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Case Vacanza: ispirazioni per cucine smart!

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing
L’ispirazione per questo post è stata una passeggiata in una località marina dell’alto Adriatico fatta in una domenica per nulla soleggiata, lungo stradine affollate di casette,  molte delle quali ancora in attesa di essere aperte per la stagione estiva.
Chi di voi ha la fortuna di possedere una casa al mare o in montagna , si è trovato sicuramente nella situazione drammatico-creativa di dover pensare all’arredo e alla personalizzazione di questi spazi che hanno il compito di accogliere attesissime giornate di ricarica e relax. Situazione creativa perchè, nelle case vacanza, abbiamo la licenza di uscire dagli schemi , di lasciarci ispirare dall’atmosfera del luogo, marino, montano o rurale che sia. Situazione drammatica perchè spesso le case vacanza mettono alla prova la creatività, con le loro dimensioni ridotte e anche perchè, essendo usate per periodi limitati di tempo, il budget che si decide di mettere a disposizione per il loro arredo e decorazione, spesso  è  limitato. 
Qualche volta le case di vacanza vengono anche date in affitto e, in questi casi, si vorrebbe che gli arredi fossero restistenti e facili da gestire.
Anche per le piccole case di vacanza, l’arredo più impegnativo, dal punto di vista economico e progettuale è  la cucina. Per quanto piccoli siano gli spazi e per quanto poco ci si dedichi alla preparazione dei pasti quando si è in vacanza, la cucina richiede sempre una attrezzatura e uno sviluppo minimo e razionale, per essere comoda .
Prendendo spunto da un trend molto attuale, ho raccolto alcune immagini di ispirazione per chi volesse pensare il proprio angolo cottura in una casa di vacanza. Sono cucine in muratura, realizzate a volte con materiali di recupero, spesso senza nessuna anta a chiusura dei ripiani, con i pochi strumenti indispensabili in vacanza lasciati a vista. Sono arredi che avranno, nel tempo, bisogno di poca manutenzione, finita la stagione estiva si ripongono piatti e pentole negli armadi e le operazioni di pulizia ed eventuali piccole riparazioni durante la chiusura e riapertura della casa risulteranno sicuramente ridotte. 
Alcune di queste cucine si trovano in immobili caratteristici e di particolare pregio ma nessuno vi proibisce di prendere ispirazione per il vostro appartamentino al mare, anche se si trova in un condominio degli anni ’70.

 

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Quest’ultima immagine è un’idea decor molto carina per realizzare delle tendine, perfette per un angolo cottura al mare, con pochissima spesa e pochissimo lavoro.

Chi mi segue sul blog sa che la mia casa vacanze è il camper, che io considero romanticamente una casa in ogni luogo. L’unica pecca del camper è che non dà molto spazio alle possibilità di personalizzazione. Quando si viaggia, soprattutto se si è in quattro persone in pochissimi mq tutto deve essere ridotto all’indispensabile.
Ma se un giorno dovessi converire il camperino con qualcosa di stanziale, la cucina che realizzerei per la mia casa vacanza prenderebbe ispirazione proprio da queste. Voi cosa ne dite? Riduzione degli oggetti e semplificazione di uso o tradizionale cucina componibile anche in vacanza?

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I pannelli in OSB, caratteristiche tecniche e idee di progetto

Pubblicato da blog ospite in Architettura, HomeRefreshing, Idee
Se fate parte del popolo di Pinterest o se anche solo amate sfogliare riviste di Interior Design (e se state leggendo questo blog molto  probabilmente è così…) avrete notato foto e articoli con arredi o rivestimenti realizzati con i tipici pannelli di legno solitamente utilizzati in edilizia. Per chiarirvi le idee sto parlando di questo:
Questi pannelli si chiamano OSB,  acronimo di Oriented Strand Board. Altro non sono che pannelli tecnici, di scaglie di legno, che negli ultimi tempi hanno attirato l’attenzione di architetti e designers, per il loro aspetto industriale, grezzo, che si presta in realtà a moltissime interpretazioni, anche molto sofisticate. 
I pannelli di OSB sono relizzati con scaglie di legno di varie misure,  incollate con l’utilizzo di resine sintetiche e tramite un processo di pressatura a caldo. 
Le caratteristiche tecniche dei pannelli variano in base agli spessori e ai collanti che vengono utilizzati, che li rendono adatti anche per l’utilizzo in ambienti umidi e per utilizzo sia strutturale che di  semplice rivestimento. In generale, in funzione del loro spessore, i pannelli in OSB presentano ottime caratteristiche meccaniche e di resitenza.
Queste caratteristiche prestazionali e il basso costo ne hanno fatto un materiale di uso e sperimentazione in ambienti sia commerciali che residenziali e vengono usati sia per la costruzione di elementi strutturali (scale, ad esempio) che per il rivestimento di pavimenti, pareti e la realizzazione di arredi o di intere partizioni interne.
Data la presenza di collanti nella composizione dei pannelli, è importante controllarne la provenienza e richiedere sempre una certificazione che attesti l’assenza di rilascio di formaldeide. I pannelli OSB prodotti in Europa rispondono ai requisiti per l’uso in ambienti di soggiorno (classe E1). E’ comunque sempre opportuno farsi rilasciare dal fornitore la scheda tecnica del materiale che ne attesti formalmente la classe di emissione . 
Ho selezionato diverse realizzazioni che rendono l’idea della varietà di applicazioni e di stili offerti dall’uso di questo materiale. Nonostante l’aspetto grezzo, l’utilizzo sapiente e dosato permette di creare ambienti che personalmente trovo molto interessanti e anche molto raffinati.

