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Una cameretta per due

Pubblicato da blog ospite in Filò, Interiors, Interni

Oggi ho deciso di raccontarti come si è trasformata ‘la sua cameretta’ in questi sei anni.

Ovviamente lo stravolgimento più grande è stata la necessità di far posto al fratellino.
Anna e Giorgio  hanno cinque anni di differenza, quasi sei, esigenze molto diverse.
Ho deciso che lei avrebbe dovuto continuare ad avere una sua ‘privacy’ e soprattutto la sensazione di un piccolo rifugio tutto per sè.

Come sempre parto dai vincoli: spostare il grande armadio bianco era cosa impensabile, anche per me – nonostante ormai mi sia creata un ottimo curriculum da traslocatore: a casa mia e dai miei clienti non mi limito a progettare, passo spesso all’azione in prima persona! –
Oltre a questo c’era da considerare la vicinanza di finestra e portafinestra, certamente meravigliose vista la luce che riesce ad entrare in camera ma molto vincolanti in quanto mettono fuori gioco ben due pareti!

Ecco la situazione prima del cambiamento.

Come creare due ambienti diversi?

L’idea è arrivata grazie ad una necessità – succede sempre così, per questo consiglio di metterle bene a fuoco prima di procedere con radicali stravolgimenti – 
La cassettiera di Anna era inadeguata per l’arrivo del fratello.
Mi spiego.
La nostra casa è piuttosto piccola, il grande armadio bianco contiene al 90% biancheria per la casa , cappotti, scatole per il cambio stagione, lo spazio a loro dedicato è minimo = ho bisogno di una cassettiera più grande (va da se’ che un’altro armadio nella stessa camera non l’avrei mai messo).

A questo punto unisco due tasselli: la stessa esigenza l’abbiamo anche in camera nostra e così arriva la soluzione!

La nostra bella HEMNES  con 8 cassetti diventa la loro cassettiera (ho esattamente raddoppiato la capienza che avevo prima) mentre da noi, potendo sfruttare lo spazio libero in altezza, abbiamo inserito due MALM da sei cassetti ciascuno ( su INSTAGRAM puoi vedere come l’ho personalizzata!).

Ho posizionato la Hemnes in modo inusuale, ovvero non appoggiata al muro con il lato lungo ma sul lato corto; il mio falegname di fiducia ha realizzato un pannello con finte doghe per coprire la schiena della cassettiera (se ti piace l’idea puoi realizzarla da sola utilizzando delle perline ad incastro come QUESTE ) e così il letto di Anna si è trasformato in un divanetto. 
Le fa da comodino/libreria  un modulo cassettone STUVA, perfetto come contenitore giochi, accanto un contenitore DRONA verde pastello per tutto i suoi pupazzi. Tra le finestre invece ho lasciato la sua sedia a dondolo così come nella soluzione iniziale. A terra il grande tappeto in tinta neutra trasforma ogni centimetro di pavimento libero in area giochi .

La nuova cassettiera oltre ad essere perfetta per le nuove esigenze è riuscita a creare due zone ben distinte.

Sopra al lettino di Giorgio una mensola reggiquadro – QUESTA – raccoglie tutti gli albi illustrati che abbiamo iniziato a leggergli.

Il gioco è fatto? Che dici, ti sono stata utile?
Se hai ancora dei dubbi su come trasformare o rinnovare la sua camera SCRIVIMI!
‘La sua cameretta’ sarà in promozione fino a fine ottobre, QUI puoi leggere come funziona.

A presto,
Marianna

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LA SUA CAMERETTA… progettiamola insieme!

Pubblicato da blog ospite in Filò, Idee

Qui fervono i preparativi per la scuola. Mercoledì Anna inizierà la prima elementare e l’emozione è tanta!

Zaino, astuccio, etichette ovunque: ma era così anche quando andavamo a scuola noi?!?
Mi parlano di un sacco di libri già in prima elementare, pomeriggi interi da dedicare ai compiti e tanta pazienza per riuscire a supportarli in questa nuova avventura!

Avvolta in questo clima prescolastico mi sono onestamente chiesta: dove metteremo i libri? 
E lei, dove starà meglio per studiare in tranquillità senza subire i pianti del fratellino?

