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Su un balcone piccolo, 4 trucchi per realizzare un magico giardino

Pubblicato da blog ospite in Home Lacò, Idee

Se sognate un giardino rigoglioso, pieno di profumi, ombra, farfalle, fragole e perchè no anche qualche pomodoro, ma siete convinti di avere un balcone piccolo per realizzare il vostro sogno, con questo articolo vi dimostrerò il contrario.

In 80 cm di larghezza, su un balcone piccolo, stretto e lungo, in un appartamento in centro a Milano, un’amante del giardinaggio è riuscita ha realizzare l’impossibile. Un meraviglioso e profumatissimo angolo di paradiso.

Anche io ho un balcone piccolo e stretto come questo ma grazie alle ispirazioni che la proprietaria di questo balcone mi ha dato, sono riuscita a realizzare il mio sogno, un piccolo giardino sospeso… e non ci crederete ma da anni vivono sul mio balcone anche un glicine, una camelia, delle ortensie meravigliose… e molto altro…

Attraverso semplici soluzioni è riuscita ad ottimizzare il poco spazio a disposizione, trasformandolo in  un giardino rigoglioso che porta anche notevole ombra al suo appartamento esposto a sud.

In questo articolo vi prongo alcune soluzioni che potrete adottare anche voi per realizzare il vostro sogno.

idee per un piccolo balcone

1- Esistono in commercio numerosi porta vasi in ferro battuto di forme e dimensioni differenti, che potete agganciare alla ringhiera del vostro balcone. Dopo avere verificato la solidità della vostra ringhiera, affidandovi magari ad un giardiniere che saprà darvi il giusto consiglio, potete scegliere le cassette idonee al balcone. Io personalmente mi fornisco alla Leroy Merlin ma anche in diversi vivai, sparsi in città.

2)  Acqua e terra pesano parecchio, di norma una ringhiera riesce a sostenere il carico di qualche vaso appeso, ma in questo caso la proprietaria, vista la sua grande passione per il giardinaggio, ha chiesto, in occasione del restauro della facciata,  una verifica della stabilità del suo balcone, perchè non voleva rinunciare alla sua grande passione e così la esile ringhiera in ferro battuto si è dimiostrata in grado di sostenere il carico di tutte le sue piante.

3) Per un effetto più rigoglioso, potete agganciare esternamente ed internamente i porta vasi così l’effetto “giungla” sarà assicurato ma esistono in commercio anche vasi che funzionano bene su entrambi i lati, come quelli di Bama.

4) Visto che anche lo stile è importante, vi darò due suggerimenti, il primo è di mantenere i vasi più o meno dello stesso colore, se scegliete vasi in terracotta o in plastica nera, mantenete sempre la stessa tipologia e colore;

Secondo, un giardino che si rispetti ha sempre dei piccoli oggetti sparsi qua e là, che mettono allegria. Io adoro le girandole che tengono lontani gli uccellini e danno sempre molto colore… per non parlare poi dei nanetti da giardino.

idee per un balcone piccolo homelacoidee per un balcone piccolo

 

idee per un balcone piccolo homelaco

ispirazione per un piccolo balcone
Felce, gelsomini, melograno, dracena, alloro, salvia, rosmarino, ciclamini camelie, ortensie, fragole, aloe, bonsai, azalee, maranta, ficus, areca, menta… ecco solo alcune delle meravigliose piante che questa incredibile “giardiniera” è riuscita a far crescere.

idee per un balcone piccoloidee per un balcone piccolo

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È tempo di … tappeti estivi, colorati o in cotone, se cerchi ispirazione ecco qualche idea

Pubblicato da blog ospite in Decor, Home Lacò

I tappeti, così come i cuscini e le tende, secondo me sono gli oggetti che, senza ricorrere a grandi interventi, danno la possibilità di cambiare look alla casa. Un pò come quando si va dal parrucchiere… cambi stile ma non cambi tu!

Ecco perchè, mettendo un tappeto in casa e abbinandolo ai cuscini si riescono a ricreare atmosfere mediterranee, nordiche, asiatiche, quindi pochi dettagli ma essenziali se si vuole rifare il look alla casa. Nella mia personale ricerca di stile, i tappeti, sopratutto quelli artigianali sono tra gli oggetti che mi piacciono di più.

E visto che orma l’estate è alle porte, voglio suggerirvi dei tappeti per così dire “estivi”, in cotone ma non solo, da esterno ma anche da interno, belli al punto tale da potere essere messi anche alle pareti, fra tendenze colori di quest’anno vi propongo una coloratissima selezione.

1) I TAPPETI SARDI di MARIANTONIA URRU

Nella mia lista personale, i tappeti sardi occupano un ruolo di primo piano, la loro tessitura è unica, senza tempo, un vero è proprio linguaggio che sa mixare geometrie astratte e naturalistiche.

