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Scritture Leggere: quando la parola si fa arredo

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, Decor

Al giorno d’oggi andare alla ricerca della leggerezza può essere una vera e propria missione. Lo sanno bene Silvia Cruciani e Federica D’Angelo, che della leggerezza hanno fatto la propria bussola per dare vita a  Scritture Leggere.

Silvia e Federica, infatti, con il loro lavoro, trasformano le parole in arte. Come? Le rivestono di colori, dandogli forme diverse e giocando con le proporzioni, arrivando ad una composizione grafica unica nel suo genere. Il risultato sono tele speciali, costruite con le parole più significative delle vite di ogni cliente, un inimitabile “racconto visivo”, come loro stesse amano definirlo.

Siete curiosi di saperne di più? Seguitemi tra le collezioni di Scritture Leggere  : )

Collezione “Parole di famiglia”

La collezione “Parole di famiglia” fa per voi se cercate un tributo speciale alla storia della vostra famiglia. Nella tela saranno raccolte tutte quelle parole che vi rappresentano in maniera unica, come le date più importanti, i viaggi, i nomignoli, le cose che vi piace fare insieme, i vostri colori preferiti e qualsiasi altro dettaglio che vi rappresenta. Secondo me è un’idea molto romantica per le coppie, ma anche per una famiglia che ha tanto da raccontare, e da ricordare.

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Collezione “Città”

Questa collezione è l’ideale per gli amanti dei viaggi, che una volta tornati a casa non smettono di sognare ad occhi aperti. Dal design minimal, bianco su nero, con un tocco di rosso, ma anche personalizzabile secondo le vostre preferenze, trovo sia un bellissimo modo di ricordare sempre i momenti di scoperta di nuovi luoghi, e tornare indietro con la mente a quelle strade, a quei profumi e a quella bellezza che si è incontrata durante il viaggio.

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Collezione “Umorismo in cucina”

Scritture Leggere si arricchisce anche di preziose collaborazioni, come quella con Stefano Giometti, che ha dato vita a “Umorismo in cucina”. Nelle quattro tele di questa collezione, le battute derivate dai giochi di parole sono essenziali, ma esilaranti. Le alterazioni grafiche e calligrafiche enfatizzano questi simpatici paradossi, mentre la scelta del colore giallo trasporta in un mood di assoluto divertimento.  Le sceglierei senza dubbio per una casa in cui le risate non mancano mai! La mia preferita è “Uovo andiamo al  sodo” : D

Vi sono piaciute queste collezioni? Ora vi racconterò anche da dove e come è nata l’idea di Scritture Leggere….

Scritture Leggere nasce nel 2007 da un progetto di Silvia, laureata in Lettere, che unisce il suo profondo amore per la parola scritta alla sua professione di grafica.  Le parole, oltre a essere veicolo di significato, si rivestono, con il lavoro di Silvia,  di una componente artistica, diventando esse stesse forme di espressione.

Il progetto viene presentato nel 2011 all’allora Macef , il Salone Internazionale della Casa (l’attuale Homi),  occasione durante la quale riceve ottimi riscontri e calamita l’interesse del pubblico del Salone.

Con questo salto nel panorama dell’arredo contemporaneo, Scritture Leggere si arricchisce di una serie di collezioni, dedicate a coppie, bambini, ragazzi, aprendosi a nuovi ambiti. Ciò che non cambia è l’importanza della personalizzazione, nella ferma convinzione che se le parole sono univoche, di certo le sensazioni e le emozioni che possono suscitare sono sempre estremamente personali.

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Nel 2017, dieci anni dopo la prima scrittura leggera, Silvia, insieme a Federica, architetto professionista e amica storica, dà un nuovo slancio all’attività, inserendosi in un network commerciale più definito. L’offerta di Scritture Leggere, inoltre, si arricchisce del contributo di Federica che, con la sua esperienza, offre soluzioni di arredo in cui i pezzi delle collezioni siano integrati alla perfezione.

