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Arredare in verde. Nuances e materiali per il prossimo inverno

Pubblicato da blog ospite in Decor, HomeRefreshing

Devo essere onesta, il verde non è mai stato uno dei miei colori preferiti in arredamento, sia che si trattasse del tenue  pastello per le camerette dei bebè, sia che si trattasse della calda tonalità che fa tanto british, il verde è sempre stato relegato in fondo alla classifica delle mie scelte in fatto di decor.
L’unico colore verde che ho sempre amato avere in casa è quello delle piante, che purtroppo non hanno mai ricambiato il mio amore, visto che con me hanno vita breve. 
Ma si sa, le idee cambiano con l’età e le stagioni e quest’anno mi sono accorta che, sia sfogliando riviste o facendo zapping online, sia durante le visite in negozi o showroom, il verde, che prima veniva escluso a priori, cominciava a stuzzicare il mio interesse. 
Sì, perchè non è solo una questione di colori, è una questione di atmosfere, il modo in cui un colore viene usato e dosato, i materiali  scelti che ne fanno risaltare le nuances, le tinte con le quali viene abbinato. 
Mai come ora c’è bisogno di avere ambienti intimi, che regalino serenità e aiutino a staccare dalla frenesia del lavoro a ritmo continuato (complice anche la tecnologia che, pur avendoci semplificato il lavoro, ci mantiene anche costantemente connessi).
C’è bisogno di un pizzico di lusso, di una coccola speciale, di materiali preziosi ma anche di intimità e di naturalezza ed ecco quindi comparire imbottiti dalle forme avvolgenti, velluti,  oro , bronzo e colori che ci riportano alla serenità della natura…
Il verde ispira serenità, silenzio, spensieratezza, relax, fiducia. Le agenzie di comunicazione lo sanno bene, infatti il verde è il colore più scelto per i siti e i loghi delle aziente che si occupano di salute e per i siti istituzionali; viene anche utilizzato per coupon o codici sconto. Nei toni più scuri viene spesso impiegato anche da molte agenzie assicurative, istituti bancari e legali.
E’ accertato, studi scientifici dimostrano come il verde (così come gli altri colori) abbia dei precisi effetti sul nostro stato d’animo: favorisce il relax e stimola le attività creative . Questo è sicuramente un buon motivo per riservargli almeno un angolo di casa . 
I toni di verde che personalmente preferisco sono quelli meno brillanti, che virano al grigio o al blu.

Ed ecco i toni di verde che userei senza paura di pentirmene. Il primo che vedete si chiama Night Watch è un verde intenso con punte di blu e PPG Paint lo ha eletto colore dell’anno 2019…e la definizione ufficiale è “a rich, luxurious, and classic shade of green that reflects consumers’ urge to reconnect with nature in today’s tumultuous society.” 
Come abbinarlo? Niente di più facile, sta benissimo in palette con i toni dell’oro e del bronzo, del mattone, del viola , del rosa antico, con i gialli e arancio speziati e anche con altri toni più intensi e più delicati di verde, con i blu brillanti, con i grigi e il bianco e nero…insomma…sta bene con tutto… E’ un colore caldo ed avvolgente che trovo perfetto per un rifugio invernale.

Ecco alcune immagini in cui questo colore è usato su pareti , tessuti di arredo, su carte da parati e su complementi:

   

 

  

Fonti: 1.   2.   3.   4.   5.   6.   7.   8.   9.   10.   11.   12.   13.   14.
Neanche a dirlo la mia ambientazione preferita è l’ultima 🙂 … , legno chiaro, bianco e un tocco di nero . Cosa ne dite di questo camaleontico colore che si presta a mille ambientazioni? Siete pronti per vivere nel verde?
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Alla scoperta di nuove atmosfere da IKEA