I tappeti di Mariantona Urru, sono realizzati in collaborazione con importanti designer sensibili alle tradizione ma anche ai metodi produttivi e ci riportano con la fantasia al profumo del mirto e delle spiagge della meravigliosa Sardegna.

Tappeto sardo - Mariantonia Urru - tappeti estivi
AF 153 – disegnato da Antonio Forteleoni. Un alto livello di tessitura con l’uso di materiali naturali
Tappeto sardo - Mariantonia Urru - tappeti estivi - paulina herrera
Cactus – disegnato da Paulina Herrera – il contrasto fra la seta lucente e lana “spinosa” crea una suggestione che riporta alla Sardegna. La tessitura è realizzata secondo i punti tradizionali sardi.
Tappeto sardo - Mariantonia Urru - tappeti estivi
Tappeto diseganto da Caterina Quartana. Il tappeto vuole ricordare un giardino. Il tipico punto sardo il “Pibiones” in bianco e nero fa da sfondo alla morbida tessitura della lana a “fiocco” che è la primordiale fase della cardatura della lana. Questa sovrapposizione dona un effetto tridimensionale al tappeto oltre a renderlo molto soffice.
Tappeto sardo - Mariantonia Urru - tappeti estivi
KARA disegnato da Carolina Melis – Fa da sfondo un simbolo grafico che si ripete e che ricorda dei tratti sardi e una sapiente scelta della lana
Tappeto sardo - Mariantonia Urru - tappeti estivi
Mediterraneo – disegnato da Paulina Herrera. La tessitura di questo tappeto è impostata in modo tale da donare una lucentezza ai punti del tappeto che ricordano i colori del mare.
Cuscino sardo - Mariantonia Urru
La serie di tappeti Mariantonia Urru è corredata dai cuscini coloratissimi e dalla tessitura e motivi tradizionali

Tappeto - Mariantonia Urru idee per la scelta di un tappeto


2) PAOLA LENTI – Un caleidoscopio di colori

Le tessiture, la creatività e i colori dei tappeti di Paola Lenti sono fantastici, mettono il buon umore, creano un atmosfera piacevole, rilassante, accogliente. A me ricordano le grandi coperte all’uncinetto che facevano le nonne, in veste contemporanea. Attraverso accostamenti singolari, la tecnologia dei materiali e la pratica artigianale questi tappeti sono così belli al punto da poterli mettere persino  pareti, sono un vero e proprio caleidoscopio di colori.

Ecco qualche esempio:

Tappeto sardo - Mariantonia Urru - tappeti estivi
Da interno e da esterno i questi tappeti sono un caleidoscopio di colori

Paola Lenti - spirazione nella scelta di tappeti estivi
Tappetto Loom, disegnato da Russmeyer e prodotto da Paola Lenti. E’ realizzato con un intreccio fra anelli di silicone e e corde piatte filate di Paola Lenti
Paola Lenti - ispirazione per la scelta di tappeti estivi
Spin. Questo tappeto è realizzato a mano con una corda, i colori sono tantissimi e richiamano i motivi decorativi di antichi fregi
Paola Lenti - ispirazione per la scelta di tappeti estivi
Alcuni di questi tappeti sono così belli che possono essere usati a pavimentoma anche a parete come fosse un quadro. I colori sono tantissimi e possono essere abbianati anche al colore che si sceglie per la parete
Paola Lenti - ispirazione per la scelta di tappeti estivi
Crochet. Un vero è proprio merletto realizzato a mano “all’uncinetto” e disegnato da Patricia Urquiola e Eliana Gerotto. Può essere utilizzato anche in esterno grazie al particolare tessuto con cui è realizzato.
Paola Lenti - ispirazione per la scelta di tappeti estivi
Cosmo è uno dei miei preferiti. con tantissime variazioni di dimensioni e colori, i cerchi sono lavorati in modo differente e uniti insieme formando allegre geometrie

Paola Lenti - ispirazione per la scelta di tappeti estivi
Cosmo è uno dei miei preferiti. con tantissime variazioni di dimensioni e colori, i cerchi sono lavorati in modo differente e uniti insieme formando allegre geometrie

by Paola Lenti

3) Tappeti da esterno UNOPIU’

Linea Baku – di UNOPIU’. Tappeti fatti a mano in fibra sintetica. Coloratissimi e assolutamente resistenti. Da interno e da esterno

 

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Una casa per chi ama il bianco, la luce e le tinte naturali

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Oggi vi parlo di una casa che si ispira al bianco, alla luce, alla filosofia orientale attraverso la scelta di materiali e colori naturali,  ricreando un ambiente che proietta la mente verso la serenità.

La casa è il luogo dove, dopo una giornata faticosa, chiusa la porta alle spalle, si può trovare tranquillità.