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 Ed ecco alcuni esempi di utilizzo di bagno, non solo privati ma anche per ambienti pubblici:

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Proprio per le sue peculiarità materiche ed estetiche, che lo rendono protagonista indiscusso dello spazio, l’OSB ben si presta per la caratterizzazione di ambienti di lavoro , pubblici o  commerciali.  Che sia una semplice porta piuttosto che un bancone per una reception o un bar, che sia una scala, rigorosa o dalla forma azzardata, ogni volume realizzato con questo materiale si impone e dà risalto al contesto in cui viene inserito.

Infine l’ultima idea, nel caso in cui i pannelli di OSB vi convincano per le loro caratteristiche ma non vi dovessero proprio andare bene nel loro colore naturale…
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Qui, verniciato di nero, è stato utilizzato come elemento strutturale e di arredo per realizzare una scala/contenitore e un volume che ingloba al suo interno ambienti di servizio (due bagni e e una cucina in linea, su uno dei lati lunghi del volume).
Cosa ve ne sembra? Io credo siano tutte soluzioni interessanti che fanno davvero venire voglia di utilizzare questo materiale per rendere personale e unico il proprio spazio di vita o di lavoro. Credo che possa essere una valida idea per realizzare la nuova camera di mio figlio ormai adolescente, sono più che certa che sarebbe di suo gusto.

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Bibliografia : Fonte 1      Fonte 2;
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Vivere nella Storia: antiche dimore, stucchi e design

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing, Interiors
La mia prima vera casa è stato un appartamento d’epoca a Trieste. Il palazzo in cui si trovava era del 1837 e gli interni conservavano gli originali parquet a spina di pesce, le ampie porte a doppio battente e le alte finestre con i doppi infissi originali in legno dai quali, nelle fredde giornate di bora, gli spifferi passavano fischiando al ritmo del vento. Era un piccolo appartamento con sole due stanze ma quei dettagli d’epoca gli regalavano un’aura  da  abitazione signorile. Non ho foto di quella casa, perchè ancora non esitevano gli smartphone nè instagram e non era proprio usanza fotografare le stanze in vari momenti della giornata, come facciamo oggi noi interior addicted. Però me ne resta vivissimo il ricordo e un po’ di nostalgia perchè, quelle stanze con i parquet scricchiolanti e i dettagli imperfetti, masticati dal tempo, io le sentivo proprio mie.
Ora che vivo in una palazzina anni ’70, resa appena più speciale dal progetto di un architetto che, all’epoca e in questa piccola provincia, era abbastanza conosciuto, l’idea di vivere in una casa storica ogni tanto torna a fare capolino. Proprio due giorni fa, durante una passeggiata un’amica, indicandomi due belle ville vicine, una di metà ‘800 e una del decennio scorso mi ha chiesto:”Potendo scegliere, tra quelle due dove vorresti abitare?”. Ho tentennato un po’ e, benchè io ami la praticità del contemporaneo, il mio animo romantico e forse il ricordo della mia prima casa da adulta, mi riportavano alle mura spesse e alle facciate decorate . 
Ecco perchè oggi ho raccolto un po’ di immagini di interni di dimore storiche, un po’ più “importanti” del mio mini appartamento triestino. Ho scelto quelle dove i dettagli architettonici originali si sposano perfettamente con il design contemporaneo.

 

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Antichi decori,  stucchi,  importanti pavimenti, affiancati alle linee rigorose  di arredi e complementi. E’ un abbinamento che mi affascina molto e credo potrebbe essere il giusto compromesso se davvero dovessi trovarmi a scegliere tra la villa antica e quella modernissima  . Certo, queste tipologie di edifici pongono diversi vincoli, alcuni di rispetto propriamente storico, altri strutturali ma credo che la sfida e qualche compromesso valgano sempre la pena.  E voi cosa ne dite? Avete mai vissuto in una casa d’epoca (anche se non così “importante” come quelle in foto)? Se doveste scegliere tra le due, la vostra casa ideale sarebbe antica, con una storia da riportare al presente o un neonato edificio in classe A? 
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Tempo di imbiancare casa: mano di bianco o tutto colore?