Presa da una piccola rivoluzione casalinga ho ripensato a quanto ti avevo chiesto tempo fa:
troveresti utile una consulenza per la sua cameretta? 

BENE, CREDO CHE QUESTO POSSA ESSERE PROPRIO IL MOMENTO GIUSTO PER PROPORTELA!

L’ho chiamata ‘LA SUA CAMERETTA’ perchè è importante che sia pensata per le loro esigenze!

Ma l’ho chiamata così anche in riferimento al post che anni fa avevo scritto mossa dall’incredibile gioia d’essere finalmente riuscita a concludere la ‘sua’ di cameretta, quella di Anna – qui lo puoi rileggere – Mi ero concessa del tempo anche per dipingere le pareti e non solo per progettare e arredare! Che soddisfazione!

‘LA SUA CAMERETTA’ sarà in promozione fino a fine ottobre al costo di 200 € 
così avrai tutto il tempo per riflettere sulle nuove esigenze di tuo figlio!

Attenta però! Non l’ho pensata solo per camerette di bimbi in età scolare! 

FA A L CASO TUO SE:

  • non sai più come risolvere il caos che regna sovrano nella sua stanza;
  • il tuo piccolo/a sta diventando grande e non sai come inserire una piccola zona studio magari completa di libreria;
  • tuo figlio non sopporta più ninnoli e pupazzi di quando aveva due anni e vorrebbe lo spazio idoneo per uno stereo o comunque un ambiente che meglio rispecchi la sua personalità;
o ancora…
  • aspetti un secondo bimbo ma la seconda cameretta la dovrai aspettare ancora per anni, nel frattempo? Come gestire due bimbi di età diverse nella stessa stanza?
  • desideri semplicemente dare una nuova immagine alla sua camera perchè al momento non ha una vera identità.

RICEVERAI:
  • ‘progetto planimetrico’, ovvero il disegno del nuovo posizionamento degli arredi;
  • ‘tavole emozionali’ con immagini esplicative e descrizioni delle soluzioni proposte;
  • ‘lista della spesa’, suggerimenti con immagini e costi dei mobili da acquistare per completare l’ambiente (in questo rispetto la mia politica: economico e facilmente personalizzabile!) 
  • oppure ‘proposte di recupero mobili esistenti’, ovvero come rinnovare, adattare o integrare personalizzando arredi che già hai e magari tieni altrove inutilizzati.
infine, solo per te e solo fino a fine ottobre, compreso nel prezzo anche la guida su come procedere per non perdere tempo e riuscire a realizzare senza intoppi la sua nuova cameretta!
Se sei interessata scrivimi a ilmiofilo@gmail.com anche solo per semplici domande!
Io intanto mi rimbocco le maniche e inizio a trovare nuove soluzioni!
A presto,
Marianna

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Gli errori da NON fare nella scelta della casa ideale | Vol.1 INGRESSO