In questo progetto che ho concluso recentemente in collaborazione con lo studio elle-quadro di Lara Morganti, le richieste della proprietaria sono state subito chiare, sia per la distribuzione interna degli spazi che per la scelta delle finiture. Questo è un bel vantaggio se si ha fretta di chiudere un lavoro e si vuole risparmiare.

Un appartamento di circa 70 mq a Milano, che abbiamo completamente ristrutturato e in cui gli elementi principali sono stati subito definiti secondo lo schema qui sotto che sintetizza le line guida del progetto.5 elementi per una casa zen - homelacòClaudia, cinese di origine, voleva una casa luminosa, dalle tonalità neutre, che si ispirassero alla natura, inoltre desiderava due camere da letto doppie, un soggiorno-cucina, un bagno spazioso, un ripostiglio-lavanderia e un ingresso-studio che grazie ad un piccolo stratagemma siamo riusciti a rendere luminoso.

Gli elementi sono stati subito definiti:

  • Pareti bianche, anzi bianchissime;
  • Pavimento in legno (parquet) e pietra (grès) nelle zone cucina e bagno;
  • Forme rotondeggianti di pouf, luci e accessori. Secondo la filosofia orientale le forme circolari e senza spigoli creano energie positive;
  • Accessori come tappeti, cuscini, tende, pouf con colori naturali, bianco, verde e l’azzurro dell’acqua.

QUALCHE CONSIGLIO:

  • Solo nelle camere da letto sono stati inseriti degli armadi bianco lucidi che moltiplicano la luce e fanno entrare letteralmente “il cielo nella stanza”;
  • Nella casa non molto grande lo studio è stato posizionato in ingresso. Tra il soggiorno-cucina e l’ingresso è stato posizionato un grande vetro specchiato temperato, per permettere alla luce di entrare in ingresso mantenendo però una divisione netta fra gli ambienti.
  • In bagno le pareti sono state rivestite da grandi piastrelle (30×60) “bianche opache”, nella zona doccia invece si è optato per la stessa piastrella ma nella versione ” bianco lucida”. La zona doccia quindi risulta molto più luminosa e riflettente riportando all’interno il riflesso del cielo della finestra presente.

Ecco i link di alcuni prodotti del mood realizzato per l’appartamento:  1 2 – 3 – 4 56

Vi lascio alle fotografie della casa non ancora del tutto arredata.
casa bianca
casa amanti del bianco L’ingresso grazie al grande vetro specchiato permette alla luce di entrare, ma mantiene una separazione fra gli ambienti, dalla cucina così è possibile vedere in ingresso e viceversa.
casa amanti del bianco casa amanti del bianco casa amanti del bianco

Alcuni campioni del vetro specchiato.

 

 

 

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Le Api e il design. Una connesione perfetta!

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Le api stanno lentamente scomparendo dal nostro pianeta. Questo è un grave problema per il nostro ecosistema. Nel Sudest della Cina gli alverai sono quasi del tutto estinti ed il governo cinese è dovuto correre ai ripari promuovendo una costosissima e complicata “impollinazione manuale”. Esatto i fiori vengono impollinati uno ad uno manualmente!

Le api giocano un ruolo fondamentale per il nostro ecosistema, perchè oltre ad essere le migliori indicatrici della presenza di inquinanti nell’aria sono fondamentali nella produzione alimentare, di fatto senza di loro chi impollinerebbe le coltivazioni?

E’ stato appurato che se le api scomparissero dal nostro pianeta, la presenza dell’uomo ne sarebbe gravemente compromessa.

Il design, oggi come ieri serve a risolvere i problemi della vita di tutti i giorni e il progetto di cui voglio parlare è proprio in risposta a questa necessità e c’entra con le api più di quanto voi possiate immaginare.

Francesco Faccin, designer fra i più promettenti nel panorama internazionale contemporaneo, sensibile alle problematiche sociali, ha lavorato a questo tema nell’ambito di Expo Milano 2015, cercando di capire come il design potesse affrontare questo problema.

L’idea di partenza è stata quella di creare all’interno delle città un “contatto più diretto” con le api e l’apicoltura, avvicinare quindi le persone al concetto di “cultura urbana”, spiegando che con le dovute attenzioni, si può non avere paura delle api.

Partendo dal dato di fatto che le api si innervosiscono quando ci si avvicina all’arnia, dopo un’anno di ricerca, in collaborazione con apicoltori e università, è stato realizzato il prototipo di Honey Factory, un’arnia urbana, progettata e realizzata in modo tale da “spostare” letteralmente il problema del contatto diretto con l’arnia. Come?

Inserita all’interno dei parchi delle città è stata progettata in modo da spostare all’altezza di 4 metri e mezzo l’ingresso delle api all’arnia, questo permette all’uomo di potersi avvicinare senza pericolo e attraverso una porta a vetri è possibile guardare l’operosità delle api.

