Ecce Home






 
 
 

Di libri e librerie

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home
Tra le mille attività che ormai svolgiamo con computer, smartphone e tablet ce n’è una cui non riesco proprio ad abituarmi: la lettura dei libri in formato digitale, insomma degli ebook.
Non nego la straordinaria comodità di immagazzinare il contenuto di pagine e pagine in un piccolo dispositivo (e di portarle comodamente con noi ovunque vogliamo), ma l’esperienza sensoriale offerta da un libro tradizionale, coinvolgente non solo per la vista ma anche per il tatto e l’olfatto,  perdonatemi, non la può dare la lettura di un file.

Così continuo ad acquistare e a custodire gelosamente libri in formato cartaceo che, si sa, necessitano di cure e di una collocazione adeguata.
Ecco perchè ho deciso di cimentarmi nel progetto di una nuova libreria per la mia casa, idea che da parecchio tempo mi frulla per la testa, ma fino ad ora per varie ragioni,  rimandata.

Una volta individuata la posizione della nuova libreria la domanda che mi pongo è: che impronta dare al progetto?
Al riguardo ho le idee chiare: mi piacerebbe una libreria dal disegno semplice ma non minimalista, che abbia un aspetto solido senza risultare eccessivamente imponente.
Mi accingo quindi ad impugnare la matita ma prima faccio il mio solito giretto in internet in cerca di spunti ed esempi che mi aiutino a mettere ancora più a fuoco la mia idea.
Curiosi del risultato?
Intanto posso mostrarvi le foto che ho selezionato; presto, lo spero, potrò mostrarvi la mia nuova libreria.

About books and Bookcases

Among the many activities that we carry out now with computers, smartphones and tablets there is anyone that I just can not get used to: the reading of books in digital format, in short,  e-books.
I do not deny the extraordinary comfort to store the content of pages and pages in a small device (and to take them comfortably with us everywhere we want to), but the sensory experience offered by a traditional book, embracing not only for the view but also for the feel and smell, forgive me, it may not give the reading of a file.

So I continue to buy and treasure books in print and they, you know, require care and a suitable placement.
That’s why I decided to design  a new bookcase for my house, idea that for some time I blend for the head, but until now for various reasons, postponed.

Once the location of the new bookcase, the question I ask is: what mark to give to the project?
In this regard I have clear ideas: I would like a library from the simple but not minimalist design, which has a solid look without being overly imposing.
So I am going to hold a pencil, but before I do my usual stroll in the Internet in search of ideas and examples that help me to put even more focus my idea.

Curious of the result?
Meanwhile, I can show you the pictures I have selected; soon, I hope, I will show you my new bookcase.

1stdibs


 
 

Di libri e librerie

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Tra le mille attività che ormai svolgiamo con computer, smartphone e tablet ce n’è una cui non riesco proprio ad abituarmi: la lettura dei libri in formato digitale, insomma degli ebook.
Non nego la straordinaria comodità di immagazzinare il contenuto di pagine e pagine in un piccolo dispositivo (e di portarle comodamente con noi ovunque vogliamo), ma l’esperienza sensoriale offerta da un libro tradizionale, coinvolgente non solo per la vista ma anche per il tatto e l’olfatto,  perdonatemi, non la può dare la lettura di un file.

Così continuo ad acquistare e a custodire gelosamente libri in formato cartaceo che, si sa, necessitano di cure e di una collocazione adeguata.
Ecco perchè ho deciso di cimentarmi nel progetto di una nuova libreria per la mia casa, idea che da parecchio tempo mi frulla per la testa, ma fino ad ora per varie ragioni,  rimandata.

Una volta individuata la posizione della nuova libreria la domanda che mi pongo è: che impronta dare al progetto?
Al riguardo ho le idee chiare: mi piacerebbe una libreria dal disegno semplice ma non minimalista, che abbia un aspetto solido senza risultare eccessivamente imponente.
Mi accingo quindi ad impugnare la matita ma prima faccio il mio solito giretto in internet in cerca di spunti ed esempi che mi aiutino a mettere ancora più a fuoco la mia idea.
Curiosi del risultato?
Intanto posso mostrarvi le foto che ho selezionato; presto, lo spero, potrò mostrarvi la mia nuova libreria.