Pubblicato da blog ospite in Filò, Idee
E’ da un po’ che ci penso.
Molti dei miei interventi sono richiesti non solo per desiderio di rinnovamento o necessità di ristrutturazione ma anche per porre rimedio a situazioni ‘trovate’, difficili da gestire.
Mi spiego meglio.
Al momento di acquistare o scegliere la casa in cui vivere si pone l’attenzione su molti aspetti che dipendono chiaramente dai desideri e dalle necessità di ognuno; ci sono però degli ‘elementi base’ -così mi piace chiamarli – a cui spesso non si da’ troppo peso ma che una volta entrati diventano fonte di disagio.
Ecco perchè ho deciso di scrivere questi post: vorrei mettere in evidenza questi elementi per sensibilizzarti al momento della scelta di casa tua.
Magari durante le diverse visite che farai porrai un attenzione in più agli ‘elementi base’ in modo da non trovarti successivamente a dover sostenere nuove spese per sopperire a delle mancanze basilari.
Dopo questa lunga premessa arrivo a parlarti del primo elemento: 
l’INGRESSO
Ci accoglie.
E’ qui che avvengono le presentazioni ufficiali.
E’ qui che ti senti improvvisamente a casa.
E’ un segno, un gesto, il varcare la soglia per restare.
E’ un filtro, definisce il dentro e il fuori.
E allora? Perchè rinunciarci?
Purtroppo nelle case di oggi quest’ambiente non viene minimamente considerato.
Facci caso.
La maggior parte degli appartamenti di nuova costruzione di accolgono direttamente in soggiorno, a volte capita addirittura di avere la porta d’ingresso accanto alla parete attrezzata della cucina.
E’ entrare senza rispetto nel cuore della casa, nella sua intimità.
L’ingresso è uno spazio molto importante, un filtro e proprio per questa definizione è un luogo carico di funzioni.
Lo consideri inutile? Allora ti faccio qualche domanda:
– dove ti togli le scarpe una volta entrata?
– dove appoggi le chiavi, la posta, la borsa’
– e il cappotto? Lo abbandoni sempre sulla solita poltrona vicino alla porta d’ingresso?
Ecco, queste e molte altre sono funzioni che anche un piccolo corridoio o disimpegno in prossimità della porta d’ingresso possono svolgere.
Non considerare dunque come spazio sprecato quello che può anticipare l’accesso alla zona giorno di una casa, consideralo sempre un valore aggiunto. L’ideale sarebbe poterlo attrezzare con degli appendini, una piccola seduta ed una mensolina o altro elemento d’appoggio.
Ecco qualche esempio che dimostra quanto carattere può avere anche un ambiente così di passaggio.
Quindi occhi aperti, non lasciarti ammaliare da finiture e grande finestre, quando visiti una potenziale casa da acquistare osserva subito in che tipo di spazio stai entrando!
L’ingresso di casa mia è storto, stretto e lungo – insomma un incubo! – ma sono riuscita a trasformarlo in un piccolo studiolo oltre alle funzioni principali, sono bastati un mensolone sagomato su misura, uno sgabello, un carrellino per la stampante e lunghi ripiani trasformati in libreria!

Se ti sei proprio innamorata di quella casa dove l’ingresso è assolutamente inesistente non disperare, gli arredi, se usati sapientemente, possono fare miracoli! Un esempio lo puoi trovare nel progetto che descrivo in questo POST .
Alla prossima!
M.
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#Green style: POTHOS

Pubblicato da blog ospite in Filò, Idee

Come tutti gli appassionati d’ interior – per lavoro o per pura passione – avrai notato che anche per le piante da interno si è soggetti a delle mode.

Fatta questa premessa sappi che in questo post procederò controtendenza parlandoti di una dei sempreverdi più comuni da sempre: il POTHOS.
In ogni collaborazione – sia on line che non – a fine lavori sottolineo l’importanza del verde in casa.
L’ho scritto molte volte, per me dona vitalità agli ambienti, li rende meno asettici; insomma, è fondamentale perchè regala un’anima agli spazi in cui viviamo.
Molto spesso però mi rispondete di avere il pollice tutt’altro che verde e che piuttosto di vedere ‘piccoli morti’ in casa preferite rinunciarci!
Ecco, questo post è dedicato a tutti voi, o meglio, a tutti noi! –  Anch’io non vanto grandi doti nel giardinaggio! –
Come dice spesso una mia collega ‘questa pianta cresce quasi per dispetto!’, impossibile non farla sopravvivere!
Certo, io stessa non ne portavo gran bel ricordo… 
Alzi la mano chi negli anni 80 non ha convissuto con un Pothos ‘arrampicato’ su un orribile palo rivestito di non so nemmeno io cosa?!?
L’hai riconosciuto???
Ecco questa versione vintage davvero non mi appassiona, ti regalo invece una bella carrellata d’immagini dove questa pianta dal verde così intenso da’ davvero il meglio di se’!
Ti svelo il mio segreto: solo quando mi ricordo di lei provo ad accarezzarle una foglia, se tende ad essere priva di corpo ovvero piuttosto ‘floscia’ – passami il termine – allora innaffio, diversamente me ne dimentico ancora per settimane! 
Convivo con loro da parecchi anni e sono sempre belle come il primo giorno!
Prima o poi imparerò anche a farne crescere di nuove facendole radicare in acqua – per i più tecnici si dice moltiplicazione per talea di fusto radicata in acqua – ma forse potrebbe essere troppo anche per  me!