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing, Idee
Credo che un giro da Ikea sia un’esperienza quasi universale. Nel 2016, ben 915milioni di persone sono entrate in uno dei 389 ikea store nel mondo. Probabilmente quasi la metà di quei 915 milioni erano mariti rassegnati ma la parte rimanente era sicuramente composta da superfan del colosso svedese in attesa dell’ultima novità di stagione. In quest’ultima metà ci sono io. Pur sempre fedele al suo principio di Design democratico a basso costo, Ikea in questi ultimi tempi sta curando particolarmente la sua adesione ai trend più attuali, nei colori quanto nelle linee e nei materiali. Non mancano poi le edizioni limitate e le collaborazioni con famosi designers come Chris Stamp, Piet Hein Eek, Tom Dixon e HAY. 
La produzione Ikea sta diventando sempre più sofisticata, così come gli allestimenti. Lo storytelling delle campagne pubblicitare continua all’interno degli stores, dove ogni stand racconta un diverso, personale e assolutamente realistico modo di vivere la casa.
Il mio ultimo giro da Ikea è stato di osservazione (è stato solo un caso che alla fine del giro dovessi comunque passare dalla cassa…).
Ho sbirciato tra le varie stanze non  per cercare qualcosa da acquistare ma per leggere le atmosfere. Ho cercato di fotografare gli allestimenti come se fossero case vere (credetemi…di domenica pomeriggio è difficilissimo!!) e devo confessarvi che mi sono divertita parecchio. 
Mi sono fermata a guardare lo stand ancora in fase di realizzazione che, seppur ancora incompleto, aveva proprio l’aria di una zona giorno minimale in cui bastano i contrasti tra i colori di pareti, sedie e tavolo in legno a creare un’atmosfera intima e accogliente. 
 
Ho visto il soggiorno kids friendly della famiglia numerosa, con le pareti lavagna ad altezza bambino, i colori accesi e le geometrie di mobili, tappeto, plaid e cuscini mescolate in maniera giocosa.
Bellissima la casa del green addict, poteva anche essere il negozio di un fiorista a dire il vero…ma io l’ho immaginata come un’originale abitazione, con le pareti grigio verdi e la libreria in legno chiaro dove il bianco dei vasi e il verde delle foglie risaltano senza interferenze.
Poi la libreria di mensole bianche sulla parete dipinta nel caldo tono earth wood, e il sofisticato angolo lettura immerso nel verde, con la comoda poltrona in velluto dalle rassicuranti forme vintage. 
Molto carina l’idea decorativa per la versione estiva del camino, non con le solite candele ma con una scenografia di candelabri e lanterne di diverse forme e materiali e poi i vasi di vetro con le piante semplicemente infilate dentro, con tutto il loro vaso di plastica nero che, detta così, dà proprio l’idea di una cosa buttata lì invece l’effetto di insieme era proprio di quelli che attirano l’attenzione. 
Ecco a voi tutte le foto, proprio nell’ordine in cui ve le ho descritte. Cartellini a parte 🙂 , non sembrano proprio delle case vere?
In fondo alle foto trovate i nomi dei prodotti con il link diretto di alcuni dei prodotti protagonisti delle foto. Alcuni, ma proprio casualmente, sono finiti nel mio sacco giallo…
Fonte

Foto 1. (zona pranzo minimal):  sedia ODGER,   tavolo MORBYLANGA  ,  sospensione NYMANE

Foto 2. (Soggiorno kids friendly):  Divano giallo VIMLE,  tappeto  STOCKHOLM      tavolino contenitore KVISTBRO

Foto 3 e 4 (la casa del vivaista): libreria SVALNAS    sospensioni  SINNERLIG

Foto 5: Mensole  BOTKYRKA      Vasi della serie GRADVIS 

Foto 6: (l’angolo lettura nel verde): Poltrona   STRANDMON  , lampada da lettura (progettata in collaborazione con Tom Dixon) DELAKTIG   tavolino  GUALOV

Foto 7:  Candele e lanterne che potete trovare QUI, tra queste le TOPPIG 

Foto 8: Vasi in vetro BEGARLIG 

Ci tengo a precisare che questo post non è in alcun modo sponsorizzato (che vuol dire che purtroppo nessuno mi ha pagato per scriverlo 🙂 ), è solo quello che avete letto: il racconto di un giro da ikea fatto con la semplice curiosità dell’architetto, senza l’interferenza del “devo  comprare XX o YY per la tale stanza”. Spero di avervi dato qualche nuovo spunto per rendere un po’ diversa la prossima esperienza di shopping.

