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Lezione di Colore

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home, Idee
Farrow & Ball è uno storico marchio britannico, fondato nel 1946 da John Farrow e Richard Ball; è conosciuto a livello mondiale per essere tra le aziende produttrici di vernici quella che maggiormente riesce a cogliere, ed ad influenzare, le tendenze  in fatto di colori.
Di recente mi è capito di vedere nominato Farrow & Ball in “Eccomi” ultimo romanzo di uno degli scrittori più letti del momento, Jonathan Safran Foer; lo scrittore lo inserisce nella lista dei brand considerati dalla classe media americana “il meglio di tutto”.
 
Ma vediamo quali sono i consigli ed i trucchi che gli esperti di questo marchio ci rivelano nel loro catalogo, che contiene delle vere e proprie lezioni sul colore.
  
Il colore non è un semplice rivestimento ma deve dare forma alla casa e per questo, spiegano, le loro vernici sono ricche di pigmenti ed hanno un alto potere di riflessione della luce. 
Proprio la provenienza e l’intensità della luce sono fondamentali per la scelta del colore delle pareti di una stanza.

Ad esempio se un ambiente è di ridotte dimensioni ed è esposto a nord è inutile cercare di aumentarne la luminosità: la strategia giusta è quella di mettere in risalto il carattere intimo con un colore forte come il grigio scuro: ad esempio il loro Down Pipe.

Down Pipe

Se la stanza è esposta a sud si dovrebbe esaltare la luce calda che penetra dalle finestre con tonalità soffici come il Dimpse, un grigio luminoso con fresche sfumature del blu.

Dimpse

Per le stanze esposte ad ovest consigliano invece colori capaci di esaltare la luce fredda della mattina e le tonalità calde della sera come Pointing, che prende il nome dalla calce usata nella muratura tradizionale.

Pointing

Per quelle che si affacciano ad est, in cui domina la luce fredda, sono adatti i colori leggeri come Pale Powder, meglio se abbinato a sfumature più scure, come quelle di Dix Blue (una tonalità vagamente vintage), per cornici e boiserie che fanno apparire per contrasto le pareti più chiare. 

Pale Powder
 Dix Blue
Presto un’altra lezione. Rimanete sintonizzati!
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Matrice

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home
La natura genera materia e grazie all’opera dell’artista si trasforma in arte in un ciclo continuo senza soluzione di continuità.
Questa è l’essenza dell’opera di Giuseppe Penone esposta a Roma al Palazzo della Civiltà italiana. 
La mostra, visitabile gratuitamente fino al 16 luglio 2017, è curata da Massimiliano Gioni e prende il nome da una delle opere dell’artista esposte: Matrice.
La natura non è mera fonte d’ispirazione per l’artista ma sostiene l’arte e la cultura, ne è la base (metafora espressa in Foglie di pietra dai capitelli poggiati sui rami, opera del 2013) L’uomo non può dominarla ma da Lei può apprendere; così in Essere Fiume del 2010 Penone riproduce perfettamente, ricreandola in marmo, una roccia naturale.
In Ripetere il bosco l’artista  scolpisce  tronchi e rami partendo da travi in legno prodotte dall’uomo, invertendo il processo consueto  di realizzazione di un manufatto di cui generalmente l’elemento naturale è materia prima, divenendone in questo caso il prodotto finale; quindi il ciclo può essere invertito ma non interrotto.
E la natura può farsi anche strumento d’arte come in Spine d’acacia-Contatto del 2006 in cui Penone rappresenta un volto su tela delineandolo con migliaia di spine. 
Fa da sfondo a tutto questo l’architettura metafisica del suggestivo edificio razionalista che a Roma tutti conoscono come il “Colosseo  quadrato”  che con le sue linee e rigide proporzioni geometriche si contrappone e allo stesso tempo esalta l’opera organica dell’artista. 
The nature generates matter and through the artist’s work becomes art in a continuous cycle without solution of continuity.
This is the essence of the work of Giuseppe Penone exhibited in Rome at the Palace of Italian Civilization.
The exhibitio, visited free of charge until 16 July 2017, is curated by Massimiliano Gioni and takes its name from one of the artist’s works on display: Matrix (Matrice).
Nature is not merely a source of inspiration for the artist but supports art and culture, it is the their basis (metaphor expressed in “Stone leaves” (work of 2013) The umanity can not dominate but from she can learn;  so in “Being River” Penone plays perfectly with marble recreating a natural rock.
In “Repeat the forest” the artist carves trunks and branches starting from wooden beams produced by man, by reversing the usual process of realization of an artifact referred to generally the natural element is the raw material, becoming in this case the final product; then the cycle can be reversed but not interrupted.
And nature can also be  tool of art as a in “Acacia’s thorns” where Penone design a face on canvas with thousands of thorns.
Is the background to all this the metaphysical rationalist architecture of the impressive building  that in Rome everyone knows as the “Square Colosseum” which, with its rigid lines and geometric proportions, contrasts and at the same time enhances the artist’s organic work.

