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Pillole di Design: la poltrona EGG CHAIR

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Buongiorno gente!

Dopo la pillola sulla lampada ARCO e quella sulla caffettiera LA CONICA, si prosegue con un altro indimenticabile oggetto di design: la EGG CHAIR di Arne Jacobsen!

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Dal design italiano, passiamo a quello scandinavo per raccontare la storia di una poltrona con un ruolo davvero importante nel campo del product design.  La Egg Chair, infatti, ha rappresentato un punto fondamentale nella ricerca sui materiali e sulle forme portata avanti da Arne Jacobsen…ma scopriamo nel dettaglio come 😉

Nel 1958 al caro Jacobsen viene affidata la progettazione del Radisson SAS Hotel di Copenaghen, incarico che ha previsto anche il disegno dell’arredo della lobby e della reception dell’albergo. É stata proprio questa l’occasione per mettere in pratica i suoi studi e le sue teorie.

La Egg Chair, infatti, ha una struttura in fibra di vetro fuso e un’imbottitura in schiuma poliuretanica, entrambi materiali molto innovativi per l’epoca e che non avevano ancora trovato molte applicazioni nel campo del design.

Accanto ad una tecnica nuova, Arne Jacobsen sperimenta anche sulla forma di questa nuova poltrona. Il nome stesso, infatti, richiama alla forma di un uovo, una forma organica e basata su linee curve. Il risultato è una seduta versatile, che avvolge la persona e assicura la privacy anche in un luogo affollato come la hall di un albergo.

Dal Radisson Hotel al successo mondiale il passo è stato breve. Come ogni capolavoro di design,  la Egg Chair è ancora oggi un must have che si adatta ad ogni stile di arredamento. Continua, infatti, ad essere uno dei pezzi più importanti della produzione della compagnia danese Fritz Hansen, nonché un tassello fondamentale nella storia del design danese.

Godetevi la gallery che ho preparato per voi! In quale colore la preferireste? Rivestimento in pelle o in tessuto? Scelte difficili lo so 🙂

 

 

Vi aspetto alla prossima pillola!

Baci,

Baliz


 
 

Il nuovo hotel in stile vintage di Amsterdam

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vista della stanza dell'hotel in stile vintage di amsterdam

Ad Amsterdam, nel distretto dei teatri,  il nuovo Hotel V Nesplein accoglie i suoi ospiti con uno stile vintage dai richiami contemporanei.

Una “locanda urbana” a due passi dalla città vecchia

La struttura si trova in una piccola strada a qualche minuto da Palazzo Reale. Ciò offre agli ospiti una vicinanza al centro della città ma allo stesso tempo un soggiorno silenzioso, lontano dal caos urbano. Il centro vitale di questa “locanda urbana” è senza dubbio la lobby. Qui, infatti, con la presenza di un affascinante camino a legna, il ristorante e una biblioteca molto fornita è stato ricreato un vero e proprio ambiente di condivisione. Questo perchè, in questo spazio, non passano il tempo solo gli ospiti dell’hotel ma anche gli abitanti del quartiere. D’estate, invece, è il momento della terrazza su Piazza Nesplein di ospitare concerti ed eventi per tutti.

Materiali a confronto

Questa ambientazione così accogliente e raffinata allo stesso tempo è opera di Mirjam Espinosa, interior designer e co-proprietaria della struttura. Il risultato è un hotel caratterizzato da una mescolanza di stili e materiali, che esprimesse la realtà multiculturale di Amsterdam in ogni scelta estetica. Si può, dunque,  dire che il  contrasto sia il fil rouge di ogni ambiente dell’hotel. Un materiale “freddo” come il cemento a vista dei pilastri della hall non è un caso. Infatti fa coppia con la calda eleganza retrò dei divani in stile vintage. Il pavimento, un parquet a tasselli sottili e incrociati, in alcune parti risale le pareti e diventa rivestimento, in contrasto con le linee pure degli arredi in tubolare metallico.

