novità ; )

Noi ci aggiorniamo al prossimo post!

Baci,

Baliz

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Amori creativi: 4 coppie famose dell’architettura contemporanea

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, Design

Love is in the air in questa ultima settimana, e anche su Baliz Room non poteva certo mancare un tributo all’amore nel giorno più romantico dell’anno!

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Per festeggiare questo San Valentino 2018, infatti, vi racconterò di 4 coppie famose dell’architettura contemporanea. Alcune sono coppie storiche, altre più recenti, ma con una cosa in comune: il gioco di squadra nella vita, quanto nel lavoro, è stato determinante per i loro successi.

Cominciamo!

Elizabeth Diller e Ricardo Scofidio

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Fondatori del famoso studio di architettura Diller Scofidio+Renfro,  le loro strade si incrociano alla Cooper Union School of Art, nel 1975, quando la giovane Elisabeth, 21 anni, comincia il suo percorso di studi proprio con Ricardo come suo insegnante, che ne ha quasi 40. Tra i due scocca la scintilla un anno più tardi, nel 1979 vanno a vivere insieme e nel 1981 fondano il loro studio, diventando partner anche nel lavoro.

Sebbene all’inizio sia stato difficile per Elizabeth affermare la propria autorità e il proprio valore, soprattutto agli occhi dei clienti, si può dire che nel tempo gli equilibri si siano assestati. Dopo quasi 40 anni di attività, numerosi premi internazionali e riconoscimenti d’eccellenza,  i due progettano ancora insieme con grande successo, ricoprendo, all’occorrenza, anche i ruoli più in linea con i propri caratteri.

Elizabeth, infatti, è il volto pubblico dello studio, che partecipa alle conferenza e presenta i numerosi progetti in giro per il mondo. Ricardo, invece, mantiene un più basso profilo, dedicando la sua lunga esperienza agli aspetti più tecnici della progettazione.

 

Billie Tsien e Tod Williams 

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Billie Tsien e Tod Williams si incontrano quando lei inizia a lavorare presso lo studio di Tod, nel 1977. Lei con un  master appena conseguito in Architettura alla UCLA, lui con un divorzio concluso da poco, nonostante gli undici anni di differenza l’amore tra i due sboccia  sei mesi dopo. E da allora non si sono mai più lasciati.

Nel 1986 inaugurano lo studio Tod Williams Billie Tsien Architects e il grande talento di Billie ha nel tempo distrutto lo scetticismo iniziale nei suoi confronti, conducendola, insieme al marito, ad insegnare nelle più prestigiose università del mondo, nonché a diventare una personalità emergente per studi e ricerche nel campo dell’architettura.

La simbiosi tra i due si legge profondamente nei loro progetti, che si rivelano concreti e funzionali, ma con una forte base spirituale, dando vita a ciò che loro chiamano “l’architettura dell’ottimismo”.

Marion Weiss e Michael Manfredi 

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Tra lei, nata sotto le palme della California,e lui cresciuto all’ombra del Colosseo, non poteva che esserci un vero e proprio colpo di fulmine! Si incontrano nella New York degli anni ’80, lavorando entrambi per Mitchell / Giurgola Architects, un importante studio multidisciplinare della Grande Mela.

Proprio qui scoprono di avere in comune l’idea di un’architettura dal forte impatto sociale, che non appartenga solo al benessere economico, ma che sia in grado di dare il proprio contributo a tutta la società.

In quel momento, dicono i due, scattava la consapevolezza di un legame molto forte, una vera e propria connessione. Un altro sogno in comune era quello di avere il proprio studio, e così fu per molti anni, durante i quali i due svolsero le proprie carriere parallelamente, ma ognuno sul proprio binario, portando avanti allo stesso tempo l’impegno di insegnanti nel mondo accademico.

Questo equilibrio funzionò alla perfezione finché, nel 1989, partecipando insieme ad un concorso di progettazione per il Women’s Memorial all’Arlington National Cemetery, vincono il primo premio, tra 137 partecipanti.