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Spero che questa nuova scoperta vi sia piaciuta, con Scritture Leggere da oggi avete tante idee in più per impreziosire la vostra casa e dare corpo ai vostri ricordi.

Io ringrazio ancora Silvia e Federica per avermi dato la possibilità di raccontarvi del loro lavoro e della loro storia. Se volete scoprire tutte le loro collezioni, visitate il loro sito, o seguitele su Facebook e Instagram per tutte le novità ; )

Noi ci aggiorniamo al prossimo post!

Baci,

Baliz

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Amori creativi: 4 coppie famose dell’architettura contemporanea

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, Design

Love is in the air in questa ultima settimana, e anche su Baliz Room non poteva certo mancare un tributo all’amore nel giorno più romantico dell’anno!

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Per festeggiare questo San Valentino 2018, infatti, vi racconterò di 4 coppie famose dell’architettura contemporanea. Alcune sono coppie storiche, altre più recenti, ma con una cosa in comune: il gioco di squadra nella vita, quanto nel lavoro, è stato determinante per i loro successi.

Cominciamo!

Elizabeth Diller e Ricardo Scofidio

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Fondatori del famoso studio di architettura Diller Scofidio+Renfro,  le loro strade si incrociano alla Cooper Union School of Art, nel 1975, quando la giovane Elisabeth, 21 anni, comincia il suo percorso di studi proprio con Ricardo come suo insegnante, che ne ha quasi 40. Tra i due scocca la scintilla un anno più tardi, nel 1979 vanno a vivere insieme e nel 1981 fondano il loro studio, diventando partner anche nel lavoro.

Sebbene all’inizio sia stato difficile per Elizabeth affermare la propria autorità e il proprio valore, soprattutto agli occhi dei clienti, si può dire che nel tempo gli equilibri si siano assestati. Dopo quasi 40 anni di attività, numerosi premi internazionali e riconoscimenti d’eccellenza,  i due progettano ancora insieme con grande successo, ricoprendo, all’occorrenza, anche i ruoli più in linea con i propri caratteri.

Elizabeth, infatti, è il volto pubblico dello studio, che partecipa alle conferenza e presenta i numerosi progetti in giro per il mondo. Ricardo, invece, mantiene un più basso profilo, dedicando la sua lunga esperienza agli aspetti più tecnici della progettazione.

 

Billie Tsien e Tod Williams 

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Billie Tsien e Tod Williams si incontrano quando lei inizia a lavorare presso lo studio di Tod, nel 1977. Lei con un  master appena conseguito in Architettura alla UCLA, lui con un divorzio concluso da poco, nonostante gli undici anni di differenza l’amore tra i due sboccia  sei mesi dopo. E da allora non si sono mai più lasciati.

Nel 1986 inaugurano lo studio Tod Williams Billie Tsien Architects e il grande talento di Billie ha nel tempo distrutto lo scetticismo iniziale nei suoi confronti, conducendola, insieme al marito, ad insegnare nelle più prestigiose università del mondo, nonché a diventare una personalità emergente per studi e ricerche nel campo dell’architettura.

La simbiosi tra i due si legge profondamente nei loro progetti, che si rivelano concreti e funzionali, ma con una forte base spirituale, dando vita a ciò che loro chiamano “l’architettura dell’ottimismo”.

Marion Weiss e Michael Manfredi 

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Tra lei, nata sotto le palme della California,e lui cresciuto all’ombra del Colosseo, non poteva che esserci un vero e proprio colpo di fulmine! Si incontrano nella New York degli anni ’80, lavorando entrambi per Mitchell / Giurgola Architects, un importante studio multidisciplinare della Grande Mela.

Proprio qui scoprono di avere in comune l’idea di un’architettura dal forte impatto sociale, che non appartenga solo al benessere economico, ma che sia in grado di dare il proprio contributo a tutta la società.

In quel momento, dicono i due, scattava la consapevolezza di un legame molto forte, una vera e propria connessione. Un altro sogno in comune era quello di avere il proprio studio, e così fu per molti anni, durante i quali i due svolsero le proprie carriere parallelamente, ma ognuno sul proprio binario, portando avanti allo stesso tempo l’impegno di insegnanti nel mondo accademico.