Ti ho convinto?!? Allora forza, attendo le foto dei tuoi Pothos!!
A presto,
Marianna
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STORIA DI UN PROGETTO

Pubblicato da blog ospite in Design, Filò

Giorni fa ho iniziato a lavorare a una nuova consulenza on-line.

Procedo sempre allo stesso modo: un approccio sistematico ma a mio avviso efficace, che mi permette di sciogliere tutti i nodi e le problematiche di un ambiente.

E’ nato così questo post: ho pensato di illustrarvi il modo in cui nasce un progetto – o meglio, in cui nascono i miei progetti, del resto mica siamo tutti uguali! Magari qualcuno riconoscerà le sue stesse esigenze o proverà ad applicare questo approccio a casa sua.
Insomma, spero in qualche modo di esservi utile!

AMBIENTI INTERESSATI: soggiorno e cucina

RICHIESTE:

  • aumentare i piani di lavoro in cucina,
  • ridimensionare il tavolo perchè ingombrante per le dimensioni dell’ambiente,
  • aumentare i contenitori per le stoviglie,
  • creare un maggior dialogo tra soggiorno e cucina,
  • ricavare un ripostiglio o un luogo in genere dove poter riporre l’aspirapolvere,
  • completare il soggiorno considerando la sostituzione del divano.
Stato dei luoghi
| PRIMO PASSO | analisi dei percorsi
E’ uno studio fondamentale, permette di conoscere l’ambiente e il modo in cui viene vissuto: sono i gesti e le abitudini che creano i percorsi. 
Una volta compresi, però, possono essere modificati o divenire ottimo  spunto per riorganizzare lo spazio.
Percorsi
| SECONDO PASSO | individuazione delle criticità
  • la zona ingresso non è ben definita,
  • la cucina è poco funzionale,
  • la zona pranzo non ha una sua identità e soprattutto un suo spazio vitale,
  • il disimpegno notte con l’accesso al seminterrato affaccia direttamente sul soggiorno,
  • la zona living è molto chiusa su se stessa lasciando grandi vuoti intorno.
| TERZO PASSO | il progetto

1| ingresso
Con l’inserimento di due colonne guardaroba/contenitore si è ottenuta una definizione sia fisica che funzionale di questa zona.
Non servono grandi barriere, anche un elemento più basso o un pannello forato con un effetto vedo non vedo, ci avrebbero dato lo stesso risultato.
Il primo volume diverrà un utile guardaroba per i cappotti il secondo invece potrà ospitare scarpe o divenire piccolo ricovero per l’aspirapolvere e altri elementi di servizio.
2| cucina
eliminando l’attuale paretina divisoria lo spazio si è aperto divenendo un open space a tutti gli effetti; per ‘raccoglierla’ e rendere più funzionale la zona lavoro ho inserito una penisola.
In questo modo ho aumentato i volumi contenitori e le superfici d’appoggio oltre che ottenuto lo spazio per due sgabelloni. E’ divenuto quindi perfetto bancone per colazioni o pranzi veloci.
3| zona pranzo
la necessità di schermare il passaggio verso la zona notte mi ha offerto uno spunto perfetto per creare un nuovo ambiente dedicato al pranzo.
la proposta prevede la realizzazione di una paretina alta 2,10 m (quindi più bassa rispetto al soffitto) che copre il passaggio ma non ‘uccide’ lo spazio perchè non arrivando a soffitto permette la percezione dell’ambiente che continua.
Diviene quinta perfetta a cui accostare il nuovo tavolo da pranzo; potrà inoltre essere valorizzata con un colore o con l’uso di carta da parati dando così carattere all’intero ambiente visto e considerato che si trova praticamente a centro stanza.
Dietro al divano ho proposto l’inserimento di una piccola panca, in questo modo rendo funzionale quello che diversamente verrebbe vissuto esclusivamente come un retro in quanto sarà utile in funzione all’ingresso per sedersi ed indossare le scarpe.
Nel momento in cui avranno ospiti a pranzo o cena potrà essere utilizzata addossata alla paretina schermo come seduta aggiuntiva.
4| zona living
Ho optato per l’inserimento di tre diversi tipi di seduta rispetto all’attuale situazione con divano angolare. Questa scelta dilata lo spazio inglobando anche zone attualmente usate solo come passaggio, dona inoltre maggiore personalità vista la possibilità di giocare con diversi stili e colori.
E con questo vi ho descritto tutta l’origine delle idee di progetto. Superato questo step si passa allo stile ma quello è un capitolo molto personale che deve variare in base alla persona che dovrà vivere l’ambiente!
Allora?!? Sono spunti utili? Attendo i vostri racconti!
A presto,
M.