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Among the many activities that we carry out now with computers, smartphones and tablets there is anyone that I just can not get used to: the reading of books in digital format, in short,  e-books.
I do not deny the extraordinary comfort to store the content of pages and pages in a small device (and to take them comfortably with us everywhere we want to), but the sensory experience offered by a traditional book, embracing not only for the view but also for the feel and smell, forgive me, it may not give the reading of a file.

So I continue to buy and treasure books in print and they, you know, require care and a suitable placement.
That’s why I decided to design  a new bookcase for my house, idea that for some time I blend for the head, but until now for various reasons, postponed.

Once the location of the new bookcase, the question I ask is: what mark to give to the project?
In this regard I have clear ideas: I would like a library from the simple but not minimalist design, which has a solid look without being overly imposing.
So I am going to hold a pencil, but before I do my usual stroll in the Internet in search of ideas and examples that help me to put even more focus my idea.

Curious of the result?
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Non nego la straordinaria comodità di immagazzinare il contenuto di pagine e pagine in un piccolo dispositivo (e di portarle comodamente con noi ovunque vogliamo), ma l’esperienza sensoriale offerta da un libro tradizionale, coinvolgente non solo per la vista ma anche per il tatto e l’olfatto,  perdonatemi, non la può dare la lettura di un file.

Così continuo ad acquistare e a custodire gelosamente libri in formato cartaceo che, si sa, necessitano di cure e di una collocazione adeguata.
Ecco perchè ho deciso di cimentarmi nel progetto di una nuova libreria per la mia casa, idea che da parecchio tempo mi frulla per la testa, ma fino ad ora per varie ragioni,  rimandata.

Una volta individuata la posizione della nuova libreria la domanda che mi pongo è: che impronta dare al progetto?
Al riguardo ho le idee chiare: mi piacerebbe una libreria dal disegno semplice ma non minimalista, che abbia un aspetto solido senza risultare eccessivamente imponente.
Mi accingo quindi ad impugnare la matita ma prima faccio il mio solito giretto in internet in cerca di spunti ed esempi che mi aiutino a mettere ancora più a fuoco la mia idea.
Curiosi del risultato?
Intanto posso mostrarvi le foto che ho selezionato; presto, lo spero, potrò mostrarvi la mia nuova libreria.

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Among the many activities that we carry out now with computers, smartphones and tablets there is anyone that I just can not get used to: the reading of books in digital format, in short,  e-books.
I do not deny the extraordinary comfort to store the content of pages and pages in a small device (and to take them comfortably with us everywhere we want to), but the sensory experience offered by a traditional book, embracing not only for the view but also for the feel and smell, forgive me, it may not give the reading of a file.

So I continue to buy and treasure books in print and they, you know, require care and a suitable placement.
That’s why I decided to design  a new bookcase for my house, idea that for some time I blend for the head, but until now for various reasons, postponed.

Once the location of the new bookcase, the question I ask is: what mark to give to the project?
In this regard I have clear ideas: I would like a library from the simple but not minimalist design, which has a solid look without being overly imposing.
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Non nego la straordinaria comodità di immagazzinare il contenuto di pagine e pagine in un piccolo dispositivo (e di portarle comodamente con noi ovunque vogliamo), ma l’esperienza sensoriale offerta da un libro tradizionale, coinvolgente non solo per la vista ma anche per il tatto e l’olfatto,  perdonatemi, non la può dare la lettura di un file.

Così continuo ad acquistare e a custodire gelosamente libri in formato cartaceo che, si sa, necessitano di cure e di una collocazione adeguata.
Ecco perchè ho deciso di cimentarmi nel progetto di una nuova libreria per la mia casa, idea che da parecchio tempo mi frulla per la testa, ma fino ad ora per varie ragioni,  rimandata.

Una volta individuata la posizione della nuova libreria la domanda che mi pongo è: che impronta dare al progetto?
Al riguardo ho le idee chiare: mi piacerebbe una libreria dal disegno semplice ma non minimalista, che abbia un aspetto solido senza risultare eccessivamente imponente.
Mi accingo quindi ad impugnare la matita ma prima faccio il mio solito giretto in internet in cerca di spunti ed esempi che mi aiutino a mettere ancora più a fuoco la mia idea.
Curiosi del risultato?
Intanto posso mostrarvi le foto che ho selezionato; presto, lo spero, potrò mostrarvi la mia nuova libreria.