Stile vintage

Il richiamo allo stile vintage persiste nei tantissimi specchi circolari con cinghie di cuoio che costellano le camere e i bagni, reminiscenze degli anni ’50. Mentre l’anima multiculturale è espressa dal mix di sedute presenti nell’hotel: accanto a sofà in stile chippendale non mancano poltrone in velluto e sedie in pelle e metallo.

Soggiornare all’Hotel V Nesplein è senza dubbio un viaggio tra varie epoche e stili, offerto in un ambiente accogliente, raffinato, e mai banale






 

( pubblicato su Arredonews )

 


 
 

Crazy about…Giui, fotografa e designer

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Buongiorno!

Inauguriamo questa settimana con una bella dose di ispirazione? Per il ritorno dalle vacanze ce ne serve davvero un bel po’ quindi ho deciso di farvi conoscere una persona che di ispirazione ne ha da vendere: Giui!

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Giulia Russo all’anagrafe, ma per tutti semplicemente Giui, “sulla carta” fa la fotografa, ma basta guardare le sue fotografie per capire che il suo lavoro non è come lo immaginano in molti, fatto solo inquadrature e post-produzione. Quello che fa Giui con la sua macchina fotografica, per me, è pura magia: lei riesce a racchiudere ricordi e a immortalare ogni emozione, con una sensibilità e una professionalità fuori dal comune.

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Lei stessa si definisce un “aedo contemporaneo” che ha il compito di raccontare storie, non attraverso la lira, come gli aedi del passato, ma con la sua fidata macchina fotografica.  Non a caso la sezione dedicata alle fotografie di matrimonio si chiama “Poemi d’amore” , mentre in “Racconti di famiglia” ritroviamo tutte le delicate sfumature del ritratto familiare. La sensibilità di Giui si percepisce anche nella sezione dedicata alla branding photography, dove la comunicazione si unisce ad una preziosa visione artistica.

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Ma il suo talento non si ferma qui. La sua esperienza e la sua innata creatività si sono unite nell’ e-book “Style, Styling e Storytelling” in cui Giui ci insegna, passo dopo passo, come trovare, costruire e mantenere la propria identità attraverso la comunicazione visiva. Una guida da non perdere, che include anche tanti esercizi pratici per arrivare a delineare la vostra identità e il vostro modo di comunicare con le immagini…cosa si può desiderare di più? Io, ovviamente, l’ho acquistato al volo 🙂

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Oltre a tutto questo, Giui è anche una mia cara amica (ma questo non potevo dirvelo a inizio post 😀 ) dalla quale traggo sempre ispirazione, e che mi porta, anche a sua insaputa, a conoscere cose magiche, uniche e che, in un modo o nell’altro, mi fanno sempre cambiare un po’ il mio punto di vista sul mondo.

Vi ricordate del primo Crazy about che ho scritto sulla business coach Gioia Gottini? Se l’ho conosciuta è proprio grazie a Giui! Per questo, e per molto altro, non posso che ringraziarla ❤

Volete saperne di più su Giui e sulle storie che racconta? Volete sfogliare le sue fotografie? Lo so che avete annuito con la testa quindi…eccovi accontentati 🙂

Sito:  https://www.giuisnotanartist.com/

Facebook:  https://www.facebook.com/giuisnotanartist

Instagram: https://www.instagram.com/giui/

Sperando che questa bellissima storia vi sia piaciuta, vi aspetto al prossimo post!

Baci,

Baliz

 ( Tutte le immagini sono state cortesemente messe a disposizione da Giui )


 
 

Stile TROPICAL: trasformare una stanza in quattro mosse

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Ciao a tutti!

Anche se Agosto è finito, non disperiamo. Per riprenderci insieme dalla fine del mese più estivo che ci sia, ho pensato di deliziarvi con un post di consigli per trasformare una stanza della vostra casa in stile tropical e prolungare così l’atmosfera dell’estate tutto l’anno.

Siete pronti? VIA!