L’arnia urbana, Honey Factory, oltre ad essere un oggetto di arredo urbano ed un dono per la città che l’accoglie, è anche il centro di attività e di informazione sulla tematica dell’apicultura urbana e luogo di produzione di miele.

Numerosi sono stati i premi vinti da questo ambizioso e sostenibile progetto ed è in atto una campagna di distribuzione mondiale, ho voluto parlarne perchè sebbene questo sia un progetto in evoluzione, mi auguro possa crescere e sono convinta che un cambiamento globale dei nostri stili di vita passi a volte dal coraggio di portare avanti le semplici intuizioni.

Oggi parlare di design ci porta con la mente alle meravigliose immagini che troviamo sul web di case e oggetti, ma il design è sopratutto quello delle idee che si riescono a concretizzare non solo in casa ma anche in un’idea di città diversa, intelligente e sostenibile.

A seguire il video del progetto presentato alla triennale di Milano nel 2017.

Spostare l’ingresso all’arnia a 4,5 metri di altezza permette alle persone di avvicinarsi all’arnia senza alcun problema

 

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Marmorino e terrazzo alla veneziana, le tradizionali tecniche decorative veneziane in uno splendido appartamento a Parigi

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Oggi vi parlo di marmorino e terrazzo alla veneziana, tradizionali tecniche decorative artigianali del veneto ed eccellenze del “made in Italy”.

In uno appartamento parigino, la sensibile e raffinata interior designer veneziana, Chiara Pecorelli, è riuscita a coniugare il gusto dei proprietari con il suo personale approccio al restyling.

La designer, che ha vissuto e respirato l‘aria dei palazzi veneziani, propone in chiave contemporanea le atmosfere di quei pavimenti e di quelle pareti che fanno parte del proprio bagaglio culturale e dei ricordi familiari, delle biblioteche nelle quali studiava, delle chiese che visitava e delle feste veneziane alle quali partecipava. (ItaliaByChiara  www.italiabychiara.com)

Nell’appartamento parigino, le scelte cromatiche alla base del progetto sono rigorose: bianco e nero.

Il “marmorino”, intonaco fra i più famosi al mondo, morbido al tatto e riconoscibile dal tipico tenue velo che dona alle pareti, qui è di colore nero e si alterna alle stuccature e alle modanature bianche.

marmorino decorazione per la casa marmorino nero alle pareti, restyling di una appartamento a Parigi L’elevata resistenza all’umidità lo rende inoltre particolarmente adatto a essere usato in ambienti umidi ed è per questo che qui è proposto anche sulle pareti del bagno con vasca “free standing”.


Copia l’idea:

Il marmorino non è sicuramente un intonaco fra più economici, ma potete scegliere di esaltare anche solo una o due pareti del vostro appartamento, come per esempio la testiera di un letto o la parete di fronte al tavolo da pranzo con l’elegante luminosità di questo intonaco. Sarà il vostro angolo di Venezia in casa e la spesa notevolmente ridotta.


Esistono moltissimi siti a cui chiedere dei preventivi come per esempio https://www.habitissimo.it/

Proseguendo nella descrizione del restyling di questo meraviglioso appartamento parigino, troviamo il famoso “terrazzo” a rivestire i pavimenti.

Il “terrazzo alla veneziana” o semplicemente “pavimento alla veneziana”, si presenta come una superficie continua, senza interruzioni, dove al suo interno sono state inserite grane di marmo e vetro. Questa tecnica realizzata totalmente in opera, ci riporta al sapore vero dell’artigianalità.

Se anticamente questo pavimento raccoglieva il materiale che proveniva dalle demolizioni, oggi viene proposto come elegante rivestimento dal design contemporaneo, classico o moderno, è impossibile riprodurre la stessa semina e questo lo rende un pavimento personalizzabile, unico e irripetibile, ancora oggi lavorato come cinquecento anni fa.

Terrazzo alla veneziana e marmorino nero marmorino nero, idee di arredo marmorino nero e terrazzo alla venezianaFanno da cornice al restyling dell’appartamento gli oggetti scelti per arredare la casa in vetro di Murano e gli oggetti di design tutto italiano, finanche i caloriferi, vere e proprie opere d’arte come quelli di Tubes.

Infine, un delicato velo di foglia oro, antica tecnica decorativa veneziana, riveste le bordature del camino esistente e della grande apertura fra cucina e sala.

 

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Il design di SOPHIA-ETHERNITY TODAY. L’antica cultura classica nella casa contemporanea

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Oggi vi porto in Grecia, alla scoperta di Sophia-Ethernity Today, fra oggetti dal sapore antico della cultura classica in un viaggio fra i colori del design contemporaneo.