Questo equilibrio funzionò alla perfezione finché, nel 1989, partecipando insieme ad un concorso di progettazione per il Women’s Memorial all’Arlington National Cemetery, vincono il primo premio, tra 137 partecipanti.

Due professionisti, insegnanti, con progetti a piccola scala, si trovano catapultati in un’altra dimensione. Dopo la premiazione, in pochi giorni, nasce lo studio Weiss/Manfredi, e quello sarebbe stato solo l’inizio della loro brillante carriera come duo nel mondo dell’architettura.

Piccola curiosità: pensate che entrambi sono mancini, e la loro connessione è tale che neanche loro sono in grado di distinguere i propri disegni e schizzi da quelli dell’altro…era davvero destino!

Amale Andraos e Dan Wood 

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Dulcis in fundo, è il turno di raccontarvi della coppia, secondo me, più in voga degli ultimi anni, Amale Andreos e Dan Wood. Galeotto fu, per loro, lo studio di Rem Koolhaas a Rotterdam, dove si sono incontrati nel 1998. Hanno continuato a collaborare per l’architetto fino al 2003, anno in cui hanno fondato a New York il loro studio WORKac.

Sei anni più giovane del marito Dan,  la bella Amale afferma di aver impiegato del tempo per sviluppare la sicurezza necessaria a definirsi sua pari a livello professionale a tutti gli effetti. Al suo arrivo a OMA, infatti, ricorda se stessa come una ragazza a disagio e molto insicura.

Oggi, invece, il processo creativo alla base di tutti i progetti è basato sul rapporto simbiotico tra i due,  in uno scambio continuo di proposte e critiche che non puntano tanto a demolire l’idea dall’altro, ma a portare in superficie quella giusta, riconosciuta alla fine da entrambi appena viene fuori.

La loro intesa è tale che spesso non si parla di WORKac ma di “Danamale”, una fusione di nomi che altro non è che la conferma di una fusione di menti, nel nome di un’architettura che si relaziona con il paesaggio naturale e con le trasformazioni delle città contemporanee.

 

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Crazy about…Justina Blakeney, creator e designer di The Jungalow

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

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Dopo qualche mese di stop, ritorna la mia amata rubrica “Crazy about…” e sarà dedicata alla coloratissima personalità di Justina Blakeney, creatrice del brand e shop online The Jungalow.

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Ho scoperto dell’esistenza di The Jungalow mesi fa, durante il mio tunnel nel mondo dell’arredamento tropical, tanto lungo da sfociare in un post sulle mie 4 mosse per una casa tropical. Se te lo sei perso, lo puoi rileggere al volo qui.

La sua chioma riccia e indomita rispecchia l’attitude di Justina Blakeney: creativa, fuori dagli schemi e un uragano di idee. Con il suo blog The Jungalow, che ha vinto diversi premi per i suoi contenuti sempre all’avanguardia, detta le tendenze di uno stile bohemien fatto di piante esotiche, pattern coloratissimi e decorazioni artigianali. Per tutti i suoi preziosi consigli, non potete non sfogliare il suo libro The New Bohemians Handbookuno dei best seller del New York Times (una bazzecola insomma!).

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Visitando la gallery di The Jungalow su Instagram, che conta circa 880mila followers, ci si immerge in un affascinante mix di giungla (non a caso), ambientazioni dal gusto marocchino e texture naturali, tanto da farci quasi desiderare di partire per una meta esotica all’istante.






Questo universo selvaggio è espresso con gusto e originalità in tutti i prodotti dello shop online di The Jungalow,  composto da originali accessori per la casa e da veri e propri pezzi di arredamento. L’idea alla base delle collezioni di Justina è quella di una casa accogliente e cozy, ma estrosa e colorata, fuori da canoni estetici fatti di palette colori neutre senza guizzi di personalità.






Io sono rimasta fulminata dal turbine di creatività ed energia di Justina e mi auguro che capiti lo stesso anche a voi conoscendola e seguendo il suo mondo.