Pubblicato da blog ospite in Decor, HomeRefreshing
Lo so che molti di voi si stanno preparando a chiamare l’imbianchino per il preventivo di tinteggiatura. E’ il classico lavoro primaverile e, sia che ci si arrangi da sè, sia che si decida di affidarsi a dei professionisti, il dilemma di che aspetto dare, questa volta, alle nostre pareti è intrinsecamente legato alla necessità (diciamoci la verità…chi ne ha voglia?) di imbiancare casa.
Forse decidere se e come colorare le pareti e l’unica parte divertente perchè, per il resto, lo spostamento e copertura mobili, e la casa invasa da teli, scale e bidoni di colore a me mette la stessa ansia di un’allerta uragano.
Finchè invece c’è da stare a tavolino con le cartelle colori e la schermata del pc sul fantastico modo pinterest, come potete immaginare, ci sto come un bambino alle giostre.
Il colore è il grande protagonista delle tendenze degli ultimi anni, nell’Interior come nella moda e, anche i paesi nordici, da sempre patria del tutto bianco, si stanno lasciando sedurre dal fascino delle pareti colorate,  anche con gradazioni più  intense e morbide rispetto ai toni più neutri e polverosi ai quali ci avevano abituato.
Ma, tendenze o non tendenze, c’è sempre chi, per comodità o convinzione, preferisce sempre la scelta rassicurante della classica “mano di bianco”.
Certo, scegliere un colore è più difficile. Scegliere un colore ci costringe ad osservare bene la nostra casa, i suoi arredi, la sua luce, i complementi per capire quale sfumatura di quale colore potrebbe legarsi e far risaltare il tutto.
Perchè è proprio questo il problema. Se partiamo da zero, nella realizzazione di un progetto, il colore viene considetato in partenza, insieme a tutto il resto ma, in una casa già vissuta, inserire un colore che si armonizzi col tutto non è facile.
Ma, se è vero che non è facile decidere è anche vero che, nulla come un colore riesce a dare nuova vita ( e vitalità) a spazi e arredi che hanno già una loro storia. L’unica accortezza è capire cosa dona ai nostri ambienti, cosa potrebbe valorizzarli, proprio come si farebbe per la scelta di un abito. 
Ecco una carrellata di effetti speciali che si possono creare con il colore. 
Si può definire uno spazio,  dandogli risalto per  accentuarne  la funzione rispetto alle zone circostanti e per mettere in risalto i diversi volumi.

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Si può far risaltare un singolo dettaglio, in queste immagini quello che era un semplice passaggio diventa la cornice di due spazi in successione.
Si può creare  uno sfondo omogeneo: il colore si estende su porte e battiscopa , creando un effetto di spazio dilatato e ininterrotto.

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Con il colore si può creare uno sfondo sul quale far risaltare arredi, quadri od oggetti

Con il colore si può creare un’atmosfera , si può creare coerenza tra gli spazi , gli arredi e i suoi complementi.

Che sia il filo conduttore di tutta la casa (la mia, è tutta in grigio) o che sia il dettaglio  di una singola stanza,che sia in un tono delicato o sfacciatamente coraggioso, il colore è in grado di conferire personalità a qualsiasi ambiente. Anche se siete fanatici delle pareti total white, io un pensierino ce lo farei…
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16 Febbraio 1918, la nascita di un grande Maestro

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing, Interiors
Oggi, 100 anni fa, nasceva a Milano quello che sarebbe diventato uno dei più importanti progettisti della nostra storia. Impossibile sintetizzare in poche righe tutto il suo lavoro, sempre in magico equilibrio tra la genialità assoluta e la ragionata funzionalità. Impossibile scrivere qualcosa che riesca davvero a celebrare il suo lavoro, ci vorrebbe un’enciclopedia. Impossibile però, in questa giornata, centenario della sua nascita, non dedicargli un pensiero. Il mio ricordo è una minuscola selezione dei suoi capolavori, molti dei quali realizzati con l’inseparabile fratello Piergiacomo.
Il primo dell’elenco è l’interruttore rompitratta, forse il progetto di cui andava più fiero. Usato da milioni di persone, ogni giorno, in tutte le case. La vera quintessenza del Design.
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Dal suo progetto sconosciuto a quello più conosciuto (e copiato), il primo oggetto di disegno industriale protetto da diritto d’autore. Il primo lampadario che porta la luce dove un punto luce sul soffitto non c’è. L’arco più famoso dopo quello a tutto sesto inventato dai Romani, lei La Arco:
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Poi i due premi Compasso D’Oro del 1979, uno conosciutissimo, l’altro un po’ meno: la lampada Parentesi, per Flos, progettata con Pio Manzù, scomparso nel 1969, prima che la Parentesi venisse messa in produzione e la struttura per letto ospedaliero progettata con la collaborazione dell’ortopedico Ernesto Zerbi. 
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Iconico, immediatamente associato al suo nome e rappresentativo della sua idea di Design, lo sgabello Mezzadro progettato, insieme al fratello Piergiacomo, nel 1957 e prodotto ancora oggi da Zanotta:
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Compasso D’Oro nel 1984 per le posate Dry, prodotte da Alessi,
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Leggero, essenziale il tavolo scrittarello prodotto da De Padova è la sintesi perfetta della zona studio domestica.
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Questi sono solo una minima parte dei suoi 290 progetti di disegno industriale,  molti dei quali sono esposti nei più importanti musei del mondo e di cui ben otto hanno vinto il Compasso D’Oro. Altri 190 dei suoi progetti sono stati dedicati all’ architettura e li potete ammirare QUI, sul sito della Fondazione Castiglioni, nata nel 2011 per catalogare e preservare la memoria del lavoro di questo incredibile progettista, scomparso nel 2002, il cui “segreto” è racchiuso nella sua descrizione di come affrontare, ogni volta, un nuovo progetto.

«L’esperienza non dà certezza né sicurezza. Aumenta, anzi, le possibilità d’errore. Più passa il tempo, più difficile diventa progettare meglio. L’antidoto? Ricominciare ogni volta da capo, con umiltà e pazienza»

Achille Castiglioni 

P.S. Se, in questo 2018 o in altre occasioni, vi capiterà di visitare Milano, non dimenticate di visitare lo Studio Museo alla Fondazione Castiglioni, in Piazza Castello 27. Trovate  tutte le indicazione per la visita QUI.