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Solvinden, la lampada solare di Ikea: sfruttare il sole per rischiarare la sera

Pubblicato da blog ospite in Decor, HomeRefreshing

Da un po’ di tempo ero alla ricerca di una lampada da utilizzare durante i nostri viaggi in camper. Volevo qualcosa che facesse un po’ di atmosfera all’esterno, sotto il tendalino, dove siamo soliti cenare durante le nostre vacanze itineranti. L’idea era quella del filo di lampadine, dal gusto un po’ nordico, quel tipo di illuminazione pinterizzata e instagrammata a più non posso dall’inizio della stagione estiva. 
Insomma, con tutte le limitazioni del caso che mi impone il camper (o i cuscini decorativi o l’abbigliamento minimo indispensabile), l’atmosfera che mi sarebbe piaciuto ricreare in vacanza è questa:

Ed è proprio per cercare quei fili di lampadine che ho fatto una fuga lampo all’Ikea (25 minuti cronometrati dall’ingresso alle casse). Poi è capitato il prevedibile…che è quella cosa che capita sempre quando vai all’Ikea: non compri quello che pensavi ti servisse, ma tutt’altro.
Infatti, arrivata al reparto Outdoor la mia attenzione si è spostata dai fili di lampadine a un oggettino  che mi ha catturato tanto da farmi rischiare di non vincere il record per minor tempo di sosta all’ikea.  Se mi seguite su Instagram sapete già qual è questo oggetto perchè ve l’ho anticipato nelle Stories… eccolo: 
Ovviamente ho preso la scatola per leggere tutte le caratteristiche e, oltre la forma simpatica che a me ricorda tanto le vecchie lanterne a gas, sono state proprio quelle a convincermi a lasciar perdere il filo di lampadine (per adesso….;-) ) per prendere lei.
Solvinden è una lampada ad energia solare. Ha al suo interno una batteria che dura due anni e poi può essere sostituita (eh…già…dettaglio importante). E’ sufficiente esporla al sole per 9 ore (se il cielo è coperto invece, per fare il pieno di energia ne servono 12) per avere poi 12 ore di illuminazione calda e soft per la vostra terrazza, il vostro giardino o…il vostro camper.
Non serve batteria, non servono prese, tutto semplicissimo. 
In più, oltre  a poter essere poggiata sul tavolo, proprio come una lanterna, ha la possibilità di girare di 360gradi e poter essere trasportata o appesa, legandola o facendo passare un filo attraverso il supporto.
Tutto questo e il costo superdemocratico di 14.99€ mi hanno lasciato con l’unico dubbio se sceglierla gialla o grigia…dubbio durato pochissimo perchè, nonostante io abbia tutta la casa grigia, il giallo è uno dei miei colori preferiti e, per l’estate, l’atmosfera all’aria aperta, il tavolo da pranzo del camper è sicuramente il colore perfetto. 

Dopo averla usata per qualche giorno mi ritengo molto soddisfatta per l’acquisto: ha una luce calda e soft, crea la giusta atmosfera la sera e ha una autonomia veramente sorprendente.
Ci tengo a precisare che questo post non è in alcun modo sponsorizzato (che vuol dire che purtroppo nessuno mi ha pagato per scriverlo 🙂 ), è solo quello che avete letto: il racconto di un acquisto fatto per un’esigenza reale e testato sotto il sole cocente e sotto il tendalino del mio camper per ben quattro giorni di fila. 
Se volete esplorare il mondo delle luci decorative da esterno Ikea, potete seguire QUESTO LINK  .
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Cucine per case vacanza

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing, Idee
L’ispirazione per questo post è stata una passeggiata in una località marina dell’alto Adriatico fatta in una domenica per nulla soleggiata, lungo stradine affollate di casette,  molte delle quali ancora in attesa di essere aperte per la stagione estiva.
Chi di voi ha la fortuna di possedere una casa al mare o in montagna , si è trovato sicuramente nella situazione drammatico-creativa di dover pensare all’arredo e alla personalizzazione di questi spazi che hanno il compito di accogliere attesissime giornate di ricarica e relax. Situazione creativa perchè, nelle case vacanza, abbiamo la licenza di uscire dagli schemi , di lasciarci ispirare dall’atmosfera del luogo, marino, montano o rurale che sia. Situazione drammatica perchè spesso le case vacanza mettono alla prova la creatività, con le loro dimensioni ridotte e anche perchè, essendo usate per periodi limitati di tempo, il budget che si decide di mettere a disposizione per il loro arredo e decorazione, spesso  è  limitato. 
Qualche volta le case di vacanza vengono anche date in affitto e, in questi casi, si vorrebbe che gli arredi fossero restistenti e facili da gestire.
Anche per le piccole case di vacanza, l’arredo più impegnativo, dal punto di vista economico e progettuale è  la cucina. Per quanto piccoli siano gli spazi e per quanto poco ci si dedichi alla preparazione dei pasti quando si è in vacanza, la cucina richiede sempre una attrezzatura e uno sviluppo minimo e razionale, per essere comoda .
Prendendo spunto da un trend molto attuale, ho raccolto alcune immagini di ispirazione per chi volesse pensare il proprio angolo cottura in una casa di vacanza. Sono cucine in muratura, realizzate a volte con materiali di recupero, spesso senza nessuna anta a chiusura dei ripiani, con i pochi strumenti indispensabili in vacanza lasciati a vista. Sono arredi che avranno, nel tempo, bisogno di poca manutenzione, finita la stagione estiva si ripongono piatti e pentole negli armadi e le operazioni di pulizia ed eventuali piccole riparazioni durante la chiusura e riapertura della casa risulteranno sicuramente ridotte. 
Alcune di queste cucine si trovano in immobili caratteristici e di particolare pregio ma nessuno vi proibisce di prendere ispirazione per il vostro appartamentino al mare, anche se si trova in un condominio degli anni ’70.