1. LE PIANTE GIUSTE PER UNO STILE TROPICAL

Il primo passo per una stanza in stile tropical è la scelta delle piante giuste.  Le opzioni sono davvero un bel po’, e per salvarvi da interminabili ricerche su internet, ho fatto io una selezione apposta per voi. Mi volete bene eh?

FICUS LYRATA (o Fiddle Leaf Fig Tree )

stanza in stile tropical con pianta di ficus lyrata

Il ficus lyrata richiede tanta cura, ha bisogno di molta luce e va girata ogni tanto affinché ogni parte della pianta abbia la stessa esposizione alla luce. Siate generosi con l’acqua, ma senza esagerare sennò rischia di rovinarsi. Le sue foglie vanno spolverate delicatamente, per evitare che le “vene” della pianta si danneggino. Decisamente per persone con skillsss di giardinaggio belle alte.

MONSTERA DELICIOSA

stanza stile tropical con pianta monstera deliciosa

Se il ficus è il re, la regina dello stile tropical è senza dubbio la monstera deliciosa. Le sue grandi foglie, da questa forma riconoscibilissima,  hanno invaso il mondo dell’arte e del design e sono ormai note anche ai meno esperti. Come una regina che si rispetti, per tenerla a bada c’è bisogno di qualche accorgimento. La monstera deliciosa non va esposta alla luce diretta del sole, che può bruciarne le foglie, e va tenuta in un vaso con i fori per il drenaggio dell’acqua. Può raggiungere grandi dimensioni e vivere per molti anni anche in casa, come potete ben vedere dalla foto. Se non siete giardinieri provetti, al massimo vi invaderà il salotto!

ZAMIOCULCAS 

pianta tropicale di zamioculcas

Non avete il pollice verde ma, come me, siete stati dotati di uno spietato pollice stermina-piante? La zamioculcas è la pianta perfetta per noi. Può sopravvivere in ambienti con poca luce, ma se la esponete a luce indiretta crescerà meglio. Se vi dimenticate di darle l’acqua per giorni non è un problema, e se avrete cura di potarla durante i suoi primi anni la aiuterete nella crescita.  Poche e giuste attenzioni, e anche la persona più negata col giardinaggio potrà avere una pianta viva e vegeta in casa, e finalmente dare via la sua collezione di piante di plastica.

2. TESSUTI VIVACI E PATTERN TROPICAL 

La scelta dei tessuti e delle stampe tropical è un altro passo importante per ricostruire questo stile a casa vostra. I cuscini sono l’accessorio clou se volete ravvivare una stanza, e in questo caso potete optare per stampe più serie o più spiritose. Io, per accontentare tutti quanti, sceglierei un mix di stili che però abbiano più o meno le stesse tinte.

cuscini per stile tropical in quattro mosse
cuscini con fenicotteri per stile tropical in quattro mosse
cuscini con ananas per stile tropical in quattro mosse
cuscini con stampe tropical per stanza in stile tropical

Per le finestre, una tenda con stampe floreali o con foglie di palma sono molto particolari. Se non volete accostare più tipi di pattern, anche delle tende di lino o a tinta unita che richiamino i colori che avete scelto possono funzionare.

tenda con fiori tropicali per stile tropicale
tenda con stampa di foglie di palma per stanza stile tropical
tenda con foglie di palma stilizzate per stile tropical
tenda bianca con stampe di uccelli tropicali per stile tropicale

Vi propongo anche un’altra soluzione che mi piace molto: il restyling  di mobili sta diventando di gran moda. Dovete solo applicare una stampa o ridipingere il mobile con colori tropicali e l’effetto wow è assicurato. Se non siete esperti, chiamate quell’amica appassionata di decoupage e fatevi aiutare. Anche l’acquisto di mobili che hanno già queste fantasie è un’opzione, ma è sempre bello sporcarsi le mani per avere qualcosa di unico, non credete? 😉

mobile mid-century per stile tropical


3. RIVESTIMENTI: CARTE DA PARATI E TINTE TROPICALI

Un’altra mia dritta tutta per voi è sui tipi di rivestimenti che potete scegliere per la vostra stanza in stile tropical. Per i veri temerari, ho scelto un paio di parati a tema, coloratissimi e abbastanza particolari. Per quelli più tradizionali, anche una palette di tinte tropicali farà il suo dovere, magari abbinato ai dettagli di cui abbiamo parlato prima.