Gli oggetti di Sophia-Ethernity Today, combinano cultura greca antica e design per la casa attraverso coloratissimi oggetti d’arredo e quasi mitologici.

Amo la Grecia, la loro arte, il suono della lingua e quando ho visto gli oggetti di Sophia-Eternity Today mi son detta “Eureka”.

Questa linea di oggetti, creata dalla designer greca Alexandra e realizzata interamente in Greca, mette insieme eternità e modernità, arte e antica saggezza greca in chiave contemporanea attraverso una palette coloratissima, tonalità sofisticate, toni ricchi e metallici.

Io personalmente adoro i busti e i volti di colore blu che mi ricordano Yves Klein, mitico inventore del “blu ultra terreno” .

I busti di Igeia, divinità della salute, di Ermes, della Nike di Samotrace, o dell’efebo di Maratona, sono reinterpretati in chiave fantastica, coloratissima e ci riportano indietro nel tempo.

 

01 – busto di Igeia, divinità graca della salute
02 – Nike di Samotrace
03 -Ermes divinità messaggero degli dei
04 – Torso di uomo

La designer ha saputo interpretare in chiave contemporanea il patrimonio culturale greco, motivi geometrici contemporanei si alternano a motivi astratti che accompagnano eroi e divinità, per decorare oggetti d’arte e oggetti di design di alta qualità. Oltre a busti e volti, alcuni dei caratteri distintivi della “grecità” come armonia, equilibrio, dialogo e utopia, vengono portati anche sulla tavola, nello stile di vita, nell’arte murale, in oggetti per la casa come cuscini, poster e ferma libri.

Vi lascio ad una carrelata di immagini che spero vi piaccia ed il link dove potrete trovare prezzi e informazioni di questa linea di oggetti per la casa “mitologici”:

http://www.sophia.com.gr/

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L’anello, il design e le donne di ANGELICAeLEALTRE

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Nel mese della festa della donna, vi voglio parlare di un anello speciale, “magico” per il significato che porta con sè, disegnato dalle donne per le donne, un anello di cui mi sono innamorata non solo per lo splendido design ma anche perchè è un progetto che parla di partecipazione, complicità e di autentica collaborazione femminile, l’anello di ANGELICAeLEALTRE.

Cos’è Angelicaelealtre?  è un progetto che parte dall’idea di due donne di Catania, Eleonora Costa, architetto con un master in tutela e marketing dei prodotti artigianali e Alessandra Fichera, redattrice di diverse produzioni televisive, che hanno toccato con poesia e creatività il tema della violenza sulle donne attraverso la metafora dell’anello.

Chi è Angelica?

Angelica (protagonista femminile dell’Orlando Furioso) è la bella principessa del Catai che, in fuga dai suoi irruenti ammiratori, svanisce per magia di un anello, in grado di renderla invisibile. Nel poema Angelica diventa metafora di un desiderio “amoroso” basato non sulla donna ma sulla sua immagine oggetto di possesso e il suo anello magico riassume la potenza di questa figura femminile che sfugge ai suoi persecutori invasati e violenti.
Angelica scompare sotto gli occhi di Orlando impazzito per l’amore negato e grazie al suo anello, si salva ancora una volta dal pericolo e dal quel desiderio folle:“De l’annel c’ha nel dito si ramenta/che può salvarla, e se lo getta in bocca: / e l’annel, che non perde il suo costume, / la fa sparir come ad un soffio il lume”.

L’anello realizzato in argento bagnato oro con corallo rosso, riporta appunto l’incisione dei versi dell’Ariosto (De l’annel c’ha nel dito si rammenta che può salvarla) che come una formula magica sono simbolo di solidarietà e speranza per ogni donna che farà la scelta di indossarlo, traducendo così in un gesto, l’espressione di una forza comune tutta al femminile.

 

Non troverete l’anello nei negozi, ma potrete riceverlo se lo desiderate, associandovi ad ANGELICAeLEALTRE.

Una parte del ricavato di ogni quota associativa verrà devoluta a UDI Catania (Unione Donne in Italia) per il sostegno di progetti concreti e specifici legati alle donne. Potete trovare tutte le info sul sito www.angelicaelealtre.com

Non è meraviglioso?

Eleonora e Alessandra, le promotrici del progetto ANGELICAeLEALTRE

 

 

 

 

 

 

 

 

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Accostare parquet, grés e cementine, 5 consigli utili

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Accostare parquet, grés e cementine o più in generale pavimenti diversi è una scelta molto interessante e se ben progettata può risultare anche molto chìc, oltre che portare vantaggi estetici e funzionali.