Due professionisti, insegnanti, con progetti a piccola scala, si trovano catapultati in un’altra dimensione. Dopo la premiazione, in pochi giorni, nasce lo studio Weiss/Manfredi, e quello sarebbe stato solo l’inizio della loro brillante carriera come duo nel mondo dell’architettura.

Piccola curiosità: pensate che entrambi sono mancini, e la loro connessione è tale che neanche loro sono in grado di distinguere i propri disegni e schizzi da quelli dell’altro…era davvero destino!

Amale Andraos e Dan Wood 

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Dulcis in fundo, è il turno di raccontarvi della coppia, secondo me, più in voga degli ultimi anni, Amale Andreos e Dan Wood. Galeotto fu, per loro, lo studio di Rem Koolhaas a Rotterdam, dove si sono incontrati nel 1998. Hanno continuato a collaborare per l’architetto fino al 2003, anno in cui hanno fondato a New York il loro studio WORKac.

Sei anni più giovane del marito Dan,  la bella Amale afferma di aver impiegato del tempo per sviluppare la sicurezza necessaria a definirsi sua pari a livello professionale a tutti gli effetti. Al suo arrivo a OMA, infatti, ricorda se stessa come una ragazza a disagio e molto insicura.

Oggi, invece, il processo creativo alla base di tutti i progetti è basato sul rapporto simbiotico tra i due,  in uno scambio continuo di proposte e critiche che non puntano tanto a demolire l’idea dall’altro, ma a portare in superficie quella giusta, riconosciuta alla fine da entrambi appena viene fuori.

La loro intesa è tale che spesso non si parla di WORKac ma di “Danamale”, una fusione di nomi che altro non è che la conferma di una fusione di menti, nel nome di un’architettura che si relaziona con il paesaggio naturale e con le trasformazioni delle città contemporanee.

 

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Crazy about…Justina Blakeney, creator e designer di The Jungalow

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

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Dopo qualche mese di stop, ritorna la mia amata rubrica “Crazy about…” e sarà dedicata alla coloratissima personalità di Justina Blakeney, creatrice del brand e shop online The Jungalow.

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Ho scoperto dell’esistenza di The Jungalow mesi fa, durante il mio tunnel nel mondo dell’arredamento tropical, tanto lungo da sfociare in un post sulle mie 4 mosse per una casa tropical. Se te lo sei perso, lo puoi rileggere al volo qui.

La sua chioma riccia e indomita rispecchia l’attitude di Justina Blakeney: creativa, fuori dagli schemi e un uragano di idee. Con il suo blog The Jungalow, che ha vinto diversi premi per i suoi contenuti sempre all’avanguardia, detta le tendenze di uno stile bohemien fatto di piante esotiche, pattern coloratissimi e decorazioni artigianali. Per tutti i suoi preziosi consigli, non potete non sfogliare il suo libro The New Bohemians Handbookuno dei best seller del New York Times (una bazzecola insomma!).

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Visitando la gallery di The Jungalow su Instagram, che conta circa 880mila followers, ci si immerge in un affascinante mix di giungla (non a caso), ambientazioni dal gusto marocchino e texture naturali, tanto da farci quasi desiderare di partire per una meta esotica all’istante.






Questo universo selvaggio è espresso con gusto e originalità in tutti i prodotti dello shop online di The Jungalow,  composto da originali accessori per la casa e da veri e propri pezzi di arredamento. L’idea alla base delle collezioni di Justina è quella di una casa accogliente e cozy, ma estrosa e colorata, fuori da canoni estetici fatti di palette colori neutre senza guizzi di personalità.






Io sono rimasta fulminata dal turbine di creatività ed energia di Justina e mi auguro che capiti lo stesso anche a voi conoscendola e seguendo il suo mondo.

Bhe, il giro nella giungla di The Jungalow è finito,  spero che vi possa ispirare nei vostri prossimi acquisti o nel prossimo cambio stile della vostra casa!

Baci,

Baliz

 

 

 

 

 


 
 




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