 

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Quest’ultima immagine è un’idea decor molto carina per realizzare delle tendine, perfette per un angolo cottura al mare, con pochissima spesa e pochissimo lavoro.

Chi mi segue sul blog sa che la mia casa vacanze è il camper, che io considero romanticamente una casa in ogni luogo. L’unica pecca che ha, è che non dà molto spazio alle possibilità di personalizzazione. Quando si viaggia, soprattutto se si è in quattro persone in pochissimi mq tutto deve essere ridotto all’indispensabile.
Ma se un giorno dovessi converire il camperino con qualcosa di stanziale, la cucina che realizzerei per la mia casa vacanza prenderebbe ispirazione proprio da queste. Voi cosa ne dite? Riduzione degli oggetti e semplificazione di uso o tradizionale cucina componibile anche in vacanza?

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Case Vacanza: ispirazioni per cucine smart!

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing
L’ispirazione per questo post è stata una passeggiata in una località marina dell’alto Adriatico fatta in una domenica per nulla soleggiata, lungo stradine affollate di casette,  molte delle quali ancora in attesa di essere aperte per la stagione estiva.
Chi di voi ha la fortuna di possedere una casa al mare o in montagna , si è trovato sicuramente nella situazione drammatico-creativa di dover pensare all’arredo e alla personalizzazione di questi spazi che hanno il compito di accogliere attesissime giornate di ricarica e relax. Situazione creativa perchè, nelle case vacanza, abbiamo la licenza di uscire dagli schemi , di lasciarci ispirare dall’atmosfera del luogo, marino, montano o rurale che sia. Situazione drammatica perchè spesso le case vacanza mettono alla prova la creatività, con le loro dimensioni ridotte e anche perchè, essendo usate per periodi limitati di tempo, il budget che si decide di mettere a disposizione per il loro arredo e decorazione, spesso  è  limitato. 
Qualche volta le case di vacanza vengono anche date in affitto e, in questi casi, si vorrebbe che gli arredi fossero restistenti e facili da gestire.
Anche per le piccole case di vacanza, l’arredo più impegnativo, dal punto di vista economico e progettuale è  la cucina. Per quanto piccoli siano gli spazi e per quanto poco ci si dedichi alla preparazione dei pasti quando si è in vacanza, la cucina richiede sempre una attrezzatura e uno sviluppo minimo e razionale, per essere comoda .
Prendendo spunto da un trend molto attuale, ho raccolto alcune immagini di ispirazione per chi volesse pensare il proprio angolo cottura in una casa di vacanza. Sono cucine in muratura, realizzate a volte con materiali di recupero, spesso senza nessuna anta a chiusura dei ripiani, con i pochi strumenti indispensabili in vacanza lasciati a vista. Sono arredi che avranno, nel tempo, bisogno di poca manutenzione, finita la stagione estiva si ripongono piatti e pentole negli armadi e le operazioni di pulizia ed eventuali piccole riparazioni durante la chiusura e riapertura della casa risulteranno sicuramente ridotte. 
Alcune di queste cucine si trovano in immobili caratteristici e di particolare pregio ma nessuno vi proibisce di prendere ispirazione per il vostro appartamentino al mare, anche se si trova in un condominio degli anni ’70.

 

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Quest’ultima immagine è un’idea decor molto carina per realizzare delle tendine, perfette per un angolo cottura al mare, con pochissima spesa e pochissimo lavoro.