Bhe, il giro nella giungla di The Jungalow è finito,  spero che vi possa ispirare nei vostri prossimi acquisti o nel prossimo cambio stile della vostra casa!

Baci,

Baliz

 

 

 

 

 


 
 

Lusso e moda a Milano: l’Armani Bamboo Bar

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, Interiors

L‘Armani Hotel di Milano è situato nel cuore di Via Manzoni, in un affascinante edificio razionalista del 1937 di Enrico Augusto Griffini, restaurato per diventare il manifesto milanese del lifestyle elegante e all’avanguardia promosso da Giorgio Armani.

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Inaugurato nel 2011, l’hotel custodisce al suo interno una chicca di design, glamour e buona cucina. L’Armani Bamboo Bar, al settimo piano del lussuoso edificio, offre una vista mozzafiato, incarnando perfettamente lo stile del quadrilatero della moda sul quale affaccia.

L’uso dei materiali è raffinatissimo. I dettagli e le finiture in ottone nell’arredamento calzano a pennello allo spazio a doppia altezza, ricreando così un’atmosfera lussuosa ma accogliente. Mentre un prezioso onice color miele, retroilluminato su pareti alte 6 metri, è senza dubbio il protagonista di questo ambiente. Il bancone bar, così caratterizzato, diventa  il punto focale dove tutti gli sguardi si concentrano, affascinando con la sua luce soffusa e la meravigliosa texture naturale dell’onice.

vista della sala con tavoli dell'Armani Bamboo bar nell'armani hotel di Milano

L’elemento decorativo per eccellenza, però, rimane la bellissima vista, che, attraverso la facciata a frangisole di questa scatola vetrata, sembra quasi essere dipinta sulle pareti. Con il Duomo che si intravede in lontananza e le vie della moda a pochi passi, l’Armani Bamboo Bar è il posto ideale per assaporare l’identità della città, davanti a un drink, discutendo delle ultime tendenze di design, con musica jazz in sottofondo fino a tarda notte.

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99regali: l’ebook per un Natale di design

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

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99regali è l’e-book gratuito creato da Carlotta Berta di Unprogetto, in collaborazione con Cecilia Bima, che raccoglie ben 99 oggetti di design da tutto il mondo, idee e ispirazioni rigorosamente tutte sotto i 100 €. 

Per architetti e designer il Natale è sempre una buona occasione per regalare (o farsi regalare) degli oggetti di design, dalla manifattura particolare e materiali ricercati, originali, eleganti o spiritosi…in poche parole, mai banali.

Sul web la ricerca di idee regalo può essere davvero complicata e lunga, per questo ho voluto condividere con voi questo bellissimo e-book che mi ha fatto conoscere tanti brand e realtà interessanti, sia italiani che stranieri.

L’e-book di Carlotta e Cecilia è diviso in 3 sezioni:

  • di casa dolce casa
  • di arte e carta
  • di storie e persone

ognuna delle quali contiene 33 idee di design, per tutti i gusti e tutte le tasche.

Io non ho resistito, e ho fatto la mia personale wishlist, scegliendo 6 prodotti per ogni sezione…non vi dico la fatica che ho fatto per fare queste scelte, è tutto bellissimo!

Di casa dolce casa

In questa sezione troverete oggetti legati al mondo della casa






 

Collezione piatti “Party Up” by Yvonne Ellen (15€)/ Quadri “Floating leaves” by Paper Collective (17.95€)/ Lampadina “Love” by Creative Cables (40€)/ Stampe “Balance” by Tom Pigeon (60€)/ Lampada “Anello” by Illumino Home Ideas (75€)/ Vasi “Pitaro” by Enrico Zanolla (80€)

Di arte e carta

Qui Carlotta e Cecilia hanno raccolto i lavori di giovani illustratori, italiani e non