Il curatore della mostra Massimiliano Gioni intervistato da alcune giornaliste



 
 

Un po’ di Londra ma non troppo

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Questa strada di Roma è stata spesso utilizzata come set cinematografico per il suo fascino e per la sua atipicità rispetto al tessuto urbano dei quartieri più centrali della città.
Denominata dai romani “piccola Londra” è una strada pedonale del quartiere Flaminio (precisamente via Bernardo Celentano) chiusa da due cancelli ma accessibile ai visitatori; per molti ricorda alcune strade della capitale britannica perché è costeggiata da case basse, dalle facciate colorate e decorate, ciascuna con il proprio piccolissimo giardino recintato con cancellate in ferro.
A molte di esse si accede con brevi scale e attraverso portoncini in legno dall’aspetto molto British.
 
In realtà le facciate ad intonaco, la scelta di materiali durevoli anche se economici, e di motivi decorativi come lesene ed incorniciature realizzati in stucco, è proprio della tradizione romana, ed in particolare del Barocchetto Romano, tentativo di rendere più gradevole l’edilizia residenziale. 
 
Dalle informazioni che ho raccolto, ma mi riprometto di approfondire l’argomento, sembrerebbe essere stata progettata da Quadrio Pirani nel primo decennio del novecento, uno dei maggiori esperti dell’epoca nella progettazione di edilizia residenziale pubblica, popolare e non.
 
Oggi la strada ci affascina per la sua tranquillità e per l’inaccessibilità da parte delle auto che ne fa un’oasi in un quartiere bello ma caotico ed intensivo come il Flaminio.
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Felice 2017 da Ecce Home

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Happy New Year !

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Merry Christmas by Ecce Home

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Un’idea luminosa

Pubblicato da blog ospite in Design, Ecce Home
Ho più volte parlato di quanto secondo me la luce sia fondamentale per la realizzazione di ambienti piacevoli e confortevoli e della mia predilezione per una serie di punti luce per illuminare  dove occorre i vari angoli della stanza, piuttosto che una fonte luminosa centrale, seppure d’intensità adeguata e ben posizionata.
Tanto più che nella maggior parte delle nostre case, all’interno di un’unica stanza come il living si svolgono varie funzioni (da quelle proprie di un soggiorno, a quelle di uno studio, fino a quelle  di una stanza da pranzo o addirittura di una cucina) ed ognuna con una necessità specifica dal punto di vista dell’illuminazione.
Inoltre questa opzione risulta vincente nel tempo perché non solo più flessibile ma anche  più facilmente adattabile ai nuovi bisogni che inevitabilmente sopraggiungono.
Ad esempio nel mio appartamento era nata l’esigenza di illuminare una zona del soggiorno in cui di recente ho collocato una poltrona per creare una zona dedicata alla lettura dove, qualche anno fa, quando ho progettato l’impianto elettrico della casa, non avevo previsto un punto luce, per cui la questione non era di semplice soluzione.
Ora ho finalmente risolto il problema installando un apparecchio a sospensione; ho optato per una Pendulum della serie Edition 1906 di Ledvance (società nata dalla divisione lampade di OSRAM, marchio registrato appunto nel 1906) che grazie al suo cavo rivestito in tessuto nero da lasciare a vista può essere posizionata in qualunque punto della stanza e con il suo tirante “intelligente” consente di portare la luce proprio dove ce n’è bisogno. Ho scelto la versione oro che ben si adatta allo stile vagamente “nostalgico” del mio angolo e che dona all’alluminio, ed al design industriale dell’apparecchio, un aspetto sofisticato.
La lampada a led “Edison” con finitura ambrata diffonde una luce calda veramente piacevole, ed ovviamente a basso consumo. 
Ma ora passiamo dalle parole alle immagini…
 

 

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Di libri e librerie

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home
Tra le mille attività che ormai svolgiamo con computer, smartphone e tablet ce n’è una cui non riesco proprio ad abituarmi: la lettura dei libri in formato digitale, insomma degli ebook.
Non nego la straordinaria comodità di immagazzinare il contenuto di pagine e pagine in un piccolo dispositivo (e di portarle comodamente con noi ovunque vogliamo), ma l’esperienza sensoriale offerta da un libro tradizionale, coinvolgente non solo per la vista ma anche per il tatto e l’olfatto,  perdonatemi, non la può dare la lettura di un file.

Così continuo ad acquistare e a custodire gelosamente libri in formato cartaceo che, si sa, necessitano di cure e di una collocazione adeguata.
Ecco perchè ho deciso di cimentarmi nel progetto di una nuova libreria per la mia casa, idea che da parecchio tempo mi frulla per la testa, ma fino ad ora per varie ragioni,  rimandata.