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Il Mastro sellaio

Pubblicato da blog ospite in Design, Filò

Quando ho letto questo brano nel libro ‘Parole nel vuoto’ di Adolf Loos ho sorriso piacevolmente, poi però mi sono fermata a riflettere…
Oggi lo condivido in queste pagine perchè possa essere utile spunto!
Buona lettura!

C’era una volta un mastro sellaio. 

Era un buon artigiano, molto abile.

Fabbricava selle che per la loro forma non avevano nulla in comune con le selle dei secoli precedenti. Neppure con le selle turche o giapponesi. Erano cioè selle moderne. 

Lui però non lo sapeva. Sapeva soltanto che faceva selle. Meglio che poteva.

Un bel giorno si propagò in città un movimento singolare. Fu chiamato Secession. 

Esso prescriveva che si producessero soltanto oggetti d’uso moderno. 

Quando il mastro sellaio ne venne a conoscenza, prese la sua sella migliore e si recò dal capo della Secession. E gli disse: 

< Signor professore, > – poichè tale era costui, in quanto i capi di questo movimento venivano automaticamente promossi professori – < ho saputo delle regole che avete stabilito. Sono anch’io un uomo moderno. Anch’io vorrei lavorare in modo moderno. Mi dica: questa sella è moderna? >.

Il professore esaminò la sella e tenne all’artigiano un lungo discorso nel quale ricorrevano di continuo solo le parole ‘arte dell’artigianato’, ‘individualità’, ‘moderno’, ‘Hermann Bahr’, ‘Ruskin‘, ‘arte applicata’, ecc. ecc. 

Il risultato però era: no, questa non è una sella moderna.

L’artigiano se ne andò tutto mortificato. E ci pensò su; si metteva a lavoro e poi ricominciava a pensare. Ma per quanto si sforzasse di attenersi alle nobili regole del professore, il risultato era sempre la sua vecchia sella.

Rattristato tornò dal professore. Gli confidò la sua pena. Il professore esaminò i tentativi dell’artigiano e disse: < Caro artigiano, lei non ha fantasia >.


Sì, questo era il punto. Evidentemente non ne aveva. Fantasia!

Ma egli non aveva mai pensato che occorresse aver fantasia per produrre delle selle.

Se ne avesse avuta sarebbe certamente diventato pittore o scultore.

O poeta o compositore.

Ma il professore disse: < Torni domani. Siamo qui apposta per incoraggiare l’artigianato e fecondarlo con idee nuove. Voglio vedere che cosa si può fare per lei >.

E durante la sua lezione disse ai suoi allievi di svolgere il tema seguente: progetto di una sella.

Il giorno successivo il mastro sellaio ritornò. Il professore potè presentargli 49 progetti di selle. 

[…]


Il mastro sellaio osservò a lungo i disegni e ai suoi occhi tutto divenne sempre più chiaro.

Infine esclamò: 

< “Signor professore! 
Se io m’intendessi così poco di equitazione, di cavalli, di cuoio e di lavorazione,
avrei anche io la sua fantasia>.

E vive da allora felice e contento.

E fa selle.

Moderne?

Non lo sa.

Selle.

Adolf Loos
racconto tratto dalla rivista “Das Andere”- 1903
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Design multifunzionale

Pubblicato da blog ospite in Design, Filò

Il Salone del Mobile è finito da molto e così oggi ve lo ricordo con una piacevole scoperta fatta in zona Tortona.

PAPILLON mi è piaciuta immediatamente, la versatilità della forma e l’allegria dei colori sono state un’ottima attrattiva.