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Una mansarda tutta per sè

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing
Mi piacciono le sfide date dagli spazi piccoli, quelli che, riuscire a farci stare dentro tutto, è come risolvere un Sudoku e vado matta per le case di vacanza, quelle da arredare seguendo un gusto meno convenzionale, un po’ più libero  e sbarazzino, magari lasciandosi ispirare dall’ambiente in cui si trovano: rurale, marino o montano. Perciò capirete tra poco quale piacere può essere stato occuparmi della consulenza online per la riorganizzazione di una piccola mansarda in una abitazione unifamiliare in una piccola località montana.
La richiesta era quella di trasformare questo spazio inutilizzato in una comoda suite per la figlia dei proprietari, trasferitasi per lavoro in una grande città, durante i suoi ritorni a casa. La richiesta precisa era di avere un bagno  e la zona letto separata in modo che, durante il giorno, l’ambiente potesse avere una vera e propria area relax, senza dover necessariamente aprire e chiudere un divano letto.

Ecco alcune delle foto che mi sono state inviate dalla proprietaria, insieme alle misure dellagliate della mansarda:
Foto 1

Foto 2

Foto 3

Planimetria con coni ottici di ripresa delle foto
Fondamentale era la necessità di studiare un intervento leggero, che contenesse i costi , conservando i pavimenti originali ed evitando, per quanto possibile, il costo della rimozione della perlinatura esistente, sia per una questione di budget che per una questione di pulizia e velocità del lavoro.
Per permettere questo, l’impianto elettrico sarà a vista. Mi è stato anche chiesto di mantenere il camino, anche se non più funzionante, il lamapadario in ferro che si vede nella foto 2 e i mobili di famiglia (la libreria della foto 1, il baule della foto 2 e il bell’armadio antico con anta a specchio che vedede nella foto qui sotto). 
Ecco la proposta che è stata fatta, tenuto conto dei vincoli esistenti:

In verde sono indicati i tramezzi di nuova costruzione, che verranno realizzati in cartongesso.
Bagno: per mantenere intatto il pavimento esistente i sanitari sono stati posizionati in linea, lungo una parete in cartongesso di 20 cm di spessore che ingloba gli impianti e i supporti per i sanitari sospesi e la cassetta di scarico. Tutti gli scarichi si collegano alla colonna esistente, passando in un vano tecnico realizzato nella parte più bassa della mansarda a lato della zona letto.
Camera: la cameretta, che ha una superficie di 9.10mq, ospita solo il letto.  
Zona relax: nella zona relax trovano posto un divano comodo  e una poltroncina dallo stile retrò, un tappeto con un tavolino rotondo e tutti i mobili di famiglia. Le perline verranno semplicemente ridipinte.

 

In cameretta si è voluto lasciare tutto lo spazio a disposizione per un comodo letto, lasciando l’armadio antico appena fuori. Essendo una camera utilizzata solo durante i week end, non è necessario un grande spazio di contentimento. 

Ecco le immagini dei prodotti scelti per gli arredi e le finiture:

e i link ai quali potrete trovarli,

Divano, poltroncina, lampada da terra, tappetotavolino, cuscino eco pelliccia, cuscino cervo, cuscino blu, cuscino verde

e i link di materiali ed arredi

Specchio rotondo , Lavabo con mobile , WC sospeso , Applique , Lampadine e cavi , Cementine interno doccia , Piastrelle diamantate, Piatto doccia .

e i prodotti scelti

Letto , comodino rotondo, comodino sospeso, biancheria, tappetini in pelle di pecora, cuscini fantasia, cuscino tinta unita.

Per amalgamare arredi e ambiente ho scelto di far tinteggiare le perline esistenti di un grigio caldo e opaco che riprenda il colore del pavimento. Stesso colore per tutte le pareti della camera, esclusa quella dietro il letto per la quale ho pensato ad un verde azzurro per esaltare l’atmosfera cocoon. E’ un colore accogliente che fa risaltare i grigi di pavimento e pareti e  il legno della travatura. 
Dello stesso colore andrà tinteggiata la parete dietro al divano. Le porte interne saranno grigie, come pavimento e la maggior parte delle pareti.

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Lush Garden – Jotun
Il risultato, nonostante i vincoli, è un ambiente pratico e vivibile, dove convivono mobili antichi e arredi e colori in linea con le ultime tendenze. Il posto ideale per dei week end in famiglia senza rinunciare alla privacy di un mini appartamento tutto per sè. 
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HomeRefreshing e la congiura delle "F"

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing
Non voglio nemmeno contarli i giorni in cui il mio povero blog è stato abbandonato a sè stesso, in cui non ho scritto nemmeno una riga e nemmeno pubblicato su Facebook un messaggio di saluto tanto per far sapere che ero ancora qui.
Cosa mi ha tenuto lontano da questo posto che mi piace tanto e mi serve da valvola di sfogo e da album di raccolta di ispirazioni e progetti?
Una terribile congiura di cose e persone che iniziano per “F”.
Figli e Famiglia: inutile spiegare di cosa si tratta, chiunque abbia anche solo una di queste due cose sa benissimo di cosa sto parlando.
Formazione: una quantità imbarazzante di crediti formativi da recuperare, dei quali mi ero completamente dimenticata (più o meno). Per fortuna ci ha pensato il mio Ordine Professionale a ricordarmelo, sollecitandomi amichevolmente al recupero, in tempi strettissimi e sotto la minaccia dell’autocombustione di tutti i miei titoli di studio a partire dalla licenza elementare. 
Ho dovuto passare tanto di quel tempo davanti al compurer a seguire corsi a distanza che la sola vista di un monitor (tv compresa) mi provocava lo stesso effetto di un film dell’orrore.  