Chi mi segue sul blog sa che la mia casa vacanze è il camper, che io considero romanticamente una casa in ogni luogo. L’unica pecca del camper è che non dà molto spazio alle possibilità di personalizzazione. Quando si viaggia, soprattutto se si è in quattro persone in pochissimi mq tutto deve essere ridotto all’indispensabile.
Ma se un giorno dovessi converire il camperino con qualcosa di stanziale, la cucina che realizzerei per la mia casa vacanza prenderebbe ispirazione proprio da queste. Voi cosa ne dite? Riduzione degli oggetti e semplificazione di uso o tradizionale cucina componibile anche in vacanza?

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I pannelli in OSB, caratteristiche tecniche e idee di progetto

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Se fate parte del popolo di Pinterest o se anche solo amate sfogliare riviste di Interior Design (e se state leggendo questo blog molto  probabilmente è così…) avrete notato foto e articoli con arredi o rivestimenti realizzati con i tipici pannelli di legno solitamente utilizzati in edilizia. Per chiarirvi le idee sto parlando di questo:
Questi pannelli si chiamano OSB,  acronimo di Oriented Strand Board. Altro non sono che pannelli tecnici, di scaglie di legno, che negli ultimi tempi hanno attirato l’attenzione di architetti e designers, per il loro aspetto industriale, grezzo, che si presta in realtà a moltissime interpretazioni, anche molto sofisticate. 
I pannelli di OSB sono relizzati con scaglie di legno di varie misure,  incollate con l’utilizzo di resine sintetiche e tramite un processo di pressatura a caldo. 
Le caratteristiche tecniche dei pannelli variano in base agli spessori e ai collanti che vengono utilizzati, che li rendono adatti anche per l’utilizzo in ambienti umidi e per utilizzo sia strutturale che di  semplice rivestimento. In generale, in funzione del loro spessore, i pannelli in OSB presentano ottime caratteristiche meccaniche e di resitenza.
Queste caratteristiche prestazionali e il basso costo ne hanno fatto un materiale di uso e sperimentazione in ambienti sia commerciali che residenziali e vengono usati sia per la costruzione di elementi strutturali (scale, ad esempio) che per il rivestimento di pavimenti, pareti e la realizzazione di arredi o di intere partizioni interne.
Data la presenza di collanti nella composizione dei pannelli, è importante controllarne la provenienza e richiedere sempre una certificazione che attesti l’assenza di rilascio di formaldeide. I pannelli OSB prodotti in Europa rispondono ai requisiti per l’uso in ambienti di soggiorno (classe E1). E’ comunque sempre opportuno farsi rilasciare dal fornitore la scheda tecnica del materiale che ne attesti formalmente la classe di emissione . 
Ho selezionato diverse realizzazioni che rendono l’idea della varietà di applicazioni e di stili offerti dall’uso di questo materiale. Nonostante l’aspetto grezzo, l’utilizzo sapiente e dosato permette di creare ambienti che personalmente trovo molto interessanti e anche molto raffinati.

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 Ed ecco alcuni esempi di utilizzo di bagno, non solo privati ma anche per ambienti pubblici:

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Proprio per le sue peculiarità materiche ed estetiche, che lo rendono protagonista indiscusso dello spazio, l’OSB ben si presta per la caratterizzazione di ambienti di lavoro , pubblici o  commerciali.  Che sia una semplice porta piuttosto che un bancone per una reception o un bar, che sia una scala, rigorosa o dalla forma azzardata, ogni volume realizzato con questo materiale si impone e dà risalto al contesto in cui viene inserito.

Infine l’ultima idea, nel caso in cui i pannelli di OSB vi convincano per le loro caratteristiche ma non vi dovessero proprio andare bene nel loro colore naturale…
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Qui, verniciato di nero, è stato utilizzato come elemento strutturale e di arredo per realizzare una scala/contenitore e un volume che ingloba al suo interno ambienti di servizio (due bagni e e una cucina in linea, su uno dei lati lunghi del volume).
Cosa ve ne sembra? Io credo siano tutte soluzioni interessanti che fanno davvero venire voglia di utilizzare questo materiale per rendere personale e unico il proprio spazio di vita o di lavoro. Credo che possa essere una valida idea per realizzare la nuova camera di mio figlio ormai adolescente, sono più che certa che sarebbe di suo gusto.

Enjoy Your Home!
 