Chi decide di mixare fra i pavimenti lo fa sopratutto per passare da un ambiente con una funzione ad un altro, per esempio tra corridoio e bagno, oppure quando uno stesso ambiente viene usato in modi differenti, come negli open space, in questo caso si può decidere di dividere la zona cucina da quella del salotto accostando pavimenti diversi e delimitando gli ambienti. Può esistere anche la possibilità di avere un appartamento dove è presente già un bel pavimento per esempio con delle cementine e che lo si desideri accostare ad un parquet o viceversa, delimitando una piccola porzione nel bagno o nella zona cucina.

Questa soluzione può essere utile se si pensa che nella zona cucina, un pavimento in grés o in ceramica è certamente più pratico da pulire che un parquet non verniciato, sul quale certe macchie, se non tolte tempestivamente possono risultare difficili da rimuovere.

Se avete intenzione di mixare fra pavimentazioni diverse, ci sono alcune cose di cui dovete tenere conto.

piastrelle-esagonali-e- parquet

Progetto di una casa a Barcellona – Studio EO arquitectura – Fotografo: Adrià Goula
Foto via Pinterest

Progetto e foto: Equipe Eitan Hammer et Ulli Heckmann

ECCO 5 CONSIGLI UTILI SU COME ORIENTARVI SE VOLETE MIXARE FRA LE PAVIMENTAZIONI

1) Piastrelle, cementine o grés hanno altezze differenti da quella del parquet che è solitamente di qualche millimetro più alto. Quindi se volete utilizzare questa soluzione dovete evitare che si creino dislivelli fra un materiale e l’altro.

2) In preventivo dovete considerare il costo di due maestranze differenti cioè quelle del parquettista e del piastrellista e che questa lavorazione essendo un pò più elaborata può risultare anche un pò più costosa.

3) Tenete conto dell’orientamento del parquet e delle piastrelle nello spazio; una sala può sembrare più grande o più piccola a seconda di come deciderete di diporre parquet e piasterelle.

4) Se siete convinti di abbinare parquet, grés e cementine in uno stesso ambiente il pavimento sarà al “centro” della scena per cui il consiglio che vi do è quello di accostare tonalità simili fra i materiali e di optare per soluzioni “neutre” su pareti e arredo, un colore alle pareti che richiama le tonalità della piastrella può essere sufficiente.

5) Se il parquet vi sembra costoso, ma l’effetto che volete è l’abbinamento tra i due materiali, potete ricorrere ad un trucchetto… quale? usare un grés effetto legno ed accostarlo ad una cementina che si abbini per tonalità. In questo caso ridurrete i costi di materiale (parquet in legno più costoso), di parquettista e di sottofondo per livellare i due materiali.

Affidarsi poi ad una impresa competente è fondamentale e il mio consiglio è quello di richiedere almeno due o tre preventivi per avere margini di prezzo differenti e capire come verrà eseguito il lavoro. Per cominciare potreste visitare il sito di habitissimo.it  dove troverete un elenco di imprese (tra cui anche parquettisti e piastrellisti) a cui chiedere un preventivo.

Progetto: Marie Tardieu
Foto via Pinterest

Ho schematizzato alcune possibilità di abbinamento ma ovviamente ce ne sono moltissime e tutte con grande effetto scenografico. Io personalmente adoro l’abbinamento fra parquet e cementine colorate o con piastrelle esagonali.

accostare-cementine-e-parquet accostare-gres-e-parquet  accostare-cementine-e-parquet accostare-cementine-e-parquet

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Intervista all’Home Stager: nuova figura professionale che mette in “scena la casa”

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Oggi intervistiamo Grazia Di Lenge, una bravissima home stager con la quale ho avuto la fortuna di collaborare e che ci racconterà  in cosa consiste “l’HOME STAGING” e i vantaggi  che  si possono ottenere  da questo  intervento/consulenza nella vendita o nell’affitto di un’immobile.

1) Ciao Grazia, raccontaci cosa fai e in cosa consiste il lavoro “dell’home stager “e perchè questa figura oggi è sempre più richiesta?

“L’ espressione che più rappresenta il mio lavoro è quella di ” METTERE IN SCENA LA CASA” , ossia esaltare le potenzialità  e le qualità di un immobile, migliorarne l’immagine e favorirne la vendita o l’affitto nel tempo più breve e al miglior prezzo possibile.  Lo scopo è quello di mettere in risalto i pregi di un immobile per renderlo più accogliente e piacevole. Non tutte le persone sono in grado di immaginare oltre a ciò che vedono. Io cerco di rendere più facile l’immedesimazione dei visitatori nella potenziale nuova casa. E’ nei primi 90 secondi che si decide se quella casa potrebbe essere la nostra nuova casa. Ecco perché ritengo sia importante far capire al proprietario che la sua casa è una delle tante sul mercato e che promuoverla e presentarla al meglio ai potenziali clienti, può fare la differenza.