4. DECORAZIONI E ACCESSORI TROPICAL

Dulcis in fundo, ho lasciato per ultima la mossa sulle decorazioni. E’ quella che mi piace più di tutte, quella che, magari anche da sola causa budget limitato, può salvarvi da una stanza piatta e con scarsa personalità. E anche quella che può davvero rovinarvi se avete una passione smodata per ananas, fenicotteri e tutto il resto appresso.  Ho anche fatto una piccola selezione in ambito moda per curiosità 🙂

Per evitare tracolli finanziari e attacchi di shopping online compulsivo, mi limiterò a una “misurata” carrellata di quello che, con grande divertimento, ho scovato sul nostro adorato Pinterest. Enjoy it!






















Se vi sono piaciuti i miei consigli, lasciatemi un commento per farmi sapere quali sono i vostri dettagli preferiti! Alla prossima mossa 😀

p.s. ma avete visto che anche la nuova collezione di Tiger è tutta a tema tropical? A vostro rischio e pericolo, potete scaricare il volantino proprio QUI.

Baci,

Baliz


 
 

Tutti pazzi per SMEG

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Ammettiamolo, da quando gli elettrodomestici anni ’50 di SMEG hanno fatto capolino nelle riviste e negli styling più di tendenza, anche i “non addetti ai lavori” sentono il sottile bisogno di stringere tra le mani qualcosa che abbia sopra quella scritta così ermetica e seducente. A proposito, non sapete per cosa sta SMEG? Portate pazienza e ve lo svelerò alla fine del post 😉

Tornando a noi…la semplicità di questa affascinante linea anni ’50, e la sua versatilità, l’hanno resa sempre più presente nel paesaggio domestico, tanto da rappresentare il made in Italy anche oltreoceano.

L’azienda SMEG è stata fondata a Guastalla da Vittorio Bertazzoni nel lontano 1948. Fin dai suoi inizi è stata un’azienda pioniera nel campo degli elettrodomestici: è di SMEG una delle prime cucine a gas con accensione automatica, e la prima lavastoviglie da 60 cm con una capienza di 14 coperti.

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Accanto al frigorifero, ormai un oggetto di culto, l’offerta di SMEG è molto varia. Spazia dai piccoli elettrodomestici ai minibar, fino alle lavastoviglie e alle lavatrici ( anche in rosa, giusto per informare le pink addicted!).

Insomma, la scelta è molto ampia, per accontentare tutti i bisogni e i gusti della casa contemporanea. Che preferiate lo stile moderno, vintage o country, SMEG è l’azienda giusta per dare quel tocco di personalità di cui ogni spazio ha bisogno.

Per rifarci un po’ gli occhi, ecco una gallery di cucine molto diverse tra loro, ma che hanno in comune SMEG. 

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Ed eccoci arrivati alla fine…pensavate mi fossi dimenticata?? Sveliamo il mistero: SMEG è l’acronimo di Smalterie Metallurgiche Emiliane Guastalla, lasciato inalterato in ricordo dell’iniziale attività di smalteria e lavorazione di metalli.

Soddisfatta la vostra curiosità, spero vi sia anche piaciuta questa selezione di cucine dagli stili più disparati. Per me è sempre bello navigare su Pinterest e farmi sorprendere dalle diversità che offre il mondo dell’interior design, ma quello che mi piace di più è stupire poi voi che mi seguite 🙂

Qual è la vostra preferita? Quale si avvicina di più al vostro stile? Io non so decidermi perché tutte hanno il loro fascino!