Bibliografia : Fonte 1      Fonte 2;
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Vivere nella Storia: antiche dimore, stucchi e design

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing, Interiors
La mia prima vera casa è stato un appartamento d’epoca a Trieste. Il palazzo in cui si trovava era del 1837 e gli interni conservavano gli originali parquet a spina di pesce, le ampie porte a doppio battente e le alte finestre con i doppi infissi originali in legno dai quali, nelle fredde giornate di bora, gli spifferi passavano fischiando al ritmo del vento. Era un piccolo appartamento con sole due stanze ma quei dettagli d’epoca gli regalavano un’aura  da  abitazione signorile. Non ho foto di quella casa, perchè ancora non esitevano gli smartphone nè instagram e non era proprio usanza fotografare le stanze in vari momenti della giornata, come facciamo oggi noi interior addicted. Però me ne resta vivissimo il ricordo e un po’ di nostalgia perchè, quelle stanze con i parquet scricchiolanti e i dettagli imperfetti, masticati dal tempo, io le sentivo proprio mie.
Ora che vivo in una palazzina anni ’70, resa appena più speciale dal progetto di un architetto che, all’epoca e in questa piccola provincia, era abbastanza conosciuto, l’idea di vivere in una casa storica ogni tanto torna a fare capolino. Proprio due giorni fa, durante una passeggiata un’amica, indicandomi due belle ville vicine, una di metà ‘800 e una del decennio scorso mi ha chiesto:”Potendo scegliere, tra quelle due dove vorresti abitare?”. Ho tentennato un po’ e, benchè io ami la praticità del contemporaneo, il mio animo romantico e forse il ricordo della mia prima casa da adulta, mi riportavano alle mura spesse e alle facciate decorate . 
Ecco perchè oggi ho raccolto un po’ di immagini di interni di dimore storiche, un po’ più “importanti” del mio mini appartamento triestino. Ho scelto quelle dove i dettagli architettonici originali si sposano perfettamente con il design contemporaneo.

 

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Antichi decori,  stucchi,  importanti pavimenti, affiancati alle linee rigorose  di arredi e complementi. E’ un abbinamento che mi affascina molto e credo potrebbe essere il giusto compromesso se davvero dovessi trovarmi a scegliere tra la villa antica e quella modernissima  . Certo, queste tipologie di edifici pongono diversi vincoli, alcuni di rispetto propriamente storico, altri strutturali ma credo che la sfida e qualche compromesso valgano sempre la pena.  E voi cosa ne dite? Avete mai vissuto in una casa d’epoca (anche se non così “importante” come quelle in foto)? Se doveste scegliere tra le due, la vostra casa ideale sarebbe antica, con una storia da riportare al presente o un neonato edificio in classe A? 
Enjoy Your Home!

 
 

Tempo di imbiancare casa: mano di bianco o tutto colore?

Pubblicato da blog ospite in Decor, HomeRefreshing
Lo so che molti di voi si stanno preparando a chiamare l’imbianchino per il preventivo di tinteggiatura. E’ il classico lavoro primaverile e, sia che ci si arrangi da sè, sia che si decida di affidarsi a dei professionisti, il dilemma di che aspetto dare, questa volta, alle nostre pareti è intrinsecamente legato alla necessità (diciamoci la verità…chi ne ha voglia?) di imbiancare casa.
Forse decidere se e come colorare le pareti e l’unica parte divertente perchè, per il resto, lo spostamento e copertura mobili, e la casa invasa da teli, scale e bidoni di colore a me mette la stessa ansia di un’allerta uragano.
Finchè invece c’è da stare a tavolino con le cartelle colori e la schermata del pc sul fantastico modo pinterest, come potete immaginare, ci sto come un bambino alle giostre.
Il colore è il grande protagonista delle tendenze degli ultimi anni, nell’Interior come nella moda e, anche i paesi nordici, da sempre patria del tutto bianco, si stanno lasciando sedurre dal fascino delle pareti colorate,  anche con gradazioni più  intense e morbide rispetto ai toni più neutri e polverosi ai quali ci avevano abituato.
Ma, tendenze o non tendenze, c’è sempre chi, per comodità o convinzione, preferisce sempre la scelta rassicurante della classica “mano di bianco”.
Certo, scegliere un colore è più difficile. Scegliere un colore ci costringe ad osservare bene la nostra casa, i suoi arredi, la sua luce, i complementi per capire quale sfumatura di quale colore potrebbe legarsi e far risaltare il tutto.
Perchè è proprio questo il problema. Se partiamo da zero, nella realizzazione di un progetto, il colore viene considetato in partenza, insieme a tutto il resto ma, in una casa già vissuta, inserire un colore che si armonizzi col tutto non è facile.
Ma, se è vero che non è facile decidere è anche vero che, nulla come un colore riesce a dare nuova vita ( e vitalità) a spazi e arredi che hanno già una loro storia. L’unica accortezza è capire cosa dona ai nostri ambienti, cosa potrebbe valorizzarli, proprio come si farebbe per la scelta di un abito. 
Ecco una carrellata di effetti speciali che si possono creare con il colore. 
Si può definire uno spazio,  dandogli risalto per  accentuarne  la funzione rispetto alle zone circostanti e per mettere in risalto i diversi volumi.