Fabrizio: è mio marito…e ha avuto la Fantastica idea di cambiare lavoro dopo 15 anni di onorata carriera da dipendente per intraprendere la Libera Professione. Ovviamente mi ha coinvolta in questo, in qualità di esperta (e gratuita) libera professionista.  
Feste: nel frattempo che i punti 1,2 e 3 si avviavano verso una lenta risoluzione, senza non pochi problemi di organizzazione, ecco arrivare le vacanze di Natale e anche qui credo non servano spiegazioni. Ed ecco quindi, inevitabilmente, che arriviamo alla quinta “F”…
Fatica: Provocata dai punti 1, 2, 3 e 4 di questo elenco. Fatica che mi ha fatto pensare più di una volta di formattare ( uuuuhhh un’altra “F” ) tutto e iniziare una vita contemplativa in stile piccolo Buddha, più o meno insomma…diciamo che mi sarebbe bastato anche qualcosa come sette anni in Tibet alla Brad Pitt .
Invece…nonostante tutto questo, rieccomi qui. Non è ancora il momento di chiudere il blog :-), non saranno certo un pugno di crediti formativi obbligatori a mettermi K.O.

E allora, da dove ricominciare? Direi proprio continuando la tradizione delle “F” che hanno dato il ritmo agli ultimi mesi.
Ecco degli spunti, da cui partire per l’homerefreshing dei vostri ambienti, in questo 2018 appena iniziato. Se avete dei progetti di riorganizzazione per i vostri ambienti domestici non dimenticate di tenere in considerazione la regola delle 5F di Homerefreshing.

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Forma: Un buon uso degli spazi, anche di quelli più piccoli o complicati, un progetto razionale e ben studiato delle vostre esigenze , che tenga conto delle necessità future e possa durare nel tempo.
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Freschezza: Spazi leggeri, minimali, stanze luminose e non appesantite da troppi oggetti o decorazioni. 

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Filo conduttore: un tema che renda coerenti tra loro gli ambienti della vostra casa, qualcosa che rispecchi la vostra filosofia di vita. Non deve essere un tema a caso ma qualcosa che rispecchi la vostra personalità e i vostri interessi. Se non avete il pollice verde, insomma, che non vi venga in mente di dare alle vostre stanze uno stile Urban Jungle, solo perchè va di moda. Cercate anche di non essere troppo accademici nelle vostre ispirazioni, se vi piace lo stile Versailles, adattatelo al nostro secolo e non dimenticate il punto precedente sulla freschezza
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Fantasia: imparare le regole e poi romperne qualcuna. Un dettaglio inatteso, un colore insolito, un materiale a contrasto.

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Fatto a mano: che si tratti di un mobile su misura, un oggetto realizzato da sapienti mani artigiane, oppure di un piccolo lavoro di faidate ,  non dimenticate di avere in casa qualcosa di unico per rendere i vostri spazi davvero personali.


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Funzionalità : tutto ciò che fa della vostra casa un ambiente pratico e piacevole da vivere. Prima di tutto, anche se sembra scontato,c’è la sicurezza, della struttura e degli impianti. Una casa i cui consumi siano contenuti e facili da gestire, i cui impianti siano efficienti, in cui l’illuminazione sia ben studiata. 

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Sono proprio felice di questo nuovo inizio 🙂 , un inizio a pieno regime, tanto che posso già anticiparvi il post della settimana prossima: la consulenza online per il progetto di una piccola mansarda piena di fascino .

Curiosi? Sì? A prestissimo allora!!!


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Una camera minimal in cerca di personalità.

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing, Idee
Un paio di post fa vi ho anticipato che avrei raccontato due progetti a distanza. Sono progetti che hanno due cose in comune: si trovano entrambi a Milano (uno in città, l’altro in provincia) e riguardano entrambi l’arredo di una camera da letto. Mentre la camera di Matilde ha avuto bisogno di una trasformazione totale, questa della quale vi racconterò oggi è una camera già perfetta, ristruttutata ed arredata con gusto. I giovani proprietari mi hanno scritto per avere un suggerimento su come personalizzare la stanza intervenendo solo sulla tinteggiatura delle pareti, sui tessuti e i complementi di arredo e per avere un suggerimento sul tipo di tendaggio da utilizzare.
Ecco le foto della stanza che mi sono state inviate:

E la planimetria:
Le richieste sono state:
– Un suggerimento per una tinta da dare alle pareti, in modo da personalizzare un po’ l’ambiente;
– Una scelta per l’arredo tessile del letto;
– Dettagli decorativi;
– Un appendiabiti;
– Un richiamo, se possibile, ad elementi naturali.  
– Un aiuto per la scelta della tipologia di tende .

Dopo aver studiato le foto e la planimetria il mio suggerimento è stato quello di decorare solo la parete dietro il letto che, per la presenza di una piccola sporgenza del tramezzo, risulta essere proprio una piccola nicchia. Il resto delle pareti ho suggerito di lasciarle bianche, per far sì che finestre, cassonetti e armadio “scomparissero” , dando l’impressione di maggior respiro a una camera che è profonda solo 2,80 m.