P.s. dopo questo post, è inevitabile: vado a controllare i costi dei frullatori per vedere se sono compatibili con i miei risparmi 😀

Baci,

Baliz

 

 

 

 

 


 
 

Un faro trasformato in casa vacanze

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Alla ricerca di una casa vacanze fuori dall’ordinario, l’architetto inglese Sally Mackeret acquista un faro abbandonato nella contea di Norfolk, circondato dalle acque del Mare del Nord. Un amore a prima vista, il suo, per la particolarissima struttura e per il paesaggio selvaggio che la circonda, tipico di questa costa del Regno Unito.

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Il progetto

Il progetto di trasformazione è stato gestito nel massimo rispetto della storia passata di questo antico faro, di cui si trova già traccia in documenti del 1500. << Stavo cercando una costruzione che avesse avuto una vita precedente, come una scuola o una piccola chiesa, con la vista verso il mare>> afferma l’architetto, che ha creato qui il rifugio perfetto per sé e per la sua famiglia, lontano dalla vita cittadina di Londra.

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All’interno, ciò che colpisce da subito, è la sinuosità della scala originale, insieme alla vista mozzafiato sul mare. Accanto alla ristrutturazione dell’esistente, l’architetto ha progettato un nuovo volume per la zona giorno, in stretta relazione con il giardino esterno, per una superficie abitabile totale di 230mq.

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La nuova lanterna

La parte alta della nuova casa, invece, richiama la struttura della tipica lanterna, mancante perché andata venduta, con parte della torre, nel 1922. Ecco perciò il progetto di una cupola che funziona allo stesso tempo come lounge vista mare, con comode sedute e un frigo per i drink, e da mezzanino per la camera da letto padronale. E’ proprio questa la camera più invidiabile della casa, con la sua vista a 360° sul paesaggio circostante.

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L’arredamento

L’arredamento scelto è composto da molti pezzi vintage acquistati in vari mercatini, ricordi di viaggi o di vecchie storie, come uno degli specchi sulla parete della zona lounge, che viene da un vecchio autobus, dove serviva a tenere d’occhio i passeggeri al piano superiore.

Ogni cosa è stata pensata per rispecchiare non solo la vita della famiglia, ma anche l’essenzialità tipica del rifugio. La stessa Sally Mackeret rivela che questa casa non doveva esprimere il suo stile da architetto, ma doveva diventare un luogo di calma, un “luogo personale dove mettere le cose che uno ama” e dove vivere l’intimità della vita familiare fuori dal caos urbano.

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(Photosource: Living Corriere)


 
 

A spasso su Instagram: Naples in Typo

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Siete alla ricerca di qualche novità su Instagram?

Girando su questo social, dove passo una discreta (leggi “infinita”) quantità di tempo a navigare tra i profili più disparati, mi sono imbattuta in Naples in Typo, una piccola perla nell’oceano di Instagram. Il progetto è ancora poco conosciuto, ma secondo me va  assolutamente tenuto d’occhio.

Come funziona Naples in Typo?

L’obiettivo di questa iniziativa è di far conoscere Napoli attraverso le sue insegne, scritte e cartelli, con la possibilità per gli utenti della community di usare l’hashtag #naplesintypo ed essere ripostati.

Il contesto di Napoli, con tutte le sue particolarità, e diciamocelo, personalità, secondo me si presta perfettamente ad un’idea di questo genere. Da napoletana potrei sembrare di parte, ma date un’occhiata al profilo e mi darete sicuramente ragione 🙂

Ora non perdiamoci più in chiacchiere, preferisco lasciare alle immagini il loro innato potere di stupire, affascinare e far sorridere. Enjoy it!

Insegna dei fratelli Attanasio antico forno sfogliatelle a Napoli

chiosco di granite a Napoli con Vesuvio sullo sfondo

cartello al mercato di Napoli

portone di una farmacia storica a Napoli

Io ho già la mia preferita e voi? Io mi sono innamorata dell’insegna dei F.lli Attanasio e del loro Antico Forno delle sfogliatelle calde…sarà perchè AMO le sfogliatelle calde quando torno a casa? Può darsi 🙂  Per il profilo Instagram completo, lo trovi QUI.