Libro “Feast your eyes” by Brittany Wright (10.50€)/ Magazine “Illustratore italiano” (12€)/ Carte “Art Oracles” by Katya Tylevich e Mikkel Sommer Christensen (14.50€)/ Sottobicchieri “Le palle in tavola” by Le palle (16€)/ Libro “Frank Lloyd Wright Paper Models” by Marc Hagan-Guirey (17€)/ Kit “Bouquet Transportable” by Silvia Robertelli (18€) 

Di storie e persone

In questa sezione vediamo raccolte diverse storie 🙂






Saponi “Cera una bolla” (6.50€)/ Collezione accessori by Design Letters (8.50€)/ Collezione quaderni by Archivia (18€)/ Kaweco Perkeo Fountain Pen by Write and Sketch &(19€)/ Bottiglie by 24Bottles (19.90€)/ “Here by me” by Palomar (25€)

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Che ve ne pare della mia selezione?

Pensate che questi sono solo una parte dei 99regali raccolti da Carlotta e Cecilia! Il resto lo scoprirete solo scaricando l’ebook sul sito di Unprogetto. Che aspettate a stilare la vostra wishlist? Natale è vicino e Babbo Natale va avvisato per tempo…

Ci aggiorniamo al prossimo post!

Baci,

Baliz

(photo source: Unprogetto)


 
 

A taste of New York: 65.000 scatti in un video di 3 minuti

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, Idee

La compagnia FilmSpektakel, con base a Vienna, ha prodotto di recente “A taste of New York”,  un video in time-lapse sulla città americana. Se il risultato ha del sorprendente, il lavoro che c’è stato dietro lo è ancora di più.


Il giovane team viennese ha scattato più di 65.000 fotografie per ricostruire quello che possiamo vedere condensato in soli tre minuti di video, noleggiando addirittura un elicottero per alcune scene. In 10 giorni di duro lavoro hanno esplorato e ritratto la città in ogni sua sfaccettatura, per darci, appunto, un assaggio di quello che è New York City.

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Il grande talento di FilmSpektakel, oltre che nella qualità delle fotografie, è senza dubbio nell’abilità di editing e di montaggio di tutti gli scatti. Eseguito ad opera d’arte, è impossibile non percepire la dinamicità e il caos della metropoli, attraverso inquadrature di dettaglio e viste mozzafiato da prospettive improbabili. Da notare anche l’assenza di una traccia musicale, che è stata deliberatamente evitata, a favore dei suoni tipici di New York, registrati durante la permanenza in città.

Per saperne di più e per rimanere aggiornati sui prossimi lavori di FilmSpektakel, potete seguirli su YouTube, Instagram e Facebook.

 

 

 

 

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Genius Disloci: i collage architettonici di Valerio Recchioni

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

I collage architettonici creati da Valerio Recchioni sovrappongono edifici dei nostri giorni con opere d’arte del passato, per ragionare sulla relazione tra l’architettura e il suo contesto.

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La serie, ironicamente chiamata “Genius Disloci”, fa dell’immagine una vera e propria forma di sperimentazione. Attraverso la tecnica del collage,  il rapporto tra architetture contemporanee e contesto viene sconvolto, portando a riflettere sulla vera essenza degli edifici, e sul loro significato una volta sradicati dal loro “locus”.

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Le combinazioni prodotte sono sorprendenti, ma allo stesso tempo definite in maniera così accurata e sapiente da creare una bellissima illusione. Sembra quasi che  lo Shard di Renzo Piano sia stato dipinto dallo stesso Friedrich, immerso nella nebbia. O che la Nuvola di Fuksas fosse davvero stata immaginata da Piranesi nei suoi disegni. Queste e tante altre architetture della serie appaiono ai nostri occhi familiari, ma diverse. Immerse in questi contesti surreali, pare vi appartengano da sempre.

Può, dunque, un’architettura esistere senza il suo contesto? O appartenere a più contesti? E’ proprio in questi interrogativi che si innesta tutto il lavoro di Valerio Recchioni, che ci invita ad approfondire, attraverso contrasti e somiglianze, sulle direzioni dell’architettura contemporanea e al suo legame con i luoghi cui appartiene.