Ed ecco la proposta:

Ho pensato di decorare una parete con carta da parati a motivi floreali stilizzati  ma solo per una porzione, leggermente più stretta della testiera del letto, riprendendo ai lati, il colore del fiore più chiaro del decoro ( che è un azzurro polvere molto chiaro, qui falsato dall’elaborazione grafica) .  Trovo questa macrofantasia di Carta da parati degli anni ’70 molto rilassante , con il caldo giallo zafferano  che si combina con i toni più freddi dell’azzurro e dei grigi .  
La carta da parati è una tendenza che continua ad essere molto apprezzata dai progettisti, per la sua versatilità e adattabilità a tutti gli ambienti della casa. Le nuove carte da parati possono essere utilizzate anche in ambienti umidi come bagni e cucine e per me, che ho sempre cercato delle alternative ai rivestimenti in ceramica (decisamente più definitivi, in quanto non semplici da sostituire), sono davvero una valida fonte di ispirazione. Con la carta giusta anche un ambiente un po’ datato può trovare nuovo sprint e avere un nuovo aspetto con un budget e una messa in opera non troppo impegnativi .
Credits
Credits
Credits

Non potevo non approfittare per fare questa piccola parentesi sulle carte da parati, visto che non sempre mi capita l’occasione di parlare di questo valido strumento per personalizzare ( e personalizzare davvero!) gli spazi. Spesso vedo un po’ di titubanza quando la propongo ma vi assicuro che, una volta posata, l’effetto è stupefacente , molto meglio di quanto può apparire vedendo la carta su catalogo. 
Ma proseguiamo con la descrizione di questa stanza, per la biancheria da letto ho proposto un mix di tessuti in lino che riprendono i colori della decorazione e un plaid giallo senape, anch’esso in tinta con i fiori della carta.
Per la parete del comò settimanale la decorazione diventa anche utile.  Una serie di appendiabiti colorati e di diametri diversi,  Dots di Muuto , riprendono i toni della parete del letto e uno specchio rotondo (Strap di Hay, diametro 50 cm) trasforma, quando necessario, questo angolo in una piccola toilette per il trucco. La forma circolare di appendiabiti e specchio serve anche a smorzare il rigore lineare dei mobili.

                    Ed ecco i dettagli che sono stati proposti come ispirazione
La carta da parati e il colore

I grandi cuscini da poggiare alla testiera

Cuscino decorativo e parure copripiumino, il plaid e gli appendiabiti

I colori  suggeriti sono stati grigio chiaro, grigio scuro, giallo senape e il grigio verde.
Lo specchio e gli elementi decorativi per il comò, la famigliola di uccellini in legno di architectmade e il raffinato vaso danese Lyngby, nella versione bianca da 20 cm .
E infine la proposta per le tende, che è l’unica che ho visto come possibile in quanto il poco spazio di passaggio tra la portafinestra e il letto (circa 50 cm) e la presenza del cassonetto (che ha una sporgenza di circa 15 cm) non permettono di utilizzare binari o bastoni a soffitto con tende a pieghe, che ridurrebbero ancor più lo spazio di passaggio.
Al pacchetto steccato a vetro sarà sempre possibile, se si vorrà, aggiungere una tenda a soffitto esclusivamente decorativa da tenere raccolta a lato, l’effetto sarebbe circa questo.
Spero di ricevere presto dai proprietari di questa belle camera le foto dei lavori eseguiti. Dopo questo post ci sarà una brevissima pausa qui sul blog. Sarò in giro con il mio camper a cercare nuove ispirazioni ma voi seguitemi su Instagram , dove ci saranno aggiornamenti e spunti. A presto!!!
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La camera di Matilde. Uno spazio a misura di desideri.

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing
Matilde vive in provincia di Milano, ha 12 anni e la fortuna di avere un romantico spazio tutto per sè nella mansarda della sua abitazione. Travi a vista, una bella finestra e la piacevole luce zenitale che, durante tutto il giorno, arriva nella sua stanza attraverso due grandi lucernari.
Da qualche tempo Matilde ha espresso il desiderio di cambiare aspetto a questo spazio. Il passaggio alle scuole medie ha fatto emergere nuove esigenze e nuovi gusti. Ha bisogno di una scrivania per studiare, anche in compagnia, di spazio per i libri, di colori e complementi di arredo da adolescente e di un armadio in più  per i suoi vestiti, in aggiunta a quello che si trova in un’ altra parte della mansarda. Ma, soprattutto, Matilde vorrebbe un po’ di privacy perchè il suo spazio è aperto sul vano scala (è un open space simmetrico a quello dedicato al fratello maggiore che si trova dalla parte opposta del corpo scala). Finchè i due erano bambini, questo grande spazio aperto era perfetto da condividere: due piccole zone  separate dal vano scala centrale ma senza barriere  o filtri. 
Ora Matilde e suo fratello vorrebbero potersi isolare completamente, avere uno spazio da adolescenti in cui poter chiudere il mondo fuori. 
I genitori di Matilde mi hanno contattata per avere dei suggerimenti su come arredare questa stanza, per assecondare i suoi bisogni , ma anche per avere un elenco di ispirazioni per i dettagli con i quali personalizzare questo spazio.
Le richieste di Matilde sono state:
– Il letto sulla parete della finestra, la parte più raccolta della stanza;
– Una scrivania abbastanza grande da poterci studiare con un’amica;
– Spazio per i libri e il materiale di scuola
– Una poltroncina;
– Dettagli e colori adatti ad una giovane adolescente .
Ecco le foto dello stato di fatto che mi sono state inviate dai genitori di Matilde, Più sotto trovate   la planimetria con le misure e i coni ottici di ripresa delle immagini.