Vi è piaciuto questo giro tra le strade di Napoli? Spero vi abbia fatto venire voglia di visitare la nostra bellissima città che, nonostante i problemi, contiene tutto l’amore della sua gente e oltre!

Buona giornata a tutti,

Baci,

Baliz

 

 

 

 


 
 

Crazy about…Diego Cusano, fantasy researcher!

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Crazy about rubrica del blog baliz room

Buongiorno a tutti!

Per il Crazy about di Luglio ho scelto per voi l’artista (anche se non gli piace definirsi così) e illustratore Diego Cusano.

Io l’ho scoperto, con conseguente colpo di fulmine, su Instagram, dove ormai ha spopolato con la sua arte, contando qualcosa come 113mila follower.

Il super potere di Diego è la capacità di guardare oltre, e immaginare scenari alternativi a quelli che la realtà ci trasmette. Detta così, può sembrare una cosa un po’ complessa, ma in realtà è proprio la semplicità delle immagini prodotte da Diego Cusano ad avermi colpito immediatamente. Ecco che dei coni si trasformano in pesci, o un semplice cornetto con il caffè può diventare la scenografia di un mondo incantato.

Non a caso, il titolo che si è scelto è proprio quello di “Fantasy Researcher”, ricercatore della fantasia. 

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Diego Cusano è un’anima libera, creativa da sempre, scrive e compone canzoni da molti anni, si dedica all’unione tra visual art e musica, e la sua creatività è stata notata anche dai grandi brand.

Tra le sue collaborazioni figurano, infatti, i nomi importanti della moda: Chanel, Dior, Cartier ( e questi sono solo alcuni ) hanno scelto di affidare all’arte di Diego le loro campagne, distinguendosi dal panorama pubblicitario con una semplice e pura originalità.

Illustrazione di Diego Cusano piramide del Louvre con anello di Cartier
Diego Cusano per CARTIER
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Diego Cusano per DIOR

 

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Diego Cusano per DANIEL WELLINGTON

Ma, accanto alla moda, è sicuramente il cibo ad essere la più grande ispirazione per il fantasy researcher. Ogni giorno apre il frigo, che è un po’ come la sua tela bianca,  e ai suoi occhi appaiono scenari e situazioni fantastiche in cui quegli alimenti quotidiani si trasformano, per raccontare nuove storie fuori dall’ordinario.

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Se volete rimanere aggiornati sulle avventure di Diego Cusano, collegatevi al suo profilo Instagram, aggiornato quotidianamente con le sue creazioni, o alla pagina Facebook.

Vi lascio alle sue immagini, che possano avere il potere di incantarvi, così come hanno incantato me quando ho sfogliato la sua gallery.

Baci,

Baliz

 


 
 

CORTONA ON THE MOVE 2017: al via il festival di fotografia contemporanea

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Partirà il 13 luglio 2017 la settima edizione del festival di fotografia contemporanea CORTONA ON THE MOVE. La città di Cortona ospiterà una grande varietà di mostre e workshop, insieme a interventi e letture portfolio dei più grandi fotografi internazionali, concludendosi il 1 ottobre 2017.

La direzione artistica è stata affidata a Arianna Rinaldo, direttrice della rivista OjodePez (trimestrale di fotografia documentaristica pubblicato da LaFabrica, Madrid) e curatrice freelance di numerose mostre e progetti fotografici.

LE MOSTRE FOTOGRAFICHE

La documentarista americana Donna Ferrato presenterà il suo progetto  “American Woman:40 years” che evidenzia la condizione delle donne americane dagli anni ’70 a oggi, in un cammino di liberazione, sottomissione e estrema presa di coscienza.