 






 

Profilo Instagram: Valerio Recchioni

 

 

 


 
 

Legno, tessuti e luce: l’appartamento Minima di StudioPine

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

Definire uno stile essenziale può sembrare facile, ma dosare pochi elementi è un’arte che richiede molta cura e attenzione. In questo appartamento a Kiev, in Ucraina, la parola d’ordine è senza alcun dubbio l’equilibrio.

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Quello che colpisce al primo sguardo è  la semplicità dei materiali scelti dal team dello StudioPine. Il parquet in rovere chiaro tiene insieme la zona living e la cucina, che sono state progettate come due ambienti molto diversi fra loro, ma che si completano a vicenda.

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In cucina il bianco è una scelta essenziale, completata dalla pulizia del disegno delle pareti che, prive di maniglie, sono scandite da linee orizzontali e verticali. Al mobile e ai pensili in legno il compito di dare un tocco caldo ad uno spazio altrimenti troppo asettico.

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Nella sala, il protagonista è il divano componibile della linea MINIMA, progettato dallo stesso StudioPine. Optare per questa sfumatura grigio canna di fucile potrebbe sembrare azzardato, così come l’abbinamento con le tende scure. Eppure questo contrasto con la luminosità del bianco delle pareti è il vero valore aggiunto a questo spazio living.

Il confronto tra toni scuri e superfici naturali continua anche in camera da letto, con il parquet e la parete di fronte al letto in legno chiaro. Le forme morbide degli arredi, sempre della linea Minima, vengono messe ancora più in risalto dalla scelta di luci dal design pulito ed essenziale.

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Nel bagno, invece, il contrasto chiaro/scuro si attenua. Il parquet lascia il posto ad una resina opaca grigio scuro, ma la vera sorpresa sono le piccole piastrelle quadrate lungo tutte le pareti. Come se la lastra di marmo fosse stata fatta in mille pezzi e ricomposta, questo mosaico di vene grigie fa da sfondo ai dettagli in legno nella struttura del lavandino e nelle mensole.

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Un progetto, questo di StudioPine, che mira a costruire un ambiente equilibrato e accogliente, senza scelte estreme, sia nei materiali che nei colori. Lo scopo, infatti, è quello di definire armonia tra i diversi ambienti, armonia che farà da sfondo all’elemento per eccellenza che arricchirà la casa in maniera unica: la vita dei clienti che ci andranno ad abitare.

 


 
 

Baliz Room e il Blogger Recognition Award: 15 blog da conoscere

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room

Buongiorno gente!

Finalmente oggi riesco a parlarvi dei Blogger Recognition Award, una bellissima iniziativa nata nella community dei blogger per riconoscere l’impegno e i meriti di chi si imbarca in questa impresa : )

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Perchè ve ne parlo? Perchè qualche giorno fa il blog Piccola Frida  della cara Susanna Albini ha nominato Baliz Room nella sua lista di 15 blog da scoprire, insieme a tante altre belle persone che si impegnano ogni giorno nel proprio progetto di blogging in temi molto diversi tra loro.

Sono rimasta sorpresa e molto contenta di essere in questa lista perché scoprire che quello che faccio arriva alle persone è una cosa bellissima e inaspettata…quindi un mega grazie a Susanna!

LE REGOLE

I Blogger Recognition Award hanno poche e semplici regole:

1. Ringraziare il/la blogger che ti ha nominato e inserire il suo link
2. Scrivere un post che evidenzi il proprio premio di riconoscimento
3. Raccontare un pò del proprio blog
4. Dare consigli utili ai nuovi blogger
5. Nominare 15 blogger
6. Come segno di riconoscenza, commentare sul blog di chi ti ha nominato e fornirgli il link al suo articolo anche su facebook

BALIZ ROOM

Baliz Room nasce un anno fa, avevo il bisogno di scoprire e scrivere di tutto quello che trovavo interessante e sorprendente in architettura, fotografia e design. Mi piace definirlo il mio piccolo angolo di web, un salotto in cui poter esprimere quello che penso, far conoscere quello che mi piace e incuriosire con notizie e ispirazioni.  Una continua ricerca della bellezza, sparsa in questi tre ambiti così diversi eppure così legati.