Perchè quando vendiamo una macchina la ripuliamo e la tiriamo a lucido  e non facciamo lo stesso per la casa che vogliamo vendere o affittare?

Oggi si cerca casa soprattutto sul WEB, dove si trovano innumerevoli offerte di immobili; le proposte più accattivanti sono sicuramente quelle che al primo impatto attirano l’attenzione. Ecco perchè è importante valorizzare con delle belle immagini da subito la casa che si vuole mettere sul mercato, perchè una casa presentata bene, suscita subito interesse e voglia di approfondire la ricerca.”

Intervento di homestaging/relooking casa per affitti brevi a Milano. L’intervento ha previsto l’inserimento di un tappeto, un tavolino e l’integrazione di alcuni cuscini e complementi d’arredo ed eliminazione di mobili e oggettistica superflua… i feedback degli ospiti sono risultati da subito molto positivi.
L’immobile prima dell’intervento

2) In pratica quindi quando entri in un appartamento come organizzi il tuo intervento?

“Come prima cosa, effettuo un sopralluogo, perchè tutti gli immobili presentano condizioni diverse e per fare emergere il meglio di un ambiente ne devo analizzare le criticità e i punti di forza, ma se dovessi sintetizzare direi che prima prevedo, se necessario, un operazione di “decluttering” per eliminare tutti gli oggetti inutili che soffocano lo spazio e/o effetti personali che legano la casa al vecchio proprietario e che quindi non permettono ai potenziali clienti di immedesimarsi nella nuova casa. Un altro aspetto da non trascurare e l’ordine e la pulizia che rendono più accogliente l’ambiente. A questo punto arriva la fase dell’allestimento, che è la vera arte dell’home stager, cioè mettere in scena la casa con pochi tocchi ma efficacissimi per ottenere un risultato che “colpisce ” a livello emozionale un potenziale cliente e lo fa letteralmente innamorare. In ultimo viene realizzato un servizio fotografico che è il biglietto da visita della casa sul web.”

PRIMA: Sareste incuriositi, durante la ricerca di una casa, da una immagine del genere? Non Credo!
DOPO: Ecco come si trasforma la stanza dopo l’intervento di home staging di un professionista, che con il corretto utilizzo di pochi e semplici oggetti trasforma un ambiente nella casa dei sogni. Questo immobile era fermo sul mercato da circa 1 anno. Dal momento in cui è stato pubblicato “steggiato” ha ottenuto innumerevoli visite ed è stato venduto 1 una settimana.

3) Quali sono i vantaggi di chi si affida all’home stager e quanto costa?

“I vantaggi sono molteplici, quelli che ritengo più  importanti sono: Attirare l’attenzione dei clienti, differenziare il prodotto sul mercato per contrastare la concorrenza e generare un maggior numero di offerte e visite sul proprio immobile, ridurre i margini di negoziazione e le lunghe trattative evitando discussioni sulla qualità dell’immobile. L’obiettivo finale è quello senz’altro di ridurre i tempi di vendita ed ottenere il miglior prezzo.

Il costo dell’intervento di un homestager è piuttosto contenuto ed è ampiamente recuperato se si pensa alla riduzione sui margini di negoziazione e sulle spese (spese condominiali, imposte, tasse, utenze, etc.) che  un immobile invenduto deve comunque sostenere. Il prezzo di questo servizio è sicuramente legato alle dimensioni e condizioni dell’immobile. Un bilocale per esempio, può partire da circa 550 euro comprensivo di consulenza ed allestimento.”

Alcuni esempi di prima e dopo vi mostreranno come con un budget davvero ridotto si possono ottenere ottimi risulatti

L’appartamento prima dell’intervento si presentava già in buono stato. Il reloking dell’home-stager  ha però accellerato i tempi di vendita.
Gli interventi sono stati minimi ma hanno permesso di esprimere le potenzialità degli ambienti. Ora la casa (affitti brevi) ottiene parecchie visite e feedback molto positivi dai suoi ospiti. Prima dell’intervento la casa era rimasta sfitta per diverso tempo.

Ecco come si presentava, la camera di questo appartamento prima dell’intervento

intervista all’home stager

 

Grazia Di Lenge, Home Stager di Milano, per info contattare: graziadilenge@hotmail.it

 

 

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I mosaici di piastrelle di Chiara: idee per creare da soli un bagno unico dai costi contenuti

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Oggi voglio parlarvi del bagno di Chiara e dei suoi mosaici di piastrelle. Chiara è una creativa insegnante friulana, che ha voluto decorare da sola, attraverso la tecnica del mosaico (tecnica molto costosa) il proprio bagno, divertendosi e risparmiando notevolmente sui costi. Io sono rimasta davvero colpita dal risultato ed è per questo che voglio proporvi la sua intervista.