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Donna Ferrato

 

“The Afghans” di Adam Ferguson esplora il conflitto in Afghanistan attraverso scatti tra le strade di Kabul, mentre Matt Black, con il suo viaggio di 80mila chilometri per gli USA, traccia la “Geography of Poverty” documentando la povertà delle comunità sparse per il paese.

La vincitrice del Photobook Prize 2016, Miyuki Okuyama, presenta il suo lavoro “Dear Japanese” che racconta la vita dei figli nati da soldati giapponesi e donne indonesiane. E’ della fotografa francese Sandra Mehl il reportage sulla quotidianità di “Ilona and Maddalena” due sorelle che vivono nel quartiere operaio di Montpellier.

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Sandra Mehl
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Sandra Mehl

A Cortona e alle sue trasformazioni dagli anni ’70 ad oggi è dedicata la mostra “I giardini selvatici – Tracce di una vetrina” con le fotografie di Michael Ewart che ne ha registrato i mutamenti da luogo agricolo a meta di turismo di lusso. 

Andrea Frazzetta ha seguito il popolo nomade Afar che vive in una delle regioni più inospitali dell’Etiopia, documentando il suo viaggio in “Danakil: Land of Salt and Fire”.

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Andrea Frazzetta

Daniel Castro Garcia, invece, si muove attraverso l’Europa per raccontare le crisi migratorie degli ultimi anni con  “Foreigner”.

Con la mostra collettiva “36 Little Good Things” sono stati messi alla prova 36 fotografi internazionali che affrontano temi molto forti come la fotografia di guerra. La sfida tra i fotografi selezionati da Arianna Rinaldo è stata quella di ritrarre, con un rullino da 36 pose, momenti di bellezza, quotidianità, umanità. 

LE LETTURE PORTFOLIO 

Per i fotografi che vogliono un incontro faccia a faccia con gli esperti del settore, c’è l’opportunità di prenotare la propria lettura portfolio sul sito del festival, scegliendo tra photo editor italiani e non. Per citarne qualcuno, saranno presenti Jim Casper, founder e editor di LensCulture, Sarah Leen, photo editor di National Geographic, Giuseppe Oliviero, founder di Phmuseum e tanti altri professionisti.

La lista completa la trovate QUI.

I WORKSHOP

La Cortona On The Move Summer School quest’anno si svolgerà con la  collaborazione della Canon Academy. Durante i mesi del festival, saranno organizzati ben otto workshop presieduti da altrettanti fotografi e reporter, nazionali e internazionali. I temi saranno molto diversi a seconda del workshop scelto: dal reportage su commissione con Andrea Frazzetta, alla travel photography con Richard I’Anson, alle tecniche più avanzate di post produzione con Marco Olivotto.

Per scoprire gli altri workshop disponibili, trovate tutto a questo LINK.

LE SEDI ESPOSITIVE

Il festival si svolgerà in diverse location nel centro storico di Cortona, coinvolgendo luoghi storici e meno storici, ma tutti ugualmente suggestivi, della città:

  • Vecchio Ospedale: dismesso da un decennio, trova la funzione di spazio espositivo in occasione del festival ai piani prima dedicati al pronto soccorso
  • Ex Magazzino delle Carni:  scoperto nell’edizione 2011, in pieno centro, la copertura a volta fa da cornice alle esposizioni qui posizionate
  • Palazzo Mancini Sernini: magnifico esempio di architettura cinquecentesca, oggi ospita la Banca popolare di Cortona e ospita al piano terra le mostre del festival
  • Palazzo Cinaglia: palazzo storico del 1200, prima convento, poi orfanotrofio, accoglie i visitatori con i suoi affreschi storici
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Fortezza Medicea del Girifalco

Il luogo sicuramente più affascinante in cui si svolgerà Cortona On The Move è la Fortezza Medicea del Girifalco, che domina la città dalla sua posizione strategica. Prima forte, poi carcere, e infine rifugio, oggi la Fortezza è una tappa obbligata per i visitatori della bella città toscana.

SITO EVENTO: http://www.cortonaonthemove.com/it


 
 




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