CONSIGLI PER NUOVI BLOGGER

Quello che posso dire a chi si avventura nel mondo del blogging, di qualsiasi argomento si tratti, è quello di vivere questo percorso con tanta curiosità e passione, curare tutto con attenzione non per fare le cose tanto per farle. Per questo ci vuole anche una buona dose di organizzazione, quindi, anche se agli inizi, un calendario editoriale è la bussola ideale per dare vita ad un progetto coerente e soprattutto che rifletta il vostro impegno!

LE NOMINATION DI BALIZ

La fase della scelta dei 15 blog da nominare è stata davvero difficilissima! Seguo molti blogger tra WordPress e Facebook e apprezzo il lavoro di tutti, chi per un motivo e chi per un altro ha catturato la mia attenzione…la soluzione è stata una lista di nomination molto varia, con blog di tanti ambiti diversi così da far conoscere quante più cose differenti.

Cominciamo? In ordine alfabetico così non si fa torto a nessuno : )

1. Alice Traforti – NarrAzioni per l’arte contemporanea

2. Architempore

3. Easy Relooking

4. Fit with Fun

5. Healthy Little Cravings

6. La Gianna

7. Mamaglia Creazioni Artigianali

8. Momenti di Design

9. Pasta Pizza & Scones

10. Radio Architettura

11. Stefania Bressani

12. Stefania Gambella Photography

13. The Lazy Trotter

14. Travel On Art

15. Wanna be Wondergirl

Vi lascio a questa lista molto variegata: travel, food, fitness, arte e architettura si mescolano in queste nomination, per interessi di tutti i tipi! Fatemi sapere che ne pensate, e se trovate qualcosa che vi piace… ne sarò felicissima!

Baci,

Baliz


 
 

Un italian winebar a Pechino

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room
Oggi vi porto a Pechino per scoprire questa piccola chicca, l’italian winebar Buonabocca dello studio italiano, con base a Pechino, Ramoprimo.
Bancone bar dell'italian wine bar boccabuona
Il punto di partenza è stata la richiesta dei clienti, una coppia italo-cinese, di giocare con la parola italiana “bocca” e di avere un pavimento in resina giallo. Lo studio ha così deciso di sviluppare il progetto sulla base di diversi contrasti: resina contro mattone, naturale contro pop, il tutto incorniciato da arredi su misura che mitigassero il colore brillante del pavimento.
Il protagonista di questo progetto è, senza dubbio,  il mattone, che diventa l’elemento decorativo centrale in questa atmosfera dai colori pop, con bocche stampate sui parati di carta di riso, disegnati apposta per il Buonabocca.
Dettaglio della parete in mattoni a spina di pesce dell'italian wine bar Boccabuona di Pechino
esterno dell'italian winebar Boccabuona di Pechino
Disposti a spina di pesce, infatti, disegnano un pattern che cattura l’attenzione nei diversi spazi del locale. Bellissimo l’uso di questa soluzione nei porta bottiglie dietro il bancone bar, così come molto originale è lo stencil del pattern su un grande pannello per farne un’opera d’arte d’impatto e multicolore.
Opera d'arte con stencil del pattern di mattoni a spina di pesce sulla parete dell'italian wine bar Boccabuona di Pechino
Per risaltare la tridimensionalità dello spazio, gli architetti hanno scelto due enormi lampadari dalle forti forme geometriche che evocano le luminarie delle feste di paese del sud Italia. Se di sera i punti luce ricordano un cielo stellato, di giorno funzionano come sculture dal fascino contemporaneo.
Vista dell'italian winebar buonabocca con lampadari geometrici
Il risultato è un ambiente composito, che rimane legato alla tradizione attraverso l’uso di materiali come il mattone e la carta di riso, ma che prende tutto il carattere contemporaneo di una metropoli come Pechino con l’aggiunta di elementi pop e un tocco di gusto industrial.
( photo images via Archdaily )


 
 




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