Una volta individuata la posizione della nuova libreria la domanda che mi pongo è: che impronta dare al progetto?
Al riguardo ho le idee chiare: mi piacerebbe una libreria dal disegno semplice ma non minimalista, che abbia un aspetto solido senza risultare eccessivamente imponente.
Mi accingo quindi ad impugnare la matita ma prima faccio il mio solito giretto in internet in cerca di spunti ed esempi che mi aiutino a mettere ancora più a fuoco la mia idea.
Curiosi del risultato?
Intanto posso mostrarvi le foto che ho selezionato; presto, lo spero, potrò mostrarvi la mia nuova libreria.

About books and Bookcases

Among the many activities that we carry out now with computers, smartphones and tablets there is anyone that I just can not get used to: the reading of books in digital format, in short,  e-books.
I do not deny the extraordinary comfort to store the content of pages and pages in a small device (and to take them comfortably with us everywhere we want to), but the sensory experience offered by a traditional book, embracing not only for the view but also for the feel and smell, forgive me, it may not give the reading of a file.

So I continue to buy and treasure books in print and they, you know, require care and a suitable placement.
That’s why I decided to design  a new bookcase for my house, idea that for some time I blend for the head, but until now for various reasons, postponed.

Once the location of the new bookcase, the question I ask is: what mark to give to the project?
In this regard I have clear ideas: I would like a library from the simple but not minimalist design, which has a solid look without being overly imposing.
So I am going to hold a pencil, but before I do my usual stroll in the Internet in search of ideas and examples that help me to put even more focus my idea.

Curious of the result?
Meanwhile, I can show you the pictures I have selected; soon, I hope, I will show you my new bookcase.

1stdibs


 
 

Una zuppa d’autore

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home
Tutte le forme d’arte e le varie discipline, si sa, traggono spesso ispirazione una dall’altra, in un processo osmotico e di contaminazione.
Tanto per citare un paio di esempi, il quadro La ragazza con l’orecchino di perla, dipinto nel ’600 da Jan Vermeer, ha ispirato il romanzo omonimo di Tracy Chevalier da cui è stato tratto anche un film; l’architetto spagnolo Ricardo Bofill ha tratto ispirazione dal romanzo di Kafka Il castello per progettare  l’edificio per appartamenti El Castell, realizzato a  Sant Pere de Ribes, Barcellona.  
Può accadere allora che un classico della letteratura  per ragazzi, “Capitani coraggiosi” di Kipling, sia d’ispirazione per una ricetta (ideata da Oretta Bongarzoni autrice di Pranzi d’autore) e che un gourmet come Fabrizio Bertucci, co-founder con Stefano D’Augè di Food Brothers (personal chef e cuochi a domicilio) decida di realizzarla e di ideare  una mise en place ad hoc.
Fabrizio si è così cimentato nella preparazione dellaZuppa di Pesce alla Hawaiana  ed il risultato è stato eccellente ed originale.
A questo punto non ci resta che aspettare la marmellata di lamponi di Anna Karenina, la fricassea di Madame Bovary e le melanzane  all’amore di Garcìa Màrquez.

 
 

Come un libro aperto

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La casa di Christina Sejr Poulsen,  insegnante che vive a Copenhagen con sua figlia Anemone, è un classico appartamento in stile nordico con il pavimento a listoni di legno chiaro, pareti e porte bianche ed arredato amorevolmente con mobili vintage ed industrial e qualche storico pezzo di design come le sedie Eames gialle e la lampada Tolomeo di Artemide.
Ma  oltre ad essere un’insegnante  Christina è anche una pittrice ed ha trasformato la sua casa in una galleria d’arte in cui espone le sue opere: maschere dal segno grafico in bianco e nero e dipinti astratti a macchie dai colori polverosi.
Alcuni oggetti poi, come l’orologio da muro, li porta con sè dalle case in cui ha abitato precedentemente, mentre altri, come il tappeto marocchino in sala da pranzo, sono ricordi di viaggio.
Una casa come questa è come un libro aperto, racconta molto di chi la abita, gusti, passioni, personalità, e tutto questo la rende unica. 

 



Foto da femina.dk e Pinterest

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Ode all’Autunno

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home
 
“Ah, quanto tempo si è potuto vivere, Terra, senza l’autunno!” così si apre l’ode a questa stagione scritta dal poeta cileno Pablo Neruda.
E’ proprio vero  “..Difficile è essere autunno, facile essere primavera”.
Ma proviamo a guardare l’autunno con occhi diversi, soffermiamoci ad osservare i colori  dalle calde tonalità della natura, dedichiamo più tempo alla casa, a cominciare dalla tavola, ed apprezzeremo anche questa stagione, che come tutte le cose più difficili da comprendere ed amare saprà darci grandi soddisfazioni.
 
Come scrisse John Keats nel 1819 rivolgendosi all’autunno stesso “Tu pure la tua musica possiedi”…
Ode to Autumn

Indee Decor

 
 
 
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