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Among the many activities that we carry out now with computers, smartphones and tablets there is anyone that I just can not get used to: the reading of books in digital format, in short,  e-books.
I do not deny the extraordinary comfort to store the content of pages and pages in a small device (and to take them comfortably with us everywhere we want to), but the sensory experience offered by a traditional book, embracing not only for the view but also for the feel and smell, forgive me, it may not give the reading of a file.

So I continue to buy and treasure books in print and they, you know, require care and a suitable placement.
That’s why I decided to design  a new bookcase for my house, idea that for some time I blend for the head, but until now for various reasons, postponed.

Once the location of the new bookcase, the question I ask is: what mark to give to the project?
In this regard I have clear ideas: I would like a library from the simple but not minimalist design, which has a solid look without being overly imposing.
So I am going to hold a pencil, but before I do my usual stroll in the Internet in search of ideas and examples that help me to put even more focus my idea.

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Una zuppa d’autore

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home
Tutte le forme d’arte e le varie discipline, si sa, traggono spesso ispirazione una dall’altra, in un processo osmotico e di contaminazione.
Tanto per citare un paio di esempi, il quadro La ragazza con l’orecchino di perla, dipinto nel ’600 da Jan Vermeer, ha ispirato il romanzo omonimo di Tracy Chevalier da cui è stato tratto anche un film; l’architetto spagnolo Ricardo Bofill ha tratto ispirazione dal romanzo di Kafka Il castello per progettare  l’edificio per appartamenti El Castell, realizzato a  Sant Pere de Ribes, Barcellona.  
Può accadere allora che un classico della letteratura  per ragazzi, “Capitani coraggiosi” di Kipling, sia d’ispirazione per una ricetta (ideata da Oretta Bongarzoni autrice di Pranzi d’autore) e che un gourmet come Fabrizio Bertucci, co-founder con Stefano D’Augè di Food Brothers (personal chef e cuochi a domicilio) decida di realizzarla e di ideare  una mise en place ad hoc.
Fabrizio si è così cimentato nella preparazione dellaZuppa di Pesce alla Hawaiana  ed il risultato è stato eccellente ed originale.
A questo punto non ci resta che aspettare la marmellata di lamponi di Anna Karenina, la fricassea di Madame Bovary e le melanzane  all’amore di Garcìa Màrquez.

 
 

Come un libro aperto

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home, Stili

La casa di Christina Sejr Poulsen,  insegnante che vive a Copenhagen con sua figlia Anemone, è un classico appartamento in stile nordico con il pavimento a listoni di legno chiaro, pareti e porte bianche ed arredato amorevolmente con mobili vintage ed industrial e qualche storico pezzo di design come le sedie Eames gialle e la lampada Tolomeo di Artemide.
Ma  oltre ad essere un’insegnante  Christina è anche una pittrice ed ha trasformato la sua casa in una galleria d’arte in cui espone le sue opere: maschere dal segno grafico in bianco e nero e dipinti astratti a macchie dai colori polverosi.
Alcuni oggetti poi, come l’orologio da muro, li porta con sè dalle case in cui ha abitato precedentemente, mentre altri, come il tappeto marocchino in sala da pranzo, sono ricordi di viaggio.
Una casa come questa è come un libro aperto, racconta molto di chi la abita, gusti, passioni, personalità, e tutto questo la rende unica. 

 



Foto da femina.dk e Pinterest

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Ode all’Autunno

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home
 
“Ah, quanto tempo si è potuto vivere, Terra, senza l’autunno!” così si apre l’ode a questa stagione scritta dal poeta cileno Pablo Neruda.
E’ proprio vero  “..Difficile è essere autunno, facile essere primavera”.
Ma proviamo a guardare l’autunno con occhi diversi, soffermiamoci ad osservare i colori  dalle calde tonalità della natura, dedichiamo più tempo alla casa, a cominciare dalla tavola, ed apprezzeremo anche questa stagione, che come tutte le cose più difficili da comprendere ed amare saprà darci grandi soddisfazioni.
 