Adoro scoprire come nascono le idee, ecco il racconto di questa ‘genesi’:

“Immaginate al termine di una di quelle giornate opache, quando uscendo dal traffico snervante e da situazioni di stress vorreste scappare da tutto e volare altrove.
Papillon, acronimo di farfalla in francese è una poltroncina che racchiude in se la sensazione di voler trovare il comfort in una seduta pensata come un bozzolo avvolgente.
Disegnata dalla designer milanese Manuela Bucci per il marchio italiano PIÜMA brand fresco e giovane di Divina Divani. 
Questa semplice ma originale poltroncina permette a chiunque di rilassarsi in questo angolo “rotondo”. 
Prima un riparo morbido per nascondere i giocattoli di un bambino, e dopo il gioco ci si fa cullare dalla sensazione di essere avvolto in ali immaginarie. “

Io che sono sempre alla ricerca di forme ‘rifugio’ non potevo che innamorarmene!
E ora spazio alle immagini!

Immagini tratte da: www.manuelabucci.com 

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#L’ ARCHITETTO

Pubblicato da blog ospite in Design, Filò
‘L’ARCHITETTO, l’Artista, non tema le strettezze dei mezzi.
L’Architettura vien tanto più bella quanto più si limitano i mezzi dell’ Architetto e tanto meno lo si lascia libero di fare.
Allora egli opera per disperazione e fa miracoli.
Alle difficoltà materiali supplisce con la facoltà, spirituale.
Il faut décourager les arts.’
Giò Ponti


Foto e progetto: Le3a architetti

 
 

Storia di un sogno divenuto realtà

Pubblicato da blog ospite in Filò, Idee

Oggi vi racconto una favola, parla di architettura, restauro ma soprattutto di sogni di bambini e non solo.

Niente di irreale, in realtà, una favola moderna che sta vedendo la sua realizzazione proprio vicino a me, proprio a Treviso!

Grazie a MUMADVISOR, portale con cui collaboro, sto scoprendo moltissime realtà interessanti della mia zona. Tra queste la Scuola di Titù.
Non starò a descrivervi questa struttura e il suo operare, per chi fosse interessato potrà raccogliere informazioni consultando il loro SITO.
Vi voglio raccontare quello che sono riusciti a realizzare o meglio, quello che stanno realizzando!

Una scuola speciale, la necessità di una nuova sede, un’edificio pubblico abbandonato e tanta buona volontà.

Ecco gli ingredienti di quest’incredibile avventura che genitori, insegnanti e semplici cittadini stanno portando avanti con fantastico successo.

Da sogno a realtà perchè insieme, evidentemente, si può!

Mi sono emozionata quando ho letto l’articolo sul corriere.it.
Mi sono emozionata perchè questa storia lascia un grande messaggio:
credere in qualcosa può ancora rendere tutto possibile!



Non è vero che la nostra società ha tutto tranne che i valori dell’essere società, c’è ancora chi riesce ad unire le forze sotto un unico denominatore.
E’ ancora possibile pensare ad obiettivi comuni anche in quest’epoca dove tutto parla d’individualismo.

Insomma, io sono davvero felice che tutto questo stia accadendo!
Sono felice soprattutto pensando che ciò che nasce per i bambini continua ad avere una forza speciale!

Ringrazio tutte le persone coinvolte per il grande esempio che stanno dando e spero che anche tu, che magari mi stai leggendo, vorrai condividere questa testimonianza per trasmettere forza e coraggio a chi magari il coraggio d’intraprendere grandi avventure ancora non l’ha trovato!

Ecco il link all’articolo completo : CLICCA QUI

Ora però non perdetevi questo video meraviglioso, la storia vera, fatta di persone, amore e gioia!

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#Green style: FIORI RECISI

Pubblicato da blog ospite in Decor, Filò

Adoro i fiori freschi, il sabato per me è un rito: caffettino al bar e mazzo di fiori al mercato.
Una bella abitudinaria direi, ma equivale al mio relax, la mia mente così riceve un messaggio ben preciso: è il momento di staccare!

Oggi per questa strana rubrica gioco in casa… le immagini sono rigorosamente mie!
Sono i miei fiori del sabato!

Date un’occhiata, qualche idea da cui lasciarsi ispirare forse la troverete: piccole bottigliette, grandi coppe da macedonia o maxi vasi con chiusura ermetica.
Anche con i fiori si può lasciar spazio alla fantasia!

Foto : Il mio Filò

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