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Si può far risaltare un singolo dettaglio, in queste immagini quello che era un semplice passaggio diventa la cornice di due spazi in successione.
Si può creare  uno sfondo omogeneo: il colore si estende su porte e battiscopa , creando un effetto di spazio dilatato e ininterrotto.

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Con il colore si può creare uno sfondo sul quale far risaltare arredi, quadri od oggetti

Con il colore si può creare un’atmosfera , si può creare coerenza tra gli spazi , gli arredi e i suoi complementi.

Che sia il filo conduttore di tutta la casa (la mia, è tutta in grigio) o che sia il dettaglio  di una singola stanza,che sia in un tono delicato o sfacciatamente coraggioso, il colore è in grado di conferire personalità a qualsiasi ambiente. Anche se siete fanatici delle pareti total white, io un pensierino ce lo farei…
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16 Febbraio 1918, la nascita di un grande Maestro

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing, Interiors
Oggi, 100 anni fa, nasceva a Milano quello che sarebbe diventato uno dei più importanti progettisti della nostra storia. Impossibile sintetizzare in poche righe tutto il suo lavoro, sempre in magico equilibrio tra la genialità assoluta e la ragionata funzionalità. Impossibile scrivere qualcosa che riesca davvero a celebrare il suo lavoro, ci vorrebbe un’enciclopedia. Impossibile però, in questa giornata, centenario della sua nascita, non dedicargli un pensiero. Il mio ricordo è una minuscola selezione dei suoi capolavori, molti dei quali realizzati con l’inseparabile fratello Piergiacomo.
Il primo dell’elenco è l’interruttore rompitratta, forse il progetto di cui andava più fiero. Usato da milioni di persone, ogni giorno, in tutte le case. La vera quintessenza del Design.
1.
Dal suo progetto sconosciuto a quello più conosciuto (e copiato), il primo oggetto di disegno industriale protetto da diritto d’autore. Il primo lampadario che porta la luce dove un punto luce sul soffitto non c’è. L’arco più famoso dopo quello a tutto sesto inventato dai Romani, lei La Arco:
2.
Poi i due premi Compasso D’Oro del 1979, uno conosciutissimo, l’altro un po’ meno: la lampada Parentesi, per Flos, progettata con Pio Manzù, scomparso nel 1969, prima che la Parentesi venisse messa in produzione e la struttura per letto ospedaliero progettata con la collaborazione dell’ortopedico Ernesto Zerbi. 
3.
 
4.
Iconico, immediatamente associato al suo nome e rappresentativo della sua idea di Design, lo sgabello Mezzadro progettato, insieme al fratello Piergiacomo, nel 1957 e prodotto ancora oggi da Zanotta:
5.
Compasso D’Oro nel 1984 per le posate Dry, prodotte da Alessi,
6.
Leggero, essenziale il tavolo scrittarello prodotto da De Padova è la sintesi perfetta della zona studio domestica.
7.
Questi sono solo una minima parte dei suoi 290 progetti di disegno industriale,  molti dei quali sono esposti nei più importanti musei del mondo e di cui ben otto hanno vinto il Compasso D’Oro. Altri 190 dei suoi progetti sono stati dedicati all’ architettura e li potete ammirare QUI, sul sito della Fondazione Castiglioni, nata nel 2011 per catalogare e preservare la memoria del lavoro di questo incredibile progettista, scomparso nel 2002, il cui “segreto” è racchiuso nella sua descrizione di come affrontare, ogni volta, un nuovo progetto.

«L’esperienza non dà certezza né sicurezza. Aumenta, anzi, le possibilità d’errore. Più passa il tempo, più difficile diventa progettare meglio. L’antidoto? Ricominciare ogni volta da capo, con umiltà e pazienza»

Achille Castiglioni 

P.S. Se, in questo 2018 o in altre occasioni, vi capiterà di visitare Milano, non dimenticate di visitare lo Studio Museo alla Fondazione Castiglioni, in Piazza Castello 27. Trovate  tutte le indicazione per la visita QUI.