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Pamimetria del locale con coni ottici di ripresa delle immagini dello stato di fatto

I vincoli principali erano:
– Presenza del climatizzatore e di alcune prese ed interruttori sulla parete lunga del locale;
– Presenza del termosifone a destra della finestra;
– Porta di accesso al sottotetto/ripostiglio non abitabile in prossimità della scala;

Ecco la proposta che ho sottoposto a Matilde e ai suoi genitori:

Considerate la superficie della stanza, superiore a 9,00 mq e la superficie finestrata (superiore a 1/8 della superficie di pavimento), risulta possibile separare questo spazio e farne una camera autonoma.
La proposta è di relizzare la separazione con una partizione in cartongesso e porta scorrevole a scomparsa filo muro, senza finiture, tipo il modello Essential Scorrevole di Scrigno, da imbiancare con un motivo a grandi fasce orizzontali in bianco e grigio su tutta la  parete , che abbracciano anche l’intero volume del corpo scala, come indicato in planimetria.

Per il contenimento era necessario uno spazio guardaroba con molte mensole per i vestiti che vanno riposti piegati in quanto, per il resto del guardaroba, c’è a disposizione un grande armadio in un’altra zona della mansarda.

Pertanto sulla parete più lunga della stanza è stato previsto un armadio con profondità 40 cm ( in modo  da lasciare 85 cm netti per il passaggio).

L’armadio continua con una scrivania sagomata, a profondità crescente nella quale, l’ultima parte più ampia è utile come piano di appoggio.

Sulla parete sopra la scrivania due vani a giorno e un pensile con anta a vasistas ospitano i libri e il materiale scolastico. La parte superiore della composizione è un altro comodo ripiano aggiuntivo.

 Ed ecco il controcampo della stanza. Una base letto su rotelle rende possibile l’apertura della finestra e facilita le operazioni di pulizia. Grandi cuscini fungono da testiera. Sopra il letto la piccola libreria Pocket di String e, come comodino un componibile di Kartell nella versione da 3 sportelli, diametro 32 cm. Come applique ho proposto una lampada  minimal da parete, Tribeca di Menu, oppure un faidate con un reggimensola Ikea che il papà di Matilde dovrà impegnarsi a realizzare.

Nella nicchia due piccole mensole di spessore leggermente più sporgente ospitano libri e piccoli oggetti di Matilde.

Come poltroncina abbiamo scelto il dondolo di Vitra.

Ecco alcune foto di ispirazione che ho inviato a Matilde.

Libreria String Pocket

Credits
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E ora le prime immagini dei lavori, che mi sono state inviate dai genitori di Matilde. A breve spero di ricevere delle nuove immagini con i primi dettagli inseriti nella stanza.

Questo è l’armadio in fase di montaggio. Un pannello centrale cieco ospita le prese e i comandi che si trovavano a parete

Aggiungi didascalia

Piccola variazione, la scrivania è stata sagomata con una forma stondata, aggiungendo una cassettiera a sinistra, dove la profondità torna a ridursi. A destra della scrivania è stato aggiunto un modulo libreria in grigio scuro a contrasto con il piano e con le ante dell’armadio.
La separazione della camera con la parete in cartongesso e la porta scorrevole non è ancora stata realizzata in quanto richiede la presentazione di una pratica comunale e la successiva variazione catastale , per i quali è necessario essere seguiti da un tecnico del posto.
Per ora Matilde è contentissima così e anche io sono molto soddisfatta di questa piacevole collaborazione a distanza. Aspetto di ricevere altre foto non appena ogni dettaglio sarà al suo posto.
Enjoy Your Home!
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Semplifichiamoci la vita! Quando organizzato non fa rima con ordinato (ma è bello lo stesso…)

Pubblicato da blog ospite in HomeRefreshing
Che lunga assenza ! Il povero Blog di  HomeRefreshing è stato un po’ trascurato. Colpa di qualche lavoro che ha richiesto più concentrazione ma anche “colpa” di qualche meritato giorno di vacanza che è servito per raccogliere idee ed ispirazioni con calma e leggerezza. 
A breve pubblicherò due lavori di consulenza online di cui mi sono occupata poco tempo fa: il restyling della cameretta mansardata di una giovanissima adolescente e la personalizzazione della camera da letto di un appartamento fresco di ristrutturazione e arredamento. 
Oggi invece volevo assolutamente parlare del pensiero ricorrente di questo periodo, dovuto al fatto che sto riflettendo delle nuove necessità organizzative del mio appartamento ( i figli crescono, le esigenze cambiano) , accorgendomi di tutte le cose che vorrei  devo sostituire/migliorare/trasformare.

Il pensiero ricorrente al momento è l’organizzazione dell’ingresso o, meglio, l’organizzazione di tutto quello che  
viene abbandonato in ingresso una volta varcata la porta di casa. 
E’ un problema vecchio come il mondo e, nel lontano 1953, i coniugi Eames avevano pensato di risolverlo con questo oggetto , prodotto da Vitra, che è diventato di culto.