In una ristrutturazione, il bagno è sicuramente l’ambiente più costoso della casa ma volte basta avere un’idea ben definita, tanta voglia di mettersi in gioco per creare un ambiente unico, che parli di sè e con budget ridotto.

Ecco l’intervista che se avrete voglia di leggere vi lascierà senza fiato.

Ciao Chiara, allora cominciamo:

Come ti è venuta l’idea?

L’idea l’ho sempre avuta e poi le circostanze me l’hanno permesso: quando c’è stato da sistemare il bagno di mia madre mi son detta: “perché no?”. Avevo visto in giro dei mosaici fatti con piastrelle spezzate a caso e poi assemblate tra loro per dare un effetto stilistico, e poi avevo scoperto Hundertwasser in un viaggio a Vienna e la sua maniera di utilizzare inserti di ceramica, pasta di vetro etc. sulle facciate dei palazzi creando degli “spot di mosaici”. Per me che sono di Trieste rappresenta un po’ il “Gaudì mitteleuropeo”.

Quanto tempo ci hai messo?

Quindici giorni lavorando circa tre ore al giorno. Non avevo steso alcun progetto: per cui mi fermavo spesso per controllare l’effetto e cercare l’ispirazione per tradurre in pratica l’idea che mi portavo dentro.

Come li hai fatti?

Ho cominciato rompendo le piastrelle a caso e inserendo i frammenti nella fascia a parete. Ma volevo un risultato che fosse anche armonico, meno “tagliente”. Quindi con un taglia-piastrelle mi sono ritagliata dei lunghi listelli di piastrelle, che ho cominciato a spezzettare “a mano” con una tenaglia, per far tutto a pezzetti irregolari. Quindi ho cominciato a comporre delle file di tasselli, componendoli a mosaico. Con la pratica, ho cominciato a dar forma a motivi tondeggianti, con un andamento a spirale: è bastato che spezzettassi i listelli in forma un po’ trapezioidale, per poterli accostare dando forma a delle volute.

Quanto hai speso?

Le piastrelle che ho usato per il mosaico erano le stesse che il piastrellista ha posato per il rivestimento a parete e il pavimento. Quindi il costo sta tutto nei metri quadri di piastrelle che ho acquistato calcolando la superficie del bagno, e anche quel “pacco in più” che i rivenditori ti fanno sempre acquistare per ogni evenienza. Poi c’è qualche inserto di quadrettini tipo mosaico già pronti, che derivano da campionari o residui di magazzino che ho chiesto qua e là in regalo dai rivenditori.

Che materiali hai usato?

Attrezzi (taglia piastrelle da piastrellista e tenaglia manuale. Un impasto di colla per piastrelle Kerakoll con lattice elasticizzante Mapei e acqua come mi è stato consigliato dal piastrellista, per far aderire meglio dei pezzi piccoli. Ma si può utilizzare anche senza lattice, non è indispensabile. Bisogna preparare poco materiale per volta, solo quel che serve per quella sessione di lavoro: altrimenti si secca e diventa inutilizzabile.Quali difficoltà hai incontrato?

La stesura della miscela preparata: bisogna “farsi la mano”. E quello che si stende sulla parete va ricoperto coi pezzetti, altrimenti restano macchie antiestetiche che vanno grattate via a secco. Se si vuole aggiungere un motivo in più, meglio disegnarlo e applicare con piccoli utensili la quantità di miscela che serve per far aderire i pezzi. Inoltre, per non creare dislivelli ad opera ultimata, controllate che le piastrelle che utilizzate abbiano tutte lo stesso spessore: io ho qualche sbalzo di mezzo millimetro, e ci ho steso sopra una vernice trasparente all’acqua per ridurre il dislivello. Così semplifica la pulizia ordinaria, soprattutto in zone come la doccia e i fornelli.

Quali imprevisti?

Dato che non avevo steso alcun progetto, mi sono accorta solo al momento di stendere la boiacca (il riempitivo finale tra piastrelle) che il colore prescelto, cioè bianco, non faceva risaltare i tasselli di mosaico bianchi: in pratica diventava tutto un’amalgama indistinta di colore bianco. Così mi son ritrovata a dipingere la boiacca bianca con tempera acrilica di colore verde acqua, per ricreare l’effetto contrasto che avevo perso (vedesi foto).

Lo consiglieresti?

Lo consiglierei per piccole superfici: ad esempio per fare un inserto su una parete troppo “piatta” e monotona, o che magari si riflette in uno specchio per amplificare l’effetto decorativo. O per creare una fascia sulla parete della cucina, tra i pensili. In questo caso, meglio boiacca scura per evitare che si vedano troppo con gli schizzi dei fornelli. E chi non si sente troppo “artista” può sempre creare una specie di cartamodello prima con un semplice motivo da ricalcare poi sulla paret

 

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