Come scrisse John Keats nel 1819 rivolgendosi all’autunno stesso “Tu pure la tua musica possiedi”…
Ode to Autumn

Indee Decor

 
 
 
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Tracce del passato a Bordeaux

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home
Delizioso questo appartamento di 210mq a Bordeaux, ristrutturato  dallo studio Fusion D capitanato da Ninou Etienne.
Ninou ha lavorato per oltre tredici anni all’estero di cui sei a Londra, e dichiara di aver scelto questa professione per aiutare le persone a trovare nella propria casa un posto in cui rilassarsi e stare a proprio agio.
Non le piace il total look, preferisce uno stile “misto” che con i suoi progetti propone mescolando elementi di vario genere ed epoca diversa. Non a caso lo studio di cui è cofondatrice si chiama FusionD.
I proprietari di questa casa, Jeromine e Thomas hanno lasciato Parigi dove vivevano in un piccolo appartamento, ed hanno acquistato questa casa con l’intento di migliorare la qualità di vita della loro famiglia 
Si tratta di un edificio del 1890 di cui Ninou, incaricata di progettarne la ristrutturazione, conserva i dettagli originari come cornici, stucchi e camini e le tracce del passato per preservarne l’atmosfera. 
Si fa ispirare dai colori del pavimento preesistente  in cementite dell’ingresso per creare la  fantastica palette che caratterizza la casa: dal grigio della boiserie della stanza dal pranzo e della ringhiera della scala, all’antracite della parete e della cornice a soffitto del living, al turchese chiaro della  cucina, all’arancio della carta da parati della stanza delle bambine.
Se volete vedere com’era la casa prima dei lavori cercate le foto sulla pagina facebook dello studio FusionD e capirete ancor più che gran bel lavoro ha fatto Noinou.


Ilove this charming apartment of 250 square meters in Bordeaux, renovated from the study Fusion D led by Ninou Etienne.
Ninou has worked for over thirteen years abroad, including six in London, and she claims to have chosen this profession to help people find in their own home a place to relax and be at ease.
She does not like the total look, she prefers a style “mixed”; with her projects sheproposes mix of elements of various kinds and different age. No coincidence that the study of which he is co-founder is called FusionD
The owners of this house, Jeromine and Thomas have left Paris, where they lived in a small apartment, and bought this house with the intent to improve the quality of their family life.
It is a 1890s building in which Ninou, responsible to design the restructuring,retain the original details such as cornices,stucco and chimneys and traces of the past to preserve its atmosphere.
She is inspired by  the colors of the existing concrete tiles of the entry to create the fantastic palette that characterizes the house: from the gray of the boiserie of the dining room and of the railing staircase, to the anthracite  of the wall and  of the ceiling frame in the living room, to light turquoise of kitchen, to orange wallpaper the girls room.
If you want to see the house as it was before the works  you can looking for pictures on facebook page of FusionD study and understand even more what a great job she did Ninou.


 
 

Classico contemporaneo a Parigi

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home, Interiors
Un edificio tipicamente haussmaniano nel 5° arrondissement a Parigi, una famiglia che rientra in Francia dopo 10 anni trascorsi in Inghilterra ed un grande appartamento di 250mq abbandonato da molto tempo: questi sono gli elementi di partenza di questo progetto.
L’architetto ed ebanista autodidatta Jean-Francois Faure, incaricato di ridisegnare gli spazi su misura per France, Jean-Christophe ed i loro tre figli, sfrutta gli elementi originari tipici di questo interno creando una cornice ideale per la raffinata collezione di mobili anni 50 e di fattura contemporanea dei suoi clienti, cui aggiunge alcuni pezzi disegnati e realizzati da lui stesso, come il mobile sottolavello del bagno padronale.
La  cucina integrata con la sala da pranzo, luminosa, efficiente ed elegante è l’ambiente in cui tutti questi elementi si fondono perfettamente ed è la stanza preferita da France e dalla sua famiglia.
Anche io penso che sia fantastica, e voi?
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Belli e buoni

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home, Idee
Una delle cose che preferisco quando viaggio?
Assaggiare piatti insoliti in ristoranti belli e pieni di atmosfera. Griffatissimi come lo Sketch di Londra, etnici come l’HornPlease di Melbourne, eleganti come il Liberté di Budapest o ricchi di fascino come il Fitzgerald  di Rotterdam in cui l’architetto Daniela Germone  ha realizzato un riuscito connubio tra gusto contemporaneo e design anni 50 e 60.
Anche l’occhio vuole la sua parte.
Fitzgerald Rotterdam

Liberté  Budapest

Sketch Londra
Horn Please Melbourne
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