Appendiabiti Hang it all

Nonostante le buone intenzioni degli Eames, che erano quelle, attraverso questo oggetto dal design ludico ed accattivante, di insegnare ai bambini il “gioco” di mettere a posto i propri vestiti, i risultati, generazione dopo generazione, non hanno raggiunto i livelli sperati e, complice il fatto che le case sono diventate sempre più piccole e gli spazi sempre più polifunzionali ( ovvero ingressi e ripostigli scomparsi da tutte le planimetrie), il problema del “mettete tutto a posto!!!!!” affligge oggi ancora migliaia di mamme con figli conviventi dagli 0 ai 35 anni.

Il massimo della fortuna sarebbe avere un ingresso con stanza guardaroba abbastanza grande da ospitare giacce, scarpe, zaini e borse di tutta la famiglia ma, se questa incalcolabile e rarissima fortuna non c’è, come possiamo attrezzarci?
Innanzitutto con un pizzico di rassegnazione.
Sì…rassegnazione. 
Perchè se i metri quadri sono quelli che sono e non possiamo avere un locale guardaroba o un armadio quattrostagioni in ingresso, dobbiamo rassegnarci ed optare per il tutto (più o meno ordinatamente) a vista.

Questo è lo spirito sciallo dei paesi nordici che invidio tanto e vorrei fare mio ( e anche divulgare, perchè se tutti cominciaste a tenere tutto a vista mi sentirei meno sola ).  
Perchè stressare i pargoli e i coniugi costringendoli ad andare in cerca della scarpiera e del guardaroba, aprire le ante, riporre giacce e scarpe e richiudere le ante? In fondo, entro al massimo 10 ore bisognerà riutilizzare il tutto, quindi è, senza dubbio, fatica sprecata.
E’ ovvio che, davanti ad una richiesta che costa tempo e impegno, tutti preferiscano abbandonare giacche e borse sulla prima sedia del tavolo da pranzo.
Dobbiamo rilassarci e rendere tutto più veloce e più pratico, imparando dai nordici.

I nordici lasciano tranquillamente le scarpe di uso quotidiano a vista. Le tolgono appena entrati in casa (loro hanno un meteo decisamente più piovoso del nostro, quindi le loro scarpe sono anche molto più sporche delle nostre) e le poggiano su tappetini o portascarpe di vario tipo, fino al prossimo uso.

Tappetino poggia scarpe

Ad esempio questi , di Tica Copenhagen , sono dei tappetini di gomma riciclata, molto pesanti (la versione più grande pesa circa 3 kg)  quindi rimangono ben fermi al loro posto , sono resistenti e facili da lavare, con un piccolo bordo per trattenere eventuale acqua piovana o sporco. Il disegno a rilievo ha una grafica geometrica o a foglie stilizzate. 

Credits Tica Copenhagen

Ovviamente può essere usato anche all’esterno (ad esempio in terrazza o fuori dalla porta di ingresso se abitate in villetta) e più la vostra famiglia è patita delle attività outdoor più aumentano i campi di utilizzo. 

Un’alternativa scialla-chic è quella di usare dei cesti di paglia, uno per ogni membro della famiglia      (calcoliamo la famiglia media di 3/4 persone, di più sarebbe complicato…). Anche qui l’abbinamento per le giacche è con l’onnipresente Hang it all mentre per le borse sono stati previsti una serie di ganci posizionati nella parte bassa di una mensola, sotto il grande specchio. Come vedete, casa elegantissima con soffitti alti, stucchi, pareti candide e un raffinato parquet a spina francese, per uno stile di vita per nulla compassato, in cui tutto rimane a vista, come nell’atrio di un qualsiasi asilo nido.

Credits
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Se siete single o coppia, può bastare un unico cesto e il tutto avrebbe l’aria più minimal e ordinata che vedete nella foto qui sopra.
Il piccolo appendiabiti è di Menu , esiste anche nella versione bianca e potete trovarlo qui.
Se proprio non potete fare a meno della scarpiera, ricordatevi di non dimenticare i dettagli, trattatela come se fosse un mobile importante di casa e abbinatele i giusti complementi.Questa in foto , la Stall di Ikea, è stata montata sospesa, senza i piedini di serie (mensola e specchio sempre di Ikea).
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Tornando al tutto a vista, ricordate che potete sbizzarrirvi con panche di ogni stile, sotto , sopra o dentro le quali mettere le vostre amate scarpe. Scegliete il look che meglio si abbina al resto del vostro arredo. 
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In queste tre ultime immagini i ganci appendiabiti a parete sono gli ormai famosissimi e coloratissimi Dots di Muuto che potete acquistare online QUI. 

Altri, molto belli, da tenere a vista sono:

– Normann Copenhagen, Curve e  il Drop it (c’è anche più piccolo);
– Minotti Italia, Meteore ;
– HAY, Gym (in diverse misure e colori) ;
– Kartell, Gancio, in policarbonato e in diversi colori.
– Design House Stockholm, Narrow (richiudibile, in nero, bianco e rosso).

Non mi resta che prendere metro, carta e matita e iniziare a riorganizzare, almeno graficamente, gli spazi . Per la realizzazione  sappiate che gli architetti, esattamente come i calzolai, quando devono far qualcosa a casa propria, hanno dei tempi moooooolto dilatati.
Enjoy Your Home!

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