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Una mansarda tutta per sè

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing
Mi piacciono le sfide date dagli spazi piccoli, quelli che, riuscire a farci stare dentro tutto, è come risolvere un Sudoku e vado matta per le case di vacanza, quelle da arredare seguendo un gusto meno convenzionale, un po’ più libero  e sbarazzino, magari lasciandosi ispirare dall’ambiente in cui si trovano: rurale, marino o montano. Perciò capirete tra poco quale piacere può essere stato occuparmi della consulenza online per la riorganizzazione di una piccola mansarda in una abitazione unifamiliare in una piccola località montana.
La richiesta era quella di trasformare questo spazio inutilizzato in una comoda suite per la figlia dei proprietari, trasferitasi per lavoro in una grande città, durante i suoi ritorni a casa. La richiesta precisa era di avere un bagno  e la zona letto separata in modo che, durante il giorno, l’ambiente potesse avere una vera e propria area relax, senza dover necessariamente aprire e chiudere un divano letto.

Ecco alcune delle foto che mi sono state inviate dalla proprietaria, insieme alle misure dellagliate della mansarda:
Foto 1

Foto 2

Foto 3

Planimetria con coni ottici di ripresa delle foto
Fondamentale era la necessità di studiare un intervento leggero, che contenesse i costi , conservando i pavimenti originali ed evitando, per quanto possibile, il costo della rimozione della perlinatura esistente, sia per una questione di budget che per una questione di pulizia e velocità del lavoro.
Per permettere questo, l’impianto elettrico sarà a vista. Mi è stato anche chiesto di mantenere il camino, anche se non più funzionante, il lamapadario in ferro che si vede nella foto 2 e i mobili di famiglia (la libreria della foto 1, il baule della foto 2 e il bell’armadio antico con anta a specchio che vedede nella foto qui sotto). 
Ecco la proposta che è stata fatta, tenuto conto dei vincoli esistenti:

In verde sono indicati i tramezzi di nuova costruzione, che verranno realizzati in cartongesso.
Bagno: per mantenere intatto il pavimento esistente i sanitari sono stati posizionati in linea, lungo una parete in cartongesso di 20 cm di spessore che ingloba gli impianti e i supporti per i sanitari sospesi e la cassetta di scarico. Tutti gli scarichi si collegano alla colonna esistente, passando in un vano tecnico realizzato nella parte più bassa della mansarda a lato della zona letto.
Camera: la cameretta, che ha una superficie di 9.10mq, ospita solo il letto.  
Zona relax: nella zona relax trovano posto un divano comodo  e una poltroncina dallo stile retrò, un tappeto con un tavolino rotondo e tutti i mobili di famiglia. Le perline verranno semplicemente ridipinte.

 

In cameretta si è voluto lasciare tutto lo spazio a disposizione per un comodo letto, lasciando l’armadio antico appena fuori. Essendo una camera utilizzata solo durante i week end, non è necessario un grande spazio di contentimento. 

Ecco le immagini dei prodotti scelti per gli arredi e le finiture:

e i link ai quali potrete trovarli,

Divano, poltroncina, lampada da terra, tappetotavolino, cuscino eco pelliccia, cuscino cervo, cuscino blu, cuscino verde

e i link di materiali ed arredi

Specchio rotondo , Lavabo con mobile , WC sospeso , Applique , Lampadine e cavi , Cementine interno doccia , Piastrelle diamantate, Piatto doccia .

e i prodotti scelti

Letto , comodino rotondo, comodino sospeso, biancheria, tappetini in pelle di pecora, cuscini fantasia, cuscino tinta unita.

Per amalgamare arredi e ambiente ho scelto di far tinteggiare le perline esistenti di un grigio caldo e opaco che riprenda il colore del pavimento. Stesso colore per tutte le pareti della camera, esclusa quella dietro il letto per la quale ho pensato ad un verde azzurro per esaltare l’atmosfera cocoon. E’ un colore accogliente che fa risaltare i grigi di pavimento e pareti e  il legno della travatura. 
Dello stesso colore andrà tinteggiata la parete dietro al divano. Le porte interne saranno grigie, come pavimento e la maggior parte delle pareti.

             1-2-3

Lush Garden – Jotun
Il risultato, nonostante i vincoli, è un ambiente pratico e vivibile, dove convivono mobili antichi e arredi e colori in linea con le ultime tendenze. Il posto ideale per dei week end in famiglia senza rinunciare alla privacy di un mini appartamento tutto per sè. 
Enjoy Your Home!

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